Là dove il SI suona…anche Renzi sa spiegare le ragioni del NO!!!

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Nella Divina Commedia Dante si riferisce agli italiani come “le genti del bel paese là dove ‘l sì suona, (Inferno XXXIII)  in un’epoca in cui il concetto d’Italia come nazione e come popolo non esisteva. Eppure Dante viene qui associato al tricolore, considerato padre della lingua italiana e in un certo senso anche della patria. Perché per Dante attraverso la lingua si fonda l’identità di un popolo ed il SI è visto come il nucleo che accomunava le genti del bel paese!

In questi giorni il SI è tornato alla ribalta, soprattutto nelle parole di un altro fiorentino, Renzi, che vorrebbe spingere gli italiani del bel paese a votare a favore della sua Riforma. Eppure, nelle sue innumerevoli apparizioni a reti teleaudiofoniche unificate Renzi ha anche più volte spiegato perché è sempre più necessario votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre, con motivazioni inconfutabili. Non sto scherzando, infatti il premier sta snocciolando una dietro l’altra le principali motivazioni a sostegno del NO contro la (sua) riforma costituzionale. Premetto che per chi scrive (cioè IO) votare NO significa prima di ogni altra cosa dire NO all’euro e all’UE, alle sue regole economiche irrazionali e antidemocratiche. E solo l’applicazione della nostra Costituzione che mette al primo posto i diritti sociali, a partire dal lavoro e da politiche di piena occupazione, è in grado di riportare l’Italia sulla strada del benessere e della crescita.

Ma elenchiamo velocemente “cosa” dice Renzi riguardo a quello che non funziona in questa Europa: – “Mettiamo il veto al bilancio europeo…l’Italia è contributrice netta a tale bilancio, ogni anno versiamo 20 miliardi di euro e ne riceviamo indietro solo 12…Quindi l’Europa non può lasciarci soli nell’affrontare il problema terremoto e immigrazione guardando lo zero virgola del nostro deficit se no… forse… però… bla, bla, bla…”.

BRAVO RENZI, SPIEGA BENE AGLI ITALIANI COSA FINANZIAMO CON I TAGLI E LE TASSE CHE HANNO QUASI RASO AL SUOLO LA PARTE PRODUTTIVA DEL PAESE.

L’assurdo è che con la riforma vogliono ridurre i parlamentari mettendo a bilancio 50 milioni di risparmio all’anno, mentre in Europa sono anni che manteniamo la doppia sede del parlamento europeo, a Strasburgo e Bruxelles, che all’Italia costa oltre 200 milioni di euro all’anno. Tale organo, pur se eletto direttamente dai cittadini, ha funzioni limitate: basti pensare che il patto di stabilità è controllato PREVENTIVAMENTE dai buuuu-rocrati della Commissione europea, organo non eletto, che in piena autonomia dice e disdice imponendo le regole e minacciando la troika come e quando vuole! Riguardo poi i famigerati “fondi europei” che l’Italia non sarebbe in grado di spendere, dovete sapere che essi devono essere COFINANZIATI al 50% con soldi pubblici o con risorse private. Ora in piena crisi questo significa che per poter usare questi soldi la regione o il comune che li riceve deve mettere a bilancio ulteriori tagli o aumenti di tasse: con una mano fanno finta di dare e con l’altra tolgono e pilotano la nostra spesa pubblica costringendoci a privatizzare e rinunciare a servizi. Uscendo dall’UE l’Italia potrebbe gestire come vuole sin da subito i 20 miliardi che ogni anno mettiamo nel calderone dell’eurozona, dalla quale in cambio riceviamo solo calci nel didietro e umiliazioni!

– “Se il bilancio della finanziaria italiana non sarà approvato dalla Commissione europea, allora andate a controllare anche quello della Germania che da anni fa surplus enormi e proibiti dalle regole europee …

BRAVO RENZI, SPIEGA AGLI ITALIANI CHE I TEDESCHI PER PRIMI NON HANNO MAI RISPETTATO LE REGOLE EUROPEE, MENTRE L’ITALIA E’ L’UNICA, GRAZIE A GOVERNI TOTALMENTE ASSERVITI, AD AVER MESSO IN COSTITUZIONE IL PAREGGIO DI BILANCIO (GOVERNO MONTI), APPROVATO IL FISCAL COMPACT O AD AVER COSTANTEMENTE ABBASSATO IL DEFICIT…

Questi provvedimenti di austerity sono i principali motivi per cui in Italia dal novembre 2011 è scomparsa la crescita del pil. Per vedere l’impatto delle riforme sul pil rispetto a tutti gli altri paesi dell’area euro cliccate QUI    e potrete vedere il grafico della  crescita nell’ottimo sito “Vincitori e vinti” di Paolo Cardena! Bella vero la crescita di Renzi e compagnia? La Germania, paese egemone, usa gli enormi vantaggi concessogli dall’euro, moneta per lei fortemente svalutata, per praticare concorrenza sleale nei confronti degli altri patner europei, accumulando così enormi surplus che sarebbero VIETATI DALLE STESSE REGOLE EUROPEE. Tali surplus infatti avrebbero dovuto essere ridistribuiti dalla Germania attraverso investimenti pubblici in stipendi, pensioni e opere statali…Invece è il paese che più di ogni altro sfrutta i propri cittadini con politiche mercantilistiche, che servono a comprimere i salari verso il basso e a sfruttare chi lavora. Oltre 8 milioni di tedeschi vivono con i minijob, cioè lavoro in nero legalizzato e sostenuto da un sussidio pubblico (tipo reddito di cittadinanza) che ingabbia i cittadini in un sistema di sfruttamento da cui non possono più uscire. Tutta l’area euro si basa su questo modello mercantile-coloniale in cui il più forte sfrutta (a morte) il più debole. Non può esistere un’unione dove il paese egemone non ridistribuisce gli enormi vantaggi che trae dal sistema. Più che di un’unione si tratta di una supernazione di stampo coloniale.

Quindi Renzi continua ad evidenziare le storture del sistema, gli manca però un’ultima ammissione di verità: questa Europa a trazione germanica NON è riformabile. NON può esistere un’altra Europa perché le motivazioni che sin dall’inizio sono state dietro a questo progetto non erano quelle della cooperazione o della pace, ma quelle dell’imposizione e della guerra economica senza scampo per i paesi aderenti. La modifica della Costituzione blinderebbe ancora di più il nostro sistema in questa gabbia: noi siamo i “ricchi” e ingenui polli da spennare fino all’ultimo. I virtuosi tedeschi con il loro mercantilismo spinto hanno in realtà casse previdenziali al collasso e puntano al nostro sistema bancario, ancora in mano italiane, per ricapitalizzare i loro azzardi. Con il bail in, espropriando i risparmi degli azionisti, obbligazionisti e (se dovesse servire) correntisti potranno comperare per due soldi tutta la baracca e grazie all’innalzamento degli spread causato dalla crisi bancaria italiana incasseranno i lauti interessi pagati dagli italiani con le solite politiche di austerità! Se serve manderanno la troika come in Grecia. Ho detto SE perché da noi, un servo-sacerdote dell’austerità, tipo Monti, si trova sempre alla bisogna.

In questo quadro sconsolato pur essendo gli italiani, come dice Dante, le genti del bel paese, là dove ‘l SI suona, essi voteranno NO per mantenere salda quell’identità che è l’unica speranza, per un popolo, di ripristinare la democrazia e i diritti da essa tutelati! Serve però una volontà politica capace di guidare il consolidarsi dei molti segnali positivi che indicano una possibilità di uscita dalla crisi e un recupero effettivo di sovranità.

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