Natale, il mistero della salvezza

natale

Ripropongo questo post sul Natale scritto nel dicembre 2016, QUI potete leggere i pochi ma significativi commenti che lo corredavano. Aggiungo solo una breve introduzione: Cristo non può essere pensato solo come il fondatore di una religione: Esso è infatti immanente alla storia degli uomini e assolutamente trascendente ad essa! Inoltre – e ciò è fondamentale – è l’unico mediatore di senso in grado di dare una risposta all’uomo e ai suoi problemi! Possiamo affermare che Cristo, attraverso l’oscurità della carne, diviene esso stesso l’epifania di Dio: un Dio che si dona e attraverso l’incarnazione si rivela a tutti gli uomini! Ma lascio parlare il vecchio post…

Il Natale è una festa profondamente religiosa: DIO o la LUCE si manifesta, viene nel mondo e attraverso il suo ESSERE VISIBILE dà senso all’uomo e al suo non-essere  fondato in se stesso. Noi siamo un battito di ciglia, una folata di vento nell’immensità della creazione. Sapere di esserci va oltre qualsiasi fede o ideologia, è un miracolo che ci pone già oltre e ci prepara rendendoci aperti al mistero! Se fossimo sostenuti dal nulla o dal caso non ci sarebbe alcuna distinzione tra la vita e la morte, non ci sarebbe un io a domandarsi il senso del domani, ad essere cioè proiettato nel futuro. L’Amore dona e mantiene in essere l’umanità nonostante il male e l’ingiustizia sia presente nelle nostre vite. Un male che è frutto del caos e delle nostre libere scelte, permesse da un Dio che non può non amarci e soffre per la nostra cecità. Un male che è essenzialmente mancanza di bene, incapacità di mettersi in relazione con gli altri amandoli come se stessi. Noi abbiamo immensamente bisogno di salvezza, sia dai mali fisici, sia da quelli spirituali, da soli non possiamo andare da nessuna parte.

Per questi motivi da millenni gli uomini festeggiano la vittoria della LUCE nei giorni successivi al momento più buio, il solstizio d’inverno! Il Natale accade in una notte profonda, preceduta nel nostro emisfero da un giorno effimero che viene rapidamente sovrastato dall’oscurità per prendersi subito dopo la rivincita nella “luminosa notte”. E come i magi, uomini saggi guidati dalla stella, anche il resto dell’umanità deve avvicinarsi al mistero dell’incarnazione come un cammino di conoscenza: la divinità entra nel nostro mondo per regalarci le conoscenze necessarie alla vita terrena. Le domande di senso insite in ogni animo umano possono trovare qui risposta: Chi siamo? Da dove veniamo? Qual è il nostro destino? Il silenzio della notte di Natale, nel mistero che si compie in una grotta lontana e isolata da tutto e da tutti, deve diventare il nostro silenzio, necessario per andare oltre l’esteriorità per arrivare a trovare Dio nel nostro animo. Dio nasce nel tempo e nello spazio pur essendo oltre: il luogo, una grotta della piccola Betlemme, è una metafora della trascendenza divina, che porta la luce nel buio di uno spazio così lontano dalla civiltà e dalla quotidianità! Concludo citando un passo di un articolo di Giovanni Vannucci, a cui le mie riflessioni si sono ispirate:

“Nel tuo cammino religioso il giorno che sarai nel silenzio totale, per la tacitazione delle voci che salgono dai sensi, dai desideri, dai sentimenti ed avrai raggiunto l’oscurità feconda di chi non crede più alle proprie vedute umane e ti sarai portato fuori della città costruita dagli uomini, spinto dalla constatazione dell’inutile operare umano, sarai, come: la grotta di Betlem, nella condizione di accogliere la Parola di Dio che discende da sempre. Quel giorno, in te e per te sarà nato il Salvatore.”

 

Buon Natale

 

46 pensieri su “Natale, il mistero della salvezza

  1. Sono passati duemila anni dalla nascita (e morte) di Cristo. Ma siamo solo agli inizi della sua comprensione. Ce ne vuole di tempo per capirlo, è la natura umana. Per ora ci accontentiamo di panettoni sotto l’albero e lucine. Regali (che altrimenti sta brutto) e tante lucine. Ma va bene così, per ora.

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  2. Pingback: Natale, il mistero della salvezza, di opinioniweb.blog | Alessandria today

    • Penso che una festa, di qualunque tipo essa sia, vada celebrata. E il cosiddetto consumismo è una cosa sempre esistita, gli antichi per esempio celebravano le loro feste in modo ancora più plateale. Cosa rimane quindi di una festa come il Natale? Un ricordo di un evento lontano che ancora oggi da senso al passato e allo stesso futuro, perché in quel bambino una luce ha avuto un riflesso sulla storia! E per chi non crede? Non cambia molto, la luce avvolge tutto, pensa che il cristianesimo è la religione dell’uscita dalla religione, nasce con lui l’individuo che inizia a risplendere come persona in grado di decidere a cosa credere e se credere! La libertà è ha fondamento dell’insegnamento di Cristo, è ciò che ci realizza come persone e chi crede in questo valore ( che siamo unici e irripetibili) celebra il Natale. Ciao, scusa per le mie lungaggini, ti auguro di vivere un buon Natale.

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  3. Come umani credo non sia sempre facile contemplare un mistero così grande. Ci vuole sicuramente un raccoglimento interiore, silenzio e una grande fede per accogliere la nascita di questo bambino così importante. Buon Natale e un sorriso. Lila

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  4. In questo Dio credo e non perchè vengo da una famiglia di credenti, che, anzi, me ne ha allontanato.
    Lo credo come scelta matura, sebbene ogni tanto ci litigo ( un pò come faceva Totò con Sant’Antonio).
    Che il tuo Natale sia una Festa del cuore

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  5. Bellissimo articolo! Grazie per averlo pubblicato. Vado a leggere il link di Vannucci. Buon Natale a te e a chi ami.
    PS permettimi solo una piccola risposta ad una tua commentatrice, mi sembra si chiami Evaporata. Al consumismo si può dire no, basta volerlo, Cristo ci ha fornito libertà di scelta, il famoso libero arbitrio. Ciao e grazie per lo spazio concessomi, a presto. 😀

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  6. Pingback: Do i numeri (del Blog)!!! | OpinioniWeb-XYZ

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