
La genialità di Leonardo gli ha permesso di inventare macchine che sarebbero state realizzate solo molti secoli più tardi. Nel Codice atlantico possiamo vedere un elicottero, un carroarmato meccanico, un paracadute e una calcolatrice… molte di queste invenzioni sono state costruite recentemente seguendo le sue indicazioni dimostrando di essere perfettamente funzionanti. Ma se Leonardo sapeva “vedere il futuro”, perché non pensare che avesse altrettanta capacità di portarci indietro nel tempo di fronte a straordinari eventi del passato? Mi riferisco chiaramente proprio alla sua “Ultima cena”, questo affresco “a secco” che ci mostra quello che sarebbe potuto accadere quando Gesù pronunciò queste parole: <<Questa sera uno di voi mi tradirà!>>
I Dodici si agitano, ognuno reagisce in modo differente a queste parole tragiche. Leonardo divide i dodici in quattro gruppi di tre.

A destra Taddeo e Simone, cercano di ragionare, mentre Matteo li osserva e, con le braccia che vanno in direzione opposta allo sguardo, porta il gruppo al centro della tavola, verso Gesù che ha pronunciato le parole all’origine del loro agitarsi.

A sinistra Bartolomeo si alza di scatto appoggiando le mani sul tavolo. Giacomo il minore si gira allungando la mano, mentre Andrea, fratello maggiore di Pietro, alza le mani come per respingere ogni accusa.

A sinistra, vicino ad Andrea, Pietro si alza con rabbia e appoggia la mano sinistra sulla spalla di Giovanni come a chiedergli spiegazioni su quanto detto da Gesù. Con la mano destra impugna il coltello pronto a colpire il traditore.
Giuda (seduto, Pietro è dietro di lui) si sente scoperto, ha paura, è come paralizzato e vorrebbe scomparire. Nella mano ha il sacchetto con le monete. Il suo volto è l’unico in ombra, un’ombra che ormai fa parte di lui è ha corrotto il suo animo in profondità.

Subito alla destra di Gesù c’è Filippo, che con le mani al petto chiede a Gesù: “Sono forse io?”.
Tommaso invece alza il dito come a chiedere le prove di una simile accusa. Di lì a pochi giorni metterà il suo dito nelle piaghe di Gesù per poter superare la propria mancanza di fede.
Giacomo Maggiore sembra scandalizzato dalle parole del Signore e allarga le braccia come a volersi allontanare da Gesù.
Chi rimarrà acconto al Signore quella sera nell’orto degli ulivi? Ma del resto, chi di noi lo avrebbe fatto? Chi avrebbe mai capito l’enormità di quanto stava per accadere?
Il tempo e lo spazio si sono piegati e Leonardo ci ha proiettati lì, di fronte a Cristo che pur ritreaendo la mano dal piatto dove Giuda stava mangiando, non si sottrae al suo tragico destino e lava il peccato di ogni uomo col suo stesso sangue!
Ottima lettura di questa fantastica opera, Roberto. Hai egregiamente tratteggiato e interpretato ogni figura e ogni simbolismo che Leonardo ha voluto suggerire. Il quadro prende vita dalle tue parole e suscita il ricordo doloroso dell’orto degli ulivi e il rimorso per la nostra pusillanimità.
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Grazie Marcello, mi fa molto piacere il tuo apprezzamento. Mi sono limitato alla trascrivere i gesti dei vari persone, ma già questo pensando a quanto sapeva vedere lontano Leonardo, sembra davvero un’immagine potente di quanto accadde in quell’Ultima cena!
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Grazie a te, Roberto!
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L’ha ripubblicato su Il mio viaggio.
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Grazie Giovanni per il reblog
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Muito bom! Li com toda atenção e estou aqui admirado com as artes e as explicações.
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Grazie Estevam, sono contento che hai apprezzato il mio commento dell’affresco di Leonardo da Vinci
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Grazie perché guardo questo splendido dipinto e vedo oltre come mai .. grazie.
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Grazie a te Stefi, mi fa piacere che il mio post sia servito ad apprezzare di più l’opera del grande Leonardo
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