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La pubblicità è l’anima dell’informazione

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da Pixabay

Quando persone immensamente ricche come Bill Gates si scoprono votate al bene altrui e investono miliardi sulla ricerca e in particolare sui vaccini a me sorge un dubbio: ESSI sono filantropi o licantropi? I protocolli preventivi di cura per il coronavirus si stanno dimostrando efficaci e gli stessi medici sul campo li stanno consigliando. Per capire meglio qual è la situazione consiglio vivamente a tutti di ascoltare l’intervista estremamente chiara ed esplicativa fatta da Massimo Mazzucco ad un medico che lavora nell’ospedale di Bergamo:  CLICCA QUI PER VEDERE. Dopo pensate al livello di (dis) informazione che i vari espertoni sotuttoio ci somministrano quotidianamente in tivvù grazie ad una stampa asservita con poche eccezioni

Post di Stefano

Dirò solo banalità, ma a quanto pare sembra che a qualcuno resti difficile da capire. I media si reggono, principalmente, con i soldi incassati dalle pubblicità, anche la RAI, nonostante il canone obbligatorio. Ora, non si può pensare che il momento degli spot sia isolato da tutto il resto. Mi spiego meglio: Se, ad esempio, uno spot pubblicizza un formaggio, non è pensabile che la stessa rete televisiva programmi una trasmissione in cui si affronta il tema degli allevamenti intensivi e delle sofferenze somministrate agli animali. Oppure degli antibiotici usati per aumentare la produzione del latte e della scarsa igiene in cui vivono le mucche. Oppure della serie di disturbi fisici o di malattie derivanti dall’abuso di latticini. Semplicemente perché la Ditta Casearia ritirerebbe i suoi spot e la rete televisiva si ritroverebbe con un cliente in meno. Vi sembra credibile che lo stesso palinsesto comprenda una pubblicità ad un determinato prodotto ed una trasmissione, anche ad un orario diverso, che demonizza lo stesso prodotto? Magari è possibile pure, purché però la trasmissione sia collocata ad orari impossibili e non pericolosi per l’immagine dell’impresa. Io credo che le grandi aziende che investono in pubblicità stiano molto attente alla programmazione della rete ospitante. Da un po’ di anni, ma è una verifica che potete fare da soli, la maggior parte delle pubblicità riguardano: la telefonia, le auto e, soprattutto, i farmaci. In questo periodo di pandemia voglio parlare dei farmaci. Per quanto ce la vogliano far passare come la peste degli anni 2000, il Covid è una banale influenza, magari molto virulenta, e che quindi impegna molto il sistema sanitario, magari con delle complicazioni polmonari che, su pazienti immunodepressi, può risultare particolarmente pericolosa. Ma una banale influenza! Neanche troppo mortale (statistiche alla mano). Bene, come ci si difende dall’influenza?: Vitamine: costano poco e non sono brevettabili. Sole e aria pura: non costano niente. Alimentazione sana: costa poco, forse anche meno del cibo “spazzatura” e… non è brevettabile. Qualche clinico poi, sulla base di riscontri sul campo, ha suggerito un derivato della clorochina: farmaco generico, costa poco. L’eparina: farmaco generico, costa poco. Quello che invece viene passato come soluzione finale è il VACCINO!!! Non sono un medico e non discuto, ma ne sento tanti di medici e quelli che vengono intervistati nei media “maintream” parlano di vaccini come se fossero una delle manifestazione di Dio in persona. Mentre quelli intervistati nei siti di informazione alternativa, senza interruzioni pubblicitarie intendo, dicono che, per definizione, da un virus ad RNA, come il corona, non ci si può vaccinare, in quanto muta molto rapidamente e che questi cambiamenti rendono nulla l’immunità acquisita. Big Pharma (a me piace chiamarla così) è in netta crisi. Un medico, mio amico, mi ha confidato che dopo la scoperta degli antibiotici, del cortisone e di pochi chemioterapici, la ricerca sulla chimica dei farmaci si è praticamente fermata. Più o meno le molecole sono quelle, pian piano i brevetti scadono, gli stessi farmaci li producono anche alla Coop. L’unico modo di reggersi che Big Pharma ha è nella produzione dei vaccini. Tutti i soldi che guadagnano le multinazionali del farmaco provengono dai chemioterapici o dai vaccini. Guarda caso tutti farmaci “obbligatori”! Non è possibile infatti curarsi un cancro gratis se non con le chemioterapie. Di Bella è stato demonizzato e, tutti quelli che hanno proposto cure alternative e relativamente economiche, sono stati tacciati di cialtroneria e “Lascienzah” li ha cancellati dall’albo medico (mi piace un sacco citare Stefano Re!). Peccato che Berlusconi si sia curato col metodo Di Bella… prima incassa da Big Pharma per gli spot nelle sue televisioni e poi paga i farmaci Dibelliani, ironia della sorte! Non parliamo poi della obbligatorietà vaccinale!

Dunque: le case farmaceutiche sovvenzionano le televisioni, le stesse ci convincono che il vaccino è buono e bello, noi corriamo a comperarlo e… il cerchio si chiude.

E’ tanto difficile da capire?

Di opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

17 risposte su “La pubblicità è l’anima dell’informazione”

Condivido la questione delle notizie scomode che non sempre trovano spazio nelle televisioni.
Però stiamo attenti a quello che si dice sul COVID, perchè è alto il rischio di sfociare in facili teorie cospirazioniste. Nessuno di noi è medico, neppure l’autore del post, ma è bene ricordare che questa non è una banale influenza. O se lo è, è talmente contagiosa (perchè è un virus nuovo che il nostro organismo non riconosce e non può quindi attivare le proprie difese immunitarie) da impattare sulla salute di migliaia e migliaia di persone. Il SSN è andato in tilt e se non si fosse fatto il lockdown avremmo avuto centinaia di migliaia di persone negli ospedali, un carico di lavoro che nessun sistema sanitario al mondo, neppure il più efficiente e il più finanziato, sarebbe stato in grado di sopportare. Nonostante tutte le precauzioni, siamo già a quasi 30 mila morti. La domanda vera è: siamo noi pronti ad accettare un prezzo di 500 mila morti (come minimo) lasciando aperte le attività economiche del paese? D’accordo, forse la maggior parte dei morti (ma non tutti) saranno anziani e immunodepressi. E quindi? Siamo pronti a vedere morire migliaia e migliaia di anziani e immunodepressi?

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Simone questi numeri che girano ora sui giornali non hanno alcuna attendibilità scientifica e lo confermano i dati anche nel resto del mondo dove di lockdown ne hanno fatto poco o nulla. Per questo ti consiglio di ascoltare il medico di Bergamo che è stato sin da subito in prima linea sulla problematica e all’inizio è stato anche ospite della rai un’esposizione equilibrata e soprattutto oggettiva sulla questione. Ora il problema economico è prioritario soprattutto perché è acclarato che il governo non sta facendo niente, basta pensare l’ennesimo rinvio del decreto di aprile a data da destinarsi. Come insegnante lavoro su più classi e sono venuto a conoscenza di famiglie completamente rovinate, che avevano attività che non sono più in grado di aprire. Non si può scegliere fra morire di codiv e morire di fame, se vogliono che la gente stia in casa devono dare sostegno illimitato all’economia e se l’UE fa orecchie da mercante trarne le conseguenze e attuare un piano alternativo

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Può darsi, sta di fatto che secondo l’ISTAT nel primo trimestre 2020 i morti totali sono stati meno di quelli del 2019. Io spero che continui così ma non credo affatto che il codiv sia una banale influenza né che il lockdown sia stato inutile. Semplicemente penso che già ora i medici hanno fatto dei passi da gigante nella gestione della malattia. I protocolli devono essere applicati già a casa per garantire un progressivo aumento delle attività economiche senza andare incontro ad una ripresa dei contagi che possa mettere in difficoltà gli ospedali.

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Grazie della sostanziosa risposta. Non voglio entrare nella facile polemica dei morti CON il Covid o DI Covid e quindi dei dati falsati. Neanche sul fatto che sono almeno 15 anni che la sanità italiana viene massacrata dalla spending rewiew. Solo una cosa ci tengo a precisare: che sicuramente, visto che ce la siamo presa o che prima o poi ce la prenderemo tutti, le misure di contenimento andavano bene finché il SSN non reggeva, ma ora che l’emergenza è passata è necessaria la ripresa di vita normale. Secondo me, ma è una mia opinione e non intendo, ripeto, entrare in polemica, si è sopravvalutato il morbo e sottovalutata la crisi economica che forse produrrà più morti ancora. Un saluto.

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I morti non si accettano mai. Il riavvio immediato non è una scelta ma un obbligo.
Quello che focalizza la mia attenzione è la percezione che 7 miliardi di persone devono mangiare e, in generale, lavorare per vivere, pena disastri sociali che causerebbero altro che 500.000 morti!
Si cerca di capire se si può salvaguardare la salute delle persone cercando un punto di equilibrio tra disastro economico che porterebbe a milioni di morti (una goccia nel mare: basti pensare a cosa succederebbe se non i potesse più sostenere il SSN, gli ospedali, le ambulanze…).
La soluzione della prevenzione proposta dal dott. Stefano Manera, anestesista all’ospedale Papa Giovanni XXXIII di Bergamo: cura a casa con assistenza da parte di medici di base (che andrebbero immediatamente reintegrati in quanto praticamente assenti), e progressive e coraggiose riaperture monitorate con attenzione. Bisogna rendersi conto che, se si continua così, è la fine del nostro modello di società. Inoltre, al di la di stereotipi più o meno anacronistici del tipo: io credo nei vaccini oppure io non credo nei vaccini, si fa notare che un vaccino affidabile richiede almeno 1/2 anni di sperimentazione e, nel frattempo, areremmo i campi con i buoi.

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Trovare una soluzione che metta d’accordo salute e lavoro è tra le cose più difficili per chi si trova nella posizione di dover decidere. Basta vedere cosa accade nella mi Puglia dove da decenni i cittadini di Taranto devono scegliere se lavorare i non ammalarsi. Viviamo un momento che si studierà nei libri di storia per i prossimi tre secoli, e penso che solo la storia potrà emettere una sentenza. Noi siamo troppo coinvolti. Grazie per il tuo commento.

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Filantropo o licantropo?

Iper super mega maxi licantropo … senza ombra di dubbio alcuno (ho visionato decine e decine di prove in merito e sicuramente non sono tutte quelle reperibili e forse, chissà, ce ne saranno anche di irreperibili … qualcuna l’ho anche postata da me).

ciao

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I media mainstream sono semplicemente dei servi:

perché incassano i soldi della pubblicità ed allora di quei prodotti non possono parlare male (altrimenti salutano l’incasso),

perché sono ricattati e se vogliono continuare a lavorare devono ubbidire e dire ciò che vuole il padrone,

(e questo vale per qualcuno tipo gli invitati al Bildenberg ad esempio) … perché sono corrotti con sistemi diversi, denaro, favori, carriera etc etc

sta di fatto che presso di loro la verità non è mai di casa, sia che riguardi la politica, la salute, l’economia …

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Ps …
lo stesso vale anche per alcuni “esperti” scientifici, naturalmente;
quelli che svolgono la loro professione più in TV che tra i pazienti o nei laboratori;
quelli che i conflitti d’interesse li hanno scritti a lettere cubitali sul curriculm, solo che pare sia scritto con l’inchiostro simpatico visto che nessuno “li vede” …

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Quando sento le stronzate e la negligenza della vita, che, ad esempio, parlano i presidenti degli Stati Uniti e del Brasile, mi sembra il contrario di quello che dici in uno dei tuoi commenti sopra: hanno sottovalutato COVID e hanno sopravvalutato da tempo l’economia .. Non l’economia focalizzata sul bene sociale, ma quella che riguarda solo i profitti del mercato … Pace e bene, mia cara.

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È vero, lo dicevo nel post Le società dell’odio che lo sfruttamento è alla base dell’ingiustizia. Però se noi oggi sappiamo distinguere tra una società giusta e una sbagliata significa che qualcosa di buono abbiamo avuto, che dei diritti li abbiamo goduti. Come sempre speriamo che da un male possa uscire un bene, nonostante i politici mediocri che governano il mondo.

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Il post è interessante e per niente banale a mio avviso.
C’è da sottolineare che, sempre a mio parere, il covid-19 (e lo pensavo anche io due mesi fa)non è un virus qualsiasi e non è un influenza diciamo “pacata”. Perchè sono stati accertati casi di persone che hanno contratto il Covid-19 nonostante il loro organismo funzionava regolarmente e non erano soggetti immunodepressivi, quindi ritenuti sani. Forse pochi sono stati i casi simili ma se tiriamo le somme troviamo dati sconcertanti. La pubblicità è regresso non progresso, sopra ad un contratto pubblicitario si mangia moltissimo e non rimangono briciole per nessuno. Basti vedere Bill Gates che è riuscito ad investire una parte del suo patrimonio in piu’ case farmaceutiche alcune di esse avevano inviato nella regione del Whuan i loro emissari.

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Domani Bill Gates sarà in video conferenza con Conte per parlare di vaccino per il coronavirus! Tutti cavie al servizio dello speculatore di turno, la cosa peggiore è che tanta gente crede al magnate illuminato al servizio dell’umanità sofferente! Ciao grazie per il commento e buon primo maggio

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Verissimo,bisogna darsi da fare per ripristinare un servizio sanitario decente. Il dover scegliere se salvare un giovane o uno più anziano fa venire la pelle d’oca. Facciamo i paladini dei diritti umani dei bisognosi di tutto il mondo e poi ci inciampiamo in frasi o pensieri così disgustosi.. Ho sempre pensato che le case farmaceutiche fossero molto più potenti di fatto di lobby di banche e di armi…la realtà mi sta dando ragione.

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