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Attualità

Percezioni o realtà?

 

Post di Stefano

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Foto da pixabay

 

Le percezioni sono fomentate e cavalcate dai media, fanno leva sui sentimenti per lo più negativi dell’essere umano, in estrema sintesi sulla paura: paura che mi rubino qualcosa, paura di morire, paura di restare solo, paura di impazzire, paura che, per colpa di qualcuno che se ne approfitta, io o la mia famiglia potremmo ricevere dei danni, eccetera. Le percezioni vengono utilizzate dal potere per metterci l’uno contro l’altro. Nessuno ne è immune e intelligenza è prenderne atto. Chi confonde le percezioni con la realtà deve lavorare su sé stesso e fare un bagno di umiltà, poiché deve comprendere che le percezioni che ha, derivano da fattori esterni a sé, da opinioni altrui o, peggio, da menzogne studiate a tavolino e diffuse dai media per orientare le scelte. L’opinione che ognuno di noi elabora si basa su informazioni che arrivano dall’esterno, sulle quali non abbiamo potere. Ripeto, nessuno ne è escluso. Anche e soprattutto il sottoscritto, anche ognuno di voi che ha la compiacenza di leggere. NESSUNO! Nessuno è in grado di discernere se le singole notizie siano vere, se l’enfasi che viene usata sia giustificata, se l’ordine di importanza che viene imposto sia reale… se vi siano delle notizie omesse. Sono maestri di psicologia delle comunicazioni, di programmazione neuro linguistica e di persuasione occulta. Considerando poi che i possessori dei maggiori media al mondo sono 6 e che corrispondono ai maggiori centri di interesse mondiale… è lapalissiano che gli stessi veicolino messaggi convenienti a loro.

La realtà è oggettiva, è quello che è, non è negativa né positiva. La realtà attuale può dipendere dalle scelte passate o da altri infiniti fattori e non è modificabile. Per cui va accettata così come è. Semmai è possibile ed auspicabile operare scelte che possano modificare la realtà futura per far sì che il futuro sia migliore.

Ora farò degli esempi un po’ a caso:

La percezione è che il debito pubblico sia un problema? Nella realtà, in uno stato normale che abbia la sovranità monetaria e la Banca Centrale prestatore di ultima istanza (che possa comperare i Titoli di Stato invenduti), il D.P. è un semplice dato contabile che serve solo a conoscere l’entità della moneta circolante e dei Titoli di Stato emessi. Giappone docet.

La percezione è che l’Italia sia entrata nella spirale del debito dalla quale non può uscire? In effetti l’Italia è in avanzo primario da moltissimi anni (percepisce più soldi dalle tasse di quanto spende) e il debito aumenta solo in virtù degli interessi usurai che paga. Basterebbe riacquisire l’ability to pay (la capacità di ripagare tutto attraverso la sovranità monetaria) per abbassare gli interessi fino allo zero.

La percezione è che Germania e Francia siano stati virtuosi e l’Italia no? La realtà è che la Germania attraverso la sua più grande Banca pubblica continua ad immettere liquidità per tutto quello che gli serve (cosa vietata dai trattati, ma lei lo fa) e la Francia, attraverso l’emissione del Franco Coloniale alle “ex” colonie, ha di fatto la sovranità monetaria e non ha mai smesso di averla.

La percezione è che viviamo al disopra delle nostre possibilità e che i nostri figli pagheranno per la nostra vita dissennata? In realtà il debito pubblico è quantificato in moneta e la moneta è un numero. I numeri si possono modificare, le banconote si possono stampare o distruggere. I beni ed i servizi che usufruiamo sono stati prodotti da qualcuno, anche da noi, e sono beni reali non numeri. Se quei beni c’erano e li abbiamo usati vuole dire che erano presenti in quel momento e non che dovranno essere prodotti nel futuro. I nostri figli potranno usufruire di quei beni che sapranno produrre nella loro epoca. La vera ricchezza sono i beni ed i servizi a cui si ha accesso, non è il denaro.

La percezione è che ai tempi della “liretta” c’era una inflazione altissima e questo era un grosso problema? La realtà è che c’era una politica monetaristica espansiva che faceva sì che ci fosse dell’inflazione, ma che garantiva condizioni sociali sempre migliori, lavoro e reddito a tutti. La svalutazione invece era coperta dall’indennità integrativa speciale e dagli alti tassi di interesse sui BOT che garantivano il valore dei risparmi.

La percezione è che le tasse servano a pagare i servizi pubblici per cui gli evasori sono dei pericolosi criminali? In realtà le tasse, in uno Stato normale, non servono mai a pagare nulla, ma solo a drenare il denaro circolante in eccesso. A validare la moneta circolante, ad impedire accumuli eccessivi di ricchezza ed a redistribuire il reddito. Ogni Stato paga qualsiasi cosa emettendo nuova moneta, poi eventualmente, ma non necessariamente nella stessa misura, tassa.

La percezione è che viviamo una crisi economica infinita dal 2008 a tutt’oggi? In realtà nessuna crisi economica è mai durata tanto, né può durare così: c’è stato un deliberato e criminale cambio di paradigma da un sistema Keynesiano ad uno Neoliberista ed il conseguente spostamento della ricchezza dal popolo alla élite.

La percezione è che i lavoratori pubblici italiani siano dei fannulloni? In realtà il numero percentuale dei lavoratori pubblici in Italia è inferiore a qualsiasi altro stato europeo.

La percezione è che il pubblico sia lento e inefficace, mentre il privato funzioni meglio? La realtà è che aver demandato dei servizi essenziali ai privati, che perseguono solo l’interesse privato e NON quello pubblico, ha prodotto eventi come quello del Ponte Morandi o come quello dell’emergenza sanitaria del Corona Virus in cui in prima linea è rimasto solo il servizio sanitario pubblico, ma con risorse insufficienti.

La percezione è che l’essere politici corrotti li rendano automaticamente inadeguati? In realtà le due cose sono disgiunte, ad esempio la maggior parte dei politici della “prima repubblica” erano sì dei ladri, ma facevano bene il loro mestiere e noi stavamo sempre meglio. Anche considerando che, per quanto potevano rubare, era un nulla in confronto ad un bilancio statale. Quelli attuali, invece, sono ugualmente dei corrotti, ma in più sono degli incapaci, unica cosa veramente grave.

E così via, si potrebbero fare mille altri esempi. Il mio consiglio è di restare sempre col cervello collegato, con una forte dose di umiltà e con la capacità di fare 2 + 2, perché le falle, nella comunicazione di massa, ci sono.

Di opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

10 risposte su “Percezioni o realtà?”

Il crollo dell’economia mondiale non è cosi vicino, tantomeno quello della nostra “bella” Italia, però ci sono timidi tentativi di scaricare questo Paese (con la CE che sta in platea a godersi lo spettacolo) nel baratro della recessione, di quella vera recessione che se non si deciderà di staccare il cordone ombelicale dal resto d’Europa, potrebbe portare alla fine di tutto.

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