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Racconto

Inizio

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Prologo

Era sempre stato lì, ad attenderlo,… era sempre stato lì! Generazioni di ombre passate in superficie, ma mai un volto amico da guardare. Quando la vita ricomincia capita spesso di smarrirsi, eppure non so. Non so proprio perché il vuoto che mi stringe sia sempre così grande. Un volto amico, per favore, datemi un volto amico in cui possa riconoscermi!

Era estate e pensare che oggi io le odio proprio le estati, con la loro immobilità, sembra di vivere inchiodati ed oppressi dall’afa e dall’azzurro languido del cielo. La cosa buffa, fra l’altro, è che sono nato in estate, proprio nel pieno della sua maturità. Le città si svuotano, tutto si ferma ma tu decidi di fare capolino nella vita. Quando mi guardo dentro lo sento proprio quel dolore caratteristico di ogni nascita, un trauma senza tempo che accompagna da sempre l’umanità. È il nostro Big bang, la genesi di ogni genesi, il punto, l’inizio, la fine del tutto indistinto e dell’anonimato.

Cerchiamo di districarci da questo ingarbugliato gomitolo di ricordi. I tasselli sono molti, ma tutti si incastrano inevitabilmente. Questa, sapete, è l’unica palese verità di ogni vita. Fateci caso, guardate indietro, avanti e poi tornate in voi stessi. Non vedete che tutto combacia? Cosa c’è di strano, di casuale, nella vostra vita?

Photo by Suzy Hazelwood on Pexels.com

Inizio degli anni ’80

Luca aveva quasi 11 anni e una grande fantasia, ogni cosa nel suo mondo da bambino era color pastello, un mondo a fumetti dove tutti i personaggi erano suoi amici. In quel mondo ci si poteva rifugiare, cullare, avventurare, ma fuori era un’altra cosa. Fuori era misterioso, anzi addirittura pauroso! Questo non significa che Luca fosse un disadattato, piuttosto doveva crescere e sentirsi pronto ad uscire, a rinascere. Aveva amici reali, certo che sì! Una di queste era Anna che riappariva nella sua vita all’inizio di ogni estate, verso la fine di Giugno per le vacanze estive. Quando finalmente arrivava era come un vento fresco in mezzo all’immobilità dell’afa opprimente dell’estate. Sconvolgeva, smuoveva, esaltava ogni cosa in cui si imbatteva con il suo entusiasmo.

Luca viveva con i suoi genitori in un appartamento in affitto costruito alla fine degli anni ’30 del ventesimo secolo. Ancora i pavimenti e gli infissi erano quelli originali ed entrando in casa era come fare un salto indietro nel tempo! Una casa vecchia ma solida al di là di ogni ragionevole dubbio, perché costruita con una tecnica mista, aveva muri maestri fatti di mattoni pieni, ma anche solidi pilastri di cemento armato. Erano le prime case veramente antisismiche che venivano costruite con criteri rigorosi e negli anni avevano superato indenni già altri terremoti di rilievo! E al piano terra, in parte seminterrato, oltre alle cantine, sul davanti dell’edificio affacciate su dei giardini c’erano delle stanzone utilizzate come abitazione da una zia di Anna. Ed è lì che lei e i suoi genitori passavano l’estate fuggendo dal caos della città dove vivevano nel resto dell’anno, Roma! Vivevano un po’ accampati e senza troppe pretese, ma a differenza di oggi non gli mancava niente perché era la semplicità a riempire le loro vite. Al mattino andavano al mare, perché Ancona è una città di mare, poi al pomeriggio si rilassavano lasciando passare il tempo fra una chiacchierata e l’altra, godendo al calar della sera la frescura dei vicini giardini e degli alti alberi frondosi che ombreggiavano la casa. Perché i piccoli giardinetti, sopraelevati rispetto alla strada, erano proprio davanti alla casa, uno per ognuno dei sei appartamenti della palazzina dove abitavano Luca e la zia di Anna.

<<Cavoli Luca, ma quanti fumetti hai? Passi più tempo a leggere che a respirare un po’ d’aria fresca! Stasera facciamo un picnic nel giardino dei tuoi? Invitiamo pure Carla e suo fratello Aldo così ci divertiamo>>

I fumetti erano sacri per Luca, ormai la pila che puntualmente costruiva partendo dal pavimento, era diventata più alta di lui e sarebbe continuata a crescere ancora per molti anni. Però le proposte di Anna erano sempre interessanti, coinvolgenti al punto da distoglierlo dai suoi amati fumetti.

<<Ok Anna, mangeremo dei panini con wurstel e patatine fritte, il tutto annaffiato con un fiume di coca cola! Ascolteremo pure la cassetta di Vasco Rossi “Bollicine” che mi ha comperato mia madre>>

Crogiolarsi nella semplice delizia della propria reciproca presenza, avere la gioia del mondo intero a tua disposizione perché sai che l’altro è un universo in cui puoi specchiarti e vederci attraverso, l’altro in quel momento è tuo amico vero e l’amicizia è dono! Ma quanto dura questa magia? Sfugge dalle mani come sabbia fine, stringi ma continua a cascare e si sparge nel vento della vita. Il vento dei pensieri, del tenere sotto controllo, del diventare adulti.

Una foto sfuocata quei ricordi, ma a che servono le foto? Ci focalizziamo su un’immagine perdendo di vista l’insieme di cui facciamo parte. Ma il racconta continua… (forse)

Di opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

2 risposte su “Inizio”

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