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Narrazioni

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Alle considerazioni di Stefano aggiungo solo che il “fatto” secondo me deve la sua potenza a quella briciola di verità che necessariaMENTE contiene: è essa a renderlo credibile agli occhi del mondo! Come il lievito che pur invisibile fa crescere l’impasto, così la verità, pur minima, è un potente lievito nella costruzione delle narrazioni mass-mediatiche.

Post di Stefano

Nell’epoca della comunicazione globale ogni fatto è una narrazione. La narrazione non corrisponde necessariamente al fatto. Un fatto può essere reale o inventato di sana pianta. Un fatto può essere stato creato artificialmente per scopi narrativi completamente diversi dalla realtà del fatto stesso. Può essere ingigantito o ridotto, enfatizzato o ridicolizzato, può diventare l’unico argomento di discussione presente nei media o essere ignorato del tutto. Lo scopo è la narrazione ed attraverso questa l’indottrinamento dei fruitori. É uno strumento di potere, il più potente strumento di potere. L’unico strumento in grado di far benedire le catene agli schiavi. Nessun altro strumento ci riesce: l’esercizio della forza, la violenza, l’oppressione, la coercizione, il ricatto, la corruzione… nessun altro strumento salva dal rischio di rivoluzioni collettive o individuali, dal rischio di prese di coscienza, dalle fughe per la libertà. Poiché l’accurata modulazione della narrazione, sostituendosi alla realtà per quella che è, crea la coscienza individuale e collettiva, la percezione della realtà, crea la reazione adeguata ed addomesticata.

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Miele di melata

Lo chiamano anche miele di bosco, ma qui dove sto io siamo fra colline coltivate e al massimo c’è qualche macchia boschiva qua e là. Però abbondano le querce e lungo il fosso vicino al mio orto ci sono i pioppi. Pensavo che visto il bel tempo e le acacie fiorite le api li sarebbero andate, ignorando invece la tanta melata che riempiva queste piante negli ultimi giorni, invece… mi hanno fatto una sorpresa!!!

Per chi non lo sa il miele di melata non deriva dal nettare dei fiori, quanto piuttosto dalle deiezioni – si avete capito bene, si tratta proprio di deiezioni zuccherine – di afidi e altri piccoli parassiti che si nutrono della linfa delle piante! E nei pioppi le foglie erano tutte appiccicaticce, ricoperte da tale sostanza luccicante. Di solito le api li bottinano solo se non c’è abbondanza di altre fonti nettarifere, di solito appunto. A me la melata piace più di qualsiasi altro miele, certamente più di quello di acacia, esageratamente zuccherino e quasi privo di pollini e altre sostanze. Invece la melata ha un tasso zuccherino basso, intorno al 55%, il suo colore è scuro tendente al nero e ha un leggero retrogusto amarognolo “quasi di fumo”! Oltre a zuccheri contiene anche proteine e sali minerali; inZomma se non l’avete già assaggiato vi consiglio di provarlo comperando preferibilmente un miele italiano, meglio ancora se prodotto da un apicoltore della vostra zona. Perché purtroppo anche di mieli contraffatti in commercio ne esistono eccome e non sempre è facile scovarli: anche il miele, vi assicuro, è fatto “anche ma non necessariamente” con nettare, polline o melata e il lavoro delle api.

Inoltre se tenete davvero alla loro tutela sappiate che i piccoli e medi apicoltori non hanno alcun interesse a sfruttare a morte il lavoro di questi insetti industriosi, essi imparano a rispettarli e cercano di prendere il giusto dando in cambio ciò che alle api serve per vivere, un bel prato fiorito, un’arnia (a loro va bene anche un tronco cavo a dire il vero), qualche aiuto a superare momenti di difficoltà quando serve… Ben poca cosa considerando che certamente esse farebbero a meno di noi, al contrario noi ben difficilmente possiamo fare a meno di loro considerando che ogni ape visita fino a 7000 fiori al giorno e che un alveare nel periodo della primavera-estate ha tra le 60-80 mila api!!! La produzione agricola dipende per una percentuale rilevante dal loro lavoro di impollinatori e più in generale dicono che circa il 70% delle piante sarebbe a rischio senza di loro. La differenza fra  api e non api è quella che c’è tra un bel bosco ricco di vegetazione e un deserto, purtroppo già ora c’è poco da stare allegri visto la loro diffusione sempre più a rischio e soprattutto concentrata in pochi apiari insediati dall’uomo e una presenza selvatica in natura sempre più rara.

Ma  teniamo da parte i tristi pensieri e per ora accontentiamoci dell’odore caldo-maltato-caramellato e del buon sapore che lascia in bocca il miele di bosco (o di melata) delle nostre cari api!

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Attualità Filosofia e religione

Ormai anche le pietre parlano!

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“Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». [19.40] Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre»” Lc. 19.40

La citazione evangelica calata nella situazione attuale è effettivamente illuminante. Come illuminante ho trovato il bellissimo articolo- intervista pubblicato nel blog “Duc in altum” che potrete leggere CLICCANDO QUI.

La citazione evangelica viene qui riferita alla Chiesa attuale: se i discepoli taceranno – dice Gesù – allora anche le pietre parleranno al loro posto! E chi sono oggi i discepoli? La Chiesa tutta e in particolare la sua “voce”: sono molti quelli fra le gerarchie ecclesiastiche che hanno voce agli occhi del mondo ma preferiscono tacere.

Sono le pietre a parlare al posto loro, sassi senza voce che gridano! Persone di buona volontà che non si adeguano al sistema e ne denunciano le storture. Una Chiesa che si adegua al Mondo e silenzia Cristo, in nome di presunti dogmi de Lascienza e a questi si sottomette è alquanto preoccupante. Se trasformiamo la religione, in particolare il cristianesimo, in un umanesimo senza più alcun riferimento al trascendente, di fatto la sterilizziamo rendendola un’istituzione esclusivamente umana al servizio di fini utilitaristici. È questo che sta affettivamente accadendo? Mi riferisco qui al “tempo sospeso” che ha caratterizzato il lockdown, un tempo caratterizzato dalla paura per il futuro che ci ha imprigionato in un presente incerto e terribile. Vero è che abbiamo riscoperto la dimensione della famiglia e forse anche una dimensione interiore importantissima, quella che per il credente è in grado di metterci in dialogo con Dio attraverso la preghiera. Ma la dimensione comunitaria e sacramentale è stata di fatto cancellata. Essa ci mette in contatto con il mistero e ci fa capire che la realtà non è solo ciò che vediamo o che tocchiamo. I segni sacramentali non possono avere una dimensione esclusivamente individualistica, essi al contrario esprimono sia la fede nella Chiesa, sia una maggiore comunione fra i credenti. Ma questa Chiesa, che si arrende al mondo consegnandosi senza battere ciglio alla dimensione del tempo sospeso, ha ancora cittadinanza nella cultura odierna? Il mondo degli uomini asserviti ad altri uomini è proprio quello che la Chiesa deve combattere. La Chiesa deve realizzare invece l’unità tra le persone, ognuna riconosciuta in quanto unica e irripetibile. La Chiesa non è individualista ma neanche collettivista, essa mira all’esaltazione della persona in un cammino comunitario e sacramentale. Sacramentale perché nel rito si partecipa a qualcosa di preesistente che ci rende parte della comunità. Per questi motivi sarebbe stato importante almeno discutere sulle modalità di partecipazione alla messa, con criteri di buon senso ma rigorosi qualcosa in più si sarebbe potuto fare, ma tant’è… Concludo riportando le parole di Papa Francesco fatte in occasione di una “Catechesi sulla Santa Messa” l’8 novembre 2017, parole eloquenti che non lasciano spazio a dubbi sulla necessità, per ogni cristiano, di partecipare concretamente alla messa domenicale :

<<… Non possiamo dimenticare il gran numero di cristiani che, nel mondo intero, in duemila anni di storia, hanno resistito fino alla morte per difendere l’Eucaristia; e quanti, ancora oggi, rischiano la vita per partecipare alla Messa domenicale. Nell’anno 304, durante le persecuzioni di Diocleziano, un gruppo di cristiani, del nord Africa, furono sorpresi mentre celebravano la Messa in una casa e vennero arrestati. Il proconsole romano, nell’interrogatorio, chiese loro perché l’avessero fatto, sapendo che era assolutamente vietato. Ed essi risposero: «Senza la domenica non possiamo vivere», che voleva dire: se non possiamo celebrare l’Eucaristia, non possiamo vivere, la nostra vita cristiana morirebbe.

In effetti, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,53-54).”

Quei cristiani del nord Africa furono uccisi perché celebravano l’Eucaristia. Hanno lasciato la testimonianza che si può rinunciare alla vita terrena per l’Eucaristia, perché essa ci dà la vita eterna, rendendoci partecipi della vittoria di Cristo sulla morte. Una testimonianza che ci interpella tutti e chiede una risposta su che cosa significhi per ciascuno di noi partecipare al Sacrificio della Messa e accostarci alla Mensa del Signore>>. QUI il testo completo della catechesi.

Ora per favore, visto soprattutto che è in discussione l’intero modo di vivere in società e non soltanto la partecipazione alla santa messa, soprattutto chi ha visibilità e autorevolezza inizi a pretendere che gli spazi di libertà garantiti anche dalla stessa Costituzione siano tutelati; se vogliamo sconfiggere davvero il virus non possiamo certo adeguarci alle sue condizioni e vivere perennemente nella paura, perciò non lasciamo più che a parlare siano solo le pietre.

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Si fa per parlare

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<a href="http://Foto di succo da Pixabay“>Foto da Pixabay

Stefano ritorna più informa che mai a esplorare la neo-società del virus! Io che soggiaccio al peso della DAD (acronimo che indica la didattica a distanza) spossato psico-fisico-moral-logicamente ho davvero poche forze per esprimermi. Voglio però almeno provare a fare altre ipotesi da aggiungere a quelle che leggerete sotto: diciamo che il virus, naturale o artificiale che sia, si è dimostrato un utile strumento per riformare radicalmente il mondo umano. Come Stefano osserva ha portato ad un’accelerazione di ciò che già era in essere e che ci veniva somministrato con pazienza e determinazione implacabile. Ed è proprio questo il punto, imporre con un’accelerazione imprevedibile ed esagerata la neo-società a schiavi felici, cornuti e mazziati è davvero possibile? Visti i risultati che si stanno ormai definendo a me pare proprio di no! Che ci sia una vera e propria guerra in corso mi sembra chiaro, ma la distorsione evidente del sistema, sempre più sfacciatamente dittatoriale e prepotentemente impositivo, rende chiaro ai più che potrebbero esserci strade diverse da percorrere. Persino il cosiddetto mainstream ormai è costretto a dirci che l’acqua è bagnata e la terra è rotonda. Persino loro in mezzo al mare delle solite menzogne o mezze verità, con i giusti accorgimenti ed eccezioni, persino loro lo dicono!!! Ma anch’io, come Stefano non lo so il perché, certe consapevolezze sono al di là della mia portata. Posso solo dire che non tutto il male viene per nuocere, ho proprio l’impressione che presto ne vedremo delle belle!

Torno a bomba sulla mia teoria dei livelli, quella per cui, sulla base delle informazioni che si ricevono e quindi sui canali adoperati per acquisire tali informazioni, si raggiunge una soggettiva consapevolezza. A mio parere, chi si informa solo sui canali cosiddetti “mainstream” raggiunge un livello di consapevolezza, sugli avvenimenti del mondo, molto basso. Chi, come me, si informa su canali alternativi di cosiddetta “controinformazione” raggiunge un grado di consapevolezza leggermente superiore. Ma solo “leggermente”! Sempre secondo me, esistono ben altri livelli di conoscenza e quindi di opinione, molto più vicini alla verità… che, per comodità, assumo come vertice della piramide. Salire verso l’alto di questa immaginaria scalinata verso il vero permette di valutare i comportamenti degli individui sottostanti e contemporaneamente di avere una visione più d’insieme. Parto da alcuni fatti, reali e consultabili da tutti, per fare alcune valutazioni.

Il Virus Covid 19 è artificiale, non lo dico io, ma una schiera di virologi capeggiati da Luc Montagnier (un premio Nobel), lo dice anche Donald Trump che, anche se molti lo definiscono un idiota, è comunque un presidente USA e normalmente un idiota come me, ad esempio, presidente degli USA non può diventare… e forse neanche della bocciofila del paese. Inoltre, che vengano studiati e prodotti agenti patogeni in decine di laboratori sparsi in tutto il mondo (compreso Wuhan) è una realtà. Così come vengono studiati ordigni nucleari sempre più potenti, gas sempre più velenosi, eccetera. Non viviamo nel mondo delle favole! Sul fatto poi che sia sfuggito per errore o che sia stato diffuso intenzionalmente non posso dare opinioni, poiché tale conoscenza appartiene ad un livello superiore al mio.

Le misure di precauzione e di “contenimento” del contagio sono state e sono assolutamente illogiche ed abnormi. Basta confrontarsi con la logica (elementare) e col buonsenso e ad ascoltare il parere di centinaia di specialisti, facilmente reperibili in rete. Io l’ho fatto. Nel periodo del lock down duro veniva multato chi passeggiava in spiaggia o dentro un bosco da solo… DA SOLO??? E a chi contagiava? Tutt’ora non si può respirare a pieni polmoni dell’aria buona, per chi come me ci crede: carica di prana! Perché costretti dietro la museruola… oops… mascherina. Ci hanno negato il sole e la vitamina D. Ora si può andare al mare, ma non si può fare il bagno!!! L’altro giorno sono andato a comprare un gelato: me l’hanno dato obbligatoriamente in coppetta ed anche incartata nell’alluminio!!! Così è d’asporto, dicevano! Ma siamo scemi? Il cono si dice “da passeggio”, non me lo mangiavo di certo in gelateria! No! Qui ci sono degli idioti che trattano noi da idioti. Le museruo… mascherine non servono a nulla, stando a quello che dicono tutti i virologi non mainstream, lo disse anche Burioni una volta, salvo poi ricredersi. Ma davvero c’è qualcuno che crede alla narrazione ufficiale?

Lo studio su una eventuale cura al Covid è stato, come minimo, ostacolato. L’unica cosa sensata e cioè tenere in forma il sistema immunitario, attraverso le vitamine, i microelementi, il non mangiare schifezze, il sole, l’aria pura, l’attività fisica… tutto questo è: o vietato o scoraggiato. L’OMS e di seguito l’ISS hanno “sconsigliato” (vietato!) fin dall’inizio l’effettuazione di autopsie sui morti da Covid… perché tanto si sapeva di cosa morivano e non bisognava sprecare risorse! Sì, ma le autopsie, specie su una malattia nuova, si fanno a scopo di ricerca! Infatti, alcuni medici “indisciplinati” le dissezioni le hanno fatte ed hanno scoperto che non era la normale polmonite, ma la formazione di trombi alveolari, ad uccidere. Si risolve con farmaci che costano 6 euro a confezione, a casa e non nelle terapie intensive. La cura col siero iperimmune è una metodica nota da molti decenni, costa 80 euro a dose poiché la materia prima è gratis, il plasma è donato dai guariti ai malati. E’ democratico! E soprattutto NON E’ BREVETTABILE!!! I medici degli ospedali di Mantova e Pavia hanno spedito il protocollo persino ad alcuni istituti americani, su loro richiesta. Però, proprio in Italia, la notizia sulla miracolosa cura è stata accolta tiepidamente, a volte contrastata con scuse infantili e, dulcis in fundo, dovendo per forza sperimentarla, hanno affidato il compito… agli ospedali di Mantova o Pavia che avevano già macchinari, laboratori, protocolli e medici esperti sulla questione??? Noooo!

A Pisa.

Il perché lo scopriremo solo… sopravvivendo, ma non puzza un po’ di bruciato?

A questo punto vorrei riuscire a capire a che cosa è servito ed a che cosa servirà tutto questo. Perché non può essere un caso. Una tale organizzazione, una tale cieca determinazione ad affossare l’intera economia globale deve essere stata preparata da tempo. Se poi la sfuggita del virus da qualche laboratorio è stata accidentale, il modo di approfittarsi di tale opportunità presuppone una organizzazione a monte a livello globale. Si dice che tre indizi facciano una prova, ma qui di indizi ce ne sono a decine.

Faccio alcune ipotesi alla mia portata:

E’ solo una manovra atta a vaccinare il mondo intero per il mero interesse di Big Pharma? Può darsi, gli interessi sono enormi, ma a me sembrano troppo piccoli in confronto al disastro economico che hanno provocato. Alle morti per fame e suicidio prossime e venture. Ed alla fine degli ultimi frammenti di pseudo-democrazia.

E’ una operazione psicologica atta a testare la capacità di sottomissione della popolazione mondiale sotto il ricatto della paura? In fondo ogni regime si è sempre basato sul timore, sulle manganellate, olio di ricino e TSO. Può darsi, ma la sudditanza verso i falsi miti consumistici era già una realtà solida. Per cui di tecniche di sottomissione ne sono già state sperimentate, con successo, diverse.

E’ una strategia atta a far accettare supinamente i nuovi metodi tecnologici di controllo e di localizzazione? Può darsi, ma probabilmente non sono necessari con l’inevitabile avvento del 5G. In maniera psicologicamente “morbida” la localizzazione è sempre possibile con l’internet delle cose, ogni oggetto tecnologico, e anche non, diventerà un device ed è impossibile che ognuno di noi non ne avrà qualcuno addosso.

E’ una operazione psicologica atta a disumanizzare la popolazione mondiale, attraverso la paura del contatto fisico e di conseguenza il considerare l’altro come un potenziale nemico, l’assenza di empatia, l’accettazione di rapporti sociali esclusivamente “virtuali”, l’approvazione all’isolamento ed alla solitudine per cause di forza maggiore, il consolidamento della didattica a distanza con la definitiva adozione dell’educazione a senso unico… Per produrre una nuova umanità più robotizzata e succube? Può darsi, ma la strada era già tracciata con metodi più soft, e non c’era bisogno di una tale accelerazione.

E’ una operazione atta a causare una definitiva caduta del sistema economico piccolo e micro imprenditoriale e favorire così l’accentramento della produzione sulle grandi corporation? Può darsi, ma era un piano che procedeva già velocemente attraverso la logica del pensiero unico neoliberista e mercantilista.

E’ una manovra atta ad imporre il TSO vaccinale per causare, attraverso la somministrazione di sostanze chimiche, la sterilità e l’accorciamento della vita, per indurre la riduzione della popolazione mondiale, come da progetto Malthusiano? Può darsi, anche visto quello che contengono gli attuali vaccini.

Potrebbe essere per tutti questi motivi insieme e chissà quali altri?

Potrebbe essere un test solo per sperimentare tutti i motivi sopracitati ed eventualmente aggiustare il tiro le prossime volte?

Io non lo so perché, come spiegavo, certe consapevolezze appartengono a livelli superiori al mio.

Si fa per parlare.

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(K)ill Gates


Post di Stefano

In questo post voglio partire da quello mio precedente. Nell’altro esortavo il lettore a ragionare su cose semplici, a fare 2 + 2. Dicevo che, se i grandi media sono sostenuti finanziariamente dai maggiori sponsor, dalle grandi multinazionali del farmaco, delle automobili, della telefonia e delle comunicazioni, gli stessi media non possono, di fatto, comprendere nella loro informativa contenuti che vadano in contrasto con gli oggetti della pubblicità. Chi ha un padrone è a lui che deve rispondere. Chi lavora per un’azienda non può andare in giro a sparlare della propria sorgente di reddito, perché rischia di venire licenziato. E questo, volenti o nolenti, è una regola che seguono tutti. Non è possibile trasgredire, anche perché, in automatico, l’anomalia si sana: il lavoratore perde il lavoro, il finanziato perde il finanziatore, il negoziante perde il cliente, la rete televisiva perde lo sponsor!
Sul filo di questo semplice ragionamento voglio parlare di Bill Gates, ad oggi il maggior finanziatore dell’OMS. Si tratta di uno degli uomini più ricchi del mondo, forse il più ricco. La storia del futuro filantropo parte dall’invenzione del MS Dos, un sistema operativo che rendeva possibile la realizzazione del computer domestico. Un sistema che in effetti non aveva inventato lui, ma l’aveva scopiazzato dall’IBM, ma la cosa principale che fece fu di “blindare” il codice sorgente e quindi di guadagnare da chiunque volesse installare tale sistema operativo. In seguito “inventò” l’interfaccia grafica chiamata Windows… copiandola di fatto dalla Apple. Riuscì inoltre a “convincere” tutto il mondo ad adottare come piattaforma principale i sistemi Microsoft. Attraverso la sua società, quindi, è riuscito ad accaparrarsi la maggior parte della “miniera d’oro” del 21° secolo, ovvero la mole dei dati personali di tutti noi, quei dati che vengono venduti e scambiati ad altissimo prezzo, si chiama Big Data. Alla faccia della privacy. Questi i motivi del suo arricchimento, ma c’è di più. Si è più volte dichiarato favorevole alla drastica riduzione della popolazione mondiale, accarezzando quindi le teorie Malthusiane. Si è inoltre prodigato affinché venissero adottate politiche per la vaccinazione a tappeto dell’intera popolazione mondiale, per qualsiasi patologia vaccinabile e, a mio avviso, non vaccinabile come i virus ad RNA, tipo il Covid 19, perché sono molto mutevoli. Queste due grandi passioni coltivate dal magnate non vi fanno pensare ad un possibile collegamento tra le stesse?
Questo è il personaggio. Insieme a lui, i maggiori finanziatori della “filantropica” OMS sono: gli USA ed il cartello delle ditte farmaceutiche mondiali che a me piace chiamare Big Pharma. Seguono poi altri Stati tra cui Francia, Inghilterra, Cina, eccetera. Donald Trump, nella sua battaglia, ormai dichiarata, contro il “Deep State”, ovvero quei poteri “persistenti” negli USA, finanziati dalle grandi lobbies, che ora remano contro la sua rielezione, ha manifestato di voler tagliare i fondi destinati all’OMS. Quindi, a finanziare l’organizzazione, da cui dipende la maggior parte delle politiche sanitarie del mondo, sono rimasti principalmente: la fondazione Bill e Melinda Gates (Big Data) e Big Pharma. Due privati che controllano la salute mondiale!
Ora: da che mondo è mondo, l’esercizio estremo del potere, la dittatura, ha sempre avuto come fondamento il controllo della popolazione. Il controllo di ogni suo aspetto, anche nel numero, nella mole della popolazione stessa, basta vedere, ad esempio, l’incentivo alla natalità nel periodo fascista italiano e, al contrario, alle politiche del figlio unico nella Cina di pochi anni fa. Controllo sugli spostamenti, controllo sulle associazioni, controllo sulla cultura. Però, mentre nelle dittature palesi il controllo è facilmente applicabile a colpi di manganello, nelle sedicenti “democrazie” occorre far digerire alla popolazione le eventuali perdite di libertà… o peggio, motivandole, magari, con questioni di sicurezza e di salute.
Cosa c’è di meglio, quindi, nei paesi “democratici” di una bella dittatura sanitaria? Eh… è per il nostro bene!!!
Che si è manifestata finora: con l’imposizione di ogni sorta di vaccini, per malattie anche non gravi. L’imposizione degli arresti domiciliari, anticostituzionali, per decreto. I TSO, anche loro vietati dalla costituzione all’art.32, per coloro che gridano al megafono il loro dissenso. L’imposizione di nuovi vaccini, inutili, antinfluenzali e anti Covid. Nuovi sistemi di tracciamento GPS collegati al nostro smartphone… in futuro col chip sottocutaneo o col tatuaggio di nanoparticolato a smart-dust (Bill Gates sta lavorando anche a questo). La criminalizzazione delle “fake news”. La progressiva eliminazione “dell’infetto” denaro contante…
Guardate che di psicopatici, drogati di potere assoluto, ce ne sono sempre stati: Hitler, Stalin, Polpot… Mussolini… Idi Amin Dada… eccetera, eccetera. Ce ne sono… perché no? La madre degli idioti è sempre incinta, chi sono ce lo diranno i libri di storia futuri, anche quelli che dichiarano una guerra… non lo sanno che produrranno centinaia di migliaia o milioni di morti? E ce ne saranno sempre! Ed in ogni dittatura, sempre, chi è contrario al regime, prima di tutto viene dichiarato matto e sbattuto in struttura psichiatrica (TSO), è il sistema più semplice.
2 + 2.
Benjamin Franklin una volta disse: Chi rinuncia alla libertà per la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.

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La pubblicità è l’anima dell’informazione

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da Pixabay

Quando persone immensamente ricche come Bill Gates si scoprono votate al bene altrui e investono miliardi sulla ricerca e in particolare sui vaccini a me sorge un dubbio: ESSI sono filantropi o licantropi? I protocolli preventivi di cura per il coronavirus si stanno dimostrando efficaci e gli stessi medici sul campo li stanno consigliando. Per capire meglio qual è la situazione consiglio vivamente a tutti di ascoltare l’intervista estremamente chiara ed esplicativa fatta da Massimo Mazzucco ad un medico che lavora nell’ospedale di Bergamo:  CLICCA QUI PER VEDERE. Dopo pensate al livello di (dis) informazione che i vari espertoni sotuttoio ci somministrano quotidianamente in tivvù grazie ad una stampa asservita con poche eccezioni

Post di Stefano

Dirò solo banalità, ma a quanto pare sembra che a qualcuno resti difficile da capire. I media si reggono, principalmente, con i soldi incassati dalle pubblicità, anche la RAI, nonostante il canone obbligatorio. Ora, non si può pensare che il momento degli spot sia isolato da tutto il resto. Mi spiego meglio: Se, ad esempio, uno spot pubblicizza un formaggio, non è pensabile che la stessa rete televisiva programmi una trasmissione in cui si affronta il tema degli allevamenti intensivi e delle sofferenze somministrate agli animali. Oppure degli antibiotici usati per aumentare la produzione del latte e della scarsa igiene in cui vivono le mucche. Oppure della serie di disturbi fisici o di malattie derivanti dall’abuso di latticini. Semplicemente perché la Ditta Casearia ritirerebbe i suoi spot e la rete televisiva si ritroverebbe con un cliente in meno. Vi sembra credibile che lo stesso palinsesto comprenda una pubblicità ad un determinato prodotto ed una trasmissione, anche ad un orario diverso, che demonizza lo stesso prodotto? Magari è possibile pure, purché però la trasmissione sia collocata ad orari impossibili e non pericolosi per l’immagine dell’impresa. Io credo che le grandi aziende che investono in pubblicità stiano molto attente alla programmazione della rete ospitante. Da un po’ di anni, ma è una verifica che potete fare da soli, la maggior parte delle pubblicità riguardano: la telefonia, le auto e, soprattutto, i farmaci. In questo periodo di pandemia voglio parlare dei farmaci. Per quanto ce la vogliano far passare come la peste degli anni 2000, il Covid è una banale influenza, magari molto virulenta, e che quindi impegna molto il sistema sanitario, magari con delle complicazioni polmonari che, su pazienti immunodepressi, può risultare particolarmente pericolosa. Ma una banale influenza! Neanche troppo mortale (statistiche alla mano). Bene, come ci si difende dall’influenza?: Vitamine: costano poco e non sono brevettabili. Sole e aria pura: non costano niente. Alimentazione sana: costa poco, forse anche meno del cibo “spazzatura” e… non è brevettabile. Qualche clinico poi, sulla base di riscontri sul campo, ha suggerito un derivato della clorochina: farmaco generico, costa poco. L’eparina: farmaco generico, costa poco. Quello che invece viene passato come soluzione finale è il VACCINO!!! Non sono un medico e non discuto, ma ne sento tanti di medici e quelli che vengono intervistati nei media “maintream” parlano di vaccini come se fossero una delle manifestazione di Dio in persona. Mentre quelli intervistati nei siti di informazione alternativa, senza interruzioni pubblicitarie intendo, dicono che, per definizione, da un virus ad RNA, come il corona, non ci si può vaccinare, in quanto muta molto rapidamente e che questi cambiamenti rendono nulla l’immunità acquisita. Big Pharma (a me piace chiamarla così) è in netta crisi. Un medico, mio amico, mi ha confidato che dopo la scoperta degli antibiotici, del cortisone e di pochi chemioterapici, la ricerca sulla chimica dei farmaci si è praticamente fermata. Più o meno le molecole sono quelle, pian piano i brevetti scadono, gli stessi farmaci li producono anche alla Coop. L’unico modo di reggersi che Big Pharma ha è nella produzione dei vaccini. Tutti i soldi che guadagnano le multinazionali del farmaco provengono dai chemioterapici o dai vaccini. Guarda caso tutti farmaci “obbligatori”! Non è possibile infatti curarsi un cancro gratis se non con le chemioterapie. Di Bella è stato demonizzato e, tutti quelli che hanno proposto cure alternative e relativamente economiche, sono stati tacciati di cialtroneria e “Lascienzah” li ha cancellati dall’albo medico (mi piace un sacco citare Stefano Re!). Peccato che Berlusconi si sia curato col metodo Di Bella… prima incassa da Big Pharma per gli spot nelle sue televisioni e poi paga i farmaci Dibelliani, ironia della sorte! Non parliamo poi della obbligatorietà vaccinale!

Dunque: le case farmaceutiche sovvenzionano le televisioni, le stesse ci convincono che il vaccino è buono e bello, noi corriamo a comperarlo e… il cerchio si chiude.

E’ tanto difficile da capire?

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Le società dell’odio

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Immagine di copertina de “Furore” di John Steinbeck

In the Ghetto
As the snow flies
On a cold and gray Chicago mornin’
A poor little baby child is born
In the ghetto
And his mama cries.
‘Cause if there’s one thing she doesn’t need
It’s another hungry mouth to feed
In the ghetto
People, don’t you understand,
the child needs a helping hand,
or he’ll grow to be
an angry young man someday.
Take a look at you and me,
are we too blind to see,
or do we simply turn our heads
and look the other way?
Well, the world turns
and a hungry little boy with the runny nose
plays in the street as the cold wind blows
in the ghetto.
And his hunger burns.
And he starts to roam the streets at night
and he learns how to steal, and he learns how to fight
in the ghetto.
And then one night in desparation,
a young man breaks away,
he buys a gun, steals a car, tries to run,
but  he don’t get far,
and his mama cries.
AS a crowd gathers ‘round an angry young man
face down in the street with a gun in his hand,
in the ghetto.
And as her young man dies,
on a cold and grey Chicago mornin’
another little baby child is born
in the ghetto.
Elvis Presley 1969
Versione italiana:
Nel ghetto.
Mentre la neve cade | in una fredda e grigia mattina di Chicago | un povero piccolo piccino è nato | nel ghetto. | E sua madre piange. | Perché se c’è una cosa di cui non ha bisogno | é un’altra bocca affamata da nutrire | nel ghetto. |
Gente, non capite, | il bimbo ha bisogno di una mano che l’aiuti, | o crescerà fino ad essere | un giovane pieno d’odio un giorno. | Date un’occhiata a voi e a me, | siamo troppo ciechi per vedere, | o semplicemente giriamo le nostre teste | e guardiamo dall’altra parte? |
Bene, il mondo gira | e un ragazzetto pieno di odio col naso rotto | gioca per strada mentre il vento soffia freddo | nel ghetto. | E la sua fame brucia. | E comincia a scorrazzare per le strade di notte | ed impara a rubare ed impara a combattere | nel ghetto. |
QUI il video della canzone su you tube
La canzone illustra alcune delle ragioni che stanno alla base del conflitto razziale negli Stati Uniti: la povertà dei ghetti neri contrapposta alla colpevole indifferenza della cosiddetta gente per bene, ma anche il desiderio dei giovani di colore di affermarsi o almeno sopravvivere in una società in cui la RICCHEZZA NON E’ DISTRIBUITA IN MANIERA EQUA, il loro odio che cresce, le inevitabili esplosioni di violenza…
Tratto da Poesia & C. Avviamento ealla pratica dei testi poetici, Zanichelli 1991.
<< “Io ho conosciuto Pretty Boy Floyd*. Ho conosciuto sua madre. Erano brava gente. Lui aveva il diavolo in corpo, ma ce l’hanno tutti i ragazzi”. Tacque poi le parole proruppero. “Io non la so tutta fino in fondo, ma questo lo so. Pretty Boy ha fatto una piccola cosa brutta e quelli gli hanno fatto male, l’hanno pigliato e gli hanno fatto così male ch’è diventato una bestia, e allora ha fatto un’altra cosa brutta, e quelli gli hanno fatto male di nuovo. E lui è diventato una bestia furiosa. Gli hanno sparato come ha un topo di fogna, e allora gli ha sparato pure lui, e gli hanno dato la caccia come a un coyote, e lui azzannava e ringhiava come un lupo. Pazzo di rabbia. Non era più un ragazzo e manco un uomo, era solo una bestia furiosa piena di odio. Ma la gente che lo conosceva non gli ha mai fatto del male. Lui non ce l’aveva con loro. Alla fine l’hanno pigliato e l’hanno ammazzato. Non m’importa se i giornali dicono che era cattivo: è così che è andata davvero.” Tacque e si leccò le labbra asciutte, e tutto il viso era una domanda ansiosa. “Io lo devo sapere, Tommy. T’hanno fatto impazzire di rabbia?”
Tom aveva le labbra stirate sui denti. Abbassò gli occhi sulle sue grosse mani piatte. “No,” disse. “Io non sono come lui.” Tacque e si osservò le unghie rotte, che erano striate come dorsi di conchiglia. “Io quella roba lì l’ho scansata tutto il tempo che sono stato dentro. Non sono così arrabbiato.” Ma’ sospirò e disse, sottovoce: “Benedetto Gesù!”.>>

Tratto da “Furore” di John Steinbeck del 1939

* Charles A. Floyd, celebre rapinatore di banche degli anni trenta, ucciso dalla polizia in circostanze misteriose che lo consegnarono alla leggenda.

Le società dell’odio, dell’ingiustizia sociale che genera odio e lo fomenta alimentandone la fiamma. Ecco perché le Costituzioni del dopoguerra misero al primo posto i diritti di prima generazione, quelli alla base dell’uguaglianza sostanziale con il lavoro al di sopra di tutto. Ma a distanza di decenni una società impotente assiste impassibile di fronte allo smantellamento di quegli stessi diritti di uguaglianza e libertà per cui tanta gente è morta. La guerra è stato l’ultimo atto di società degradate e degradanti, in cui tanta gente l’odio ce l’aveva dentro, inculcato da una vita di stenti e sfruttamento. La rabbia è palpabile perché non c’è giustizia, o almeno perché la giustizia non è tale, arriva come ultimo atto punitivo che non lenisce la rabbia, anzi. Ma cosa vogliamo fare della rabbia che cresce palpabile e spaventosa? La soluzione c’è ma chi può agire preferisce continuare a soffiare sul fuoco.
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Attualità

Dal Britannia alla pandemia

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Foto da pixabay

Post di Stefano

Forse in questo post supererò me stesso nel complottismo, ma sto solo cercando di fare due più due e molte cose cominciano a quadrare.

Dovete sapere che nel lontano 2 giugno del 1992 il Britannia, il celebre panfilo dei reali d’Inghilterra, ha fatto rotta al porto di Civitavecchia dove ha imbarcato alcuni famosissimi personaggi dell’epoca, alcuni dei quali ancora in auge: un paio di Mario, un Romano, un Carlo Azeglio… che poi ha avuto molta fortuna, dopo che ha realizzato il divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro, qualche cucciolo di pecora, qualche banchiere tedesco e tanti altri, ah… ad allietarli c’era anche un noto comico di nome Beppe. Tanti amici che già avevano avuto modo di conoscersi bene nei loro incontri annuali dell’esclusivo club Bilderberg. Una gitarella di un paio di giorni fino all’Argentario e ritorno in cui, tra una amenità e l’altra, si è pensato bene di pianificare tutta la “S”vendita delle grandi nazionalizzate. Da lì è partita la grande epoca delle Privatizzazioni.

Non è che l’attacco all’Italia partisse propriamente da lì: già dal 1991 si era pensato bene di far fuori una intera classe politica che, magari rubava pure un po’, ma che sapeva fare il suo mestiere. Per sostituirla o con degli inetti tipo Silvio o con dei “furbacchioni” tipo quel Romano del Britannia.

Veramente anche da prima, già dal 1989. Con la caduta del muro di Berlino e la conseguente fine dell’impero sovietico l’assetto mondiale era cambiato radicalmente: non servivano quindi più i partiti pro e contro l’America, per cui vennero de-finanziati dai rispettivi servizi segreti. La Germania aveva bisogno di riunificarsi, ma questo l’avrebbe fatta fagocitare dalle potenze europee restanti tra cui la Francia. Cosicché Francoise ed Helmut si accordarono prendendo però in pegno l’Italia (me l’ha raccontato personalmente il responsabile economico al ministero dell’epoca). Sta di fatto che dal 1992 con l’adesione al Ssserpente monetario, la precarizzazione del lavoro del 1996, il mostruoso Euro del 2002, la crisi economica “infinita” del 2008, lo spread abilmente “risolto” da uno dei Mario nel 2011 eccetera, eccetera…

Però c’è un però!

Sarà perché viviamo nella bellezza. Sarà perché siamo degli individualisti impenitenti. Sarà perché siamo geniali. Sarà perché siamo pazzi e lo sono specialmente i nostri piccoli imprenditori. Sarà perché siamo tanti e tanto diversi tra noi. Sarà perché: “governare gli italiani non è impossibile, è inutile!”

Sta di fatto che “ancora” la nostra economia teneva, nonostante tutto.

Eh no eh! Non erano questi i programmi dei nostri “fratelli” europei settentrionali. Era deciso che il sud diventasse il giardino del nord… eccheccavolo! Con la Grecia ci erano riusciti tanto bene, perché con la Spagna e con l’Italia no?

Ma guarda che fortuna e che splendida occasione: una bella pandemia!

Basta retribuire adeguatamente gli inetti di cui sopra e, mentre al nord chiudono tutto senza chiudere veramente e trovano escamotage per rifinanziare la loro economia, nel Bel Paese no! Noi dobbiamo essere più reali del Re. La chiusura è chiusura! I finanziamenti sono a debito… e quando ci riprenderemo?

E così dove non era riuscito il panfilo dei coronati di Albione c’è riuscito il coronavirus.

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Attualità Politica ed economia

Dal virus al petrolio pensando all’Italia

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foto da pixabay

Ieri le quotazioni del petrolio hanno subito un crollo senza precedenti. I cosiddetti “future” sono stati venduti sul mercato a -37 $! Pare che questo calo “tecnico” sia dovuto al fatto che le riserve strategiche siano ormai piene a causa del calo dei consumi indotto dal coronavirus e che gli operatori hanno preferito vendere il future di maggio a vantaggio di quello con scadenza a giugno che prevedono sarà più redditizio.

Se la situazione dovesse protrarsi a lungo, si pongono diverse problematiche. Per esempio quali e quante tensioni geopolitiche potranno scoppiare, causate in primis da quei paesi che hanno un’economia che dipende quasi esclusivamente dalla vendita del petrolio? Una situazione drammatica da non sottovalutare, soprattutto perché l’Italia e conseguentemente l’Europa è assai vicina al Medio Oriente e al Nord Africa e agli stati cosiddetti produttori di petrolio. Inoltre ci sarebbero anche la Russia e gli stessi USA dove in tutta evidenza Trump sta facendo una battaglia per una repentina riapertura. Contro chi sta combattendo, mobilitando sulle piazze addirittura una parte degli americani suoi sostenitori? Contro il virus o contro un sistema che usa l’emergenza per imporre un nuovo modello di vita basato su forme sempre più stringenti di sfruttamento e di controllo? Se fosse così è chiaro che il coronavirus è una guerra non solo sul campo medico-sanitario: esso ha imposto un modello socio-economico che porterà ad un reset totale del sistema globalista attuale oppure alla sua esaltazione mutandolo in quello che in realtà è sempre stato, cioè una super non-nazione con un governo ombra che potrebbe avere il controllo totale delle ex-democrazie.

Nessuno Stato è certamente in grado di vivere in perfetta autarchia ma una speranza di cambiamento la vedremo se ci sarà chi proverà a rilanciare i consumi interni svincolandosi in parte dalla dipendenza da export che tanto male ha fatto alle società occidentali! O almeno lo spero.

In tutto ciò l’Italia come si pone? Per niente bene direi. Abbiamo dalla nostra la capacità di produrre beni diversificati e in grado di avere una buona richiesta sui mercati esteri necessaria a creare un equilibrio per quanto riguarda i beni da importare; soprattutto quando il costo delle materie prime è così basso da rendere i prezzi della produzione estremamente competitivi. Ma è paradossale vedere che se il resto del mondo ha di fatto riportato le banche centrali sotto il controllo pubblico, accreditando subito ai propri cittadini soldi nella speranza di una futura ripresa, qui da noi si parla delle solite astrusità: MES, SURE, CORONABOND… Guai a far capire ai cittadini che solo un sostegno illimitato della banca centrale alle economie dell’area euro può darci una qualche speranza di uscire da una crisi che ogni giorno che passa appare più grave e devastante. Svendere il proprio paese per un piatto di lenticchie invece è la vocazione dei vari governi che ci hanno rappresentato in Europa. Propongono fondi del tutto inadeguati a gestire una simile emergenza economica, dove la priorità è evitare che tanta gente perda il lavoro se non verrà quanto prima sostenuta dallo Stato. Ecco perché il Giappone, nonostante abbia un debito pubblico doppio di quello italiano, ha scelto di accreditare a TUTTI i propri cittadini 100000 yen (equivalenti a circa 850 euro) e potrebbe continuare a farlo finché durerà quest’emergenza da coronavirus Leggi qui la notizia. L’unico limite che hanno le banche centrali nell’emissione di moneta è l’inflazione, ma con il crollo del costo delle materie prime e lo stallo dei consumi, essa è l’ultimo dei problemi con cui potremmo avere a che fare. Come si può ancora oggi pensare che si deve andare avanti CONTENENDO IL DEFICIT , cioè i soldi NUOVI messi in circolo dallo Stato attraverso la spesa pubblica, se è del tutto evidente che ci sarà un tracollo epocale delle entrate fiscali? Forse con la tanto osannata patrimoniale? Le tasse si limitano semplicemente a spostare i soldi dalle tasche di uno a quelle di qualcun altro. Esse non sostengono l’economia in una situazione di recessione, anzi la DISTRUGGONO!  Tutto ciò, se lo Stato non interverrà con un deficit ben maggiore rispetto al crollo del PIL attualmente previsto a -9%, potrebbe avere come conseguenza la chiusura di tante imprese e degli autonomi, poi necessariamente in modo proporzionale al calo delle entrate fiscali, saranno costretti a tagliare stipendi e pensioni innescando una spirale deflattiva senza precedenti, con il rischio finale di passare dalla padella (deflazione da debiti) alla brace (iperinflazione da crollo dell’economia reale)…

Gli aiuti europei sono essenzialmente fondi finanziati dagli stessi stati, che ad essi aderiscono attraverso le tasse e i tagli alla spesa! Mentre nel resto del mondo nessun paese con un minimo di buon senso pensa a tassare o ad autocastrarsi affidandosi a fondi sovranazionali, piuttosto impongono alla banca centrale di battere moneta emettendo titoli di debito pubblico perpetui come spiegano per esempio gli economisti Giavazzi e Tabellini nell’articolo Eurobond perpetui contro il codiv 19!

Giustamente, vista la gravità della situazione, questo pomeriggio il nostro premier si presenterà al Parlamento per una semplice informativa su quanto andrà a decidere nel vertice europeo il prossimo 23 aprile, cioè l’adesione dell’Italia al MES o come diavolo lo chiameranno (nella sostanza non cambia)! Guai a far esprimere il Parlamento con un voto se ciò può evidenziare spaccature in seno al governo su quanto già di fatto è stato deciso. E se qualcuno avesse mai pensato di organizzare una qualche forma di protesta di piazza per sensibilizzare la gente su quanto sta accadendo, ebbene ci pensa il distanziamento sociale a risolvere il problema. Il Parlamento sembra proprio un inutile orpello, per fortuna ci sono i DPCM, essi sono la soluzione per fare le cose seriamente grazie ai competenti che dall’alto delle loro task force sanno sempre fare la cosa giusta per noi! Quindi di dubbi su come andrà a finire per l’Italia ce ne sono davvero pochi. La constatazione che la meschinità e l’inadeguatezza è abbastanza diffusa anche fra gli altri leader europei è una piccola consolazione. Pensano davvero che continuando a scavare il solco sempre più profondo che le loro politiche antisociali hanno realizzato fra ESSI e i popoli, continueremo tutti insieme ancora a lungo a ripetere a pappagallo “Andrà tutto bene”?

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Attualità

Inaspettato paradiso

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Faccio una specie di contro-introduzione al post di Stefano, non tanto per fare una critica a quanto dice, quanto piuttosto per leggere le sue considerazioni da un’altra prospettiva. Intanto io sono sempre molto sospettoso sull’efficacia di un’eventuale de-crescita (in)felice! Che guarda caso è uno degli slogan tante volte propagandati dal m5s o perlomeno dal suo vate Beppe Grillo. Per me la situazione attuale può avere certamente dei lati positivi, ma nella sostanza prevalgono gli effetti negativi non solo sulla salute pubblica, ma soprattutto sulla tenuta sociale. Partiamo dallo “smart working”, anch’io come insegnante lo sto praticando con i miei alunni, idem in altre situazioni è una soluzione “tampone” che permette di gestire tante situazioni lavorative. Ma senza considerare i pro e i contro delle varie situazioni dove esso è stato praticato (per la scuola potrei scriverci innumerevoli post) esso è un esperimento sociale che potrà avere come prime vittime proprio noi lavoratori, che di “smart” fra un po’ avremo solo stipendio (e di conseguenza anche le pensioni). Non ci sono i soldi e si delinea una sempre più probabile scelta di affidarsi a meccanismi europei di finanziamento che porteranno alle solite richieste di svendite dei beni pubblici, di tagli e devastazioni sociali in un contesto che più devastato non si può. I governanti nostrani ed europei anche in questo caso non sembrano proprio riuscire a vedere oltre la punta del loro naso. Ho letto una serie di punti pianificati in un recente incontro fra il governo e le parti sociali che prevedono un eventuale ritorno alla normalità nella “primavera 2021”!!! Stiamo parlano, ripeto, di un “eventuale” ritorno alla normalità. Nel frattempo tutto ciò che riaprirà sarà sottoposto a regole ferree, che sarebbero giustificabili se e solo se lo Stato andasse davvero incontro alle esigenze di supporto economico dei lavoratori (autonomi o dipendenti pubblici e privati che siano). Ma nulla di buono è stato fatto finora e nulla ci indica che sarà fatto nel prossimo futuro. La scelta di vivere diversamente da quanto la società mi propone è da tempo che mi affascina, mi sono avvicinato alla campagna, ho iniziato a coltivare l’orto, allevare galline per le uova, le api per il miele ed altri prodotti preziosi. Ci vorrebbe da parte mia molto coraggio per lasciare una strada certa per una con tante problematiche e difficoltà, ma tutto è possibile se davvero uno lo vuole. Penso però che una scelta di vita che ci riavvicini alla dimensione naturale sia difficilissima anche se possibile per il singolo, ma certamente impossibile per la collettività. Perciò dico anch’io “evviva il paradiso perduto” a patto che esso non si trasformi  nell’anticamera dell’inferno !

Post di Stefano

Io mi considero fortunato, specialmente in questo periodo di reclusione domestica forzata. Abito in un paesino piccolissimo, praticamente in campagna, ed ho un piccolo giardino. Ogni giorno, dopo lo “smart working” ne approfitto per lavorare in giardino, appunto, ed all’esterno di casa. Lavori di manutenzione che era da tanto tempo che rimandavo. Poi mi concedo una passeggiata sulle stradine intorno e me ne frego altamente dei divieti, visto che passeggio da solo o con la mia compagna, con la quale dormo insieme per cui… chi infetterei? Da chi verrei infettato? Per gli eventuali controlli ho pronta la scusa: il medico mi ha ordinato di camminare per almeno mezz’ora al giorno a passo veloce. Ed è esattamente ciò che faccio: motivi di salute! Oggi, ma sono già diversi giorni che lo noto, è stata una giornata stupenda, sole brillantissimo, cielo completamente azzurro, libero finalmente dalla cappa delle scie chimiche (si vede che, ora che nessuno vola, gli aerei sono praticamente fermi e costerebbe troppo far volare apposta dei cargo diffusori di porcherie chimiche). Aria pura, l’inquinamento è un lontano ricordo. La primavera che avanza maestosa regalandoci dei colori da favola. Pochissimi rumori: qualche cane che abbaia lontano, uccellini, bambini (pochi, ma qualcuno c’è… e meno male!) che gridano, sempre lontani. Niente auto. Insomma un paradiso!

Ora qualcuno dirà: “La fai facile tu che abiti in campagna e che hai uno stipendio assicurato, mentre chi abita in un condominio dormitorio di periferia e magari sta perdendo il lavoro…”

Vero!

Tutto vero, l’ho premesso: sono fortunato!

Ma il cielo azzurro? I cani/bambini/uccellini?

Ho visto dei daini in giro (veramente!), degli scoiattoli, un’istrice, gazze ladre…

Che cosa mi sono perso? Che cosa mi ero perso?

Ma davvero la vita normale che desideriamo tanto recuperare… è una cosa normale? Davvero non c’è un altro modo di intendere la vita e la società? Non si può cercare di eliminare il superfluo, l’inutile e cercare di concentrarci su ciò che veramente ci da la felicità? Rallentare? Evitare le code perditempo in auto ed i pomeriggi festivi nei centri commerciali?

Se questo enorme esperimento sociale del coronavirus è stato creato per scopi a noi negativi, come credo, per abituarci ad ulteriori perdite di libertà e di privacy, perché non trasformarlo, invece, in un’occasione di crescita?