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Miele in favo e arnie top bar

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Porzione di miele in favo

L’estrazione del miele nella maggior parte delle arnie utilizzate ai nostri giorni avviene per centrifugazione, cioè i favi vengono costruiti dalle api su dei fogli cerei inseriti in dei telaini di legno e una volta riempiti di miele l’apicoltore toglie gli opercoli (sono i tappini di cera bianchi che vedete nella foto sopra, messi dalle api quando la celletta è piena di miele), dopodiché li inserisce in uno smielatore. Lo smielatore altro non è che un cilindro in acciaio inox o in plastica alimentare che ruotando grazie alla forza centrifuga fa fuoriuscire il miele dai favi. Dopodiché l’apicoltore versa il miele in dei maturatori e lo filtra meccanicamente con  un filtro in acciaio inox. Le eventuali impurità che passano anche attraverso questo filtro piano piano verranno in superficie e saranno ulteriormente scartate dall’apicoltore prima dell’invasettamento del miele, che avviene dopo almeno 15-30 giorni dalla smielatura.

CLICCA QUI per vedere lo smielatore in azione!

Ma allora che centra il favo della foto pubblicata sopra? Dovete sapere che in passato la smielatura avveniva per “spremitura”, i favi cioè venivano torchiati per farne uscire il miele. Questo processo diventa necessario soprattutto quando i favi vengono costruiti dalle api in maniera naturale senza il supporto di telaini di legno forniti dall’uomo. Perché un favo di sola cera, che non ha supporti di legno e fili di acciaio al suo interno, verrebbe frantumato dallo smielatore durante i suoi vorticosi giri necessari all’estrazione del miele (vedi il filmato sopra per capire).

Il favo della foto è stato costruito interamente dalle api fra lo spazio che c’è tra due telaini vicini. Quindi è stato un prodotto casuale dovuto al fatto che non sempre l’uomo riesce a controllare il lavoro degli animali. In realtà esistono delle arnie a favo naturale, che lasciano cioè libere le api di costruire interamente il favo senza alcun telaio a supporto. L’apicoltore si limita a fornire loro una semplice stecca di legno, magari con un richiamo in cera che stimola le api ad iniziare la costruzione del favo.

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Arnia kenia top bar

L’arnia verde chiaro che vedete nella foto è una kenia top bar, è un’arnia orizzontale che simula una sezione di tronco cavo. Al di sotto del coperchio di metallo ci sono 24 barrette di legno (top bar appunto) sulle quali le api costruiscono ex novo i loro favi. L’ingresso dell’arnia è costituito da 5 fori di circa 2 cm, alcuni nella parte alta altri in basso (nella foto si vede da dove entrano le api, i due tappi in sughero chiudono due fori e verranno aperti quando la famiglia in costante aumento ne avrà bisogno). L’arnia è stata popolata da me alla fine di aprile con uno sciame naturale e attualmente le api sono riuscite a costruire circa 12-13 favi, di cui almeno due di solo miele. La costruzione del nido dentro l’arnia verrà completato dalle api nella prossima stagione, così come la raccolta del miele da parte mia avverrà o nella prossima primavera oppure addirittura in estate. Solo quando le api avranno accantonato almeno 4 favi pieni di solo miele, esse saranno abbastanza sicure di poter agevolmente superare l’inverno. Il di più, cioè ciò che il lavoro delle api generosamente accumula nel loro nido, potrà poi essere raccolto da noi e assaggiato.

Ma che vantaggio ha una simile arnia e soprattutto che differenza c’è nel sapore del miele? Per produrre cera le api hanno bisogno di consumare una quantità di miele fino ad otto volte la cera prodotta. Quindi è chiaro che se l’apicoltore fornisce già un foglio cereo su cui costruire le cellette esse produrranno più miele. Ma questo faticoso lavoro costituisce per le api uno sfogo che abitualmente loro devono fare in natura, limitare la produzione di cera non necessariamente può essere una buona idea per loro. Inoltre uno dei vantaggi dell’arnia top bar è l’assenza della necessità di aggiungere melari per raccogliere il miele: questi sono delle scatole in legno contenenti telaini e fogli cerei fatti appositamente per la raccolta del miele. Nelle arnie tradizionali l’apicoltore deve aggiungerli sopra il nido al momento di importanti fioriture e poi toglierli quando sono pieni, Ogni melario pesa circa 20 kg e lo sforzo dell’apicoltore per la raccolta non è affatto poca cosa. Invece nelle arnie top bar si raccolgono i favi con il miele direttamente dal nido, tagliandoli con un paio di forbici, mettendoli in un contenitore alimentare per poi spremerli o consumarli direttamente nel favo.

La cera è una sostanza grassa commestibile anche per l’uomo, esistono studi scientifici che ne dimostrano l’indubbia efficacia nell’abbassare il colesterolo e prevenire malattie cardiovascolari, ma sembra abbia anche un effetto antiinfiammatorio oltre che antiossidante. Quindi mangiare del miele direttamente da favo, insieme a piccoli quantitativi di cera, è certamente una cosa salutare. A patto che questa cera non sia cera riciclata dall’uomo, cioè inserita nell’alveare attraverso i fogli cerei: essendo una sostanza grassa la cera assorbe facilmente sostanze estranee che magari vengono introdotte nell’alveare dallo stesso apicoltore per fare dei trattamenti alle api. Queste sostanze vengono trattenute dalla cera come residui per anni! Quindi il miele in favo può essere commestibile solo se prodotto su favo naturale, cioè interamente costruito dalle api e raccolto dall’apicoltore appena opercolato. Inoltre anche se si deciderà di spremerlo, certamente questo processo manterrà odori e in parte sapori che nella centrifugazione potrebbero andare perduti. Insomma è un miele dai sapori antichi che potrebbe essere interessante provare. Vedremo il prossimo anno se le mie api, che già ora sembrano aver gradito l’arnia top bar, me ne faranno assaggiare un po’. Vi farò sapere.

 

 

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Il male assoluto!

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Foto da Pixabay

Stefano mi ha inviato questo post dicendomi : “Non ti biasimo se non te la senti di pubblicarlo!” In effetti la crudeltà di cui sono capaci alcuni esseri sub-(umani?) è così sconvolgente che faccio fatica a parlarne. Ma bisogna comunque farsi forza e denunciare l’esistenza di realtà fin troppo presenti e invasive nelle nostre società. Esistono “mostri” che erano considerati esempi di virtù, come  Jimmy Savile conduttore radiofonico e televisivo britannico definito addirittura “un eccentrico gioiello nazionale”. In vita ricevette importanti riconoscimenti per le sue attività filantropiche, ma soprattutto dopo la sua morte, avvenuta nel 2011, <<… la Polizia Metropolitana ha annunciato che la portata delle accuse di abusi sessuali a carico di Savile è “senza precedenti” in Gran Bretagna: un totale di 450 presunte vittime hanno contattato la polizia nelle dieci settimane trascorse dall’inizio dell’indagine ufficiale.>>, <<in particolare, il conduttore avrebbe abusato sessualmente in diversi ospedali di malati, talvolta incapaci di reagire, di età compresa tra i 5 e i 75 anni e di ambo i sessi. Avendo accesso illimitato negli ospedali pubblici, Savile avrebbe avuto rapporti sessuali anche con cadaveri>>(fonte wikipedia ). Ritengo lecito domandarsi: perché nonostante in diverse occasioni erano emerse testimonianze sugli abusi praticati da questo terrificante personaggio non è stato possibile fermarlo e condannarlo?  Esiste forse una “rete di protezione” che copre gli abusi praticati da veri e propri mostri verso persone innocenti e particolarmente fragili come bambini e/o malati? L’adenocromo di cui parla Stefano nel suo post sembra essere collegato al caso Epstein e potrebbe coinvolgere una catena infinita di personaggi celebri più o meno famosi ( Leggi QUI), speriamo almeno che il recente arresto della sua compagna Ghislaine aiuti a fare giustizia su queste vicende orribili (o finirà anche lei suicida?).

Post di Stefano

Da molto tempo esito a scrivere questo articolo, forse non ne ho il coraggio, forse ho paura di parlare di certe cose perché magari qualcuno ne potrebbe restare gravemente turbato. In ogni caso alla fine ho deciso di parlarne poiché la conoscenza è il contrario dell’ignoranza e non può far male. Così contemporaneamente contrasto sia l’ignoranza che la paura, gli unici veri due diavoli secondo S.Agostino.

Sapete tutti che cosa sia la pedofilia: si tratta di una PERVERSIONE sessuale che prevede il congiungersi sessualmente con bambini in età prepuberale, a volte in maniera violenta a volte attraverso ricatti o promesse, a volte addirittura con l’approvazione “interessata” dei genitori, poiché non esiste il consenso! Oppure assistere voyeuristicamente a scene di sesso con bambini. Comunque, nella pedofilia, lo scopo ultimo è il piacere sessuale. Bene, per l’argomento che vorrò trattare, la pedofilia c’entra solo in maniera marginale.

Ho sentito un’intervista ad un ricercatore che esponeva una panoramica sulla parte nascosta del web. Internet è come una specie di iceberg e la parte, diciamo, emersa è la parte più piccola. Quella a cui si può accedere con qualsiasi Browser di uso comune e con qualunque Motore di Ricerca tipo Google. C’è poi un Deep Web in cui ancora i contenuti sono legali, ma riservati. Lo sono per esempio le varie Intranet dei siti Istituzionali, o quelle delle grandi Ditte, Associazioni, eccetera. Per accedere a questa parte più profonda, o, più spesso, solamente a parti di essa, è necessario essere autorizzati ed avere quindi le password adatte. Esiste poi una parte più profonda ed inaccessibile chiamata Dark Web i cui contenuti sono illegali. C’è di tutto e per lo più le transazioni trattate qui sono monetizzate in criptovalute: monete parallele virtuali di origine privata, tipo i bitcoin. E’ curioso che la parte più profonda e nascosta del Dark Web è occupato dai Servizi Segreti dei vari Stati e quindi dallo spionaggio. Questo, tra l’altro, la dice lunga sul fatto che tali Servizi conoscano già tutto riguardo i traffici che avvengono ai livelli superiori. Per addentrarsi in questi strati profondi di Internet è necessario dotarsi di Browser e di Motori di Ricerca molto particolari, adottare antivirus e firewall di potenza superiore, ed accettare il rischio di poter distruggere fisicamente il device usato, poiché in questi livelli l’hackeraggio è la norma ed i sistemi di difesa adottati dai gestori sono tali per cui, per esempio, il ricercatore stesso che ha relazionato ciò che sto descrivendo, si è trovato a dover buttare via ben tre computer, poiché ci sono virus in grado di distruggere fisicamente le memorie ed i sistemi operativi. C’è ovviamente ogni traffico illegale: spaccio di droga, traffico di armi, eccetera, ma c’è di più! Qualcuno dirà: filmati pedopornografici? Ci sono, ma… di più!!!

E’ possibile, pagando, e qui siamo ad un livello già superiore, accedere a filmati in cui si mostrano sevizie, torture, ed esecuzioni di malcapitati, a costi crescenti ovviamente, a seconda della gravità degli atti. Se tali show sono dal vivo costano molto di più… però, in tal caso è possibile ordinare direttamente all’aguzzino quali trattamenti destinare alla vittima… un bel vantaggio no? Se questo non vi sembra sufficiente “fortunatamente” c’è ancora di più. Molto spesso le vittime sono proprio dei puri ed innocenti bambini. Quei bambini che scompaiono ogni anno, ogni mese ed ogni giorno… non solo dai paesi del terzo mondo, ma anche dal nostro “civilissimo” occidente, bambini che sono anche sottratti alle famiglie con delle scuse veramente incomprensibili. Bambini scomparsi ai quali sono riservati trattamenti particolari, ma in tal caso la monetizzazione non si limita alla semplice fruizione dei filmati… I guadagni realizzati in questo campo sono molteplici. Non è facile da spiegare: esiste una sostanza estratta dal sangue adrenalinizzato di vittime uccise dopo essere state sottoposte a sevizie e torture tali da far raggiungere il massimo del terrore alle stesse. Si chiama “adrenocromo” ed è… non lo so bene a cosa serva: se è una specie di droga o una specie di elisir di lunga vita. Sta di fatto che tale sostanza iniettabile è molto richiesta in certi ambienti elitari. Il “miglior” adrenocromo è quello estratto dal sangue dei bambini, a questo punto penso sia per motivi esoterici (conoscenze tenute segrete ai più e destinate agli iniziati o, in questo caso, a dei controiniziati), magari nel sangue dei piccoli sono presenti energie, a noi sconosciute, particolarmente pure, sta di fatto che è il più richiesto.

Dunque riassumiamo: ci sono “persone” (le virgolette sono d’obbligo, io non so definire bene certi esseri) che, per trarre un vantaggio personale, sia in termini di ricchezza, di potere, di sballo, di allungamento della vita… non importa, comunque per un vantaggio personale! Sono capaci di infliggere sevizie, torture, orrore e paura assoluti, ed infine la morte a dei……………………………………. bambini………………………………………. scusate…………………………..scusate, ma sto………………………….. piangendo…………………. dopodiché affidano rapidamente i corpicini esanimi ad altri “esseri”, appartenenti alla “classe medica”, al fine di dissanguarli per poi distillare la preziosa sostanza. Lo scempio non finisce qui, l’interesse non ha limiti: se serve ne vengono estratti organi per trapianti, se serve tessuti e collagene utili a realizzare cosmetici e chi più ne ha più ne metta… che in confronto le lampade in pelle umana dei nazisti sono bruscolini. Ma che cosa c’è nella testa di questa gente? Ma ‘sta gente è capace di provare qualcosa? Qualsiasi cosa?

Voi mi direte: ma ci sono “persone” capaci di uccidere, di torturare un nemico per estorcere informazioni, di dichiarare una guerra, di premere il pulsante che farà scoppiare una bomba atomica, di affamare interi continenti attraverso lo sfruttamento e l’economia… ci sono stati e ci sono gli schiavisti, è vero! Nel bestiario umano sono presenti tante abominevoli tipologie. E sono presenti anche nel mondo visibile, intendo nel mainstream, sotto forma di capi di stato o rappresentanti di altre cariche, ma non so come dirlo: godere nel vedere altri soffrire e morire e magari essere colui che lo determina. Iniettarsi quella sostanza, sapendo perfettamente quello che significa, credo sia di un livello di male superiore… assoluto. Forse mi sbaglio.

Dunque: io non credo al diavolo, inteso come entità a sé stante, poiché penso che ognuno di noi se lo porta dentro il proprio diavoletto, ed in occasioni estreme capita a tutti di compiere gesti negativi di cui non ci si credeva capaci. Ma non ci credo anche perché, il diavolo narrato dalle varie teologie, in confronto a quanto sopra, sarebbe un dilettante.

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Io non credo!

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<a href=”http://Foto di Miroslava Chrienova da Pixabay“>Foto da Pixabay

Stefano scrive una professione di fede anti-covid (o meglio di NON fede sul covid) che pubblico nel post sotto. Molti penseranno al solito complottismo negazionista, io penso piuttosto che è più che lecito farsi domande sull’accaduto e cercare di darsi delle risposte mettendo insieme i tanti pezzi del puzzle che abbiamo a disposizione. E la vera domanda da porsi è proprio questa: la narrazione sul virus è prevalentemente centrata sul convincimento e su presupposti di fede oppure su fatti e dati scientifici certi? Non metto in discussione la realtà del coronavirus e la sua pericolosità iniziale, piuttosto considero poco credibile la realtà della narrazione sul coronavirus, che ne ha amplificato gli effetti negativi a dismisura – minimizzando invece tutti i progressi fatti dalla scienza medica nel trovare terapie efficaci nel combatterlo – e continua a farlo anche ora che i dati sembrano confermare il suo progressivo indebolimento e una possibile scomparsa. Intanto potrebbero iniziare a dirci in maniera chiara ogni quanti pazienti positivi si presenta un paziente sintomatico e quanti sintomatici sono attualmente soggetti a ricovero. Fa pensare sentire il presidente dell’ordine dei medici della Liguria dichiarare: “All’obitorio comunale di Genova i morti per patologie diverse dal Covid-19 sono praticamente scomparsi” (VEDI QUI IL VIDEO).  Così come sarebbe assai più onesto parlare della mortalità del coronavirus in rapporto al numero degli abitanti dello Stato a cui si riferisce: se gli USA hanno oltre 300 milioni di abitanti mi sembra scontato che rispetto all’Italia che ne ha 60 avranno un numero assoluto di morti per covid maggiore, ma questo non significa affatto che la situazione sia peggiore di quella italiana. La chiarezza sarebbe la migliore arma contro le fake news, ma le nebbie dell’informazione sono assai fitte nonostante siamo in piena estate.

Post di Stefano

Io non credo che la chiusura – chiamarlo lock-down è sintomo di asservimento culturale – possa aver limitato l’epidemia, lo dimostrano i dati dei paesi che non hanno effettuato la stessa.

Io non credo che le mascherine possano servire a qualcosa vista la piccolezza dei virus e la larghezza delle maglie del filtro di qualunque mascherina.

Io non credo che i guanti possano servire a qualcosa visto che lo sporco aderisce tanto alle mani quanto ai guanti.

Io non credo che il distanziamento sociale (parole orrende) possa servire a qualcosa: all’aperto non ci si contagia mai ed al chiuso ci si contagerebbe comunque.

Io non credo che il divieto di assembramento (altra parola orrenda di origine fascistoide) possa servire a qualcosa per gli stessi motivi.

Io non credo siano state valorizzate le cure che tanti valenti medici hanno sperimentato, poiché il vero scopo è quello di costringere a vaccinarci tutti.

Io non credo che il vaccino prossimo venturo servirà a qualcosa, visto che si tratta di virus molto mutevoli.

Io non credo che i vaccini antinfluenzali servano a qualcosa, se non a subirne i danni collaterali.

Io non credo che questo virus sia di origine naturale.

Io non credo che i dati sulla presunta pandemia non siano stati pompati artificialmente.

Io non credo che in autunno ci sarà la seconda ondata, a meno che non vorranno diffonderla intenzionalmente.

Io non credo che le miriadi di restrizioni e di misure inconcepibili siano utili e che siano, anche, semplicemente applicabili.

Io non credo alla narrativa ufficiale su questa presunta pandemia, mentre credo sia in atto un enorme esperimento sociale e che è nostro compito, di persone ragionevoli, farlo fallire.

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Attualità

Con tanti saluti ai contanti!

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Foto da Pixabay

Dal 1 luglio verrà ridotta ulteriormente la soglia dei pagamenti in contanti, portandola dai 2999,99 euro attuali ai 1999,99euro! Nel blog ho già affrontato l’argomento nei post  Contiamo il contante e Lotta al contante! Il fine di questa bella pensata, con la scusa di combattere l’evasione, è quello di spingere i cittadini verso l’utilizzo della moneta elettronica per arrivare alla sempre più completa tracciabilità di ogni nostro acquisto e movimento (bancario o reale che esso sia). Che si stia andando velocemente verso questo obiettivo lo dimostrano anche le recenti aperture del nostro premier che riguardo alla possibile riduzione dell’IVA ha affermato quanto già ipotizzato in passato da esponenti del governo come Luigi Di Maio: “La riduzione dell’Iva può avvenire per un periodo di tempo limitato e in futuro potrà essere legata al piano cashless di pagamenti con la moneta digitale”.

Pare che sta ipotesi sia già stata accantonata (non ci sono i soldi), del resto in un sistema che reperisce le risorse solo attraverso la leva fiscale, come si potranno mai davvero abbassare le tasse? A certo, dice il sapientino liBBerista, facendo pagare di più – ehm scusate – di meno, tutti! Ecco quindi spiegata l’utilità della moneta elettronica: metto una tassa sui conti correnti? Click! Sui depositi bancari superiori a xxx? Click! Recupero pendenze fiscali? Click! Ho una grande fantasia socio-tributaria? Click Click Click Click Click… Ma quanto è bella l’era diGGGitale! Si, ma chi sarà l’autore materiale degli amati click, il cittadino o lo Stato? Poco importa direi, alla bisogna si deciderà quanto necessario fare. Del resto il modello “prelievo forzoso” già attuato nel ’92 dal governo Amato è maestro in materia.

Quindi dematerializzare il denaro è la giusta soluzione per chi sa di sapere i mali della propria martoriata patria: corruZZZione, evasione e deBBito pubblico brutto! Niente più potrà essere nascosto all’occhio attento dello Stato e quindi la legalità e la giustizia trionferanno. Basta con teorie fantasiose di emissione di moneta o di titoli di stato perpetui ( Leggi QUI) per rilanciare l’economia distrutta dall’emergenza CODIV, molto meglio la spada di Damocle delle patrimoniali perenni alla bisogna del sistema finanziario.

Si ma se poi, in concreto, dopo tutti sti espropri, ehm scusate sacrifici, l’evasione continuerà ad essere un problema ripresentandosi in modi alternativi e addirittura più aggressivi, lo Stato cosa ci guadagna? Ma un cliccatore automatico salva conti in ordine naturalmente!!! Con tanti saluti ai contanti, brutti, sporchi e cattivi, portatori insani di virus e di tentazioni assai riprovevoli che è meglio evitare (come sempre lo fanno per noi).

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Attualità Filosofia e religione

Ci sarebbe anche la statua del re Davide!

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Foto da Pixabay

Nella Bibbia ci sono personaggi “scelti da Dio” che erano peccatori incalliti. Uno su tutti il re Davide, che mandò a morire l’amico Utria per sposarne la moglie Betsabea! Eppure dalla sua discendenza è nato Gesù… E ce ne sono innumerevoli di santi che fecero una vita piena di azioni terribili, eppure! Dobbiamo forse mettere al rogo anche la Bibbia e tutti i libri che rappresentano la fragilità umana e l’incapacità degli uomini nello stare lontano dal male? Questi roghi così come questi sfregi alle statue ricordano periodi storici del passato che poco hanno a che fare con la libertà e la democrazia.

Quello che è certo è che la distruzione di queste statue è in molti casi il sintomo di un modello sociale contraddittorio, che a parole vuole esaltare l’importanza dei diritti civili, ma nei fatti attua ancora oggi politiche di stampo coloniale inique, che acuiscono i conflitti sociali e le povertà e le discriminazioni.

La politica globale è sempre più un sistema di potere che esalta gli errori del passato, cancellando nei fatti sistemi sociali più equi a favore di modelli di sfruttamento dove pochi guadagnano tantissimo e molti vivono nel degrado e nella disperazione. Quando abbatteremo i monumenti dell’ipocrisia che caratterizzano la nostra epoca, allora anche quelle statue simbolo di un passato scomodo e in alcuni casi inaccettabile saranno tollerate senza bisogno di strumentalizzazioni.

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Attualità

Narrazioni

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Foto da pixabay

Alle considerazioni di Stefano aggiungo solo che il “fatto” secondo me deve la sua potenza a quella briciola di verità che necessariaMENTE contiene: è essa a renderlo credibile agli occhi del mondo! Come il lievito che pur invisibile fa crescere l’impasto, così la verità, pur minima, è un potente lievito nella costruzione delle narrazioni mass-mediatiche.

Post di Stefano

Nell’epoca della comunicazione globale ogni fatto è una narrazione. La narrazione non corrisponde necessariamente al fatto. Un fatto può essere reale o inventato di sana pianta. Un fatto può essere stato creato artificialmente per scopi narrativi completamente diversi dalla realtà del fatto stesso. Può essere ingigantito o ridotto, enfatizzato o ridicolizzato, può diventare l’unico argomento di discussione presente nei media o essere ignorato del tutto. Lo scopo è la narrazione ed attraverso questa l’indottrinamento dei fruitori. É uno strumento di potere, il più potente strumento di potere. L’unico strumento in grado di far benedire le catene agli schiavi. Nessun altro strumento ci riesce: l’esercizio della forza, la violenza, l’oppressione, la coercizione, il ricatto, la corruzione… nessun altro strumento salva dal rischio di rivoluzioni collettive o individuali, dal rischio di prese di coscienza, dalle fughe per la libertà. Poiché l’accurata modulazione della narrazione, sostituendosi alla realtà per quella che è, crea la coscienza individuale e collettiva, la percezione della realtà, crea la reazione adeguata ed addomesticata.

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Miele di melata

Lo chiamano anche miele di bosco, ma qui dove sto io siamo fra colline coltivate e al massimo c’è qualche macchia boschiva qua e là. Però abbondano le querce e lungo il fosso vicino al mio orto ci sono i pioppi. Pensavo che visto il bel tempo e le acacie fiorite le api li sarebbero andate, ignorando invece la tanta melata che riempiva queste piante negli ultimi giorni, invece… mi hanno fatto una sorpresa!!!

Per chi non lo sa il miele di melata non deriva dal nettare dei fiori, quanto piuttosto dalle deiezioni – si avete capito bene, si tratta proprio di deiezioni zuccherine – di afidi e altri piccoli parassiti che si nutrono della linfa delle piante! E nei pioppi le foglie erano tutte appiccicaticce, ricoperte da tale sostanza luccicante. Di solito le api li bottinano solo se non c’è abbondanza di altre fonti nettarifere, di solito appunto. A me la melata piace più di qualsiasi altro miele, certamente più di quello di acacia, esageratamente zuccherino e quasi privo di pollini e altre sostanze. Invece la melata ha un tasso zuccherino basso, intorno al 55%, il suo colore è scuro tendente al nero e ha un leggero retrogusto amarognolo “quasi di fumo”! Oltre a zuccheri contiene anche proteine e sali minerali; inZomma se non l’avete già assaggiato vi consiglio di provarlo comperando preferibilmente un miele italiano, meglio ancora se prodotto da un apicoltore della vostra zona. Perché purtroppo anche di mieli contraffatti in commercio ne esistono eccome e non sempre è facile scovarli: anche il miele, vi assicuro, è fatto “anche ma non necessariamente” con nettare, polline o melata e il lavoro delle api.

Inoltre se tenete davvero alla loro tutela sappiate che i piccoli e medi apicoltori non hanno alcun interesse a sfruttare a morte il lavoro di questi insetti industriosi, essi imparano a rispettarli e cercano di prendere il giusto dando in cambio ciò che alle api serve per vivere, un bel prato fiorito, un’arnia (a loro va bene anche un tronco cavo a dire il vero), qualche aiuto a superare momenti di difficoltà quando serve… Ben poca cosa considerando che certamente esse farebbero a meno di noi, al contrario noi ben difficilmente possiamo fare a meno di loro considerando che ogni ape visita fino a 7000 fiori al giorno e che un alveare nel periodo della primavera-estate ha tra le 60-80 mila api!!! La produzione agricola dipende per una percentuale rilevante dal loro lavoro di impollinatori e più in generale dicono che circa il 70% delle piante sarebbe a rischio senza di loro. La differenza fra  api e non api è quella che c’è tra un bel bosco ricco di vegetazione e un deserto, purtroppo già ora c’è poco da stare allegri visto la loro diffusione sempre più a rischio e soprattutto concentrata in pochi apiari insediati dall’uomo e una presenza selvatica in natura sempre più rara.

Ma  teniamo da parte i tristi pensieri e per ora accontentiamoci dell’odore caldo-maltato-caramellato e del buon sapore che lascia in bocca il miele di bosco (o di melata) delle nostre cari api!

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Attualità Filosofia e religione

Ormai anche le pietre parlano!

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<a href=”http://Foto di Jean-Louis SERVAIS da Pixabay“>foto da pixabay

“Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». [19.40] Ma egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre»” Lc. 19.40

La citazione evangelica calata nella situazione attuale è effettivamente illuminante. Come illuminante ho trovato il bellissimo articolo- intervista pubblicato nel blog “Duc in altum” che potrete leggere CLICCANDO QUI.

La citazione evangelica viene qui riferita alla Chiesa attuale: se i discepoli taceranno – dice Gesù – allora anche le pietre parleranno al loro posto! E chi sono oggi i discepoli? La Chiesa tutta e in particolare la sua “voce”: sono molti quelli fra le gerarchie ecclesiastiche che hanno voce agli occhi del mondo ma preferiscono tacere.

Sono le pietre a parlare al posto loro, sassi senza voce che gridano! Persone di buona volontà che non si adeguano al sistema e ne denunciano le storture. Una Chiesa che si adegua al Mondo e silenzia Cristo, in nome di presunti dogmi de Lascienza e a questi si sottomette è alquanto preoccupante. Se trasformiamo la religione, in particolare il cristianesimo, in un umanesimo senza più alcun riferimento al trascendente, di fatto la sterilizziamo rendendola un’istituzione esclusivamente umana al servizio di fini utilitaristici. È questo che sta affettivamente accadendo? Mi riferisco qui al “tempo sospeso” che ha caratterizzato il lockdown, un tempo caratterizzato dalla paura per il futuro che ci ha imprigionato in un presente incerto e terribile. Vero è che abbiamo riscoperto la dimensione della famiglia e forse anche una dimensione interiore importantissima, quella che per il credente è in grado di metterci in dialogo con Dio attraverso la preghiera. Ma la dimensione comunitaria e sacramentale è stata di fatto cancellata. Essa ci mette in contatto con il mistero e ci fa capire che la realtà non è solo ciò che vediamo o che tocchiamo. I segni sacramentali non possono avere una dimensione esclusivamente individualistica, essi al contrario esprimono sia la fede nella Chiesa, sia una maggiore comunione fra i credenti. Ma questa Chiesa, che si arrende al mondo consegnandosi senza battere ciglio alla dimensione del tempo sospeso, ha ancora cittadinanza nella cultura odierna? Il mondo degli uomini asserviti ad altri uomini è proprio quello che la Chiesa deve combattere. La Chiesa deve realizzare invece l’unità tra le persone, ognuna riconosciuta in quanto unica e irripetibile. La Chiesa non è individualista ma neanche collettivista, essa mira all’esaltazione della persona in un cammino comunitario e sacramentale. Sacramentale perché nel rito si partecipa a qualcosa di preesistente che ci rende parte della comunità. Per questi motivi sarebbe stato importante almeno discutere sulle modalità di partecipazione alla messa, con criteri di buon senso ma rigorosi qualcosa in più si sarebbe potuto fare, ma tant’è… Concludo riportando le parole di Papa Francesco fatte in occasione di una “Catechesi sulla Santa Messa” l’8 novembre 2017, parole eloquenti che non lasciano spazio a dubbi sulla necessità, per ogni cristiano, di partecipare concretamente alla messa domenicale :

<<… Non possiamo dimenticare il gran numero di cristiani che, nel mondo intero, in duemila anni di storia, hanno resistito fino alla morte per difendere l’Eucaristia; e quanti, ancora oggi, rischiano la vita per partecipare alla Messa domenicale. Nell’anno 304, durante le persecuzioni di Diocleziano, un gruppo di cristiani, del nord Africa, furono sorpresi mentre celebravano la Messa in una casa e vennero arrestati. Il proconsole romano, nell’interrogatorio, chiese loro perché l’avessero fatto, sapendo che era assolutamente vietato. Ed essi risposero: «Senza la domenica non possiamo vivere», che voleva dire: se non possiamo celebrare l’Eucaristia, non possiamo vivere, la nostra vita cristiana morirebbe.

In effetti, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,53-54).”

Quei cristiani del nord Africa furono uccisi perché celebravano l’Eucaristia. Hanno lasciato la testimonianza che si può rinunciare alla vita terrena per l’Eucaristia, perché essa ci dà la vita eterna, rendendoci partecipi della vittoria di Cristo sulla morte. Una testimonianza che ci interpella tutti e chiede una risposta su che cosa significhi per ciascuno di noi partecipare al Sacrificio della Messa e accostarci alla Mensa del Signore>>. QUI il testo completo della catechesi.

Ora per favore, visto soprattutto che è in discussione l’intero modo di vivere in società e non soltanto la partecipazione alla santa messa, soprattutto chi ha visibilità e autorevolezza inizi a pretendere che gli spazi di libertà garantiti anche dalla stessa Costituzione siano tutelati; se vogliamo sconfiggere davvero il virus non possiamo certo adeguarci alle sue condizioni e vivere perennemente nella paura, perciò non lasciamo più che a parlare siano solo le pietre.

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Si fa per parlare

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Stefano ritorna più informa che mai a esplorare la neo-società del virus! Io che soggiaccio al peso della DAD (acronimo che indica la didattica a distanza) spossato psico-fisico-moral-logicamente ho davvero poche forze per esprimermi. Voglio però almeno provare a fare altre ipotesi da aggiungere a quelle che leggerete sotto: diciamo che il virus, naturale o artificiale che sia, si è dimostrato un utile strumento per riformare radicalmente il mondo umano. Come Stefano osserva ha portato ad un’accelerazione di ciò che già era in essere e che ci veniva somministrato con pazienza e determinazione implacabile. Ed è proprio questo il punto, imporre con un’accelerazione imprevedibile ed esagerata la neo-società a schiavi felici, cornuti e mazziati è davvero possibile? Visti i risultati che si stanno ormai definendo a me pare proprio di no! Che ci sia una vera e propria guerra in corso mi sembra chiaro, ma la distorsione evidente del sistema, sempre più sfacciatamente dittatoriale e prepotentemente impositivo, rende chiaro ai più che potrebbero esserci strade diverse da percorrere. Persino il cosiddetto mainstream ormai è costretto a dirci che l’acqua è bagnata e la terra è rotonda. Persino loro in mezzo al mare delle solite menzogne o mezze verità, con i giusti accorgimenti ed eccezioni, persino loro lo dicono!!! Ma anch’io, come Stefano non lo so il perché, certe consapevolezze sono al di là della mia portata. Posso solo dire che non tutto il male viene per nuocere, ho proprio l’impressione che presto ne vedremo delle belle!

Torno a bomba sulla mia teoria dei livelli, quella per cui, sulla base delle informazioni che si ricevono e quindi sui canali adoperati per acquisire tali informazioni, si raggiunge una soggettiva consapevolezza. A mio parere, chi si informa solo sui canali cosiddetti “mainstream” raggiunge un livello di consapevolezza, sugli avvenimenti del mondo, molto basso. Chi, come me, si informa su canali alternativi di cosiddetta “controinformazione” raggiunge un grado di consapevolezza leggermente superiore. Ma solo “leggermente”! Sempre secondo me, esistono ben altri livelli di conoscenza e quindi di opinione, molto più vicini alla verità… che, per comodità, assumo come vertice della piramide. Salire verso l’alto di questa immaginaria scalinata verso il vero permette di valutare i comportamenti degli individui sottostanti e contemporaneamente di avere una visione più d’insieme. Parto da alcuni fatti, reali e consultabili da tutti, per fare alcune valutazioni.

Il Virus Covid 19 è artificiale, non lo dico io, ma una schiera di virologi capeggiati da Luc Montagnier (un premio Nobel), lo dice anche Donald Trump che, anche se molti lo definiscono un idiota, è comunque un presidente USA e normalmente un idiota come me, ad esempio, presidente degli USA non può diventare… e forse neanche della bocciofila del paese. Inoltre, che vengano studiati e prodotti agenti patogeni in decine di laboratori sparsi in tutto il mondo (compreso Wuhan) è una realtà. Così come vengono studiati ordigni nucleari sempre più potenti, gas sempre più velenosi, eccetera. Non viviamo nel mondo delle favole! Sul fatto poi che sia sfuggito per errore o che sia stato diffuso intenzionalmente non posso dare opinioni, poiché tale conoscenza appartiene ad un livello superiore al mio.

Le misure di precauzione e di “contenimento” del contagio sono state e sono assolutamente illogiche ed abnormi. Basta confrontarsi con la logica (elementare) e col buonsenso e ad ascoltare il parere di centinaia di specialisti, facilmente reperibili in rete. Io l’ho fatto. Nel periodo del lock down duro veniva multato chi passeggiava in spiaggia o dentro un bosco da solo… DA SOLO??? E a chi contagiava? Tutt’ora non si può respirare a pieni polmoni dell’aria buona, per chi come me ci crede: carica di prana! Perché costretti dietro la museruola… oops… mascherina. Ci hanno negato il sole e la vitamina D. Ora si può andare al mare, ma non si può fare il bagno!!! L’altro giorno sono andato a comprare un gelato: me l’hanno dato obbligatoriamente in coppetta ed anche incartata nell’alluminio!!! Così è d’asporto, dicevano! Ma siamo scemi? Il cono si dice “da passeggio”, non me lo mangiavo di certo in gelateria! No! Qui ci sono degli idioti che trattano noi da idioti. Le museruo… mascherine non servono a nulla, stando a quello che dicono tutti i virologi non mainstream, lo disse anche Burioni una volta, salvo poi ricredersi. Ma davvero c’è qualcuno che crede alla narrazione ufficiale?

Lo studio su una eventuale cura al Covid è stato, come minimo, ostacolato. L’unica cosa sensata e cioè tenere in forma il sistema immunitario, attraverso le vitamine, i microelementi, il non mangiare schifezze, il sole, l’aria pura, l’attività fisica… tutto questo è: o vietato o scoraggiato. L’OMS e di seguito l’ISS hanno “sconsigliato” (vietato!) fin dall’inizio l’effettuazione di autopsie sui morti da Covid… perché tanto si sapeva di cosa morivano e non bisognava sprecare risorse! Sì, ma le autopsie, specie su una malattia nuova, si fanno a scopo di ricerca! Infatti, alcuni medici “indisciplinati” le dissezioni le hanno fatte ed hanno scoperto che non era la normale polmonite, ma la formazione di trombi alveolari, ad uccidere. Si risolve con farmaci che costano 6 euro a confezione, a casa e non nelle terapie intensive. La cura col siero iperimmune è una metodica nota da molti decenni, costa 80 euro a dose poiché la materia prima è gratis, il plasma è donato dai guariti ai malati. E’ democratico! E soprattutto NON E’ BREVETTABILE!!! I medici degli ospedali di Mantova e Pavia hanno spedito il protocollo persino ad alcuni istituti americani, su loro richiesta. Però, proprio in Italia, la notizia sulla miracolosa cura è stata accolta tiepidamente, a volte contrastata con scuse infantili e, dulcis in fundo, dovendo per forza sperimentarla, hanno affidato il compito… agli ospedali di Mantova o Pavia che avevano già macchinari, laboratori, protocolli e medici esperti sulla questione??? Noooo!

A Pisa.

Il perché lo scopriremo solo… sopravvivendo, ma non puzza un po’ di bruciato?

A questo punto vorrei riuscire a capire a che cosa è servito ed a che cosa servirà tutto questo. Perché non può essere un caso. Una tale organizzazione, una tale cieca determinazione ad affossare l’intera economia globale deve essere stata preparata da tempo. Se poi la sfuggita del virus da qualche laboratorio è stata accidentale, il modo di approfittarsi di tale opportunità presuppone una organizzazione a monte a livello globale. Si dice che tre indizi facciano una prova, ma qui di indizi ce ne sono a decine.

Faccio alcune ipotesi alla mia portata:

E’ solo una manovra atta a vaccinare il mondo intero per il mero interesse di Big Pharma? Può darsi, gli interessi sono enormi, ma a me sembrano troppo piccoli in confronto al disastro economico che hanno provocato. Alle morti per fame e suicidio prossime e venture. Ed alla fine degli ultimi frammenti di pseudo-democrazia.

E’ una operazione psicologica atta a testare la capacità di sottomissione della popolazione mondiale sotto il ricatto della paura? In fondo ogni regime si è sempre basato sul timore, sulle manganellate, olio di ricino e TSO. Può darsi, ma la sudditanza verso i falsi miti consumistici era già una realtà solida. Per cui di tecniche di sottomissione ne sono già state sperimentate, con successo, diverse.

E’ una strategia atta a far accettare supinamente i nuovi metodi tecnologici di controllo e di localizzazione? Può darsi, ma probabilmente non sono necessari con l’inevitabile avvento del 5G. In maniera psicologicamente “morbida” la localizzazione è sempre possibile con l’internet delle cose, ogni oggetto tecnologico, e anche non, diventerà un device ed è impossibile che ognuno di noi non ne avrà qualcuno addosso.

E’ una operazione psicologica atta a disumanizzare la popolazione mondiale, attraverso la paura del contatto fisico e di conseguenza il considerare l’altro come un potenziale nemico, l’assenza di empatia, l’accettazione di rapporti sociali esclusivamente “virtuali”, l’approvazione all’isolamento ed alla solitudine per cause di forza maggiore, il consolidamento della didattica a distanza con la definitiva adozione dell’educazione a senso unico… Per produrre una nuova umanità più robotizzata e succube? Può darsi, ma la strada era già tracciata con metodi più soft, e non c’era bisogno di una tale accelerazione.

E’ una operazione atta a causare una definitiva caduta del sistema economico piccolo e micro imprenditoriale e favorire così l’accentramento della produzione sulle grandi corporation? Può darsi, ma era un piano che procedeva già velocemente attraverso la logica del pensiero unico neoliberista e mercantilista.

E’ una manovra atta ad imporre il TSO vaccinale per causare, attraverso la somministrazione di sostanze chimiche, la sterilità e l’accorciamento della vita, per indurre la riduzione della popolazione mondiale, come da progetto Malthusiano? Può darsi, anche visto quello che contengono gli attuali vaccini.

Potrebbe essere per tutti questi motivi insieme e chissà quali altri?

Potrebbe essere un test solo per sperimentare tutti i motivi sopracitati ed eventualmente aggiustare il tiro le prossime volte?

Io non lo so perché, come spiegavo, certe consapevolezze appartengono a livelli superiori al mio.

Si fa per parlare.

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Attualità

(K)ill Gates


Post di Stefano

In questo post voglio partire da quello mio precedente. Nell’altro esortavo il lettore a ragionare su cose semplici, a fare 2 + 2. Dicevo che, se i grandi media sono sostenuti finanziariamente dai maggiori sponsor, dalle grandi multinazionali del farmaco, delle automobili, della telefonia e delle comunicazioni, gli stessi media non possono, di fatto, comprendere nella loro informativa contenuti che vadano in contrasto con gli oggetti della pubblicità. Chi ha un padrone è a lui che deve rispondere. Chi lavora per un’azienda non può andare in giro a sparlare della propria sorgente di reddito, perché rischia di venire licenziato. E questo, volenti o nolenti, è una regola che seguono tutti. Non è possibile trasgredire, anche perché, in automatico, l’anomalia si sana: il lavoratore perde il lavoro, il finanziato perde il finanziatore, il negoziante perde il cliente, la rete televisiva perde lo sponsor!
Sul filo di questo semplice ragionamento voglio parlare di Bill Gates, ad oggi il maggior finanziatore dell’OMS. Si tratta di uno degli uomini più ricchi del mondo, forse il più ricco. La storia del futuro filantropo parte dall’invenzione del MS Dos, un sistema operativo che rendeva possibile la realizzazione del computer domestico. Un sistema che in effetti non aveva inventato lui, ma l’aveva scopiazzato dall’IBM, ma la cosa principale che fece fu di “blindare” il codice sorgente e quindi di guadagnare da chiunque volesse installare tale sistema operativo. In seguito “inventò” l’interfaccia grafica chiamata Windows… copiandola di fatto dalla Apple. Riuscì inoltre a “convincere” tutto il mondo ad adottare come piattaforma principale i sistemi Microsoft. Attraverso la sua società, quindi, è riuscito ad accaparrarsi la maggior parte della “miniera d’oro” del 21° secolo, ovvero la mole dei dati personali di tutti noi, quei dati che vengono venduti e scambiati ad altissimo prezzo, si chiama Big Data. Alla faccia della privacy. Questi i motivi del suo arricchimento, ma c’è di più. Si è più volte dichiarato favorevole alla drastica riduzione della popolazione mondiale, accarezzando quindi le teorie Malthusiane. Si è inoltre prodigato affinché venissero adottate politiche per la vaccinazione a tappeto dell’intera popolazione mondiale, per qualsiasi patologia vaccinabile e, a mio avviso, non vaccinabile come i virus ad RNA, tipo il Covid 19, perché sono molto mutevoli. Queste due grandi passioni coltivate dal magnate non vi fanno pensare ad un possibile collegamento tra le stesse?
Questo è il personaggio. Insieme a lui, i maggiori finanziatori della “filantropica” OMS sono: gli USA ed il cartello delle ditte farmaceutiche mondiali che a me piace chiamare Big Pharma. Seguono poi altri Stati tra cui Francia, Inghilterra, Cina, eccetera. Donald Trump, nella sua battaglia, ormai dichiarata, contro il “Deep State”, ovvero quei poteri “persistenti” negli USA, finanziati dalle grandi lobbies, che ora remano contro la sua rielezione, ha manifestato di voler tagliare i fondi destinati all’OMS. Quindi, a finanziare l’organizzazione, da cui dipende la maggior parte delle politiche sanitarie del mondo, sono rimasti principalmente: la fondazione Bill e Melinda Gates (Big Data) e Big Pharma. Due privati che controllano la salute mondiale!
Ora: da che mondo è mondo, l’esercizio estremo del potere, la dittatura, ha sempre avuto come fondamento il controllo della popolazione. Il controllo di ogni suo aspetto, anche nel numero, nella mole della popolazione stessa, basta vedere, ad esempio, l’incentivo alla natalità nel periodo fascista italiano e, al contrario, alle politiche del figlio unico nella Cina di pochi anni fa. Controllo sugli spostamenti, controllo sulle associazioni, controllo sulla cultura. Però, mentre nelle dittature palesi il controllo è facilmente applicabile a colpi di manganello, nelle sedicenti “democrazie” occorre far digerire alla popolazione le eventuali perdite di libertà… o peggio, motivandole, magari, con questioni di sicurezza e di salute.
Cosa c’è di meglio, quindi, nei paesi “democratici” di una bella dittatura sanitaria? Eh… è per il nostro bene!!!
Che si è manifestata finora: con l’imposizione di ogni sorta di vaccini, per malattie anche non gravi. L’imposizione degli arresti domiciliari, anticostituzionali, per decreto. I TSO, anche loro vietati dalla costituzione all’art.32, per coloro che gridano al megafono il loro dissenso. L’imposizione di nuovi vaccini, inutili, antinfluenzali e anti Covid. Nuovi sistemi di tracciamento GPS collegati al nostro smartphone… in futuro col chip sottocutaneo o col tatuaggio di nanoparticolato a smart-dust (Bill Gates sta lavorando anche a questo). La criminalizzazione delle “fake news”. La progressiva eliminazione “dell’infetto” denaro contante…
Guardate che di psicopatici, drogati di potere assoluto, ce ne sono sempre stati: Hitler, Stalin, Polpot… Mussolini… Idi Amin Dada… eccetera, eccetera. Ce ne sono… perché no? La madre degli idioti è sempre incinta, chi sono ce lo diranno i libri di storia futuri, anche quelli che dichiarano una guerra… non lo sanno che produrranno centinaia di migliaia o milioni di morti? E ce ne saranno sempre! Ed in ogni dittatura, sempre, chi è contrario al regime, prima di tutto viene dichiarato matto e sbattuto in struttura psichiatrica (TSO), è il sistema più semplice.
2 + 2.
Benjamin Franklin una volta disse: Chi rinuncia alla libertà per la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.