Come un pugno di sabbia

sabbia.jpg

Irrequieto sto aspettando

l’impossibile evento

che dia senso alla mia vita.

Tanto tempo è passato

calma piatta

senza un soffio di vento

che mi spinga lontano

verso lidi sconosciuti

per incontrare qualcuno

di cui ho bisogno

ogni istante di più

perché complemento di ciò che sono:

un essere incompleto

senza senso in sé stesso.

Non si può gettar via

il meglio della tua vita

rimanendo indifferenti

al tempo che ti sfugge

come sabbia in un pugno

destinata a cadere

in un deserto polveroso

dove tutto è uguale e desolante.

Se questo deve accadere

allora apriti mano

e un vento impetuoso

spinga la sabbia lontano

ogni granello rivenga

presto assorbito dal Tutto

e i ricordi passati

bruciati dal sole.

Altrimenti fai presto

non tardare più ad arrivare

stringi il mio pugno

in faccia al vento che soffia:

passeremo indenni

arriveremo lontano

impedendo alle nostre vite

di sfuggirci di mano.

Siamo esseri incompleti alla ricerca dell’Amore, un amore che dia senso al Tutto di cui siamo parte e che fermi il tempo che ci travolge dilaniandoci. Ho trovato in mia moglie la persona che sta percorrendo insieme a me la strada che ci è stata donata. Ma l’amore deve essere colmato dall’Amore, quel Tu originario che ha dato origine alla vita. Affinché nulla ci separi e il tempo si riassorba in un istante mettendo fine ad ogni dolore e irrequietezza: perché solo questo e nullaltro può essere l’unico senso di ogni storia umana.

39 pensieri su “Come un pugno di sabbia

    • “…come te stesso”, è la seconda parte del detto evangelico ed è anche la più difficile. Amare il prossimo può infatti essere un facile escamotage per fuggire da se stessi. Soprattutto per se stessi quindi, certamente deve essere così basta non confondere questo principio con l’egoismo che dell’amore ne è l’antitesi. Grazie per il prezioso commento

      Piace a 2 people

  1. Molto spesso pare l’unica risposta possibile a questo vivere infondato…

    Qualcuno potrebbe arguire che l’amore terreno è il massimo dono e mistero e il resto è illusione, ma io non ho la convinzione per difendere tali uscite.

    Può darsi, sotto certi aspetti probabilmente, siamo in cammino verso il Grande Uno… ma il silenzio assordante su questa questione è inspiegabile e solo superficialmente giustificabile.

    Piace a 1 persona

      • Ecco vedi, siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

        Molto bella.
        Scrivi “non è possibile accettare”, concordo e capisco che ciò sia così perché “siamo delle contraddizioni viventi”. Lungi da me chiedere qualcosa di più qui, perché onestamente penso di non essere andato più in là.
        Eppure non sono capace di condividere: “Ugualmente amiamo Dio perché è l’unica speranza di salvezza”, perché pur non avendo nessuna alternativa migliore non mi sento di affermare che sia l’unica speranza di salvezza…
        assurdo, ma che si può fare.

        Col tempo si risolverà anche questa. Per adesso ho smesso di porre queste domande insensate, ecco: https://noscesauton.wordpress.com/2017/09/21/nessuna-risposta/

        Visto che siamo nel tema giusto, hai visto “Silence” di Martin Scorsese?

        Piace a 1 persona

      • Ho appena risposto nel tuo blog, ma copio incollo anche qui a beneficio dei nostri lettori, tante volte qualcuno avesse intenzione di approfondire… Il film di Scorsese non l’ho visto ma mi ripropongono di farlo presto.
        “Quello che non accetto è dimostrare l’esistenza di Dio “a posteriori”, come fa San Tommaso per esempio. Per me Dio è quell’essere in cui essenza ed esistenza coincidono (Sant’Alselmo), su quest’idea grandiosa che sta alla base dell’intelligenza e di ogni intuizione umana e dell’amore stesso come tendenza alla completezza fondo la mia fede nell’esistenza di Dio. Ogni altra fede che non sia idea grandiosa è un’affidarsi illusorio. Ma oltre questa ” risposta” in cui Dio sconfina nel mondo umano gettando un pente, aprendo una porta verso il trascendente, non so andare e non mi basta a colmare la sofferenza e il non senso che essa porta con sé…”

        Piace a 1 persona

  2. Dato che non parli francese, ecco un testo che ho scritto molti anni fa per mia moglie e che hai “google traduttore”.
    Spero di non aver scorticato il tuo bellissimo idioma italiano.

    Eccoti,
    polena della mia vita finita,
    Ti immagino come un ultimo ricordo
    che adorerò nella mia eternità.

    Come posso dirti che se la mia vita finisce, il mio amore per te non può sparire,
    L’ho cucito nell’ambra dei tuoi occhi,
    L’ho infilato nei capelli per sempre,
    L’ho scritto sulla tua pelle orientale,
    L’ho messo nei baci sulla tua mano di raso e sulla bocca della cortigiana.

    E ti insegno a memoria a non dimenticarti anche quando dormo così che nella piccola morte, il tuo viso, la tua luce sarà un viatico per l’ultimo attraversamento, come una torcia che illumina l’oscurità e mi fa strada.
    Ma soprattutto ti insegno con il mio cuore in modo che nulla possa mai essere cancellato, che questo deposito dei tuoi occhi nei miei occhi, del mio sguardo alla mia anima tornerà a te in un giusto ritorno di tutto ciò che mi hai dato.

    Jean D’Armelin

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...