Pianura desolata

deserto

Una materia informe

ho modellato con la mia mente

al pari di un Dio delirante

creando fantasmi

fatti di un denso pensiero

che vivono in me

offuscando speranze legate alla vita.

Seduto in una pianura desolata

osservo il mio corpo

ombra di una luce,

proiezione di ciò che siamo,

vagare in un mondo

tenuto insieme dai nostri sguardi

e basta chiudere gli occhi

per annullare il tutto

restando sospesi nel buio

che sta al di sotto dell’Essere.

Vorrei che avesse un senso Dio

e non fosse una vana compegnia

 creata dalla mente

strumento onnipotente

aperta al Tutto,

un vuoto evanescente.

Ma non posso negare di esserci

non posso negare il pensiero

che sostiene il mio animo,

che modella le cose

o le riduce ad un niente.

Seduto in una pianura desolata

ora riesco ad alzare lo sguardo

verso le essenze

che si specchiano in una realtà

riflesso di modelli ideali,

di perfezioni divine

al di sopra di noi

che a volte giochiamo ad essere Dio

 non accontentandoci delle immagini

e non illudendoci di vivere davvero

ci sforziamo per capire

alzando lo sguardo verso il cielo.

26 pensieri su “Pianura desolata

  1. Un monologo esistenzialista. Il puro grido dell’occhio rivolto verso il nulla o il canto di una particella del tutto…

    “Non esiste spettacolo più bello di quello dell’intelligenza alle prese con una realtà che la supera”. Camus.

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    • Noi creiamo il nostro mondo personale e collettivo: scomparso l’uomo e la luce dei suoi occhi il buio dell’incoscienza entrerà nella storia? Una storia che c’era prima di noi e si protrarrà dopo di noi? O l’evoluzione della vita realizzerà nell’umano un ponte con il trascendente? Grazie per aver suscitato domande che abbracciano il senso della storia e della vita, tutto in fondo inizia dalla luce e dallo sguardo di Dio che riempie il buio e colma ogni baratro

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      • Se l’umano si esaurisse si esaurirebbe con esso anche la storia, credo. Un ponte con il trascendente è già una possibilità in atto negli occhi colmi di poesia. Mi permetto di inserire qui, per alimentare la riflessione, un paio di cose che ho scritto in passato.

        Adamo

        Venne il serpente e con lui le parole.
        Vennero all’albero che amavo.
        Il loro dire me lo rese estraneo.

        Così, separai il frutto dal ramo
        e ne mangiai per farne mio il nome.

        Fu allora, notai l’incanto,
        la mia nudità di figlio.

        S’insinuò nell’ombra.
        Seguimi – disse –
        Un paradiso non ha memoria.

        Ebbe inizio strisciando la storia.
        ________________________________________

        Si
        contempla il Dio
        nel corpo in preghiera
        nel muto canto che evoca
        nella voce quando
        invoca, quando
        urla bestemmia.
        Da sé si contempla nella
        mano che asciuga la piaga
        ma anche
        se lo ignori, anche
        se lo uccidi il tuo fratello.
        Si contempla se fingi la pena, nascondi
        tormento, piacere, se li esibisci, li compri
        se inventi una nuova morale
        anche se gliela
        dedichi anche se
        sprofondi, tutto, nell’avere.
        O tu, vista di spalle ignara mentre
        fumi le tue sigarette e tu,
        mentre guardi e brami si
        contempla, sia che
        lo scortichi dalle croste delle
        bruciature
        per il fremito di un dolore
        che dica “Esisti”, sia che
        ti preservi dal
        decadere.
        Sì.
        Si contempla
        il dio delle parole:
        ti colga impreparato a dormire
        o turgido dentro un’aurora,
        ti salivi dalla bocca misto a fango
        un alveare,
        che tu sia ape o poeta, si contempla,
        nell’istinto eseguito della bestia
        nella vertigine del pensiero, non ha
        scelta un Dio, non ha
        giudizio.
        Come da batterio, come
        da insetto a te si evolve
        fino ai mondi che non vedi
        spande esplode si fa
        punto compresso di nulla.
        Anche tu puoi
        abitare la luce per istanti.
        La scelta è un fatto
        prettamente umano.

        Liked by 3 people

    • Grazie di cuore per aver espresso questo bellissimo sentimento che la poesia ti ha suscitato. Poesia altro non è che condividere emozioni e stati d’animo, quello che emerge è ciò che ci rende persone, esseri umani con bisogni e caratteristiche simili. Ecco perché l’odio, l’indifferenza è sempre un errore: siamo tutti insieme nel mare della vita e con pochissimi punti di riferimento!!! Impariamo ad incontrarci e a conoscerci davvero.

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