Elogio alla lentezza

lumaca

Stefano è tornato e siccome a stare a casa si annoiava (!!!!), allora ha prodotto un ottimo articolo supercondivisibilissimno in ogni riga, lettera, virgola, apostrofo… Ma chiudo con una distinzione, scontata ma necessaria, fra la lentezza di cui parla Stefano e il non fare niente, nella vita, per principio. Un amico era famoso per ciò (e Stefano lo ha conosciuto). Ci vediamo in palestra (in realtà era La cantina dei pesi, clicca se vuoi leggere la filastrocca) e Andrea dice: << Lo sai che Grillo (è un soprannome) ha scoperto di essere abitudinario!>>  Io: <<Ma non lo sapevi? E’ una vita che non fa un ca$$o dalla mattina alla sera!>> E vi sfido anche solo a immaginare la fatica di pre-vedere ogni minima mossa e contromossa (una vera e propria preveggenza) pur di riuscire davvero, ogni santo giorno, a non fare un ca$$o dalla mattina alla sera. Una fatica immane!! Un genio assoluto!!! Ma questa è un’altra storia, vi lascio al post di Stefano…

Non sono andato a lavorare perché sto male: raffreddore, mal di gola, mal di testa… qualche linea di febbre. Dall’ufficio arrivano telefonate che c’è da fare questo e quello ed io a spiegare che non ci sono, che mi riposo. Già mi immagino a correre di qua e di la (faccio l’economo nel mio Istituto e quindi mi occupo di rapporti con le Ditte esterne e con gli approvvigionamenti) con questa debolezza addosso e la testa intontita dal virus. Magari ce la potevo fare, c’è gente che fa di ben peggio e ce la fa, ma non è questo il punto… serve?

Faccio anche l’impiegato ovviamente e che vedo?: migliaia di leggi e di commi tutti complicatissimi da attuare, quelli successivi servono ad aggiustare errori fatti da leggi precedenti, palesi trattamenti di favore o di sfavore nei confronti di platee di cittadini che a seconda dei casi si ritrovano ad essere fortunati o sfortunati, di questi tempi per lo più… sfortunati! Arrivano quindi nuove norme che dovrebbero risolvere i problemi e che fanno? Di primo acchito sembra che semplifichino, ma… e c’è sempre un MA, complicano… complicano e complicano! C’è sempre da compilare un nuovo modulo c’è sempre da accedere a nuove banche dati, c’è sempre da controllare di più, di più… di più!

Basterebbe che ci fossero delle norme semplici, uguali per tutti ed un buon computer per fare tutto il lavoro del mio Istituto, ma si sa: il diavolo sta nei dettagli.

Nella produzione? Ormai le fabbriche moderne le fanno senza l’impianto di illuminazione nelle catene di montaggio: ai robot non serve!

Ma tutto questo per tradursi in cosa? In pochi che corrono tutto il giorno per far lavorare bene le macchine, altri che si affannano tutto il giorno per conquistare una rendita da una speculazione finanziaria parassitaria. In tanti che corrono tutto il giorno per trovare un’occupazione ed in altrettanti in coma disperativo che hanno un pasto assicurato da dei genitori che, però, prima o poi li lasceranno per ragioni anagrafiche. Nel nostro mondo: quello ricco, si potrebbe lavorare tutti per non più di due ore al giorno, stare sereni e poter dedicare il tempo ai figli, al divertimento, al gusto per le piccole cose ed alla contemplazione del mondo e dell’universo e perché no?… alla crescita spirituale! Tutto ciò, poi, è anche esportabile al mondo povero in poco tempo e con poca fatica, dato che tutte le tecnologie sono già disponibili! E quante altre ce ne sono che ci tengono nascoste?

Però no! Non si fa… o meglio, chi potrebbe non lo fa.

Fare le cose per il gusto di farle, creare arte, comunicare… o al limite annoiarsi…

Annoiarsi? Ma… ma l’ozio è il padre dei vizi!!!

Chi l’ha detto?

Nel mio piccolo, la noia è creativa! Le cose migliori le ho immaginate, e poi realizzate, in momenti di noia, nella lentezza, nel prendere coscienza adagio, nell’assaporare lentamente il gusto di un progetto. La noia fa pensare!

Ma non preoccupatevi, anche per i disoccupati l’antidoto alla noia è servito su un piatto elettronico di tablet e smartphone.

E’ chiaro che il pensiero fa paura e dà fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce…” cantava Lucio Dalla…

Uova e galline!

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Eh si, sono proprio uova, quelle delle mie due galline Polda e Luigina (nomi dati loro dai miei figli). Per la precisione sono le PRIME due uova che hanno fatto, anzi che probabilmente ha fatto Luigina la più “gallina” delle due. Polda ha la cresta meno sviluppata della compagna, è quindi ancora una pollastra, ma è quasi pronta per deporre le sue prime uova che probabilmente a giorni arriveranno. Queste galline me le ha portate verso la fine di settembre una signora che è amica da tempo dei miei genitori e ha una grande passione per la campagna. Avevo molti dubbi sulla loro gestione ma sistemato per bene il pollaio e preparato uno spazio all’aperto ben recintato devo dire che grossi problemi non me li hanno dati. E forse inizio ad appassionarmi a questi interessanti animali. Si perché non è solo il cane o il gatto a convivere da sempre con l’uomo, ma anche la gallina è di fatto un animale dalla lunga interazione umana. Un animale rurale, certo, ma che è in grado di adattarsi anche a spazi e ambienti assai diversi se preparati con la giusta consapevolezza. Io ho acquistato un piccolo terreno per un orto, vivono in campagna quindi, ma un bel pollaio anche autocostruito può inserirsi in un giardino come in un grande terrazzo o addirittura in un garage! Il fatto è che le galline, come tutti gli uccelli, sono animali curiosi che amano razzolare, scavare, cercare, appollaiarsi, farsi bei bagni di sabbia e cenere… tutte cose che vengono bene in un ambiente naturale ma non deve necessariamente essere campagna. In fondo le galline hanno un buon rapporto di familiarità con gli umani-padroni che se ne prendono cura. Ci riconoscono e con calma iniziano a fidarsi di noi, non scappano più e si fanno prendere o toccare senza troppi problemi. I problemi veri li hanno negli allevamenti intensivi che le trasformano in macchine da uova senza troppi riguardi. E penso che invece di protestare per il maltrattamento di questi animali, il miglior modo per fare qualcosa di utile per loro sia proprio quello di creare tanti piccoli pollai domestici in cui hanno condizioni di vita dignitose e ci forniscono di ottime uova certificate da noi stessi!

Polda e Luigina sono due ibride, cioè sono galline ovaiole frutto di incroci di varie razze molto produttive. Galline commerciali ma assolutamente tranquille, si adattano all’ambiente e sono abitudinarie: gli ho preparato due bei posatoi dove stanno appollaiate e ognuna di loro ha acquisito una precisa posizione dove dormono a pochi centimetri una dall’altra! Probabilmente lo faranno per tutta la vita. Idem per fare l’uovo: una volta individuato il “nido”, esse faranno sempre l’uovo nello stesso posto, seguite a ruota dalle loro compagne. Le galline hanno la divertente abitudine di cantare mentre depongono l’uovo e ciò serve a richiamare le altre per farle deporre tutte nello stesso posto. Pare che questa ancestrale pratica serva per diminuire le possibilità da parte di un predatore di mangiarsi le uova; meglio deporre tutte in un unico luogo sicuro piuttosto che a random dove capita. Poi se il numero di uova è elevato gli indesiderati visitatori non potranno certo mangiarsele tutte!

 

In primo piano ecco Luigina con la sua bella cresta in compagnia dell’inseparabile Polda (di profilo)!

Ma chissà se davvero in natura si comportano così? Depongono in cespugli o sugli alberi ( perché volano più di quello che possiamo immaginare)! E pensate che galline ovaiole come Polda e Luigina riescono a deporre almeno 250 uova all’anno, ma riescono ad arrivare anche a 300!!! Certo il primo anno di deposizione è il più produttivo, poi c’è un calo graduale di anno in anno fino ad arrivare dopo il quinto ad una deposizione sporadica. Ma per una famiglia, a fronte di una modica spesa, sono un bell’arricchimento di uova genuine per un lungo periodo di tempo.

Quindi, se non avevate mai pensato prima a questi simpatici volatili, potrebbe essere il momento giusto per iniziare ad interessarsi a loro. Perlomeno spero di avervi fatto incuriosire!

Gomplotti?

Occhio massonico

Massonic Eye of Providence– Fonte Wikipedia

Come già previsto da Stefano nella mail che mi ha inviato, il post che ha scritto e che pubblico sotto “non mi piace del tutto” o meglio non condivido tutte le ipotesi di complotti da lui menzionate. Per esempio uno può essere libero o meno di credere che la Bibbia non parla di Dio (che fra l’altro è il titolo di un libro di Mauro Biglino che non ho ancora letto) ma definirlo un “libro storico” mi sembra assai azzardato! Infatti i riferimenti archeologici e storici che confermerebbero con certezza l’esistenza dei patriarchi o dei Re dell’Antico testamento non ci sono e quindi di che storicità stiamo parlando? Dobbiamo arrivare a Cristo e al Nuovo testamento per avere documenti e tracce archeologiche concrete, ma se qualche biblista o storico ha informazioni diverse sull’argomento sono ben lieto di conoscerle. Resta però il fatto che per me è un libro religioso che mette le basi per “raccogliere” e “legare” l’uomo a Dio attraverso insegnamenti, miti e quant’altro. Riguardo allo sbarco sulla Luna, dopo aver visto il documentario “American moon” citato da Stefano nel post  Menzogne!?!?, mi sento di dargli ragione, ma già avevo molto dubbi in merito al reale accadimento di questo evento! Sugli altri argomenti citati preferisco non esprimermi, perché altrimenti scriverei vari post nel post vanificando l’eventuale discussione proposta. Lascio a voi quindi la lettura e gli eventuali commenti.

Da Wikipedia:

Una cospirazione (anche complotto o congiura) è un’azione condotta da più persone, mediante un accordo segreto, mirante ad alterare o sovvertire una situazione sociale consolidata.”

Voi pensate che non ce ne siano stati, nella storia? Pensate davvero che le vicende che ci hanno raccontato siano sempre state aderenti alla verità assoluta? E, nella narrazione dell’attualità, pensate davvero che tutto quello che ci raccontano sia assolutamente vero?

Io qualche dubbio ce l’ho, anzi diciamo pure, qualche certezza! Ma sono ovviamente opinioni personali. Comunque, giusto per far lavorare il cervello e per sentirsi vivi, conviene sempre parlarne perché, anche se poi ognuno resterà della sua idea, avrà modo di ascoltare idee diverse, venire a conoscenza di teorie e di descrizioni di cui magari non era a conoscenza, imparare particolarità scientifiche non ancora acquisite o approfondite. Si avrebbe l’opportunità o di rafforzare la propria opinione su basi più certe, questo nel caso della difesa delle versioni ufficiali. Oppure di cambiare completamente opinione ed accorgersi, quindi, di aver percorso un gradino in salita da una situazione in cui ci si sentiva solamente presi in giro. C’è anche chi sostiene che è meglio vivere nell’ignoranza ed avere così un’esistenza serena… sono opinioni ed io non le contesto. Semplicemente io non la penso così, per cui chi preferisce non essere preso in giro può continuare questo viaggio con me.

Io, qualcosa da dire riguardo gli argomenti che elencherò ce l’ho. Tra parentesi indicherò anche la mia opinione in sintesi. Posso anche citarvi i nomi di chi è sicuramente molto più esperto di me, anche perché io ho imparato da loro, e che potrete andare a leggere o a sentire in rete:

La Bibbia. (Non parla di Dio ed è un semplice testo storico.)

L’invenzione della Chiesa Cattolica. (Non c’entra niente con l’insegnamento di Cristo.)

Le imprese lunari. (Non siamo mai andati sulla Luna.)

l’11 settembre 2001. (Sono stati degli auto-attentati.)

Euro e crisi economica. (Cambio di paradigma economico verso il Neoliberismo.)

Cancro, vaccini, farmaci eccetera. (Gestione di Big-Pharma a scopo di lucro e non per la salute.)

Cosiddette “Scie Chimiche”. (Esistono!)

UFO ed Extraterrestri. (Ci sono, ma ce li tengono nascosti.)

Tecnologie per l’energia libera. (Ci sono, ma ce le tengono nascoste.)

Ovviamente di argomenti ce ne sarebbero molti altri, ma io non l’ho mai approfonditi: per esempio tutte le stragi di stato in Italia, i delitti a sfondo esoterico, le connessioni tra il terrorismo islamico ed i servizi segreti americani e non…….

Non posso interessarmi di tutto, comunque se volete qualche nozione in più sugli argomenti che ho elencato sarò lieto di parlarne, a vostra richiesta!

L’effetto uscio e gli anta mila miliardi di Boeri!

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Ma anche gli anta mila miliardi propagandati da istituti di ricerca, giornalisti, opinionisti, ecc., ecc., ecc. che il governo eletto (populista,..ista,..ista dicono) e la manovra (ancora da realizzare,..are,…are) sarebbero già costati alle famiglie e alle imprese italiane fino ad oggi!!! Ma dopo aver ascoltato la radio e la tivvù non siete forse corsi spaventati a controllare il conto in banca e i due spiccioli nascosti sotto al materasso? Noo? Beh, nemmeno io!

Rientriamo in post-tema per spiegare la prima parte del titolo: L’EFFETTO USCIO!

Avete mai sperimentato l’effetto uscio? Mi spiego! Per effetto uscio intendo quella strana condizione di chi, dopo una lunga giornata di lavoro che non gli ha permesso neanche una sosta per andare al bagno, si trova finalmente davanti alla porta di casa e non ce la fa proprio più, gli scappa talmente tanto che appena entra deve correre per non farsela addosso. Ciò che non è stato un problema per ore diventa insostenibile ad un passo da casa perché la tensione accumulata durante il giorno si allenta e non sei più in grado di resistere o controllare neanche i più elementari bisogni. Chiaramente non so se scientificamente esista un “effetto uscio”, diciamo che l’esperienza empirica nel mio caso dice di si. Sta di fatto che nel 2011 quando in televisione Monti e la Fornero annunciarono una finanziaria lacrime e sangue, condita dalla famigerata riforma delle pensioni omonima, molti lavoratori italiani arrivati sull’uscio del pensionamento scoprirono di non avere più le chiavi di casa e se la dovettero fare letteralmente nei pantaloni! Per il loro bene e senza avvertire, qualche protettore dell’umanità ispirato da principi superiori, aveva ben pensato di cambiare la serratura (a nostre spese), perché altrimenti le 10 piaghe d’Egitto si sarebbero abbattute sulla povera Italia. Sti signori non conoscevano certo la bellissima poesia LA MIA ANIMA HA FRETTA di Mario de ANDRADE! Se non la conoscete vi consiglio di leggerla perché ci fa percepire benissimo l’enormità del dramma con cui vengono gestite le nostre vite da un sistema sociale ed economico totalmente sbagliato. Ogni secondo di vita è una stilla più preziosa e lucente di qualsiasi tesoro presente nel mondo, quindi di che cosa parlano quelli che imputano al debito e agli sprechi ogni male? L’unico male che conta è quello che ci impedisce di gestire al meglio la vita che ci è stata donata, come espresso magistralmente nella Costituzione quando si afferma: E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” (articolo 3).

Confrontatelo con quelli che affermano: “Non ce lo possiamo permettere, non ci sono i soldi, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, non abbiamo saputo utilizzare al meglio il dividendo dell’euro, servono le RIFORME, le RIFORME, le RIFORMEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!”

Uguale uguale a sopra vero?
Ma ritorniamo a quello che accadde… migliaia di persone dopo anni di fatica e tensione accumulata sul lavoro videro negati i più elementari bisogni, quelli relativi al diritto di gestire il proprio tempo e la propria vita, sacrificati entrambi in nome di principi contabili non meglio definiti. E come conseguenza di scelte economiche sbagliate il paese subì una pesante recessione (ben 12 trimestri consecutivi) e il rapporto deficit/pil superò abbondantemente il 130%, la disoccupazione esplose andando oltre il 12%! Ma i costi sociali ed economici di queste scelte non sembrano interessare più di tanto i critici “a prescindere” delle scelte economiche di questo governo. Perché se non sono disastri i numeri realizzati dai governi precedenti, che hanno sempre seguito le indicazioni proveniente dall’Europa con piccoli aggiustamenti (concessioni le chiamano), che cosa dovremmo aspettarci secondo i tanti catastrofisti che appaiono in continuazione sui media nostrani?

Ora, come allora fecero i due sopra nominati, l’attuale presidente dell’INPS Boeri conta e riconta i costi di una parziale modifica alla legge Fornero –  la quota 100 alla precoce età di 62 anni – che costerebbe a suo dire oltre 100 miliardi nei prossimi 10 anni! Spesa, spesa e spesa a carico dello Stato, del debito pubblico e dei martoriati cittadini! Un azzardo -sembra dire lui inZieme a molti ESSI – modificare una riforma (la Fornero) che in 10 anni avrebbe invece garantito una sostanziosa pensione ai fortunati lavoratori tramite probabile seduta spiritica dall’aldilà come spiegavamo nel post 67 pensionato (morto?) che parla!  che consiglio di rileggere.

Ma sti soldi, infondo, che fine faranno? In base alla mia personale interpretazione del Boeri pensiero, o perlomeno da quello che traspare dall’informaZione strombazzata in ogni dove, come e quando, sembrerebbe che tali soldi vengano bruciati nel Vesuvio o meglio nel più attivo Etna! Soldi sprecati e quindi andati in fumo, non in grado di generare alcunché!

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Etna – una terrificante fumata previdenziale!!!

Intanto è il ministro Paolo Savona a far notare a Boeri che i pensionati non sono solo un costo ma anzi danno allo Stato italiano ben 50 miliardi l’anno come potete ascoltare dalle sue parole in QUESTO VIDEO.

Ma poi, forse non è vero che la spesa, ogni spesa, ha la curiosa tendenza a trasformarsi in un GUADAGNO? Mi spiego: se vado a comperare il pane dal fornaio, l’euro che ho speso è l’euro che lui ha guadagnato! Idem per il barbiere, il benzinaio, il dentista, ecc., ecc., ecc. Che poi il MERCATO, che sia dei pesci o di istituzioni banco-finanziarie altro non è che una continua compravendita, un dare e ricevere, una passività che si trasforma in un attivo. Certo capita che a volte il pesce puzzi, qualche venditore poco onesto rifila asset rischiosi ma questo fa parte dei cosiddetti rischi d’impresa, tanto più grandi quanto l’azzardo è elevato! E perché mai sto azzardo dovrebbe pagarlo chi  non ha mai investito alcunché? Gli italiani che centrerebbero con il debito e lo sPRRRRead, che altro non rappresentano che il bastone e l’olio di ricino dei tempi moderni? Ma siamo proprio sicuri che sto deBBito e sto sPRRRRead siano i motivi per cui dobbiamo continuare sulla masochistica china delle riforme di-strutturali, quelle, per intenderci, che cambiano la serratura della porta di casa senza avvertirci e ci lasciano con i pantaloni bagnati in mezzo alla starda?

Per dire che se l’attuale governo gioca la carta delle pensioni, non sarebbe più corretto oltre a paventare i costi,  mettere sul piatto della bilancia anche i possibili benefici? I soldi spesi dal sistema previdenziale passeranno quindi direttamente dalle casse dell’INPS al cratere dell’Etna? I pensionati li metteranno sotto il materasso perché già avvertiti che “i costi degli azzardi del governo” porteranno i cittadini a pagare, pagare, pagare e un buco nero finanziario risucchierà l’Italia intera sPRRRRecona e ladrona? Ma i governi del “più Europa” che benefici “social-strutturali” ci hanno poi lasciato? Hanno STRUTTURALIZZATO il precariato perpetuo e lo sfruttamento, oltre ad aver di fatto cancellato la previdenza futura:  se la gente è sottopagata e non lavora che senso ha parlare ancora di pensioni e di INPS? Questi conti qualcuno li ha fatti?

Per finire il succo, qual è il succo… per i alcuni i soldi servono per TAGLIARE IL DEBITO PUBBLICO, che guarda caso si traduce sempre in un prendere soldi dalle tasche degli italiani per poi accorgersi un secondo dopo che il problema è, guarda caso, ancora e ancora il DEBITO PUBBLICO e bisogna TAGLIARE, TAGLIARE, TAGLIARE… Un cerchio giottesco in cui è impossibile trovare un inizio ma credo che sia abbastanza prevedibile capire come potrebbe andare a finire! Perché dei segnali chiari gli italiani, attraverso il voto, mi sembra proprio che li hanno dati. Non c’è più spazio per slogan, demonizzazioni e propagande, i cittadini vogliono i fatti concreti: una ripresa che si traduca in lavoro e benessere e non solo in chiacchiere. E non so se questo governo sarà davvero del cambiamento, però è certo che alcune questioni che rompono il disco rotto sul debito pubblico brutto e sugli sprechi sono state affrontate! Speriamo che ci sia la possibilità di mettere in pratica questi principi scritti nella manovra economica, forse gli espertoni scopriranno che i conti noi comuni cittadini li sappiamo fare altrettanto bene da soli!

 

 

 

Ho dato del tu ad un premio Nobel!

Il 13 ottobre di due anni fa moriva Dario Fo. Per ricordarlo ho pensato di ripubblicare questo bel post che mi aveva inviato Stefano.

Ricevo da un amico questo bel post, testimonianza della grande umanità e semplicità di Dario Fo. Io non ho mai avuto il piacere d’incontrarlo, ma sono stato toccato dallo scritto che segue e voglio condividerete con voi lettori questa esperienza emozionante!
HO DATO DEL TU AD UN PREMIO NOBEL

Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere ben due premi Nobel. Fortuna perché erano due grandi persone, queste due sì! Non è detto affatto che tutti i premi Nobel siano grandi persone… vedi Obama!

La prima era Rigoberta Menchù, la guatemalteca Nobel per la pace di non ricordo quale anno, ho letto un suo libro, ne ha passate di tutti i colori sotto il regime dittatoriale messo li dagli Stati Uniti. Eravamo ad una cena organizzata dal partito comunista di Moie di Maiolati, finalizzata alla raccolta fondi per aiutare i poveri e gli sfollati guatemaltechi. Mi ha abbracciato e baciato, si è piacevolmente meravigliata che io masticassi un po’ di spagnolo e spesso mi ha utilizzato come interprete durante la cena e nel discorso che ha tenuto a fine serata. Era semplice, cortese, dolce, alla mano e sempre pronta a ridere… una bella persona!

Il secondo l’ho incontrato ad Alcatraz, l’agriturismo vicino Gubbio… libera università… del figlio: Jacopo Fo.

La mia compagna ed io eravamo andati per passare una piccola vacanza un po’ diversa. Lì ti organizzano delle giornate piene di cose interessanti: mini corsi di Tai Chi, passeggiate sensoriali nella natura, massaggi vari, Watsu in piscina riscaldata, libera creatività… pittorica, giocoleria e naturalmente Yoga Demenziale, il corso tenuto da Jacopo. Che non era né Yoga né Demenziale, ma comunque molto interessante!

Si mangia tutti insieme in lunghe tavolate ed ognuno si va a prendere le pietanze da solo… tipo buffet.

Mi giro di scatto perché avevo visto una cosa che mi piaceva e vado ad urtare su una pancia di un omone alto e massiccio. Dopo il rituale “mi scusi!” alzo la testa e realizzo che era lui. Era Dario Fo! Un’ondata di gelo mi parte dalla testa ed arriva fino ai piedi. Riesco a balbettare:

-“Per me è una grande emozione conoscerla… l’ho ammirato da sempre!” Lui mi porge la mano e mi dice:

-“Grazie, grazie… che cosa c’è oggi da mangiare?… no, è che devo fare in fretta… Franca è a casa con un piede rotto ed aspetta me, che gli porto qualcosa…”

Restai molto sorpreso della assoluta normalità di quest’uomo… all’apice della fama… forse anche più in su, eppure si rapportava con tutti cortese e allegro, faceva le sue file pazientemente, litigava scherzosamente:

-“…Eh no! Quello l’ho visto prima io!”. Scioccato, finisco la raccolta delle pietanze e vado ad accomodarmi in un posto a caso della lunga tavolata. Indovinate chi mi si siede davanti?

LUI!

Io non sapevo da che parte guardare. Io in fondo sono rimasto un timido. Anche se ho cantato davanti a migliaia di persone… però io faccio il verso ad altri, faccio il Tributo agli altri… Lui E’! Lui è Dario Fo! Parlando con quelli che gli si erano seduti vicini, il discorso va a finire su Berlusconi, del quale ovviamente diceva peste e corni. Io azzardo un: -“Ma Berlusconi è scemo?” e lui: -“No, scemo no! Ma di certo è un grande ignorante…” E da li comincia una sequenza di spiegazioni sul fatto che i giullari nel medioevo erano i portatori delle notizie e della cultura, eccetera. Io intervengo spesso nei discorsi ed anche gli altri commensali, piacevolmente. Lui, ad un certo punto si rivolge a me con fare imperioso: -“Senti, qui dentro è d’obbligo il TU!” Poi continuiamo tutti a chiacchierare ed io, mio malgrado, costretto a dargli del tu. All’improvviso seguendo il discorso mi chiede: -“Senti, tu mi sai spiegare come funziona Facebook?” Io non lo sapevo, adesso qualcosa di più ne so, ma quella volta no! Scuoto la testa deluso… avevo la possibilità di spiegare qualcosa a quella montagna di cultura davanti a me ed ho perso l’occasione. Mi viene in soccorso Jacopo… Dopo un po’ arriva la nipotina, la figlia di Jacopo, lo abbraccia da dietro: -“Ciao nonno!!!” Lui aveva una faccia felice. Poco dopo si scusa con tutti perché doveva fuggire per raggiungere la sua cara Franca.

La mattina successiva era una bellissima domenica di sole, l’abbiamo incontrato sull’aia aveva un grande cappello bianco ed il bastone, ci salutò cordiale e ci disse che lì era l’unico posto dove riusciva a camminare un po’. Nel pomeriggio lo vidi da lontano mentre ammirava una specie di scultura fatta da lui: una grande teca di cristallo triangolare che conteneva dei grosso pezzi di legno con la forma di solidi geometrici, appesi a dei fili invisibili, liberi di ruotare. Poi non l’ho visto più… tranne sopra qualche palco, ma quello è normale!

Mi scuso con la retorica di questo mio racconto, ma il giorno dopo che certi personaggi muoiono ci vuole! Da ieri dentro di me rimbalza solo una frase da dire a questa gente:

-“Grazie per essere esistiti, e per aver reso la mia vita piu’ bella!”

Anno 2, il contatto!

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Felice anniversario con WordPress.com! Ti sei registrato su WordPress.com 2 anni fa. Grazie per averci scelto. Continua così.

Un altro anno è passato e devo dire che è stata dura. Difficile scrivere qualcosa di sensato, ancora più difficile scrivere qualcosa d’interessante. Il contatto con la dura realtà della scrittura, cimentarsi nella cristallizzazione del pensiero su carta o su un PC, in entrambi i casi mette in evidenza i nostri limiti comunicativi. Quanto sono alte le mura in cui viviamo! Isole, monadi eppure aperti al trascendente! Siamo un mistero a noi stessi eppure non possiamo fare a meno dell’altro, di immergerci nel suo mistero per ripegarci poi di riflesso su di noi in profondità infinite e insondabili. E come concepire la morte senza avere neppure l’opportunità di iniziare a vivere? In questa sete di conoscenza – che in realtà altro non è che un dinamismo incessante nella ricerca mai conclusa della reciprocità – la morte altro non è che un’ulteriore abisso verso l’ignoto! Spogliati dalla materia quale gravità, se non l’amore puro, potrai mai tenere insieme gli atomi della nostra coscienza? Il rischio è perdersi nel nulla, che poi è morire davvero, ma non credo! Non lo credo perché ogni fine decreterebbe forse la fine del Tutto di cui facciamo parte. Non lo credo perché ogni fine coincide con l’inizio, perché ogni fine negherebbe sé stessa in un ossimoro impossibile. Non lo credo perché amo troppo la vita e chi in questa vita mi è stato dato in dono, per concepire anche solo per un’istante che IO NON SONO qui e ora e sempre, in dialogo con quel TU che ci costituisce!

Ma ora torno all’incipit del post! Siamo arrivati al secondo anno di pubblicazione del blog Opinioniweb XYZ. Dico siamo perché ancora una volta devo molto agli amici. Lorenzo, con le sue splendide poesie; Stefano, con i suoi articoli, ben scritti e sostenuti da una logica ineccepibile,  ricchi di spunti e di sane provocazioni; Brunello con il suo bellissimo articolo sulle bellezze del Monte Vettore e del lago di Pilato.  Ma devo ringraziare anche chi, pur non avendo scritto direttamente nessun articolo del blog, è stato spesso una fonte inesauribile di inspirazione soprattutto dei miei articoli di filosofia e religione: Andrea! Grazie a tutti e soprattutto grazie a voi lettori, che con i commenti mi permettete di avvicinarmi di un ulteriore passo alla meta impossibile della reciprocità! Un “contatto”, appunto, per nulla scontato.

Concludo mettendo il link ai due precedenti anniversari del blog, quello della nascita Mezze verità, grandi menzogne    e quello del primo anno  Anno 1 odissea nel blog!

P.s.: mi accorgo solo ora che questi inizi sono sostenuti perfino da un inizio ben più importante e potente: quello del solstizio d’autunno!!!

L’immigrazione!!!

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Dunque, un tema spinoso e per niente semplice da affrontare. Ma per fortuna ci ha pensato il mio amico Stefano ad inviarmi qualcosa in merito e volentieri la pubblico. Una riflessione interessante e direi condivisibile. E siccome LUI non sono IO, perché LUI è LUI e IO sono IO, spero che ai vostri eventuali commenti possa eventualmente rispondere LUI, che in questo caso è l’autore del post! Che comunque IO so qui se serve. Buona lettura…

Se solo provo ad eccepire qualcosa riguardo l’immigrazione, con qualche piddino, buonista, sinistro ad ogni costo (dell’attuale sinistra!!!), solidarista, baciapile e crocerossino vario… vengo immediatamente tacciato di razzismo, leghismo, disumanismo ecc… bene! A tutti questi, a cui va la mia comprensione, dico (e non lo dico solo, ma lo penso proprio!) chiunque e ribadisco CHIUNQUE si trovi in difficoltà od in pericolo per la vita o per l’incolumità… VA AIUTATO! Senza se e senza ma: Immediatamente! Messo in sicurezza, curato e il più possibile a proprio agio! Punto!

Che sia donna, uomo, bambino, giovane o vecchio. Che sia nero, bianco, giallo, rosso o… verde a pois viola…! Ari-Punto!!!

Bene… posso parlare adesso?

Posso, per esempio, parlare del luogo da dove provengono? Voi mi direte… l’Africa no? Ma l’Africa non è quel posto che ha più risorse di tutti? Dalle miniere di qualsiasi cosa… il Niger è il principale produttore mondiale di uranio, il Nord Africa possiede enormi giacimenti di petrolio, il Sud Africa ha i diamanti, non mi ricordo quale stato ha le miniere di quei minerali rari che servono all’elettronica moderna: litio, germanio, selenio… (nel vostro telefonino ci sono molti materiali che provengono da lì).

Come se non bastassero le miniere, il suolo produce qualsiasi prodotto agricolo ed in quantità di gran lunga superiore al fabbisogno locale, specie nell’Africa del centro-sud , i legnami più pregiati del mondo ecc…

Se ci si volesse affrancare dal petrolio, il fiume Congo, per portata d’acqua e velocità della stessa, è stato calcolato, se si sfruttasse in idroelettrico potrebbe soddisfare il fabbisogno di mezza Africa. Il Sahara, dove il sole batte SEMPRE per dodici ore al giorno, con il solare termodinamico brevettato da Rubbia potrebbe produrre elettricità H24 per l’altra mezza Africa!

Per non parlare delle potenzialità turistiche… Insomma è il paese con più risorse naturali concentrate al mondo, e lo dico senza tema di smentita, e allora? Perché è il continente più povero? Dove la gente è costretta ad emigrare? Beh, un piccolo esempio lo può dare il Niger (non la Nigeria eh!), dicevo, il principale produttore mondiale di uranio, è il paese considerato tra i più poveri del mondo, dove la gente non può neanche emigrare perché non può permettersi di pagare il “biglietto” fino alla Libia. Ora è indipendente dalla Francia, ma, chissà com’è, la Francia ha la più alta concentrazione di centrali nucleari del mondo… e… chissà com’è, tutte e dico TUTTE le imprese che sfruttano le enormi risorse africane o sono europee, la maggioranza (compresa l’AGIP!), o sono americane o cinesi… ma non era finito il colonialismo?

Poi, chi sono quelli che emigrano? Quelli che possono pagare i trafficanti di esseri umani, moderni schiavisti, mafiosi e macellai. Non possono certo pagare gli abitanti del Niger ed infatti qui non ne vengono!

Un pentito di mafia una volta disse che il traffico dei migranti rende più della droga!

Poi che fanno gli schiavisti? Imbarcano i sopravvissuti, al viaggio, sulle coste libiche. Dove una volta ad impedirlo c’era Gheddafi , che oltre a far stare benissimo i libici si adoperava per liberare il resto dell’Africa dai neocolonialisti, ma adesso l’ostacolo è stato rimosso da Francia, Italia ecc… per cui i moderni schiavi possono partire. Dopo poche miglia vengono trasferiti a bordo delle navi delle ONG… battenti bandiere improbabili… su cui i lavoratori a bordo, i volontari di cui SONO CERTO DELLA BUONA FEDE, accolgono i migranti e cercano, come possono, di farli sopravvivere. Ma chi le paga queste ONG? Perché proliferano così? Chi c’è dietro… chi comanda???

A questo punto le navi ONG segnalano la presenza di migranti, fuori ogni limite, a bordo, e l’emergenza sanitaria. Qui dovrebbe intervenire il codice internazionale sulla navigazione che imporrebbe il soccorso immediato da parte delle navi vicine e soprattutto l’apertura del porto più vicino che di solito è Malta. Ma Malta si rifiuta con la scusa che è troppo piccola per accogliere tutti… ok… dico io: “dopo li rimanderai via!” Ma intanto il soccorso e l’apertura del porto è obbligatoria… CHIARO???

Al 99% le ONG fanno rotta verso l’Italia (Lampedusa o Sicilia)e, se Malta non è in grado di accogliere… Lampedusa allora? Qui, di nuovo, i sopravvissuti (è una selezione naturale Darwiniana) vengono spediti nei Centri per l’Immigrazione: dei moderni campi di concentramento! Da dove, in teoria, dovrebbero essere identificati e poi, se non sono degli esuli da guerre o persecuzioni, rimpatriati. I regolarizzati, poi, dovrebbero essere ridistribuiti nei vari paesi europei, ma gli altri si rifiutano, contravvenendo alle convenzioni. In testa la Francia… che ci ha anche chiesto l’aiuto per ammazzare Gheddafi!

A questo punto i migranti, di solito, riescono a scappare (aiutati chissà da chi?) e cominciano la loro nuova vita, cercando di raggiungere o il Nord Europa o cercando di sistemarsi al meglio dove possono. A questo punto che cosa fa una persona qualunque completamente disperata? Uso questo termine perché è l’unico che si può adoperare per definire un individuo che scappa dalla propria terra, famiglia, cultura e radici. Che impegna ogni risparmio suo e dei parenti. Sopporta un viaggio in cui la sopravvivenza è del 50% e che alla fine va a vivere da clandestino in un Paese che non lo vuole. Che cosa fa dunque un Disperato? Si adatta a qualsiasi condizione pur di vivere, a qualsiasi lavoro, a qualsiasi salario, a qualsiasi compromesso!!!

Prendersela, quindi, con gli immigrati è la solita guerra tra poveri gestita benissimo e, anzi, promossa da chi ci guadagna dall’alto. Guerra in cui la Lega e gli altri partiti nazionalisti ne sono solo semplici e “inconsapevoli” pedine.

“Dividi ed impera.”

Per cominciare a capire a chi giova tutto questo basta, come al solito, seguire il danaro!

A chi giova avere dei lavoratori a pochi euro all’ora? Per costringere anche gli italiani a lavorare per la stessa cifra? Per essere più competitivi nel mercato Globale? Chi promuove il Neoliberismo sfrenato, l’ultra capitalismo finanziario? Chi ha creato questo paganesimo economico in cui l’unico Dio è il Mercato… Globale che comanda sui governi e sugli stati? A chi giova avere una platea di lavoratori sotto-pagati, ricattabili con lo spettro della disoccupazione… a chi giova???

Rispondete da soli! Ognuno in base alle proprie conoscenze.

Come si risolve il problema? C’è chi dice: “aiutiamoli a casa loro!”… NO!!! Per me no! E ve lo spiego.

Sempre e dico SEMPRE, quando si va ad aiutare qualcuno. Quando qualche Stato va ad aiutarne un altro, non lo fa mai gratis, ne ha sempre un tornaconto: se l’America ci ha beneficiato di un piano Marshall non è certo per “altruismo”, ma semplicemente gli serviva una comoda portaerei in mezzo al Mediterraneo! E così via, di esempi se ne possono trovare a migliaia. Non esiste Ditta o Corporation o Multinazionale che non guardi, PRIMA DI TUTTO, i suoi interessi! Per cui NO! Se vogliamo veramente aiutare l’Africa dobbiamo levarci dalle scatole e lasciarli crescere in pace… e loro stessi dovrebbero fare delle leggi per cui, gli eventuali turisti, possono soggiornare al massimo un mese e poi a casa! Delle leggi per cui gli stranieri non possono comperare niente di immobiliare, eccetera. Il vero razzismo lo dovrebbero conseguire loro, e secondo me sarebbero pure giustificati! Certo, è dura per un governo di una qualsiasi nazione africana prendere provvedimenti del genere, la fine di Gheddafi è un bel monito!

Però nell’improbabile caso, noi “ricchi” ci troveremmo ad esserlo un po’ meno, ma d’altronde… quando si vuole aiutare qualcuno, bisognerà pure fare qualche sacrificio… o no?

+? -? =? 3%!!!

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In questi giorni i media stanno in ogni modo preparando un bel campo minato su cui far muovere l’imminente manovra economica che il governo entro settembre dovrà presentare. Fra le tematiche più in voga c’è il famoso criterio del 3% di deficit e secondo le prime indiscrezioni (che ormai sembrerebbero definitivamente smentite) l’Italia si appresterebbe a sforare. Si ma Tria ha detto, Salvini ha fatto, Di Maio ha dichiarato…Boh!?!? Se i mercati si sono calmati grazie alle parole di quest’ultimi, con dichiarazioni che si sono accavallate una sull’altra senza arrivare ad alcuna certezza (faremo quello che è necessario per i cittadini e quindi sforeremo i parametri europei ma anzi pure manterremo i conti in ordine rispettando i vincoli e quindi però faremo una manovra espansiva e quindi anche non ci sarà alcuna rivoluzione perché procederemo per gradi…).

Chiaro no perché i mercati si sono rassicurati!?!?

Proviamo ad ipotizzare che effettivamente il governo del cambiamento scelga appunto… il CAMBIAMENTO. Quindi non solo non ci accontenteremmo più della flessibilità dello 0,… tanto generosamente offerta ai governi precedenti dall’UE, ma addirittura l’Italia tornerebbe a spendere alla grande e allora il debito pubblico e lo spread, almeno secondo i liBBeristi, esploderebbero!!! O forse no? Diciamo che ha ragione Tria a dire che FINCHÉ SIAMO NELL’EURO bisogna tenere i conti in ordine perché ogni euro di spesa pubblica farebbe ripartire le importazioni e quindi aumenterebbe il debito estero che oggi è invece più che contenuto (intorno al 30%). Pare che essendo l’euro una moneta debole per la Germania, quando andiamo a fare la spesa perfino nella filiera del made in Italy s’infila sempre e comunque una fetta di prodotto che viene importato da lì. E se è così la crescita avrebbe delle conseguenza assai deleterie per la nostra economia, rendendoci ancora più dipendenti dai diktat dei paesi esteri con i quali saremmo costretti a indebitarci per “pagare” il surplus d’importazioni!

Ma ha ragione anche Salvini affermando che per un vero cambiamento bisogna sforare i parametri europei, perché solo lo Stato ha la forza di immettere moneta per rilanciare i consumi innescando un processo veramente virtuoso e duraturo di crescita. Pensate invece che i liBBeristi sta moneta vorrebbero che ce la mettessero gli INVESTIMENTI ESTERI, che in pratica equivalgono ad essere investiti da un treno: come se un nostro vicino virtuoso (tipo Francia o Germania) o un investitore benefattore (tipo Soros) ci prestassero soldi AGGRATISSE!!!!!! Questi per loro sarebbero gli INVESTIMENTI, quelli dello Stato invece sempre e comunque DEBITI! Comunque bisogna capirli per loro lo Stato è per definizione BRUTTO e CATTIVO, lo dice LASCIENZA, come dice un mucchio di altre cose che non si possono mettere in discussione né con la parola né con il pensiero pena LASCIENZA a reti unificate contro l’oscurantismo fasciopopulista!

Ma tornando al 3% + – =, sarà interessante vedere come potranno dare soldi agli italiani riuscendo al contempo a fare in modo che gli italiani, attraverso i maggiori consumi generati da una maggiore disponibilità di reddito, non li spendano tutti in beni esteri! Un’interessante e complicatissima partita di scacchi, con avversari che hanno risorse e tempo da spendere. Non so come ma credo che se c’è una via d’uscita è qui che si dovrà cercare una soluzione che dia un senso all’amletico enigma del +- = 3% , facendo così contenti al contempo quelli che gridano “servi dell’UE e dell’euro”, oppure “pericolosi populisti, fuori dall’UE c’è la guerra e fuori dall’Euro la fame”, ma anche “altro che cambiamento, siete proni ai parametri europei”, che però ” porterete il debito pubblico fuori controllo e sfascerete l’Italia da noi tanto faticosamente salvata”, ecc.,ecc.,ecc. Sentite che armonia, che controcanto sublime? Che la musica è cambiata, perlomeno quello… ma altro non so dire, cadrei nel Lascientifico…

Solite considerazioni (noiose, scontate, non leggetele!) finali…

Ma come mai, nonostante l’Italia negli ultimi 7 anni abbia costantemente ridotto il deficit (cioè ha speso sempre meno per i cittadini arrivando ad un passo dal pareggio di bilancio), il rapporto deficit/pil è esploso arrivando a superare il 130%? Esso era al 108% del pil nel 2007, prima dell’esplosione della bolla finanziaria a seguito del fallimento della Lehman Brothers che innescò una recessione – causata dal debito PRIVATO – su scala mondiale! Debiti accumulati dalla banca grazie a crediti inesigibili, dati a man bassa senza garanzie solide di copertura. La deregolamentazione del mercato aveva inZomma funzionato più che bene, le istituzioni finanziarie si sono sentite libere di speculare accumulando montagne di crediti/debiti e all’arrivo della crisi il cerino rimane sempre in mano dei lavoratori e risparmiatori su scala globale. Perché anche quando gli Stati ci mettono una toppa, come è poi accaduto nell’Unione Europea, essi lo fanno attraverso le austerità, drenando denaro dai propri cittadini e al contempo mettendo sul banco degli accusati il DEBITO PUBBLICO e lo STATO LADRO e inefficiente! Bravi! Rappresentanti politici eletti dai cittadini (ma anche no, l’Italia è un esempio in tal senso) pronti a fare i fedeli garzoni al servizio del Capitale: GLI STIPENDI E LE PENSIONI SONO A RISCHIO, qualcuno si ricorda forse il terrorismo psicologico con cui hanno iniziato a ribaltare il modello economico e sociale del nostro paese? E poi giù a massacrare il PIL, distruggere la domanda interna, far chiudere negozi, saltare imprese, perdere il lavoro e ogni certezza come fossimo in tempo di guerra! Perché ogni danno, ogni crisi è buona per portare a casa ulteriori vantaggi per gli speculatori che detengono sempre più ingenti capitali, accumulati prevalentemente e molto più facilmente attraverso le crisi piuttosto che creando valore, investimenti, benessere diffuso! Questo è il vero problema delle riforme: anche chi crede allo Stato ladro, al Debito pubblico, alla corruZZZione pubblica, alla mancanza di efficienza del pubblico, alle virtù del privato, ecc., ecc., ecc. forse si sarà accorto che qualche problemino c’è anche laddove il pubblico soccombe delegando la gestione al privato con risultati alquanto discutibili.

Il pil corrisponde al reddito, alla ricchezza prodotta da uno stato e i numeri ci dicono che esso è letteralmente crollato nel 2012, anno dell’arrivo del governo Monti con le sue assurde politiche di austerità e di tagli alla spesa pubblica, perdendo oltre 63 miliardi di euro in 9 trimestri di recessione consecutivi – LEGGI QUI – . Politiche che nonostante l’evidenza dei danni sono state fedelmente perseguite dai successivi governi “clone”, esecutori fedeli del modello economico liberista. E anche la “flessibilità” che negli anni ci è stata concessa dall’UE altro non è stata che una “verga” con cui hanno sferzato senza pietà la nostra spesa pubblica, cancellando tutele e diritti prima garantiti dallo Stato. Perché questa flessibilità, muovendosi nel contesto dei principi del pareggio di bilancio e del fiscal compact (principi votati già nel 2012 quasi all’unanimità dal nostro parlamento, allora totalmente asservito agli interessi esteri), non ha fatto altro che limitare i danni per renderli socialmente sopportabili nel medio periodo, ma il risultato nella sostanza non cambia di una virgola: la distruzione della domanda interna (i cosiddetti consumi) attraverso demenziali politiche d’austerità messe in atto in un periodo di forte recessione globale, ha cancellato la crescita e impoverito il paese facendo esplodere la disoccupazione e il degrado – ambientale, sociale, culturale,… – ogni aspetto è stato volutamente e pesantemente modificato in modo peggiorativo con l’unico fine di creare una nuova società votata allo Stato minimo e al massimo profitto di pochi gruppi industriali e finanziari. Il metodo del SALASSO, tanto in voga nel medioevo e applicato con perizia dai cerusici come toccasana universale è stato applicato con dovizia dai Ministri dell’economia, portando se non alla morte perlomeno al collasso economico il nostro paese.

Ricordiamo che senza possibilità di spesa in pratica non esiste democrazia e l’azzeramento del deficit impedisce nei fatti i già magri investimenti pubblici necessari a mantenere in piedi lo Stato. E lo Stato si mantiene in piedi se la sua”ossatura legislativa”, cioè la Costituzione, non vviene by passata e disapplicata i nome di principi ad essa superiori non meglio definiti. Non è possibile alcuna ripresa che non sia al contempo anche un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. La ripresa fatta nel contesto delle regole ultraliberiste dell’UE, con il manganello continuo dello spread e le minacce della BCE, è infatti ottenuta esclusivamente dalla precarizzazione del lavoro e quindi dallo sfruttamento dei lavoratori, con i salari in caduta libera e le tutele cancellate. In questo contesto, che mira alla creazione di un esercito industriale di riserva (come diceva Marx) formato da milioni disoccupati e disperati (vedi le masse d’immigrati che vanno ad ampliare il già enorme bacino di sfruttamento creato in questi anni dalle “riforme di-strutturali), non può esserci altro cambiamento che quello che parte dal ripristino delle possibilità, da parte dello Stato, di fare investimenti pubblici e rilanciare così i consumi interni. Questo sarebbe il principale motore di una vera ripresa economica. E siccome le regole europee non permettono questo, ne mai lo permetteranno proprio perché esse nascono per garantire al Capitale il massimo profitto e quindi la massima libertà di sfruttamento della forza lavoro, è chiaro che solo infrangendo queste regole potrà realizzarsi il cambiamento che molti cittadini attendono da tempo. Un cambiamento che chiaramente non riguarda solo l’Italia, coinvolgendo trasversalmente un modello globalista che domina ormai il mondo da decenni. Se questo modello è stato messo politicamente in discussione con l’elezione del presidente Trump negli Stati Uniti o con la Brexit nell’UE significa che ormai gli interessi contrapposti di chi comanda il mondo stanno per venire al pettine e vedremo presto le conseguenze… Quindi + – = 3% è poi così importante? Nel breve periodo forse, ma nel medio e lungo periodo poco importa la vittoria di una singola partita di scacchi con il sistema. L’Italia dovrà essere un buon giocatore e fare la sua parte per un cambiamento ma non dipende solo da noi.

Ci saranno benefici per i cittadini? Un miglioramento delle condizioni sociali? Una più ampia sovranità popolare, in grado attraverso il voto democratico di spostare le decisioni degli esecutivi verso una maggiore equità, che miri almeno in parte a redistribuire le risorse economiche ad una più ampia fascia di popolazione (magari non solo europea, ma anche africana in nome di una solidarietà sbandierata a parole e negata nei fatti dai propagandisti mediaticopolicitizzati dell’accoglienza senza se e senza ma!))? Ancora non possiamo dirlo, perché a conti fatti anche questo governo di politiche espansive volte a ripristinare delle vere tutele e rilanciare i consumi, non le ha fatte. Vedremo presto quale finanziaria proporranno e allora qualcosa sapremo… Sapremo innanzitutto se verrà messa veramente in discussione questa UE e il suo modello economico liberista, oppure se sarà invece un’ennesima stampella del sistema, con dei semplici accorgimenti volti a dare il contentino alle masse.. Personalmente non credo che ciò sarà possibile e resto fiducioso in un reale cambiamento. Per ora ricordiamoci semplicemente che le riforme (hanno avuto un’unica chiave di lettura: garantire sempre e comunque il Capitale, il suo dominio assoluto che passa dall’assoggettare gli Stati a regole che servono a smontare, pezzo per pezzo, tutto ciò che prima era una garanzia per il normale cittadino. Quindi se il cambiamento ci sarà, non credo sarà difficile accorgersene!

Le estati del mio passato

dal barbiere

Le estati del mio passato!. Cliccando sul link accanto potete risalire all’origine del TAG. Avevo promesso all’amico blogger Redbavon di partecipare a questa catena e anche se con un notevole ritardo eccomi qui a rispondere alle domande sulle estati del mio passato.

Luogo e foto di un’estate passata

Parto da questa foto e da questo luogo come simbolo delle mie estati da bambino. Qui non avrò avuto più di 6 anni, forse anche meno. Quindi indicativamente parliamo del 1978. Sono seduto sulla poltrona del mio barbiere di fiducia, Franco, che prima di farmi il solito taglio a “caschetto” non troppo corto aveva pensato bene di scattare questa foto. Il quartiere dove si trovava il suo locale era per me un luogo di gioco e divertimento quasi quotidiano. In realtà era un po’ lontano dalla mia abitazione (non troppo dato che in 10 minuti ci arrivavo a piedi), ma i miei genitori avevano un negozio di generi alimentari proprio lì accanto e come succede spesso ai bambini delle famiglie con attività commerciali, anch’io passavo molto tempo in questi luoghi (quasi vivevo con loro nel negozio). I miei compagni di gioco erano i figli delle persone che gestivano attività varie nei locali diffusi nel quartiere, inoltre la presenza di un grande parco e un campo da calcio vicino ampliavano le possibilità di conoscenza e di gioco. Certo oltre a questo c’era anche il mare, soprattutto perchè Ancona, la mia città, è una città sul mare, ma di questo parlerò dopo.

Gioco in cortile

Vivevo in una vecchia palazzina che aveva il vantaggio di avere dei giardini sul davanti e del terreno incolto che faceva da divisorio con un altro palazzo nella parte dietro il mio appartamento. Con mia sorella, un mio cugino, un’amica che abitava nel mio stesso palazzo, un’amica romana che insieme ai genitori veniva a trovare la zia durante l’estate per riprendersi dal caos di Roma e godersi un po’ il mare e altri ragazzini più o meno della mia età che frequentavano la zona dove vivevo organizzavamo vari giochi. Dal nascondino ( come detto sopra c’erano spazi dove nascondersi), “Un, due, tre, stella!”, il salto della corda e tanti altri giochi all’aperto tipici della nostra età.

Gioco in spiaggia

Andavo quasi sempre a Palombina dove c’è la spiaggia di sabbia e passavo ore a scavare buche e costruire castelli di sabbia. Al baretto sulla spiaggia c’era il classico calcio balilla e un tavolinetto per il pin pong (anche se io preferivo i tamburelli).

Fumetto

Come molti ragazzini di quel periodo ero un famelico divoratore di fumetti, non solo in estate. Oltre al classico Topolino e Tex, non disdegnavo neanche la lettura di Geppo, Tiramolla, Trottolino, Soldino, Felix e tanti altri…

Cibo

Gelati

In spiaggia la pizza ben condita dagli insidiosi granelli di sabbia. Ma adoravo anche le patatine fritte. Riguardo ai gelati ricordo con nostalgia il Piedone e Lo Squalo, un ghiacciolo dal gusto orribile che ti lasciava la lingua blu!

Libro

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Pur essendo un grande e instancabile lettore di fumetti da bambino non sono stato un divoratore di libri per ragazzi. Ricordo però di aver letto molti libri di Salgari, il “Giro nel mondo in 80 giorni” di Verne e intorno agli 11 anni il libro “La storia infinita” di Michael Ende, letti proprio in estate, dato che compio gli anni all’inizio di agosto e li ricevevo come regali (non sempre graditi).

Film

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Scena del film Tron – fonte Wikipedia

Pochi sono i film che ho avuto modo di vedere al cinema in quel periodo. Ricordo di aver visto “Banana Joe”, e sempre negli stessi anni, intorno al 1982, film di fantascienza come “Tron” prodotto dalla Disney. Il primo l’ho visto in seconda visione “all’aperto” in occasione di una proiezione estiva. Il secondo l’avevo visto sia al cinema in prima visione che in estate, nel cinema all’aperto che proiettavano nell’arena della parrocchia che frequentavo (forse però era la metà degli anni ’80).

Televisione

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Il programma che ricordo con più nostalgia, nonostante non fosse tipicamente una trasmissione estiva, è “SuperGulp, fumetti in TV”! Era un preserale della durata di circa 15 minuti che andò in onda anche nei mesi estivi, almeno in alcuni anni tra il 1977 e il 1981. Indimenticabili le apparizioni di fumetti culto come Alan Ford, gli eroi della Marvel e tanti altri (QUI una chicca per i nostalgici)!

Canzone

Sicuramente fra i primi tormentoni estivi che sono rimasti impressi nella memoria della mia infanzia scelgo “Vamos a la playa dei Righeira” (clicca sul titolo per ascoltarla).

Videogame

Più che di videogiochi voglio ricordare questo antenato degli home computer, Sega 3000, uscito nell’estate 1983 e ancora in mio possesso. Aveva fra le altre cose delle cartucce gioco, che derivavano da una console uscita sempre in quel periodo (credo si chiamasse Sg-1000) con videogame tipo Congo Bongo, Space invaders e Monaco GP che ancora oggi sono godibili! Aveva un sistema operativo in linguaggio BASIC.

Life

Non ho mai fatto una gran vita serale, a parte qualche pic nic improvvisato in giardino e qualche uscita fra ragazzini del mio quartiere, allora periferico ma tranquillo, per prendere un gelato.

E ora è giunto il momento di chiudere il post. Lascio ai lettori del blog la facoltà di partecipare al Tag. Magari chi è vissuto nel “tempo che fu” avrà voglia di crogiolarsi nei ricordi del passato, a volte può essere anche piacevole, a patto che non si esageri dimenticandosi il presente!

Dal Monte Vettore al Lago di Pilato, il lago maledetto!

Lago specchio

Lo specchio!

Il Lago di Pilato è diventato famoso grazie ad una serie di servizi apparsi nei telegiornali nazionali dedicati ad un suo famoso “abitante”, il “chirocefalo del Marchesoni” ( LEGGI QUI), un piccolo crostaceo che vive esclusivamente in questa valle glaciale a 1940m slm.

Secondo la leggenda il corpo di Pilato, messo su un carro trainato dai buoi dopo essere stato condannato a morte dall’imperatore Tiberio, arrivato sul più alto dei Monti Sibillini precipitò nel lago che lo inghiottì nelle sue acque ribollenti!

Ma fu a partire dal 1200 che il Lago iniziò a legare la sua fama alla magia e all’occulto, dato che i documenti antichi testimoniano la presenza di un continuo via vai di maghi e negromanti che portarono la popolazione a credere che “…quivi soggiornano i diavoli e danno risposta a chi li interroga…alcuni uomini di lontano paese et vennero a questi luoghi per consacrare libri scellerati e malvagi al diavolo, per poter ottenere alcuni suoi biasimevoli desideri, cioè di ricchezze, di onori, di amenosi piaceri e simili cose” (L. Degli Alberti, Descrittione di tutta Italia, 1557). Proprio per impedire l’accesso a questa valle le autorità di Norcia vi fecero costruire delle mura insieme a delle forche come monito per i trasgressori. Ecco perché ancora oggi i due passi da cui si accede alla piana di Castelluccio e poi al sentiero che dal Vettore arriva al Lago di Pilato si chiamano Forca de Presta e Forca Canapine!

Le foto che seguono sono state scattate dal mio amico Emanuele Brunelli in due diverse escursioni, una del 27 Maggio 2018 e l’altra del 24 Giugno 2018. Un mese esatto in cui è possibile osservare lo scioglimento della neve e l’evoluzione delle acque del lago.

Foto del 27 Maggio

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La valle del Lago di Pilato

Lago neve 2

Escursionisti

Lago neve

Il Lago ghiacciato

Foto del 24 Giugno

Dal Vettore

Dal Vettore sopra la valle del Lago di Pilato

Gli occhiali

Gli occhiali!

Occhiali valle

I ghiaioni!

Ritorno

Ritorno!

Piana castelluccio

Sulla Piana di Castelluccio

Castelluccio lontana

Castelluccio sovrasta la Piana

Vietato accesso

Vietato l’accesso!

Castelluccio bello

Comunque stupenda!

Ringrazio ancora Emanuele per avermi fatto pubblicare le sue bellissime foto. La mia ultima salita al Vettore risale ai primi di Luglio del 2015, un anno prima del terribile terremoto che ha devastato questi splendidi luoghi. Ora le strade e i sentieri del parco dei Monti Sibillini sono nella stargrande maggioranza dei casi di nuovo accessibili. Speriamo che presto anche i paesi e le persone che ad essi sono legate tornino a vivere, a ricostruire il futuro!

Bibliografia.

Per approfondimenti storici e naturalistici consiglio il libro “Parco Nazionale del Monti Sibillini, le più belle escursioni” di Alberico Alesi e Maurizio Calibani, SER 2004