Genderismo e antropologia egualitaria

 

manicuore

 

In quanto persone siamo tutti, uomini o donne, dotati di pari dignità. Ora parlando della teoria del gender, essa vorrebbe andare oltre la distinzione maschile e femminile, considerandole solo dal punto di vista biologico come pure distinzioni sessuali che non possono avere quindi una valenza ontologica, cioè fondante e costitutiva della persona umana. Io credo invece che la distinzione di genere non sia riducibile a semplice differenza sessuale sul piano puramente biologico, ma che  sia costitutiva del nostro essere persona e al contempo uomo o donna uno aperto al mistero dell’altra. Se andiamo a vedere le conseguenze storiche di questo dualismo, esse sembrerebbero dare ragione a chi oggi vorrebbe, attraverso un’etica e un’antropologia egualitaria, abolire tali distinzioni. Guardando ad esempio alle origini della Chiesa cristiana, emerge sicuramente un’idea di donna  distorta e identificata con la materia, contrapposta all’uomo identificato invece con lo spirito. Esplicative in tal senso e sconcertanti sono le parole di San Girolamo che affermava: ” Finché una donna è per la nascita e per i figli, è differente dall’uomo come lo è il corpo dall’anima. Ma quando desidera servire Cristo più del mondo, allora cessa di essere donna e sarà chiamata uomo”. Discende da questa concezione anche un’immagine di Maria, madre di Gesù e della chiesa, idealizzata e anch’essa lontana da un modello femminile concreto e soprattutto umano.

Il genere donna è così condannato all’inferiorità e al dominio da parte del genere uomo. Quello che manca è qui una considerazione della donna in quanto persona a sé stante, distinta e indipendente dall’uomo. Ma recuperando questa necessaria distinzione fra la persona uomo e la persona donna, entrambi portatrici di eguali valori e dignità, si deve anche superare il dualismo maschile e femminile riducendolo a pura differenza sul piano biologico, per poter così cancellare le discriminazioni ancora presenti nella nostra società?

Per provare a rispondere ritorniamo alla teoria del gender, secondo la quale la diversità delle caratteristiche personali non è predeterminata dal sesso, ma si differenzia quasi esclusivamente a seconda della razza e della cultura di appartenenza. In base a tale concezione non si dovrebbero predestinare le persone a ruoli sociali o pubblici esclusivamente in base al sesso di appartenenza, ma tenere conto di altri fattori determinanti che agiscono nella società. Su questo sono daccordo, ma non accetto che si arrivi a sterilizzare la società da concetti di genere, abolendo la distinzione maschile femminile già nei bambini molto piccoli, riformulando il concetto stesso di famiglia non più composta da padre e madre, concetti essi stessi appartenenti ad un’antropologia dualistica e quindi discriminatoria, ma da genitore 1 e genitore 2 o comunque da persone non identificate in base al genere!

Tutto ciò sarebbe il primo passo per una vera uguaglianza fra uomini e donne entrambi portatrici di identici valori? Io non credo, anzi ritengo che questa teoria sia semplicemente funzionale al “sistema impersonale” di potere con il quale le élite mondiali vogliono controllare le società umane. Cancellare l’ordine “naturale”, o perlomeno i valori e la cultura che sono a fondamento della società per sostituirli con pseudodiritti cosmetici: ripeto sempre e fino alla noia che non esiste uguaglianza laddove regna l’ingiustizia sociale, che viene amplificata dalla cancellazione del lavoro, delle tutele sociali quali quella che riguarda la salute o la previdenza; a seguire si arriva attraverso la teoria di genere alla cancellazione della famiglia intesa come nucleo fondante della società, non solo da un punto di vista cristiano, ma anche dal punto di vista del diritto costituzionale che nell’articolo 29 la definisce così:

“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.”

A me non interessa tanto definire cosa si intenda filosoficamente per “società naturale” o per famiglia, quanto piuttosto soffermarmi sul riconoscimento di un’istituzione, la famiglia appunto, che viene considerata nucleo, cellula da tutelare e da riconoscere. Una famiglia ha nella maggior parte dei casi la necessità di mettere radici, di avere una casa, dei riferimenti nel luogo dove essa nasce. Questo modello è messo in discussione forse perché non compatibile con la precarizzazione del lavoro attualmente messa in atto dalle cosiddette RIFORME?!?! Avere radici è appunto il contrario della necessità di spostarsi, cambiare continuamente lavoro, città o addirittura stato come vorrebbero gli sfruttatori del lavoratore-merce.

Ora potremmo discutere all’infinito se la famiglia come istituzione possa oggi essere formata solo da coppie eterosessuali o anche omosessuali, ma qualunque sia la nostra opinione in merito essa deve considerare la famiglia sempre e comunque come un confronto fra due alterità portatrici di eguali valori sul piano morale e giuridico. Non quindi due persone indistinte, o al massimo diverse solo sul piano della scelta del proprio orientamento sessuale. Due alterità significa persone che necessitano di stare insieme per completarsi a vicenda e magari pianificare un futuro che sia loro e al contempo appartenga alla società dove vivono: attraverso i figli si costruisce il futuro, ma questi necessitano di garanzie materiali che sempre più alle coppie vengono negate!!!

Riporto qui una delle tante perle della saggezza popolare: “Non si fanno le nozze con i fichi secchi!!!”

Tradotto significa semplicemente che non si può realizzare alcun progetto se non si hanno i mezzi necessari, quindi se è vero che la teoria del gender nasce per risolvere discriminazioni di genere, è altrettanto vero che tali discriminazioni non possono essere risolte se al contempo non si realizzano nella società le condizioni effettive di godimento dei diritti sociali unica garanzia di una vita dignitosa! 

Ecco perché la Costituzione è il discrimine fra l’uguaglianza sostanziale e quella cosmetica! Non si può parlare di uguaglianza sostanziale se il sistema politico cancella i diritti sociali di primo livello e li sostituisce con parvenze di diritti: l’intenzione apparentemente lodevole di cancellare le diseguaglianze serve in realtà ad abolire le differenze e mettere tutto e tutti su un piano d’indifferenza annientando le persone. Tutti ugualmente senza valore e quindi mercificabili alla bisogna dal sistema dominante! Un modello violento e imposto con metodi che appartengono alla peggiore tradizione maschilista! La differenza è che invece di esaltare il dualismo fra uomo e donna, esso esalta il dualismo fra chi comanda e chi è sottomesso: il sistema di potere ci vuole sudditi impersonali e manipolabili, quindi sganciati da qualsiasi rivendicazione sociale!

Su un piano filosofico-religioso possiamo trovare un qualche fondamento alla teoria del gender? Possiamo cioè ridurre la sessualità a biologia scollegandola dall’essere persona?

 Secondo me nel dogma trinitario si specchia questa dinamica  di confronto fra alterità in quanto pur essendo UNO, Dio si manifesta nella relazione e nella trascendenza, in una pulsione d’amore che al pari dell’energia sessuale è in grado di generare e creare!

Credo che la sessualità vada ben oltre il sesso, anche chi è attratto da persone del suo stesso sesso replica questo dualismo maschile e femminile pur vivendolo nella dimensione del “limite”, quella cioè dove gli elementi sembrano fondersi e sovrapporsi pur rimanendo distinti. In Dio la distinzione è nell’unità, ma paradossalmente l’unità non è tale se non nella distinzione che genera amore…

Possiamo forse affermare che la “persona” è un progetto dinamico, in divenire in quanto aperto alla trascendenza dell’altro e attraverso l’altro aperto all’infinito, cioè a Dio. Ma questa trascendenza implica la distinzione, una differenza tra uomo e donna o maschile e femminile, che non può essere ridotta a semplice orientamento sessuale ma esalta invece l’essere persona nella diversità! La complementarietà dà forse fastidio a chi pretende di abolire le differenze di genere, essendo essa stessa garanzia del dualismo maschilista? Ma nella “notte in cui tutte le vacche sono nere” di quale uguaglianza potremmo mai parlare? Come mai i genderisti convinti non spendono uguali parole per criticare un contesto sociale degradante e degradato da politiche ultraliberiste nemiche dello Stato costituzionale pluriclasse (cioè garante di tutte le classi sociali)? L’eguaglianza di genere sembra purtroppo funzionale al progetto neoliberista e quindi ben lontana dalla giustizia sociale che si vorrebbe rivendicare. Ma non è solo la famiglia ad essere messa profondamente in discussione, per incidere profondamente nel contesto sociale e far sembrare ciò che prima era considerato impensabile necessario si deve agire attraverso il sistema scolastico direttamente sui bambini. ESSI (i liBBBeristi) pretendono di imporre, con politiche mirate che partono dalla formazione degli insegnanti dei vari ordini scolastici, l’uguaglianza di genere come valore in sé da realizzate in concreto nei programmi scolastici in modo sistematico ed efficace! Ciò significa che gli insegnanti non dovranno limitarsi ad informare gli alunni, ma dovranno decostruire il vecchio mondo duale formato da maschile e femminile e provocare nei bambini (meglio se piccoli, dato che sono più ricettivi) e ragazzi reazioni egualitarie facendoli riflettere magari con situazioni e provocazioni tipo: che male c’è se un bambino indossa il grembiulino rosa della sorellina? Nessuna naturalmente! Idem per una gonnellina o vestitini alla moda!

Ora l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS ha prodotto un documento (sotto riporto parti del capitolo 6) dove si possono leggere gli * Standard per l’educazione sessuale in Europa 

Al capitolo 6 di detto documento si afferma che l’educazione sessuale (definita olistica) deve avere un suo spazio specifico a scuola (a partire dalla scuola dell’infanzia),[…] che necessita di personale formato, ma che comunque dovrebbe essere realizzata anche in assenza di tali requisiti[…] Educatori competenti necessitano di una formazione in educazione sessuale così come di un’apertura mentale per la materia e una forte motivazione: devono credere fermamente nei principi dell’educazione sessuale sopra menzionati (leggetevi il documento cliccando sul link sopra). Ciò implica che le autorità scolastiche non facciano pressione su chi è riluttante ad essere coinvolto nell’educazione sessuale (sembra proprio che si devono  scegliere persone fortemente orientate e ideologizzate ); piuttosto, gli insegnanti vanno stimolati e sostenuti […] Gli insegnanti di educazione sessuale necessitano di strutture di supporto e devono avere accesso a momenti di supervisione.

Concludo dicendo che formare gli insegnanti in funzione di principi considerati rigidamente acquisiti, non sembra certo la strada migliore per modellare la società verso un sistema più eguale e quindi più equo. Anzi siamo già ad un passo dall’imposizione-coercizione (genderismo appunto e non teorie di genere), parole che pur mascherate da buone intenzioni (tutela della salute pubblica=vaccinismo; lotta alle discriminazioni di genere=genderismo), non lasciano certo spazio al pluralismo (neanche a quello scientifico), negando per principio l’esistenza di diversi modelli sociali ugualmente validi e in grado di garantire quei diritti sociali che a parole sembrano tanto cari ai nostri governanti, ma nei fatti vengono costantemente negati.

* Sono risalito al documento linkato grazie ad un’interessante articolo sul sito Byoblu – Test gender ai nostri ragazzi dei licei… 

Anno 1 odissea nel blog!

 

Obiettivo anniversario anno 1

Felice anniversario con WordPress.com!
Ti sei registrato su WordPress.com un anno fa.
Grazie per averci scelto. Continua così.

Ringrazio WordPress per avermi dato l’opportunità di scrivere ed esprimermi in questo spazio virtuale che è il web! Ma preciso che non sono stato io a scegliere il blog , quanto piuttosto è stato lui a scegliere me! Mi spiego: nel marzo 2016 il mio Dirigente scolastico mi inserì nella piattaforma relativa all’aggiornamento digitale rivolta agli insegnanti della scuola. Doveva trovare tre o quattro nominativi e io fui uno di quelli. La piattaforma si concretizzò nel mese di settembre, quando uscirono le sedi e le date per frequentare i corsi scelti. Uno di questi riguardava proprio la creazione e gestione di un blog di classe. Pur essendo un’attività proposta da un’insegnante di una scuola superiore (io insegno nella scuola primaria), che aveva finalità informative all’interno del sito dell’Istituto e una minima ricaduta nella didattica,  in breve tempo ci fecero aprire un blog sulla piattaforma WordPress e decisi addirittura di scrivere di getto e senza troppo pensare l’articolo che ripubblico sotto come segno di un nuovo inizio. Lì parlavo del peso delle “Mezze verità“, principali strumenti delle MENZOGNE che ci propinano giornalmente i vari mezzi d’informazione. Aperto il blog avremmo dovuto chiuderlo, ma così non fece ed ora eccomi qua. Non so se fra i 101 articoli scritti (questo è il 102) io abbia tenuto fede all’impegno  che fa da sottotitolo al blog – di provare a dare “opinioni consapevoli” in grado di “districarci dal marasma delle mezze verità quotidiane“. Sicuramente nelle poesie c’è sincerità, esse esprimono una parte di noi. Gli articoli d’attualità o di politica e di economia sono frutto di opinioni personali ma spero non banali, in quanto scritti su  problematiche che ci toccano da vicino e sulle quali è giusto confrontarsi. La filosofia e la religione sono invece parte dei miei vissuti e al pari delle poesie riflettono una parte di me!

Ringrazio il mio amico Lorenzo per avermi permesso di condividere le sue poesie, che sono state tanto apprezzate da molti lettori del blog. Ugualmente ringrazio il mio amico Stefano che oltre ad aver scritto un paio di articoli del blog mi ha sostenuto all’inizio di questo percorso, commentando e apprezzando i miei scritti. Senza di lui forse avrei smesso di pubblicare dato che non mi leggeva praticamente nessuno. Ringrazio infine tutti i follower e le persone che magari per caso si sono affacciate nel blog: chi per un “mi piace”, chi per una lettura veloce, chi per un commento di gradimento o di critica,… spero che tutti voi abbiate potuto prendere qualcosa da me come io, vi assicuro, ho preso dalle vostre presenze! Ma ora ricominciamo da ZERO …

Mezze verità, grandi menzogne…

Ogni rivelazione, anche quella “religiosa”, è un ulteriore velo sulla verità! Ri-velare appunto, vedere attraverso un velo e immaginare quello che si cela agli occhi e soprattutto alla mente. I contorni da soli non bastano a capire l’immagine nascosta e quando le informazioni necessarie a decodificare i messaggi della realtà dove viviamo, a partire dalla quotidianità spicciola e dalle necessità che ne fanno parte, vengono spesso distorte da messaggi parziali e invasivi, ecco che la menzogna prevale e non riusciamo a liberarcene.

Mi riferisco in particolare alla cosiddetta “informazione”, veicolata oggi da potenti media come la televisone o internet… Quando gli utenti di queste informazioni fanno “massa critica” ecco apparire tanti luoghi comuni spesso dannosi e discordanti.

Ora chiediamoci perchè la mente NULLIFICA quello che la cultura mediatica di riferimento non prende in considerazione? E inoltre i messaggi che passano centrano i problemi e soprattutto danno a noi persone comuni soluzioni per poter scegliere cos’è il meglio per la nostra vita quotidiana?

Lascio aperta la discussione…download

Il vicino

images

Filastrocca tragicomica sulla sfi…ducia!

O notte tenebrosa,

o giornata tempestosa,

o mattina senza sole,

così mi sento, questo è il mio cuore.

Sono stato abbandonato

e mi ritrovo disperato

la mia amata se n’è andata

col mio vicino si è accoppiata.

Ho comprato allora un canarino

che cantava ogni mattino

rallegrandomi un tantino,

ma il gatto del vicino

lo ha mangiato poverino.

Sono solo e mi rattristo

di penar più non resisto

comprerò un cagnolino

che rallegri il mio mattino.

Un cagnolino poi ho comperato

ma un sol giorno lui è durato

è rimasto spiaccicato

sol la coda ho ritrovato

è crudele il mio destino

era l’auto del vicino.

Son rimasto desolato

triste, solo e abbandonato

ma non è il crudel destino

è quello str@nz@ del vicino!

* siamo tutti un po’ vicini…

Silenzio assordante

fiamma

 Ci sono luci che non possiamo spegnere, nonostante tutto…

Metafora dev’essere

della vera vita

la nostra esistenza.

E difficile è coglierne

il senso profondo

nell’intelligenza divina

enigmatico mistero

di fronte alla sofferenza

degli esseri tormentati.

Quante volte chiediamo costretti

senza essere ascoltati ?

Ugualmente amiamo Dio

perché è l’unica speranza di salvezza.

Contraddizioni viventi noi siamo.

Smania continua di pienezza

ricerca di risposte concrete

che non ci siamo dati da soli.

Già un no sarebbe molto,

annullerebbe l’indifferenza

e ci innalzerebbe a creature.

Ma è chiedere troppo.

Significherebbe essere ascoltati

o meglio sapere con certezza

che qualcuno ti ascolta.

Un no vorrei sentire

per essere felice.

Ma la sua voce è muta

di un silenzio assordante

che non è possibile accettare.

* La poesia non è una negazione, ma un’affermazione di fede!

Il risparmio dello Stato colpisce ancora!

Sotto ripubblico un articolo che avevo scritto i primi di novembre del 2016. Per chi lo leggerà faccio notare che cambiando l’ordine dei burattini al governo (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, avanti il prossimo…) i risultati non cambiano, ma anzi la strada delle riforme di-strutturali va avanti senza ostacoli. In un recente articolo sul Corriere (LEGGI QUI!) ci informano che la crescita della spesa pubblica italiana nel triennio 2013-2016 è stata pari a ZERO, contro una crescita media nell’UE del 7%. I risparmi sbandierati nell’articolo suddetto sarebbero di ben 30 miliardi nel solo 2017, ma noi cittadini ce ne siamo accorti? Certo che si! Li vediamo (e subiamo) ogni volta che ci viene tolto un servizio, o quando accadono catastrofi come quelle di questi giorni causate dalle alluvioni: le amministrazioni locali e le regioni non hanno sufficienti risorse per mettere in sicurezza i territori, idem dicasi per affrontare le emergenze! Inutile ascoltare gli appellisti che dicono che il governo ha stanziato le risorse per la messa in sicurezza dei territori e che aspetta a loro usarli e bla, bla, bla…! La coperta è sempre più corta, le scete (sui tagli) sempre più dolorose e socialmente inaccettabili! L’alternativa alla privatizzazione dello Stato è ripristinare la Costituzione che mette al primo posto i diritti sociali e NON I RISPARMI FATTI SULLA PELLE DEI CITTADINI, ma ciò è possibile solo uscendo dall’euro e dai trattati sovracostituzionali che l’appartenenza all’UE ci impone! Lascio parlare il vecchio post che credo sia ancora attuale…

QUANDO LO STASTO RISPARMIA

Quando lo Stato risparmia…

disastri

Dall’inizio della crisi e in particolare dall’entrata in campo di Monti che ha inaugurato l’era infinita dell’austerità, lo Stato italiano ha realizzato nelle manovre finanziarie notevoli “risparmi”, ma essi sono andati di pari passo ad una caduta verticale degli “investimenti” pubblici in modo praticamente trasversale a tutti i settori della vita sociale, che sono proprio quelli che servono ad esempio per la manutenzione delle strade, la messa in sicurezza degli edifici pubblici, la prevenzione di disastri ambientali… Insomma, più lo Stato ha risparmiato, più ha tolto, cancellato, letteralmente MANDATO IN ROVINA il nostro paese! Inutile qui dire l’elenco infinito dei disastri che si sarebbero potuti evitare o perlomeno limitare con la giusta manutenzione e con adeguati investimenti pubblici, basta ricordare il recentissimo crollo del viadotto di Lecco! Ma come mai, se lo Stato risparmia, – perché il debito pubblico SAREBBE IL SOLO E UNICO PROBLEMA – tali risparmi non si convertono in servizi aggiuntivi, in risorse per affrontare l’emergenza, come ce la cantano giornalmente in tutte le salse da anni i media di regime?!?!?!?!?!?  La spesa è un problema, quindi il risparmio, i TAGLI AGLI SPRECHI, sarebbero la soluzione, non è forse vero? Iniziamo a vedere l’effetto dei tagli o se preferite dei risparmi, sul comparto sanità: “La spesa sanitaria italiana è del 28,7% più bassa rispetto ai Paesi EU14, con una forbice, anche in percentuale del PIL, che si allarga anno dopo anno…” Qui trovate la fonte di tali dati.

Possiamo continuare con la spesa per l’istruzione:

Ocse: Italia penultima per spesa, record di Neet e prof anziani

venerdì 16 settembre 2016  –   Edscuola  –  da Il Sole 24 Ore   –   di Alessia Tripodi

Una spesa pubblica scesa del 14% in 5 anni – che mette l’Italia al penultimo posto dopo l’Ungheria – record di insegnanti over 50 (con salari in calo) e di Neet, cioè di ragazzi che non studiano e non lavorano… L’articolo continua qui.

InZomma, sia se l’analizziamo per settori, – salute, istruzione, servizi… – sia se l’analizziamo in termini assoluti, l’Italia risulta tra i paesi dell’area euro con la spesa pubblica più bassa! Ed è tale spesa – che per i liBBeristi di tutte le salse che invadono con le loro blaterazioni la tv sarebbe ABNORME, PESO IMMORALE SULLE SPALLE DEI FIGLI, IMPRODUTTIVA, BRUTTA, SPRECO DA TAGLIARE… – che è rimasta in termini reali praticamente INVARIATA tra il 2005 e il 2015! Certo il debito pubblico continua a salire, ma siamo sicuri che sia questo il problema? SI! Siamo sicuri che il debito pubblico NON è il problema e ce lo certifica la stessa Commissione europea oltre che prestigiosi istituti di ricerca tedeschi. Qui l’articolo. Per chi non ha la pazienza di aprire i link e leggersi gli articoli riporto dei brani significativi:

“Il primo, certificato EU e già qui ricordato, è che l’Italia mai, nemmeno per un momento, è stata a rischio default. Lo certifica la stessa Commissione Europea nel suo Fiscal Stability Report…”, “…l’economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l’Università di Friburgo, ha ribadito che l’Italia è il Paese che ha il debito pubblico più sostenibile dell’eurozona! “

Per collegare i puntini fra una frase e l’altra ripeto che l’articolo dovete leggervelo da soli. Però non fatevi trarre in inganno dalle conclusioni, dove l’autore dice che siccome l’Italia è il paese che più di ogni altro ha applicato i vincoli di bilancio imposti dall’UE, avrebbe quindi titolo per “chiedere”, “pretendere”, “realizzare” un maggiore flessibiltà e incrementare così gli inesistenti investimenti pubblici rilanciando la domanda interna ( i consumi) e incrementando il pil (la ricchezza prodotta dagli italiani). Le avrete sentite tutti le farneticazioni del buon Renzi, che addirittura si è spinto a dire “…non possiamo accettare che crollino le scuole per rispettare le regole di bilancio europee!” Eppure lui insieme ai suoi predecessori (Letta e Monti) sono stati i campioni di austerità: se riduci il deficit e porti il tuo paese al “pareggio di bilancio” ,e applichi addirittura il Fiscal compact allora significa che accetti con leggerezza di continuare a impoverire il tuo paese e a tagliare le risorse per la sicurezza e lo stato sociale! Ma al di là degli slogan politici, il motivo per cui i garzoni di bottega che si sono succeduti negli ultimi tre governi hanno “curato” la gamba sana dell’Italia, cioè la spesa pubblica con cui dal dopoguerra ad oggi gli italiani tutti hanno visto migliorare le loro condizioni di vita, non è certo per ignoranza o per incompetenza. Essi infatti hanno lavorato al servizio dei creditori esteri, gli stessi che attraverso il controllo del mercato dei capitali e degli spread dettano le regole del gioco: limitare la democrazia (per ESSI sinonimo di populismo), azzerare le tutele sul lavoro, demonizzare tutto ciò che è pubblico spingendo l’ex-Stato a privatizzare i servizi. Se vi ricordate la “crisi” è iniziata da una banca statunitense, la Lehaman Brothers, che a causa delle speculazioni dei mutui subprime fallì spalmando la voragine di insolvenze accumulate nel sistema bancario di tutto il mondo. Per chi non lo sapesse i mutui subprime sono ad alto tasso di insolvenza proprio perché dati a persone con lavori precari e senza tutele, appunto perché negli Stati Uniti la precarizzazione selvaggia del lavoro è la regola! Quando TUTTI o la stragrande maggioranza dei lavoratori hanno lavori senza tutele e possono essere licenziati dal datore di lavoro senza problemi, il sistema finanziario spinge a dare prestiti senza garanzie, siano essi carte di credito, mutui, finanziamenti poco importa: il modello sociale si basa sul DEBITO (non sui consumi) e poi quando una recessione globale fa saltare il giochetto aumentando vertiginosamente la disoccupazione, ebbene ci pensano gli Stati, attraverso l’austerità, a rapinare i propri cittadini incrementando le tasse e cancellando lo Stato sociale con i tagli: il tutto naturalmente per ripagare le SPECULAZIONI PRIVATE DELLE BANCHE. L’Italia, per fare un esempio, ha regalato, attraverso i fondi ESM istituiti dall’UE per salvare prevalentemente le banche francesi e tedesche, oltre 40 miliardi di euro. Leggete questo articolo per chiarirvi le idee. Questi soldi sono stati versati alle banche greche che prima della crisi avevano prestato senza troppe garanzie enormi capitali sotto forma di mutui e prestiti alle famiglie e imprese greche e tali soldi arrivavano prevalentemente dalle ricche banche tedesche e francesi. Tanto sapevano che arrivata la crisi nei vari paesi dell’eurozona ci sarebbero stati umili servitori pronti a strangolare i loro cittadini atteraverso l’austerità pur di ripianare, con i dovuti interessi, le folli speculazioni fatte dal sistema finanziario deregolamentato. In tutto ciò l’euro è il principale baluardo del sistema: una moneta che non appartiene a nessuno stato, gestita dal sistema finanziario a garanzia della realizzazione delle cosiddette “RIFORME DI-STRUTTURALI” e della speculazione selvaggia. Nel mondo dei predatori il più grosso mangia il più piccolo e in Europa il sistema finanziario tedesco è quello che più di ogni altro gestisce l’euro per i propri fini, senza tener troppo conto degli ormai innumerevoli focolai di ribellione che nei paesi europei stanno per venire alla luce. Forse è ora di iniziare ad aprire gli occhi e iniziare a guardare la realtà con più consapevolezza. In Italia finché l’opinione pubblica è distratta dai soliti temi della casta, della corruzione, dei privilegi, continueranno a farci credere che la terra è piatta, anche se sono ormai molti i liBBeristi che iniziano a raccontarci che il sole è luminoso e l’acqua è bagnata. Cosa voglio dire? Che iniziano già a cambiare disco cantando “lo Stato è brutto si, ma l’austerità è anch’essa cattiva”, “l’euro è divino si, ma se la Germania fa sempre e solo i ca..i suoi allora è meglio andare ognuno per la propria strada”. Il problema è che sti personaggi che dicono tali mezze verità, non lo fanno certo per noi, perché si sono pentiti o sono rinsaviti dopo aver per anni demonizzato lo stato e idealizzato la DIS-Unione europea basata sul Mercato Salvatore. Lo fanno perché da un momento all’altro il sistema potrebbe implodere e potranno così dire: ve l’avevo detto che era sbagliato! Ma chi vende menzogne non potrà mai fare niente di buono per la collettività. Che ci rimane allora a noi cittadini? La consapevolezza di quale sia la direzione da seguire, rafforzare lo Stato per ripristinare i diritti sociali garantiti dalla Costituzione e la speranza che ancora possano esistere forze politiche e sociali, vecchie o nuove che siano poco importa, in grado di schierarsi dalla nostra parte.

La ricerca del silenzio

raggi

Poesie di Lorenzo

Oh Creatore delle forme,

di bellezze irraggiungibili,

allontana da noi

questo superbo rumore

che ci avvolge

impotenti ed ignari,

concedici

quell’umile e glorioso

silenzio

fonte di creazioni,

porta dell’Amore,

rifugio di salvezza

ricettacolo dei tuoi raggi

che, unico, ci ricorda d’essere cellule

del tuo grande corpo.

L’amore è un sogno

camomilla

* Filastrocca tragicomica sull’amore

In questa notte

un manto di stelle

ci rivestiva di luce

ma assai più splendenti

erano i suoi occhi

languidi d’amore

e socchiudendoli appena lei mi disse:

“C’ho sonno! Andamo a dormì?”

Io allor mi meraviglio

il mio cuore è uno scompiglio

ma a lei scappa uno sbadiglio

più non so cosa pensar?!?!

“Amore non ti preoccupare”

– lei mi dice insonnolita –

“anche se a casa voglio or tornare

un bel sogno potrò fare

e noi lì ci incontreremo

certamente ci sposeremo

e molti figli avremo…

YAAAAWNNN…

Presto mettiti al volante

il mio sonno è ormai imperante!!!

Prima ero un po’ eccitato

ma ormai me so sgonfiato

io credevo che lei fosse una fata

non la Bella Addormentata!

“Ecco a casa ti ho portata,

o mia bella addormentata.

Dimmi domattina ti posso chiamare?

Sarai più riposata e la stanchezza

se ne sarà andata”.

Mi risponde un po’ assonnata:

“Prima di mezzogiorno non mi chiamare.

Sai com’è, troppo presto

non mi vorrei svegliare.

E anche al pomeriggio

magari un tantino

è bene fare un pisolino”.

“Oh che donna da sogno ho trovato,

sono proprio fortunato”,

prima che mi lasci solo gli dico:

” Cara Ca(mo)milla

SOGNI D’ORO!!!”

  • Inauguro con questa filastrocca una sezione “leggera” del blog, che spero possa far almeno sorridere.