La curiosità di Pandora

Giove ordinò a Vulcano di costruire una donna.

– Voglio che sia bellissima,- disse – giovane e affascinante come una dea: rendila viva con una scintilla del tuo fuoco.

Vulcano obbedì e diede forma e vita a una giovane di straordinaria bellezza, che fu la prima antenata di tutte le donne.

La dea Minerva le insegnò a filare la lana, a tessere e ricamare. La dea Venere le diede il dono di fare innamorare tutti di sé. Il dio Mercurio, invece, le mise nel cuore la vanità, ostinazione e molta curiosità.

Quando la fanciulla fu pronta tutti gli dèi l’ammirarono e Giove, soddisfatto disse:- Gli uomini si rallegreranno molto di questo mio dono, non sapendo che questa donna sarà l’origine di tutte le loro disgrazie.

Poi egli prese la fanciulla per mano e la presentò agli dèi dicendo:- Poiché ha ricevuto doni da tutti voi, si chiamerà Pandora (che significa “tutti i doni”).

Dopo una breve pausa soggiunse:- Anch’io le farò un regalo – e le mise tra le mani un vaso di terracotta con il suo coperchio ben chiuso.

Pandora scese sulla terra e si presentò ad Epimeteo, che fu felice di accogliere quella bella creatura.

– È proprio come ci si aspetta che sia un dono dal cielo – disse tra sé meravigliato e commosso – la farò mia sposa e la terrò sempre con me.

Pandora dunque abitò nella casa di Epimeteo con il suo vaso ben chiuso. Ricordava bene che Giove le aveva ordinato di non aprirlo mai, ma moriva dalla voglia di sapere che cosa contenesse. << Chissà,>> fantasticava << ci sarà dell’oro dentro o una magica crema di bellezza o dei gioielli. Del resto che regalo è un regalo che non si può guardare, toccare, godere? Potrei sollevare il coperchio solo un pochino, tanto per rendermi conto di cosa si tratta. Una sbirciatina soltanto e poi lo richiuderò e non lo toccherò più. Nessuno se ne accorgerà.>>

Un giorno che era sola, quasi senza accorgersene allungò la mano verso il coperchio del vaso e lo sollevò poco poco con l’unghia, ma non vide nulla. Allora lo aprì del tutto e dal vaso si levò come una nebbia in cui si intravedevano tre orribili fantasmi, che tesero verso di lei scarne braccia di scheletri.

– Ah! – gridò Pandora terrorizzata. – Che cos’è questo?

Erano la Febbre, la Malattia e la Morte, che silenziosamente sì dileguarono dalle fessure delle porte e dalle finestre e si diffusero in ogni angolo della Terra. Fino ad allora gli uomini non avevano conosciuto i mali che portano alla morte: per questo erano simili agli dèi immortali. La curiosità di Pandora li rese invece fragili, esposti alle malattie, destinati a morire, prima o poi, tutti, inevitabilmente.

In fondo al vaso però, era rimasta una cosa buona, la sola cosa buona che Giove vi aveva messo: la Speranza. Una sola cosa buona, che, però, dà all’uomo la forza di resistere al dolore.

Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

6 pensieri riguardo “La curiosità di Pandora”

  1. Je passe te dire Bonjour
    Il paraît que les personnes les plus chers à notre cœur sont celles à qui nous pensons à notre réveil
    Tu es l’une de ces personnes car tu es ma meilleure amie ou ami
    Belle journée profite au maximum
    Bise avec toute mon amitié
    Bernard

    Piace a 1 persona

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Una volta tanto tempo fa, vi era una piccola scugnizza, danzatrice su fili elettrici, adesso vi sono solo terre lontane da raggiungere in Porsche Carrera, cappotta scoperchiata, niente stereo alto, niente sigarette nel cruscotto, niente lattine verdi smeraldo dietro a tintinnare, niente ripensamenti.

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