Populismi e pupùlismi a confronto!

populist

Sui media in questi giorni siamo soliti sentire il disco rotto ripetere – martellandoci i timpani – la seguente solfa: “populismi de qua, populismi de là, populismi de su, populismi de giù…”. I più seri, quelli che mettono le mani avanti e ci avvertono per tempo dei rischi a cui stiamo andando incontro, sono gli esimi rappresentanti del partito unico dell’euro e della globalizzazione (sinonimi interscambiabili) che avanzano appelli e proposte per affrontare questa inconcepibile deriva anti-EURO-peista. Gli esempi sono infiniti, ma nel mucchio proviamo a leggere l’articolo scritto sull’Avanti:

Di fronte al rischio che l’Unione Europea imploda, un gruppo di giuristi ed intellettuali ha lanciato un appello alla rifondazione dell’Unione, in modo che possa rispondere alle “tendenze autoritarie e all’ascesa di forze nazionaliste e xenofobe” che hanno messo sotto attacco l’Unione “sebbene abbia garantito pace, democrazia e benessere  per decenni”. L’appello, pubblicato su diversi quotidiani  europei, è stato firmato, tra gli italiani, da Giuliano Amato, Emma Bonino, Massimo Cacciari e Giuliano Cazzola”.

Notare l’abbinamento classico NAZIONALISTI=XENOFOBI! Oltre ai giuristi e agli intellettuali, in prima linea per la difesa dell’Unione metterei anche i LECCOnomisti, quelli chiamati per informarci che uscire dall’euro sarebbe un immane disastro,a causa della svalutazione, inflazione, spread alle stelle e chi più ne ha più ne metta, precisando poi immancabilmente che a rimetterci – stringe il cuore – come al solito sarebbero i più deboli, dalla vedova all’orfano, all’invalido de guerra ecc. ecc. ecc… Chiaramente una spiegazione credibile sui motivi della crisi infinita – con dati catastrofici mai visti dall’unità d’Italia escluse naturalmente le due guerre mondiali, – non è data a sapersi!

Quindi il pericolo è l’avanzata dei populismi, quelli per intenderci rappresentati da Trump in America o dalla Le Pen in Europa, cioè da chiunque presenti al “popolo” un programma alternativo all’UE e all’euro. Nel miglior dei casi essi sono descritti come demogoghi e il popolo agonizzante a causa delle “cure da cavallo” imposte dal sistema è rappresentato come demagogo di sé stesso, in grado di autoadularsi replicando sui social o simili le pericolose fantasie che descriverebbero l’Europa come un covo di finanzieri spregiudicati nemici della democrazia: non sapendo scegliere il nostro VERO BENE, sarebbe più giusto far scegliere a LORO, quelli seri e responsabili che sanno sempre qual è la cosa giusta da fare e da applicare costi quello che costi (non a LORO naturalmente)! E il fatto che le alternative al sistema (tipo Trump o Le Pen…) si propongano come alternativa democratica, – cioè cercando di venire eletti attraverso libere elezioni e non certo con colpi di stato autoritari o con il manganello dello spread –  poco importa: l’unica alternativa all’Europa è l’Europa (della finanza e delle banche)! La tattica è quella di sporcare l’immagine dell’avversario attribuendogli le peggiori nefandezza (razzista, sessista, xenofobo, omofobo, umanofobo…) nella migliore tradizione pupùlista-liberista. E ne stanno a fa de me..lma col disco rotto sparato a ripetizione – in ogni dove e in ogni occasione – contro ogni forma di recupero di sovranità popolare. Ma uscire dalla me..lma è possibile, lo dimostrano proprio le raffiche sopracitate e le tante che avrete sentito e continueremo a sentire nei prossimi giorni. Perché se la produzione di tal materia marroncina è indipendente dalla richiesta (quando scappa scappa!), è vero che quando l’offerta è troppa anche la me..lma s’inflaziona svalutandosi da sola e il tanfo rischia di svegliare perfino i più addormentati dalla propaganda. Aspettando che l’attacco diarrotico-mediatico si calmi proviamo a buttar giù alcune delle migliori popu-popò-pupù LISTE attualmente in voga nei media:

  • Se usciremo dall’euro gli spread saliranno alle stelle… esattamente come quando c’imposero il governo Monti? Chissà se allora l’euro ci difese o se invece fu la causa del ricatto dei mercati?
  • A rimetterci saranno le classi più deboli, gli stipendi perderanno potere d’acquisto… ad avercelo ancora uno stipendio dopo 7 anni di crisi euro-imposta, la disoccupazione al 12% condita dalle riforme che impongono la precarizzazione permanente con l’aggiunta di aumenti di tasse e tagli indiscriminati  che cerrrrrtamente hanno aiutato le classi deboli!!!
  • Le materie prime andranno alle stelle… con i prossimi aumenti delle accise fatti per “correggere i conti perché “ce lo chiede l’Europa” arriveremo ad avere la benzina a 2 euro al litro? Abbiamo mai veramente sentito i benefici di una moneta forte per acquistare le materie prime in tutta questa infinita era dell’euro?
  • La lira si svaluterà… esattamente come si è svalutato l’euro(fino al 30%) in più occasioni senza che ce ne accorgessimo?
  • Il debito pubblico sarà insostenibile… grazie alle riforme che hanno distrutto i consumi interni e la crescita (pil) il debito pubblico italiano che la stessa UE definiva sostenibile nel medio e lungo periodo è ora a rischio! Siamo sicuri che senza un recupero della sovranità monetaria potremo mai tornare fare politiche di bilancio pubblico sostenibili?                                                                                                           InZomma potremmo continuare a lungo (se ci sono volenterosi cercatori di pupù la aggiungano nei commenti) ma la sostanza è che nella maggioranza dei casi vengono semplicemente scambiati gli effetti con la causa e le RIFORME servono proprio per mantenere in vita la causa della crisi: l’euro come strumento a servizio del capitale finanziario, il bastone abbinato all’olio di ricino in grado di far digerire immantinente ogni possibile protesta! Gli effetti collaterali (dell’olio di ricino) li sentiamo però tutti, non turiamoci il naso è ora di SVEGLIARSI!!!

 

 

2 pensieri su “Populismi e pupùlismi a confronto!

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