Contro l’Isis che verrà

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« Come mai sei caduto dal cielo,
astro mattutino, figlio dell’aurora?
Come mai sei atterrato,
tu che calpestavi le nazioni? »                                                                                                                                                       Is. 14,12

Calpestava le nazioni…violava la loro libertà, le schiacciava sotto il peso delle menzogne e dell’ingiustizia! Secondo alcuni esegeti della Bibbia era il re di Babilonia il “Lucifero” che Dio scacciò dal Paradiso a seguito della sua ribellione. Fu l’arcangelo Michele a sconfiggerlo facendolo precipitare verso la terra: il suo nome significa «Chi è come Dio?» e poiché nessuno è come l’Onnipotente, l’Arcangelo combatte tutti coloro che si innalzano con superbia, sfidando l’Altissimo! Questa breve disgressione biblica ci introduce all’argomento del post: quali sono le cause che stanno dietro i recenti attentati terroristici che con sempre più frequenza colpiscono i paesi europei (e non solo)?

Per prima cosa riflettiamo sul fatto che lo stato islamico è l’effetto, il sintomo, ma non la causa che porta al conflitto tra i popoli! Sconfiggerlo non rappresenterà la fine del terrorismo,  radicato su forti ingiustizie sociali che richiederebbero grandi investimenti sui diritti, unici e veri garanti della pace e del dialogo. Siamo lontanissimi da questo perché oltre alla fine degli Stati si può parlare della fine dei popoli: si mira a creare una base sociale degradata per far perdere alle ex-nazioni ogni forma d’identità e di possibile riscatto. La ricchezza e la diversità dei popoli infatti si può mantenere solo se è forte l’identità culturale che li caratterizza, perché è nel riconoscere le differenze che si può iniziare il dialogo e non certo nella nullificazione che mette tutti e tutto sullo stesso piano e cancella ogni etica e ideologia. Esempio in tal senso è il Belgio, che è anche uno dei paesi più colpiti dal terrorismo. Qui, per tenere insieme una società sempre più multiculturale, si è imposto il laicismo. Invece di promuovere la conoscenza reciproca delle culture, hanno – ad esempio – rinominato le vacanze scolastiche di Natale come “vacanze d’Inverno”, o  la festa di tutti i santi è diventata “congedo d’Autunno” e le vacanze di Pasqua sono  “le vacanze primaverili”. In realtà questa pseudo-tolleranza invece di integrare e accogliere è servita solo a creare quartieri-ghetti dove i musulmani sono la maggioranza e dove ci sono veri e propri «centri di reclutamento per jihadisti». Chi di fatto è dis-integrato, cioè sfruttato e rifiutato, riversa la sua rabbia in ideologie estremiste. Perciò in Stati come il Belgio o la Francia, dove l’immigrazione è stata massiccia e l’integrazione non ha mai funzionato, possiamo forse già ora parlare di “guerra civile permanente”.  Leggi di Più: Belgio, perché proprio qui il terrorismo islamico | Tempi.it

Al mix esplosivo che porta alla violenza e favorisce i germi del terrorismo contribuiscono le politiche economiche euro-imposte che hanno come fine lo sfruttamento dei lavoratori-merce e la cancellazione dello stato sociale. Accogliere rifugiati in centri d’accoglienza lager o dare loro un welfare d’accoglienza momentaneo, – visto dai cittadini come parassitario – e destinato nel tempo ad inserire gli immigrati in meccanismi di lavoro volti allo sfruttamento che non danno prospettive di vita dignitose, a quali risultati potrà portare? La realtà è che non c’è LAVORO VERO neanche per i cittadini comunitari come certificano i dati allarmanti sulla disoccupazione. L’Italia ad esempio, dovrebbe avere un tasso di disoccupazione ufficiale attestato intorno al 11,6%, ma nasconde il vero effetto della precarizzazione selvaggia del lavoro dietro metodi di statistica usati dall’Istat alquanto discutibili: se andate nel sito Istat, nella sezione FAQ potete leggere che nelle indagini sull’occupazione viene considerato occupato chi nella settimana dell’intervista ha lavorato almeno un’ora! Ora pensate all’uso spropositato dei voucher che ha raggiunto livelli da record mondiale e provate a ricalcolare quell’11,6%( che già è un dato allarmante) considerando i tanti “occupati” a mezzo voucher per “almeno un’ora a settimana!!!”

I dati sull’efficacia delle riforme non finiscono qui come potete leggere sull’articolo del Sole 24 ore ore di cui riporto degli stralci sotto:

“Per trovare dati così brutti bisogna tornare indietro di un secolo, al triennio 1916-18, e in particolare al 1917, con la doppia strage della Grande Guerra da una parte e della pandemia di letale influenza Spagnola dall’altra. Secondo il demografo Gian Carlo Blangiardo, docente all’Università di Milano Bicocca, a fine 2015 sono ben 150mila gli italiani che mancano all’appello rispetto all’anno precedente.” – ” Innanzitutto c’è il crollo delle nascite, che già nel 2014 ci aveva fatto toccare il record negativo della peggior natalità dal 1861, anno dell’Unità d’Italia”- “… questo studente, una volta laureato, non trovando soddisfazioni professionali in Italia se ne scappa in Germania, Gran Bretagna o Stati Uniti, e con le sue competenze crea valore in quelle economie (versando in quegli Stati esteri i suoi contributi previdenziali). Ecco che i 100mila euro italiani serviti a formare quel professionista italiano che non trova lavoro nel nostro Paese volano oltreconfine. Forse per sempre.” – “Anche sul fronte immigrazione non c’è molto da sorridere. Il contributo netto dei movimenti migratori è in drastica caduta,… «Un fenomeno che solo nel recente passato è stato sino a dieci volte più rilevante – continua l’esperto – e che deve il suo ridimensionamento sia alla minore attrattività dell’Italia nel panorama della mobilità internazionale (escludendo doverosamente sbarchi e transiti), sia alla crescente “fuga” di nostri connazionali». ” – “«per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918». Alle due guerre mondiali, insomma. Se confermato, quello del 2015 sarebbe un triste primato in tempo di pace. Ma soprattutto, andrebbe spiegato a fondo.”

Vi ricordate forse di  QUELLO che parlava dei “più grandi successi dell’euro?”. Ebbene ormai anche l’Italia può tranquillamente vantarsi di essere diventata un successo: l’impoverimento a cui ci hanno sottoposto sta creando l’humus fertile a nuove e devastanti realtà! Non si può pretendere che la gente faccia figli dove il domani, prima garantito da un lavoro stabile e dignitoso, è lasciato alla mercé del mercato, che detta e impone regole disumanizzanti. Se la gente non vive tranquilla anche la salute diventa un problema, oltre al fatto che comprimendo la spesa pubblica la prevenzione e gli esami ad essa necessari sono ormai un lusso per i più. Spaventosa è  la comparazione che viene fatta fra la mortalità odierna – alla quale aggiungerei la distruzione della ricchezza, cioè del pil italiano, paragonabile solo a quella fatta dalle guerre – e i morti dovuti alle due guerre mondiali del secolo passato!  Tutto ciò lungi dall’essere un problema è in realtà  l’effetto voluto dalle riforme, volte in via prioritaria alla deflazione salariale: scaricare sui salari dei lavoratori la competitività significa in pratica precarizzare il lavoro, renderlo MERCE a basso costo al servizio del CAPITALE!

Funzionale a queste SAGGE politiche di privazione dei diritti sociali è l’arrivo massiccio di profughi, da utilizzare come forza lavoro a basso costo in competizione con le popolazioni europee. Si tratta appunto dei cosiddetti “migranti economici”, quelli che venivano “esclusi” dall’articolo sopracitato, che parlava invece di diminuzione dell’immigrazione qualificata. Possiamo immaginare che gli esseri umani che vengono spinti verso l’Europa siano prima accuratamente informati del “PARADISO” che li aspetta nei nostri Stati: a loro sarà stato presentato un sistema di accoglienza e di diritti che a noi viene velocemente tolto, considerato al più come privilegio che non possiamo permetterci (causa sprechi, debito, corruzione e amenità simili)! Come dicevamo sopra i paesi europei non hanno previsto nessuna politica d’accoglienza volta a realizzare un’integrazione reale o magari anche solo parziale. Del resto tali politiche sono impossibili nel modello economico neoliberista, che mira esclusivamente a tagliare lo stato sociale per portare tutti i cittadini all’impoverimento diffuso, grazie alla ricetta che favorisce l’alta disoccupazione funzionale al taglio dei salari! Per tutti noi, immigrati inclusi, c’è pronto un destino da lavoratori-merce e questo comporterà e comporta già ora una tensione crescente tra le popolazioni locali impoverite e i “nuovi”  lavoratori immigrati in cerca di una prospettiva di vita migliore, ma  destinati purtroppo a ricadere nello sfruttamento e nel rifiuto da cui sono scappati. La rabbia non può che salire in queste condizioni e spingere psicopatici depressi ad abbracciare prospettive integraliste e violente. Esse possono essere una conseguenza dell’odio cieco a cui ci costringono: poveri contro poveri chiusi in una gabbia d’ingiustizia senza prospettive di salvezza. Le organizzazioni terroristiche sanno bene che il “modello occidentale”, laddove non crea integrazione,  contribuisce ad alimentare l’odio e la disperazione e sfruttano chi è più facilmente manipolabile con slogan ed inni volti a spingere al reclutamento e alla vendetta. I governi occidentali sotto la stretta dell’austerità fiscale non hanno nessuna concreta possibilità di modificare l’assetto sociale d’accoglienza con politiche d’integrazione. Politiche peraltro che sarebbero comunque impossibili in questo contesto incontrollabile e senza filtri, che sembra mirare ad una parziale sostituzione razziale dei nostri popoli e a travasare il welfare modello Bangladesh in Europa! Se le cose stanno veramente così perseguiranno la strada dell’israelizzazione dei paesi europei, cioè si trasformerebbe l’Europa in una grande israele con un sistema militare volto a controllare una minoranza interna in modo restrittivo. Chiaramente questo non sarà la cura del terrorismo, ma garantirà la presenza dell’integralismo e uno stato di guerra  permanente senza vinti ne vincitori. L’unica nota positiva in questo contesto disperato è che stanno facendo le cose troppo velocemente per non commettere errori: schegge impazzite con interessi contrastanti governano le nostre vite e la mancanza di razionalità delle loro scelte potrebbe rapidamente far cadere il castello di carte traballante che è l’Unione Europea e le sue sempre più assurde e insostenibili politiche d’austerità. Speriamo quindi, contro l’affermazione del terrorismo, che esistano in Europa e in Italia forze politiche in grado di riaffermare con forza le Costituzioni democratiche del dopoguerra, uniche garanti dello stato sociale e della dignità umana, rimedi concreti ai mali dello sfruttamento e dell’ingiustizia.

2Corinzi 11:14-15

14 Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. 15 Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere.

4 pensieri su “Contro l’Isis che verrà

  1. mi piace sempre pensare alle vere cause di un fenomeno e se dobbiamo trovare la radice delle situazioni tremende che sta vivendo il nostro pianeta non posso che cercarle nell,uomo e primariamente nel suo EGOISMO. stiamo vivendo una crisi molto forte che apparentemente si manifesta sul piano sociale economico politico ecc., ma che ovviamente è solo il riflesso e l’esplicazione visibile di una crisi dell’UOMO. Oggi piu’ che mai si sta acuendo la lotta tra il bene ed il male. le forze che cercano il potere, la sopraffazione, il profitto personale o di gruppo( non importa quanto esteso sia basta che dimentichi un solo essere umano) stanno calcando il passo e quel che e’ peggio stanno alla cabina di comando ,ma per reazione ( legge fisica) sta crescendo un grande anelito alla solidarieta’ una gran voglia di bene comune, una visione unitaria di questa povera umanita’ e non solo anche di questo pianeta con tutte le sue forme di vita. E’ ancora un fermento un sottobosco ma gia’ si vedono numerosi segnali
    io credo che una grande crisi come questa , cui anche il pianeta stesso sta partecipando,
    fara’ produrre all’umanita’ residua un salto quantitativo ma soprattutto qualitativo enorme in senso spirituale dico. e’ un augurio ma ne sono convinto. un abbraccio lorenzo

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  2. Una puntualizzazione sul terrorismo: i fanatici li trovi… ovunque! Non è stato un problema reclutare Kamikaze nel Giappone imperiale della II Guerra mondiale o Teste di cuoio… o Jiadisti. La stragrande maggioranza dei Mussulmani sono gente come noi, che se ne frega ampiamente di convincere gli “altri” sui propri valori. Il fanatico è un fanatico! Quelli del Ku Klux Klan rappresentano tutti i Cristiani? Il terrorismo è sempre stato funzionale
    al potere, gli scopi che persegue sono sempre gli stessi: Infondere paura ed incertezza, far accettare condizioni di libertà limitata… far accettare “cessioni di sovranità” individuale o nazionale. A parte le modalità fortemente simbolicizzate degli attentati stessi (come firma dei gruppi di potere che hanno tutti background esoterici) che sono di difficile interpretazione per chi non è esperto. Ma anche la ripetitività di certe modalità, tipo ritrovare sempre i documenti degli attentatori, anche dentro l’inferno delle Torri gemelle in cui le alte temperature hanno “sciolto” l’acciaio, ma non hanno bruciato i fragili documenti cartacei. O la realizzazione di filmati con tecniche… ed atrezzature Hollywoodiane… facili per dei beduini del deserto!!! L’ISIS che compare dal nulla organizzatissimo e armatissimo e che tiene in scacco le due superpotenze nucleari! Tutto credibile?

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  3. Non era assolutamente mia intenzione far passare l’idea che l’Islam sia portatore di terrorismo. Il punto è solo quello che evidenzia come le attuali organizzazioni terroristiche strumentalizzino l’Islam per fare propaganda contro il sistema imperialista occidentale spingendo fanatici e squilibrati alla violenza.

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