Europa, una storia di vasi (e di cocci)!

 

Ne parlavo qualche giorno fa con il mio amico Andrea, che riguardo all’UE giustamente diceva: “La richiesta di un recupero della sovranità nazionale da parte degli stati aderenti all’UE è la logica conseguenza della totale mancanza di unità politica al suo interno”!

Anzi, piuttosto che partire dall’unità politica o perlomeno provare a costruirla, si è fatta in fretta e furia un’unione monetaria che ha rafforzato le spinte nazionaliste e colonialiste dei paesi egemoni, cioè Francia e Germania, sbriciolando quelle degli altri che si sono addirittura visti rappresentati da governi al totale servizio degli interessi esteri!

Questa è la storia dei vasi di ferro, ammassati nella stessa stanza con i vasi di coccio: basta una piccola scossa, magari provacata sbattendo la porta con troppa vigoria, che la maggior parte di essi va in mille pezzi.

E hai voglia te a rimetterli insieme, i neo Frankenstein sappiamo bene che si sono messi all’opera per ricomporre al meglio i vasi, ma i risultati sono stati alquanto deludenti per non dire disastrosi. Ma il collage continua, i sognatori continuano a vedere un futuro luminoso di pace e prosperità, in fondo cosa vuoi che sia qualche vaso rotto…

 

18 pensieri su “Europa, una storia di vasi (e di cocci)!

  1. Ho attentamente e appreso i resoconti che ho letto di questo processo di “unione” o “separazione” dall’Europa … questa analogia dei vasi ha effettivamente aiutato a capire un po ‘di più sull’argomento. Ma scusate la mia ignoranza: la Germania e la Francia sarebbero le navi di ferro e di altri paesi di argilla?

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    • Il problema sta tutto nell’adozione di una moneta comune (cosa simile è stata fatta dagli USA con molti paesi del sud America agganciati al dollaro). Questa moneta è stata tarata sul marco, la valuta più forte pre Euro: l’euro è un marco svalutato per la Germania, che ha avuto sin da subito un vantaggio economico su tutti gli altri partner europei; ma è anche una moneta forte per tutti gli altri stati europei (Francia compresa)! Il sistema avrebbe potuto funzionare solo se la Germania avrebbe ridistribuito i vantaggi economici derivanti dall’euro, lo avrebbe dovuto fare reinvestendo in surplus accumulati in spesa pubblica, aumentando stipendi, pensioni, rendendo cioè i propri prodotti meno competitivi per mantenere una parte del mercato anche agli altri paesi dell’UE. Invece ha addirittura abbassato i salari per aumentare l’export, l’euro in pochi anni ha fatto crollare le economie dei paesi del sud Europa, ha portato austerità e precarizzazione del lavoro, fallimento e svendita delle imprese(in Italia il 70% delle imprese sono passate in mano estera)! Quindi la moneta unica è servita solo per garantire le mire imperialistiche dei paesi del Nord Europa! La Francia in questo gioco è un vaso di ferro solo politicamente, ma economicamente è al collasso perché anch’essa ha diminuito la propria economia e fatto austerità: ecco perché Macron è ai minimi storici di consenso e sta prendendo le distanze dalla Merkel. O ci sarà un cambiamento per via democratica o l’Europa si prepara ad altre guerre

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      • Più illuminante, impossibile … mi hai dato una lezione geopolitica sull’Europa. Userò certamente questa conoscenza nelle mie lezioni. Mi è davvero piaciuto conoscere questo “paradosso” francese. Grazie mille, ma ho ancora una domanda: da dove viene la forza politica della Francia? E il Regno Unito, politicamente, com’è in questa storia?

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      • Grazie per i complimenti, ma non so se me li merito! Molti Europei sono ancora convinti che l’euro ci ha salvato, non si sono accorti della distruzione di ricchezza che ha portato superata solo da quella causata dalle due guerre mondiali! Il Regno Unito, come saprai, andrà quasi certamente verso un hard Brexit visto l’accordo fasullo che voleva rifilare la signora May (che li avrebbe ingabbiati ancora di più nell’UE)! Il Regno Unito ha la bilancia commerciale fortemente esposta verso l’UE a trazione tedesca, cioè sostiene con l’import l’economia tedesca ma rischiano il collasso economico e devono uscire. La Francia da ex potenza coloniale ha sempre pensato di poter imporre i propri diktat spesso con interventi militari (come in Libia) peccato che pur avendo speculato finanziariamente si sono trovati anche loro debitori e senza l’austerità che i propri cittadini non vogliono ( i gilet gialli lo dimostrano) saranno costretti a uscire con gravi danni economici

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      • he classe … Mi sono alzato per occuparmi del mio piccolino e leggere un altro po ‘del Libro delle religioni di Joistein Gardein. Ho finito per avere una classe geopolitica e delle relazioni internazionali riquissima. Grazie, mio caro Roberto. Buona domenica

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  2. In quest’Europa vi è una tristezza e una delusione di un teatro desolante…
    La parola che manca è la parola che forma e unisce da sempre uomini e donne…
    Questa parola si chiama Cultura
    ma io in questo delirio non riesco a coglierne una traccia!
    Un caro saluto e un grazie per il tuo post spunto di profonde riflessioni
    Adriana

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    • Guarda l’UE funziona benissimo e lo ha dimostrato nei fatti. Il fine delle riforme è la distruzione del welfare e la privatizzazione dello stato! L’euro ha reso la crisi strutturale e i partiti euristi insieme a propagandisti e imprenditori che si credono fuuurrrrbi altro non fanno che ragliare “fate presto” a distruggere il paese e a farlo colonizzare da quelli “virtuosi”! Con Schengen hanno prima liberalizzato i capitali speculando nei paesi eurodeboli come Grecia Spagna, Portogallo … Oggi che con l’austerità paesi come l’Italia sono stati spolpati per ricapitalizzare le banche (degli altri) usano le merci umane (immigrazione incontrollata) per completare la precarizzazione selvaggia del lavoro. Ma pare che la gente inizi a svegliarsi…

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  3. L’Europa unita come dicevi, ha accentuato le disparita’ di un certo tipo a discapito della sovranita’ ecc, se ho ben inteso. Citi Francia e Germania quando, fuor di polemica, il reale sbilanciamento a nord riguarda Belgio e Germania. Loro ci guadagnano di piu’. Quando fecero referendum in inghilterra sulla brexit la motivazione principale era la constatazione di una falsa democrazia dell’Europa. Questo e’ vero, tanto che la Germania che ha un comportamento non troppo dissimile da un passato infamante – ma i tedeschi fanno molto in fretta a dimenticarsi – in cui puntavano alla predominanza utilizzando forza bellica tecnologia ecc… Ora usano i soldi. E la presunta linearita’ nel mettere a confronto due economie differenti, il famoso 3 per cento per entrare in europa, era stato demolito da Prodi, esimio professore, che ha esposto come in universita’, a prova di scemo, perche’ il confronto non sussisteva, spiegandoglielo come pere e mele. La pervicacia Germanica poi ha fatto orecchia da mercante e ha continuato ad assurgersi come riferimento, standard, europeo. Come se in Italia mettessimo uno standard di rendimento industriale imponendo, per dire, un indice che paragoni Lombardia e Calabria.E’ ovvio che questo sarebbe assurdo. La Francia e’ un fatto a se’ stante. Quelli seguono ancora la Grandezza Francese, come superiore, per esempio, nell’insegnamento e nel sistema educativo.Cazzata. Lo posso dire con cognizione di causa perche’ di persona ho vissuto questo dissidio con la mia ex mogli, madre di mia figlia che ormai ha 25 anni. Il dissidio messo alla prova sui fatti presentava come superiore il livello massimo francese, indirizzo scientifico, il Bacaloreat C; Io che son sempre stato bravo in tutto, ed ero un mariuolo, contrapponevo il mio povero liceo Classico. Ragazzi non c’e’ paragone. Ma non c’e’ paragone nemmeno col nostro liceo scientifico e con gli istituti tecnici. Per finire, il dissidio e’ economico e culturale, e lo spread e’ semplicemente un rapporto tra quanto uno e’ disposto a scendere di fronte alla pressione di quanto altri siano disposti a spendere al rialzo. Evidentemente e’ come se ci fosse la gara tra i ricchi e i medi. Un parametro fittizio che non ha ragione d’essere nell’economia globale, tra l’altro.

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    • La Francia in effetti è un vaso di ferro solo politicamente, ma è coccio molto più friabile di noi economicamente. Infatti esclusi i paesi satelliti della Germania, come Olanda o Belgio, tutti gli altri, Francia inclusa, sono paesi debitori. E qui non parliamo tanto del debito pubblico brutto, ma di un forte debito estero, prevalentemente privato(di famiglie e aziende) causato dall’assenza di crescita reale e da un import finanziato con i debiti (quello che è successo in Grecia per esempio)! I francesi a differenza nostra hanno mai fatto austerità per deprimere i consumi interni e limitare il debito estero e presto i cosiddetti mercati gli chiederanno il conto. Concordo sulla qualità delle scuole italiane, molti amici insegnanti mi dicono che durante l’Erasmus sono costretti a fare progetti di recupero a alunni che passano un anno all’estero e poi devono sostenere l’esame. Speriamo che l’Italia abbia davvero un governo in grado di rilanciare la ricchezza economica e culturale che c’è già, ma che in nome del mercato è stata sacrificata. Grazie per il commento

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      • Dubito fortemente che un paese come il nostro rifiuta fondi per impianto energetico nuova concezione proposto da Rubbia, che ha trovato consenso in Spagna, e che continua a non investire sull’innovazione e sulla cultura in generale, possa aspettarsi qualcosa di positivo.

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  4. L’Europa non è cosi unita come vogliono farci credere.
    La mia teoria complottistica mi porta a pensare e con un’evidente razionalità che le grandi lobbies e le piu’ alte corporazioni industriali e finanziarie sono entrate in possesso del mercato comune europeo. Cosi si spiegano certi fatti: il lavoro in Italia viene spostato all’estero dove i costi sono minori (soprattutto all’est). L’ Inghilterra vuole uscirne fuori con la Brexit, scindere è il suo obiettivo primario. Gli altri Paesi stanno a guardare affacciati al balcone in attesa di qualche risveglio.

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    • L’euro e l’UE sono serviti prioritariamente a smontare le tutele sul lavoro in primis e a seguire quelle ad esso direttamente o indirettamente collegate. (pensioni, sanità, scuola…). In poche parole hanno cancellato le costituzioni in nome del neoliberismo globalista. Un sistema del genere non può che collassare sotto la spinta di un malessere sociale che se non trova uno sfogo per via democratica ( un sistema politico alternativo di ripristino delle tutele) o lo troverà per altre vie, magari finanziato da attori economici divergenti a quelli attuali

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