Avanti e indietro: storia di un’involuzione interiore (ottava parte)

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Nella settima parte (che potete leggere CLICCANDO QUI), avevamo parlato della teoria dell’evoluzione contestando le modalità con cui era stata presentata in una trasmissione televisiva, un esempio di visione unilaterale della realtà così come spesso e volentieri ci viene mostrata dai media. Al vertice di questa pseudo realtà c’è sempre una bellissima narrazione e non ci sarebbe niente di male ad essere sognatori, se non fosse che in questo caso noi siamo i protagonisti di una storia scritta da altri per finalità non meglio precisate! A CHI credere e in COSA credere?  Difficile rispondere, nelle brevi riflessioni  che seguono non faccio che evidenziare gli slogan della narrazione odierna e ognuno potrà sperimentare su sé stesso quanta presa essi abbiano nel nostro pensare. Magari ci scopriremo lettori, riuscendo almeno in parte a vedere le cose con distacco, a capire dove finisce la narrazione e dove inizia la vita reale. A questo punto non ci resterà che chiudere il libro: nel mio caso l’in-voluzione interiore ha portato i suoi frutti! Guardarsi dentro porta a scoprire un’intimità che è Mistero a noi stessi! Il Mistero è la prima scoperta, ciò che apre alla speranza. Allo stesso tempo Esso lascia la porta aperta alla Verità, rende possibile il confronto con una realtà oggettiva oltre la narrazione posticcia in cui viviamo. Non so se ci saranno altre puntate di questa mia in-voluzione interiore, magari proverò a riordinare quanto già scritto cercando fra le righe ulteriori approfondimenti…

 

Come sarebbe impossibile per dei genitori pensare di gettare a mare un figlio perché “non ce lo possiamo permettere”, così i tanti cittadini delle nostre martoriate democrazie dovrebbero almeno farsi scrupolo di indagare, mettere in dubbio i tanti mantra sciamanici che ci propinano quotidianamente: è colpa della casta, la cricca, il debito pubblico, i dipendenti pubblici improduttivi, bisogna sanare le inefficienze, privatizzare quello che non funziona…. E’ un attacco costante allo Stato (e quindi a tutti noi che ne siamo parte), con la partecipazione ORDINARIA delle istituzioni nazionali e internazionali (nel nostro caso EUROpee): siamo nell’epoca dei tecnici, che di fatto fanno politica, spesso senza neanche la legittimazione del voto, bypassando qualsiasi norma costituzionale a favore della contabilità: il “diritto al lavoro” è sostituito dal “pareggio di bilancio” e dai necessari (per chi?) tagli alla spesa (posti di dipendenti pubblici inclusi)! Si potrebbe continuare a lungo  e ci sono persone che attraverso libri o blog sono riusciti a dare un quadro completo ed esauriente del perché e del percome ci stanno facendo questo, ma il problema di fondo resta comunque quello della “storia che si ripete”: nella lotta fra il bene e il male, che relativamente alla razza umana altro non è che storia di interessi contrapposti, nel medio-lungo periodo perdono tutti, o almeno c’è un’alta probabilità che tutto vada allo sfascio (vedi guerre mondiali recenti o l’attuale escalation sulla Siria) eppure è nella loro (nostra) natura l’autodistruzione e la rinascita, è inutile pensare che in fondo io non centro, noi non centriamo perché siamo diversi da quelli che ci manipolano e quindi bla, bla, bla… Se un’evoluzione dev’esserci essa si concretizza sempre e solo nella collettività, in quella coscienza collettiva che è formativa di una visione d’insieme, di un’epoca, un modo di vedere, un essere coscienti di…. Ci sono certamente incrinature nel sistema, aperture verso altro, oltre l’uniformità dei modi di vedere e pensare, ma molto distanti non possiamo andare finché a remare contro la corrente dell’attualità non ci imponiamo in massa. In questo quadro si inserisce anche il concetto scientifico di “evoluzione”, così come venne proposta nella trasmissione sopracitata: un adattamento all’ambiente attraverso la vittoria del più forte, cioè di chi è evolutivamente superiore. Non c’è morale e la giustizia diventa la pura constatazione che se la natura è matrigna, Dio e in ultima analisi lo stesso uomo, altro non sono che espressioni di essa, all’interno della storia umana il più forte impone il giusto adattamento all’ambiente a chi gli è sottomesso e il più forte è sempre chi riesce a manipolare-costruire una verità socialmente e umanamente accettabile alla collettività, un vero e proprio pensiero magico-religioso a cui ci adeguiamo, volenti o nolenti, perché è quasi impossibile remare contro la corrente della collettività!

8 pensieri su “Avanti e indietro: storia di un’involuzione interiore (ottava parte)

  1. ..nelle varie mal(ate) interpretazioni dell’Islam accade spesso di dover constatare ciò che ben hai scritto nell’ultima parte: grazie a Dio -è il caso di dirlo- sono aberrazioni di matrice Cattolica, nella fattispecie e, mai islamiche.
    Uomo (umano) e Dio mai sullo stesso piano, nemmeno di correlazione interiore; l’iconoclastia islamica è a specificare questo, semplicemente.
    Oggi, “la richiesta di Religione” è enorme, specialmente per quelle abramitiche che sopperiscono all’inefficace proposta politica sociale…
    Mai come oggi servirebbe (in ogni Landa, nessun Paese escluso in Terra) esegesi, approfondimenti seri ed articolati ma non asserviti a scopi personali in pubblico dibattito, eppure…

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    • Diciamo che anche nel contesto cattolico la Grazia è un dono di Dio senza la quale la salvezza è impossibile all’uomo. Quindi concordo con te nel dire che c’è bisogno di religione, proprio la scoperta di un Mistero nell’interiorità come nella creazione rende necessaria un’etica e una consapevolezza volta al bene comune. Nel sociale quindi ritengo giusto che le religioni, pur astenendosi dal dibattito politico, prendano posizione contro le forme di sfruttamento e degrado palesemente imposte dal neoliberismo globalista: l’ignoranza in chi ha responsabilità ve visibilità sociale enorme non è ammessa alla coscienza. Grazie per il commento

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  2. E’ vero; le Fedi abramitiche “per natura” sono compendio sociale, welfare come si dice oggi comunemente…
    Però -ad oggi… oggi…- sorgono degli interrogativi enormi e, non c’è disquisizione al riguardo.
    Grave, molto grave.
    I preti (per rimanere nella sfera Cattolica) svolgono professioni come l’avvocato,l’assistente sociale, l’operatore sociale, il mediatore… suppliscono allo Stato…
    E… la Fede? La vocazione?
    E’ la stessa cosa?
    No perché……..

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    • Diciamo che religione non è mai manipolazione. Noi dobbiamo contestare ogni mezza verità proprio perché è quell’oncia di verità a rendere pericolosa la menzogna. E la vera fede è sempre apertura alla verità, mai chiudere gli occhi e accettare una verità precostituita. Grazie davvero per aver apprezzato il post, a presto.

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  3. Come sempre, ti rinnovo i miei complimenti!
    Io continuo a remare contro questa società spesso ipocrita, basata sul “mercato dei falsi sentimenti”, delle lacrime a soggetto, del tipo ” piango perché così fa audience, ma dopo qualche secondo ho già dimenticato perché ho pianto!
    Certo , ho vissuto dure battaglie, ma non mi sono mai sentita sconfitta! Vivo perché amo…
    E amare significa rivendicare il diritto della nostra unicità
    Un caro saluto
    Adriana

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