Do (ancora) i numeri del blog!

Come già fatto alla fine del 2017 in questo post Do i numeri del blog! , anche in questo fine anno 2018 pubblico i risultati del blog (una piccola operazione trasparenza nei confronti dei visitatori). Come potete vedere sopra le visualizzazioni e i visitatori sono andati in crescendo ben oltre le mie aspettative. Ho avuto una media di oltre 100 visualizzazioni al giorno e nel mese di gennaio 2018 ho sfiorato le 3700 visualizzazioni! Non posso che ringraziare tutti i follower e i visitatori del blog opinioniweb XYZ! E certamente ringrazio i co-produttori de facto del blog, – Stefano e Lorenzo – che con i loro post hanno contribuito a questo inaspettato risultato! Non dimentico nemmeno le collaborazioni sporadiche di Emanuele e Paola con i loro post  Dal Monte Vettore al Lago di Pilato, il lago maledetto! e   Natale, una luce sulla notte della Terra! .

Concludo pubblicando un resoconto completo dei post più letti di quest’anno che eventualmente potete andare a vedere copiando il titolo nella funzione “cerca nel blog”:

Ancora grazie a tutti, ci rileggiamo nel 2019!

                        BUON ANNO!!!

 

“Chat”, video racconto di Stefano Tonnarelli

Dai link sotto potete accedere al video racconto tratto da una storia scritta dal mio amico Stefano Tonnarelli. L’avrei volentieri pubblicato sul blog ma nella versione “personal” di wordpress che io sto utilizzando  non è possibile caricare video. Comunque è lo stesso Stefano a cui spesso pubblico post, il video dura circa 40 minuti ma se avete tempo di vederlo posso dirvi che ne vale veramente la pena. Chiaramente ogni commento sul video racconto sarà estremamente gradito da me e in particolare dall’autore. Buona visione…

La vita oltre la vita, una storia di amicizia, il web come “altra dimensione” dell’esistenza ed un finale…
Un modo diverso di proporre la narrativa attraverso le parole, le immagini ed i suoni.
Da vedere ed ascoltare prendendosi un po’ di tempo, per entrare a pieno nella storia e coglierne il significato più intimo e profondo. Clicca sui link sotto per vedere:

“Chat”, video racconto su facebook

“Chat” video racconto su you tube

Insieme sarebbe più bello!

Penso spesso al Natale

al perché di questa festa

al perché si è felici

al perché si desidera stare insieme!

Se non ci fosse Gesù bambino

tutto sarebbe più triste.

Ma intorno al presepe

e al piccolo bambino che è nato

dovrebbero esserci solo bambini

i bambini del mondo:

cinesi, indiani, italiani, africani…

insieme sarebbe più bello

e Gesù nostro fratello

con un sorriso aprirebbe i nostri cuori:

“Via l’odio, prevalga l’Amore!!!”

Ma prima dovremmo capire

che insieme sarebbe più bello!

Una poesia scritta con i bambini e per i bambini. Perché loro è il futuro e soprattutto per loro è il Natale. Perché i bambini CREDONO oltre le ipocrisie e non sta a noi giudicare o negargli la fede nei miracoli più belli e più grandi che nella vita possono capitare. Inoltre solo da loro nasce la speranza in un futuro migliore. Gesù nasce ogni anno per ricordarci il miracolo della vita, della nascita da cui tutto inizia. Per ricordarci che noi non siamo i padroni e tutte le sovrastrutture con cui tanto ci piace avere il controllo della realtà nei fatti  non servono a niente. Per ricordarci che i bambini, quando hanno qualcuno che li ama, hanno tutto ciò che serve per essere felici. La gioia dello stare insieme a chi ci vuole bene è l’essenza di questa festa, auguro a tutti voi lettori e amici del blog di passare un magnifico NATALE!

L’attentato di Strasburgo…

Il post sotto è stato scritto da Stefano. Che dire… personalmente, riguardo ai gillet jaune, non credo che il movimento sia nato da solo, spontaneamente! Le rivoluzioni dal basso hanno sempre bisogno di un aiutino dall’alto. Che poi il disagio sociale ci sia e basti ben poco a far scattare la scintilla siamo d’accordo. Per il resto può darsi, ma stiamo attenti al complottismo come unica spiegazione. Per me infatti l’ISIS nasce (anche) così:Contro l’Isis che verrà! Clicca per leggere. E ciò ci riporta alla costruzione del modello sociale distorto in cui stiamo vivendo…

Tutto da copione!

Devo dire che, onestamente, i francesi non mi stanno troppo simpatici… quell’aria di supponenza, quel senso di superiorità che non nascondono neanche… la grandeur… sono un po’ gli americani d’Europa. A parte poi certe cose che so e che riguardano la situazione economica italiana… va beh non è colpa ovviamente del popolo francese, ma semmai della loro élite.

Però hanno le palle!

Quando le cose non vanno loro… LORO protestano e fanno le rivoluzioni!

L’aumento dei carburanti è ovviamente un pretesto, la scintilla che appicca l’incendio. Lì le cose non vanno bene come da noi, l’Euro non fa prigionieri, ma solo vittime!

I “gillet jaune” hanno messo in seria difficoltà il Rothshildiano e Bilderberghiano, ma come in tutte le più belle favole eccolo lì il principe azzurro pronto ad immolarsi per risolvere i problemi più grossi. Questa volta sotto forma di “radicalizzato” islamico che puntualmente viene ucciso dopo una rapidissima caccia.

Che cosa scomoda e poco raffinata un bel processo che avrebbe fatto emergere chissà quali contiguità coi servizi segreti. No, no, meglio così! D’altronde è un copione ben sperimentato e la gente ha la memoria corta. I più feroci “attentati terroristici” hanno sempre lo stesso esito e guarda caso vanno sempre a risolvere problemi interni al potere.

Però stavolta potevano almeno scegliere un jiadista non ubriacone, certo che come radicalizzato islamico è veramente poco credibile!

Natale: una luce sulla notte della Terra!

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Lavoro eseguito dall’insegnante Paola Berti, con gli alunni della classe V della scuola primaria “F. Socciarelli” di Ancona

 

Uno Sguardo innamorato

dalle profondità dell’Universo

si è posato leggero

illuminando la notte della Terra.

Dagli sconfinati abissi dello spazio

senza dimensioni

sei arrivato o Dio

ad accorgerti di noi.

Hai lasciato tutto, hai perso tutto.

Sei entrato come bambino indifeso

nel nostro mondo.

Né angeli né pastori possono comprendere

questa follia…

Follia di chi ama

e non ha paura

di perdersi

Forza travolgente che bussa senza stordire…

Non ritornerà da dove è partita

senza aver fatto posto

nel cuore e nell’anima

senza che questo Amore infinito

abbia vinto ogni resistenza, ogni male.

*Poesia scritta da Paola Berti!

Il lavoro che vedete sopra è frutto del paziente lavoro di un’amica che insegna nella scuola primaria, Paola Berti, insieme ai suoi alunni. Chi come lei ama l’insegnamento trova sempre soddisfazione nel lavorare insieme ai bambini per dare forma alla loro creatività. Che si tratti di un disegno, di una poesia, di un testo, di una recita teatrale,… ogni cosa è ben venuta e mai è tempo sprecato! Qui i bambini danno il meglio di sé, ognuno con le proprie capacità e originalità. Complimenti quindi a questi ragazzi per  aver saputo creare questa splendida “vetrata presepe”, il miglior dono che potevano fare per ricordare la nascita di Gesù bambino; complimenti anche a Paola che oltre ad aver magistralmente guidato i suoi alunni nella realizzazione di questo bellissimo lavoro è anche l’autrice della poesia che ne è il completamento ideale!

 

Elogio alla lentezza

lumaca

Stefano è tornato e siccome a stare a casa si annoiava (!!!!), allora ha prodotto un ottimo articolo supercondivisibilissimno in ogni riga, lettera, virgola, apostrofo… Ma chiudo con una distinzione, scontata ma necessaria, fra la lentezza di cui parla Stefano e il non fare niente, nella vita, per principio. Un amico era famoso per ciò (e Stefano lo ha conosciuto). Ci vediamo in palestra (in realtà era La cantina dei pesi, clicca se vuoi leggere la filastrocca) e Andrea dice: << Lo sai che Grillo (è un soprannome) ha scoperto di essere abitudinario!>>  Io: <<Ma non lo sapevi? E’ una vita che non fa un ca$$o dalla mattina alla sera!>> E vi sfido anche solo a immaginare la fatica di pre-vedere ogni minima mossa e contromossa (una vera e propria preveggenza) pur di riuscire davvero, ogni santo giorno, a non fare un ca$$o dalla mattina alla sera. Una fatica immane!! Un genio assoluto!!! Ma questa è un’altra storia, vi lascio al post di Stefano…

Non sono andato a lavorare perché sto male: raffreddore, mal di gola, mal di testa… qualche linea di febbre. Dall’ufficio arrivano telefonate che c’è da fare questo e quello ed io a spiegare che non ci sono, che mi riposo. Già mi immagino a correre di qua e di la (faccio l’economo nel mio Istituto e quindi mi occupo di rapporti con le Ditte esterne e con gli approvvigionamenti) con questa debolezza addosso e la testa intontita dal virus. Magari ce la potevo fare, c’è gente che fa di ben peggio e ce la fa, ma non è questo il punto… serve?

Faccio anche l’impiegato ovviamente e che vedo?: migliaia di leggi e di commi tutti complicatissimi da attuare, quelli successivi servono ad aggiustare errori fatti da leggi precedenti, palesi trattamenti di favore o di sfavore nei confronti di platee di cittadini che a seconda dei casi si ritrovano ad essere fortunati o sfortunati, di questi tempi per lo più… sfortunati! Arrivano quindi nuove norme che dovrebbero risolvere i problemi e che fanno? Di primo acchito sembra che semplifichino, ma… e c’è sempre un MA, complicano… complicano e complicano! C’è sempre da compilare un nuovo modulo c’è sempre da accedere a nuove banche dati, c’è sempre da controllare di più, di più… di più!

Basterebbe che ci fossero delle norme semplici, uguali per tutti ed un buon computer per fare tutto il lavoro del mio Istituto, ma si sa: il diavolo sta nei dettagli.

Nella produzione? Ormai le fabbriche moderne le fanno senza l’impianto di illuminazione nelle catene di montaggio: ai robot non serve!

Ma tutto questo per tradursi in cosa? In pochi che corrono tutto il giorno per far lavorare bene le macchine, altri che si affannano tutto il giorno per conquistare una rendita da una speculazione finanziaria parassitaria. In tanti che corrono tutto il giorno per trovare un’occupazione ed in altrettanti in coma disperativo che hanno un pasto assicurato da dei genitori che, però, prima o poi li lasceranno per ragioni anagrafiche. Nel nostro mondo: quello ricco, si potrebbe lavorare tutti per non più di due ore al giorno, stare sereni e poter dedicare il tempo ai figli, al divertimento, al gusto per le piccole cose ed alla contemplazione del mondo e dell’universo e perché no?… alla crescita spirituale! Tutto ciò, poi, è anche esportabile al mondo povero in poco tempo e con poca fatica, dato che tutte le tecnologie sono già disponibili! E quante altre ce ne sono che ci tengono nascoste?

Però no! Non si fa… o meglio, chi potrebbe non lo fa.

Fare le cose per il gusto di farle, creare arte, comunicare… o al limite annoiarsi…

Annoiarsi? Ma… ma l’ozio è il padre dei vizi!!!

Chi l’ha detto?

Nel mio piccolo, la noia è creativa! Le cose migliori le ho immaginate, e poi realizzate, in momenti di noia, nella lentezza, nel prendere coscienza adagio, nell’assaporare lentamente il gusto di un progetto. La noia fa pensare!

Ma non preoccupatevi, anche per i disoccupati l’antidoto alla noia è servito su un piatto elettronico di tablet e smartphone.

E’ chiaro che il pensiero fa paura e dà fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce…” cantava Lucio Dalla…

San Nicola, una stella nel cuore!

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Ripropongo questo breve post aggiungendo una riflessione: figure leggendarie come quella di Santa Claus scristianizzano il Natale? Personalmente non credo. È vero che la nascita di Gesù bambino è stata progressivamente messa da parte dal consumismo e lo stesso Babbo Natale è molto legato all’esigenza del dono\consumo! Ma i valori cristiani del Natale, quelli della famiglia e della gioia del donare, non vengono meno; è una festa che rimanda sempre il suo fondamento ad un mistero che trascende l’umano, ad un qualcosa in più che è necessario alla vita per dare senso ad ogni cosa, a ciò che siamo soliti definire Amore.

La storia di questo santo vescovo, i cui resti la tradizione vuole siano stati traghettati fino in Italia da alcuni marinai nell’antichità, si diffonde come un vento improvviso in ogni luogo della terra, in particolare dopo l’anno mille, fino a sconfinare in epoca moderna nella figura leggendaria di Babbo Natale, o Santa Claus, o San Nicolaus. Ho letto molti articoli che narrano in maniera esemplare le sue gesta, io voglio semplicemente fare riflessioni che partono da una domanda: è venuta prima la storia o la leggenda?

Forse è come una stella lontana, ne vediamo la luce, ma è un segno antico che si perde nel tempo, nella corsa che ha fatto per arrivare fino a noi, milioni di anni appunto!

Forse anche per le storie misteriose dei santi, uomini lontani nel tempo, rimane solo il brillare di una stella,  segno certo della loro esistenza che torna a splendere nel cuore dell’umanità!

Mi piace pensare che anche San Nicola sia una stella nel cuore, soprattutto dei milioni di bambini che la tengono accesa e la fanno splendere con luce abbagliante insieme al bambino del presepe.

Ombre della mente

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Lascio

le mie impronte sulla roccia

per la fatica di avanzare

il freddo penetra nel mio cuore

che sente ciò che mi sostiene

in uno stato di dolore.

Sono un uomo appartenente

ad un popolo di morti

morti dentro

spenti dai sogni della mente

che incoscienti ricercano rimedi

per non svegliarsi mai più.

Apparteniamo all’Eternità,

eppure non ricordo

di essere mai stato

così schiavo del mondo

di aver visto tanta rassegnazione

intorno a me

gente disperata aggrapparsi

all’illusione del domani.

Come ombre mi attraversano

questi uomini fatti di niente,

ed io come loro

fra di loro

ombra della mente

non riesco a sollevarmi

dalla terra

per guardare una sola volta

in faccia a me stesso.