Mi faccio un tatuaggetto?

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Foto di Jugendtreff kom,ma da Pixabay

Nel post che segue Stefano esprime un suo parere sui tatuaggi. Io sinceramente non ho mai pensato alla questione, sicuramente non sono un tipo da tatuaggi, ma tengo solo a precisare che i motivi per cui uno decide di tatuarsi sono veramente tanti. Innanzitutto i tatuaggi hanno un’origine antichissima, credo addirittura che ne siano stati trovati alcuni su delle mummie! Poi riguardo ai motivi per cui venivano praticati ce ne sono fra i più disparati. Vicino a dove abito per esempio c’è il Santuario di Loreto dove addirittura fino a non troppi anni fa esistevano i “frati marcatori” che incidevano sulle braccia dei pellegrini dei segni devozionali. Questi tatuaggi nell’antichità servivano anche per distinguere la propria fede soprattutto nel periodo delle crociate, perché in caso di morte la gente voleva essere riconosciuta come cristiana e seppellita come tale. In epoche più recenti i tatuaggi venivano praticati nei lager nazisti ai deportati, essi venivano a tutti gli effetti identificati, anzi trasformati in un numero! Idem accadeva agli schiavi nelle epoche più antiche. E tanti altri innumerevoli esempi. Ma vi lascio al post di Stefano

Sarà per l’età che ho, che mi rende obsoleto, o per l’ideologia che mi sono costruito e che mi rende, molto moderatamente, integralista (lieve ossimoro!), io sono contrario ai tatuaggi! In estrema sintesi la mia ideologia al riguardo è questa: noi siamo esseri spirituali ed il nostro corpo è il nostro tempio.

Non si scarabocchiano i templi!

Nonostante l’età continuo a guardare le belle ragazze ed ormai, sempre più spesso, mi capita di vedere al mare bellissime donne completamente deturpate da tatuaggi di una invadenza mostruosa. Immagino che donne con la mia stessa sensibilità trovino mostruosi gli, altrettanto deturpati, fisici di prestanti uomini, ma io di uomini non mi intendo. Ma questo è un giudizio estetico e, si sa, de gustibus…

Cercherò quindi di andare un po’ più sul profondo. A parte che costano cari e che sono dolorosi da farsi, ma anche qui entriamo nelle scelte personali e che quindi non si discutono. Quelli sono eterni! Resteranno lì per tutta la vita!!! Da quello che so, cancellarli costa molto di più che farli, è molto più doloroso e comunque lasciano delle cicatrici estese, in pratica sei segnato per sempre, per cui se cambiassi idea? Se da settantenne o da ottantenne ti ritrovassi a vergognartene e magari per questo motivo, dovessi rinunciare ad andare al mare? O anche se quei simboli non ti piacessero più, se cambiassi idea al riguardo? Se una certa fede od ideologia tu la voglia esprimere attraverso degli abiti o delle acconciature, se cambi idea non c’è problema: ti cambi la maglietta della Juve con quella dell’Inter, o l’abito da monaco Buddhista con il Caftano islamico, ti tagli o ti fai ricrescere i capelli e… fatto! Ma un tatuaggio no! Quello resta.

Ma aldilà di questo, che cosa ti disegni sul corpo? Ho visto animali, personaggi dei cartoni animati, attori o cantanti famosi, personaggi storici, simboli politici, scritte, frasi celebri o no, scritte in lingue a me sconosciute e probabilmente anche al possessore, ma soprattutto simboli! Ma tu lo sai che messaggio veicoli? Una volta ho sentito due che parlavano dei rispettivi tatuaggi e che candidamente confessavano di non conoscere il significato dei simboli che indossavano… Lo sapete voi che i simboli sono un linguaggio? Un linguaggio che non parla alla vostra parte razionale, ma che parla direttamente al vostro subconscio, il quale contiene tutti gli archetipi della nostra specie. Lo sapevate? Guardatevi intorno, siamo letteralmente circondati dai simboli, in ogni Logo, in ogni banconota, in ogni bandiera o stemma… praticamente dappertutto! I pubblicitari lo sanno benissimo, gli psicologi lo sanno benissimo, i programmatori neuro-linguistici che ci parlano dalla televisione lo sanno benissimo! Secondo voi stanno tutti lì a perdere tempo? E voi tatuati, di quale messaggio subliminale siete testimonial?

Una mia amica si è tatuata il nome delle figlie sull’avambraccio… e vabbé ci può stare! A parte la mia contrarietà che ho spiegato inizialmente, almeno lei porta scritto addosso un amore veramente eterno. Ma di solito non è così, per lo più io vedo croci (che è comunque uno strumento di tortura e di morte!), croci capovolte (sataniche), vedo teschi, pentacoli capovolti, vedo volti paurosi ed altre amenità terrorizzanti varie… secondo voi che messaggi veicolano? Ma il massimo è stato quando ho visto lui, ed è stato lo spunto iniziale per invogliarmi a scrivere questo post: Il simbolo e la scritta completa della Harley Davidson!!!

Ma… ma è un marchio commerciale!!!

Va bene che uno si senta appartenente ad una idea, ad una fede, ad una tifoseria… va bene che ti piaccia quella moto lì, ma quello è un marchio commerciale, è una cosa inventata da qualcuno per fidelizzare una clientela e per guadagnare più soldi!!! E chi, come me, ha letto “No Logo” di Naomi Klein, sa bene di cosa parlo e dei danni che ha compiuto questo tipo di marketing.

Dunque riassumiamo, secondo me, chi ha una fede e pensa che il corpo verrà abbandonato, dopo questa vita, dalla nostra essenza, dovrebbe (sempre secondo me) considerare il corpo come una cosa sacra. Da tenere pulito, sano ed in ordine, per adempiere nel modo migliore lo scopo di questa vita terrena. Ma ancora di più da un ateo, che considera questo corpo come l’unica realtà esistente del proprio io… che razza di valore si auto attribuisce uno che non trova niente di meglio che stamparsi addosso un marchio commerciale?

Detto questo, continuerò a stimare le persone tatuate, poiché comunque trattasi di scelte personali e che, soprattutto, non ledono le libertà altrui. Forse ho solo spiegato perché io non mi farò mai un tatuaggetto! Se a qualcuno interessa…

48 pensieri su “Mi faccio un tatuaggetto?

  1. io ho un tatuaggio…i tatuaggi mi piacciono. e credo che anche il corpo possa essere una tela per l’arte. Io ho una sorta di bracciale con i nomi delle mie figlie, l’ho pensato come un atto di amore nei loro confronti, sono indelebilmente parte del mio spirito come del mio corpo…

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    • Hai ragione Biagina, anch’io penso che il corpo possa essere una tela per l’arte, mal sopporto per esempio lasciarmi troppo andare. E l’idea di incidere i nomi dei miei figli come segno eterno del mio amore è certamente condivisibile, anche se ben sappiamo che nel nostro cuore sono già incisi. Ciao e grazie per il commento

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  2. In gioventù ho resistito ai tatuaggi, quando tutti i miei amici si facevano marchiate come vitelli d’allevamento, perché convinta che un marchio sulla pelle doveva essre qualcosa che mi rappresentava per la vita. Siccome non c’era nulla di stabile in me rimandai l’operazione e oggi sono contenta di non averne fatti perché la mia pelle intonsa rischia di essere un fattore distintivo in mezzo a tante oscenità che devastano anche culi flaccidi e cadenti.

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  3. chissà come mai le motivazioni dei tatuati stanno tutte dentro un renge di massimo cinque opzioni, ma nessuna di queste cita il motivo storico che ha dato origine al tatuaggio che – come è noto – altro non è che un “marchio di appartenenza ad una tribù” o “credenza spirituale” che ancora oggi si pratica in paesi distanti da noi (fisicamente e culturalmente).
    C’è da rifletterci su, non credi?

    Non sono tatuata e non ho intenzione di farlo (anche se: mai dire mai, non si sa mai 😉 )
    un sourire

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  4. Io ne ho alcuni , ho compiuto cinquant’anni e credo ne farò altri , non mi disturba sapere che c’è al mondo qualcuno che non li farebbe per i più svariati motivi . Ritengo che le anime sporche siano peggio dei vitelli d’allenamento , che però solitamente hanno un solo marchio , ne ho diciannove …. ho cercato di rendere il mio Tempio molto pittoresco fuori ? Tenendolo puro dentro 😂😂😂

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  5. Non mi piacciono i tatuaggi, nemmeno io condanno né critico ch se li fa. Non sono sostenuta dalle tue stesse motivazioni per non farli, semplicemente preferisco il mio corpo così com’è. Aggiungo anche che mi irrito molto quando il parrucchiere mi sbaglia il taglio o la piega, quindi figuriamoci come mi turberebbe un tatuaggio mal fatto o cambiare idea in proposito, qualora, ipoteticamente, me lo fossi fatto!

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  6. Un tempo, molto tempo fa, i tatuaggi servivano solo a iniettare sostanze terapeutiche per l’artrosi (v. Uomo di Similaun). In seguito servivano a far identificare cadaveri (v. pescator delle isole di Aran). Oggi hanno un valore che non ignoro. Pazienza.

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  7. Tatuata ed ex contraria ai tatuaggi trovo le motivazioni del post abbastanza superficiale (ad esempio il fatto che siano dolorosi è relativo, idem il costo). Per me il tatuaggio rappresenta una parte di me, fatto in concomitanza di un particolare evento e legato al mio essere. Se come si dice il corpo è un tempio allora mi deve rappresentare e quel tatuaggio lo fa così come lo farà il prossimo. Con questo non voglio dire che vale per tutti così per tanti è una moda (ricordiamo la famosa farfallina) e lì il fattore “per sempre” anche secondo me avrà ripercussioni. Ma ammetto di ritenere che siano problemi loro. Concludo con un appunto: l’harleysmo è una fede per molti e uno stile di vita 😉

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    • Come dicevo sopra a Massi ho capito benissimo che un tatuaggio è una scelta assai personale e rientra certamente in una sfera intima e interiore. Che poi molti seguano una moda e si facciano tatuare con molta superficialità è certamente vero, ma ciò non riguarda solo i tatuaggi quanto piuttosto le varie mode del momento. Grazie per il commento

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  8. Concordo con il precedente commento di alexiel80 che il post sia concentrato – come legittimamente dichiarato in apertura – su un’”ideologia” contraria al tatuarsi. Non ho tatuaggi, non ho in programma di farmene, escludo per giunta di cambiare idea in futuro, a meno di finire la mia vita in Nuova Zelanda tra i Maori. Tuttavia ritengo che il discorso del corpo come tempio sia frutto di un punto di vista influenzato dalla religione, quando il tatuaggio è espressione di una libertà personale e libero arbitrio che spesso va in contrasto con la prima.

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    • Personalmente ritengo invece che la tradizione dei tatuaggi abbia un forte legame con la religione e la spiritualità, per esempio l’accenno che ho fatto ai frati tatuatori nel santuario di Loreto, hanno continuato clandestinamente almeno fino agli anni 50 nonostante l’opposizione della Chiesa. Del resto Cristo diceva che non c’è nulla che viene dall’esterno in grado di influenzare realmente lo spirito. Comunque è verissimo quello che dici, le religioni e in particolare la religione cristiana ha demonizzato la corporeità cercando in ogni modo di pilotare il libero arbitrio verso un bene presunto superiore. Allora diventa ideologia e si allontana dalla religione in quanto tale. Stefano sembra ideologicamente schierato, ha una sua idea che sembra abbastanza immutabile. Però non mi sembra che eccede arrivando a demonizzare chi ha idee diverse in merito. Gli chiederò di rispondere ai vostri interessanti commenti

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      • No, Stefano non eccede addirittura nella demonizzazione, ma l’impostazione – diciamo – non facilita la comunicazione con chi la pensa differentemente. La conclusione infatti è aperta, ma stride con le critiche del resto del testo. Onestamente ha dichiarato il suo punto di vista, il resto la vedo come provocazione (e ci sta) o espressione fortemente “ideologica” (che non aiuta nessuna discussione).
        Sui tatuaggi e la loro connessione con la spiritualità (o meglio ritualità antica): in passato può valere quanto affermi, io alludo invece al significato piuttosto “materialista” che mediamente ha assunto oggi. Nel mezzo chiaramente ci sono milioni di sfumature per quanti sono coloro che decidono di tatuarsi.

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  9. mi piacerebbe vederli i tatuaggi quando queste perone diventeranno vecchie in la con gli anni e la pelle si “ritira” come saranno… specialmente quelli che si tatuano tutto il corpo… sono simboli tribali oramai solo per farsi notare a me sinceramente, e uso un eufemismo non mi piacciono per nulla (mi fanno ribrezzo) insomma… sarò retrogrado va bene cosi… a ognuno il suo pensiero… Grazie Roberto per essere passato nel mio blog

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  10. Non ho tatuaggi, ma considero comunque il mio corpo solo un veicolo nel quale ho scelto di camminare in questa vita. Se un giorno dovessi farmi un tatuaggio sarà soltanto perchè credo in ciò che rappresenta quel tatuaggio, il discorso commerciale è insito ed è palese che si manifesti dietro a questi negozi di tatoo ma un tatuaggio è una rappresentazione di qualcosa che ti appartiene e di cui ne vai fiero.

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  11. Li ho sempre detestati, quando vedo la pelle imbrattata ho una vera e propria reazione di ribrezzo. E mi sono anche sempre chiesta, come si è chiesto qualcun altro qua sopra: ma queste giovani signore con la farfallina sulla soda chiappetta, il delfino sul tonico deltoide, il bocciolo di rosa sul florido seno, ci pensano che un giorno avranno cinquant’anni, sessant’anni, settant’anni… ? E penso anche a quelle che si fanno tatuare il nome dell’amante sull’inguine, dopodiché sono costrette ad andare solo con quelli che si chiamano Giovanni. Dice, ma se ci conosciamo da due ore? Niente, ho avuto un’ispirazione.

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  12. L’ha ripubblicato su Mario Angeloe ha commentato:
    Caro Roberto, i tatuaggi sono delle imperfezioni che qualcuno attua sulla propria cute per associazioni modaiole e omologazioni pessime. Avere una pelle senza vistose problematiche (come nevi etc.) dovrebbe essere considerato un piccolo pregio. Buon pomeriggio, ciao! 🖐️🖐️🖐️😊

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  13. Temo di essere obsoleto anche io. Non mi farei un tatuaggio neppure se mi pagassero. Chiedo anche a mia figlia adolescente di evitare tatuaggi. Se un giorno dovesse diventare un chirurgo, o un avvocato, o un amministratore delegato di una multinazionale (ognuno spera che i propri figli si realizzino al meglio nella vita), potrebbe trovarsi nella situazione di dover nascondere il proprio tatuaggio. Viviamo nel mondo dell’immagine e dei pregiudizi. Chi si farebbe operare da un chirurgo completamente tatuato? Quale giudice darebbe certezza di serietà ove avesse le braccia completamente tatuate? Certo, i tatuaggi in alcuni casi non sarebbero visibili, ma proprio per questo arriverebbe un giorno in cui si è contenti che non si vedano. Come vedi, sulla materia sono integralista più di te…

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    • Ma in realtà io non mi sento affatto integralista, soprattutto perché oggettivamente sono abbastanza distratto e i tatuaggi difficilmente li noto. Anche se riflettendo a posteriori posso abbastanza condividere i tuoi ragionamenti come condivido in parte quelli di Stefano autore del blog. Dovrei però imparare a dare più importanza alla mia immagine, me ne rendo conto non tanto da quello che mi dicono i conoscenti, quanto piuttosto i miei stessi familiari. Un giorno imparerò (forse)

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  14. Grazie a tutti per le risposte e i commenti, che sono sempre arricchenti (rima cercata!), è ovvio che non volevo convincere nessuno e che non cambierò idea, mi basta sapere che per qualcuno è stato motivo di riflessione, ciao e alla prossima.

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