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Filosofia e religione

Tra la luce e l’oscurità sul Monte d’Ancona!

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Panorama dal Monte Conero, Pian dei Raggetti: dal Monte San Vicino ai Sibillini fino al Gran Sasso!
Il post che segue e la relativa escursione corredata di foto è stato scritto circa un anno fa, il 26 dicembre 2016! Fra quelle foto ho scelto quella di apertura nella pagina Home del blog, ci ha accompagnato nella lunga ascesa verso la luce dal solstizio d’inverno, passando per stagioni, solstizi ed equinozi… ora alle soglie di un nuovo inizio vedremo se ci saranno altre immagini luminose cariche di energie e speranze ad accompagnare il nostro cammino verso la Luce! Ma lasciamo parlare il vecchio post con le sue immagini…
La foto che vedete è stata fatta oggi sul Monte Conero, da Pian dei Raggetti con veduta verso i Sibillini! La passeggiata che abbiamo fatto è stata ricca di scorci di luce e vedute tra cielo, terra e mare che valeva la pena condividere in questo post. Mi vengono in mente una serie di riflessioni per ricollegarmi al Natale e al tema della LUCE: il 26 dicembre è la festività di Santo Stefano, primo martire e primo ad assere accostato alla nascita del figlio di Dio. Domani, 27 dicembre, seguirà Giovanni evangelista, l’apostolo che più di ogni altro nel suo Vangelo ha cercato Dio nella spiritualità del Verbo oltre la dimensione terrena. Non è un caso che Giovanni venga accostato al solstizio d’inverno: in questo periodo infatti la ricerca della luce va fatta nell’interiorità anche se non mancano nella natura scorci meravigliosi che la evidenziano più che in estate, dove un eccesso di luminosità spesso la nullifica! Pubblico sotto il commento di un amico che mi ha fatto riflettere sul mistero dell’illuminazione interiore…
Commento al post: Natale, il mistero di salvezza:
Stefano Tonnarelli
24 dicembre 2016 alle 15:42
 E’ vero, il Natale è un simbolo che trae origine dal fenomeno astronomico dell’inizio del cammino verso una illuminazione sempre più completa e che, archetipicamente, l’uomo associa alla nascita della coscienza/Cristo verso un cammino di unificazione col tutto… col grande Uno. Purtroppo però, in questa gabbia dorata che è il nostro pianeta, al 21 dicembre segue sempre il 21 giugno come inizio della caduta verso l’oscurità. E così in questa ciclicità di giorni e notti, estati e inverni, morti e rinascite, sonni e risvegli, si dipana la nostra esistenza orizzontale che è utile solo ai parassiti che ci circondano… SVEGLIAAAAA!!!! (Questo è l’augurio che faccio… anche a me stesso!)
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  opinioniweb
  24 dicembre 2016 alle 17:21 Modifica
 Pensa che nel cristianesimo l’assunzione in cielo di Maria avviene nel pieno dell’estate il 15 di agosto! L’estate è al culmine che più di così …si muore. È come un girasole colmo di colore, carico di semi ma stanco della sua fecondità che si accinge a morire per passare ad altra vita!
Quindi in estate la natura esplode con la sua ricchezza di colori fino a morire per “eccesso di vita” andando rapidamente verso l’autunno! Ma torniamo al Monte Conero e alla sua luce invernale…

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Qui stavamo scendendo verso il belvedere nord, una balconata che si affaccia verso Ancona sulla baia di Portonovo e sulla spiaggia di Mezzevalle…

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Monte Conero, Belvedere nord: veduta della spiaggia  di Mezzavalle e di Ancona

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Da qui scendiamo verso Pian grande per poi andare verso Pian dei Raggetti a goderci il tramonto…

 

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I raggi di luce intensa del tramonto penetrano nel fitto del bosco…

 

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In pochi minuti arriviamo e ci si apre davanti uno spettacolo che va dal Monte San Vicino alla catena dei sibillini al Gran Sasso…

 

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Aspettiamo che il crepuscolo avanzi e ritorniamo a casa consapevoli che questo lungo cammino dell’inverno e della vita è solo all’inizio…

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Filosofia e religione

Natale, il mistero della salvezza

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Il Natale è una festa profondamente religiosa: DIO o la LUCE si manifesta, viene nel mondo e attraverso il suo ESSERE VISIBILE dà senso all’uomo e al suo non-essere  fondato in se stesso. Noi siamo un battito di ciglia, una folata di vento nell’immensità della creazione. Sapere di esserci va oltre qualsiasi fede o ideologia, è un miracolo che ci pone già oltre e ci prepara rendendoci aperti al mistero! Se fossimo sostenuti dal nulla o dal caso non ci sarebbe alcuna distinzione tra la vita e la morte, non ci sarebbe un io a domandarsi il senso del domani, ad essere cioè proiettato nel futuro. L’Amore dona e mantiene in essere l’umanità nonostante il male e l’ingiustizia sia presente nelle nostre vite. Un male che è frutto del caos e delle nostre libere scelte, permesse da un Dio che non può non amarci e soffre per la nostra cecità. Un male che è essenzialmente mancanza di bene, incapacità di mettersi in relazione con gli altri amandoli come se stessi. Noi abbiamo immensamente bisogno di salvezza, sia dai mali fisici, sia da quelli spirituali, da soli non possiamo andare da nessuna parte.

Per questi motivi da millenni gli uomini festeggiano la vittoria della LUCE nei giorni successivi al momento più buio, il solstizio d’inverno! Il Natale accade in una notte profonda, preceduta nel nostro emisfero da un giorno effimero che viene rapidamente sovrastato dall’oscurità per prendersi subito dopo la rivincita nella “luminosa notte”. E come i magi, uomini saggi guidati dalla stella, anche il resto dell’umanità deve avvicinarsi al mistero dell’incarnazione come un cammino di conoscenza: la divinità entra nel nostro mondo per regalarci le conoscenze necessarie alla vita terrena. Le domande di senso insite in ogni animo umano possono trovare qui risposta: Chi siamo? Da dove veniamo? Qual è il nostro destino? Il silenzio della notte di Natale, nel mistero che si compie in una grotta lontana e isolata da tutto e da tutti, deve diventare il nostro silenzio, necessario per andare oltre l’esteriorità per arrivare a trovare Dio nel nostro animo. Dio nasce nel tempo e nello spazio pur essendo oltre: il luogo, una grotta della piccola Betlemme, è una metafora della trascendenza divina, che porta la luce nel buio di uno spazio così lontano dalla civiltà e dalla quotidianità! Concludo citando un passo di un articolo di Giovanni Vannucci, a cui le mie riflessioni si sono ispirate:

“Nel tuo cammino religioso il giorno che sarai nel silenzio totale, per la tacitazione delle voci che salgono dai sensi, dai desideri, dai sentimenti ed avrai raggiunto l’oscurità feconda di chi non crede più alle proprie vedute umane e ti sarai portato fuori della città costruita dagli uomini, spinto dalla constatazione dell’inutile operare umano, sarai, come: la grotta di Betlem, nella condizione di accogliere la Parola di Dio che discende da sempre. Quel giorno, in te e per te sarà nato il Salvatore.”

 

Buon Natale

 

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Poesie

Un presepe di cartone

 

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UN PRESEPE DI CARTONE

 

Per chi dice che non c’è…

Ai bambini basta un presepe di cartone

luce  che non possiamo spegnere

accolta con semplicità

si riaccende

in quei piccoli cuori.

 

Ed è ancora Natale!

 

 

Il presepe “di cartone” è stato realizzato da bambini di classi prime di una scuola primaria. Sono stati utilizzati cartoni rivestiti con della carta igienica, bagnata poi con vinavil diluito mescolato con acqua e colori a tempera. L’idea era quella di realizzare una grotta che potesse far pensare alle famose e bellissime “Grotte di Frasassi”, ma al di là dell’obiettivo i bambini al lavoro erano più che soddisfatti, anzi proprio entusiasti dell’opera. La natività sullo sfondo è invece un’opera pittorica dei bambini delle classi quarte, guidati dalla creatività della loro bravissima insegnante.

Questo per dire che al di là del valore delle opere, ai bambini basta poco per divertirsi e per vivere positivamente lo stare insieme che è alla base del Natale!

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Attualità

Ma i fuurrrbi finiranno in bocca al lupo?

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Niente provoca più danno in uno Stato del fatto che i furbi passino per saggi.
(Francis Bacon)

Guardando in modo distaccato, cercando di non inca…volarsi o disgustarsi troppo, quasi si prova pena (in fondo è Natale) per un governo destinato al karakiri politico: hanno promosso chi più ha fallito (vedi alla voce Alfano e/o Boschi) e sinceramente non vorrei essere nei loro panni! Bisogna piuttosto ricordarsi le parole di Monti  – crudelmente sincero a causa della sua fede cieca e incrollabile  nel dio mercato – quando diceva che le istituzioni europee, come la Commissione europea o la BCE, erano state volutamente tenute  “al riparo del processo elettorale” per imporre le riforme contro l’interesse dei cittadini e a servizio esclusivo delle élite della finanza!

Quando tra gli imbecilli ed i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte.
(Leonardo Sciascia)

I governanti che si muovono all’interno di questo sistema non sono altro che figuranti, sacrificabili alla bisogna sull’altare dell’euro. Del resto spazi politici alternativi NON CI SONO ne possono esserci in un sistema dove il voto non conta niente! Ecco il motivo per cui si ripropone un remake-governativo dove ben che vada, anche si andasse davvero alle elezioni, questi figuri otterrebbero si e no un 20% dei voti  dai soliti EUROi dell’euro, che esistono e sono fra noi indipendentemente dall’evidenza fattuale dei disastri realizzati dai loro beniamini. Non si tratta quindi di scelte politiche dettate da esigenze democratiche quelle che garantiscono la continuità al “governo Monti IV”: hanno semplicemente cercato di mantenere la democrazia formale, quella fondata sull’apparenza, a totale discapito di quella sostanziale, fondata invece sui diritti (prima) garantiti dalla Costituzione. Peccato però che ormai non si salva più neanche la forma e iniziano ad aver paura che la farsa si trasformi in tragedia. Una tragedia politica che si è già concretizzata nell’esito del referendum. Ora è inevitabile che le scelte di totale asservimento e continuità con i precedenti governi clone porteranno ad ingigantirsi a dismisura il malcontento popolare!

Basti pensare alla questione banche e a quella più emergenziale di MPS! Ormai è quasi certo che il governo dovrà nazionalizzare MPS andando velocemente a garantire con soldi pubblici (via tagli e tasse) i 4 miliardi mancanti entro la fine dell’anno. Ma se i 4 miliardi dovessero non bastare, se servissero appunto cifre nell’ordine dei 10-15 miliardi per garantire il sistema bancario, allora l’Italia sarebbe costretta ad accettare i fondi ESM con la conseguenza inevitabile di farsi scrivere le prossime leggi finanziarie direttamente dalla troika. Da quel momento il cosiddetto “vincolo esterno”, cioè l’euro a cui l’Italia ha scelto di aderire andando contro i propri interessi e la propria costituzione, diventerebbe di fatto un “vincolo interno”, sostituirebbe quel minimo di democrazia residua che i figuranti al governo ancora hanno e che si giocano ogni volta che ci sono nell’aria le elezioni: bonus di 80 euro, rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, abolizione dell’IMU prima casa….Tutto si giocherà a muso duro e a carte scoperte, senza escamotage elettorali! Non che ci siano mai stati complotti per nascondere alcunché e non c’è stato solo Monti a spiegare come funziona il sistema dell’UE. Esemplare  è il cosiddetto “metodo Junker”, attuale ri-presidente dell’UE, che spiegava il LORO metodo di governo:

“Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno”.

Oggi anche se tanta gente ancora non capisce niente di quello che sta accadendo, grazie soprattutto alle mezze verità portatrici di enormi menzogne con cui ci ammaestrano i media, le proteste e le rivolte sono sempre più probabili: tolta ogni precauzione vanno avanti con i loro piani  mettendo un tappo alla pentola a pressione e aspettando l’inevitabile fine dell’euro. Il massimo dei danni possibili, fino all’ultimo senza scrupoli, con i soliti geni al governo che stavolta andranno a finire direttamente in bocca al lupo. Loro saranno il capro espiatorio, quelli che guidati dalla luce del Dio Euro e ben incollati alla lussuosa poltrona dove appoggiano comodamente il deretano non si accorgono che la nave sta già affondando! Ci sono poi i fuuuurrrbiii, quelli che sanno (e sapevano) quello che sta accadendo e pensano bene di prendere le distanze senza la minima ammissione di responsabilità! LORO rimarranno a garantire il sistema, rappresentano quella classe dirigente ben addestrata da usare alla bisogna. Ma usciranno indenni dagli esiti imprevedibili che ci prepara il prossimo futuro?

Siamo sicuri che ci sia qualcuno disposto a togliere il tappo per far defluire l’enorme pressione accumulata dalla gente sotto il peso delle menzogne e delle angherie a cui ci hanno sottoposto fino ad ora? Siamo sicuri che ci sia un partito o movimento disposto davvero ad andare alle elezioni per cambiare le cose e dare speranze concrete alla gente? Non credo! I figuranti attuali, soprattutto quelli che credono ciecamente in quello che fanno, al cosiddetto “più EUROpa”, sono il meglio (o il peggio) che offre il mercato. A loro il compito di prendersi in faccia il coperchio della pentola a pressione quando esploderà. A noi cittadini, passata la tempesta, non resterà che sperare in un ripristino della legalità costituzionale, aprendo bene gli occhi per non lasciarsi di nuovo ingannare dai soliti fuurrbi, quelli che non hanno mai colpe e (dicono) in buona fede cercano di “fare la cosa giusta” decidendo al nostro posto cosa è giusto o sbagliato per il futuro.

Mao Tse-tung in situazioni del genere avrebbe detto: “Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole”. Aspettiamo fiduciosi lungo la riva del fiume…

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Attualità Politica ed economia

L’Italia come la Grecia

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Era il settembre 2011 quando Monti diceva su La7 nella trasmissione di Gad Lerner L’infedele: “Stiamo assistendo al grande successo dell’euro, e qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia“. Atene colava a picco e già si annusava la crisi per tutta l’eurozona, ma Monti era certo che l’esempio della Grecia fosse da seguire. Ecco spiegato il motivo: “Perché l’euro – aggiunse il professore – è stato creato per convincere la Germania che attraverso l’euro e i suoi vincoli la cultura della stabilità tedesca si sarebbe diffusa a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe potuto immaginare migliore di una Grecia che è costretta a dare peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa?” Cit. tratte da Il Giornale! Per quelli che hanno lo stomaco forte e vogliono vedere in pratica che grande successo l’euro a guida tedesca ha realizzato in Grecia, cliccate su “il più grande successo dell’euro”.

Vi ricordate che a seguito di un referendum a cui i greci votarono in massa contro l’austerità, ricevettero invece pesanti commissariamenti dalla troika imposti dai diktat tedeschi?  Leggiamo i dati tratti da wikipedia: Il Ministero degli interni greco ha comunicato i dati definitivi con la vittoria dell’NO (OXI) con il 61,3% con 3.558.450 voti, mentre il fronte del SI ha ricevuto 2.245.537 voti con il 38,69; con una partecipazione al voto di 6.161.140 cittadini, pari al 62,5% degli aventi diritto. E il Renzi greco se ne uscì con queste dichiarazioni:

Subito dopo i leader politici hanno fatto le prime dichiarazioni dopo il voto, tra questi Alexīs Tsipras:

« I greci hanno fatto una scelta coraggiosa, che cambierà il dibattito in Europa. […] La Grecia da domani vuole sedersi di nuovo al tavolo delle trattative: vogliamo continuarle con un programma reale di riforme ma con giustizia sociale e dobbiamo “riarticolare” la questione del debito. »
(Alexīs Tsipras)

Sappiamo poi come è andata e purtroppo ora tocca a noi. L’Italia è un grande paese e certamente le conseguenze di un commissariamento così esplicito sarebbero imprevedibili. Però ho dubbi che si faranno molti scrupoli ad andare avanti!

Riassumendo il teatrino pro-EUROpa: abbiamo un PdR che dice che alle elezioni senza cambiare la legge elettorale non si può andare! Eppure proprio lui nel maggio 2015 firmò l’Italicum senza nulla profferire come potete leggere QUI!

La Consulta si esprimerà solo il 24 Gennaio e nel frattempo la memoria corta degli italiani, con le acque ben intorbidite dai soliti media pro-regime, avranno sistemato ben benino la questione elezioni anticipate. Ci andremo, certo, alle elezioni,ma non seguendo l’onda del voto referendario! Ciò accadrà piuttosto quando sto fantasma di governo, completata la svendita dell’Italia, verrà travolto dall’onda del malcontento popolare arrivato all’apice della sopportazione! Ora ai mercati interessa soprattutto che venga ratificata la soluzione “giusta” sulle banche italiane: ricevere aiuti di stato, via fondi ESM, su modello (esemplare nei risultati – vedi sopra) della Grecia. Per questo motivo Renzi ha detto: ” O governo di tutti o elezioni anticipate”! Visto che stanno per far commissariare l’Italia dalla Troika ( o da simili e assimilabili istituzioni) con conseguenti devastanti richieste di ulteriori e folli austerità, occorre spalmare la mer… ehm responsabilità politica di tale capolavoro patriottico su tutti i partiti. Pare (addirittura!) che neanche forza italia ci voglia stare, quindi Mattarella riproporrà un governo Renzi-bis con presidente del consiglio un ministro: se sarà Padoan la svendita al peggior offerente è garantita. Probabilmente però sceglieranno  una nullità politica, un non-ministro- non -presidente del consiglio, come se potessero davvero credere di salvare politicamente il PD e compagnia bella da ciò che stanno per fare!!! Renzi ha lasciato in eredità al PD solo macerie e agli italiani idem del loro paese. Qualsiasi fantasma o ectoplasma si presterà a garantire la continuità al governo attuale per portare avanti la cessione del sistema bancario italiano a danno di tutti i cittadini, poco importa. Alla stupidità non c’è mai fine, ma se ti danno martellate sui piedi è difficile che non ti svegli dal torpore che fino a ieri ti spingeva a credere alle assurdità che tali personaggi ti vendevano come oro! E dopo l’adesione ai fondi salva stati TUTTO sarà possibile! Ricordo che l’Italia ha versato dal governo Monti in poi oltre 60 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche degli altri (quelle francesi e tedesche in primis) e oggi non può spendere 1 euro di soldi pubblici per sostenere un sistema bancario stremato dalla crisi: la gente perde lavoro, le imprese chiudono e non pagano più mutui o finanziamenti. Grazie all’austerità imposta dall’Europa e dall’euro abbiamo accumulato nel sistema bancario una montagna di sofferenze e ci chiedono, invece di farci uscire da sto sistema folle e recessivo, di accettare soldi vincolati ad ulteriori austerità. Pensate solo al fatto che le banche italiane NON hanno ricevuto aiuti pubblici (MPS a parte) mentre la sola Germania dal 2008 ha versato 290 miliardi di euro per sostenere il proprio sistema bancario. Per non parlare poi dei soldi che NOI ITALIANI, grazie a Monti e ai suoi degni successori (Letta e Renzi) abbiamo continuato a versare per le loro banche altrimenti fallite!

L’unica nota positiva è che si è ricominciato a parlare di uscita dall’euro e di possibili alleanze in tal senso: Lega e M5S potrebbero avere i numeri per un governo che punti a recuperare sovranità e indipendenza per l’Italia. Sul telegraph l’intervista a Claudio Borghi! Sono solo sogni visto che il M5S non ha mai manifestato la volontà di uscire dall’euro parlando so lo di un fantomatico referendum. Ci sarebbero però le”correnti” o roba simile: se Grillo dimostrasse di non essere il piano B del sistema (Cit. Alberto Bagnai) e decidesse di far pesare i suoi voti a favore del recupero di sovranità sarebbe un bel colpo per gli euristi. A loro piace vincere facile ma credo gli rimanga poco tempo prima dell’inevitabile fine dell’euro! La baracca politica malcostruita per sostenere “il più Europa” è crollata (o perlomeno è gravemente lesionata) sotto il voto del referendum costituzionale. Gli italiani possono sopportare tre governi e più al servizio del sistema finanziario, ma sembrano mal digerire un SI netto e a scatola chiusa, un salto  verso il buio di pseudocambiamenti mai definiti, che manifestano con fin troppa chiarezza la fretta di togliere di torno i fastidiosi residui della democrazia mantenuti  in vita dalla nostra costituzione. Sarebbe già tanto che a noi comuni cittadini  rimanesse in mano qualcosa per ricostruire le nostre vite, affidandole a persone che non hanno voltato le spalle al loro paese nel momento del bisogno.

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Attualità

…rientreranno dalla porta senza neanche bussare!

Adesso ricordiamoci che ESSI ciò che esce dalla porta lo fanno sempre rientrare…DALLA PORTA (e non mi riferisco a Renzi)!!!

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Il capo dello stato avrà come priorità quella di rassicurare l’Europa dell’Euro (che nulla centra con quella dei popoli), mettendo a capo di un governo del presidente una solita figura “di garanzia” affinché nulla cambi per i cittadini martoriati dalle Riforme DI-strutturali. Le divisioni delle opposizioni saranno l’ulteriore garanzia che nel caos la fregatura rimanga stabile come dicevamo QUI!

Sarà importantissimo il parere che la Consulta deve esprimere sull’Italicum, decisione che era stata rimandata proprio per attendere l’esito del referendum. Lo stesso Napolitano aveva invitato il governo ad apportare modifiche alla legge elettorale ed è opportuno ricordare che il documento  prodotto è stato firmato anche da esponenti della minoranza dem come Cuperlo!

Vedremo se le forze politiche che hanno deciso di affidarsi all’esito referendario adesso si adopereranno per abrogare definitivamente l’Italicum, con l’auspicato appoggio della Corte costituzionale! Questa potrebbe rappresentare una possibile unità nelle opposizioni e risultare l’unica forma di rispetto verso la Costituzione, di fatto cancellata da anni dalle norme sovranazionali liberiste!

In attesa che arrivino le 10 piaghe d’Egitto per punirci dell’avventata decisione di votare NO, meglio dunque osservare con attenzione le scontate decisioni che verranno prese a livello istituzionale per garantire la continuità del sistema.  Ricordiamoci che la “verità ci rende liberi” e ci permette di andare oltre la banalità delle menzogne che giornalmente ci rifilano. Guardarli mentre rientrano dalla porta, fargli sapere che “sappiamo” quali sono i nostri diritti e che cosa vogliamo per il nostro futuro, è la migliore arma che abbiamo per difendere la democrazia e spingere i partiti a fare i nostri interessi.

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Attualità

Il NO ha già vinto, ma la rotta prosegue barra a dritta verso il disastro…

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Renzi per essere uno che si è messo alla guida del Titanic Italia pochi istanti prima dello scontro con l’iceberg al motto di “macchine avanti tutta!”, ebbene sì, ha durato fin troppo! Segno che le èlite della finanza che hanno l’unico interesse di completare la svendita del nostro paese e lo smantellamento delle tutele sociali lo ritenevano – populisticamente parlando –  un imbonitore efficace in grado di rifilare le peggiori pozioni al prezzo più alto possibile (per noi poveri cittadini)! Ora, come si dice dalle mie parti, –a discòre nè fadìga – cioè a parlare non si fatica, piuttosto è difficile realizzare le cose che si promettono, soprattutto quando le vere intenzioni sono esattamente l’opposto di ciò che si vuole far credere: la crescita, l’occupazione, l’Italia che riparte!  Tutte cose che non possiamo vedere neanche con un telescopio spaziale ed è proprio il caso di dire che qui le chiacchiere stanno a ZERO! Quindi Renzi a forza di spararle troppo grosse sta ora per fare la fine ” del zzumàru che carègia al vì e beve l’acqua“, dove il “somaro” è appunto una persona poco accorta che non riesce più a trarre profitto dalle cose che fa. Preciso, se non si fosse già capito dal titolo, che il discorso qui fatto dà per scontato che il 4 dicembre vinca il NO e si basa su alcuni fatti: i mercati, quelli che fino a pochi giorni fa sembravano pronti ad esplodere minacciando crisi bancarie imminenti in caso di vittoria del NO al referendum, battono segno sostanzialmente positivo! Eppure niente è accaduto per far pensare ad un voto a favore del SI. Lo stesso Economist, o l’angioletto protettore dell’UE Monti, pensano che “l’Italia dovrebbe votare NO al Referendum”, precisando che  comunque sarebbe importante non andare a nuove elezioni portando avanti la legislatura con un governo di larghe intese o un governo tecnico come dicevamo nel blog qualche articolo fa.

Quindi a poco serviranno le ultime cartucce, a salve, sparate dal governo Renzi con il solito appoggio dei sindacati CGIL, CISL e UIL: un NON accordo – visto che ancora deve essere approvato dall’ARAN – che con gli 85 euro medi di aumento andrà in realtà a sostituire o compensare il bonus di 80 euro di cui già usufruiscono circa 800mila dipendenti pubblici! Sulla sostanza di tale “accordo sul pubblico impiego” parleremo in altro post, è qui utile riflettere come sindacati che a parole si schierano per il NO al referendum Costituzionale, nei fatti si prestano a fare uno spot pre-elettorale clamoroso a favore del SI!

Ma ritorniamo ad ESSI: se ci dicono a chiare lettere che se vincesse il NO nulla cambierebbe, ebbene questo deve preoccuparci fin da subito. Le ragioni del NO, dei movimenti politici e civili a sostegno dell’attuale costituzione, tutti dovrebbero puntare compatti ad una nuova affermazione di sovranità nazionale, respingendo con forza le minacce che l’Europa dell’euro e della finanza ci faranno per imporci solite e scontate soluzioni politiche di comodo. Ma ESSI sanno già che le divisioni prevarranno e c’è ben poco da sperare: se il cambiamento verrà, i venti soffieranno da fuori dei nostri confini e noi come al solito  verremo travolti subendone le conseguenze.

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Attualità

Là dove il SI suona…anche Renzi sa spiegare le ragioni del NO!!!

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Nella Divina Commedia Dante si riferisce agli italiani come “le genti del bel paese là dove ‘l sì suona, (Inferno XXXIII)  in un’epoca in cui il concetto d’Italia come nazione e come popolo non esisteva. Eppure Dante viene qui associato al tricolore, considerato padre della lingua italiana e in un certo senso anche della patria. Perché per Dante attraverso la lingua si fonda l’identità di un popolo ed il SI è visto come il nucleo che accomunava le genti del bel paese!

In questi giorni il SI è tornato alla ribalta, soprattutto nelle parole di un altro fiorentino, Renzi, che vorrebbe spingere gli italiani del bel paese a votare a favore della sua Riforma. Eppure, nelle sue innumerevoli apparizioni a reti teleaudiofoniche unificate Renzi ha anche più volte spiegato perché è sempre più necessario votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre, con motivazioni inconfutabili. Non sto scherzando, infatti il premier sta snocciolando una dietro l’altra le principali motivazioni a sostegno del NO contro la (sua) riforma costituzionale. Premetto che per chi scrive (cioè IO) votare NO significa prima di ogni altra cosa dire NO all’euro e all’UE, alle sue regole economiche irrazionali e antidemocratiche. E solo l’applicazione della nostra Costituzione che mette al primo posto i diritti sociali, a partire dal lavoro e da politiche di piena occupazione, è in grado di riportare l’Italia sulla strada del benessere e della crescita.

Ma elenchiamo velocemente “cosa” dice Renzi riguardo a quello che non funziona in questa Europa: – “Mettiamo il veto al bilancio europeo…l’Italia è contributrice netta a tale bilancio, ogni anno versiamo 20 miliardi di euro e ne riceviamo indietro solo 12…Quindi l’Europa non può lasciarci soli nell’affrontare il problema terremoto e immigrazione guardando lo zero virgola del nostro deficit se no… forse… però… bla, bla, bla…”.

BRAVO RENZI, SPIEGA BENE AGLI ITALIANI COSA FINANZIAMO CON I TAGLI E LE TASSE CHE HANNO QUASI RASO AL SUOLO LA PARTE PRODUTTIVA DEL PAESE.

L’assurdo è che con la riforma vogliono ridurre i parlamentari mettendo a bilancio 50 milioni di risparmio all’anno, mentre in Europa sono anni che manteniamo la doppia sede del parlamento europeo, a Strasburgo e Bruxelles, che all’Italia costa oltre 200 milioni di euro all’anno. Tale organo, pur se eletto direttamente dai cittadini, ha funzioni limitate: basti pensare che il patto di stabilità è controllato PREVENTIVAMENTE dai buuuu-rocrati della Commissione europea, organo non eletto, che in piena autonomia dice e disdice imponendo le regole e minacciando la troika come e quando vuole! Riguardo poi i famigerati “fondi europei” che l’Italia non sarebbe in grado di spendere, dovete sapere che essi devono essere COFINANZIATI al 50% con soldi pubblici o con risorse private. Ora in piena crisi questo significa che per poter usare questi soldi la regione o il comune che li riceve deve mettere a bilancio ulteriori tagli o aumenti di tasse: con una mano fanno finta di dare e con l’altra tolgono e pilotano la nostra spesa pubblica costringendoci a privatizzare e rinunciare a servizi. Uscendo dall’UE l’Italia potrebbe gestire come vuole sin da subito i 20 miliardi che ogni anno mettiamo nel calderone dell’eurozona, dalla quale in cambio riceviamo solo calci nel didietro e umiliazioni!

– “Se il bilancio della finanziaria italiana non sarà approvato dalla Commissione europea, allora andate a controllare anche quello della Germania che da anni fa surplus enormi e proibiti dalle regole europee …

BRAVO RENZI, SPIEGA AGLI ITALIANI CHE I TEDESCHI PER PRIMI NON HANNO MAI RISPETTATO LE REGOLE EUROPEE, MENTRE L’ITALIA E’ L’UNICA, GRAZIE A GOVERNI TOTALMENTE ASSERVITI, AD AVER MESSO IN COSTITUZIONE IL PAREGGIO DI BILANCIO (GOVERNO MONTI), APPROVATO IL FISCAL COMPACT O AD AVER COSTANTEMENTE ABBASSATO IL DEFICIT…

Questi provvedimenti di austerity sono i principali motivi per cui in Italia dal novembre 2011 è scomparsa la crescita del pil. Per vedere l’impatto delle riforme sul pil rispetto a tutti gli altri paesi dell’area euro cliccate QUI    e potrete vedere il grafico della  crescita nell’ottimo sito “Vincitori e vinti” di Paolo Cardena! Bella vero la crescita di Renzi e compagnia? La Germania, paese egemone, usa gli enormi vantaggi concessogli dall’euro, moneta per lei fortemente svalutata, per praticare concorrenza sleale nei confronti degli altri patner europei, accumulando così enormi surplus che sarebbero VIETATI DALLE STESSE REGOLE EUROPEE. Tali surplus infatti avrebbero dovuto essere ridistribuiti dalla Germania attraverso investimenti pubblici in stipendi, pensioni e opere statali…Invece è il paese che più di ogni altro sfrutta i propri cittadini con politiche mercantilistiche, che servono a comprimere i salari verso il basso e a sfruttare chi lavora. Oltre 8 milioni di tedeschi vivono con i minijob, cioè lavoro in nero legalizzato e sostenuto da un sussidio pubblico (tipo reddito di cittadinanza) che ingabbia i cittadini in un sistema di sfruttamento da cui non possono più uscire. Tutta l’area euro si basa su questo modello mercantile-coloniale in cui il più forte sfrutta (a morte) il più debole. Non può esistere un’unione dove il paese egemone non ridistribuisce gli enormi vantaggi che trae dal sistema. Più che di un’unione si tratta di una supernazione di stampo coloniale.

Quindi Renzi continua ad evidenziare le storture del sistema, gli manca però un’ultima ammissione di verità: questa Europa a trazione germanica NON è riformabile. NON può esistere un’altra Europa perché le motivazioni che sin dall’inizio sono state dietro a questo progetto non erano quelle della cooperazione o della pace, ma quelle dell’imposizione e della guerra economica senza scampo per i paesi aderenti. La modifica della Costituzione blinderebbe ancora di più il nostro sistema in questa gabbia: noi siamo i “ricchi” e ingenui polli da spennare fino all’ultimo. I virtuosi tedeschi con il loro mercantilismo spinto hanno in realtà casse previdenziali al collasso e puntano al nostro sistema bancario, ancora in mano italiane, per ricapitalizzare i loro azzardi. Con il bail in, espropriando i risparmi degli azionisti, obbligazionisti e (se dovesse servire) correntisti potranno comperare per due soldi tutta la baracca e grazie all’innalzamento degli spread causato dalla crisi bancaria italiana incasseranno i lauti interessi pagati dagli italiani con le solite politiche di austerità! Se serve manderanno la troika come in Grecia. Ho detto SE perché da noi, un servo-sacerdote dell’austerità, tipo Monti, si trova sempre alla bisogna.

In questo quadro sconsolato pur essendo gli italiani, come dice Dante, le genti del bel paese, là dove ‘l SI suona, essi voteranno NO per mantenere salda quell’identità che è l’unica speranza, per un popolo, di ripristinare la democrazia e i diritti da essa tutelati! Serve però una volontà politica capace di guidare il consolidarsi dei molti segnali positivi che indicano una possibilità di uscita dalla crisi e un recupero effettivo di sovranità.

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Votiamo No, per non ritrovarci a piangere sul latte versato!

latte

A Porta a Porta, il programma di Bruno Vespa, il ministro Padoan è rimasto senza parole quando Salvini gli ha chiesto: “Quanto costa un litro di latte?”. Leggi qui! Chiaramente non lo sapeva, non gli compete – scrivono sulla Repubblica – sono altre le cose che un ministro dell’economia dovrebbe sapere! Può darsi, ma  come cittadino mi interessa che chi governa sia consapevole delle esigenze quotidiane della gente. L’economia in particolare deve essere rivolta al bene comune, al mantenimento di una società civile compatibile con lo Stato democratico, rispettosa cioè dei diritti sociali costituzionalmente garantiti! Dico questo perché non posso  in alcun modo giustificare un ministro della Repubblica che applica con leggerezza principi volti al “risparmio”, tagliando su servizi quali la sanità o la scuola… In base a quali motivazioni si applicano tali criteri di “riduzione della spesa” che corrispondono nei fatti ad una sostanziale privazione dei diritti costituzionalmente garantiti?  E questa premessa mi porta a parlare del Referendum costituzionale…

La Riforma costituzionale fatta dal governo inserisce esplicitamente l’attuazione delle norme di derivazione europea come compito e obbligo da recepire per via legislativa! Per capire quali sono le norme di natura economica derivanti dalla governance europea che abbiamo già recepito, basta riferirsi alle recenti “RIFORME“: da quella “previdenziale” o altrimenti detta “RIFORMA FORNERO“, a quella della “BUONA SCUOLA“,  al “JOBS ACT“, al “BAIL IN” altrimenti detto “ESPROPRIO LEGALIZZATO”,… e dovremmo aggiungerci certamente anche la “RIFORMA COSTITUZIONALE“, visto l’esplicita cessione di sovranità che comporta nei confronti dell’UE! Votando SI di fatto si ritengono tali leggi come buone e giuste, perché “ce le chiede l’Europa” e noi vogliamo che tale istituzione entri di diritto a far parte dell’ossatura legislativa del nostro paese: la COSTITUZIONE!

Ma cosa centra l’Europa con le riforme? Risposta: TUTTO! Considerate solo il fatto che dal 2011 sotto il manganello della crisi stiamo semplicemente realizzando il programma di governo dettato dalla BCE attraverso la famosa lettera inviata al governo Berlusconi! Inoltre sarebbe bene domandarsi che senso abbiano le attuali “opposizioni” di Renzi alle critiche fatte dalla Commissione europea alla finanziaria scritta dal governo italiano, se poi in realtà con la “RIFORMA“, si vincola in maniera più stringente l’Italia al rispetto del patto di stabilità europeo! Praticamente è per meri fini elettorali che Renzi  critica la Commissione, lui dice che è assurdo non fargli mettere nel deficit le spese per l’immigrazione e per l’emergenza terremoto! Giustissimo, peccato però che nella SUA riforma costituzionale si VINCOLA senato e parlamento a ratificare tali norme (quelle del deficit zero e del taglio del debito pubblico) in modo inderogabile! Sono oltre 20 anni che le norme comunitarie dell’UE hanno una prevalenza su quelle derivanti dal diritto interno. Quando parliamo di burocrazia dovremmo riflettere su quanta di essa sia in realtà “importata” dal diritto comunitario, che si inserisce fra le righe delle leggi complicandone la forma e la comprensione. Ciò nonostante, quando andremo a votare dovremmo ricordarci che la nostra Corte Costituzionale ha ancora la possibilità di sindacare le leggi derivanti dalle norme del diritto europeo se esse risultano incompatibili con i diritti sanciti dai principi fondamentali della Costituzione italiana. Ancora per poco se vincerà il SI! Saremmo l’unico Stato dei paesi membri a NON POTER USCIRE DALL’UNIONE EUROPEA E DAI SUOI VINCOLI ECONOMICI, vincoli che si scontrano con i diritti sociali PRIMA garantiti dalla Costituzione. Anche se tali imposizioni fino ad ora sono sempre entrate dalla finestra (grazie all’adesione italiana all’UE e ai suoi trattati sovranazionali), cioè come detto sopra hanno scavalcato la Costituzione modificando gran parte della legislazione italiana, dopo entreranno direttamente dalla porta del parlamento con corsie preferenziali, senza la possibilità alcuna di incompatibilità costituzionale! La Corte costituzionale non potrà applicare priorità o gerarchie fra diritti!  Nessuno di noi può davvero permettersi questo e in realtà non se lo possono permettere neanche LORO, il premier e i suoi ministri, artefici convinti di una Riforma dalla quale credono di rimanere immuni! Salvarli da se stessi è il minimo che possiamo fare: è assurdo pensare che questo sia un voto sul governo Renzi, dato che dentro l’euro qualsiasi decisione viene presa in base ai diktat europei e non potrebbe essere altrimenti! Come è assurdo pensare che dentro l’euro possa esserci un’alternativa di governo, dato che chiunque venga eletto (o nominato) non può far altro che proseguire sul solco tracciato dai suoi predecessori. Chi dice di votare NO e non mette in diuscussione l’euro è peggiore di Renzi: il NO deve essere al SISTEMA DELL’EURO, consapevoli che per far funzionare la Costituzione bisogna uscire. Chiunque si faccia portavoce di questa semplice verità, sia esso Renzi, Grillo, Salvini, Berlusconi…darà un senso al voto referendario e una speranza di cambiamento al proprio paese.

Ps: chiaramente le mie sono solo opinioni, se voltete pareri autorevoli vi consiglio di leggere:

il blog del magistrato Luciano Barra Caracciolo Orizzonte 48

il blog dell’economista Alberto Bagnai Goofynomics

 

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Se vince il NO… arriverà l’ennesimo governo tecnico?

draghi

La preponderante presenza mediatica del premier per presentarci le cosiddette “ragioni del  si” mettono in evidenza come stiano cercando di sparare le “ultime cartucce”  (a salve), contro la sempre più certa vittoria del no.

Quello che non riescono a capire, nel loro annaspare e farfugliare pseudo-motivazioni pro-riformiste, è quello che dicevo pochi giorni fa analizzando il voto a favore di Trump: se alla gente fai mancare il “pane quotidiano”, cioè il lavoro stabile unica sicurezza per il futuro, ai voglia tu a parlare di cambiamento, ripresa, risparmi, calo del debito o minaccia degli spread…

Gli ultimi dati istat confermano che l’Italia rimane in deflazione Leggi QUI!  Poi però l’istat ci ripensa e fa uscire stime PRELIMINARI del PIL che confermerebbero la fatidica crescita, come potete leggere QUI!  Ci dovrebbe spiegare il premier, o il ministro Padoan, come è possibile parlare di ripresa e di aumento dell’occupazione , quando i dati certificano in modo inequivocabile che i consumi non ripartono?  Se si aggrava la deflazione come si fa a dire che aumenta l’occupazione, usando squallidi giochi di parole – disoccupati, inattivi, occupati…il gioco delle tre carte – col solo fine di confondere la gente? Di che tipo di lavoro stiamo parlando, dato che su base nazionale la quota salari rimane invariata anche quando aumenterebbe l’occupazione?

Questi dati certificano che le riforme, compresa quella della Costituzione, stabilizzano solo i diritti della mega aziende, prevalentemente estere, di fare shopping a basso costo in un’Italia in rovina: investono soldi e hanno in cambio lavoratori sottopagati e schiavizzati! Questo è il vero motivo per cui la gente voterà NO!  Renzi ha già fatto capire che lui “nella palude non ci rimarrà”! Non si comporterà come i soliti politici che “galleggiano” e mai si tolgono di torno. Sinceramente mi pare difficile “galleggiare” quando grazie alle RIFORME l’intero sistema paese affonda; comunque sembra proprio volerci dire che si dimetterà, – come i suoi padroni euristi gli avranno già chiesto – ma non certo per andare ad elezioni anticipate!  Sono già uscite previsioni di istituti di credito, come la banca svizzera Credit Suisse, che danno la probabilità di un governo tecnico a seguito della vittoria del NO al 70%! Leggi Qui!

Alla guida di tal governo potrebbe spendersi una figura carismatica, autorevole, come ad esempio quella di Mario Draghi, in grado di rassicurare i piddini di tutte le specie (definizione del professor Bagnai, potete trovare il vero significato del termine nel suo blog Goofynomics )  sempre pronti ad accogliere a braccia aperte il salvatore della patria (degli altri) di turno!

Nel caso invece si andasse alle elezioni anticipate con l’attuale maggioritario non è da escludere una vittoria dei 5s con alla guida del paese un Di Maio, che si è prestato a fare un tour di presentazione dai potenti del mondo, come già fece Renzi Lo potete leggere QUI!

 In entrambi i casi la GARANZIA che il SISTEMA RIFORMISTA LIBBBBERISTA NON CAMBI è assicurata! I 5s hanno detto più volte che la permanenza dell’Italia dentro l’unione europea NON è in discussione. Per loro, come per i piddini, l’euro NON è il problema, lo sono invece gli sprechi, la casta, la corruzione… in poche parole gli stessi temi cavalcati da un Renzi o un Monti qualsiasi con il distinguo dell’onestà!

Su Draghi e le sue capacità indiscusse di salvare l’euro non ho molto da dire. Se mai si prestasse a governare l’Italia con il solito governo di “responsabilità nazionale”,  capiremmo presto se la salvezza dell’euro è compatibile con la vita di noi poveri cittadini!

In tutto ciò, naturalmente, l’incognita nel gioco dei poteri potrebbe essere Trump e la sua dichiarata opposizione al sistema globalista: i buuu-rocrati potrebbero aver fatto il loro tempo e la democrazia, pur se con dei “limiti”, avrebbe perlomeno una piccola speranza di rivincita. Chiaramente è solo un sogno, ma dopo tanti incubi dovuti all’indigestione di pesanti salse euriste (l’Europa ci dà la pace, lavoremo tutti un giorno in meno guadagnando di più, l’Euro ci protegge,bla, bla, bla…), cercheremo perlomeno di farlo ad occhi aperti e non lasciarci ingannare tanto facilmente.