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Cinismo

«Guarda dietro di te l’abisso dell’eternità e davanti a te un altro infinito. In questa dimensione che differenza c’è tra vivere tre giorni o tre volte gli anni di Nestore

(Marco Aurelio, 4.50.)

Faccio due considerazioni al post di Stefano. Relativamente alla mortalità del coronavirus, attualmente in base ai dati ufficiali essa non è assolutamente paragonabile alle epidemie del passato come la peste o anche ad influenze come la “Spagnola” che su una popolazione di circa due miliardi di persone fece tra i 50 e i 100 milioni di morti. Speriamo proprio di non replicare mai questi dati spaventosi, anche se è vero che in alcune provincie italiane come quella di bergamo i numeri sono elevatissimi. Ed è altrettanto vero che la fasce deboli della popolazione, in particolare gli anziani, sono da essa maggiormente colpiti. Riguardo invece a chi ne pagherà le conseguenze. Noi in realtà le stiamo già ora pagando le scelte fatte dai vari governi di cancellare posti letto, terapie intensive e tagliare senza ritegno il personale sanitario. Ma la crisi nel mondo ha messo alla luce anche i piedi di argilla di un modello globale che si sta sciogliendo come neve al sole: è vero che nell’UE stanno ancora giocando le stesse carte del 2011, proponendo sistemi di finanzamento del credito assurdi come il MES o uno dei fantasiosi nomi che gli appiopperanno per riproporlo tale e quale ai governi collaborazionisti, il nostro compreso (gli euristi nostrani sono sempre più realisti del re)! Ma se nel mondo si sta mettendo in discussione l’indipendenza delle banche centrali per finanziare senza limiti cittadini e aziende in crisi e si cerca di ripristinare la produzione nazionale in nome dell’emergenza sanitaria (pensiamo alle riconversioni delle aziende per i presidi sanitari), credono davvero le élite europee di poter rimanere fossilizzate in un modello rigido, miope e ormai superato dalla storia? A chi mai potranno ancora vendere le storielle sullo stato ladro, il debito pubblico brutto, le virtù della privatizzazione selvaggia della sanità o della previdenza e altre assurdità che non possiamo più permetterci neanche di pensare in queste condizioni? Capisco la testardaggine che li caratterizza e anche l’evidente mancanza di empatia e senso di umana pietà verso il prossimo, ma ho la netta sensazione che stavolta saranno le stesse élite della finanza a scontrarsi con la durezza del vivere che li porterà ad aprire gli occhi una volta per tutte.

Post di Stefano

Può sembrare cinico solamente a pensarci, ma quando un fatto è tale è inutile autocensurarsi, bisogna prenderne atto. In passato le epidemie generalizzate, una volta superate, portavano ad una ripresa dell’economia con dei numeri superiori al periodo precedente. Questo è facile da spiegare: c’erano meno bocche da sfamare e le ricchezze accumulate precedentemente venivano divise per un numero minore di individui. I beni rifugio come l’oro venivano ereditati dai figli, nelle case restavano delle stanze libere, le terre dovevano sfamare meno persone e così anche gli animali da allevamento. In effetti anche oggi non ci sarebbe motivo per cui non dovrebbe essere lo stesso. Sempre per restare cinici, epidemie, come in particolare questa, fanno vittime specialmente tra le persone in età avanzata o con patologie pregresse, per cui riducono quella popolazione che normalmente non è attiva economicamente. Quindi il rilancio economico, una volta superata la crisi, dovrebbe essere positivo. Anche perché le persone economicamente attive resteranno grosso modo dello stesso numero e saranno sgravate dal dover “mantenere” gran parte di quella popolazione, diciamo, “passiva”. Vi prego: non consideratemi un mostro, sto solo cercando di essere più freddo, calcolatore e concreto possibile, per una precisa scelta narrativa. Quello che invece si sente dire, e che si paventa, è che l’intera Europa, e l’Italia in particolare, subirà un tracollo tale, in termine di PIL e di debito pubblico, che sarà difficile, se non impossibile, recuperare.
Perché? Che cosa è successo? Credo di avere una risposta!
Prima parlavo della popolazione “passiva” riferendomi agli anziani ed ai malati, ma in questa epoca “neoliberista” c’è anche un’altra grossa fetta di popolazione passiva e parassita. Grossa non nel numero, ma nell’importanza e nella ricchezza. Questi individui sono principalmente gli speculatori finanziari che non producono alcun bene reale, ma che guadagnano giocando nelle mega roulette delle borse. Questi non solo non offrono alcun servigio all’umanità, ma determinano la fortuna o il tracollo di aziende o di Stati interi scommettendo, anche, su eventi come le pandemie. E più in su i grandi manager delle banche e delle multinazionali che, attraverso la precarizzazione e lo sfruttamento dei lavoratori, la delocalizzazione e l’uso dei paradisi fiscali, messi a disposizione dalla globalizzazione selvaggia, uccidono i “piccoli” produttori che sono la vera fucina dell’eccellenza, del lavoro garantito e del reddito della classe media.
Non che in passato non ci fossero state sacche di parassitismo sociale, sto pensando ai nobilastri annoiati ed ai regnanti vari, ma forse “quelli” non erano riusciti ad avere il potere di uscire indenni dalle epidemie. Quello che invece è certo è che, in questa situazione, gli attuali regnanti, i “tecnocrati” europei, presenteranno a noi il conto da pagare. E lo faranno attraverso l’ennesima “crisi” economica fatta di ancora più precarizzazione e di sfruttamento ricattatorio. O con il MES.

Di opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

16 risposte su “Cinismo”

La crisi finanziaria vi sarebbe stata comunque, basta vedere il tracollo che sta venendo fuori in USA. Ma la crisi finanziaria può tornare utile per coprire in parte le responsabilità delle politiche che ci hanno portato alla devastazione sociale attuale in particolare alla precarizzazione del lavoro. Ora siamo ad un bivio: persistere stupidamente sulla strada delle riforme di-strutturali, come si apprestano a fare in UE e come rigirando la a frittata sta facendo il nostro governo. Oppure mandare al diavolo le riforme e ripristinare un’economia di prossimità, che ha come cardine il recupero della sovranità monetaria.

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sull’apertura degli occhi dubito molto; sarà che sono pessimista (ma io credo più realista) ma non ci spero;
su quella delle masse ignave ci credo poco, su quella delle elite ci credo zero.
Gli occhi quelli ce li hanno apertissimi, attenti, gelidi; collegati al cervello. Il problema è che quest’ultimo non è collegato al cuore, perché non ce l’hanno.

§§

Una cinica elencazione? Forse, ma i pro ed i contro rispetto a delle vite umane che si spengono sono entrati in bilanci contabili che si fanno da sempre; con le azioni concrete a volte (pochissime) si è cercato di evitare la morte (e/o la sofferenza) delle persone, ben più spesso invece è stata voluta, permessa, attuata. Questi ultimi sono i veri “mostri”.

Il vero spartiacque nell’economia, causa di tutti i nostri guai sta nella produzione del reddito: il reddito da lavoro è positivo, genera ricchezza e prosperità; il reddito da capitale è negativo, genera appunto il parassitismo e provoca solo povertà (ovviamente non per i capitalisti sanguisughe, usurai, avvoltoi che che lo mettono in atto).
Il sistema economico attuale (da pensiero unico) globalista, liberista, privatista, ogni giorno di più riduce il primo ed aumenta il secondo, cioè ogni giorno ci fa fare un passo in più verso il baratro. *
Poi ovviamente ci son ancora tanti altri “difettucci” nell’attuale sistema economico-finanziario (non ultimo la perdità di sovranità politica e monetaria) …

* Ci sono alcuni scalini percorrendo i quali si può scendere all’inferno; il primo si chiama MES, il secondo UE, il terzo Euro etc etc …
fino ad un certo punto si potrebbe anche rifare la scala in senso inverso e salvarsi, dopo, arrivati alle fiamme, non sarà più possibile …

ciao

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Salvarsi è sempre possibile, proprio perché i soldi sono entità fittizie e gente come Keynes paragonabile a personaggi del calibro di Einstein in economia hanno ben spiegato come rendere compatibile economia e stato sociale. Secondo me sottovaluti il fatto che i Mercati o come vuoi chiamarli, hanno interessi comuni nel breve periodo ma totalmente divergenti nel medio e lungo periodo. Non mi illudo che diventino benefattori, ma sicuramente sono assai più realisti di me. I fili vengono sempre al pettine ma vedremo presto se un po’ di ottimismo è illusione oppure no

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Ho letto questo testo con grande curiosità storica, ma, con grande dolore presente e futuro, perché, anche volendo credere che noi come specie possiamo essere migliori da qui alla frenesia, la storia punta in un’altra direzione … La storia, tutto indica, ripeterà i suoi problemi, anche se è con altri vestiti …

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A me sembra assurdo che, sapendo che ogni tot arriva una malattia del genere, non si sia stati preparati ad affrontare quedta situazione
Nel 2020 non saper gestire un’emergenza del genere l’ho trovato assurdo.

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