Smantellare la scuola pubblica per cancellare la democrazia!

Breve aggiornamento all’articolo pubblicato i primi di marzo 2017: il 7 aprile, dopo appena due mesi di tempo sono state approvate in via definitiva le 8 leggi delega della legge 107! Chiaramente il confronto con il “mondo della scuola” sarà stato congruo e proficuo, vista soprattutto la fretta di arrivare a concludere la legge 107 bis! Altrettanto chiaramente il governo avrà preso in considerazione le proteste fatte dai lavoratori della scuola in occasione dello sciopero del 17 marzo! Ecco di seguito nota del MIUR con le dichiarazioni della Ministra Fedeli di cui riporto sotto degli stralci:

“I provvedimenti approvati oggi in Consiglio dei Ministri sono il frutto di un lungo lavoro di consultazione in sede parlamentare, nelle commissioni competenti. C’è stato un ampio confronto che è servito a migliorare ed arricchire i testi. Si tratta di decreti che qualificano ulteriormente il sistema di Istruzione del nostro Paese”. Lo dichiara la Ministra Valeria Fedeli in occasione del via libera definitivo del Consiglio dei Ministri sui decreti legislativi attuativi della Buona Scuola… Con i provvedimenti approvati oggi “prosegue il cammino avviato nei primi due anni di attuazione della legge Buona Scuola che ha gettato le basi per un cambiamento culturale importante: la scuola vista come comunità aperta, innovativa, inclusiva in cui ragazze e ragazzi diventano cittadini attivi, accorti, protagonisti, capaci di contribuire alla crescita e alla competitività del Paese, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e nella piena attuazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione”, conclude la Ministra.”

Come realizzare la “democrazia sostanziale” prevista dall’articolo 3 della Costituzione mantenendo intatti i principi di “controllo della spesa pubblica” di matrice europea che impone allo Stato di non spendere, trovando al massimo le risorse attraverso i soliti tagli e le tasse, ebbene questo non è dato a sapersi! Comunque per chi non l’avesse letto ecco riproposto l’articolo che avevo scritto, dove esprimevo tutte le mie perplessità riguardo la (le) Riforma (e) sulla scuola, finalizzate esclusivamente a smantellare la scuola pubblica per cancellare la democrazia:

Nel mese di marzo sono previsti una serie di scioperi che riguardano il mondo della scuola, che ancora una volta vede gli insegnanti e gli alunni confrontarsi e scontrarsi con delle riforme piovute dall’alto in grado di destabilizzare e peggiorare ulteriormente il già precario percorso dell’istruzione pubblica. Il governo del SI all’Europa della finanza e delle Riforme di-strutturali, pulendosi il cu.. ehm posteriore con il voto referendario, – che indicava chiaramente il malcontento popolare verso un modello sociale ed economico lontano anni luce da quanto previsto dalla nostra ormai ex-Costituzione – ha approvato la maggioranza dei decreti attuativi previsti dal comma 180 della legge su la Buona scuola: riforma del sostegno, riforma dei professionali, riforma degli esami di stato, la riforma del reclutamento docenti e riforma del ciclo da 0 a 6 anni. Il governo aveva tempo 18 mesi per procedere alle deleghe attuative e dare il via alla Riforma e il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’istruzione Valeria Fedeli ha approvato  8 decreti  proprio allo scadere dei termini prefissati,  sabato 14 gennaio 2017. La ministra Fedeli è stata appunto “fedele” al modello eurista-globalista che i vari governi clone hanno fin qui rapidamente realizzato senza guardare in faccia a nessuno (neanche al buon senso!) Leggiamo nel comunicato stampa del Consiglio dei ministri: “Il decreto aggiorna, riorganizza e razionalizza i provvedimenti vigenti in materia, tenendo conto della nuova prospettiva nazionale ed internazionale dell’inclusione scolastica, riconosciuta quale identità culturale, educativa e progettuale del sistema di istruzione e formazione in Italia.”

In realtà il modello di scuola proposto sembra totalmente affine a quello di una società di precari destinati allo sfruttamento e alla competizione selvaggia per guadagnarsi il (tozzo di) pane quotidiano. Basta pensare a come l’alternanza scuola-lavoro diventi non tanto un’opportunità per gli studenti (scelta e programmata liberamente dagli istituti nella loro autonomia scolastica) di fare esperienze di realtà lavorative a cui un domani potranno avere accesso, ma un obbligo per accedere all’esame di maturità e un ostacolo nel percorso di apprendimento che di fatto diventa secondario e quasi impraticabile!!! L’apprendistato gratuito degli alunni arriverà ad incidere fino al 40% sull’orario scolastico curricolare, si prevedono inoltre psedo-contratti con le imprese, l’introduzione di esperti aziendali esterni e una valutazione delle “competenze acquisite” dallo studente in questo percorso di pseudo-cultura del lavoro!  Una scuola che deve educare alla competizione e al merito, cioè a finalità utilitaristiche, non ha nulla a che fare con l’uguaglianza e l’inclusione e la cooperazione su cui nasceva la scuola pubblica della nostra ex-Costituzione!

Sull’inclusione degli alunni disabili e la trasformazione degli insegnanti di sostegno in tecnici-consulenti -coordinatori dei docenti di classe, di fatto sempre più soli e sobbarcati – essi si che ne farebbero volentieri a meno – di beghe buro-cartacee-digitali con le quali dovrebbero magicamente risolvere in maniera inc-lusiva le innumerevoli problematiche che si nascondono dietro le astruse sigle ormai conosciute anche ai profani: DSA, BES, PDP,… Non ci sono risorse e in pratica l’inc-lusività si riduce a pezzi di carta che dovrebbero magicamente tradursi in strategie mirate ed efficaci!!! La legge delega mette in discussione ben 18 articoli su 44 della legge 104 del 1992 stravolgendola, una legge (la 104) ottima che ha avuto negli anni forse l’unico difetto di non essere pienamente applicata! Grazie ai vincoli di bilancio pubblico IMPOSTI DALL’EUROPA,… RIPETO: Grazie ai vincoli di bilancio pubblico IMPOSTI DALL’EUROPA,… RIPETO: Grazie ai vincoli di bilancio pubblico IMPOSTI DALL’EUROPA, a partire dalla funesta adesione del trattato di Maastricht nel 1992, anno dal quale il nostro paese ha sempre e costantemente accumulato consistenti avanzi primari (tradotto: lo Stato ha sempre speso meno di quello che ha incassato attraverso i tagli alla spesa e le tasse), ebbene la “disponibilità di risorse pubbliche” è sempre stata anteposta ai “diritti degli alunni disabili”, ma anche a quelli di tutti gli altri cittadini. Le classi con max 20 alunni con la presenza di un alunno disabile si facevano laddove le risorse lo permettevano, questa è la “mentalità contabile” che impongono le regole sovracostituzionali che prevedono i trattati europei ai quali abbiamo aderito. I diritti vengono DOPO e i limiti di spesa vengono stabiliti a tavolino da BUUU-rocrati con l’unico fine di smantellare lo Stato e privatizzare TUTTO a partire dalla scuola, base della coscienza critica di tutta la società civile! Demonizzare il pubblico, porre le premesse del suo malfunzionamento tagliando risorse, martellare i cittadini sulla piaga dei furbetti e furbettini che nulla centrano con la cronica mancanza di risorse, serve solo a far sembrare NECESSARIA la svendita di diritti sacrosanti che sono alla base di ogni sistema democratico: in primis la SCUOLA PUBBLICA, per la quale lo Stato italiano spende MENO di ogni stato europeo CLICCA QUI!

Ora chiediamoci: chi, nella società civile, ha guadagnato finora dall’applicazione della Riforma della Buona scuola (o dalla riforma dell’autonomia scolastica o da altra successiva ad essa collegata)? Non è forse ora di restituire la dignità agli insegnanti e a tutti gli operatori della scuola, al fine di garantire i diritti a tutti gli studenti? Il No di dicembre al Referendum sulla Costituzione, come il No alle Riforme che non tutelano i diritti fondamentali della persona (garantiti dalla Costituzione), come il NO ai trattati sovranazionali che distruggono le democrazie relegandole al Partito unico dell’euro e del liberismo sfrenato sono l’unica e coesa risposta che il mondo della scuola (docenti, ata, studenti, genitori…) insieme a tutta la società civile deve esprimere in maniera decisa contro un disegno politico totalmente sbagliato. Per questo ritengo che l’adesione allo sciopero del  17 marzo da parte di tutto il personale della scuola, finalizzato ad ottenere il ritiro dei decreti attuativi alla Legge 107 del 2015, sia doverosa e anche più importante del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Partecipiamo compatti a sostegno della scuola e della democrazia.

12 pensieri su “Smantellare la scuola pubblica per cancellare la democrazia!

  1. Sono d’accordo con te e come parte della categoria non posso che solidarizzare. Avrei anche altro da aggiungere come la schizofrenia tutta italica che vorrebbe la promozione del merito e di contro riduce e di molto i requisiti di ammissione alla maturità (non più sei in tutte le discipline ma la media del sei). Decidiamoci a un po’ di coerenza e togliamo sto benedetto valore legale del titolo di studio. Sull’alternanza scuola lavoro e sulla questione “sostegno” siamo di fronte al baratro… L’ultima amara considerazione è quella sull’efficacia dello sciopero. Ricordo quello massiccio del 5 maggio di un paio d’anni fa a cui partecipai e che non ha sortito nessun effetto sulla legge denominata “buona scuola”… Massimo rispetto per tutti ma al momento vedo piuttosto nero… Grazie per l’attenzione riservata alla questione.

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    • Intanto grazie a te per il commento. Riguardo al merito credo che l’unica forma di meritocrazia che funziona sia quella legata alle caste (o élite): esse si autoincensano e premiano i loro fidati esecutori! Viene considerato merito e affidabilità aderire ad un’ideologia e portarla avanti senza remore, come le classi dirigenti e/o politiche di vari settori pubblici e privati fanno con tutta evidenza a danno della collettività e della democrazia. Quindi questo modello “meritocratico” è élitario, riservato a pochi per garantire pochissimi, non può ergersi certo a modello compatibile con la democrazia o essere con essa convivente! L’ideologia neoliberista si è infatti affermata tramite classi dirigenti ben formate a partire dagli anni 80 iniziando con inserire principi volti alll’ uniformazione di scuola pubblica e privata, arrivando poi a stravolgere scuola e Costituzione con la legge sull’autonomia scolastica, il POF o la riforma del Titolo V della Costituzione. Tutte riforme ispirate a principi volti a privatizzare l’istituzione scolastica, fatti in modo trasversale in primis dai governi di centrosinistra, per passare poi a quelli di centrodestra, per finire all’oggi dove ci accorgiamo che tali distinzioni (destra e sinistra) scompaiono nell’unico partito garante di tale modello ispirato ai “valori dell’euro-pa” (le sigle o casacche poco contano, li accomuna l’ideologia anti-stato). Il discorso è lungo ma gli insegnanti hanno ancora la possibilità di educare al senso critico e al recupero di valori solidi come quelli costituzionali che garantiscono l’uguaglianza sostanziale e non solo pseudo-diritti cosmetici! Non ci scoraggiamo e sosteniamo la protesta con questo sciopero così importante. E se saremo in pochi la verità, per quanto nascosta, è pur sempre verità e prima o poi verrà a galla insieme a tutti gli errori più o meno consapevoli che sono stati fatti in questi anni da una classe politica spesso asservita al merito delle élite e poco fedele ai propri cittadini!

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  4. Sono particolarmente arrabbiata per l’introduzione dell’alternanza scuola lavoro che in realtà è l’avvio allo sfruttamento di forza lavoro giovanile non preparata al mondo del lavoro e dunque sfruttabile alla meglio. Il percorso formativo è sempre più debole e superficiale, gli insegnanti sono sempre più demotivati e assenti, i genitori totalmente dedicati ad altro. Insomma, la scuola sta cadendo in una voragine. Speriamo questi scioperi riaccendano l’attenzione sul sistema pubblico di formazione.

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  5. Prima di tutto
    complimenti per il post perché le tue sono vere e proprie argomentazioni basate su un pensiero logico(mancante nella scuola dei grandi dotti) e documentate.
    All’inizio dell’anno scolastico, ho postato sul mio blog il post sul mondo della scuola con il titolo “Il teatro dell’assurdo”
    La mia rabbia e la mia forte delusione continua anche oggi, perché il delirio scolastico non ha mai smesso!
    Io, insegnante da tanti anni, lo vivo quotidianamente ascoltando il delirio di parole dei nostri esperti
    Colgo l’occasione per mandarti i miei più sinceri auguri di Buona Pasqua

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    • Leggerò il tuo post appena rientro da una breve vacanza. Ti dico solo che l’articolo sulla scuola pubblicato i primi di marzo è ancora letto a giornalmente a dimostrare che c’è un interesse su queste problematiche ma manca spirito di categoria in noi insegnanti per primi. Grazie mille e ricambio di cuore gli auguri di buona Pasqua

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