Innocenza

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Innocenza

prima io ero

ma non la conoscevo.

L’ho indossata anch’io

la divisa azzurra della Purezza

ma ora non più.

L’ho tinta con il nero dell’odio,

il violaceo dell’invidia,

il rosso della rabbia

e della supremazia.

Eppure

l’ho indossata anch’io

la Purezza

come un bambino

indossa la vita in un respiro

riceve e dà in eguale misura

non cerca che amore

è egli stesso amore.

E non si può non amare

l’Innocenza

se puoi vederne il colore

che avvolge in fili sottili

in trame senza tempo

il bozzolo divino

del tuo stesso animo.

Poesia già pubblicata QUI

Aneliti

grotta

Poesie di Lorenzo

Dove sei Amore,

Luce,

zampillo di vita?

Parlami,

concedimi

un tuo lieve alito

che mi scaldi il cuore.

Riempimi gli occhi

di lacrime

che io possa

sentirti appena….

Io sono

un’ombra grigia

in questa grotta

e il ricordo di te

mi avvolge

e mi strazia.

Stillami

una tua goccia

e concedimi

di non sprecarla.

*Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI

Come le falene

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*Falena testa di morto – immagine tratta dal libro “Il silenzio degli innocenti”

Si nutrono di lacrime! Le falene appunto, alcune si nutrono di lacrime di uccelli, mammiferi, persino dell’uomo. Nel buio in qualche modo anestetizzano “la preda” e bevono; forse è il sale ciò che cercano, il nutrimento che le rende vive.

Ma gli uomini? Quelli che per spirito, per indole malvagia, si nutrono del dolore? Succhiano l’amaro dell’umanità martoriata e rigenerano sé stessi dal male inflitto ad altri. Quanto caos in un mondo disomogeneo, dove anche l’ordine scade nel più cupo grigiore senza speranza. Per chi ha fede è una croce il simbolo dell’ingiustizia umana, una croce che fa scandalo, che porta il buio su tutta la terra. Un buio interiore ed esteriore di cui si nutre il male.

Se pensate alla forza del sole, delle stelle, non c’è notte davanti al loro splendore! Ma quante ombre permangono attaccate all’umanità che a volte si estendono oltre l’immaginabile? Come falene, nel buio succhiano lacrime, le nostre lacrime e siamo noi che le teniamo in vita!

È questo lo scandalo, ché siamo noi a tenerle in vita! Non siamo molto bravi a combattere il male quando capita agli altri. E anche il nostro infondo è sopportabile entro certi limiti, a volte è silenzioso, lavora nel buio mentre dormiamo. O mentre è la nostra coscienza a dormire.
*Questa falena è l’unica in grado di emettere un suono dalla faringe quando si sente minacciata simile allo stridio di un topo. Inoltre è ghiotta di miele e se si riesce ad introdurre in un alveare si mimetizza grazie alla produzione di ormoni che la rendono invisibile alle api. Per fortuna la sua ghiottoneria è anche la causa della sua rapida fine: ingurgita tanto di quel miele da non riuscire più ad uscire dall’alveare e muore, per poi essere mummificata con la propoli dalle api dentro l’alveare. Parassiti con le ali, per niente diversi da quelli a due zampe!