Liberi e/o felici? La macchina dell’asservimento ha la pozione giusta!

libertà

Al centro del libro “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij, si racconta come Cristo, ricomparso a Siviglia al tempo dell’inquisizione, sia stato subito arrestato e sottoposto a processo dal “grande inquisitore“, un cardinale che cerca di preservare la felicità dei suoi protetti andando contro lo stesso Messia, venuto per liberarci (dal male, dalla menzogna, dall’odio, dal peccato…)! Ma quale felicità può essere tale senza la libertà? L’uomo può semmai essere libero senza essere felice, osservando desolato i misfatti che il male semina nel cuore dell’umanità, un male così oscuro da celare la verità con il falso amore di chi si arroga il diritto di esonerarci dal peso della coscienza libera, diventando espressione diretta e unica della Verità! Se capiamo questa Verità riusciremo a comprendere come la macchina dell’asservimento sia sempre in moto e senza lasciare alcuna via di scampo. E capiremo come oggi più che mai la dittatura può coesistere con la democrazia, naturalmente snaturandola nella sua essenza più profonda, cioè quella di dover essere espressione della maggioranza di un popolo!

Come il professor Alberto Bagnai ha più volte spiegato nel suo blog Goofynomics  e nei suoi libri, il paternalismo è alla base della costruzione europea: i “padri af-fondatori  – per il nostro bene – hanno scelto al nostro posto cosa era giusto fare! Questo perché il famoso “più Europa”, affermazione che ancora frequentemente sentiamo ragliare nei media dall’eurista di turno, sarebbe stato -per via democratica -irrealizzabile!!!

Per il nostro bene, facendoci credere che non siamo in grado di governarci da soli – hanno realizzato il cosiddetto”vincolo esterno”: prima con il “divorzio” tra il Tesoro e la Banca d’Italia (1981) hanno di fatto vincolato il nostro paese ai diktat del mercato, in seguito con l’adesione al Trattato di Maastrict (1992) e poi all’euro (1999) hanno definitivamente completato lo smantellamento dello Stato democratico privandoci così della possibilità di avere un governo in grado di stabilire -autonomamente dalle istituzioni non-elette di matrice europea – la politica economica del nostro paese. Le conseguenze di tali scelte le viviamo quotidianamente sulla nostra pelle e non riguardano solo l’Italia.

La mancanza degli strumenti per capire, la cosiddetta “informazione” veicolata da media in mano al sistema di potere che ci governa, tutto ciò è espressione di un’organizzazione sempre più perfetta e totale che lascia poche possibilità ai popoli di scegliere una “via di scampo” quand’anche essa si manifestasse come possibile scelta democratica.

Ne sono un esempio le recentissime elezioni politiche francesi: il voto si è spostato a favore di Macron, un banchiere che non potrà che riproporre, in salsa montiana, le politiche austere che abbiamo tristemente vissuto noi italiani, ma che sono essenziali all’esistenza stessa dell’euro e alla tutela delle classi dominanti che tanto odiano lo Stato e i popoli (populismi in senso dispregiativo) che di esso sono (dovrebbero essere) l’espressione! Certo la Le Pen, qualora vincesse, non sarà certo la soluzione, ma è sicuro che Macron sarà il problema: rappresenta l’interesse di pochi, svolto scientemente e senza remore a danno di molti. E come lui tante infinite repliche negli altri paesi europei: laddove dovesse nascere un’alternativa democratica “possibile” la macchina dell’asservimento” ha già predisposto l’antidoto! Pseudopartiti o politici “innovativi” mediaticamente gonfiati ad arte, pronti a deviare l’attenzione popolare dalla Verità alla Menzogna: no certo che no, l’euro non è mai stato il problema, vi daremo…negozieremo…noi siamo diversi…il pericolo è il populismo-nazionalismo-bieco-estremismo… ed il gioco è fatto!

Cos’è quindi la felicità che riescono a darci (falsa o vera che essa sia), pur di non farci togliere le catene? Perché tanta gente non vede dov’è il male? Eppure le persone devono essere ancora “sazie”(ma di cosa?) per non battersi per la propria libertà e per la propria dignità…

Non so se si può possedere la Verità o se piuttosto si sia da Essa posseduti, ma sembra certo che alla Verità si può voltare le spalle.

 

6 pensieri su “Liberi e/o felici? La macchina dell’asservimento ha la pozione giusta!

  1. Non esiste la felicità e nemmeno la libertà. Ci hanno fregato con due parole per renderci schiavi di due concetti astratti. Come dire lo spazio vuoto, come dire la panna scotta. Insomma, non esiste uno stato umano di felicità e di libertà, nemmeno quello vissuto da Buddha, o da cristo o da qualunque altro essere umano. La vita è ben altra cosa, sangue, dolore, contentezza a momenti, ma nessuna eternità, immortalità o libertà. Ma che razza di favolette ancora in giro su questa decantata felicità. Meglio guardare dentro lo specchio con l’occhio zen per vedere l’inconsistenza di tutto quello che ha creato l’uomo per imprigionarsi da solo dentro dei concetti astrusi che non servono a nulla.

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    • Libertà è innanzitutto essere consapevole dei propri limiti e condizionamenti, inevitabilmente nella vita tali spazi sono limitati. Riguardo all’eternità siamo tutti nello spazio di un infinitesimo secondo, rimbalziamo avanti e indietro in questo temo in cui ci è concesso di vivere o siamo già oltre pur non essendone consapevoli? In tale consapevolezza risiede forse ogni libertà…

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      • Io non credo al tempo e nemmeno all’eternità, anche il tempo è stato inventato dall’uomo. Io credo solo all’energia, pura e semplice energia, chimica se vuoi, come quella che abbiamo dentro di noi. Troppa gente è condizionata da limiti assurdi, seguendo dogmi inculcati nell’infanzia, regole della moda nell’adolescenza, e isterismi degli ormoni nella fase adulta. Quattro o cinque dimensioni, saperlo, scoprirne altre, così come scoprire la particella di Dio non ci ha salvato e non ci salverà purtroppo.

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      • Moriremo tutti nello stesso istante, così è anche nascere: un evento, credo, fuori dal tempo. Ora viviamo nel limite, il tempo appunto è l’ostacolo, ma siamo già oltre ( vedi il post omonimo). Energia certo è l’origine, ma non riesco a pensarla diversamente da un Tu, con cui instaurare un dialogo! Di scatole in cui rinchiuderlo sto Tu ne ho molte, ma sinceramente nessuna mi soddisfa o si adatta a quel qualcosa che mi s’impone e non riesco a definire…

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      • Tu non sei, io non sono , ma noi siamo.
        Se hai un polo positivo ed uno negativo solo se li avvicini scatta la scintilla. Questa è la legge dell’energia. Il fuoco non si accende da solo ma ci vuole paglia e scintilla. Forse è questo il motivo in cui stiamo tutti dentro lo stesso calderone, almeno così possiamo cuocere insieme e fare un buon minestrone. Tu cerchi un Tu? Perchè lo cerchi? Se vai fuori dell’Io non cercherai più un Tu, perchè vedrai solo un Noi.

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