Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

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…cantava il grandissimo e compianto Giorgio Gaber.

Stefano è estremamente prolifico in questo periodo e mi manda molti più post di quelli che riesco a pubblicare! Ho poco tempo, ma grazie a lui il blog rimane vivo e con calma spero di tornare anch’io a scrivere qualcosa d’interessante da leggere. Riguardo alla destra e alla sinistra, è certo che in Italia e probabilmente anche in Europa ha imperversato per anni il “partito unico”, quello che si è contraddistinto in ogni modo, tempo e luogo per tessere le lodi dell’Europa unita e dell’Euro! E la sinistra, con i suoi bei vestitini rosso fiammante, si è contraddistinta nel fare macelleria sociale, accanendosi in particolare con gli operai fino ad arrivare all’attacco trasversale alla cosiddetta classe media. Una sinistra elitaria che in campo sociale ha fatto solo e unicamente politiche di destra, avvantaggiando così, guarda caso, il ritorno dell’estrema destra in ogni paese europeo!!! Sarebbe ora che questa sinistra di governo si liberasse delle proprie classi dirigenti, spesso infiltrate dalla finanza e al servizio del Capitale, per riappropriarsi delle proprie origini: rimettere al centro il lavoro e la Costituzione, unica in grado di ripristinare uguaglianza e garantire dignità ai cittadini. Ma finché ciò non accadrà come non condividere le conclusioni di Stefano?

Mi sono formato politicamente negli anni ’70 dove Destra era difendere il padronato e Sinistra era difendere gli operai (in estrema sintesi). Io ho optato per la seconda ed avevo le mie argomentazioni, ma ho conosciuto anche tanta gente che la pensava diversamente, con alcuni ho fatto anche amicizia, perché li consideravo onesti intellettualmente e le loro argomentazioni, per quanto non le condividessi, mi davano spunti di riflessione e quindi mi arricchivano.

La realtà dell’Italia di quegli anni era di una miriade di piccole e medie imprese con i loro centinaia di migliaia di “padroncini” che davano lavoro a milioni di operai. C’erano, certo, anche i grandi, come gli Agnelli, ma erano veramente pochi in Italia. Questa era l’Italia che produceva. Poi c’erano anche i falsi invalidi, gli statali fannulloni (non tutti, ma molti sì), i raccomandati e gli infiltrati per motivi politici, sindacali e confessionali, ma questi incidevano molto poco, secondo me, nell’economia generale dello stato, anche perché contribuivano anche loro alla domanda interna e quindi aiutavano a mantenere florida la parte produttiva. Alla fine la stragrande maggioranza della gente lavorava o comunque aveva un reddito.

A quell’epoca, quindi, in un mondo bipolare dove esisteva una U.R.S.S. che aveva eliminato la borghesia dei padroncini, realizzando un capitalismo di stato, dove la nomenklatura dei burocrati era diventata la vera classe dominante. E dove esisteva un sistema privatistico/capitalista Americano, dove il vero potere erano (e sono tutt’ora) le lobby multinazionali. L’Italia si poneva in mezzo, e le due forze politiche principali erano polarizzate (e finanziate) dai rispettivi esempi ideologici.

Dopo il crollo del Muro di Berlino i due grandi partiti non avevano più senso ed infatti sono stati cancellati dalla storia con lo strumento (la scusa) di “Tangentopoli”. Quindi, con un capitalismo privato consolidato a livello mondiale che cosa è diventata la Destra? Che cosa è diventata la Sinistra?

Quasi nessuno, ormai, mette più in discussione la realtà, e forse anche la validità, del capitalismo privato e non voglio farlo neanch’io, ma andiamo ad analizzare quali sono le forze che si contrappongono adesso:

-da una parte c’è l’attuale ideologia dominante fatta di “Mercato”, di “Globalizzazione”, di “Competitività”… in una parola di “Neoliberismo”! Non solo Americano, ma transnazionale.

-Dall’altra parte, la moltitudine dei disoccupati, sottoccupati, precarizzati e di padroncini (la vecchia borghesia di destra) che si suicidano perché non riescono ad essere “competitivi”!

Vogliamo chiamare attuale Destra la prima ed attuale Sinistra la seconda?

Ma… ma… nella Sinistra di adesso c’è la vecchia borghesia???

E quali sono le forze politiche di riferimento dei due schieramenti principali contrapposti?

Secondo voi l’erede del PCI a quale schieramento appartiene?

Qualcuno dice che il PD si è trasformato nella vecchia DC… ma dove??? I governi a guida DC erano per buona parte Keynesiani, espansivi dell’economia… con tutte le storture e corruzioni hanno portato l’Italia ad essere il 7° paese più industrializzato ed il 2° più ricco (di ricchezza privata) del mondo!!!

Quella volta per me la DC era il nemico, ora grido con forza: “Aridatece la dicci”!!

13 pensieri su “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

  1. Buonasera. E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli.
    Destra e sinistra. Ideologia politica o demagogia che ci hanno propinato per oltre 60 anni ma in effetti la destra e la sinistra non potevano convivere l’una senza l’altra erano speculari. Come il bene con il male, come lo yng e lo yang. Dualismo politico infinito.

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      • Grazie a tutti per i commenti, e grazie a Roberto per l’ospitalità! Pensavo… al dualismo, ma certo che è un dividi ed impera! Difendere i più deboli è di sinistra? Le leggi servono a questo, i potenti si difendono benissimo da soli, ma soprattutto è giusto! Difendere chi rischia in proprio e chi ha la voglia e la passione di lavorare di più per avere una vita più agiata è di destra? Boh, però è giusto! Forse davvero abbiamo sbagliato tutto, forse davvero dobbiamo alzarci di livello (come spiegavo in un precedente post) ed andare al di sopra del bene e del male, del bianco e del nero, dell’Inter o della Juve… della sinistra e della destra.

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  2. Perfettamente d’accordo! La Sinistra di oggi, io la chiamo la sinistra “Radical Chic” con i suoi tacchi a spillo, gli appuntamenti, forse giornalieri, dall’estetista e lo strano “Twittaggio” ( è il caso di “coniare” un nuovo verbo, nuovo di zecca) indispensabile per far politica….
    Io non ci sto!!!
    Voglio la politica della cultura, quella che mi mostrava Spadolini immerso nei suoi libri, dentro alla sua biblioteca con migliaia di libri della letteratura classica.

    Non ho perso la speranza, anche se qualcuno mi può chiamare “una povera idealista!2

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