Dai terremoti ai migranti circondati dal cielo blu

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Prima di leggere l’articolo è obbligatorio vedere la mappa sismica dell’Europa !

Visto? Avete aperto una mappa sismica tratta da questo sito dove si vede chiaramente che l’Italia e la Grecia sono i paesi dell’Eurozona a più alta pericolosità sismica! Altrettanto evidente è che nella mappa sopracitata i paesi del centro e del nord Europa sono prevalentemente in zone a bassa probabilità sismica, aree caratterizzate dal colore celeste (del cielo) e in contrasto con il giallo e soprattutto con il rosso che caratterizza il territorio italiano e quello greco (per precisione aggiungerei anche i paesi balcanici).

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Ma passiamo all’immigrazione e vediamo le strane ed inquietanti “analogie”: l’Italia è un vero e proprio ponte fra l’Europa e l’Africa, con forti flussi migratori dal Nord Africa e dal Medio Oriente; idem la Grecia, che nonostante la crisi economica devastante amplificata dalla “cura” impostagli dalla troika assorbe i migranti che provengono dal Bangladesh, Pakistan, Afghanistan, Iran, Turchia e Siria. Possiamo dire che in primis sono questi due stati a contendersi il triste primato dei maggiori eventi sismici oltre che del maggior arrivo di immigrati!

In entrambi i casi è gente che fugge da un “mare” di disperazione, trovando spesso la morte o perdendo tutto ciò che a loro è più caro: casa, persone, la propria terra, a volte perfino la speranza di poter ricominciare a vivere! Nel Mondo, come rappresentato nel soprastante e antico planisfero, prevale il blu-celeste del cielo e del mare, un colore che indica anche la purezza, avvolge tutta l’umanità e sembra volerla proteggere con la sua immensità! Un colore che come abbiamo visto nella mappa sismica dell’Europa prevale però solo in alcuni paesi ed è praticamente assente in altri! Eppure commentavamo ieri un articolo del Corriere dove si affermava che la Commissione UE sarebbe pronta a bocciare la manovra del governo minacciando una possibile (probabile) procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia  nel caso non si realizzino gli “aggiustamenti” indicati al deficit, naturalmente attraverso i soliti tagli e tasse, uniche cose in cui ancora (per poco) l’Italia è sovrana! Ma all’Europa dei buuuu-rocrati interessano solo gli “aggiustamenti di-strutturali” e a poco valgono le dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’economia Padoan sul sole 24 ore di oggi: ” E il sisma che ha colpito nelle ultime ore il Centro Italia non fa che avvalorare la tesi che il nostro è un Paese molto esposto a eventi sismici gravi e pertanto qualsiasi spesa affrontata per la ricostruzione o la messa in sicurezza non dipende da scelte politiche discrezionali dell’esecutivo.” Capito!?!?!?! E’ come un bambino pronto a giustificarsi con la mammina severa! Perché al di là di quello che ci raccontano i media l’esecutivo NON HA alcuna discrezionalità che non sia quella imposta delle regole europee. Le stesse regole con cui la Germania e la quasi totalità dei paesi UE ci si puliscono il posteriore, gettando poi la carta sporca dalla finestra quando un vento favorevole porta puntualmente tali lezzosi fogli (delle regole naturalmente) sul lindo tavolo del nostro premier, che insieme ai suoi lungimiranti ministri si affretta a leggere ed immantinente ad applicare. Ma quando le regole sono “impossibili da applicare” perché ci sono “eventi sismici gravi” e/o “immigrazione incontrollata in continua ed allarmante ascesa” la risposta della Commissione a tali richieste, aiutare i terremotati a ricostruirsi una vita e affrontare l’emergenza immigrazione, è stata essenzialmente un “vedremo, se e quando ci arriveranno le richieste dal governo italiano!” Perché LORO, per “spese per l’emergenza” intendono SOLO quelle volte a ricostruire strade, ripristinare utenze ed edifici pubblici, non quelle rivolte ad aiutare direttamente i cittadini coinvolti dal sisma. Quelle sono SEMPRE E COMUNQUE SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA! Una spesa da tagliare insieme al deficit dello Stato.E uno Stato che non può più spendere alcunché per i propri cittadini è solo un’ombra, un’entità fittizia, un mezzo in mano ad élite per controllare la società a proprio uso e consumo.

Idem, lo stesso dicasi, identico destino avran, i cosiddetti “immigrati economici”, cioè quelli che seguendo l’onda dei profughi fuggiti dalle guerre, vengono spinti verso l’Europa attraverso l’Italia, la Grecia, i paesi balcanici e quelli dell’Europa dell’Est, guarda un po’ il caso proprio nel momento di miglior realizzazione delle RIFORME: la precarizzazione selvaggia del lavoro e la disoccupazione stabile sopra il 10% ha già portato un notevole esercito di disperati italici ed europei pronti ad accettare voucher e condizioni lavorative fino a ieri da secondo e terzo mondo. Ma cosa c’è di meglio che portare direttamente nelle nostre città chi la povertà l’ha vissuta “in diretta”, un esercito di disperati che a volte in modo parassitario, altre integrandosi nel modello lavorativo euroimposto, aiuterà i padroni a sfruttarci tutti insieme per un tozzo di pane. E come già è accaduto nelle moderne e civili città del nord europa (es. Belgio), si creeranno i ghetti, le nuove generazioni di immigrati perderanno presto la speranza di aver trovato  una terra migliore dove vivere, con il rischio fin troppo probabile di odio, violenze e terrorismo come rigetto di un modello sociale ed economico destinato a distruggerci! InZomma, noi futuri cittadini di serie Z, loro, gli attuali immigrati poi dis-integrati nell’accogliente Euro-pa dei popoli, cittadini di serie sotto Z: tutti inZieme vittime di un modello antisociale destinato a sfociare in tragici e purtroppo fin troppo prevedibili fallimenti.

Ne riparliamo il 5 dicembre…

alba

RISVEGLI

Sogni colorati

nel grembo materno

circondato da un battito d’amore.

Quale continuità con questa esistenza?

Forse un giorno mi sveglierò

e come un fiore a primavera

vedrò la luce

di una nuova creazione.

C’era un tempo in cui ero così poco concreto che mi ritrovavo a dialogare con il fantasma di me stesso e  non sapevo più distinguere chi ero!!! Ora ho sbattuto contro il muro della dura realtà, una, due, tre, forse quattro volte…ma almeno ho iniziato ad aprire gli  occhi prima di crollare nel mare dell’incoscienza! Auguriamoci che si sveglino anche ESSI, quelli ben più concreti di me che stanno reggendo le sorti del mondo portandolo allo sfascio!

Il 5 dicembre, cioè appena saputo l’esito del referendum costituzionale, la commissione europea “farà i conti” con il governo italiano! Leggi QUI l’articolo sul Corriere Vista la manovra, per ora, prima di dichiarare una bocciatura su tutta la linea, hanno ritenuto opportuno astenersi per non influenzare ulteriormente l’esito del referendum. Perché è vero si che in Italia ci pensano i media a deviare le informazioni intorbidendo le acque presentando i si-no-no-si-no-isti di tutte le specie, portatori di idee uguali e contrarie allo stesso tempo, al punto che per i più il voto sarà una scelta dell’ultimo minuto e metteranno la croce con gli occhi bendati. Però sta Commissione che impone sempre e solo tagli e sacrifici, hai visto mai che a qualcuno (potrebbe essere perfino un giornalista!)  venisse in mente di indicare agli italiani che la modifica dell’articolo 70 inserisce in Costituzione proprio la ratifica dei trattati europei fra le principali funzioni-missioni del nuovo senato non-elettivo! Cioè già ora di fatto, sta gente non eletta (i buuuu-rocrati euristi)  impone ai governi europei regole assurde che cancellano diritti sacrosanti come quello alla pensione o al lavoro…e in Italia i nostri governanti lacché e garzoni di bottega al servizio esclusivo di lobby estere sono i primi ad applicarle senza remore distruggendo ogni futuro per i nostri figli! Hai visto mai che le minacce, di alzare gli spread e inviarci la famigerata troika, sortiscano l’effetto di far rinsavire perfino gli ultralibbberisti piddini di casa nostra? Boh, staremo a vedere se ci sarà il “risveglio”! Dovete capire che finora i sacrifici li abbiamo fatti seguendo il mantra de “ce lo chiede l’Europa” e dal 5 dicembre, se passerà il SI, di fatto gli italiani legheranno il loro (triste) destino al sistema di privatizzazione-cancellazione selvaggia e totale dei diritti sociali PRIMA garantiti dalla Costituzione. Perché nei trattati europei NON SI PARLA DI CITTADINI, MA DI CONSUMATORI e di MERCATO! Tutto deve essere programmato in funzione del Dio mercato e ciò che prima era pubblico deve passare in mano privata attraverso la gestione lungimirante di banche e assicurazioni! Non ci spingono forse già ora a fare assicurazioni pensionistiche, sanitarie, sul rischio terremoto e chissà cos’altro!?! Dopo i virtuosi della finanza, quelli che ci hanno portato dentro la crisi e la gestiscono per i loro esclusivi fini e interessi, metteranno la parola fine ad ogni ombra di servizio pubblico con l’aggravante del nostro assenso.

Illusione permanente!

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FRAGILE

La vita ti cammina addosso

e ti accorgi

di essere fragile come vetro.

L’esistenza

ti entra nella coscienza

ubriaca annebbiandoti

finché non senti

incrinare i sentimenti

la paura che controlli

il fingere di non sapere dove cammini

un abisso di nulla

oscurità

l’unica luce sono i tuoi occhi

non puoi vedere oltre

la luce dei tuoi occhi

e la coscienza di essere fragile.

C’è molta amarezza in questa poesia, disperazione di fronte al silenzio e alla paura di sentirsi “SOLI”, ma anche una grande ricerca di senso della vita e di verità. Sono passati quasi 18 anni da quando l’ho scritta in un momento di sconforto, ma sono ancora qui a parlare di verità, di giustizia nei confronti del non-senso del mondo, un non senso che spesso siamo proprio noi esseri umani a modellare per i nostri simili! Siamo come le pedine di un domino, stiamo velocemente cadendo uno dopo l’altro ma non ce ne accorgiamo. Non mi riferisco ora a concetti astratti, ma alla realtà che giorno per giorno “ci cammina addosso” , che ci fa del male senza la minima forma di opposizione o resistenza da parte nostra.

Passeggiando per le strade della mia città non ci vuole tanto a vedere, a capire che c’è stata una guerra: negozi chiusi con interminabili scritte di VENDESI, AFFITTASI, VENDESI e/o AFFITTASI! E ogni posto è uguale, e ogni realtà è drammatica. Eppure i “compiti a casa” l’Italia li ha fatti, ligi alle regole europee più di ogni stato UE non abbiamo ricavato altro che devastazione, degrado, regressione dei diritti civili in ogni campo, dalla scuola, alla sanità, alla previdenza…

L’illusione permanente è proprio quella della crescita e delle riforme per la crescita quando la realtà dei fatti conferma invece l’esatto contrario, che non c’è alcuna crescita, né in Italia, né altrove! Non parlo solo dell’Europa, ma anche degli Stati Uniti, i dati che ci forniscono sono altalenanti, continui saliscendi intervallati da una prossima, imminente, immancabile crisi su modello (aggravato) di quella del 2008! Il sistema oligarchico globale ha deciso che l’unica ripresa che valga la pena sostenere sia quella del DEBITO, pubblico o privato che sia poco importa. Bloccare gli stipendi dei lavoratori causa crisi permanente ed istituzionalizzata  è stato il primo tassello da realizzare per giustificare poi la precarizzazione  via jobs act e attraverso la creazione di quello che Marx chiamava “esercito industriale di riserva”, cioè i disoccupati sempre crescenti in competizione fra loro, finalizzare il tutto ad abbassare rapidamente i salari. A dimostrazione che la riforma del lavoro funziona benissimo nel rendere stabile e addirittura incrementare i licenziamenti delle aziende “per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo“, potete leggere tali strabilianti dati appena sfornati addirittura sulla Repubblica semplicemente cliccando QUI Quindi non è un caso che anche nell’affrettata e disastrosa riforma della scuola pubblica il modello da imporre già ai ragazzini di scuola primaria sia centrato sul concetto di competenza: non più formare la persona, il cittadino e il futuro professionista, non più educare alla criticità, ma invece al saper competere, essere soprattuto addestrati al fare senza problematizzare troppo sui diritti o sulla qualità della propria vita da schiavo. Come se il lavoro non fosse un cardine dell’essere persona attiva e al contempo positiva nella società. Tutto è collegato all’impoverimento collettivo che caratterizza ormai da decenni la società civile italiana ed europea. Stiamo seguendo, attraverso l’arma micidiale della moneta unica (l’euro), la realizzazione di un modello neoliberista importato dalla finanza americana e anglosassone, un modello incompatibile con i precedenti sistemi democratici, che infatti stanno scomparendo. L’illusione ci fa vedere SOLO i difetti delle ormai morenti democrazie, senza evidenziare MAI le assurdità dei modelli economici antisociali euroimposti! Fra noi cittadini c’è un muro, un muro creato ad hoc che come quello che divideva Berlino Est da Berlino Ovest ora divide il sempre maggior numero dei poveri dai ricchi che oltre a migliorare la loro enorme ricchezza detengono il potere quasi assoluto sulle nostre vite. L’assurdo è che la maggior parte di noi comuni mortali neanche se lo pone il problema del muro, si limita a cercare i propri spazi nella gabbia aspettando che le cose cambino da sole, perché è inutile e noioso affrontare la realtà, meglio lasciare che ci pensi chi comanda e accontentarsi di quello che abbiamo.

Eppure ci sono persone, addirittura artisti che utilizzano la loro popolarità per cercare di scalfire il muro di omertà e di menzogna che i media erigono giornalmente tra di noi. Un esempio in tal senso è la bellissima canzone di PoviaChi comanda il mondo che se già non conoscete potete vedere e soprattutto”ascoltare attentamente” semplicemente cliccando sul titolo sottolineato che ho evidenziato poco sopra!

Musica, poesia, letteratura, pittura, nascono dall’esigenza di dare una forma all’incontenibile, che si manifesta in chi ricerca il vero con il cuore aperto e che porta da sempre gli uomini a creare dei messaggi universali chiamati appunto ARTE! L’arte non può mentire perché altrimenti rimarrebbe un’espressione vuota di senso, incapace di suscitare alcunché, di appagare l’animo umano con la sua voce che può penetrare in ogni atomo e dargli vita. Dico tutto ciò perché nei prossimi post cercherò di usare più spesso l’arte in una delle sue tante forme nel tentativo di colmare il vuoto presente nell’incessante divenire dei nostri vissuti, nella nostra vita circondata  dai muri che sono difficili da superare, ma che dobbiamo almeno iniziare a guardare con occhi più consapevoli.

 

Ho dato del tu ad un premio Nobel!

Ricevo da un amico questo bel post, testimonianza della grande umanità e semplicità di Dario Fo. Io non ho mai avuto il piacere d’incontrarlo, ma sono stato toccato dallo scritto che segue e voglio condividerete con voi lettori questa esperienza emozionante!

HO DATO DEL TU AD UN PREMIO NOBEL

Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere ben due premi Nobel. Fortuna perché erano due grandi persone, queste due sì! Non è detto affatto che tutti i premi Nobel siano grandi persone… vedi Obama!

La prima era Rigoberta Menchù, la guatemalteca Nobel per la pace di non ricordo quale anno, ho letto un suo libro, ne ha passate di tutti i colori sotto il regime dittatoriale messo li dagli Stati Uniti. Eravamo ad una cena organizzata dal partito comunista di Moie di Maiolati, finalizzata alla raccolta fondi per aiutare i poveri e gli sfollati guatemaltechi. Mi ha abbracciato e baciato, si è piacevolmente meravigliata che io masticassi un po’ di spagnolo e spesso mi ha utilizzato come interprete durante la cena e nel discorso che ha tenuto a fine serata. Era semplice, cortese, dolce, alla mano e sempre pronta a ridere… una bella persona!

Il secondo l’ho incontrato ad Alcatraz, l’agriturismo vicino Gubbio… libera università… del figlio: Jacopo Fo.

La mia compagna ed io eravamo andati per passare una piccola vacanza un po’ diversa. Lì ti organizzano delle giornate piene di cose interessanti: mini corsi di Tai Chi, passeggiate sensoriali nella natura, massaggi vari, Watsu in piscina riscaldata, libera creatività… pittorica, giocoleria e naturalmente Yoga Demenziale, il corso tenuto da Jacopo. Che non era né Yoga né Demenziale, ma comunque molto interessante!

Si mangia tutti insieme in lunghe tavolate ed ognuno si va a prendere le pietanze da solo… tipo buffet.

Mi giro di scatto perché avevo visto una cosa che mi piaceva e vado ad urtare su una pancia di un omone alto e massiccio. Dopo il rituale “mi scusi!” alzo la testa e realizzo che era lui. Era Dario Fo! Un’ondata di gelo mi parte dalla testa ed arriva fino ai piedi. Riesco a balbettare:

-“Per me è una grande emozione conoscerla… l’ho ammirato da sempre!” Lui mi porge la mano e mi dice:

-“Grazie, grazie… che cosa c’è oggi da mangiare?… no, è che devo fare in fretta… Franca è a casa con un piede rotto ed aspetta me, che gli porto qualcosa…”

Restai molto sorpreso della assoluta normalità di quest’uomo… all’apice della fama… forse anche più in su, eppure si rapportava con tutti cortese e allegro, faceva le sue file pazientemente, litigava scherzosamente:

 -“…Eh no! Quello l’ho visto prima io!”.  Scioccato, finisco la raccolta delle pietanze e vado ad accomodarmi in un posto a caso della lunga tavolata. Indovinate chi mi si siede davanti?

LUI!

Io non sapevo da che parte guardare. Io in fondo sono rimasto un timido. Anche se ho cantato davanti a migliaia di persone… però io faccio il verso ad altri, faccio il Tributo agli altri… Lui E’! Lui è Dario Fo! Parlando con quelli che gli si erano seduti vicini, il discorso va a finire su Berlusconi, del quale ovviamente diceva peste e corni. Io azzardo un: -“Ma Berlusconi è scemo?” e lui: -“No, scemo no! Ma di certo è un grande ignorante…” E da li comincia una sequenza di spiegazioni sul fatto che i giullari nel medioevo erano i portatori delle notizie  e della cultura, eccetera. Io intervengo spesso nei discorsi ed anche gli altri commensali, piacevolmente. Lui, ad un certo punto si rivolge a me con fare imperioso: -“Senti, qui dentro è d’obbligo il TU!” Poi continuiamo tutti a chiacchierare ed io, mio malgrado, costretto a dargli del tu. All’improvviso seguendo il discorso mi chiede: -“Senti, tu mi sai spiegare come funziona Facebook?” Io non lo sapevo, adesso qualcosa di più ne so, ma quella volta no! Scuoto la testa deluso… avevo la possibilità di spiegare qualcosa a quella montagna di cultura davanti a me ed ho perso l’occasione. Mi viene in soccorso Jacopo… Dopo un po’ arriva la nipotina, la figlia di Jacopo, lo abbraccia da dietro: -“Ciao nonno!!!” Lui aveva una faccia felice. Poco dopo si scusa con tutti perché doveva fuggire per raggiungere la sua cara Franca.

La mattina successiva era una bellissima domenica di sole, l’abbiamo incontrato sull’aia aveva un grande cappello bianco ed il bastone, ci salutò cordiale e ci disse che lì era l’unico posto dove riusciva a camminare un po’. Nel pomeriggio lo vidi da lontano mentre ammirava una specie di scultura fatta da lui: una grande teca di cristallo triangolare che conteneva dei grosso pezzi di legno con la forma di solidi geometrici, appesi a dei fili invisibili, liberi di ruotare. Poi non l’ho visto più… tranne sopra qualche palco, ma quello è normale!

Mi scuso con la retorica di questo mio racconto, ma il giorno dopo che certi personaggi muoiono ci vuole! Da ieri dentro di me rimbalza solo una frase da dire a questa gente:

-“Grazie per essere esistiti, e per aver reso la mia vita piu’ bella!”

 

Un SI (al REFERENDUM) è per sempre!

Vuoi tu accelerare lo smantellamento del welfare residuo (pensioni, sanità, scuola, lavoro…) in Italia, permettendo ai trattati europei di fondare le basi e i pilastri definitivi di una nuova società ultraliberista riformista… decrescitista… affondista… massonista… lobbista… multinazionalista… uniondivinista…

SI                  NO

Tanto, anche se voti NO, te tocca! Sii ragionevole, non ti far pregare, vota SI e avrai certamente una gabbia più grande (efficientissima) con più becchime fresco (OGM) per tutti!!! E come il povero ciabattino, protagonista di una favola de La Fontaine, che smise di canticchiare spensierato quando ricevette una ricca mancia dal signore impietosito dalla sua misera condizione (che pensieri atroci tormentarono notte e giorno il povero ciabattino, non sapeva proprio dove spenderli tutti quegli euri), ebbene anche voi riprenderete a cantare! Come fece, per fortuna, il ciabattino quando il generoso signore accettò di riprendersi la lauta mancia. Capì, il signore, che i soldi stanno bene in tasca solo a chi è così virtuoso da non cadere nelle grinfie del male, che ha inoltre tasche capienti, ben blindate e soprattutto a prova di corruzzzzzione!!!! Ecco a voi una parte della bellissima favola:

Da mane a sera allegro un Ciabattino
cantarellava, ch’era un gusto matto
a vederlo, a sentir. Un canarino
non canta meglio, e il core soddisfatto,
era il re de’ sapienti il Ciabattino.

 

[…………………………………..]

Rise il Banchier della bontà dell’uomo,
e credendo di metterlo sul trono:
– Prendete, – disse, – cento scudi, e ai vostri
bisogni provvedete, io ve li dono,
custoditeli bene, o galantuomo -.

  Cento scudi! credette il Ciabattino
di possedere una montagna d’oro.
Torna a casa e in un angolo del muro
seppellì la sua pace col tesoro.
Da quel dì più non canta il Ciabattino.

Da quel dì che nasconde in casa il seme
di tutti i mali, o dolci sonni, addio!
Sempre in agguato, sempre i ladri ei teme
la notte, il dì. Se un topo udir gli pare,
è il suo tesor che viene a rosicchiare.

Ritorna alfine da sua Signoria,
che un dì solea svegliar presso al mattino,
e: – I cento scudi le restituisco,
lei mi torni il mio sonno e l’allegria, –
dice, e s’inchina il nostro Ciabattino.

Qui il testo integrale

Capito? Da quante e tali e tante inimmaginabili preoccupazioni ci vogliono salvar, POVERI, ma FELICI!!! Dunque ricapitolando dobbiamo votare SI per permettere ai venditori di gabbie di controllare:

  • TUTTI I MEZZI
  • TUTTI I FINI
  • EBBENE SI!!! ANCHE CIÒ CHE PENSATE

La governabilità: stiamo proprio parlando di realizzare, attraverso un radicale cambiamento della Costituzione repubblicana, un sistema per blindare ogni processo decisionale, su modello di tipo aziendalistico, inserito in regole pro-lobby europee (e non solo). Semplificando si può dire che con la riforma dell’articolo 70 della Costituzione, l’Italia metterà la partecipazione alle politiche liberiste dell’Unione Europea come dovere irrinunciabile e probabilmente prioritario rispetto a qualsiasi altro principio! Questa sarà comunque la mission a cui dovrà essere votato il nuovo Senato!

Ma noi torneremo a cantare…. basta pensieri nefasti sui diritti, un pietra (tombale) sopra e da bravi canarini…da mane a sera allegri canterelleremo…e rallegrerem anche gli epuloni gran banchieri che di cantar non avevan mai ragione, ed eran imbottiti d’oro…loro si che han gran preoccupazioni, loro si che sanno cosa far e da buoni padri, quando serve, ci bastoneran…

Il Potere solidale!

Premetto che le riflessioni che seguono prendono in parte ispirazione dal libro-raccolta di David Maria Turoldo ” La parabola di Giobbe”, la cui lettura è consigliata a chiunque cerchi ulteriori approfondimenti. Basti pensare che in scritti del 1972, vedeva con lucidità l’evolversi della società verso il sistema che definiva “condominio globale del potere”, espressione massima dell’asservimento dell’individuo!

Ma partiamo proprio dal titolo del post: i Poteri, anche nel loro apparente antagonismo, sono fra loro “solidali”: ciò che li unifica è appunto salvaguardare la “regola del potere”, una regola che consiste nel chiudere interi popoli e Stati in gabbie più o meno grandi, dove agli uomini rimarrà al massimo l’illusione di essere liberi!

Un piccolo ma significativo esempio a riguardo, è  dato dall’analisi della situazione politica italiana ed europea. La scelta di cambiamento per gli elettori italiani è sempre e comunque dentro il partito unico dell’euro, che è quello che garantisce la continuità del Sistema  attaccando e demonizzando in modo permanente lo Stato! Uno Stato che non si identifica più come comunità di cittadini portatori di diritti e doveri, quanto piuttosto come enorme termitaio basato sui principi disumanizzanti dell’organizzazione e dell’efficienza. In tutto ciò l’euro, apparentemente solo una moneta, è la linea di discrimine tra l’indicibile e l’immaginabile, indicibile perché non si può in alcun modo mettere in discussione che l’euro ci ha protetto da immani disastri; inimmaginabile perché non c’è futuro o speranza o forma di vita senziente fuori dall’euro! Solo al nominare la lira, che poi altro non dovrebbe essere che un sinonimo della perduta sovranità monetaria, la maggior parte della gente perde le staffe e inizia a snocciolare il solito mantra dei problemi atavici che sovrasterebbero la nostra martoriata patria: la casta, gli sprechi, il debito sulle spalle dei figli, la corruzione devastante, la mancanza di competitività, il clientelismo,…continuate pure voi se volete (e ne avete la forza)! Ai cittadini è quindi stata imposta per via artificiale o mass-mediatica incontrastata, una condizione di cecità e mutismo reale relativamente al principale ingranaggio del sistema, cioè la gestione privatistica della moneta svincolata dagli esecutivi dei paesi europei che ad essa hanno aderito. Non può certamente esserci alcuna sovranità, tanto meno sovranità popolare, se il principale strumento di redistribuizione della ricchezza e quindi del reddito dei cittadini è in mano ad élite non elette! Eppure nessun partito o movimento si fa portavoce di questa basilare verità, al massimo la cita tra i problemi lasciando ad un popolo debitamente disinformato in merito a quello che dovrebbe essere il meglio per se stesso, la falsa possibilità di scegliere cosa fare attraverso ad esempio, i referendum! Che essi riguardino la Costituzione o l’ipotetica uscita dall’euro, poco importa! Il loro esito non sarà certamente dettato da scelte consapevoli, quanto piuttosto da esigenze di potere.  Sembrerà assurdo ma il sistema globale, come ogni organismo che si rispetti, cerca di difendersi in tutti i modi: nel campo civile è passato alla restaurazione, alla solidificazione del potere, alla cosiddetta stabilità di governo che altro poi non è che mancanza di rappresentanza politica dei cittadini: dove non c’è alternanza non c’è niente da scegliere e la democrazia è solo una parola vuota o al più può avere una funzione cosmetica in bocca ad uno dei tanti tromboni di regime che sentiamo ciarlare in televisione! In tutto ciò non mancano certamente le responsabilità individuali, equamente distribuite a carico di tutta la collettività, perché come diceva Dostoevskij <<il più grande peso per l’uomo è quello di essere libero>> un peso così gravoso che i più cercano sempre qualcuno a cui affidarlo!

Di fronte a questa agghiacciante verità è necessario iniziare a chiederci chi siamo e cosa vogliamo per noi stessi e per i nostri figli. Dobbiamo decidere QUALI sono le cose che veramente contano. Ogni uomo è irripetibile, insostituibile, unico, solo con la sua sorte e il suo destino. Per questo motivo ognuno di noi deve scegliere fra la propria salvezza o condanna: dobbiamo confrontarci con la nostra volontà di essere liberi! Libertà, fraternità, uguaglianza, concetti nati nel contesto della Rivoluzione francese , hanno poi avuto una rilevanza enorme influenzando tutta la cultura occidentale: sono tutti termini interscambiabili che stanno alla base del convivere e dei diritti di ogni uomo. Sono il fondamento per cui ogni etica, o norma, o legge, deve partire sempre dall’altro se vuole essere compatibile con una società a misura d’uomo. Erick Fromm diceva che “è razionale partecipare al bene comune di cui facciamo parte”, aggiungerei che è essenzialmente umano  amare il prossimo attraverso cui ogni io si realizza. Di fatto chi gestisce il Potere ha paura solo della nostra capacità di essere coscienti, di affermare la proprietà assoluta, personale e inespugnabile della nostra coscienza che è la prima via alla libertà. E quando diventa coscienza diffusa, coscienza delle moltitudini, ogni potere deve tornare indietro. Ma ciò non accadrà finché noi persone comuni non prenderemo consapevolezza della nostra capacità e possibilità concreta di essere liberi, possibilità che ha come precondizione quello di cercare la verità in mezzo al mare di menzogne che ci propinano ed essere da esempio per gli altri creando delle oasi di libertà e di resistenza al sistema. Chi ha continuato a leggere fin qui significa che tante domande se le è fatte, anche se risposte io per primo non le so dare, comunque una piccola oasi d’incontro e condivisione l’abbiamo creata. Insieme! Perché seguendo la via dell’individualismo, della solitudine, non si può andare da nessuna parte!

Una riflessione finale rimanda necessariamente all’attualità, sempre utile è leggere interviste che vanno nella direzione di un cambiamento inverso, cioè quello che per noi cittadini ingabbiati nel sistema oligarchico dell’UE è una regressione sociale, mentre per LORO, che si sentono i padroni incontrastati di interi continenti è un progresso costante verso l’oligopolio mondialista. I garzoni di bottega sono i politicanti di turno, poi ci sono i custodi delle regole dogmatiche, indiscutibili, su cui si fonda il progetto euro-mondialista di regressione delle civiltà europee occidentali, loro ribadiscono che i danni fatti fin qui sono un bene, che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e quindi la sofferenza attuale ce la siamo cercata, che tornare indietro (alla democrazia) non è possibile… Entriamo nel merito delle questioni appena ribadite provando a commentare la recente intervista fatta dal governatore della banca d’Italia Ignazio Visco: Parla Visco

L’intervista inizia con il vero problema per ogni liberista che si rispetti: se l’Europa non funziona è perché ci vuole più Europa! In comune i paesi dell’eurozona devono avere solo la moneta, arma sufficiente a creare gli squilibri e ad imporre le agognate riforme. Così è stato e così (ancora per poco) sarà, l’importante è però ribadire che serve l’unità politica, fiscale, …insomma la dis-integrazione nell’interesse di tutti i cittadini europei! Sulle cause della crisi e della mancata crescita dell’Italia si citano le solite problematiche: il DEBITO PUBBLICO, l’IMPREPARAZIONE (gli italiani devono sentirsi incapaci per definizione) rispetto alla globalizzazione e all’abbandono del tasso di cambio (cioè rinuncia alla sovranità monetaria)! Chiaramente si sorvola dall’evidenziare che l’esplosione del debito pubblico c’è stata in Italia a seguito dell’adesione allo SME nel 1979 e alla successiva privatizzazione della Banca d’Italia nel 1981. In poco più di 10 anni da questa data fatidica il rapporto debito/pil raddoppiò arrivando a superare il 120% del pil nel 1994! Il mancato controllo dei tassi d’interesse sul debito pubblico fu una chiara scelta politica: quella di finalizzare la spesa dello Stato al pagamento di sempre più ingenti interessi sul debito, interessi che da oltre 30 anni vanno in tasca agli investitori finanziari e vengono costantemente tolti, via tasse e tagli, ai cittadini! Si sorvola anche dal riflettere che rinunciare alla sovranità monetaria significa imporre costantemente nel tempo politiche economiche più o meno austere, in quanto il cambio sopravvalutato comporta recessioni e riforme che si scaricano sul costo del lavoro, cioè in ultima analisi sui lavoratori che si trovano sempre più precari, disoccupati e sfruttati! Non importa quanti errori sono stati compiuti, quanti danni l’imposizione delle regole europee hanno inflitto agli Stati (si pensi alla Grecia), la strada, il solco tracciato per gli euristi-liberisti è quello sacro e giusto! L’intervista al governatore Visco si chiude sulle banche: nel 2008 la crisi su scala mondiale è nata da una banca d’affari americana, la Lehman Brothers, ed è proseguita in Europa imponendo ai cittadini austerità spaventose, per ripagare, per via fiscale, i fallimenti a catena che il sistema bancario PRIVATO avrebbe altrimente generato: le banche tedesche e francesi in primis, sotto la sorveglianza (!?!) della virtuosissima e infallibile BCE, avevano prestato a man bassa capitali stratosferici ai paesi euro-deboli (Grecia, Spagna, Portogallo…), ben sapendo che all’arrivo di una crisi le eventuali insolvenze sarebbero state ripagate dai governi SOLIDALI col potere finanziario (vedi alla voce: governo di responsabilità nazionale) o se non disponibile dalla fidata troika! Ebbene oggi, che le cose vanno peggio (per noi) e meglio per le banche estere che allora via fondi salva stati (banche private) hanno beneficiato dei nostri soldi, pare che tocca ancora una volta a noi, incapaci di una vera ripresa, ricapitalizzare le nostre banche sommerse da un mare di sofferenze: mutui non pagati da famiglie di neo-disoccupati, prestiti dati a imprese ormai insolventi o fallite! E alla fine non è nemmeno importante (anzi è auspicabile) che i nostri istituti di credito finiscano in mano estere: ricapitalizzate via espropri (bail in) e regalate via “investimenti esteri” sempre ben venuti dalle nostre patriottiche élite! Ma è inutile continuare…

Concludo con una citazione tratta dal Fedone di Platone:

A me sembra, come anche a te, o Socrate, che intorno a queste cose il sapere chiaramente sia impossibile o difficilissimo, mentre d’altra parte il non indagare in tutti i modi ciò che si è detto e il desistere avanti che uno sia esaurito nell’osservare sotto ogni aspetto, è certo da uomo ignavo. E’ necessario quindi decidersi in uno di questi due modi: o accoglier da altri, o scoprire da sé come stanno le cose; o,  se ciò è impossibile, accettando almeno il migliore e il più inconfutabile degli argomenti; e, affidati a questo come su di una zattera, fare in modo pericolante la traversata della vita; a meno che uno non sia in grado, in modo più stabile e meno arrischiato, di compiere la traversata su di un sostegno più sicuro, cioè su di una certa divina rivelazione.

Quello che è certo, indipendentemente dalla scelta o dalla fede (dono luminoso riservato a pochi), è che da soli non si va da nessuna parte!