Se negano il lavoro la sovranità a chi appartiene?

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Articolo 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

La domanda sorge spontanea: dopo la bocciatura del Referendum sul Jobs act, la sovranità a chi appartiene? Se gli italiani nel referendum del 4 dicembre avevano chiesto una riaffermazione dei valori della Costituzione, primo fra tutti quello sul lavoro, ora è chiaro che tutti i segnali di natura politica e giuridica vanno in senso diametralmente opposto. Chi dà la legittimazione a governare non siamo certamente noi cittadini, ci sono ben altre istituzioni che lavorano con efficienza per scegliere e comandare al nostro posto. Basta vedere i risultati delle riforme di-strutturali per togliersi ogni dubbio, prima fra tutti quella sul lavoro che dimostra, dati sulla disoccupazione alla mano, che garantisce esclusivamente la precarizzazione e l’impoverimento collettivo, eppure per la maggioranza dei giudici della Consulta va bene così, il quesito sul Jobs act era scritto male mentre tale legge sarebbe sacrosanta e non in conflitto con la Costituzione sociale!

Come dicevo nel post precedente è lo stesso Istat, nella sezione Faq, domande frequenti sulla rivelazione sulle forze lavoro , a chiarire come viene fatta la rivelazione relativa alla disoccupazione:

5. Che significa essere occupato?

Nella nuova indagine, sono considerate occupate le persone con più di 15 anni che nella settimana a cui si riferisce l’intervista hanno svolto almeno un’ora di lavoro retribuita. E’ occupato anche chi ha lavorato almeno per un’ora presso la ditta di un familiare senza essere retribuito. E’ questo un criterio oggettivo che differenzia la nuova indagine rispetto alla precedente, dove valeva la condizione percepita e dichiarata dall’intervistato.

Ho volutamente evidenziato l’ultima frase del punto 5 per domandarvi: è veramente più OGGETTIVO considerare una persona OCCUPATA se ha lavorato almeno un’ora nella settimana dell’intervista rispetto al chiedere all’intervistato? Purtroppo conosco persone che svolgono lavori saltuari,ad ore o giorni tramite voucher o agenzie interinali, che non si sentono in alcun modo “occupate” e non certo per una loro OPINIONE SOGGETTIVA!!! Chi è stato licenziato e ha perso un LAVORO VERO grazie alla crisi infinita e istituzionalizzata, rischia semmai, proprio a causa di questo indegno sfruttamento a cui viene sottoposto, di arrendersi al “non-lavoro” escludendosi da qualsiasi statistica con il plauso del governo di turno. Infatti non rientrando più fra i disoccupati, i numeri della disoccupazione torneranno magicamentea scendere: se volete “divertirvi” con il gioco delle tre carte fatto con i dati su OCCUPATI-DISOCCUPATI-INATTIVI potete leggerli aggiornati QUI!

Ricordiamoci però che tali dati, quelli sull’occupazione-disoccupazione in continuo saliscendi, sono alterati pesantamente da quell’ora di piena occupazione in cui incapperebbero i fortunati cittadini! Inoltre ci sono altri indici che confermano la terribile realtà a cui ci stanno condannando, quelli cioè sulla DEFLAZIONE. Sempre l’Istat segnala che il 2016 si è chiuso con una variazione negativa sui prezzi al consumo del 0,1%, un dato così negativo non si vedeva in Italia dal 1959! Sappiamo che nel mese di Dicembre 2016 c’è stato un moderato aumento dei prezzi al consumo, che possiamo però attribuire a rincari che tutti abbiamo visto: benzina e materie prime. Invece non sono pervenuti aumenti dei SALARI, unico fattore che può agire direttamente sul potere d’acquisto dei lavoratori e risollevare i consumi portando ad una VERA CRESCITA DELL’ECONOMIA! In meno di 10 anni i consumi degli italiani sono calati di oltre 80 miliardi e questi dati sono ben chiari a chi ci governa, ma non fanno altro che calare come una mannaia ulteriori riforme deflattive che stanno portando velocemente alla fine della cosiddetta “classe media”:gli stipendi caleranno ulteriormente perché il fine delle riforme è precarizzare il lavoro e conseguentemente creare bolle sull’economia reale. Un esempio su tutti è il sistema bancario oberato di sofferenze, cioè di crediti inesigibili a causa dei fallimenti delle imprese e della perdita di reddito e di lavoro stabile da parte delle famiglie italiane. Il fatto che il governo getti 20 miliardi di aiuti pubblici nel sistema bancario senza sostenere al contempo i redditi delle famiglie garantendo il lavoro e l’occupazione, è totalmente inutile, come sarebbe inutile continuare a voler riempire una vasca aumentando il getto dell’acqua dei rubinetti senza però avere alcuna intenzione di mettere un tappo nello scarico! L’Italia, con l’euro e la sua cura deflattiva, oltre a salassare i cittadini e massacrare i servizi pubblici (scuola e sanità su tutti), altro non può fare, per quanto ne dicano i tanti tromboni di regime che vediamo comparire in televisione!

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