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Filosofia e religione

Sogni

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<<Persino sognare è una punizione. Ho raggiunto nei sogni una tale lucidità che ogni cosa che sogno la vedo come se fosse reale. Era una perdita, dunque, tutto ciò che la rendeva preziosa come cosa di sogno?

Sogno di essere famoso? Sento l’indifferenza che la gloria reca, capisco la privazione dell’intimità e dell’anonimato che rende la gloria dolorosa.>> da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa, ed. Feltrinelli

“Sognare è dimenticare” – dice Pessoa – “è un sogno senza sogni fatto in stato di veglia!”.

Pensateci! Smettiamo mai di sognare? Forse, quell’inquietudine, quei déjà-vu, quei disallineamenti nell’apparente continuità della nostra vita. La lucidità è pazzia, vedere i sogni senza più dimenticare schiaccia la coscienza e stride, forse, addirittura, uccide la speranza, u c c i d e la speranza, si… la uccide.

Di opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

3 risposte su “Sogni”

Questo mio bacio accogli sulla fronte!
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica
che non sbagli se pensi
che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia, se la speranza volò via
in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient’ altro,
è forse per questo meno svanita?
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.

Sto nel fragore
di un lido tormentato dalla risacca,
stringo in una mano
granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
per le mie dita, e ricadono sul mare!
Ed io piango – io piango!
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
O Dio! Mai potrò salvarne
almeno uno, dall’onda spietata?
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno?
(Edgar A. Poe)

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Bellissima Gianni, diciamo che tutti i grandi artisti hanno sperimentato nel profondo la dimensione onirica della vita aprendo gli occhi sulla fragilità umana. Camminiamo sull’abisso e la lastra di vetro che ci sorregge è attraversata da una miriade di ragnatele pronta a frantumarsi sotto il peso della consapevolezza!

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