Santa Rita

La Santa di Cascia fu devota alla passione di Cristo per tutta la sua esistenza terrena. Un venerdì santo durante una delle sue intense preghiere supplicò Gesù di associarla alla sua passione e a quel punto un raggio di luce, partito dal crocifisso, andò a riflettersi sul suo capo e una spina del crocifisso davanti a cui stava pregando le si confisse in fronte. La profonda ferita diventò una piaga insanabile che le causò dolore. Inoltre produceva un tale fetore che costrinse la Santa a restare in solitudine a parlare con Dio. Alla fine dei suoi giorni, malata e costretta a letto, Rita chiese a una sua cugina venuta in vista da Roccaporena di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna, per farne dono alle consorelle. Ma siamo in inverno e la cugina la asseconda, pensandola nel delirio della malattia. Tornata a casa, la giovane parente trova in mezzo alla neve una rosa e due fichi e, stupefatta, subito torna a Cascia per portarli a Rita. In punto di morte, Rita da Cascia, sentì la voce di Gesù e della madre defunta che la invitavano a entrare nella dimora celeste. Era il 22 maggio del 1439.

Per chi non l’avesse già letto altre notizie su Santa Rita potete trovarle qui https://opinioniweb.blog/2020/05/17/santa-rita-e-le-api/

Opulenza e fame

“Tutti ricordiamo le grandi parole del papa Paolo VI: «I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell’opulenza. La Chiesa trasale davanti a questo grido di angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello».

A questo punto alla carità si aggiunge la giustizia, perché – dice ancora Paolo VI – «la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario». Di conseguenza «ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile >>. Alla luce di queste forti espressioni si vede quanto – individui e popoli – siamo ancora distanti dall’amare gli altri «come noi stessi», che è comando di Gesù.“ Papa Giovanni Paolo I, Udienza Generale – 1978

Limiti

Il mondo è abbastanza ricco per soddisfare i bisogni di tutti, ma non lo è per soddisfare l’avidità di ciascuno.

Mahatma Gandhi

Vero, ma purtroppo per noi la scelta che dobbiamo fare è fra Gandhi e sta roba qui :

https://www.r101.it/news/fuori-onda-news/1323168/overshoot-day-2022-litalia-ha-esaurito-le-risorse-naturali.html

Non ci sono alternative, se uno pensa che ci sia un’oncia di verità nell’agenda mondialista automaticamente esclude Gandhi. Idem se pensa che il vero si nasconde nella saggezza gandiana, in nulla compatibile con le verità “di fede” mondialiste.

Non esiste una natura “astratta e separata” dall’essere umano. C’è piuttosto un equilibrio precario ma pur sempre necessario tra sviluppo e natura; così come c’è una capacità dell’uomo di trascendere la natura stessa di cui fa parte.

Ma estrapoliamo alcune perle dall’articolo sopra:

“Per invertire la tendenza però non basta diminuire i consumi, dovremmo invece andare in negativo, quindi quando finisce l’anno dovremmo avere ancora risorse. Ma forse è pura utopia.

Immaginate di ridurre drasticamente l’alimentazione, l’energia, non costruire più case e tutto ciò che ha a che fare con l’edilizia. Stop alle auto e all’elettricità e al riscaldamento. Sono questi i fattori che determinano l’Over Shooting.

Vi ricorda qualcosa? Razionare l’energia e abbassare drasticamente i consumi è il neo-mantra per dare il nostro contributo alla pace. Oltre naturalmente ad inviare armi.

Comunque io ho già deciso, sto con Gandhi perché l’avidità, come la stupidità sono indiscutibilmente più dannosi e insostenibili di qualsiasi altro spreco che l’uomo possa fare. E voi con chi state?

I tre talismani per il duemila, Italo Calvino

Le risposte di Italo Calvino furono: Imparare poesie a memoria. – Fare calcoli complessi a mano. – Combattere l’astrattezza del linguaggio.

Ora pensiamo alla “memoria” nell’epoca dei media massivi e di internet! La valanga di notizie ci travolge e ogni giorno è così! Più che memoria è la sua cancellazione o insignificanza ad essere centrale nella nostra epoca.

La capacità di fare i “calcoli complessi”! Ogni evento complesso viene oggi estremamente semplificato dalla tecnologia, siamo utilizzatori passivi e la mente si adagia su sé stessa.

Finiamo con gli “slogan”, tutto il mondo è ormai modellato sugli slogan che sono l’esaltazione dell’astrattezza perché essi servono a dire tutto senza dire niente!

Ma su tutte spicca la considerazione finale: dobbiamo sapere che tutto ciò che abbiamo potrebbe esserci tolto in qualsiasi momento!

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora! Forse neanche ce ne accorgeremo di quanto abbiamo perso, sciolti in questo mondo dell’immediatezza-insensatezza, la nostra coscienza si farà trasportare dalla corrente.

Alla ricerca della luce

Lo sbocciare dei fiori – BELLISSIMO!!!

Le piante sono esseri alla perenne ricerca della luce e così dovremmo essere anche noi esseri umani. Eppure c’è chi quella luce l’assorbe, anzi la cancella proiettando ombre nel cerchio della vita. Ma torniamo allo straordinario mondo dei vegetali: sono vivi, si muovono, comunicano, …

In questo breve video potete vedere il fenomeno della “timidezza della corona”! Alcune specie arboree crescono senza mai toccare le chiome degli alberi vicini, le ipotesi che stanno alla base di questo affascinante fenomeno sono molte, fra le tante possiamo citare anche qui l’esigenza di far penetrare la luce.

Concludo il post citando un articolo del blog del 2018 che potete leggere qui https://opinioniweb.blog/2018/07/18/congrue-incongruenze/

“… Ma anche nel nostro mondo c’è un mondo che sviluppa sensi molto differenti dai nostri, eppure pur sempre fisici, quello delle piante.

Esistono studi sulle piante che dimostrano la presenza di una loro specifica sensibilità! Innanzitutto esse sono in grado di comunicare tra loro, addirittura di lanciare segnali d’allarme. Quando un acacia viene mangiata da un erbivoro come la giraffa, che con la sua lingua coriacea è in grado di mangiarsi anche le spine, essa produce elevate quantità di tannino per rendere le sue foglie amare e indigeste ed emette anche odori per avvertire altre acacie presenti nel raggio di molti metri di distanza. E molti sarebbero gli esempi di strategie di comunicazione fra le piante che si potrebbero fare.

Inoltre ci sono viticoltori che usano la musica per migliorare la fertilità delle loro vigne con ottimi risultati Leggi “Il vigneto che ascolta Mozart!”.

Addirittura c’è chi come Cleve Backster (clicca sul nome per approfondire) negli anni 60 applicò un poligrafo, cioè una specie di macchina della verità, sulle foglie di una pianta arrivando ad ipotizzare emozioni e addirittura forme di telepatia dalle reazioni che riuscì a registrare con tale macchinario. Naturalmente tali ipotesi non furono accettate dalla scienza ufficiale proprio perché non utilizzavano il metodo scientifico. Erano “non ripetibili” o meglio non congrue, cioè incongrue con il nostro modo di porci davanti alla realtà! “…

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Autore: opinioniweb – Roberto Nicolini

Sono un insegnante di religione di scuola primaria dal 1996. Nonostante tutto il dato di “fede” non ha mai prevalso sulla ricerca della verità. Del resto è l’unica cosa che al di là dei limiti oggettivi della nostra vita ci rende effettivamente liberi e quindi ci avvicina a Dio, in qualunque modo Esso si manifesti!

26 pensieri riguardo “Congrue (in)congruenze!”

  1. Sono riflessioni interessanti 🙂 Un pizzico di incongruenza è necessario nella vita, altrimenti la stessa risulterebbe prevedibile ed estremamente noiosa. Secondo me è una fortuna che oggi la scienza non sia ancora in grado di dare una risposta ad ogni cosa… Lasciamoci pure avvolgere da un po’ di mistero, che senza questo anche l’umana curiosità di indagare verrebbe meno.

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    1. La scienza fallisce tutte le volte che pretende di dare una risposta onnicomprensiva della realtà! Allora diventa Lascienza, un “sapere di sapere” che costruisce una narrazione sul mondo falsata e funzionale ad un sistema di potere. Quindi evviva la scienza e i suoi tanti misteri ancora da scoprire! Ciao e grazie per il commento

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  2. A complicated and varied topic, regarding plants I can in this context recommend the following books “The secret life of plants” by Peter Tompkins / Christopher from the 70s of the last century and an actual book based on latest studies “Brilliant Green” by Stephano Mancuso / Allesandro Viola. It is very enlightening to read about the communication and intelligence of plants, they life in any case much, much longer than our species here on planet Earth. Ciao! @ Ulli

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  3. Ma no, dai. Che il misticismo sia così fortunato da non essere oggetto di indagine scientifica è una illusione ottimistica 😉

    Credo ci sia una intera branca della semiotica dedicata a studiare come comunicare con degli alieni – e se un neonato riesce a imparare a vivere e a comunicare con altri umani (procedimento a dir poco mostruoso, per la mole di informazioni coinvolte) allora non c’è nulla che non si possa comprendere

    Direi che è meglio non mescolare i principi per vivere bene la propria vita personale (= fai quello che ti pare per te, evita gli errori grossolani) con i principi da seguire come consorzio umano o in relazione agli altri (= se non è provato dai per scontato che sia una cazzata fino a prova contraria)

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      1. Non “nel nome”, ma “grazie” 😉 Personalmente penso che la via del progresso sia ancora lunga. C’è molto da scoprire, molto da risolvere. Quelli che pensano sia già terminata sono i reazionari. Quelli che si dedicano a riflettere sulle proprie sensazioni in quest’epoca di mutamenti credo in cuor loro siano alla ricerca di un progresso personale. Purtroppo il relativismo invece non ce lo può levare nessuno. Stamoce.

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  4. Ti faccio i miei complimenti per i tuoi interessanti argomenti, il modo in cui ti esprimi ed il grado culturale che ti permette di esporli sapientemente. Sono d’accordo che il relativismo incentivi il progresso, mentre l’assolutismo imponga un pensiero unico ed equivalga ad una dittatura mentale. Il relativismo è da considerarsi una ulteriore evoluzione del pensiero stesso cui fa riferimento. Un saluto, Franco

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  5. Grazie Franco per il commento e per i complimenti che mi fai, credo un po’ esagerati! L’unico problema è che in nome de LaScienza (volutamente tutta attaccata perché la scienza è altra cosa) l’assolutismo si trasformi in pensiero unico e giustifichi se stesso. Lo stiamo vedendo già oggi nel campo economico, sociale e della morale! Se la parabola evolutiva della scienza non è già finita, essa deve quindi trovare l’antidoto e mettere alla luce le lunghe ombre che coprono l’evoluzione della nostra società! Ciao e grazie ancora per la stimolante riflessione

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  6. Credo che tutti coloro che per avallare una qualunque conoscenza dell’uomo o dell’universo hanno bisogno che essa sia “scientificamente provata” o che “lo dica la scienza” abbiano un grave difetto di comprensione della realtà. Applicare a ogni cosa una spiegazione “razionale” è un atto arbitrario che richiede come prerequisito essenziale l’adesione inconsapevole a un accordo collettivo su come vanno viste e interpretate le cose.

    Cito da “L’anima scientifica” del biologo Giuseppe Sermonti: “L’uomo moderno si è fatta l’idea che la scienza coincida con il mondo… la scienza non è sentita come un particolare rapporto con le cose, ma come le cose stesse. Ecco, le cose, dopo tanto studio umano, sono divenute così partecipi, così consapevoli del loro posto nei testi scientifici, che hanno preso a recitare la parte affidata loro dalla scienza, si sono immedesimate con la scienza, e della loro pretesa di dire qualcosa a modo loro non è rimasto più nulla”.

    Proprio questo, secondo me, è il punto centrale: imparare a tornare ad ascoltare il verbo del reale senza interferire, liberi da preconcetti e barriere artificiali.

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    1. Ma il problema principale è appunto quello che fa notare Sermonti:”…che la scienza coincida con il mondo”. Non è così, è una pretesa a-scientifica e come tale non rende giustizia al metodo scientifico di indagine sul mondo. Inoltre chi usa la scienza in modo distorto per screditare e mettere a tacere l’avversario non è diverso da chi usava la religione per gli stessi scopi.

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      1. Bisogna prima di tutto trovarsi d’accordo su quel che si intende con la parola “scienza”. Per me scienza è quel che il filosofo e matematico russo P.D. Ouspenskij qualifica con tale termine in opere come “La quarta dimensione” o “Un nuovo modello dell’universo”. Se per scienza si intende invece il neodarwismo alla Jay Gould o “il grande disegno” di Hawking, che stanno alla sana scienza (la scienza che comprende la coscienza) come il neoliberismo sta alla sana economia allora ci muoviamo su territori molto diversi.

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  7. Che bel post per un tema interessante! mi viene in mente il concetto di Sincronicità di Jung, quel principio per me affascinante e a tratti contraddittorio dei nessi acasuali. Eventi apparentemente slegati – discordanti, ma che sono in realtà accumunati da uno stesso contenuto significativo, così potrebbe essere (o anche non essere) … per congruenze e incongruenze …

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  8. Bellissimo post! Non dico che non tutto può essere spiegato scientificamente, solo che il metodo strettamente scientifico, ora in uso, non permette di spiegare tutto. Non esiste il paranormale, ma solo il normale che non conosciamo… non esiste la metafisica, ma solo la fisica che non conosciamo (citazione dal mio prossimo romanzo). Come cercavo di spiegare nella mia teoria dei livelli, anche la scienza ufficiale dovrebbe cercare di salire di livello e di cercare una comprensione più ampia.

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  9. Sei stato chiarissimo! Ho una testimonianza di ciò che mirabilmente descrivi in questo tuo scritto Anche i fiori che vivono nel mio giardino sentono la congruenza del mio amore per loro Un caro saluto Adriana

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Soltanto l’idea…

Alaska Mountains by NASA Goddard Photo and Video is licensed under CC-BY 2.0

Non l’amore, ma i suoi dintorni valgono la pena…

La sublimazione dell’amore illumina i suoi fenomeni con maggiore chiarezza della stessa esperienza. Ci sono verginità di grande comprensione. Agire compensa ma confonde. Possedere significa essere posseduto e dunque perdersi. Soltanto l’idea raggiunge, senza sciuparsi, la conoscenza della realtà.

Tratto da Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, Feltrinelli

Il canto dell’ape regina

Il canto dell’ape regina – evento assai raro da ascoltare – sovrasta il ronzio delle api all’interno dell’alveare e si può nitidamente sentire anche fuori dall’arnia. Assomiglia ad una trombetta, dicono che suoni in sol diesis, quello che è certo è che sia un segnale per le api che la regina dà in particolari momenti. La regina canta per avvertire le api che è prossima la sciamatura, essa vuole essere certa che una nuova regina stia per nascere in modo da non lasciare orfane quelle che rimarranno nell’alveare. Ma canta anche al momento della nascita, perché nel caso ci siano altre api regine nate insieme a lei (le api sono solite allevare molte api regine contemporaneamente) può farsi individuare dalle sue rivali per sfidarle ad un duello mortale in cui solo una rimarrà la regina incontrastata dell’alveare.

Nel filmato sopra potrete individuare facilmente l’ape regina, perché oltre che più grande delle altre api era stata marchiata con il colore rosso dall’apicoltore. Il colore in questo caso indica l’anno di nascita 2013. Qui sopra potete vedere i colori convenzionali con cui vengono marchiate le regine dagli apicoltori, esso è un sistema utile sia per la vendita delle regine (chi le compra vuole essere sicuro di comprare una regina giovane), sia come memorandum per l’apicoltore stesso, che ritiene importante ricordare quanti anni ha una regina, dato che in media dopo 3 anni essa viene spontaneamente sostituita dalle api stesse a causa della perdita della fertilità che metterebbe a rischio la sopravvivenza dell’alveare.

Sciame

In questo breve video potete vedere uno sciame d’api che si sta depositando per formare il glomere.

A destra potete vedere il grappolo di api (glomere) che si sono appese ad un arbusto circondando la regina. Hanno appena lasciato l’alveare madre e si apprestano a trovare una cavità dove fare un nuovo nido. Questo significa che le api hanno allevato una nuova regina e la vecchia – dopo aver fatto il suo canto avvertendo le api che la sciamatura era prossima – ha spiccato il volo con alcune sue fedelissime (circa la metà delle api presenti nell’alveare)! In realtà il video me lo ha mandato la mia amica Saura il 24 aprile per chiedermi se potevo recuperare lo sciame che si era posato nel suo giardino. È andato il mio amico Gabriele perché io ero fuori città, il recupero è stato semplice. Si utilizza una piccola arnia in polistirolo, si va sotto il glomere e si scrollano le api dentro l’arnia chiudendo poi il coperchio ma lasciando aperta la porticina sul davanti. A questo punto se la regina è caduta dentro sarà proprio lei a richiamare le api emettendo un ferormone che le attira. Nel giro di una ventina di minuti assisteremo all’ordinata fila d’api che entrano velocemente nell’arnia pronte a costruire i favi necessari per immagazzinare il miele ma soprattutto per fare depositare alla regina le uova necessarie per portare rapidamente la famiglia ad un buon numero di api necessario per la raccolta di scorte per l’inverno. La natura sa sempre come andare avanti, a noi non resta che osservare meravigliati questo spettacolo.

San Giorgio

San Giorgio è considerato il patrono dei cavalieri, dei soldati, degli scout, degli schermitori, degli arcieri; inoltre è invocato contro la peste e la lebbra, e contro i serpenti velenosi. Le reliquie del santo si trovano in diversi luoghi del mondo: a Roma la chiesa di S. Giorgio al Velabro ne custodisce il cranio per volontà di papa Zaccaria.

Come nel caso di altri santi avvolti nella leggenda, così anche per san Giorgio si potrebbe concludere che la sua funzione storica è quella di ricordare al mondo una sola idea ma fondamentale, e cioè che il bene a lungo andare vince sempre sul male. La lotta contro il male è una dimensione sempre presente nella storia umana, ma questa battaglia non si vince da soli: san Giorgio uccide il drago perché è Dio che agisce in lui. Con Cristo il male che non avrà mai più l’ultima parola.

Tratto da San Giorgio, martire

Il gioco dell’oca del gas

Gas asse Russia e Algeria

Aprendo il link sopra potete leggere un articolo del 2006. Ecco un estratto: “Alla fine, quello che si temeva è accaduto: il colosso russo Gazprom e la compagnia petrolifera russa Lukoil hanno firmato due memorandum d’intesa con l’algerina Sonatrach. Gli accordi prevedono attività comuni per la produzione e il trattamento degli idrocarburi e l’ottimizzazione delle forniture. Russia e Algeria sono i principali fornitori di metano dell’Europa, e sono, rispettivamente, il primo e il quinto nel mondo. L’intesa era da tempo nell’aria e per l’Italia costituisce un elemento di rischio… il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Daniele Capezzone, ha marchiato l’intesa come «un evento sciagurato» che rischia di «strangolare l’Italia, che è sempre più soggetta a una vera e propria dittatura del gas». «Dovremo sempre più assistere a questi eventi per noi così sciagurati e negativi», ha aggiunto l’esponente della Rosa nel Pugno, «finché non faremo ciò che mi sto sforzando di dire: sottrarci alla dittatura del gas. Oggi in Italia il 62% della nostra energia viene dal gas e viene da due fornitori, Algeria e Russia, che, visto che sono furbi, si mettono d’accordo tra loro per strangolarci».”

Capito? Noi oggi siamo talmente furbi che per fare un dispetto (?!?!) alla Russia andiamo a comprare il gas dall’Algeria che è sua principale partner in affari già dal lontano 2006. E non è che le cose siano nel frattempo cambiate, visto che Gazprom sta lavorando con la società algerina Sonatrach per estrarre petrolio da 24 nuovi pozzi da qui al 2025 leggi qui : Petrolio, Gazprom e Sonatrach lavorano a nuove estrazioni in Algeria

Ecco un estratto dell’articolo: “La perforazione riguarderà 24 pozzi “e la costruzione di un’unità di trattamento per la produzione di gas naturale, condensato e GPL che sarà trasportato attraverso la rete di trasmissione esistente della società nazionale” ha comunicato la stessa azienda. Gazprom possiede il 49% contro il 51% di Sonatrach nella gestione esplorativa e di sfruttamento della regione di El Assel.”

Considerando che l’Algeria è fra i paesi che non hanno votato la risoluzione ONU contro la Russia c’è da chiedersi cosa mai è andato a fare Draghi in questo paese!?!?!? Davvero dobbiamo credere ancora che stanno cercando un alternativa al gas Russo? O piuttosto la guerra e le pseudo -sanzioni (che fanno male solo a chi le applica) sono un pretesto per accelerare una volta per tutte la cosiddetta “transizione energetica”, che sarà la definitiva devastazione dell’economia italiana e dei paesi periferici dell’UE? Perché è notizia di oggi che già Germania e Francia vogliono smarcarsi definitivamente da questo gioco suicida: Francia e Germania si smarcano da USA e NATO: non saremo cobelligeranti

E sinceramente fanno abbastanza ridere anche gli accordi con paesi africani tipo il Congo, perché qui l’impressione è che il gas in realtà lo venda la Cina (che di fatto ha colonizzato mezza Africa) la quale a sua volta lo acquista dalla Russia e vissero tutti felici e contenti tranne noi che siamo s-governati da cialtroni senza dignità che ci prendono in giro.

Per concludere: se per capire le cause di un evento bisogna seguire i soldi, a me sembra che qui sicuramente non ci sta rimettendo la Russia (il cambio rublo-dollaro è tornato al periodo pre-bellico), non ci sta rimettendo l’America che fa lauti affari con l’invio di armi (secondo voi chi pagherà il conto? Sono “doni” dell’Occidente all’Ucraina o pesantissimi debiti esteri da restituire con condizionamenti folli?) insieme ai paesi dell’UE e mira a potenziare l’export di petrolio, gas e grano verso l’Europa. Il popolo ucraino è certamente quello che vive sulla propria pelle la guerra e l’impoverimento, ma anche molti paesi europei cambieranno radicalmente in peggio le loro condizioni di vita. A noi non resta che continuare a chiudere gli occhi di fronte alle colossali bugie che ci stanno propinando o provare ad aprirli cercando una via di uscita. Questo cambiamento che vogliono imporci non è accettabile, le motivazioni sono palesemente false. La consapevolezza dei cittadini è la prima arma per portare i partiti ad un parziale ravvedimento, così come sta succedendo in Germania e in Francia. Se vogliamo che la guerra finisca dobbiamo innanzitutto fare argine contro gli interessi colossali di tutti gli attori in gioco, non basta accusare la Russia, qui la questione è assai più complessa (o forse più semplice!) e la politica deve essere messa di fronte alle proprie responsabilità.

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