Ho dato del tu ad un premio Nobel!

Ricevo da un amico questo bel post, testimonianza della grande umanità e semplicità di Dario Fo. Io non ho mai avuto il piacere d’incontrarlo, ma sono stato toccato dallo scritto che segue e voglio condividerete con voi lettori questa esperienza emozionante!

HO DATO DEL TU AD UN PREMIO NOBEL

Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere ben due premi Nobel. Fortuna perché erano due grandi persone, queste due sì! Non è detto affatto che tutti i premi Nobel siano grandi persone… vedi Obama!

La prima era Rigoberta Menchù, la guatemalteca Nobel per la pace di non ricordo quale anno, ho letto un suo libro, ne ha passate di tutti i colori sotto il regime dittatoriale messo li dagli Stati Uniti. Eravamo ad una cena organizzata dal partito comunista di Moie di Maiolati, finalizzata alla raccolta fondi per aiutare i poveri e gli sfollati guatemaltechi. Mi ha abbracciato e baciato, si è piacevolmente meravigliata che io masticassi un po’ di spagnolo e spesso mi ha utilizzato come interprete durante la cena e nel discorso che ha tenuto a fine serata. Era semplice, cortese, dolce, alla mano e sempre pronta a ridere… una bella persona!

Il secondo l’ho incontrato ad Alcatraz, l’agriturismo vicino Gubbio… libera università… del figlio: Jacopo Fo.

La mia compagna ed io eravamo andati per passare una piccola vacanza un po’ diversa. Lì ti organizzano delle giornate piene di cose interessanti: mini corsi di Tai Chi, passeggiate sensoriali nella natura, massaggi vari, Watsu in piscina riscaldata, libera creatività… pittorica, giocoleria e naturalmente Yoga Demenziale, il corso tenuto da Jacopo. Che non era né Yoga né Demenziale, ma comunque molto interessante!

Si mangia tutti insieme in lunghe tavolate ed ognuno si va a prendere le pietanze da solo… tipo buffet.

Mi giro di scatto perché avevo visto una cosa che mi piaceva e vado ad urtare su una pancia di un omone alto e massiccio. Dopo il rituale “mi scusi!” alzo la testa e realizzo che era lui. Era Dario Fo! Un’ondata di gelo mi parte dalla testa ed arriva fino ai piedi. Riesco a balbettare:

-“Per me è una grande emozione conoscerla… l’ho ammirato da sempre!” Lui mi porge la mano e mi dice:

-“Grazie, grazie… che cosa c’è oggi da mangiare?… no, è che devo fare in fretta… Franca è a casa con un piede rotto ed aspetta me, che gli porto qualcosa…”

Restai molto sorpreso della assoluta normalità di quest’uomo… all’apice della fama… forse anche più in su, eppure si rapportava con tutti cortese e allegro, faceva le sue file pazientemente, litigava scherzosamente:

 -“…Eh no! Quello l’ho visto prima io!”.  Scioccato, finisco la raccolta delle pietanze e vado ad accomodarmi in un posto a caso della lunga tavolata. Indovinate chi mi si siede davanti?

LUI!

Io non sapevo da che parte guardare. Io in fondo sono rimasto un timido. Anche se ho cantato davanti a migliaia di persone… però io faccio il verso ad altri, faccio il Tributo agli altri… Lui E’! Lui è Dario Fo! Parlando con quelli che gli si erano seduti vicini, il discorso va a finire su Berlusconi, del quale ovviamente diceva peste e corni. Io azzardo un: -“Ma Berlusconi è scemo?” e lui: -“No, scemo no! Ma di certo è un grande ignorante…” E da li comincia una sequenza di spiegazioni sul fatto che i giullari nel medioevo erano i portatori delle notizie  e della cultura, eccetera. Io intervengo spesso nei discorsi ed anche gli altri commensali, piacevolmente. Lui, ad un certo punto si rivolge a me con fare imperioso: -“Senti, qui dentro è d’obbligo il TU!” Poi continuiamo tutti a chiacchierare ed io, mio malgrado, costretto a dargli del tu. All’improvviso seguendo il discorso mi chiede: -“Senti, tu mi sai spiegare come funziona Facebook?” Io non lo sapevo, adesso qualcosa di più ne so, ma quella volta no! Scuoto la testa deluso… avevo la possibilità di spiegare qualcosa a quella montagna di cultura davanti a me ed ho perso l’occasione. Mi viene in soccorso Jacopo… Dopo un po’ arriva la nipotina, la figlia di Jacopo, lo abbraccia da dietro: -“Ciao nonno!!!” Lui aveva una faccia felice. Poco dopo si scusa con tutti perché doveva fuggire per raggiungere la sua cara Franca.

La mattina successiva era una bellissima domenica di sole, l’abbiamo incontrato sull’aia aveva un grande cappello bianco ed il bastone, ci salutò cordiale e ci disse che lì era l’unico posto dove riusciva a camminare un po’. Nel pomeriggio lo vidi da lontano mentre ammirava una specie di scultura fatta da lui: una grande teca di cristallo triangolare che conteneva dei grosso pezzi di legno con la forma di solidi geometrici, appesi a dei fili invisibili, liberi di ruotare. Poi non l’ho visto più… tranne sopra qualche palco, ma quello è normale!

Mi scuso con la retorica di questo mio racconto, ma il giorno dopo che certi personaggi muoiono ci vuole! Da ieri dentro di me rimbalza solo una frase da dire a questa gente:

-“Grazie per essere esistiti, e per aver reso la mia vita piu’ bella!”

 

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