Partiti?

Il post sotto l’ha scritto l’amico Stefano, che ringrazio come sempre perché mi permette di pubblicare tematiche interessanti senza la fatica di doverle scrivere di persona e ne approfitto stravolentieri! Faccio solo una breve osservazione: a parte il discorso Lega=fascistaxenofoborazzista che avrà si una parte di verità ma che a me suona tanto come propaganda da becero regime globalista (non mi riferisco a te Stefano, ma allo stesso sistema che contesti nel post), ebbene l’idea di “fondare un partito” veramente sovranista! Se guardiamo a destra o estrema destra troviamo Casapound e Forza nuova, a sinistra come ben dice Stefano il PCI di Rizzo… Ma mi sembra che alle recenti elezioni europee i primi due hanno a malapena raggiunto lo 0,5% dei consensi (tutti e due insieme, se avete paura che in Italia ci sia il ritorno del fascismo leggete QUI), mentre Rizzo non è arrivato all’1%!!! Dico: a che serve fondare il partito dello 0,….?!?!? Non sarebbe forse più utile, stabilito il principio che se non si esce dalla gabbia dell’euro comanda solo il partito della finanza e i simboli dei partiti altro non sono che stemmini colorati, fare davvero un fronte sovranista, unire cioè le forze, di destra e di sinistra, per uscire dal sistema e una volta ripristinate le condizioni minime di democrazia, cioè la possibilità di una vera alternanza politica, fare tana libera tutti e tornare ognuno nelle rispettive classificazioni, ideologie, ecc., ecc., ecc.? Ma pare di no, non si può fare perché quello è comunista, quell’altro fascista, bianco, nero, verde, rosso e Verdone!!!!

Io sono di sinistra da sempre, non è un segreto e non me ne vergogno di certo, ma sono anche nazionalista, patriota e quindi sovranista e… non c’è niente di male: è perfettamente logico e non necessariamente di “destra”.

Cosa c’è di male a tenerci alla propria “casa”? Ad avere un senso di appartenenza? A tifare per la nazionale e per gli atleti italiani, ad essere contento se una eccellenza italiana è apprezzata anche all’estero? Ad ammirare il proprio paese e trovarlo bello, a sentirsi parte ed integrato ad una cultura, ad una lingua, a dei modi di fare?

Altresì, apprezzo anche le peculiarità e le bellezze dei paesi e dei popoli diversi dall’Italia e capisco e rispetto, quindi, i nazionalismi degli altri… nella diversità. Ecco la parola chiave: “Diversità!”, la diversità è ricchezza!

Essere quindi contrario alla globalizzazione, non condividere l’idea di “cedere” sovranità, eccetera… non è un atteggiamento di “destra”, ma è solo di buon senso. E’ il salvaguardare quell’immenso patrimonio che è la cultura umana e l’umanità stessa! Nella diversità! Diversa, non omologata, ma propensa alla condivisione ed al rispetto al fine dell’arricchimento di ognuno.

Nel secolo scorso, quando sono nati i partiti, c’era una contrapposizione netta: il modello capitalistico, ma con forte controllo e smorzato dallo stato, di tipo Keynesiano, rappresentato soprattutto dalla DC, che aveva come riferimento l’America. Ed il modello economico centralizzato dallo stato, di tipo Marxista-Leninista rappresentato soprattutto dal PCI, con il riferimento all’Unione Sovietica.

Invece, Il modello ordo-liberistico di Von Hayek, in cui non c’è più il controllo statale ed il mercato è l’unico regolatore, in cui i più forti vincono sempre sui più deboli, in cui la ricchezza si sposta inesorabilmente dal basso verso l’alto della piramide, in pratica il modello vincente attuale, non aveva partiti di riferimento. Anche perché in ogni luogo ed in ogni tempo in cui si è manifestato si è sempre, logicamente, autodistrutto in rivoluzioni, in crisi economiche epocali o con l’avvento di dittature.

Con il crollo del modello Sovietico, che si era rivelato poi un capitalismo di stato, in cui i “padroni” invece di essere i magnati dell’industria erano i burocrati della nomenklatura, la contrapposizione è diventata tra il modello Keynesiano e quello Neo-liberista. Che potrebbero essere intesi, nell’ordine, come l’odierna sinistra e l’attuale destra.

Vediamo ora come si sono di fatto schierati i partiti: c’è il blocco dei globalizzatori, Euristi ed Euroinomani capitanati dal sedicente di “sinistra” PD. Questa è l’attuale destra. Poi c’è il blocco (piccolino) dei sovranisti, capitanati ora dalla Lega, poi fino a che punto la Lega, M5S ed altri siano veramente sovranisti è un discorso da approfondire a parte, che sarebbe l’attuale sinistra (pensate un po’!).

Solo che c’è un però, anzi un PERO’ grosso come una casa, e cioè che questi partiti di “attuale sinistra” si portano dietro un fardello enorme di valori (valori tutti loro!) della destra tradizionale… vedi il nazionalismo più retrivo e becero con saluto da impero romano, la xenofobia ed il razzismo vero e proprio! Per non parlare poi dell’omofobia, della lotta alla cannabis (che non ha mai fatto male a nessuno), del tradizionalismo più inutile, eccetera, eccetera.

Possibile mai che per votare a sinistra io debba accettare di votare per dei partiti razzisti? Possibile mai che non ci sia un partito decente di sinistra vera? Un partito che voglia attuare un’economia Keynesiana che tenga a bada lo strapotere privato delle banche e delle multinazionali? Un partito che voglia nazionalizzare la Banca d’Italia e le maggiori banche italiane e che voglia re-istituire il “Glass steagall act”? Che, attraverso la ritrovata sovranità monetaria possa garantire il lavoro a tutti e renda così non ricattabili gli ultimi? Insomma di SINISTRA senza tutto il ciarpame di destra?

Perfino il PCI di Marco Rizzo, unico partito sovranista di vera sinistra, si rifà a quel fallimento storico dell’Unione Sovietica!

Uffa!!!

Un amico mi ha suggerito di fondarlo io un partito, va beh… riconosco i miei limiti, non ne sono capace, ma se qualcuno lo farà lo voterò!!!

 

 

 

27 pensieri su “Partiti?

  1. Salve.
    E’ un ottimo punto di vista il tuo e, certamente condivisibile; di più.
    Ritengo che rasenti l’utopia però oppure (pongo questi termini e quelli che seguono per tentare un dialogo che affondi nei contenuti, oggi tutto materiale quasi superfluo, in favore dei titoli che creano iper-consenso eccetera…) che abbia una vena romantica oggi impossibile non solo da rappresentare ma addirittura di farla comprendere nei fondamentali… scolastici.
    Ti faccio un esempio: leggi (rileggi? Qualcuno forse… ne…) l’esordio del mio saggio, scusami:

    La suddivisione generalizzata in blocchi, leggi di micro e macro economie e di settori geo-politici, di alleanze strategiche e di mercato, militari e di ogni altra caratteristica sociale ed economica standardizzata e indicizzata, è una strategica e conveniente visione post ideologica appartenente a un’unica globale e dominante pseudo-trans cultura post-modernista, la quale, nell’epoca odierna, alla base delle sue peculiarità, riporta evidente una completa genuflessione al mercato finanziario; attraversando lo studio degli insiemi fino ad arrivare ai più complessi algoritmi informatici di ricerca, questo disegno mondiale composto da intersezioni settoriali e interdipendenti, diviene indice di un attivo e unico modello in corso d’opera, uno certamente e razionalmente possibile, anche se non del tutto realizzabile nella dimostrazione di ammissione del pensiero utopico come parte della sontuosa discriminazione degli Ordini divini, qualsiasi essi possano essere percepiti ed eventualmente accettati. L’interpretazione di massima che consegue, è una visione globalizzante di ogni attività in un percorso assoggettato includente dell’eletta pratica religiosa, tema che è stato sviluppato in questa opera.

    Criptico? Elucubrazioni nel segno parossistico?
    Sono “verità” incontrovertibili; accetto la sfida.
    Eppure… viene “sorvolato”…. Oddio! Religione… no!… Eh… hai ragione ma… ci vuole tempo… per capirti…. Servono risposte immediate…. Come come?! Siamo nel 2019! Lascia perdere…. (Senza averlo letto e nemmeno nella quarta di copertina…..) Ok, domani vedo…..
    Ma…. quale è il tuo sponsor? …..
    Vedi?
    Senza ricerca ideologica (senza limitazioni) e senza possibilità di “fermarsi” per riesumare il proprio istinto e la coscienza …
    Boh! Bit e bit nell’etere… nel cyberspazio….
    https://www.edizionidelfaro.it/libro/ma-sha-allah

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    • Luca come ti avevo detto comprerò il tuo libro in formato digitale, ho una bella lista di testi da acquistare nell’ormai prossimo mese di Giugno, quando finita la scuola (ma non gli impegni burocratici ad essa connessa) voglio dedicare più tempo ai miei interessi, fra cui la lettura. E ti prometto che ti farò sapere cosa ne penso del tuo libro, anche se già, almeno in parte già conosco le tue idee. Comunque si parliamo di utopie ma speriamo di andare oltre Tommaso Moro

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      • Eh! Roberto… ti ringrazio anticipatamente: spero ti potermi confrontare apertamente magari anche in pubblico… perché “da qui” (dai tuoi articoli certamente) possiamo davvero tutti ripartire anche se poi le strade divergeranno; dialogo, dialogo e ancora dialogo aperto, pubblico: unica via, pena…. Lega al 60% (e non è una forma -la mia- di denigrazione si intende ma, solo una previsione… una presa di… ) e talk-show che sono fine ai comunicati commerciali redditizi in termini di danaro ma che alimentano un popolino sempre più deficiente che non è un offesa. Non da me.

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      • Incontrarsi? Con estremo piacere e onore; attraverso i tanti canali (Twitter tra tutti, per me) nel limite del possibile ci sarò.
        In due andrà benissimo, sebbene una presentazione tra amici pensanti posso certamente contribuire a realizzarla… chiamala “presentazione”, perché no… (qualche copia me la porto dietro!)
        ;-))

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  2. Una sinistra sovranista di popolo in realtà esiste, è una galassia variegata che va da Potere al Popolo di Giorgio Cremaschi a Patria e Costituzione di Fassina, passando per Senso Comune e Rinascita di Carlo Formenti… E poi c’è un partito dichiaratamente sovranista:il FSI…

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    • Questa è sicuramente una considerazione condivisibile. Ma purtroppo è più difficile e meno incisiva di mettere sul piatto ideali ben precisi con schieramento, per me sinistra, in grado non semplicemente di proporre un modello civico, come tu vorresti, ed è bello, ma anche e soprattutto una cultura politica che sappia dare una visione sistemica alternativa a quella attuale. Ci vuole per cui più cultura. Numero chiuso in parlamento e senato con esami di cultura e capacità effettive. E con antidoping, pure. Lo so che uno può prendere voti da popolo ma c’è un limite, purtroppo da valutare. Tipo per esempio, forse non più, se 20 30 anni fa avessero fatto referendum su pena di morte sarebbe sicuramente passato con si da parte del popolo, ma i veri politici devono anche arginare i fanatistmi o le idee che non si confanno con idee repubblicane. Così come si devono escludere casa pound e black blocks. La violenza è una malattia che non si cura passando la ad altri. Anche nella prima repubblica era necessario votare minoranze di spessore e non fanatiche. Nel 1982 il mio primo voto è andato a DP in contrasto con i grossi monopolistic PC e dc. Il discorso è complesso. Ma dobbiamo tener conto che dopo decenni di lavaggio del cervello non ci si potrebbe fidare di volemose bene per migliorare l’Italia. È un’utopia, condivisibile, ma ruschisissima oltre che un po’ campata in aria. Oggi la politica deve venire dal basso incanalata da colti idealisti, in una vera compagine coesa che metta in crisi i grossi industriali e l’alta finanza. Se no non cambierà mai niente. Parleranno fino alla nausea uno sull’altro a botte di massimo 2 ideuzze slogan prese nei baci perugina.

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      • Mi rendo conto, rileggendo la mia breve battuta a Roberto, di non essermi spiegata bene. Anche perché volutamente non mi dilungo. ”Unirsi per il bene del popolo” mi riferivo, detta molto terra terra, ai partiti che, anziché unirsi, fanno polemica senza arrivare al dunque per il cittadino. ”Coalizioni”, le chiamano……………….ridere per non piangere.
        Lascio far politica agli addetti ai lavori però; io faccio volontariato. Mi riesce meglio

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      • Ti sei spiegata benissimo Titti. Anch’io con la battuta “divisi di perde” mi riferivo al divide et impera che usavano i romani per soggiogare i popoli. L’incapacità dei partiti, anche quelli attualmente al governo, di mirata al bene comune, di convergere sull’obiettivo principale di liberare dalle catene della finanza i popoli che rappresentano per poi tornare alle idee della politica e della democrazia con tutti i distinguo del caso. Alcuni per stupidità, altri partiti per malafede… Non se ne esce e il voto raramente dà i frutti sperati. Ma io continuo a credere nella democrazia

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  3. Ho letto un po’. Non c’e’ male ne nell’essere di sinistra, anzi, e nemmeno sovranista come si dice oggi. Per la costituzione il Popolo e’ sovrano per cui anche chi dice come se fosse una colpa sei populista, dipende da cosa intende: il populismo vero e’ pensare al popolo come sovrano e cercare di risvegliare la coscienza di classe attuale per poter intravedere la verita’ sul grande capitale. Sempre piu’ imperante, che e’ riuscito quasi del tutto a eliminare la classe media, piu’ istruita e che potrebbe dare lavoro ai giovani: ci hanno ucciso, e si sono gia’ dimenticati di quanti bravi piccoli imprenditori si sono suicidati, pagando prima i dipendenti. La cultura di sinistra e’ indubitabilmente quella che ha vinto, nell’ideale Gramsciano, come contrapposizione ai gesuiti.

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    • E il problema per il Capitale pare proprio essere la democrazia: tutto deve essere a loro favore, ai lavoratori non deve rimanere nulla, niente deve essere ridistribuito… Tagliano il ramo dove si sono seduti comodamente, ma nel frattempo l’albero è cresciuto a dismisura e la caduta non sarà lieve! Grazie per il tuo interessante commento

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  4. “liberare dalle catene della finanza i popoli”. Dici?
    Questa è utopia bella e buona! Ora. :)) [Smile incluso]
    In (una) realtà ben discostante dal catastrofismo che mi assale sovente, l’unica e possibile via percorribile -lo dico a tutti Voi… partecipate!- è coalizzarsi, incontrarsi, riunirsi oltre le “logiche del virtuale effimero” e come si faceva un tempo non così lontano.
    E vanno bene “i social” ma “la saletta”, “lo scambio di testi e il loro studio comune” possono essere quella prima attività che materialmente ripropone un contatto con “i contenuti”, non più mascherabili e mascherati dietro un titolo che non permette o promette la loro visione, il loro slegamento nella realtà oggettiva.
    Pensate a “domanda e risposta”: un percorso che ponga l’interlocutore ad affrontare scelte che ne mettano in discussione la morale, l’umanità che lo compone, ad esempio.
    Spiegherebbe -questo moto- almeno in parte il valore delle ONG, del volontariato che comunque persiste nonostante gli attacchi sempre più “a segno”.
    Solo favorendo un ideale anche oltremodo politico
    -oggi sempre relegato o respinto o tenuto a bada per ragioni anche di sussistenza di irresponsabilità quando “caritatevoli” nel segno della passività- “in” (non “per”) queste sane realtà, può riportare ossigeno al “Partito” moribondo, il quale si vede violentato quotidianamente dall’opportunismo di quelli (dicasi “movimenti” e/o “liste civiche”) che maldestramente (sia a destra sia a sinistra con le dovute differenze) lo hanno utilizzato per i loro pseudo-consensi denigrando ferocemente le sue basi, inculcando infine nelle Persone e nelle Persone giovini un sentimento di ostilità sui generiis.
    Con questi presupposti sono certo la tua frase potrebbe avere un senso, discostando i pensieri da quell’utopica visione che ora purtroppo aleggia.
    Grazie del tempo, della lettura anche disordinata…

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    • Luca, il popolo ha potere quando, come bene dici, la consapevolezza (anche non pienamente acquisita, ma comunque rivolta al problema) diventa coscienza delle moltitudini!!! Quando un branco di bufali, perfino di gazzelle, si rivolta tutto assieme verso il leone che attacca il predatore è finito. I social come qualsiasi forma d’incontro di TAM TAM collettivo…tutto serve contro il sistema di propaganda. Intanto oggi è stata approvata una mozione all’unanimità (il PD non aveva capito cosa votava tanto sono competenti) sui minibot come certificati fiscali per restituire immediatamente crediti alle imprese a alle famiglie debitrici verso lo Stato. Una moneta parallela totalmente svincolata dalla finanza e gestita dallo Stato per la gente!!! Prepariamoci all’assalto del terrorismo mediatico, i padroni del Capitale andranno inpanico per l’affronto. Comunque vada a finire faccio i complimenti ai rappresentanti di questo governo che provano con coraggio a fare qualcosa di giusto

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  5. Eh… sono d’accordo ma…
    Rimangono “provvedimenti” che non sfiorano nemmeno quella coscienza di cui abbiamo urgente necessità. Anche questo (e qualunque movimento sia privo di “legame di origine”…) risulta infine una titolazione, una scatola vuota che lascia il tempo che trova.
    Credimi: entro 3? 6? mesi… avremo “altri argomenti”, altre sterili argomentazioni da “show-TG”.
    Sembra che solamente la cronaca abbia un potere formidabile e, specie quella nera per movimentare l’aria stagna che opprime e miete vittime innocenti. Che paradosso, nevvero?
    Vorrei ripetermi ma alla lunga…
    A presto. Speriamo di essere in tanti.

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