Sapere che ci sei

mondo

Coscienza

implica sempre

sapere che ci sei.

Il sapere di una mancanza.

Il sentire una presenza.

Il guardarti in faccia

senza vederti

piangere.

La poesia è già stata pubblicata QUI. E il tema è sempre e comunque quello della fede, declinata nelle mille sfumature della vita. Perché come mi ha ricordato alcuni giorni fa il mio amico Andrea, il credente è colui che crede che l’impossibile diventi reale e che il reale sia l’impossibile. Oscar Wilde affermava che gli uomini crederanno sempre nell’impossibile, ma mai nell’improbabile. Perché l’improbabile riguarda la ragionevolezza, l’impossibile invece riguarda il cuore che con il supporto della ragione ci proietta oltre il nulla che sembra circondare le nostre esistenze. Nel Vangelo di Luca è lo stesso Gesù a parlare della fede, sempre umanamente fragile, riferendosi a Pietro: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli».

Del resto cosa potremma mai fare da soli? Come potremmo, anche per un solo istante, tenere insieme le miriadi di atomi che ci compongono?

Io ho pregato per te… quando il nulla riemerge sembra esserci pronta una mano ad afferrarci nel vuoto! Peccato che per noi sia così difficile vedere…

25 pensieri su “Sapere che ci sei

  1. Buona sera Roberto, trovo molto interessante questa idea dell’impossibile che è reale. È anche un punto di vista molto cristiano. La resurrezione di Gesù è un’impossibilità, moriamo e non ci alziamo; eppure è ciò che affermano i cristiani, l’impossibile diventa reale.
    Hai ragione, la fede riposa sul reale, ma non sul reale delle apparenze. La fede si basa sulla realtà del cuore, cioè sulla certezza che Dio è presente in noi. È anche la traduzione del nome Emmanuel con il quale designiamo anche Cristo.
    Il Corano dice che Dio è più vicino a noi della nostra stessa vena giugulare. anche questa è la stessa idea: Dio in noi, non all’esterno, Dio al suo interno e non nelle apparenze.
    Jean Darmelin

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    • Dio è trascendente eppure sempre accanto alle sue creature. Nessuno di noi basta a sé stesso, ecco perché essendo aperti al trascendente e all’infinito, pur nella nostra fragilità, non possiamo fare a meno di credere nell’impossibile, che è Dio nel suo infinito amore. Grazie per i tuoi interessantissimi commenti

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      • Nella tradizione musulmana, c’è una parola attribuita a Dio che dice:   « Ero un tesoro nascosto, io amato essere conosciuto così ho creato il mondo e le creature ». Ciò che è importante in questa frase è l’uso del verbo “amare”.
        Da parte di Dio, la creazione è quindi un atto d’amore (inevitabilmente infinito poiché questo amore si identifica con Dio stesso quando dice « Io amato ».
        Da parte degli umani, questa parola significa che la nostra vocazione è conoscerlo: il mezzo per raggiungere questo obiettivo è amare gli altri, tutti gli esseri e l’intera creazione. Perché amare è sapere.
        Grazie per la tua risposta.

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