Estate, il declino della luce

Le stagioni della vita

Oggi alle 12 e 7 minuti il sole raggiungerà il suo culmine, la luce del crepuscolo, dopo il tramonto, sembrerà non finire mai e l’estate scandirà le nostre giornate con la sua forza e il suo calore. Ma la luce, in realtà, inizierà sin da subito a declinare e tramonti sempre più precoci ci metteranno di fronte al cambiamento preparandoci alla nuova stagione. Perché se è vero che non sono più il caldo o il freddo a definire le stagioni, è altrettanto vero che la luce le segna inesorabilmente.

Questo ciclo è la nostra stessa vita, nel singolo la pienezza dell’estate è la forza e la saggezza della raggiunta maturità; ma l’umanità ugualmente è in cammino, verso che cosa? Quali stagioni segnano la contemporaneità? Siamo nati ieri geologicamente parlando, ma come coscienze racchiudiamo l’universo intero e non basta…

Come singolo, goccia in caduta libera verso la Terra, sono anch’io nel pieno dell’estate, vivo in me il declino della luce, anche se i segni sono ancora frutti maturi da gustare che tengono lontani i rigori dell’inverno e l’ombra, che i precoci tramonti allungheranno presto sulla mia vita.

Ma nel contesto più ampio dell’umanità e della sua storia plurimillenaria, che senso ha parlare di luci e di ombre, di stagioni presenti e passate, di ingiustizie o gioie o paure? La vita si ricompone sempre e chiude il cerchio. L’umanità non dice IO, avanza nella storia macinando vite come fuscelli strappati dal vento e avanza prendendo coscienza di sé stessa.

Quindi io, aspetto il mio destino invocando il diritto di esistere e continuare ad esserci, attraversando ogni stagione della vita; e di questo ciclo continuerò a far parte insieme al flusso dell’umanità intera… niente andrà perduto se la Luce segnerà i nostri nomi, come tracce indelebili in un cammino che si realizza solo nell’Amore verso tutto e tutti, chiamandoci per nome e tenendoci per mano.

E quando l’ombra coprirà il mio cammino, ti prego, non lasciarmi solo!

Teoria dei livelli


L’articolo che segue mi è stato inviato dall’amico Stefano Tonnarelli e lo pubblico volentieri sperando che possa suscitare riflessioni e approfondimenti. L’ho collocato nella categoria “Filosofia e religione” perché secondo me affronta il grande tema del dubbio socratico sintetizzabile nel motto “So di non sapere”! Socrate era saggio appunto perchè SAPEVA di non sapere, questo era il nucleo interiore della sapienza, mentre chi non ne era consapevole si collocava nell’ignoranza. Forse è proprio questa la “consapevolezza dei propri limiti” di cui parla Stefano. Una consapevolezza a cui si riferisce anche Sant’Agostino in De vera religione, 39, 73: «Se non ti è chiaro quel che dico e dubiti che sia vero, guarda almeno se non dubiti di dubitarne; e, se sei certo di dubitare, cerca il motivo per cui sei certo. In questo caso senz’altro non ti si presenterà la luce di questo sole, ma la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo» (cit. da Giovanni, I, 9).

Teoria dei livelli

di Stefano Tonnarelli

Secondo me, nella definizione e nella narrazione dei fatti che accadono o delle realtà che ci circondano ognuno si colloca su un livello di interpretazione che dipende:

  1. Dalla quantità di informazioni che ognuno possiede. Sintetizzato in Conoscenza.
  2. Dalla capacità di discernimento, caratteristica e diversa per ognuno, di non sapere costituita dalla razionalità più dalla capacità intuitiva,(lobo destro più lobo sinistro, parte maschile più parte femminile). Sintetizzato in Coscienza.

Le due caratteristiche fuse insieme si possono sintetizzare nel termine Consapevolezza.

In una scala infinita di livelli che parte dalla menzogna assoluta ed arriva alla verità assoluta ognuno si colloca nel livello che più gli appartiene e generalmente, per mancanza di umiltà, combatte, spesso dialetticamente, ma a volte purtroppo non solo, l’interpretazione di chi ha una opinione che appartiene ad un livello diverso dal suo. Mentre è facile riscontrare che, anche nell’arco della propria vita, a causa delle variazioni che si hanno nei livelli di conoscenza e di coscienza, si cambia spesso opinione e ci si colloca, quindi, ad un diverso livello di interpretazione della verità.

E’ facile riscontrare che non esiste un livello zero (menzogna assoluta) in quanto ognuno ha almeno un livello minimo di conoscenze e di coscienza. Quindi è impossibile narrare delle falsità assolute anche da parte di chi possiede un alto livello di Consapevolezza. Così come è facile ipotizzare che nessuno abbia accesso alla verità assoluta in quanto presupporrebbe delle prerogative “divine”.

Quindi è evidente che ognuno si posiziona su un livello intermedio tra lo zero e l’infinito ed, all’interno di questi, ognuno gioca il suo ruolo. Che sia in una discussione amichevole, che sia in un dibattito politico, che sia nell’informazione giornalistica, che sia negli insegnamenti scolastici, eccetera.

E’ altrettanto logico che chi occupa un livello superiore ed è quindi più vicino alla verità assoluta è in grado di condizionare chi appartiene ad un livello inferiore in quanto ha una visione più ampia. Se poi questo individuo è motivato da obiettivi positivi ed altruistici, di fatto diventa un maestro per i soggetti che occupano livelli inferiori ed aiuta questi ad evolvere verso livelli di interpretazione più vicini alla verità. Al contrario chi è spinto da motivazioni egoistiche diventa di fatto un manipolatore che tende a bloccare o, addirittura, a far regredire l’evoluzione degli individui appartenenti ad un livello inferiore di Consapevolezza.

Le relazioni umane sarebbero enormemente più semplici e costruttive se ognuno avesse per lo meno la Consapevolezza dei propri limiti e se si rendesse conto che il suo livello interpretativo della realtà potrebbe non essere collocato al vertice (perché poi effettivamente non lo è mai). Questo instillerebbe in ognuno il grande vantaggio del Dubbio, che è un fattore evolutivo tra i più importanti, ed in gran parte toglierebbe potere ai manipolatori.

Countdown: G7, G6, G5, G4….

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C’è già chi dice che il prossimo sarà un G6, visto il grande successo del G7 canadese ( Leggi qui)! La presa di distanza di Trump dai “paesi amici” del G7 rischia forse di far tornare indietro di 70 anni le relazioni con quest’ultimi? Ormai c’è una guerra commerciale conclamata e bisognerebbe chiedersi che credibilità potrebbero mai avere le decisioni prese da un eventuale G6 senza la presenza degli Stati Uniti.

70 anni è un numero “limite” sembrerebbe, visti i tanti nodi che stanno venendo al pettine. Anche gli EUROpeisti duri e puri sono soliti ripetere a pappagallo la narrazione che l’Europa unita ci ha portato 70 anni di pace! Nessuno nega che ci sia stata una certa stabilità politica, ma sicuramente un’affermazione del genere andrebbe motivata e non certo data in pasto all’opinione pubblica come verità rivelata ed autoevidente.

Per quello che riguarda l’Italia il riferimento alla “pace” più autorevole lo possiamo trovare nella nostra Costituzione e precisamente nell’articolo 11:

<L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.>

C’è chi vede in questo articolo un riferimento all’adesione italiana hai vari trattati europei, quelli appunto che “…in condizioni di parità con gli altri stati…” avrebbero assicurato la pace e la giustizia fra le nazioni! Ho evidenziato la parte che riguarda le condizioni di parità fra gli stati proprio perché l’Unione europea sembra alquanto asimmetrica dal punto di vista della convenienza economica e della gestione politica. Siamo abituati ad un paese che accumula surplus stratosferici – la Germania – ma non fa investimenti pubblici aumentando stipendi e pensioni a casa propria; pensando quindi esclusivamente alla propria competitività a discapito degli altri partner europei e dei suoi stessi cittadini LEGGI QUI. Gli squilibri economici che l’euro e questa politica “imperialista” hanno causato in Europa, stanno ora evidentemente generando attriti sociali ed esiti politici imprevedibili (o forse prevedibilissimi) che minano fortemente quest’apparente stabilità e mettono in pericolo la stessa pace.

Da questo ragionamento ne deriva un altro che provo a spiegare in poche parole: “Forse nell’Europa del dopoguerra, per metterla al sicuro “da sé stessa”, i padri fondatori delle varie costituzioni antifasciste  hanno preferito il vassallaggio americano aderendo alla NATO (…consente, in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni). ” Il deterrente bellico, sostenuto dal paese economicamente e militarmente più credibile, cioè gli Stati Uniti, è stato il vero garante della pace europea. Una guerra fredda permanente con il blocco sovietico, ha di fatto congelato rappresaglie militari fino alla caduta del muro di Berlino. Poi il progetto dell’UE ha avuto un evidente accelerazione con Maastricht e l’adesione all’euro dei principali paesi europei.

Se questo progetto (l’UE e l’euro) è nato lo dobbiamo certamente all’appoggio USA, che però oggi sembra venire a mancare. L’America crea e l’America distrugge quando il gioco diventa economicamente insostenibile. Trump infatti, con il suo motto “America first”, lo sta ostacolando in ogni modo appoggiando addirittura la formazione di esecutivi moderatamente anti-UE come quello italiano. Saranno forse solo una forma di cortesia le parole che il presidente americano rivolge al nostro premier Conte dopo l’incontro avuto al G7? Ecco  il tweet:

Donald J. Trump

@realDonaldTrump

Just met the new Prime Minister of Italy, @GiuseppeConteIT, a really great guy. He will be honored in Washington, at the @WhiteHouse, shortly. He will do a great job – the people of Italy got it right!

A parziale sostegno di questa ipotesi (di un appoggio USA al nuovo governo italiano) consiglio di leggere Questo articolo. Pare che  il giochetto dello spread stavolta non funzionerà come arma di ricatto tipo 2011 perché i fondi USA sono intervenuti nell’acquisto dei nostri BTP calmierando i tassi d’interesse. Gli enormi surplus tedeschi  danno sempre più fastidio ad una parte della finanza USA (vedi dazi) e la formazione di un governo in grado di porre argini in Europa a tale strapotere fa comodo. Il vento e gli equilibri di potere stanno cambiando ancora nel mondo, attendiamoci grandi cambiamenti sperando che l’Italia possa essere protagonista positiva.

6 giugno !949 – (!984) – 6 giugno 20!8

Strana assonanza quella odierna e la celebro nel titolo del post sostituendo il numero 1 con tanti punti esclamativi!!!! Possiamo infatti celebrare il 69° anno dall’uscita del capolavoro di George Orwell, “1984” e al contempo il Governo Conte che incassa la fiducia alla Camera divenendo nei fatti “esecutivo”, cioè in grado di iniziare ad attuare il programma.

Ora non voglio spendere troppo parole su quello che farà il Governo Lega-M5S, vedremo presto quanto e come manterranno le loro promesse e soprattutto quanto esse incideranno positivamente o meno sulla vita dei cittadini italiani.

Mi soffermerò però sul libro di George Orwell mettendo in evidenza come la sua descrizione di un ipotetico mondo del futuro dominato dalla neolingua, – una vera e propria degenerazione del linguaggio – insieme al totale controllo dei mezzi d’informazione avrebbe portato all’annullamento di ogni identità individuale e quindi di ogni libertà!

Ecco alcuni dei passi finali del libro:
<< Chiunque fosse cresciuto conoscendo soltanto la neolingua non avrebbe saputo più che una volta uguale significava anche “uguale da un punto di vista politico”; o che prima libero significava “intellettualmente libero”;… Soppiantata una volta per tutte l’archelingua anche l’ultimo legame col passato sarebbe stato reciso… Si prenda, a mo’ d’esempio, quel celebre passo dalla Dichiarazione d’Indipendenza:
Noi riteniamo che queste verità siano di per sé stesse evidenti, che tutti gli uomini siano stati creati uguali e che il Creatore li abbia forniti di determinati diritti inalienabili…
L’unica traduzione possibile sarebbe di natura ideologica: le parole di Jefferson, pertanto, verrebbero trasformate in un panegirico del governo assoluto>>.

Un monito inquietante, non solo sul futuro, ma anche e soprattutto sul presente. Mi riferisco certamente all’incessante e progressivo attacco all’individuo attraverso la massificazione del linguaggio operata dai media e ormai anche dalla radicale trasformazione della scuola. Con l’ultima riforma, quella della Buona scuola, è nata la valutazione delle cosiddette “competenze”. La prima riflessione in merito riguarda il ribaltamento radicale dei valori costitutivi della scuola pubblica: siamo passati dalla scuola inclusiva, quella rivolta a tutti in quanto persone e cittadini del futuro a quella del competere, con finalità utilitaristiche ancora non meglio definite.

Ma ad aggravare questa inversione dei fini del compito costitutivo della scuola c’è anche il concetto stesso di competenza. Un mio amico mi raccontava della foto di una rivista in cui si accostava un termitaio alla Sagrada familia. La riflessione che seguiva nell’articolo metteva in evidenza la somiglianza delle due opere soffermandosi sul fatto che le termiti erano competenti nel saper costruire la loro tana, ma il loro è un saper fare senza sapere e soprattutto senza saper essere.

Fare qualcosa per il piacere di farla, per la sua bellezza intrinseca o per la pura valenza culturale che essa può avere esula completamente dalla competenza fine a sé stessa.

Formare dei cittadini che sanno fare ma non sono in grado di coscienza critica e libertà personale non è forse uno dei modelli orwelliani portati a compimento nella società del prossimo futuro?

Non voglio qui associarmi alle pessimistiche conclusioni del libro 1984 che sembravano non lasciare possibilità alcuna alle persone di sfuggire al controllo del Sistema di potere dominante. Voglio piuttosto sperare che questo Governo, nato come opposizione al sistema liberista che ha prevalso in Italia e in Europa negli ultimi anni, possa davvero ripristinare i fondamentali principi di libertà senza i quali nessuna democrazia è possibile. Ma la neolingua e ogni azione a suo supporto è già da tempo una realtà, non sarà facile tornare indietro. Un lavoro lungo e difficile quello del vero cambiamento, mi auguro con tutto il cuore che sia possibile portarlo a compimento.