Creazioni

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Keith Haring, tratto dal murales Tuttomondo a Pisa: danza, musica e colori!

Riflessione interessante quella fatta da Stefano in questo post. Ogni opera d’arte vive di vita propria, condivido in pieno quest’affermazione. Io penso addirittura che, come accade per i figli, sia un DONO e abbia a che fare con il divino! Essa è un ponte verso Dio, in quanto ciò che è sommo bene non potrà che essere al contempo somma bellezza. Ma senza fare troppi preamboli che rischierebbero di alterare quello che vuole dire Stefano vi lascio al suo post…

Ogni opera d’arte è una creazione, il creatore è l’artista e l’opera è una creatura.

Come ogni creatura, una volta rilasciata nel mondo, vive di vita propria e non è più sotto il controllo del “creatore”.

Come un figlio: il figlio viene creato dall’unione dei gameti dei genitori, dagli influssi ambientali ed astrali dal momento del concepimento alla nascita, che ne fa un esemplare unico ed irripetibile. Ma da quando comincia a vivere di vita propria si evolve e cambia a seconda delle esperienze che farà, dei contatti che avrà, dell’ambiente, del cibo e di tutto. Per quanto si possano sforzare, i genitori non potranno fermare questo processo di trasformazione e l’esemplare, sempre più unico, seguirà la sua via, diversissima dai suoi creatori.

Tornando all’opera d’arte è un po’ lo stesso. Una canzone, quando nasce, nasce dalla cooperazione di vari musicisti… o anche di uno solo, e all’inizio ne conosciamo una sola versione: quella originale.

Ma poi vivrà di vita propria!

Ognuno che l’ascolterà lo farà in maniera diversa e ad ognuno suggerirà emozioni diverse.

Altri musicisti, che vorranno rifare la stessa canzone, la faranno alla loro maniera, la reinterpreteranno a modo loro, anche involontariamente. Per quanto la voglia delle tribute band sia quella di “rifare” il pezzo il più possibile fedele all’originale, e parlo per esperienza personale, non ci riusciranno mai. Magari saranno bravissimi a ricreare il sound e il groove originale, ma ci sarà sempre quel quid che distinguerà la cover dall’originale.

Lo stesso è per la narrativa.

Un racconto o un romanzo verrà interpretato in maniera diversa a seconda di chi lo legge ed a chiunque susciterà impressioni diverse a seconda del vissuto personale. Ognuno ne parlerà in modo diverso ed ognuno consiglierà o ne sconsiglierà la lettura agli altri, secondo diverse argomentazioni.

Addirittura ognuno interpreterà i significati nascosti nell’opera alla sua maniera e perfino il finale verrà spiegato diversamente, a me è capitato anche questo!

Forse per questo ogni volta che finisco a scrivere qualcosa, correggo, rileggo ed aspetto all’infinito prima di renderlo pubblico.

Il peccato originale del genitore medio.

9 pensieri su “Creazioni

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