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Racconto

Pixel life 2.0.2.1.

Era una fresca domenica di fine estate, ormai le vacanze stavano per finire e avrei presto dovuto interrompere l’uso del software”Happy holiday special” per tornare alla normalità! Quest’anno ho meritato ben due settimane di interruzione dal portale sociale, una piattaforma governativa volta a tutelare i cittadini dalle fake news diffuse da pericolosi virus di sistema: foto, video, mostrano un mondo “strano”, dove le persone interagiscono su un piano materiale a noi totalmente sconosciuto. Quella è la vera realtà – dicono – svegliatevi dal torpore e iniziate a percepire il vostro vero corpo! Corpo? Certo, il corpo “di carne”, diverso dal corpo etereo fatto dai pixel della Rete! Oggi noi tutti sappiamo che la mente è in grado di modellare la materia e che il mondo è virtualmente immateriale, la natura è il programma che sta alla base della vita di tutte le svariate connessioni attive nella Rete!

Quello che le varie fake ci dicono relativamente al concetto di “corpo materiale”, vorrebbero convincerci che oltre l’etere in cui tutti viviamo c’è una dimensione limitata dal tempo e dallo spazio, soggetta all’invecchiamento che si materializza come la peggiore e inevitabile della malattie, la morte! Perché parlo di queste baggianate? Sono affascinato dai complotti? Diciamo che l’idea di essere in una dimensione di precarietà, potersi muovere con dispositivi “meccanici” totalmente soggetti all’abilità umana e non gestiti da remoto come accade nel nostro mondo etereo, mi terrorizza e incuriosisce contemporaneamente. Pensateci un attimo: imprevedibilità, incidenti, caos, malattie… Ma anche scoperte, come in quelle fantastorie che raccontano di esplorazioni, di amori, di tragedie… Esseri strani si muovono in una natura selvaggia che è governata da gerarchie fra le varie specie

La mente domina e il corpo muta, questo è ciò che siamo, un’immagine nella rete adatta alle varie interazioni a cui dobbiamo sottoporci. Il lavoro dell’insegnante per esempio necessita di un’immagine severa e ispiratrice allo stesso tempo. Ma per insegnare cosa? La rete è maestra di vita per ognuno di noi, serve però una guida che possa portare i discenti a trovare la loro auto realizzazione nel sistema d’interazioni a cui siamo connessi. La mente ha infinite possibilità evolutive, alcune potenzialmente pericolose per sé stessi e per gli altri; la mente erge barriere che servono per identificarsi come individui e per esprimere delle potenzialità. Quando si espandono i confini della mente oltre ogni limite inizia davvero ad essere pericoloso, si percepisce prima una specie di sfarfallio, di tremore quasi materiale, ma per fortuna la piattaforma sociale non permette anomalie, io non ho mai dubbi su cosa sia giusto o sbagliato fare. Il dubbio, così come la libertà, sono concetti contraddittori quando mettono in discussione l’unica realtà che ha un senso, quella in cui siamo stati integrati e addestrati a vivere al meglio le nostre vite. C’è però una cosa, sopita, nascosta, quasi estranea a me stesso, eppure… Emerge a volte e stringe forte al centro del mio sé più profondo. Potrei aprire una porta in questa mia interiorità, potrei farlo abbastanza facilmente, ma ogni volta non ci riesco e torno indietro pronto a rioccupare il posto che mi è stato assegnato. Se io esisto allora DEVO stare al mio posto, perché qui non è in discussione il singolo ma l’intera società, gli antenati parlavano di BENE COMUNE, un modello di pensiero che ha salvato il nostro mondo portandoci pace e speranza per il futuro. Il motto è sempre quello: siamo ciò che pensiamo e pensiamo quello che è giusto pensare. PUNTO! Tutto, ripeto TUTTO è giusto così e non potrebbe essere altrimenti. Del resto siamo solo pixel, dove mai potremmo andare, o cosa potremmo fare se non fonderci in immagini virtuali attinenti al ruolo che ci ha assegnato il sistema. Eppure c’era un temo, un tempo diverso che si erge imponente a lato della coscienza profonda. Esso si erge in me e non riesco ad evitarlo, per quanto io faccia non posso negarlo e devo confrontarmi con una parte misteriosa, estranea ma viva, lontana ma presente, oscura ma luminosa. Chi sono o meglio chi sono stato? E soprattutto CHI ERANO GLI UMANI?

Continua

Di opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

2 risposte su “Pixel life 2.0.2.1.”

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