L’effetto uscio e gli anta mila miliardi di Boeri!

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Ma anche gli anta mila miliardi propagandati da istituti di ricerca, giornalisti, opinionisti, ecc., ecc., ecc. che il governo eletto (populista,..ista,..ista dicono) e la manovra (ancora da realizzare,..are,…are) sarebbero già costati alle famiglie e alle imprese italiane fino ad oggi!!! Ma dopo aver ascoltato la radio e la tivvù non siete forse corsi spaventati a controllare il conto in banca e i due spiccioli nascosti sotto al materasso? Noo? Beh, nemmeno io!

Rientriamo in post-tema per spiegare la prima parte del titolo: L’EFFETTO USCIO!

Avete mai sperimentato l’effetto uscio? Mi spiego! Per effetto uscio intendo quella strana condizione di chi, dopo una lunga giornata di lavoro che non gli ha permesso neanche una sosta per andare al bagno, si trova finalmente davanti alla porta di casa e non ce la fa proprio più, gli scappa talmente tanto che appena entra deve correre per non farsela addosso. Ciò che non è stato un problema per ore diventa insostenibile ad un passo da casa perché la tensione accumulata durante il giorno si allenta e non sei più in grado di resistere o controllare neanche i più elementari bisogni. Chiaramente non so se scientificamente esista un “effetto uscio”, diciamo che l’esperienza empirica nel mio caso dice di si. Sta di fatto che nel 2011 quando in televisione Monti e la Fornero annunciarono una finanziaria lacrime e sangue, condita dalla famigerata riforma delle pensioni omonima, molti lavoratori italiani arrivati sull’uscio del pensionamento scoprirono di non avere più le chiavi di casa e se la dovettero fare letteralmente nei pantaloni! Per il loro bene e senza avvertire, qualche protettore dell’umanità ispirato da principi superiori, aveva ben pensato di cambiare la serratura (a nostre spese), perché altrimenti le 10 piaghe d’Egitto si sarebbero abbattute sulla povera Italia. Sti signori non conoscevano certo la bellissima poesia LA MIA ANIMA HA FRETTA di Mario de ANDRADE! Se non la conoscete vi consiglio di leggerla perché ci fa percepire benissimo l’enormità del dramma con cui vengono gestite le nostre vite da un sistema sociale ed economico totalmente sbagliato. Ogni secondo di vita è una stilla più preziosa e lucente di qualsiasi tesoro presente nel mondo, quindi di che cosa parlano quelli che imputano al debito e agli sprechi ogni male? L’unico male che conta è quello che ci impedisce di gestire al meglio la vita che ci è stata donata, come espresso magistralmente nella Costituzione quando si afferma: E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” (articolo 3).

Confrontatelo con quelli che affermano: “Non ce lo possiamo permettere, non ci sono i soldi, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, non abbiamo saputo utilizzare al meglio il dividendo dell’euro, servono le RIFORME, le RIFORME, le RIFORMEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!”

Uguale uguale a sopra vero?
Ma ritorniamo a quello che accadde… migliaia di persone dopo anni di fatica e tensione accumulata sul lavoro videro negati i più elementari bisogni, quelli relativi al diritto di gestire il proprio tempo e la propria vita, sacrificati entrambi in nome di principi contabili non meglio definiti. E come conseguenza di scelte economiche sbagliate il paese subì una pesante recessione (ben 12 trimestri consecutivi) e il rapporto deficit/pil superò abbondantemente il 130%, la disoccupazione esplose andando oltre il 12%! Ma i costi sociali ed economici di queste scelte non sembrano interessare più di tanto i critici “a prescindere” delle scelte economiche di questo governo. Perché se non sono disastri i numeri realizzati dai governi precedenti, che hanno sempre seguito le indicazioni proveniente dall’Europa con piccoli aggiustamenti (concessioni le chiamano), che cosa dovremmo aspettarci secondo i tanti catastrofisti che appaiono in continuazione sui media nostrani?

Ora, come allora fecero i due sopra nominati, l’attuale presidente dell’INPS Boeri conta e riconta i costi di una parziale modifica alla legge Fornero –  la quota 100 alla precoce età di 62 anni – che costerebbe a suo dire oltre 100 miliardi nei prossimi 10 anni! Spesa, spesa e spesa a carico dello Stato, del debito pubblico e dei martoriati cittadini! Un azzardo -sembra dire lui inZieme a molti ESSI – modificare una riforma (la Fornero) che in 10 anni avrebbe invece garantito una sostanziosa pensione ai fortunati lavoratori tramite probabile seduta spiritica dall’aldilà come spiegavamo nel post 67 pensionato (morto?) che parla!  che consiglio di rileggere.

Ma sti soldi, infondo, che fine faranno? In base alla mia personale interpretazione del Boeri pensiero, o perlomeno da quello che traspare dall’informaZione strombazzata in ogni dove, come e quando, sembrerebbe che tali soldi vengano bruciati nel Vesuvio o meglio nel più attivo Etna! Soldi sprecati e quindi andati in fumo, non in grado di generare alcunché!

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Etna – una terrificante fumata previdenziale!!!

Intanto è il ministro Paolo Savona a far notare a Boeri che i pensionati non sono solo un costo ma anzi danno allo Stato italiano ben 50 miliardi l’anno come potete ascoltare dalle sue parole in QUESTO VIDEO.

Ma poi, forse non è vero che la spesa, ogni spesa, ha la curiosa tendenza a trasformarsi in un GUADAGNO? Mi spiego: se vado a comperare il pane dal fornaio, l’euro che ho speso è l’euro che lui ha guadagnato! Idem per il barbiere, il benzinaio, il dentista, ecc., ecc., ecc. Che poi il MERCATO, che sia dei pesci o di istituzioni banco-finanziarie altro non è che una continua compravendita, un dare e ricevere, una passività che si trasforma in un attivo. Certo capita che a volte il pesce puzzi, qualche venditore poco onesto rifila asset rischiosi ma questo fa parte dei cosiddetti rischi d’impresa, tanto più grandi quanto l’azzardo è elevato! E perché mai sto azzardo dovrebbe pagarlo chi  non ha mai investito alcunché? Gli italiani che centrerebbero con il debito e lo sPRRRRead, che altro non rappresentano che il bastone e l’olio di ricino dei tempi moderni? Ma siamo proprio sicuri che sto deBBito e sto sPRRRRead siano i motivi per cui dobbiamo continuare sulla masochistica china delle riforme di-strutturali, quelle, per intenderci, che cambiano la serratura della porta di casa senza avvertirci e ci lasciano con i pantaloni bagnati in mezzo alla starda?

Per dire che se l’attuale governo gioca la carta delle pensioni, non sarebbe più corretto oltre a paventare i costi,  mettere sul piatto della bilancia anche i possibili benefici? I soldi spesi dal sistema previdenziale passeranno quindi direttamente dalle casse dell’INPS al cratere dell’Etna? I pensionati li metteranno sotto il materasso perché già avvertiti che “i costi degli azzardi del governo” porteranno i cittadini a pagare, pagare, pagare e un buco nero finanziario risucchierà l’Italia intera sPRRRRecona e ladrona? Ma i governi del “più Europa” che benefici “social-strutturali” ci hanno poi lasciato? Hanno STRUTTURALIZZATO il precariato perpetuo e lo sfruttamento, oltre ad aver di fatto cancellato la previdenza futura:  se la gente è sottopagata e non lavora che senso ha parlare ancora di pensioni e di INPS? Questi conti qualcuno li ha fatti?

Per finire il succo, qual è il succo… per i alcuni i soldi servono per TAGLIARE IL DEBITO PUBBLICO, che guarda caso si traduce sempre in un prendere soldi dalle tasche degli italiani per poi accorgersi un secondo dopo che il problema è, guarda caso, ancora e ancora il DEBITO PUBBLICO e bisogna TAGLIARE, TAGLIARE, TAGLIARE… Un cerchio giottesco in cui è impossibile trovare un inizio ma credo che sia abbastanza prevedibile capire come potrebbe andare a finire! Perché dei segnali chiari gli italiani, attraverso il voto, mi sembra proprio che li hanno dati. Non c’è più spazio per slogan, demonizzazioni e propagande, i cittadini vogliono i fatti concreti: una ripresa che si traduca in lavoro e benessere e non solo in chiacchiere. E non so se questo governo sarà davvero del cambiamento, però è certo che alcune questioni che rompono il disco rotto sul debito pubblico brutto e sugli sprechi sono state affrontate! Speriamo che ci sia la possibilità di mettere in pratica questi principi scritti nella manovra economica, forse gli espertoni scopriranno che i conti noi comuni cittadini li sappiamo fare altrettanto bene da soli!

 

 

 

30 pensieri su “L’effetto uscio e gli anta mila miliardi di Boeri!

  1. Disamina puntuale ma che non mi trova d’accordo.
    Questi anni stanno inultimente passando solo a metter pezze ai casini fatti tra gli anni 70 e gli anni 90. Prima si andava in pensione a 38 anni? Ora, per compensare i danni fatti, dobbiamo andare in pensione a 70 anni. E’ matematica! Mettere soldi in tasca a chi, non per colpe proprie, è giusto e sacro. Non fare nulla, chessò, per ridurre il cuneo fiscale, migliorare l’apparato giudiziario e burocratico, dare certezza della pena, ideare un piano di edilizia carceraria, fare pagare la tasse (anzichè condonarle), creare un sistema elettorale e costituzionale decente, ……. ecco, questo proprio no.
    Il Parlamento (ammesso che ne esista ancora uno) e gli ultimi governi hanno sempre più pensato alle elezioni piuttosto che all’Italia.
    comunque, è sempre un piacere confrontarsi .. e alla prossima!

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    • Il tuo commento è assai gradito proprio perché esprimibile idee diverse dalle mie. Ti faccio però notare che negli anni 70 l’Italia era la quinta potenza industriale del mondo, il rapporto deficit PIL era sotto il 60% e il debito pubblico oltre che sostenibile era una sicura forma di risparmio per i cittadini. Poi alla fine degli anni 80 venne l’adesione allo SME e il “divorzio” fra banca d’Italia e il tesoro con la nefasta esposizione sui mercati che in soli 10 anni portò al 120% il debito \pil e iniziò la campagna di distruzione dello stato sociale. Riguardo all’INPS ti faccio notare che nel 2011 era on attivo di oltre 24 miliardi, i geni messi li dall’Europa ci massacrarono di tasse e riforme tipo Fornero per poi correre a regalare nei fondi salva banche ( degli altri) oltre 60 miliardi in pochi anni. Per dire che le cose in Italia le fanno e le sanno pure fare bene, ma al servizio del sistema finanziario e non dei cittadini. E in questo credo siamo abbastanza d’accordo. Grazie per il commento

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  2. Possiedi una straordinaria capacità: saper denunciare con l’ironia le ingiustizie che cercano di farci subire.
    Dico cercano…perché fortunatamente l’Uomo possiede anche il dono del raziocinio, quell’intelletto che ci permette di discernere i deliri altrui dai veri ragionamenti.
    Consiglio ai vari politici, di studiare seriamente qualche filosofo; forse comprenderebbero meglio il significato da attribuire alle parole!
    L’effetto uscio, l’ho vissuto negli occhi disperati di amici “esodati” dalla fatina Fornero. Che cara! Prima piange, poi con la sua bacchetta magica ci porta ad elemosinare qualche briciola di pane…Ma forse, la sua, assomiglia alla storia del Pifferaio magico…
    poveri cittadini trasformati in topi da laboratorio, custoditi nelle remote celle sotterranee!

    Ti mando un caro saluto e un augurio di una felice domenica

    Noi non smetteremo mai di lottare e denunciare le false fiabe
    Adriana

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    • Platone diceva che la politica doveva essere affidata ai filosofi, farà variabili tentativi con il tiranno di Siracusa di far governate secondo la filosofia, ma la sua pedagogia non fu efficace, l’allievo non diventò un buon filosofo e neanche un buon tiranno. Forse è il potere a degenerare gli animi, sia quel che sia la filosofia serve a noi per capire a fondo il senso della vita e sapere sempre come comportarci con maggiore consapevolezza dei problemi. Grazie Adriana e buona domenica anche a te

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  3. Scherzi? L’effetto uscio è una realtà scientificamente documentata! E la prima goccia parte nel momento preciso in cui si alza la gonna o si abbassano i pantaloni (per voi cambia la tecnica ma non la sostanza), giusto in tempo per far arrivare alla giusta destinazione dalla seconda in poi.

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