Attesa (tempo di Avvento)

La vita intera è attesa, aspettativa, speranza. Quel muro di nebbia fitta ci separa sempre dalla luce. Al punto che l’immaginiamo come riflesso del buio, ombra distorta attaccata all’esistenza.

Eppure celebriamo la luce in ogni sua forma e percezione, ad essa ci attacchiamo. Il sole stesso, con la sua apparente eternità, è la condizione della vita.

La luce è venuta nel mondo!

Una venuta nella storia quella di Cristo, in attesa della sua nuova venuta fuori della storia alla fine dei tempi. Oltre quel muro di nebbia Egli scenderà ancora a sollevarci dal buio.

Nell’Apocalisse di San Giovanni (Ap 5,1-14) il profeta vede un agnello nel contempo ritto e ucciso: “Vidi nella destra di Colui che sedeva sul trono un libro scritto dentro e fuori, sigillato con sette sigilli, e un angelo possente gridava: Chi è degno di aprire il libro e di scioglierne i sigilli?”. A cui segue la categorica affermazione: “Nessuno – né in cielo, né in terra, né sotto terra…”, solo il Cristo risorto è in grado di aprire il libro.

Nella storia umana c’è solo la croce, lo smarrimento, il muro di nebbia insondabile. Ogni cosa è destinata a perire, la stessa Chiesa affonderà sotto i colpi del male. Ma in questa lotta c’è la risurrezione attraverso la quale Cristo ha rotto i sigilli e il libro si è aperto per aiutare l’umanità a ritrovare la verità dentro e fuori la storia.

L’avvento è attesa e celebrazione: l’evento storico della nascita di Cristo coincide con l’evento sovra-storico del suo ritorno!

L’umanità non si è mai mossa, neanche un passo è stato fatto verso Dio! Nessuno è degno di aprire il libro con i suoi sette sigilli! Trascende ogni evento umano la Salvezza. Per questo è Amore puro e incondizionato, per questo nel nostro mondo non c’è speranza alcuna che non venga da Dio stesso.

Tutto ciò è fonte di gioia o di illusione? Se la vicenda storica di Gesù è ciò che serve a leggere e prevederne il corso, significa che già ora possiamo comprendere il (non)-senso della storia stessa. Almeno capire, sentire il soffio di Dio sull’esistenza.

Che come il vento, tutto pervade! Che come il vento, spira in ogni luogo! Che come il vento, invisibile agli occhi, sa essere inarrestabile come una tempesta e lieve come una carezza.