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C’è chi vota NO!

“C’è chi dice NO!” , cantava Vasco Rossi in una sua canzone! Affermazione che diventa per me uno slogan, una propaganda per bloccare la riduzione dei parlamentari voluta dalla legge votata in parlamento e in maniera trasversale dalla maggioranza delle forze politiche. Le legge approvata nell’ottobre 2019 deve essere sottoposta a referendum perché non è passata con maggioranza assoluta nelle due camere grazie alla successiva esplicita richiesta di 71 senatori. Anche solo il pensare che in questo momento storico ci siano davvero personalità politiche e istituzionali così illuminate da riuscire a riformare seriamente il parlamento, al punto tale da migliorarlo a me sembra assurdo! Provo piuttosto un sentimento d’angoscia tanta è la mia fiducia verso questi rappresentati del popolo. Motivazioni trash come quella del “risparmio” preferisco non commentarle per niente. Ognuno poi ha il suo pensiero, più che leggittimo senza alcun dubbio. Perché qui, ripeto, il disastro è stato compiuto dai partiti che tale legge l’hanno votata. I peggiori sono quelli che dopo averla votata ora spingono i propri elettori a votare NO (anzi NI), ma non potevano pensarci prima? La democrazia non è un gioco per irresponsabili: capisco che il ragionamento potrebbe riportare a galla con forza le ragioni trash per il SI, ma tant’è la gente con cui abbiamo a che fare! Preferisco quindi spostare l’attenzione sul valore che sta dietro un parlamento che possa almeno potenzialmente essere in grado di rappresentare i cittadini. Liliana Segre in un’intervista a Repubblica ha affermato: ” Sentir parlare di questa istituzione che fa parte della mia religione civile come se tutto si riducesse a costi e poltrone è qualcosa che proprio non mi appartiene”.

Altro da aggiungere non ho!

Di opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

14 risposte su “C’è chi vota NO!”

In tutto questo marasma, credo che la prima perdente, comunque vada, credo che sia stata la razionalità, la logica: che senso ha approvare con un si, il provvedimento varato da un parlamento che, i fautori del si, definiscono composto nell’ordine da una totalità di: parassiti, portaborse, corrotti, pupi, nani, ballerini, assenteisti… ? Dov’è finito il principio di non contraddizione?
Nessuno dei fautori del si lo spiega. Anzi si rifugiano nel sostenere che questa è un’opportunità per cominciare a fare le riforme. Però non spiegano nè con chi, nè come. C’è solo l’impegno verbale da parte di Travaglio, in un’intervista, ad iniziare una campagna stampa per la riduzione dei compensi parlamentari. Per il resto è un continuo magnificare gli effetti taumaturgici di questo taglio della rappresentanza parlamentare, ovvero dell’unico modo che ha il cittadino per farsi sentire in un luogo in cui nascono le leggi. E’ tutto un magnificare le sorti del dopo trionfo del si: le segreterie dei partiti, di colpo si faranno più sagge: sceglieranno quelli più preparati e motivati dall’interesse specchiato per la cosa pubblica; di colpo gli elettori rinsaviranno e non ascolteranno più le sirene di mafie, consorterie, massonerie, bustarelle e populistici richiami, facendo convergere i propri voti sui migliori… Mi chiedo: come si può essere così fessi da crederci sul serio?
Vien proprio da dirlo a cuore spezzato: robbbe da pazzi!!!!

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Condivido ogni tua parola! Spero che la gente vada oltre la rabbia e il disgusto che ormai prova per i politici e voti NO, una forma di rispetto nei confronti di quei padri fondatori della Costituzione che nella democrazia credevano realmente. Il fascismo aveva impedito alla libertà di esprimersi e di contare, a me sembra che il rischio di questa riforma sia proprio quello di portare il voto all’insignificanza mettendo sempre di più tutto in mano a pochi capi partito. Non conosco la composizione politica dei 70 senatori che hanno richiesto lo svolgimento del referendum (credo che senza esplicita richiesta non si sarebbe svolto nonostante la legge sia passata nelle due camere senza la maggioranza assoluta), voglio sperare che questo sia almeno un segno positivo, una presa di coscienza anche se tardiva di chi è chiamato a rappresentarci, il cui primo compito dovrebbe essere la tutela della democrazia

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Riguardo la composizione del gruppo di parlamentari che hanno richiesto il referendum, la composizione è alquanto variegata. Spazia da parlamentari di sinistra, di Leu, forza Italia, socialisti, radicali, per giungere ad una pattuglia di leghisti che si sono aggiunti in ultimo, per garantire il numero sufficiente per rendere accettabile la richiesta. Probabilmente questi ultimi si sono aggiunti perché i leghisti volevano seminare zizzania, grazie al referendum, nella maggioranza di governo. Del resto si sa che i principali difensori della costituzione stanno principalmente a sinistra.

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