67 pensionato (morto?) che parla!

Banquo

Macbeth, Apparizione del fantasma di Banquo by Théodore Chass ( la coscienza di Macbeth si ribella ai suoi delitti)* 

Il titolo del post si inspira oltre che alle recenti dichiarazioni del presidente dell’INPS sulla necessità dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, anche ad un film di Totò, 47 morto che parla; un po’ perché andando avanti su questa strada delle “riforme” i futuri pensionati potranno percepire l’assegno pensionistico solo previa seduta spiritica che ne attesti l’esistenza “in morte” nell’Aldilà! Ma anche perché la trama del film sembra affine alle vicende attuali: l’avarissimo barone Peletti decide di nascondere il testamento del defunto padre, che prevedeva un lascito al comune per la costruzione della scuola. Saranno gli stessi amministratori comunali a mettere in scena un’efficace imbroglio per far credere al barone di essere nell’aldilà minacciandolo con terribili punizioni se non confessava dove nascondeva il tesoro!

La realtà odierna è assai peggiore, visto che i cittadini non chiedono allo Stato un lascito, ma una pensione adeguata come prevede l’articolo 38 della Costituzione e godibile in un’età compatibile sia con le aspettative di vita statistiche, sia con quelle umane! E tale richiesta è stata pagata con tributo di anni di vita lavorativa e adeguati soldi versati nelle casse pubbliche.

Non sappiamo bene a che statistiche si riferiscano oggi i dati ISTAT sulle aspettative di vita future, soprattutto perché il 2015 si chiudeva con un triste primato, quello della più bassa natalità dal 1861 sostenuta al ribasso dalla più alta mortalità, paragonabile solo alle due guerre mondiali come scritto su questo articolo del Sole 24 ore La Caporetto demografica. Non avveniva dal 1917!

Questo bel primato è il frutto concomitante delle Riforme e dell’austerità EURO-imposta dalle virtuose élite europee e tanto ben recepita dai garzoni nostrani a suon di leggi e aggiustamenti strutturali. La previdenza in Italia NON E’ IN DISAVANZO DA ALMENO 20 ANNI! Addirittura nel 2011, anno dell’entrata in vigore della famigerata Legge Fornero, “il saldo fra entrate contributive e le prestazioni previdenziali nette era in attivo per ben 24 miliardi di euro”, come magistralmente spiegato in IN QUESTO POST nel blog Orizzonte 48. Attualmente il bilancio del settore previdenziale (scorporato da quello assistenziale) è ugualmente in attivo, anche se passa dai 24 miliardi del 2011 ai 3,7 miliardi del 2015. E questo nonostante (o proprio a causa) continuino ad alzare l’asticella del pensionamento. Riflettiamo sul fatto che non esiste nessun sistema pensionistico sostenibile se adotti un sistema di welfare che precarizza il lavoro e riduce in maniera drastica i contributi. Le pensioni in essere dovrebbero infatti venir pagate dai contributi versati dai lavoratori attuali e ciò può accadere solo se gli stipendi e i relativi contributi lavorativi crescono agganciati a meccanismi di indicizzazione ormai da tempo aboliti. Inoltre con la disoccupazione stabilmente sopra l’11%, sommata a varie forme di precariato sottapagato non garantiscono alcuna sostenibilità alla previdenza e tantomeno all’assistenza pubblica. Si dovrebbe agire proprio sul versante del lavoro, ripristinando tutele e investendo soldi pubblici per assumere dipendenti con lavoro stabile ed equamente retribuito per far ripartire i consumi e con essi l’economia. Ma il fine di questa crisi e di queste riforme non è la tenuta sociale, tantomeno la “crescita”, ma piuttosto la cancellazione definitiva dello stato democratico pluriclasse. Quello costruito sul modello costituzionale che punta alla piena occupazione e garantisce sotto varie forme l’uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini. Esso deve essere sostituito dallo Stato minimo, che non interviene nell’economia e lascia agire i privati attraverso il benefico mercato. Ogni aspetto deve essere in mano alla finanza privata: sanità, pensioni, scuola, lavoro… Ecco il fine sotteso delle riforme, l’unico e vero motivo perché di deve andare in pensione oggi a 67 anni, domani a 70 e poi a 75 se ancora esisterà la previdenza pubblica. Ecco perché pur essendo il bilancio previdenziale in attivo si incentiva l’APE, anticipo pensionistico, attraverso finanziamenti delle banche private! Ecco perché si sono incentivati fondi privati che più che integrare la pensione futura, servono a mettere mano alle ingenti somme della previdenza pubblica che dovrebbero essere patrimonio esclusivo dello Stato al servizio degli italiani. Ecco infine perché ci insegnano in ogni modo ad odiare lo Stato, che con tutti i suoi difetti è l’unico baluardo per noi comuni cittadini, ma con gli slogan stato brutto corrotto inefficiente….ci hanno addestrato ad essere i peggiori nemici di noi stessi!

* Nel dramma la speranza è che anche la coscienza di chi è ingiusto si possa ribellare ai suoi delitti!

16 pensieri su “67 pensionato (morto?) che parla!

  1. Condivido appieno quanto hai scritto in questo post. Un unico pensiero, per nulla consolatorio, credo che questo sia ormai l’orientamento mondiale, é in atto un cambiamento che ci porterà sempre di più a essere governati dai grandi gruppi finanziari. Il grave é, sempre a mio avviso, che la maggior parte della gente non se ne rende minimamente conto…
    🤔😮

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  2. Dobbiamo chiederci il motivo per cui abbiamo consentito, per decenni, che tanti nostri concittadini potessero andare in pensione a meno di 40 anni! La risposta purtroppo la conosciamo tutti e la nostra generazione (e ancor più quella dei nostri figli) ne pagherà le conseguenze.

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    • Anche se è scandaloso pensare che si poteva andare in pensione con 18 anni di contributi questo nulla centra con la situazione attuale. Il sistema previdenziale cosi come il debito pubblico è perfettamente sostenibile lo certifica la stessa commissione europea. Non abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità le loro mezze verità servono solo a pretesto per cancellare tutele e diritti sacrosanti.

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  3. Pingback: Condivido il post di opionioniweb.blog – SiamoDeMoDa

    • I peggiori, tradiscono il proprio popolo ( ah per loro i popoli, la ricchezza delle identità e culture deve sparire in un meticciato indistinto) e in cambio cancellano anche il loro futuro tanto sono diversamente intelligenti. A questi la storia non ha insegnato niente…vada a leggere. Ciao e grazie Adriana

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