Il grido del cuore

deserto fiore

Rimbalza

fra il compiacimento e la distruzione

negli inganni della mente;

sopravvivono in noi

personalità in conflitto

mendicanti d’amore

che si specchiano nel giudizio degli altri.

Superbo è il piacere

che riceviamo dall’approvazione,

pauroso è il vuoto percepito

nel nulla delle nostre immagini

costruzioni senza amore,

apparenze senza essere.

Coltiviamo ipotesi di vita

innaffiate da illusioni,

nutrite da orgogli tirannici

che ci ingannano con le loro adulazioni.

Dovremmo gridare a noi stessi:

Perché non mi accetti? Perché mi giudichi?

Io sono come un fiore piantato nel terreno,

sono ciò che sono,

lasciami vivere

lasciami fiorire

non calpestare i miei germogli

non soffocarmi nei grovigli della tua mente

amami

perché ti sono sempre accanto

unica Verità

in mezzo al fango delle illusioni.

Elezioni, propaganda e messaggi in bottiglia!

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Partiamo dal presupposto che i Padri costituenti hanno messo nella nostra Costituzione tutto quello che era necessario affinché lo Stato formasse un modello sociale che puntava alla piena occupazione e garantiva l’istruzione, la salute, il risparmio, la previdenza al di sopra di qualsiasi astruso principio contabile. Questo per chi legge con attenzione la Costituzione è ciò che è stato effettivamente fatto, ma le forze regressive hanno comunque preso il sopravvento! Ciò è avvenuto in parte formando una classe dirigente che ha portato avanti questa ideologia neoliberista all’interno delle principali forze politiche, in parte attraverso l’adesione a trattati sovranazionali che hanno snaturato i principi sociali su cui si basava la nostra democrazia sostituendoli con dogmatici e immutabili principi contabili. Questi attraverso la continua e incessante propaganda mediatica sono entrati a far parte del modo di essere e di pensare della maggior parte dei cittadini, che spesso sono i primi a invocare meno stato, tagli alla spesa, abbattimento del debito pubblico…

Questi temi, il rigore, i conti pubblici in ordine, l’abbattimento del deficit e del debito pubblico, il fiscal compact, SONO TUTTI PRINCIPI LIBERISTI INCOMPATIBILI CON LO STATO DEMOCRATICO COSTITUZIONALE! Essi vanno contro i diritti dei cittadini cancellando lo Stato, perché gli impediscono nei fatti il funzionamento. Quindi i partiti che mettono nel proprio programma elettorale questi principi, li considerano validi o eventualmente solo modificabili alla bisogna, ebbene ci stanno dicendo che NON FARANNO L’INTERESSE DEI PROPRI CITTADINI MA LAVORERANNO PER GARANTIRE IL SISTEMA DEGRADATO E DEGRADANTE CHE HA PORTATO L’ITALIA AD UNA CRISI EPOCALE DA CUI NON SI VEDE UN’USCITA!

Ma nonostante tutto i contabili rigoristi che tanto bene hanno rappresentato e governato il nostro paese negli ultimi anni non demordono. “Non tutte le promesse elettorali sono relizzabili. Abolire la legge Fornero sarebbe gravissimo!” – afferma il ministro Padoan!.

Ma gravissimo per chi? In un post che scrissi agli esordi del blog – fine settembre 2016 – parlavo proprio delle lettere e delle letterine con cui il nostro ministro dell’economia provava a contrattare o meglio a elemosinare spazi di manovra con i virtuosi membri non eletti della commissione europea. Lo ripropongo sotto per poi tornare a riflettere su quello che gli italiani dovrebbero aspettarsi da queste elezioni. Ecco il post:

Lettere, letterine e messaggi in bottiglia

Se avete la sensazione di vivere costantemente nella nebbia, di essere immersi in una nube nera che respirate ed entra intimamente a far parte del vostro essere, ebbene questa è la “coscienza collettiva” che si sta formando sulla spinta devastante del cosiddetto “risanamento”: il sogno di costruire una società nuova e migliore attraverso sacrifici immani che portano all’incenerimento di tutto ciò che i popoli europei avevano ricostruito dalle macerie e dalle sofferenze della seconda guerra mondiale. La spinta che seguì portò a realizzare democrazie sociali, con tutele e diritti che mai i popoli avevano potuto sperimentare prima e ora sembra che tutto ciò sia stato un lusso che non possiamo più permetterci. La CRISI è come un’onda lunga che non smette mai di cadere infrangendo ogni speranza e resistenza, è il motore per imporre ai cittadini, ormai sempre più sudditi e senza voci in capitolo, la rinuncia ad ogni sacrosanto diritto: LAVORO, PREVIDENZA, SERVIZI PUBBLICI, SANITA’, … Il bello è che le mezze verità che quotidianamente il mainstream dell’informazione di massa ci somministra hanno convinto i più che i diritti siano diventati privilegi e che tali privilegi siano le cause prime del disastro: sprechi, corruzione, casta, parassiti… Problematiche che esistono dall’alba dell’umanità sarebbero quindi i motivi del male che si sta scaricando su ognuno di noi. Ma se la disinformazione di massa può dare un’impressione di credibilità a queste pseudo-risposte, non può cancellare la nube nera che si è insinuata nella coscienza di milioni di persone: anche se molti ancora non riescono a prenderne consapevolezza, la sensazione è che l’inganno che ci hanno propinato sta per venire a luce piena e non credo che ci siano “controllori” in grado di prevederne le conseguenze. La nube si è iniziata ad intravedere già con” la lettera della BCE” al governo Berlusconi, dove nell’agosto 2011 una banca centrale nata al fine di mantenere la stabilità dei prezzi (cioè la temutissima inflazione) e realizzare una politica monetaria unica per i paesi dell’area euro, si occupava invece di dettare l’agenda ai futuri governi italiani. Governi rigorosamente nominati a garanzia della realizzazione di tali virtuose richieste, con i risultati che tutti noi viviamo giorno per giorno sulla nostra pelle: riforma delle pensioni, accurata revisione delle norme che regolano assunzione e licenziamento dei dipendenti, significativa riduzione dei costi del pubblico impiego rafforzando il turnover e (se necessario) riducendo gli stipendi, accettazione di clausole automatiche di riduzione del deficit che specifichino che ogni scostamento dagli obiettivi stabiliti sia compensato con tagli orizzontali (col falciò) sulle spese… Sono esattamente i “PRIVILEGI” di cui parlavo sopra! Chiaramente l’intento dei burocrati europei era ed è solo quello di “normalizzarli” e renderli “sostenibili”! O no?

Tutto ciò ha un nome ormai entrato a far parte della nostra quotidianità: le RIFORME (DI)-STRUTTURALI!!! Esse nei fatti rappresentano quello che Marx definiva “misticismo logico”, cioè le istituzioni e le leggi che realizzano, invece che mirare al bene comune ed avere come soggetto l’uomo e il cittadino, con tutte le esigenze sociali di cui ha bisogno, rappresentano una “realtà ideale” che se ne sta occultamente dietro di loro: un vero e proprio capovolgimento in cui i cittadini invece di essere soggetti/fini dell’azione dello Stato, di fatto diventano i mezzi, le cavie da laboratorio della nuova società ultraliberista su cui si fonda il progetto europeo! E questo bel sogno, questo ideale, sta diventando l’incubo insostenibile pronto a svegliare bruscamente chi ancora dorme beato nel paradiso dell’Europa perduta! Fatte queste (doverose) premesse, fa sorridere parlare della “letterina” che pochi giorni fa il ministro dell’economia Padoan ha scritto sul Corriere della sera in risposta alla critiche fatte all’operato del governo da Paolo Mieli. Le critiche riguardavano i famigerati TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA, o tradotto in linguaggio liberista corrente TAGLI AGLI SPRECHI! Questo perché ogni centesimo che lo Stato spende per i cittadini in servizi, o per gli stipendi dei dipendenti pubblici, o per le opere pubbliche,…. sarebbe sempre e comunque mal speso, ci sarebbero gli ingranaggi della burocrazia e le mani onnipresenti della corruzione, per non parlare poi dei fannulloni (vedi un esempio nel mio profilo o nella sezione Chi sono)! Per far ripartire l’economia bisogna tagliare, tagliare e ancora tagliare la spesa, cosa che il nostro ministro, si è prontamente premurato di dimostrare nella sua lettera di risposta mostrando i DATI: pensate che ” in Italia la spesa pubblica al netto degli interessi è cresciuta durante la crisi (2009-2014) meno che in altri Paesi: solo dell’1,4%, contro un aumento del 5,7% nel Regno Unito considerato campione di austerità e del 9% medio nella Ue.” Inoltre il ministro precisa che tale sforzo di risanamento e consolidamento delle finanze pubbliche per i cittadini italiani è stato sicuramente superiore a quello sostenuto da chiunque altro nell’Eurozona. Tali dati, aggiungo io, oltre ad essere preoccupanti dimostrano che la spesa pubblica italiana rapportata ad un pil che è da anni in stato comatoso è talmente bassa da essere ormai a livelli di quella dei paesi del terzo mondo. Ce ne accorgiamo dal fatto che invece di ricevere servizi migliori e più efficienti, di anno in anno ci viene tolto qualcosa! Ma il ministro non sembra pensarla allo stesso modo quando dice che i 25 miliardi di spesa lorda tagliati nella precedente finanziaria sarebbero stati effettuati solo sulle spese inefficienti e non invece sulla sanità o sulla scuola (tanto per citare due dei settori pubblici più martoriati dai cosiddetti tagli agli “sprechi”)! L’articolo si chiude però con un appello che secondo me il ministro Padoan rivolge all’Europa, un discorso apparentemente in contraddizione con quello detto sopra perché mirato ad evidenziare che la strada dei tagli e dell’austerità perseguita dai governi italiani molto più che altrove, non è più sostenibile e quindi è necessario concedere anche all’Italia la possibilità di fare maggiori investimenti pubblici! Ecco quindi svelati i veri destinatari della lettera: i commissari – burocrati – sacerdoti dell’austerità europei! Senza concessioni o maggiore flessibilità sui conti pubblici, il governo attuale non ha futuro e dovrà presto essere rottamato! Con quali conseguenze? I controllori credono davvero che la strada seguita fino ad ora possa essere sostenuta ancora a lungo? Anche se la maggior parte dei cittadini non si fermano a riflettere sui veri contenuti che soggiacciono in teatrini come quello aperto dalla lettera sopracitata, tali tematiche continueranno a modificare pesantemente i nostri stili di vita continuando a toglierci diritti senza darci nulla in cambio!

Ricordo che mio nonno mi raccontava sempre una storia: nel dopoguerra c’era in paese un ragazzo “semplice” che quando partecipava a dei pranzi si abbuffava a più non posso, al punto che quando gli iniziavano a saltare i bottoni della giacca chiedeva alla madre: ” Mà, basta?” Ecco, è arrivato il momento che la giusta capacità di discernimento inizi rapidamente a diffondersi tra di noi, dobbiamo iniziare a capire con maggiore chiarezza qual è il bene per noi stessi e i nostri figli, per fare quella “massa critica” necessaria a costringere chi ci comanda a cambiare strada facendogli perseguire almeno in parte i nostri sacrosanti diritti! Purtroppo però le questioni affrontate in questo post sono lontane dalla vita quotidiana, sono piuttosto come messaggi in bottiglia lanciati nel mare del web, destinati a vagare senza una meta precisa, senza la speranza di aprire una vera discussione nella società in cui viviamo! E nonostante il mio smisurato pessimismo continuo ogni giorno a sperare che ci sia qualcuno in grado di farmi cambiare idea…

E oggi dopo più di un anno siamo ancora qui a discutere di limiti EURO-imposti, limiti i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti: una pseudo-ripresa che non porta beneficio a nessuno, tranne a quei pochi gruppi industriali e finanziari che hanno depredato un paese in rovina e continueranno a farlo senza remore se il nuovo governo lavorerà solo per la cosiddetta “sostenibilità finanziaria” negando invece l’esigenza di liberarci dalla gabbia dei vincoli europei e far ripartire l’economia reale del paese. Perché in fondo il mio messaggio in bottiglia nel mare del web non rimane che questo: liberarci da un sistema dominato per anni dal “partito unico” (dell’euro e della finanza) – rappresentato trasversalmente da tutte le forze politiche presenti e passate, rimane impresa quasi impossibile – ma imparare a distinguere il vero dal falso, ciò che è necessario da ciò che è dannoso, è invece possibile! Sia questo puntare alla verità al di là di ogni ideologia e appartenenza politica che guidi le nostre scelte future, nella speranza che ci sia un cambiamento che venga dal basso, dalla nostra esigenza di cittadini che vogliono avere un futuro e decidere il meglio per sé stessi e per i propri figli.

Dolcezza

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Dolcezza

è il tuo animo disciolto nel mio,

commistione di sguardi

che penetrano in profondità

per lasciare spazio all’amore.

Assaporo i tuoi respiri

le espressioni del tuo viso

ora circondato dalla luce

della vera bellezza:

dolcezza che annulla il dolore,

l’amaro del nostro soffrire,

la paura di sbagliare ancora,

di uccidere ogni speranza

di tornare a morire.

Lascia che la tua dolcezza

migliori il mondo intorno a te,

fa conoscere chi sei

lo splendore che hai dentro

ciò che ti è stato donato

prima ancora di nascere,

un gioiello prezioso

che brilla di una luce tutta sua,

la luce della verità

che costituisce gli uomini

li rende capaci di amare

e di creare la vita.

Pianura desolata

deserto

Una materia informe

ho modellato con la mia mente

al pari di un Dio delirante

creando fantasmi

fatti di un denso pensiero

che vivono in me

offuscando speranze legate alla vita.

Seduto in una pianura desolata

osservo il mio corpo

ombra di una luce,

proiezione di ciò che siamo,

vagare in un mondo

tenuto insieme dai nostri sguardi

e basta chiudere gli occhi

per annullare il tutto

restando sospesi nel buio

che sta al di sotto dell’Essere.

Vorrei che avesse un senso Dio

e non fosse una vana compegnia

 creata dalla mente

strumento onnipotente

aperta al Tutto,

un vuoto evanescente.

Ma non posso negare di esserci

non posso negare il pensiero

che sostiene il mio animo,

che modella le cose

o le riduce ad un niente.

Seduto in una pianura desolata

ora riesco ad alzare lo sguardo

verso le essenze

che si specchiano in una realtà

riflesso di modelli ideali,

di perfezioni divine

al di sopra di noi

che a volte giochiamo ad essere Dio

 non accontentandoci delle immagini

e non illudendoci di vivere davvero

ci sforziamo per capire

alzando lo sguardo verso il cielo.

Avanti e indietro: storia di un’involuzione interiore (sesta parte)

ONDA

Panta rhei (tuttoscorre) – Eraclito

Innanzitutto per chi volesse risalire ai post omonimi può andare a leggere QUI  la quinta parte e trovare anche il link per le puntate precedenti. Quella che segue è solo una breve e contorta sintesi-riflessione di quanto ho già scritto fino ad ora. La settima puntata farà poi un salto indietro nel tempo (addirittura al 2009) per parlare della teoria dell’evoluzione, ottimo riferimento per capire l’involuzione e non solo…

Cosa è cambiato?

Ritornando a riflettere sulla mia vita, visto che sono partito da una sostanziale negazione del divenire, parlando del passato e del futuro solo come un mutare di prospettive all’interno di una scacchiera ove tutte le pedine sono già posizionate, ebbene provo ora a chiedermi: che cosa è cambiato in me da queste mutate esperienze esistenziali? Sono sempre e comunque racchiuse in un istante, nell’ora presente e immutabile, eppure come in una spirale evolvono verso l’interno, nel mio io profondo (da qui il titolo “IN-(E)VOLUZIONE INTERIORE).

E’ questa la vita fattuale, un evoluzione interiore, che contraddice però l’involuzione esteriore a cui ci spinge il controllo sociale. Dentro, tutti noi, siamo ben altro dal controllo e se rifiutiamo la libertà di conoscerci, prima o poi essa tornerà ad imporsi con evidenza alla nostra coscienza. Ben poco è cambiato nel mondo dalla nascita delle cosiddette civiltà, sembra che la tecnica e la scienza abbiano spinto gli uomini allo sviluppo e all’evoluzione, ma in realtà, come ho più volte accennato in precedenza, hanno potenziato il controllo a discapito della libertà di essere e autorealizzarsi!

Quindi ripropongo la domanda: cosa è cambiato? Dal punto di vista del divenire, cioè di chi vede la vita come un continuo cambiamento, è cambiato tutto! Tutto scorre e tutto cambia in un flusso senza fine. Però noi percepiamo il divenire solo grazie a qualcosa d’immutabile, altrimenti non vedremmo il cambiamento perché ci limiteremmo a subirlo, come se esso fosse un’ondata di piena capace ogni volta di spazzare via ogni cosa.

Ecco che torna la riflessione sull’immutabilità dell’essere, cioè sull’Eterno! C’è un principio che sta alla base dell’esistenza, che non muta e rende stabile la vita, che  crea quindi la consapevolezza e l’autocoscienza, che più che muoversi muta prospettiva senza mai cambiare, senza appunto divenire qualcosaltro… Se accettiamo il controllo allora non possiamo accorgerci di essere eterni, pensiamo a noi stessi come proiettati nel futuro e al contempo rimaniamo attaccati a quello che eravamo nel passato. E’ un continuo pensare e rimbalzare senza fermarsi mai nell’eterno presente che ci costituisce. Non vado oltre perché non so spiegare a parole quello che si può solo sentire. Basta ricordare che la verità si difende da sola quando la incontri se vuoi puoi riconoscerla, e se è tale, cioè se è Verità, essa rende liberi dalle illusioni!

Non è un caso che TUTTO il sistema mass-mediatico in cui siamo inseriti è un attacco continuo e costante alla Verità! Se ho parlato della democrazia (VEDI PUNTATE PRECEDENTI) è però per riflettere sui parti concreti che hanno spinto l’umanità verso forme di consapevolezza reali e in grado di generare modelli di vita basati sul bene! La realtà in cui viviamo è sicuramente complessa, per questo motivo invece di filtrarla e semplificarla cercano di infarcirla di opinioni, le cosiddette mezze-verità che non portano a nulla. Bla, bla, bla è molto più efficace di un “è giusto perché….” o “è sbagliato perché…”, NON ENTRANO MAI NEL MERITO DELLE TEMATICHE AFFRONTATE, se lo facessero la menzogna sparirebbe e le strade da seguire sarebbero chiare e definite!

La lotta fra il bene e il male è dunque una lotta fra l’Essere e il non-Essere, come ho più volte poeticamente e/o filosoficamente provato ad spiegare nei vari post del blog: l’uomo con la sua sete di dominio ha quasi sempre scelto il non-Essere, cioè ha scelto di voler essere diverso, migliore, più potente,…. in poche parole di essere Dio!

In linea con questo paradigma dell’essere uomo onnipotente che tutto spiega e tutto ingloba in un orizzonte razionale e antropocentrico, per meglio far capire il mio pensiero allego di seguito una lettera che inviai anni fa, nel maggio del 2009 alla trasmissione “Lestorie” di rai tre, condotta da un uomo dell’immagine e del sapere-immagine dei nostri tempi: Corrado Augias!

(ma ciò avverrà in un prossimo post)

Continua…

Un grido

Dante e Virgilio

Poesie di Lorenzo – Dante e Virgilio entrano nella foresta – Illustrazione di William Blake della Divina Commedia – Fonte Wikipedia

Dove sei verità?

Non so più

dove trovarti.

Vago

tra le ombre

che mi costruisco

e non ho

neanche il sogno di te.

Che cosa è successo?

Non trovo in me

neanche una briciola di vero.

Non lasciarmi

mio Sole

fa che io

veda veramente

questo nero,

così da

rifuggirgli

come da mostri orrendi.

Non lasciarmi

morire

come un’ombra;

fammi sentire

antichi sapori

e dammi la forza

di non distrarmi.

Accogli

questo grido.

Ora

non ho più niente.

Incontrarsi…in dialogo con il Tu che ci costituisce!

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Come galassie che s’incontrano…l’uomo è intrinsecamente aperto all’alterità e alla trascendenza, non può esistere isolato perché non basta a sé stesso. Anche chi sceglie forme di clausura o d’isolamento è in realtà alla ricerca di qualcosa che sia altro da sé, cioè di un ponte fra questa vita e il trascendente. L’animo umano è quindi identità e mistero profondo, ognuno di noi è una porta verso l’oltre alla ricerca di un Tu che possa colmare l’incessante divenire dei nostri vissuti con degli istanti d’eternità!

 

INCONTRARSI

Che cosa posso dirmi per continuare a sperare nella vita, a me che sono così vecchio

in quest’esistenza sconfinata, che mi dilata senza argini a porvi un freno?

Tu sei il mio argine,

il confine in cui arrestarmi a guardare le stelle, a fiorire nel deserto

che ho fatto in me e intorno a me, un senso

una polarità che dia senso alle molteplici dualità mistiche e reali

che sconfinano nell’assurdo e nel tormento dell’animo.

Prego come davanti ad uno specchio, parlo e chiedo a me stesso

al mio solo ed unico Dio

di aiutarmi a nascere alla vera Vita e al vero Essere

senza abbellimenti ed ornamenti.

Non so chi sono, niente mi appartiene,

neppure ciò che credo di essere,

neppure il mio corpo e la mia mente

che riferisco a me come possesso

e che forse mi possiedono a loro volta,

un totale abbandono al nulla per tornare alla Verità che ci costituisce

allo stupore di esserci, di guardare le stelle

che ammantano il cielo e i nostri animi.         

Vorrei che ci fossi Tu in mezzo a questa nebbia,

Tu ad aspettarmi,

ad abbracciarmi e consolarmi

per il dolore che appartiene a noi  come umanità

che ricerca la via dell’Eden perduto,

al fine di tornare puri

come cristalli o gocce di rugiada,

al fine di abbandonare i contenitori

che imprigionano la nostra consapevolezza,

annullare l’illusione del tempo e dello spazio,

percepire tutto attraverso tutto e tutti,

senza più anime tormentate che lottano

per ergersi al di sopra del mondo

e chiedono per sé stesse, a Dio

il potere e la gloria.

*Il post era già stato pubblicato QUI

Aggiungo alcune riflessioni. E’ possibile arrivare a Dio attraverso l’arte o addirittura EVANGELIZZARE attraverso l’arte?  La ragione e l’intelletto umano sono aperte alla fede e alla trascendenza; allo stesso modo la ricerca della Verità è insita nella ragione e uno dei canali privilegiati per arrivare ad Essa è l’arte, perché ciò che è vero deve essere anche bello e ciò che è bello non può che essere vero. L’arte è quindi un’esperienza umana che è in grado di unificare o perlomeno gettare un ponte tra il QUI e l’OLTRE.

Possiamo dire che il mio sé è la mia musa e la vostra musa è là dentro di voi, ascoltatela nel momento in cui il pensiero fa una pausa prima di concretizzarsi in un’altra espressione pensante e razionale.

Ci sono infatti pause che interrompono il fluire dei pensieri –  nonostante essi ci pervadano con il loro continuo divenire – sono pause come assenza di eventi mentali, spazio temporali e razionali e probabilmente esse sono uniche presenze che ci collegano al divino, istanti creativi collegati alla fonte da cui sgorga la vita! Il pensiero come forma di controllo è il suo limite, ciò che lo nasconde a noi stessi. Lui 

(Dio) non si esprime a parole, è un sentire intenso la tua stessa presenza, è un fremito nell’intimità, è un ascoltare senza giudizi, un accettare senza condizioni, un creare bellezza e gioia attraverso la semplicità della presenza. E’ bello ascoltare e percepire se stessi come atemporali sorgenti di vita e di amore… In questo spazio creativo nasce la Bellezza che esprimiamo attraverso l’arte in tutte le sue forme materiali, eventi fisici che debordano sconfinando in altre dimensioni.