Do i numeri (del Blog)!!!

Visualizzazioni per mese (settembre 2016-28 dicembre 2017)

Visualizzazioni totali del blog (al 28 dicembre 2017)

 

Una cosa che fino ad oggi non avevo mai fatto è tirare le somme del blog e visto che sta per finire l’anno 2017 proverò a farlo! Per somme intendo i numeri sopra, non tanto le visualizzazioni totali quanto piuttosto l’andamento mensile di queste: partito con numeri di poco superiori alle 100 visualizzazioni nel settembre (era il 23 settembre) – Ottobre 2016 per poi iniziare con una lenta ma costante ascesa soprattutto dal mese di Marzo 2017 (647 visualizzazioni) fino ad arrivare ai numeri odierni (sopra le 2900 visualizzazioni in questo mese di Dicembre)!!! Ritengo doveroso ringraziare tutti quelli che hanno provato a leggere o perlomeno hanno dato una sguardo a quello che scrivo. Ringrazio in maniera particolare quelli che hanno la pazienza di venirmi puntualmente a trovare quando pubblico un nuovo post, commentando e/o lasciando un like come segno di apprezzamento. Per me come penso per la maggior parte delle persone che decidono di aprire un blog, interagire e dialogare su questioni che mi stanno a cuore con una platea ampia e diversificata di lettori è il miglior risultato che potessi ottenere. All’inizio ero quasi certo che sarei finito in breve tempo nella pattumiera del web, ora credo che proverò a tirare avanti ancora un po’ (non so per quanto ancora avrò qualcosa da dire), soprattutto perché non mi aspettavo certo un riscontro di queste dimensioni!

Concludo lasciando sotto la classifica degli articoli più letti, nel caso in cui ve li foste persi…

Ecco la TOP TEN degli articoli più letti del blog in ordine sparso (cliccare sul titolo per leggerli)

Sognare una vita 423 visite

Quel serpente…   259 visite

Anno 1 odissea nel blog! 247 visite

Un mondo senza Essere 250 visite

Tra la luce e l’oscurità sul Monte d’Ancona!  251 visite

Vaccinismo e “controllo sociale”  223  visite

L’ape innamorata!  225   visite

Dal fuoco sacro al fuoco dello Spirito  199   visite

Avanti e indietro: storia di un’involuzione interiore (quinta parte)   201  visite

 Natale, il mistero della salvezza 207  visite

 

BUON ANNO 2018 A TUTTI!!!

 

Rapiti dalle stelle

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Dante e Beatrice osservano l’Empireo (Gustave Doré) dove risiedono i beati e nel gradino più alto la Vergine Maria – fonte Wikipedia

Penso spesso al cielo

rapito dalle stelle

posti lontanissimi

ma pur sempre vicini

perché se apri il cuore

toccano il tuo animo.

Torneranno gli angeli

dalle lontane stelle,

porteranno amore

nel cuore della gente

per imparare insieme

a guardare oltre

togliendo le apparenze

che ingannano gli umani.

Creiamo delle immagini

per mascherare chi siamo

pensando all’importanza

di essere qualcuno

e come gusci vuoti

viviamo tra di noi

senza accorgerci del dolore

dimenticando cosè l’amore.

Torneranno gli angeli

e getteranno un ponte

per chi vorrà andare

nel cuore delle stelle

dove impareremo

ad essere noi stessi.

Lì rivedremo la bellezza

che ci è stata donata

e ognuno poi sarà

un essere di luce

chiamato per nome

dal Padre delle stelle.

E quelli che si amavano

prima di andare in cielo

chi aveva già conosciuto

la luce di qualcuno,

insieme lì saranno

rapiti dalle stelle

ormai per sempre uniti

in una vita senza fine.

*La poesia è stata scritta ascoltando “Torneranno gli angeli ” di Fiorella Mannoia

Che sia poi una poesia, una fiaba o un sogno stabilitelo voi…

 

Natale, il mistero della salvezza

natale

Ripropongo questo post sul Natale scritto nel dicembre 2016, QUI potete leggere i pochi ma significativi commenti che lo corredavano. Aggiungo solo una breve introduzione: Cristo non può essere pensato solo come il fondatore di una religione: Esso è infatti immanente alla storia degli uomini e assolutamente trascendente ad essa! Inoltre – e ciò è fondamentale – è l’unico mediatore di senso in grado di dare una risposta all’uomo e ai suoi problemi! Possiamo affermare che Cristo, attraverso l’oscurità della carne, diviene esso stesso l’epifania di Dio: un Dio che si dona e attraverso l’incarnazione si rivela a tutti gli uomini! Ma lascio parlare il vecchio post…

Il Natale è una festa profondamente religiosa: DIO o la LUCE si manifesta, viene nel mondo e attraverso il suo ESSERE VISIBILE dà senso all’uomo e al suo non-essere  fondato in se stesso. Noi siamo un battito di ciglia, una folata di vento nell’immensità della creazione. Sapere di esserci va oltre qualsiasi fede o ideologia, è un miracolo che ci pone già oltre e ci prepara rendendoci aperti al mistero! Se fossimo sostenuti dal nulla o dal caso non ci sarebbe alcuna distinzione tra la vita e la morte, non ci sarebbe un io a domandarsi il senso del domani, ad essere cioè proiettato nel futuro. L’Amore dona e mantiene in essere l’umanità nonostante il male e l’ingiustizia sia presente nelle nostre vite. Un male che è frutto del caos e delle nostre libere scelte, permesse da un Dio che non può non amarci e soffre per la nostra cecità. Un male che è essenzialmente mancanza di bene, incapacità di mettersi in relazione con gli altri amandoli come se stessi. Noi abbiamo immensamente bisogno di salvezza, sia dai mali fisici, sia da quelli spirituali, da soli non possiamo andare da nessuna parte.

Per questi motivi da millenni gli uomini festeggiano la vittoria della LUCE nei giorni successivi al momento più buio, il solstizio d’inverno! Il Natale accade in una notte profonda, preceduta nel nostro emisfero da un giorno effimero che viene rapidamente sovrastato dall’oscurità per prendersi subito dopo la rivincita nella “luminosa notte”. E come i magi, uomini saggi guidati dalla stella, anche il resto dell’umanità deve avvicinarsi al mistero dell’incarnazione come un cammino di conoscenza: la divinità entra nel nostro mondo per regalarci le conoscenze necessarie alla vita terrena. Le domande di senso insite in ogni animo umano possono trovare qui risposta: Chi siamo? Da dove veniamo? Qual è il nostro destino? Il silenzio della notte di Natale, nel mistero che si compie in una grotta lontana e isolata da tutto e da tutti, deve diventare il nostro silenzio, necessario per andare oltre l’esteriorità per arrivare a trovare Dio nel nostro animo. Dio nasce nel tempo e nello spazio pur essendo oltre: il luogo, una grotta della piccola Betlemme, è una metafora della trascendenza divina, che porta la luce nel buio di uno spazio così lontano dalla civiltà e dalla quotidianità! Concludo citando un passo di un articolo di Giovanni Vannucci, a cui le mie riflessioni si sono ispirate:

“Nel tuo cammino religioso il giorno che sarai nel silenzio totale, per la tacitazione delle voci che salgono dai sensi, dai desideri, dai sentimenti ed avrai raggiunto l’oscurità feconda di chi non crede più alle proprie vedute umane e ti sarai portato fuori della città costruita dagli uomini, spinto dalla constatazione dell’inutile operare umano, sarai, come: la grotta di Betlem, nella condizione di accogliere la Parola di Dio che discende da sempre. Quel giorno, in te e per te sarà nato il Salvatore.”

 

Buon Natale

 

Tra la luce e l’oscurità sul Monte d’Ancona!

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Panorama dal Monte Conero, Pian dei Raggetti: dal Monte San Vicino ai Sibillini fino al Gran Sasso!

Il post che segue e la relativa escursione corredata di foto è stato scritto circa un anno fa, il 27 dicembre 2016! Fra quelle foto ho scelto quella di apertura nella pagina Home del blog, che ci ha accompagnato nella lunga ascesa verso la luce dal solstizio d’inverno, passando per stagioni, solstizi ed equinozi… ora alle soglie di un nuovo inizio vedremo se ci saranno altre immagini luminose cariche di energie e speranze ad guidare il nostro cammino verso la Luce! Ma lasciamo parlare il vecchio post con le sue immagini…
La foto che vedete è stata fatta oggi sul Monte Conero, da Pian dei Raggetti con veduta verso i Sibillini! La passeggiata che abbiamo fatto è stata ricca di scorci di luce e vedute tra cielo, terra e mare che valeva la pena condividere in questo post. Mi vengono in mente una serie di riflessioni per ricollegarmi al Natale e al tema della LUCE: il 26 dicembre è la festività di Santo Stefano, primo martire e primo ad assere accostato alla nascita del figlio di Dio. Domani, 27 dicembre, seguirà Giovanni evangelista, l’apostolo che più di ogni altro nel suo Vangelo ha cercato Dio nella spiritualità del Verbo oltre la dimensione terrena. Non è un caso che Giovanni venga accostato al solstizio d’inverno: in questo periodo infatti la ricerca della luce va fatta nell’interiorità anche se non mancano nella natura scorci meravigliosi che la evidenziano più che in estate, dove un eccesso di luminosità spesso la nullifica! Pubblico sotto il commento di un amico che mi ha fatto riflettere sul mistero dell’illuminazione interiore…
Commento al post: Natale, il mistero di salvezza:
Stefano Tonnarelli
24 dicembre 2016 alle 15:42
 E’ vero, il Natale è un simbolo che trae origine dal fenomeno astronomico dell’inizio del cammino verso una illuminazione sempre più completa e che, archetipicamente, l’uomo associa alla nascita della coscienza/Cristo verso un cammino di unificazione col tutto… col grande Uno. Purtroppo però, in questa gabbia dorata che è il nostro pianeta, al 21 dicembre segue sempre il 21 giugno come inizio della caduta verso l’oscurità. E così in questa ciclicità di giorni e notti, estati e inverni, morti e rinascite, sonni e risvegli, si dipana la nostra esistenza orizzontale che è utile solo ai parassiti che ci circondano… SVEGLIAAAAA!!!! (Questo è l’augurio che faccio… anche a me stesso!)
Rispondi
  opinioniweb
  24 dicembre 2016 alle 17:21 Modifica
 Pensa che nel cristianesimo l’assunzione in cielo di Maria avviene nel pieno dell’estate il 15 di agosto! L’estate è al culmine che più di così …si muore. È come un girasole colmo di colore, carico di semi ma stanco della sua fecondità che si accinge a morire per passare ad altra vita!
Quindi in estate la natura esplode con la sua ricchezza di colori fino a morire per “eccesso di vita” andando rapidamente verso l’autunno! Ma torniamo al Monte Conero e alla sua luce invernale…
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1) Qui stavamo scendendo verso il belvedere nord, una balconata che si affaccia verso Ancona sulla baia di Portonovo e sulla spiaggia di Mezzevalle…

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2) Monte Conero, Belvedere nord: veduta della spiaggia  di Mezzavalle e di Ancona

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3) Da qui scendiamo verso Pian grande per poi andare verso Pian dei Raggetti a goderci il tramonto…

 

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4) I raggi di luce intensa del tramonto penetrano nel fitto del bosco…

 

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5) In pochi minuti arriviamo e ci si apre davanti uno spettacolo che va dal Monte San Vicino alla catena dei sibillini al Gran Sasso…

 

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6) Aspettiamo che il crepuscolo avanzi e ritorniamo a casa consapevoli che questo lungo cammino dell’inverno e della vita è solo all’inizio…

Antifascismo, costituzioni democratiche e liberismo

Manifestazione_antifascista

La condanna al fascismo è tornata alla ribalta in questi giorni anche al seguito della MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DAL PD A COMO alla quale hanno partecipato molti esponenti politici e del governo. Leggendo l’articolo linkato sopra ognuno può chiarirsi le idee a riguardo nel caso non abbia già assistito ai servizi mandati in onda dai vari tg nazionali.  Mi associo anch’io alla condanna al fascismo storico, ma proverò a fare alcune riflessioni per andare al di là della pura propaganda politica, che tende a minimizzare alcuni fatti esaltandone altri a proprio uso e consumo.

In Italia c’è stata l’affermazione evidente di forze politiche marcatamente europeiste (il PD è il partito che più di ogni altro identifica il suo agire a sostegno del modello europeo), ed esse sono necessariamente neoliberiste perché il liberismo è il modello politico-economico su cui si fonda tutta l’impalcatura istituzionale europea.

Certamente il liberismo alla fine della seconda guerra mondiale assunse una posizione critica nei confronti dei regimi totalitari. In particolare però tali critiche riguardavano la natura interventista in economia di tali regimi, cioè la loro forte presenza nel settore bancario, di fatto controllato dallo Stato e l’introduzione di alcune tutele sociali, ad esempio la redazione della CARTA DEL LAVORO (1927) sotto il regime fascista.  Questo accadeva perché il fascismo, pur sposando i principi del liberismo classico, – accettando ad esempio il pareggio di bilancio o le virtù di una moneta forte (la lira a “quota 90”) – aveva comunque bisogno di non deprimere troppo l’economia in vista di future azioni belliche volte all’espansione coloniale.

Il neo-liberismo invece considera lo Stato come un mero regolatore che deve realizzare il benessere della società in un contesto di libero mercato. I “mercati” nella bocca degli opinionisti e dei politici liberisti, sono virtuosi per definizione e in quanto tali incontestabili. Viceversa per loro lo Stato interventista, quello cioè costruito sulle Costituzioni pluriclasse e antifasciste del dopoguerra, è corrotto per definizione, a lui si possono attribuire i più svariati mali e nessuna virtù: clientelismo, corruzione, sprechi, inefficienze, …

Questo neo-paradigma liberista si è affermato in Europa in modo esponenziale a partire dagli anni settanta, trovando la sua piena affermazione con il trattato di Maastricht (1992) e con l’entrata nell’euro. Ci furono certamente una serie di cambiamenti a livello politico e internazionale che  condussero a far prevalere la necessità dell’affidamento a poteri sovranazionali la gestione economica degli Stati nazionali, cosa che ha limitato fortemente la loro sovranità.  In Europa i partiti socialdemocratici di matrice liberale si posero in funzione antitetica al costituzionalismo, considerato causa di squilibri quali l’inflazione incontrollata che avrebbe, a loro dire, danneggiato le classi sociali più deboli.

Ora l’applicazione per via legislativa dei principi economici liberisti ha portato in pochi anni al lento ma progressivo passaggio dal potere nazionale a quello federale di tipo sovranazionale (istituzioni non elette dell’Unione Europea), subordinando in sostanza il primato della politica a quello dei mercati (ordoliberismo). L’UE non è altro che una federazione di stati nazionali con diversità d’interessi economici e politici, senza un vero sentimento d’appartenenza ad un’identità che riesca a far loro superare i conflitti causati proprio da interessi divergenti. In questa federazione diviene veramente impossibile l’intervento dello Stato in economia, perché la libera circolazione di merci e capitali, cardine liberista della costruzione europea, porta lo Stato nazionale all’incapacità di mediare fra interessi contrapposti rappresentati da Stati di popoli diversi.

Dice un vecchio detto: “L’unione fa la forza!” Ma, – aggiungo io – l’UE è un’eccezione! L’obiettivo sembra quello d’impadronirsi delle istituzioni democratiche gestendole attraverso trattati sovranazionali al fine di invertirne l’intervento: invece di realizzare ciò che le Costituzioni sociali del dopoguerra affermano – un welfare che garantisca nella società in ogni suo aspetto il lavoro – esse oggi devono “fare le riforme” per cancellare tali tutele e garantire al loro posto l’interesse del “mercato”! E dico “impadronirsi delle istituzioni democratiche” perché laddove l’azione legislativa dello Stato diventa subordinata a quella dei trattati sovranazionali, vuol dire che gli esecutivi eletti per via democratica perdono la loro legittimazione popolare.

Nel liberismo però si parla chiaramente di libertà e persino di società! Nel diritto europeo il cittadino è tutelato in primis come cittadino-consumatore e questo in un modello che ha come cardine il libero mercato sembrerebbe avere una sua logica!

La tutela dell’ambiente, la tutela della salute, il diritto al lavoro purché sia flessibile ( quindi stabilmente precario e senza posto fisso), il diritto allo studio purché anche fra le scuole venga instaurata una “sana” concorrenza ispirata a tutti i livelli alla competitività e competenza,… tutto ciò discende in modo naturale sul cittadino-consumatore: non è più portatore di “diritti sociali costituzionalmente garantiti”, ma ora lui stesso diventa “garante” degli equilibri sacri di un mercato che mai può essere messo in discussione nei suoi principi in nessun settore della società.

Faccio notare che ogni mercato che si rispetti ha come suo fondamentale bene la libera circolazione delle merci e la più preziosa di tutte è la merce-lavoro! Siamo quindi passati dal lavoro come bene per l’uomo e per la società e in quanto tale garantito dalla Costituzione, al lavoro come mezzo per la realizzazione di un mercato libero ed efficiente!

In tutto ciò ogni evento ha un senso se letto nella logica del mercato: l’immigrazione serve in funzione deflattiva (comprimere e precarizzare ulteriormente i salari), ma chiaramente all’opinione pubblica si presenta solo come evento emergenziale e umanitario ineludibile; l’allungamento dell’età pensionabile “congela” enormi risorse economiche pubbliche rendendole appetibili nel mercato finanziario delle assicurazioni private, ormai proposte come unica possibile forma di vera previdenza; idem la sanità pubblica, spesso diventata inefficiente a causa dei continui tagli, sta gradualmente migrando verso le “aziende sanitarie private”. Lo “Stato minimo” deve limitarsi a regolare e salvaguardare gli interessi del mercato. Guai a intervenire per rispristinare diritti che in realtà altro non sarebbero stati che inaccettabili privilegi chiesti da un popolo ignorante che grazie ad una politica corrotta ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Per nostra fortuna abbiamo i “moralizzatori”, ESSI sono quasi tutti NON-ITALIANI e quindi per principio meno corrotti e inefficienti di noi!

Ecco perché in tutto ciò  ha un’importanza fondamentale la cornice morale costruita abilmente dal sistema mass-mediatico dell’informazione: si presentano giornalmente servizi sull’ennesima tragedia dovuta alla mancanza di lavoro, alle inefficienze del sistema sanitario o di quello scolastico, al degrado sociale dei centri urbani. Si punta il dito verso quel partito o quel politico, per par condicio nessuno è escluso. Ecco il solito “privilegio”, ecco la “casta corrotta”, lo “stato ladro”,… alcune situazioni vengono addirittura risolte grazie alla denuncia dei torti subiti e i valori solidaristici sembrano essere in primo piano ma in realtà mai, mai e poi mai il “sistema” viene in alcun modo messo in discussione! Anzi esso continua indisturbato a modificare e cancellare pezzo per pezzo ogni residuo di tutele sociali fino ad arrivare ai risultati irreversibili che oggi tutti conosciamo.

Concludo: nessuno nega che il fascismo e tutte le forme di totalitarismo recenti e passate siano state causa di aberrazioni e tragedie immani, abbiano fomentato violenza e odio, causato guerre. La negazione di tali crimini non è in alcun modo accettabile. Ma l’antidoto nato dall’antifascismo si è giustamente realizzato attraverso principi costituzionali che se portati a compimento nell’azione legislativa dei governi non possono che realizzare forme progressive di equità, eguaglianza, prosperità e pace.

Eppure chi a parole cita la Costituzione come baluardo dell’antifascismo, della libertà e della democrazia a volte nei fatti aderisce a principi economici e giuridici che con essa non hanno nulla a che fare, anzi la aboliscono in modo irreversibile.

Quindi bisogna scegliere a quali libertà teniamo: a quelle garantite dalla Costituzione, ispirate a principi keynesiani di piena occupazione e intervento dello Stato nei vari settori di pubblica utilità o a quelle garantite dal mercato (o a garanzia del mercato) in cui i cittadini vengono tutelati solo come consumatori e essi stessi diventano merci ad uso e consumo del padrone di turno?

Anche se, purtroppo, senza libertà non c’è scelta…

Aneliti

grotta

Poesie di Lorenzo

Dove sei Amore,

Luce,

zampillo di vita?

Parlami,

concedimi

un tuo lieve alito

che mi scaldi il cuore.

Riempimi gli occhi

di lacrime

che io possa

sentirti appena….

Io sono

un’ombra grigia

in questa grotta

e il ricordo di te

mi avvolge

e mi strazia.

Stillami

una tua goccia

e concedimi

di non sprecarla.

Maria, piena di grazia

Madonna del duomo di San Ciriaco, Ancona. Olio su coppo libera interpretazione, Roberto Nicolini

La dottrina dell’Immacolata Concezione afferma che Maria è stata concepita  senza “peccato originale”, ma ciò cosa significa? Forse essa, anche dopo la nascita di Gesù, ha vissuto una vita privilegiata, senza difetti o passioni o tentazioni umane? Certamente l’intenzione di tale dottrina non può essere quella di divinizzare Maria, ne tantomeno di disumanizzarla. Al centro dell’Immacolata Concezione va quindi posto il dono della Grazia, attraverso il quale Dio pone Maria in una condizione speciale. In un certo senso possiamo dire che attraverso Maria vediamo Dio (il Donatore) che si dona all’umanità!

Innanzitutto perché questo dono non è riservato unicamente a Maria, ma Dio lo rivolge a tutti gli esseri umani, è un’offerta di salvezza permanente che fa parte dell’esistenza entrando anche nella dimensione storica. Essa deborda il perimetro della sfera cristiana per essere pienamente universale, presente in ogni luogo e disponibile ad ogni persona.

Quindi la grazia deve essere gustata indirettamente attraverso le cose create, essa indirizza gli uomini verso il mondo e attraverso il mondo realizza la comunione con Dio creatore.

In quest’ottica non possiamo pensare a Maria come donna ideale e idealizzata, essa è invece donna storica e concreta in grado di vivere pienamente la vita nella gioia e nei dolori, nel bene e perfino nel male. Vera donna, vera madre, vera sposa, vera sorella di ogni uomo e donna sulla terra… Accoglie Cristo Immacolata, è benedetta dal cielo ma vive come figlia della terra e sulla terra, passando anche lei attraverso il dubbio e la disperazione nonostante tutto, nonostante l’Amore l’abbia colmata, un Amore che trabocca in ogni dove e in ogni tempo, un Amore che è diventato storia, storia di liberazione, dal dolore, dalla paura, dalla morte…

Ma siamo davvero sicuri che si possa esistere senza passare attraverso il peccato? Come affermava padre Turoldo nel suo libro “Il dramma è Dio”:  “…che Dio è libertà, e che la storia del mondo – la storia di tutta l’umanità – non è che una continua lotta di liberazione.”

Nel binomio “Amore – Libertà” si racchiude la scelta (necessaria?) della creazione: l’umanità si allontana e il Signore insegue e sostiene e perdona … e Maria preservata sin dall’origine, attraverso il suo – “Eccomi, sono la serva del Signore!” – è l’immagine vivente della nuova Creazione.

 

San Nicola, una stella nel cuore!

Michele_di_Baldovino,_Dossale_San_Nicola_e_storie_della_sua_vita,_II_meta_del_XIII_secolo,_Peccioli,_Prepositura_di_San_Verano.jpgLa storia di questo santo vescovo, i cui resti la tradizione vuole siano stati traghettati fino in Italia da alcuni marinai nell’antichità, si diffonde come un vento improvviso in ogni luogo della terra, in particolare dopo l’anno mille, fino a sconfinare in epoca moderna nella figura leggendaria di Babbo Natale, o Santa Claus, o San Nicolaus. Ho letto molti articoli che narrano in maniera esemplare le sue gesta, io voglio semplicemente fare riflessioni che partono da una domanda: è venuta prima la storia o la leggenda?

Forse è come una stella lontana, ne vediamo la luce, ma è un segno antico che si perde nel tempo, nella corsa che ha fatto per arrivare fino a noi, milioni di anni appunto!

Forse anche per le storie misteriose dei santi, uomini lontani nel tempo, rimane solo il brillare di una stella,  segno certo della loro esistenza che torna a splendere nel cuore dell’umanità!

Mi piace pensare che anche San Nicola sia una stella nel cuore, soprattutto dei milioni di bambini che la tengono accesa e la fanno splendere con luce abbagliante insieme al bambino del presepe.

La cantina dei pesi

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Lo specchio è la nostra storia, oltre ogni immaginazione!

In tempi remoti

iniziarono i pesi

e da allora mai accadde

che furon sospesi.

Facce ormai lontane

frequentarono la cantina

e alcune ancor costanti

sollevano i pesi

con sforzi impressionanti.

C’è Grillo puntuale

alle sette e quaranta

e Brunello d’umor nero

che mugugna loquace

tornato da un lavoro,

immutabile destino,

dove se guadagna poco

ma si lavora un casino.

Il perfido Nicolini

subito sorride illuminato

pensando ad un Brunello

dalla sorte condannato.

I suoi occhi celesti

sembran quasi fulminanti

quando racconta episodi assurdi

con finali esileranti.

C’è poi Andrea il padrone

dai muscoli possenti

che solleva i pesi

con risultati sorprendenti:

quando a centocinquanta chili è arrivato

si è addirittura incoronato!

Venite anche voi

qui il tempo si è fermato

e sulla polvere antica

ogni segno è conservato.

Guardando nello specchio

vedrete immagini passate

che oggi ancor rimangono

per sempre conservate.

* La cantina è stata (ed è tuttora) un luogo di spensieratezza,  di riflessione e soprattutto d’incontro e d’amicizia vera! Per capire meglio la filastrocca: l’orario d’apertura era 18,30  con chiusura verso le 19,40 proprio quando arrivava Grillo puntuale…