Principi della propaganda

Anne Morelli (Belgio1948) è una storica belga specializzata in storia delle religioni e delle minoranze.

  • Principes élémentaires de propagande de guerre (2010)

Principi elementari della propaganda di guerra

I dieci principi elementari della propaganda di guerra (in francese: principes élémentaires de propagande de guerre) che A. Morelli propone nel suo libro offrono principalmente una chiave di lettura critica, analitica e pedagogica. Il suo lavoro non ha per finalità la difesa dei “dittatori” o una presa di posizione partigiana, ma la constatazione della regolarità con cui questi principi vengono usati nel campo mediatico o sociale. Sul banco degli imputati vi sono sia vincitori che vinti.

« Non cercherò di sondare la purezza delle intenzioni degli uni e degli altri. In questa sede non cerco di sapere chi mente e chi dice la verità, chi è in buona fede e chi non lo è. La mia unica intenzione è d’illustrare i principi di propaganda, unanimemente utilizzati, e di descriverne i meccanismi.»

È tuttavia indiscutibile che dopo le ultime guerre che hanno segnato la nostra epoca (guerra in Jugoslavia, guerra del Golfo del 1990-1991, guerra del Kosovo e Metochia, guerra d’Afghanistan del 2001, guerra in Iraq), sono le nostre democrazie occidentali e il campo mediatico corrispondente a venire messi in discussione.

Ecco i dieci principi elementari:

  1. Noi non vogliamo la guerra
  2. Il campo nemico è il solo responsabile della guerra
  3. Il capo del campo nemico ha la faccia del diavolo ( o del “brutto” di servizio)
  4. Noi difendiamo una nobile causa e non interessi particolari
  5. Il nemico provoca atrocità intenzionalmente, e se capita anche a noi, sono involontarie
  6. Il nemico utilizza armi proibite
  7. Le nostre perdite sono poche, le perdite nemiche sono enormi
  8. Gli artisti e gli intellettuali sostengono la nostra causa
  9. La nostra causa ha un carattere sacro
  10. Coloro che mettono in dubbio la nostra propaganda sono traditori

Nella prima versione del 2001 A. Morelli precisa, con umorismo, che questi principi sono “utili in caso di guerra fredda, calda o tiepida”. Tratto da Wikipedia: Anne Morelli

Io aggiungerei che sono principi utili anche in caso di guerre “sanitarie” come quella covidiana (Hollywood style)! Tipo: 1 No ai lockdown; 2) È colpa solo del covid; 2) Se c’è un colpevole è la Ciii naa coi pipistrelli e laboratori e demoniaci esperimenti…4) Dobbiamo essere uniti per combattere il virus…dai che è facile, continuate voi se volete!P

Autore: opinioniweb - Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di "fede" non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l'unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

5 pensieri riguardo “Principi della propaganda”

  1. Caro Roberto, gli asserimenti vergati da Anne Morelli circa la “Propaganda” mi fanno fare la seguente riflessione sull’ “un pò” pleonastico. La propaganda è un mezzo di persuasione o diffamazione in uso NON solo in Occidente ma a Nord, a Sud e a Oriente. Putin poco fa dall’EurAsia, propagandava gli “isterismi” di Biden, quando i servizi segreti internazionali allertavano su un’ imminente guerra d’invasione, guerra che è ora scoppiata!

    È “automatico” che l’antagonista sia malnominato (avverbiandolo secondo lo stile lessicale proprio praticato); dare del “macellaio” a Putin è sicuramente antidiplomatico ma è superbamente vero!

    Saltando di alcuni punti il decalogo, soffermandoci sulle “atrocità” ,possiamo disquisire su quelle più famose e storiche di USA (Giappone,Viet Nam) e URSS, (la repressione in Cecoslovacchia del ’68, l’intervento armato in Afghanistan nel ’79), per arrivare alle più fresche (di “atrocità”,intendo), come quelle dell’omino del Cremlino. “Traditori”? Mmh, ci fu un tale – che molti, increduli, dubbiosi,confusi e giusti, vorrebbero avere come giudice: questi è Cristo Gesù; a Lui è attribuita la frase: “Chi non è con me è contro di me” (Giuda, contro lo era). Ma nei casi più terra terra, non credo neppure sia da tirare in gioco i traditori: io darei una connotazione diversa: Fan, accorciativo di Fanatico, che riassume la postura ideale degli “ammiratori”, “seguaci”, “affascinati”,con la loro superficialità d’una…pluma!
    Ciao, buona prosecuzione.
    🖐️☺️

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    1. Arturo Ponsomby è un deputato laburista che per primo durante la seconda guerra mondiale scrisse questi principi. Egli dichiarava che: «Quando si dichiara una guerra la prima vittima è la verità»! Questo vale sempre e in ogni guerra, tant’è vero che Anne ha scritto questi principi nel 2001 rielaborandoli nel 2010(ecco il riferimento alle guerre dell’Occidente). Quindi la propaganda riguarda l’occidente e non invece la Russia di Putin? Assolutamente no, l’unica riflessione che mi viene da fare è che l’Occidente non ha niente da insegnare agli altri in fatto di menzogne e distorsione della realtà. E questa guerra è l’ennesima occasione persa di redimere almeno in parte gli errori del passato, facendo valere i principi democratici, i diritti umani e soprattutto la necessità della pace in ogni modo possibile e immaginabile. Invece a suon di propaganda stanno attaccando perfino il papa unica voce sincera a gridare contro la guerra! Anche lui è un pericoloso putiniano? Nonostante tutto speriamo che prevalga ancora il buon senso, e su questo sono convinto che solo l’Occidente può vincere. Ciao Mario e grazie per le riflessioni sempre interessanti

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      1. Siamo perfettamente d’accordo: la civiltà occidentale non può insegnare quel che non sa e che non ha; tranne una cosa (che comunque rientra in un gioco di strategia),che è: noi qui,su questa ospitante piattaforma, WP, possiamo esprimere le nostre idee, avversarne altre, senza che qualche “milite” bussi alla nostra porta per arrestarci. Questo va (ancora) riconosciuto alle società come la nostra italiana. Sul Papa, c’è da dire – la mia amata mi dice a volte che sono “chiesaiulo” ma non è proprio così-: lui, Francesco, anche in questo frangente NON dovrebbe parlare con riguardo, lievemente e genericamente di chi ha gravissime responsabilità; dovrebbe indirizzare – INDIRIZZARE – il proprio dissenso e il dissenso divino per la morte causata, facendo semplicemente i nomi, IL nome. Questa linea dialettica è una cosa che si ripete poiché anche Pio XII ebbe, risulta dalla Storia, un contraddittorio debole, remissivo o comunque non energico e all’altezza della Voce di Dio.
        Ciao Roberto, grazie per lo scambio di opinioni,sempre bello e confacente! Buon pomeriggio!🖐️🖐️☺️

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  2. Il piacere è reciproco. Speriamo che queste libertà di cui ancora abbiamo facoltà durino. Perché la storia sul greenpass e limitazioni varie è ancora tutta lì e ho proprio l’impressione che il prossimo lockdown che ci verrà imposto sarà economico-climatico e lì ci dovremmo adattare senza poter neanche alzare la testa (quando ti levano ogni possibilità di sostentamento economico non duri a lungo a protestare)

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