Dai terremoti ai migranti circondati dal cielo blu

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Ripropongo sotto un articolo pubblicato sul blog alcuni mesi fa (27 ottobe 2016 – post originale ), tornato attuale anche a seguito del recente terremoto in Grecia.

Italia e Grecia sono infatti accomunate da eventi drammatici come quelli dei terremoti e delle migrazioni di massa, ma anche dall’essere cavie di un modello economico liberista volto all’impoverimento dei nostri popoli tramite cancellazione dei diritti costituzionalmente garantiti.

 

Prima di leggere l’articolo è obbligatorio vedere la mappa sismica dell’Europa !

Visto? Avete aperto una mappa sismica tratta da questo sito dove si vede chiaramente che l’Italia e la Grecia sono i paesi dell’Eurozona a più alta pericolosità sismica! Altrettanto evidente è che nella mappa sopracitata i paesi del centro e del nord Europa sono prevalentemente in zone a bassa probabilità sismica, aree caratterizzate dal colore celeste (del cielo) e in contrasto con il giallo e soprattutto con il rosso che caratterizza il territorio italiano e quello greco (per precisione aggiungerei anche i paesi balcanici).

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Ma passiamo all’immigrazione e vediamo le strane ed inquietanti “analogie”: l’Italia è un vero e proprio ponte fra l’Europa e l’Africa, con forti flussi migratori dal Nord Africa e dal Medio Oriente; idem la Grecia, che nonostante la crisi economica devastante amplificata dalla “cura” impostagli dalla troika assorbe i migranti che provengono dal Bangladesh, Pakistan, Afghanistan, Iran, Turchia e Siria. Possiamo dire che in primis sono questi due stati a contendersi il triste primato dei maggiori eventi sismici oltre che del maggior arrivo di immigrati!

In entrambi i casi è gente che fugge da un “mare” di disperazione, trovando spesso la morte o perdendo tutto ciò che a loro è più caro: casa, persone, la propria terra, a volte perfino la speranza di poter ricominciare a vivere! Nel Mondo, come rappresentato nel soprastante e antico planisfero, prevale il blu-celeste del cielo e del mare, un colore che indica anche la purezza, avvolge tutta l’umanità e sembra volerla proteggere con la sua immensità! Un colore che come abbiamo visto nella mappa sismica dell’Europa prevale però solo in alcuni paesi ed è praticamente assente in altri! Eppure commentavamo ieri un articolo del Corriere dove si affermava che la Commissione UE sarebbe pronta a bocciare la manovra del governo minacciando una possibile (probabile) procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia  nel caso non si realizzino gli “aggiustamenti” indicati al deficit, naturalmente attraverso i soliti tagli e tasse, uniche cose in cui ancora (per poco) l’Italia è sovrana! Ma all’Europa dei buuuu-rocrati interessano solo gli “aggiustamenti di-strutturali” e a poco valgono le dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’economia Padoan sul sole 24 ore di oggi: ” E il sisma che ha colpito nelle ultime ore il Centro Italia non fa che avvalorare la tesi che il nostro è un Paese molto esposto a eventi sismici gravi e pertanto qualsiasi spesa affrontata per la ricostruzione o la messa in sicurezza non dipende da scelte politiche discrezionali dell’esecutivo.” Capito!?!?!?! E’ come un bambino pronto a giustificarsi con la mammina severa! Perché al di là di quello che ci raccontano i media l’esecutivo NON HA alcuna discrezionalità che non sia quella imposta delle regole europee. Le stesse regole con cui la Germania e la quasi totalità dei paesi UE ci si puliscono il posteriore, gettando poi la carta sporca dalla finestra quando un vento favorevole porta puntualmente tali lezzosi fogli (delle regole naturalmente) sul lindo tavolo del nostro premier, che insieme ai suoi lungimiranti ministri si affretta a leggere ed immantinente ad applicare. Ma quando le regole sono “impossibili da applicare” perché ci sono “eventi sismici gravi” e/o “immigrazione incontrollata in continua ed allarmante ascesa” la risposta della Commissione a tali richieste, aiutare i terremotati a ricostruirsi una vita e affrontare l’emergenza immigrazione, è stata essenzialmente un “vedremo, se e quando ci arriveranno le richieste dal governo italiano!” Perché LORO, per “spese per l’emergenza” intendono SOLO quelle volte a ricostruire strade, ripristinare utenze ed edifici pubblici, non quelle rivolte ad aiutare direttamente i cittadini coinvolti dal sisma. Quelle sono SEMPRE E COMUNQUE SPESA PUBBLICA IMPRODUTTIVA! Una spesa da tagliare insieme al deficit dello Stato. E uno Stato che non può più spendere alcunché per i propri cittadini è solo un’ombra, un’entità fittizia, un mezzo in mano ad élite per controllare la società a proprio uso e consumo.

Idem, lo stesso dicasi, identico destino avran, i cosiddetti “immigrati economici”, cioè quelli che seguedo l’onda dei profughi fuggiti dalle guerre, vengono spinti verso l’Europa attraverso l’Italia, la Grecia, i paesi balcanici e quelli dell’Europa dell’Est, guarda un po’ il caso proprio nel momento di miglior realizzazione delle RIFoRME: la precarizzazione selvaggia del lavoro e la disoccupazione stabile sopra il 10% ha già portato un notevole esercito di disperati italici ed europei pronti ad accettare voucher e condizioni lavorative fino a ieri da secondo e terzo mondo. Ma cosa c’è di meglio che portare direttamente nelle nostre città chi la povertà l’ha vissuta “in diretta”, un esercito di disperati che a volte in modo parassitario, altre integrandosi nel  modello lavorativo euroimposto, aiuterà i padroni a sfruttarci tutti insieme per un tozzo di pane. E come già è accaduto nelle moderne e civili città del nord europa (es. Belgio), si creeranno i ghetti, le nuove generazioni di immigrati perderanno presto la speranza di aver trovato  una terra migliore dove vivere, con il rischio fin troppo probabile di odio, violenze e terrorismo come rigetto di un modello sociale ed economico destinato a distruggerci! InZomma, noi futuri cittadini di serie Z, loro, gli attuali immigrati poi dis-integrati nell’accogliente Euro-pa dei popoli, cittadini di serie sotto Z: tutti inZieme vittime di un modello antisociale destinato a sfociare in tragici e purtroppo fin troppo predibili fallimenti.

Avanti e indietro: storia di un’involuzione interiore! (prima parte)

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* Le pagine che seguono sono frutto di riflessioni personali  filosofico-esistenziali , non so se abbiano un senso o se perlomeno risultino comprensibili, ma ho deciso comunque di condividerle a puntate (i mattoni difficilmente si digeriscono). Ecco quindi la prima parte di un lungo discorso iniziato anni fa e in cammino, come la vita, verso mete sconosciute!

Avanti e indietro, indietro e avanti…

NON RIESCO A USCIRE DALLA GABBIA! Eppure in questo mondo nero un’ascesa e forse più di una l’ho avuta, una spinta per cambiare, in meglio, l’ho data, un’iniezione di speranza più volte, qualcuno, me l’ha regalata. Non tutto è da buttare, ma io sono incontentabile e annaspo: di che ho (abbiamo) bisogno per essere felici? Tutto astratto vero sto ragionamento? Non sono Budda, non vado in cerca il Nirvana, né lo voglio, ma la vita senza Verità e senza Dio (sinonimi che superano ogni fede) non so proprio a che serva, chiudi gli occhi e sei già polvere e quindi è un sicuro non senso: capite il perché non si può fare a meno di credere? Siamo indubbiamente eterni altrimenti non saremmo ORA, ma il dono è tutt’altro che facile da gestire. I saggi delle varie epoche che ci hanno preceduto i semi li hanno piantati eccome, ma va un po’ a gestirla tutta sta roba nella tua vita!!! Che poi ti accorgi che tanto tua non è.

Partiamo dall’orticello che coltivi giorno dopo giorno, ti circondi di abitudini, di normalità, ne hai bisogno ma quando l’imprevisto s’insinua e spezza il TUO sistema di regole… dove te le ficchi, come continui sulla strada della normalità apparente?

Poi c’è il campo, quello che ti coltivano attorno e da cui dipende anche la pseudo normalità di prima: la società con i suoi sistemi ti accoglie e ti insegna a ragionare su dei binari prestabiliti. Nei vari stadi di società e di realtà possibili, quello che vince è anche il più lontano da quello che sei o meglio dovresti essere, cioè una persona libera volta all’amore per se stessa e per chi gli sta accanto. Ma quando mai lo siamo?

Regna l’ingiustizia sociale e spirituale, vincono i controllori che godono nel poter dettare le regole adatte a normalizzare una non-realtà piena di male, in cui Dio (e quindi l’uomo che è una sua immagine) è assente e tenuto lontano in ogni modo, basta pensare che l’immateriale è ormai dominio dei controllori, c’è di fatto una rete telematica in cui ci riconosciamo e da cui dipendiamo. La nostra mente che MAI vuole perdere il controllo non ci lascia un solo istante: come fare a meno dei telefoni, dei pc, della RETE! Chi pensa a Dio come all’IMMATERIALE, ebbene si sbaglia, perché il REGNO DI DIO è il REGNO DELL’INCONTRO, Dio è colui che ti tiene per mano in ogni istante della tua vita, ma che tu ignori anche mentre lo stai guardando negli occhi, l’indifferenza con cui viviamo è agghiacciante, come ho detto sopra, annaspo, non ho molte cose da dire, eppure intuendo l’assurdo di questa vita non riesco comunque a rigettare il controllo, a rivoltare i falsi abiti che indosso, a guardare veramente oltre le apparenze.

Ricapitoliamo: cos’è l’uomo, l’uomo di ogni tempo e di ogni epoca?

L’uomo nella “storia”, quella dei documenti e delle testimonianze, è controllo, cioè dualismo perenne di controllori-controllati!!!

Cosa c’è oltre l’apparenza?

C’è Dio-Verità, colui che ci tiene per mano in ogni istante della nostra esistenza!

Perché viviamo nella pseudo-normalità, vero male di ogni epoca, ora giunta al culmine attraverso la massificazione immateriale della rete?

Perché Dio è persona vivente, è l’incontro, l’amore, la reciprocità, mentre la materia, così come l’immateriale in cui ci ostiniamo a vivere è l’oblio, l’indifferenza, il male che vuole in ogni modo costringerci alla non-vita lontano dal vero bene. L’uomo insomma attraverso il libero arbitrio può vivere lontano da Dio pur essendo morto, cioè svuotato della sua anima, una parvenza d’amore colmata dall’odio più puro dell’indifferenza. Non è forse questa la realtà che nei secoli, nei millenni abbiamo plasmato? Quanti di noi di fronte alle occasioni d’incontro con il bene, gli voltano, poco o tanto consapevolmente, le spalle? Chi ha il coraggio di uscire dal sistema di controllo a cui ci sottoponiamo più o meno liberamente? Si fa finta di vivere, per cosa?!? Provate a domandarvelo veramente VOI per cosa vivete e in che cosa credete!! Vi accorgerete che non troppe parole usciranno dalla vostra bocca, nulla o quasi attenuerà il torpore della vostra mente…pseudorisposte, forse neanche quelle, per poi affrettarsi a tornare nel sonno dell’incoscienza!

Continua…

Giro tondo

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Giudizio universale – Beato Angelico

Giro, giro tondo

casca il mondo

casca la terra

tutti giù per terra.

 

Una filastrocca per esorcizzare la morte, probabilmente di origini inglesi, inventata al tempo della peste nera quando mieteva vittime a migliaia e lasciava pochi dubbi sulla triste sorte di noi miseri umani.

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Barrea e il suo lago

Sulle sponde del lago di Barrea, formato da uno sbarramento artificiale all’inizio degli anni 50, nel 2005 a seguito di lavori realizzati per una pista ciclabile, è stata rinvenuta una necropoli sannita risalente al primo secolo avanti Cristo, gli antichi abitanti della valle del fiume Sangro appunto. Essa ha proprio una forma circolare, i defunti “tutti giù per terra” ma comunque vicini alla luce, a pochi centimetri dalla superficie, sono riaffiorati a ricordarci insieme alle nostre fiere origini “italiche”,  il legame con l’eternità che il cerchio, figura senza inizio e senza fine, simboleggia da sempre.

Il nome Italia deriva dall’antica lingua dei sanniti e significa libertà: dalle oppressioni, dalle ingiustizie e forse perfino dalla morte. La libertà è un peso per niente lieve da portare, un diritto ma anche un dovere per ogni uomo e di ogni popolo che creda nella vita (il cerchio) e giochi con la paura e con la morte (tutti giù per terra) esorcizzandola ancora e ancora e ancora verso l’infinito.

 

La fine del tempo

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Ghiacciaio Perito Moreno – Argentina

Natura:

paesaggi scolpiti emergono dal cuore della terra,

abissi marini permeati d’azzurro,

cieli illuminati dal sole nascente,

notti fascinose con chiari di luna,

sterminate distese di bianco abbagliante

che ricopre le terre di posti lontani,

verde cupo smeraldo, con sprazzi di luce

al di sotto di foreste inesplorate dall’uomo.

Stella cometa

Universo:

ammassi di stelle deposti lontano,

strisciate di bianco che solcano il cielo

di notte visibili anche ad occhio nudo,

pianeti maestosi, sconosciute galassie,

civiltà che forse mai incontreremo,

stelle comete vagabonde del cielo

che seguono percorsi stabiliti da sempre.

galassie

Visibile ed invisibile s’intrecciano:

fili ingarbugliati difficili da sciogliere

che rendono la vita un inesplicabile mistero.

Abbiamo visto tanto e ancor altro vedremo,

finché il gomitolo del tempo

non arriverà alla fine,

rendendo cosciente

ciò che sembra deposto nel nulla.

CorruZionismo e armi di distrazione di massa!

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* Cacciata dal Paradiso – Michelangelo Buonarroti

Per ogni corruZione c’è una cricca in funZione, con persone sempre pronte a tramare a proprio vantaggio i più loschi e criminali affari! Gli esempi in tivvù e media nostrani sono sempre attuali e infiniti: si  va dalla cricca delle banche fallite a quella sulla gestione dei rifiuti o a quella sulla ricostruzione post terremoto… Non c’é fine al corruZionismo e ad una delle sue tante rime puntualmente sciorinate dai media: opportunismo, nepotismo, clientelismo,… esso si rivela un mezzo efficace per spianare la strada alle tante riforme, dolorose ma necessarie, per poter recuperare virtù e cancellare i “mali dell’Italia”. Un ultimo appunto: il corruZionismo è (quasi) sempre sinonimo di Stato (ladro, brutto, corrotto, cattivo, invasivo…), sono i virtuosi liberisti nostrani a calcare la mano sulle inefficienze del “pubblico” e sui virtuosismi del “privato”.

Ora, riflettendo su quanto accaduto a partire dal 2011, anno fatidico dell’arrivo di Monti che ha inaugurato l’era virtuosa dell’austerità, dovremmo pensare che si sono fatti enormi passi avanti nella lotta alla corruZione! Anche perché la corruZione dovrebbe proliferare laddove ci sono i soldi e la possibilità di lauti guadagni, non certo in era di vacche magre come questa. Eppure leggendo i giornali i “casi” sono ben lungi dal diminuire e anzi proseguono inesorabili verso aumenti esponenziali ad infinitum tempus!!!

Ecco i dati sulla corruzione nel pubblico . Notare che l’articolo di Repubblica parla prima di “percezione” della corruzione e poi continua legando gli episodi di corruzione nel settore pubblico e nella politica all’aumento dei cosiddetti “populismi”. Ora la “percezione” di un fenomeno viene certamente amplificata dalla “narrazione” che i media fanno dello stesso. E noi tutti sappiamo a che razza di martellamento ci sottopongono quotidianamente! Ecco perché i “populismi”, che per i liberisti sono sinonimo di sovranità e democrazia, aumenterebbero e influenzerebbero la percezione dei cittadini riguardo la corruzione. Tali populismi non sono altro che proposte politiche alternative (almeno apparentemente) al sistema di potere imperante. Essi sono l’effetto causato dalle mancate risposte del sistema politico attuale, forse l’unica alternativa democratica ancora praticabile. Quindi più che di corruzione, l’articolo mette in risalto la nostra percezione del sistema di potere in atto ed essa interessa assai, è un termometro che misura la tenuta del modello sociale, più la febbre sale, più siamo vicini alla fine e il popolo (populista) rischia di ribellarsi.

Ma se il pubblico è corrotto, il privato cosa fa? Guardiamo le banche (private) come affrontano la crisi. Esemplare è il caso delle “venete” e di MPS: in entrambi i casi il governo (?) si è fatto dettare-imporre delle regole europee totalmente al di fuori di ogni logica di mercato (vedi svendita delle sofferenze bancarie) e contro l’interesse nazionale di tenuta dell’intero tessuto economico industriale (perlomeno quello che è rimasto)! Fra le macerie troviamo, oltre ai risparmi bruciati di tante persone, anche la chiusura di centinaia di filiali e migliaia di posti di lavoro perduti. Ma il peggio rimane non aver neanche scalfito la montagna di sofferenze bancarie che continua a incombere sul sistema bancario italiano, andando ben oltre il sistema di “corruZionismo” messo in piedi a livello locale dai vari responsabili delle banche fallite. Le sofferenze più che frutto della corruZione sono invece l’effetto dell’austerità, anch’essa euro-imposta, che deprime l’economia, aumenta la disoccupazione e fa fallire le imprese. Non pagare i propri debiti si traduce con un crollo della redditività del sistema bancario, tanto più elevato quanto tale sistema è stato vicino alle imprese e alle famiglie cercando di sostenerle con prestiti, fidi e mutui… Non c’è speranza di uscire dalla crisi se non si immettono nell’economia soldi pubblici in grado di sostenere il lavoro e quindi le stesse imprese che vivono oltre che di export anche e soprattutto di consumi interni fatti dalle famiglie.

Dicevamo: armi di distrazione di massa… tali si rivelano i tanti casi di corruzione, che analizzano e focalizzano il problema a livello locale, girando (o aggirando) completamente intorno alle cause che innescano e creano i molteplici fallimenti: fallimento delle banche, del “sistema lavoro”, della sanità pubblica, della previdenza… ogni cosa pubblica diviene sempre più insostenibile e per ognuna di esse si è sempre creata una cortina fumogena che parla di sprechi e corruZionismi vari. Ma le cause vere non vengono mai rimosse, anzi si aggravano giorno dopo giorno, a tal punto che ormai il disagio a livello sociale (la febbre di cui parlavo sopra) è pronto a deflagrare in modalità imprevedibili.

Mi riferisco al modello liberista globalista che si sta rivelando un nuovo tipo di colonialismo, non rispetta la diversità delle culture e deprime l’economia reale impedendo un vero sviluppo delle persone e delle comunità umane. La vera corruzione è quindi quella che scambia le cause con gli effetti: il degrado della nostra società e l’aumento incontrollato di varie forme di corruzione sono prevalentemente causate dall’aver adottato un modello economico anti-sociale, che comprime prioritariamente i salari dei lavoratori, porta precarizzazione e disagio sociale diffuso e non lascia scampo alle generazioni future destinate a vivere in condizioni di povertà e di sfruttamento. In Italia e più in generale nell’UE lo strumento principe di tali politiche è l’euro, un vero e proprio sistema di governo in grado di ricattare a suon di spread i paesi “ribelli”, di deprimere l’economia dei paesi “deboli” e avvantaggiare, via svalutazioni permanenti causate proprio dall’adozione di una moneta unica, i paesi “forti”.

Qualsiasi discorso che volti le spalle al “problema euro” e apra le porte al corruZionismo è fatto al fine esclusivo di andare avanti, inesorabilmente, verso il disastro economico e sociale attualmente in atto. Ma il corruZionismo non cura la febbre sempre più alta della società, non indirizza abbastanza il disagio verso pseudo-problemi minori che non curano alcunché. La vera corruzione è prioritariamente quella di chi nega il problema euro e non vuole portare nel dibattito pubblico la scelta e possibilità concreta di un cambiamento per via democratica. Ma laddove ci fosse questa possibilità di scelta, di un partito o una coalizione che si faccia portatrice dei valori costituzionali e punti al recupero della sovranità (monetaria e non solo) spetterà poi al popolo saperlo riconoscere e sostenere con il voto, al di là dei localismi o dei voti e delle ideologie di appartenenza, che in questo contesto politico e sociale in cui viviamo oggi sono morti e sepolti da tempo, anch’essi rilegati fra le armi di distrazione di massa.

* primo esempio di corruZionismo, la colpa era di Eva mentre il serpente (corruttore), era lì per caso (e il Capo non c’era)!

 

 

San Tommaso, oltre la fede il comprendere!

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Incredulità di San Tommaso – Caravaggio

Il 3 luglio è la festa di San Tommaso, l’ultimo degli apostoli a credere nella risurrezione di Gesù, il quale apparirà di nuovo nel cenacolo – 8 giorni dopo la Pasqua – appositamente per lui invitandolo esplicitamente a toccare le sue piaghe per “credere”! Nella risposta di Tommaso c’è poi una comprensione profonda, un’illuminazione: “Mio Signore e mio Dio!”.

Quello che gli altri apostoli ancora non erano riusciti a fare, identificare la profonda umanità di Gesù con la sua divinità, riesce a Tommaso attraverso l’intell8genza della fede: percepire quell’idea grandiosa insita nell’animo umano, che non dipende da noi ma ci sta di fronte nonostante la nostra incredulità!  E come è stato ben detto (o meglio bene-detto) le “ragioni della fede servono alla fede”!  L’uomo ha bisogno di risposte, di avere giustizia, di continuare ad avere speranza e soprattutto di non essere solo e continuamente preso a schiaffi dal proprio creatore.  La presenza di Gesù risorto è un’esperienza concreta per gli apostoli, trascendente eppure reale, in grado di comunicare ad uomini timorosi ed esitanti e spingerli a cambiare o meglio fondare la loro e la nostra vita altrimenti evanescente.

La figura di San Tommaso è quindi utile per continuare il percorso iniziato nel post DUBITARE PER CREDERE , in cui si parlava del dubbio come motore della fede. E proprio Sant’Agostino affermava in proposito che Tommaso “vedeva e toccava l’uomo, ma confessava la sua fede in Dio che non vedeva né toccava”!

Ma a noi uomini di oggi cosa è dato “vedere e toccare”? La domanda di Tommaso è anche la nostra domanda: “Perché mai dovrei credere a quello che dite voi? Solo se vedrò con i miei occhi e toccherò con le mie mani, allora potrò credere!”.

La figura di Gesù si muove infatti su due linee: una orizzontale , quella della storia di un uomo terminata con la sua crocifissione; l’altra verticale, che tende cioè verso l’alto, verso l’oltre e l’infinito. Ciò avviene con il riconoscimento della risurrezione, che attribuisce a Gesù la divinità!

In qualche modo, in una dimensione “altra” ma ugualmente accessibile in quanto donata a noi umani, le due linee convergono, piegando il tempo e lo spazio in un intreccio indissolubile. Non resta a noi che dubitare, mettendo i semi di una Rivelazione. Perché del dubbio e della fede, questo è certo, non possiamo proprio farne a meno.

Concludo, come avevo già fatto QUI, con una citazione tratta dal Fedone di Platone:

A me sembra, come anche a te, o Socrate, che intorno a queste cose il sapere chiaramente sia impossibile o difficilissimo, mentre d’altra parte il non indagare in tutti i modi ciò che si è detto e il desistere avanti che uno sia esaurito nell’osservare sotto ogni aspetto, è certo da uomo ignavo. E’ necessario quindi decidersi in uno di questi due modi: o accoglier da altri, o scoprire da sé come stanno le cose; o,  se ciò è impossibile, accettando almeno il migliore e il più inconfutabile degli argomenti; e, affidati a questo come su di una zattera, fare in modo pericolante la traversata della vita; a meno che uno non sia in grado, in modo più stabile e meno arrischiato, di compiere la traversata su di un sostegno più sicuro, cioè su di una certa divina rivelazione.”

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