Assegno unico: dare o avere questo è il problema?

L’assegno unico taglia il cedolino

Leggete, leggete l’articolo che ho linkato qui sopra e poi traete le vostre riflessioni. Intanto provo a scrivere qualcosa anch’io: <<Gli importi saranno identici solo per i nuclei con Isee fino a 25mila euro, se quest’anno stanno intascando l’assegno familiare, e solo fino a dicembre 2022, grazie a una clausola d’invarianza. Da marzo 2025, al termine di tre anni di transizione, il nuovo welfare sarà a regime, decretando vincitori e vinti in base all’unico parametro: l’Isee.>>

Si laveranno la bocca gridando che è giusto così perché è un provvedimento progressivo, peccato che togliere ai non ricchi per dare ai quasi poveri non è certo un fatto di equità sociale! Livellare la società verso il basso è la soluzione? E no, per me qui non ci sono vincitori o vinti, semplicemente ci stanno chiudendo in una gabbia sempre più stretta e senza più vie d’uscita. Chi ancora riesce a sopravvivere decentemente verrà anche lui presto a contatto con la durezza del vivere: lavoro, pensione, casa, famiglia… non ci sono più porti sicuri, ne certezza alcuna ma solo una vita in bianco e nero imposta dall’alto da uno Stato “controllore” che condiziona ogni cosa e potrà addirittura fregarsene di ribellioni o proteste varie (fra l’altro lo sta facendo anche ora, PROPRIO ORA E SENZA PROBLEMI RILEVANTI)! Da tempo stanno mettendo a punto il sistema, perché da tempo i cittadini non hanno più un peso concreto nel processo elettorale, infatti chiunque abbia vinto le elezioni in Italia o in Europa o in USA in questi anni, nulla ha fatto per arginare la deriva antidemocratica a cui siamo arrivati, infatti il pilota automatico delle riforme è andato avanti indisturbato: essenzialmente più mercato, meno stato o meglio meno cittadini più schiavi! In realtà c’è poco da scegliere, entrambi sono principi che lavorano in perfetta sinergia. E il vero obiettivo lo stanno raggiungendo ora grazie alla macchina da guerra chiamata greenpass, alzeranno l’asticella delle richieste a dismisura ma vedrete che alla fine saremo tutti felici e ubbidienti. Perché è proprio questo il vero miracolo dei nostri tempi. La frusta sarà implacabile e non gli sfuggirà nessuno, né ribelli, né ubbidienti, né responsabili! Anzi questi ultimi sono or ora quelli che sono al centro dell’attenzione mediatica: fate la terza dose, fate la terza dose FATE LA TERZA DOSE!!! Guai a tirarsi indietro, guai ad avere dubbi in questo momento così delicato. Devono essere loro gli ingranaggi ben oliati di una macchina implacabile che altrimenti si potrebbe inceppare. Si ma gli altri, i ribelli e gli indecisi? Se non ci sarà un rallentamento ora verranno travolti, triturati assorbiti, in-globalizzati! La stessa società cambierà totalmente vestito e non ci sarà più spazio per divisioni perché potrebbe accadere che tutto avrà un unico triste e indistinto colore, quello della rassegnazione.

Bottinatrici d’autunno!

Se fossimo stati in Sicilia avremmo potuto fare il raro miele di nespolo, ma pazienza, ci accontentiamo vedere le api fare l’ultimo e prezioso bottino di stagione!

Siamo quasi al tramonto di questa bella giornata di novembre, le api amano uscire con il sole ma le temperature miti per il periodo, intorno ai 15 gradi, le spingono fuori per succhiare fino all’ultima goccia di nettare da mettere come scorta nell’alveare.

Quando poi le temperature scenderanno costantemente sotto i 10 gradi, le api formeranno il glomere e non usciranno quasi più dall’alveare. Il loro compito sarà quello di mantenere in vita la regina, il glomere vibrerà costantemente come un vero e proprio cuore pulsante creando il calore necessario alla sopravvivenza. Qui vediamo proprio cosa significa il concetto di superorgamismo alveare: ogni ape è come una cellula di un organismo superiore con compiti ben precisi, compresa la futura riproduzione di un’altra famiglia attraverso la sciamatura primaverile. Ma questa è un’altra storia e avremo modo di riparlarne in futuro.

Schieramenti

Post di Stefano

Ormai è chiarissimo e sono stati dei maestri del “dividi ed impera”, bisogna riconoscerlo, sono stati bravissimi! Sono riusciti a dividere gli italiani in due precisi schieramenti: quello dei sìvax e sì green pass e quello dei novax e no green pass uno di maggioranza ed uno di minoranza nel quale mi riconosco anche io, dopo che tutta la popolazione è stata infarcita di paura verso questa nuova, sconosciuta e terribile malattia denominata COVID-19. La malattia esiste! Ci mancherebbe altro.
Malattia che, nella sua forma veramente pericolosa, si è manifestata soprattutto per due o tre mesi a partire da marzo 2020 dopodiché sono stati individuati e codificati diversi protocolli di cura che avrebbero permesso la guarigione, ma le istituzioni e gli organi di informazione generalisti ne hanno di fatto soffocato la sperimentazione ufficiale ed anche la divulgazione, impedendo in tal modo ai cittadini di esercitare quel diritto di scelta terapeutica che molto probabilmente avrebbe permesso di salvare tante vite.
Oltre alla paura, è stata contemporaneamente indotta una fiducia cieca e fideistica verso la cosiddetta “scienza”, che per definizione non può essere dogmatica, per spingere a ritenere la stessa medicina una scienza medica, anziché ARTE MEDICA quale è. Ma si sa, gli interessi in gioco sono tali per cui chi detiene il “banco” cerca di vincere sempre. In tal modo si è esercitato un condizionamento mediatico potentissimo, visibile però solo agli occhi di chi sia riuscito a tenere sveglia l’opinione personale, l’uso della ragione critica e soprattutto la non disponibilità a rinunciare ai propri diritti ed alle proprie libertà fondamentali.
La bravura, dicevo, dei maestri del “dividi ed impera” si è esplicata anche e soprattutto nella modalità sfruttata (o indotta?) per dividere le singole persone tra loro: “Distanziamento Sociale!”. Usare espressioni come distanziamento personale, o interpersonale, sarebbe stato meno impattante, ma SOCIALE… è veramente pesante! La modalità sfruttata è stata quella di renderci tutti nemici, indipendentemente dallo schieramento cui si appartiene.
Ricordo che quando ero ragazzo ci fu un grosso terremoto nella mia città e l’immagine che mi restò maggiormente impressa fu quella di famiglie, anche vicine di casa, ma completamente sconosciute, che si ritrovarono a condividere il calore di un fuoco acceso sotto il tetto di un capannone metallico in costruzione, per difendersi insieme dalle fredde notti. Nuove amicizie sono nate in quell’occasione, nuove solidarietà. Un altro ricordo risale a pochi anni fa quando, qui nel paese dove abito adesso, ci fu una grossa nevicata. Per tre giorni non feci altro che spalare neve per assicurare il passaggio pedonale davanti alla mia casa e a quella dei miei vicini. Tutti insieme, prima si spalava davanti a casa di uno poi di un altro. Poi ricominciava a nevicare ed anche noi riprendevamo con pale e badili. Anche in quell’occasione ho conosciuto gente praticamente sconosciuta, ho aiutato e sono stato aiutato. Nelle disgrazie succedono questi miracoli: mal comune mezzo gaudio, si dice, si riscoprono umanità e solidarietà.
In tutte tranne in questa.
Qui ognuno è il potenziale appestato, il pericolo pubblico, un bambino è colui che attenta alla vita dei nonni, chi ti stringe la mano con calore è colui che provocherà il tuo contagio. Ogni occasione di divertimento, di svago e di cultura, di stare insieme, deve essere abolito. Tranne, ovviamente, per chi è dotato di museruola, di verde passo… a scadenza, ma comunque alla distanza di sicurezza. Ok, dicevo, io appartengo a quella minoranza che, a torto o a ragione, ritiene che anche questa disgrazia debba essere sfruttata come una ghiotta occasione per ritrovare quei valori fondanti l’umanità: l’amicizia, la solidarietà, la collaborazione e, parola grossa, l’amore. È triste dirlo, ma è in atto una guerra tra i due schieramenti. Da una parte all’altra ci si definisce: “sorci da chiudere in gabbia” o “schiavi del sistema”. Ora parlerò a nome dei “sorci”, appartenendo io a quello schieramento.
È purtroppo una cattiva abitudine cercare di far valere il proprio ego al di sopra dell’ideologia del gruppo e, piuttosto che concentrarsi sulla lotta comune, ci si spende per trovare nei PROPRI compagni le incongruenze, le contraddizioni, le appartenenze e ci si perde in genere in tutte le dietrologie. Così, ogni volta che un qualche personaggio si distingue nella informazione alternativa, subito riceve le critiche, i sospetti ed il discredito da parte di altri volti noti o anche di semplici commentatori. Non dico che non ci siano delle legittime differenze di opinione tra ognuno, ma ora che ci sarebbe da fare fronte unito contro la preponderanza del mainstream non mi sembra proprio il caso di indebolirsi in inutili polemiche. È sempre il solito dividi ed impera. L’inoculazione di un siero ignoto e sperimentale, obbligatorio o ricattatorio, è un abominio? La verde tessera discriminatoria è un abominio? Sììì? E allora concentriamoci su questo!!! Se un personaggio sostiene cose condivisibili, che vibrano con la nostra frequenza, seguiamolo! Se fosse in malafede prima o poi si tradirà, se cambia frequenza lo stesso ed a quel punto non lo seguiremo più, ma intanto facciamo dei passi in avanti insieme: alle singole differenze, alle peculiarità, alle dietrologie ci penseremo dopo, dopo e SE vinceremo questa guerra.
Ma è certo che se continueremo a scontrarci tra di noi la guerra, quella vera, l’abbiamo già persa.

Colonizzatori

Ciò che resta originario nell’operaio è ciò che non è verbale: per esempio la sua fisicità, la sua voce, il suo corpo. Il corpo: ecco una terra non ancora colonizzata dal potere.” Pier Paolo Pasolini

Domande: A che punto siamo? Cosa resta ancora da completare?

Svolgimento: Controllare il lavoro–>cancellare i diritti sociali–> criminalizzare ogni forma di dissenso–>ricattare–>controllare il lavoro…

Mezzi: vaccini e greenpass; greenpass e vaccini.

Fini: colonizzare il corpo, incatenare la mente.

Detesto soprattutto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni. È un potere che manipola i corpi in un modo orribile.” Pier Paolo Pasolini

La VITA si sta fermando!

Se guardate con attenzione questo grafico vi renderete conto che in Italia non nasce più nessuno, di fatto la VITA si sta fermando e con essa il futuro! Infatti più dei morti lascia allibiti il crollo delle nascite: che cosa possiamo pensare dei vari governi che nell’ultimo decennio si sono succeduti alla guida del nostro paese conseguendo questo bel risultato? Quali politiche economiche e sociali hanno portato avanti? Una devastazione sociale paragonabile solo ai danni inferti dalle guerre, per me non ci sono crisi o giustificazioni possibili di fronte a questi dati!

Ma il grafico si ferma al 31 dicembre 2019 e sappiamo tutti cosa è accaduto dopo! Dico solo una cosa: la crisi pandemica è stata gestita dalla stessa classe politica ed istituzionale che ha gestito la crisi economica nell’ultimo decennio. Siamo passati da “l’euro ci ha salvato” al “vaccino ci sta salvando”, entrambi soluzioni ideologiche destinate ad essere travolte dai fatti. Ideologie che diventano muri inattaccabili dietro ai quali stanno nascondendo le loro devastazioni. Giustificano con esse l’asservimento dei popoli, annullando però la complessità delle interazioni che avvengono all’interno delle società. Oggi è sempre più chiaro che è in gioco il futuro, ma dobbiamo iniziare a riflettere seriamente sul fatto che il pericolo vero non è il virus o la crisi che verrà. Dobbiamo restare uniti e protestare con fermezza, la lotta per la vita non può essere divisiva. Approfittiamo ora delle proteste in atto e facciamo sentire anche la nostra voce. Oppure cosa possiamo fare? Attendere fiduciosi un miracolo?La crisi finanziaria che si è sommata alla crisi sanitaria e ha avuto come rimedio ulteriori restrizioni sociali ed economiche lascia forse speranze per il futuro? Si dai ora è diverso, quelli di adesso non c’entrano, la colpa è del virus e abbiamo Draghi alla guida del governo dei migliori, di cosa mai dovremmo preoccuparci?

Scemenze

Leggendo il post di Stefano mi è venuto da pensare al ruolo delle minoranze all’interno del sistema democratico. Perché la democrazia dovrebbe essere certamente il governo della maggioranza nel rispetto però delle minoranze. Fu John Stuart Mill, infatti, che evidenziò per primo la grande differenza tra il governo della maggioranza, e quello realmente democratico.
Il governo della maggioranza, previsto negli stati democratici, deve però evitare di dimenticare l’esistenza della minoranza, di quella parte del governo che, seppur più piccola, è la principale fonte di confronto con idee diverse e pertanto non va sottovalutata; poiché farlo equivarrebbe ad accomunare ad un’idea unica ogni membro dello Stato, rischiando di confondere il cittadino con il suddito. E qui secondo me c’è tutto quello che serve a capire la necessità di un contrasto efficace al greenpass. Uno strumento per certificare “il diritto ad esercitare i propri diritti” che divide le persone come fossero prodotti sul banco di un supermercato, dove ci sono alimenti a lunga (12 mesi) o a breve scadenza (48 ore)! Trattare come sudditi irresponsabili una parte importante della popolazione che tale strumento lo rifiuta può essere cosa compatibile con la democrazia?.

Post di Stefano

Da alcuni miei amici di FB mi è arrivata questa sequenza, a mio modesto parere, di scemenze. Ovviamente posso solo parlare per me ma, nella mia presunzione, credo che la stragrande maggioranza di questa minoranza dei cosiddetti “no green pass” (perché questa è l’unica definizione in cui credo) la pensi come il sottoscritto. Ora proverò a smontare una per una le scemenze:

Avete negato il virus.

Mai fatto, anche se credo sia un virus artificiale e diffuso intenzionalmente, ma è una mia opinione.

Negato i morti.

Mai fatto, anche se credo che quelli riportati siano un numero enormemente superiore a quelli effettivamente morti di Covid, ne ho anche molte prove testimoniali.

Deriso i morti.

Lungi da me, ne ho anche pianto.

Deriso medici, infermieri e operatori del 118 sfatti di stanchezza per aver cercato di salvare vite umane. Disperati per averne perse troppe.

Mai fatto, ho avuto ed ho grande ammirazione e gratitudine per il lavoro fatto.

Avete inseguito ambulanze, filmato sale d’attesa dei PS vuote, per dimostrare che non c’era emergenza.

Chi l’ha fatto e poi ha veramente documentato le tante esagerazioni del mainstream ha fatto bene.

Avete poi minacciato il personale sanitario, vandalizzato le macchine.

Chi l’ha fatto va perseguito a norma di legge. Però non condivido questa generalizzazione.

Avete infranto le regole, organizzando feste e grigliate e creando focolai di contagio.

Avete trovato ogni possibile scappatoia per uscire di casa, perché voi siete voi e gli altri non sono un cazzo.

Fin da poco dopo l’inizio dell’epidemia sono state rese note delle cure valide, per cui ho smesso di aver paura del contagio iniziando a considerarlo una delle tante possibilità che può provocare la morte, non certo il motivo per smettere di vivere. Morire è l’unica certezza che abbiamo, ma fino a quel momento e nel frattempo voglio vivere… senza paura, se no non è vivere.

Però avete fatto le vittime sacrificali quando vi hanno richiamato al lavoro. In banca, magari.

Mai fatto, non ne potevo più dello smart working.

Avete pianto miseria per mesi, morivate di fame e di stenti.

Mai fatto, ma io sono fortunato ho sempre avuto il mio stipendio, al contrario di tanti che hanno perso il loro reddito e loro sì che ne avevano tutto il diritto.

Poi però vi siete ammassati in discoteche per Vip in Sardegna, per poter postare sui social le foto e i filmati.

Beh, non certo io, in cambio ci sono le foto di tanti politici che in TV chiedevano di stare a casa e poi facevano quelle cose.

Avete postato ogni sorta di stronzate, condiviso le opinioni di ciarlatani raccattati chissà dove come fossero il verbo divino, inventato complotti e strane teorie, dando degli ignoranti a chi cercava di farvi capire quanto fossero assurde.

Queste sono libere espressioni, con le quali il confronto e la discussione tra opinioni diverse può portare al reciproco arricchimento, anziché all’atteggiamento arrogante di dover convincere l’altro.

Poi è arrivato il vaccino.

Correggo: terapia genica sperimentale (basta leggere il bugiardino).

Avete iniziato a deridere e insultare chi si vaccinava, con la stessa arrogante ignoranza di sempre, immersi nei vostri siti sempre più pieni di cazzate e di professori di filosofia che si improvvisavano medici e vi dicevano che invece del vaccino era meglio ammalarsi e poi curarsi con un vermifugo per cavalli.

Mai deriso nessuno, di cazzate ne ho sentite da ogni direzione, anche da veterinarie che si improvvisano virologhe. L’ivermectina (il vermifugo) è una cura valida, ma purtroppo costa poco, ora la Pfizer sta per far uscire una molecola simile, non perfettamente uguale e quindi neo-brevettabile, ma costerà tantissimo. La cura al plasma iperimmune del dottor De Donno è una cura validissima, ma economica. Gli anticorpi monoclonali sono la stessa identica cura, ma prodotta in laboratorio e carissima.

Continuate a sentirvi un’élite, il popolo eletto, i detentori della conoscenza mentre gli altri (la maggioranza ormai) sono dei poveri idioti, i *punturati*, le cavie, gli scemi del villaggio.

Mi sono sempre considerato parte del popolo e certamente non un eletto. Trattandosi di una terapia sperimentale, purtroppo, le cavie attualmente sono gli inoculati. Per carità, magari questo consentirà un grande progresso alla scienza, ma sinceramente avrei preferito che le cavie umane avessero potuto scegliere senza inganni. Anche le “sperimentazioni” di Josef Mengele dettero un grande impulso alla medicina…

Adesso manifestate per la libertà, la vostra come sempre, senza rendervi conto di essere manovrati da estremisti a cui della vostra libertà, del vostro lavoro, della vostra vita non frega una beata ceppa.

La libertà va sempre cercata e manifestata, gli estremisti che cavalcano questa giusta protesta vanno combattuti, così come vanno combattuti gli infiltrati da questo stato neo-dittatoriale nelle manifestazioni. La verde tessera, verde, guarda caso, come quella di adesione al partito fascista, è la prima discriminazione, su base ideologica, che viene applicata al popolo italiano fin dalla promulgazione della Costituzione. Il mio timore è che resti per sempre, magari per altri motivi di volta in volta decisi dall’autorità. Quello che contesto è il principio e non va fatto passare. Non è tollerabile, in uno stato democratico, che l’esercizio di libertà fondamentali siano vincolate ad una tessera che divide i buoni dai cattivi.

Non cercate solidarietà o empatia ora dalla maggioranza silenziosa, quella che ha sempre rispettato leggi e regole, che ha sopportato e stretto i denti e la cinghia davvero, che si è vaccinata non soltanto per proteggere se stessa ma anche per chi non può farlo e per interrompere il ciclo mortale della pandemia.

L’ho sempre cercata, provo sincera empatia per i danneggiati e per i tanti morti dall’inoculazione, non credo che la strada per vincere questa infezione sia quella della prevenzione, quanto quella della cura, non dimentichiamoci che è una influenza.

Ne abbiamo le palle piene di voi e delle vostre cavolate.

Sinceramente anch’io delle vostre, ma continuerò comunque ad esporre le mie opinioni, mi illudo, per il bene di tutti.

Fascismi

Post di Stefano

Come ho ripetuto fino alla nausea, anche in questo blog, io sono nato di sinistra, ho vissuto di sinistra e morirò di sinistra. Sono un antifascista viscerale, non ho mai sopportato alcuna dittatura, sia quella raccontatemi da mio padre, del ventennio italiano, ma nemmeno quella vetero sovietica, quella rumena di Ceausescu fino a quella odierna del partito popolare cinese… Queste ultime di sinistra avevano ed hanno solo il nome. Figuratevi se posso sopportare quegli idioti di forza nuova, sicuramente strumentalizzati dal governo, che hanno infangato una bellissima e democratica manifestazione. Loro, i forzanuovisti, sono sicuramente dei fascistoni scemi, ma il problema non è rappresentato da loro. Loro sono sicuramente convinti di fare bella mostra di se stessi, dei loro bei tatuaggi e delle loro teste rasate, nel loro idiota ideale sono convinti di fare la “giusta” lotta al sistema. Quello che non capiscono, poiché sono scemi, è che fanno il gioco del sistema. Gli ideali, che condivido, di recupero delle libertà e dei diritti costituzionali, giustamente manifestati a Roma, come in tutta Italia, verranno repressi anche a causa loro, anche attraverso loro. Alle persone dotate di un minimo di apertura mentale chiedo di provare a superare le vecchie dicotomie: fascisti-comunisti, America-Russia… Il potere, che è sempre lo stesso schema, si aggiorna molto più velocemente della mentalità di noi poveri appartenenti alla categoria dei non potenti. Gli anni ‘70 sono passati da 50 anni. La dittatura è dittatura! Non importa se viene manifestata alla maniera di Mussolini-Hitler-Pinochet… o di Stalin-Ceausescu-Pol Pot… o, più modernamente, alla maniera dei tecnocrati e della finanza odierna. Il potere vuole tiranneggiare, il potere vuole sottomettere, il potere vuole controllare. Il fascismo di oggi non è più quello del secolo scorso. Oggi veste i panni della commissione europea, dei think tank tipo Bilderberg, dei vari partiti di “sinistra” e dem. Veste i panni delle emergenze sanitarie, delle emergenze ecologiche, delle emergenze economiche… delle emergenze! Ed attraverso le emergenze riesce a far accettare l’inaccettabile… morbidamente, passo dopo passo. Ottenendo anche l’approvazione dei benpensanti. Per favore, chiedo a chi ha ancora un paio di neuroni funzionanti, rivolgete lo sguardo verso il vero fascismo che sta arrivando, o è già arrivato?

I fatti di Roma del 9 ottobre

Post di Stefano

Come già sapientemente “insegnato” al popolo dal G8 di Genova nel 2001, non si può più manifestare pacificamente. Ogni volta, da una parte o dall’altra, stavolta da tutte e due, intervengono degli idioti, o più probabilmente persone istruite per uno scopo ben preciso, a far sì che la manifestazione degeneri, per dare l’input alla polizia di intervenire con la repressione e, quindi, screditare ogni movimento di libere idee. Idee che, lo ricordo, anche se fossero poco condivisibili, in una democrazia hanno la piena legittimità ed il pieno diritto di essere, appunto, manifestate.
In questo caso c’era gente che, come ogni sabato, manifestava in generale contro questa narrazione sulla “pandemia” ed ora in particolare anche contro la verde tessera, abominio lesivo in democrazia della libertà individuale, del diritto al lavoro e quindi della sopravvivenza. Tessera discriminante nei confronti di chi si è adeguato alla vulgata comune e può quindi usufruire di libertà che prima erano naturalmente di tutti. I media asserviti hanno avuto facile compito ad associare i “no vax” (pessima etichettatura dalla quale mi dissocio, semmai ritengo più appropriata quella di “free vax”) ai fascisti di “forza nuova”. Mentre assistevamo alla diretta di Rai News 24, ho guardato mia moglie e le ho chiesto ironicamente se non si sentisse già un po’ fascista.
Dopo aver militato per 30 anni nella CGIL, ne ho stracciato la tessera circa 10 anni fa e la posizione di Landini di voler imporre l’obbligo vaccinale non fa altro che confermare la saggezza della scelta fatta, ma da qui a giustificare l’assurdo attacco dei fascisti ce ne vuole. Nello stesso modo però non si può tollerare l’attacco gratuito della polizia verso manifestanti inermi, per lo più donne con le mani alzate, come inequivocabilmente documentato nei filmati e nelle testimonianze raccolte.
Il vero capolavoro, lo leggevo su un meme di FB, è stato quello di far arrivare da “sinistra” questo nuovo fascismo.
Io sono ovviamente schierato dalla parte dei manifestanti NON VIOLENTI, ma qui non si tratta di discutere sul valore delle idee, quanto invece sul diritto, a mio avviso inalienabile, di averle e di poterle esprimere liberamente.
Però, se le manifestazioni non si possono più fare per i motivi di cui sopra e se i movimenti ed i partiti politici “alternativi” hanno mostrato dopo l’esperienza dei 5 stalle… stelle di essere contenitori sedativi del dissenso… cosa rimane?
Credo occorra inventarsi qualche forma di lotta veramente alternativa e il più possibile individuale per cercare di salvare quel poco di libertà che ci resta, o per lo meno per darci uno scopo ed una consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per salvare almeno l’autostima.

Dogmi

Dico solo che il dogma nella religione non ha necessariamente un’accezione negativa, anzi! Una verità di fede implica un sentire, un adesione interiore a quella verità che si percepisce appunto come vera pur non sapendola spiegare o dimostrare razionalmente. Ben altri significati hanno invece i dogmi di cui parla Stefano nel suo post qui sotto.

Post di Stefano

Vorrei riprendere il discorso già in precedenza affrontato nel post “La nuova religione” pubblicato su questo stesso blog. Allora feci notare che la nuova religiosità espressa soprattutto dagli atei e materialisti è quella inerente la scienza. Sento spesso ripetere da queste persone frasi del tipo: io mi adeguo a queste disposizioni ed a queste cure preventive perché io credo nella scienza… anzi ne Lascienzah! (Come dice Stefano Re). Bene, ma non so se tutti si rendono conto che l’espressione “credo nella scienza” è un ossimoro. Credere in qualcosa, di per sé, presuppone un dogma. Credere è un atto di fede e la fede si ripone, appunto, su qualcosa di indimostrabile, ma di profondamente sentito a livello emozionale o spirituale. La scienza, quella vera, è tutto tranne che dogma. La scienza evolve di continuo, è un continuum di nuove scoperte, di nuove osservazioni, di nuove intuizioni e di nuove dimostrazioni. Spesso, quasi sempre, le nuove teorie vanno a distruggere le vecchie. Sempre, le nuove costruzioni teoriche smontano il castello di certezze costruito prima:

Newton è stato superato da Einstein, a sua volta superato dalla fisica quantistica…

È sempre stato così e molto probabilmente sarà ancora così. L’ipotesi di poter mettere la parola fine a scoperte, invenzioni e nuove teorie scientifiche rischia di risultare fortemente presuntuosa e finora chiunque abbia tentato di farlo è stato sempre e puntualmente smentito dai fatti.

E fin qui ho parlato solo della scienza “genuina” cioè di quella onesta intellettualmente e non manipolata dai vari interessi in gioco.

Nel mondo attuale di economia neo-liberista, la ricerca non è più indipendente, ma finanziata esclusivamente dalle grandi corporazioni che, proprio dalla scienza e dai suoi sviluppi tecnologici, traggono profitto. C’è un problema di “committenza” in un mondo in cui, per giunta, gli organi di controllo sono finanziati proprio da quelle strutture che devono controllare. Proporre questa scienza come la nuova divinità in cui credere è veramente arduo.

Pur non essendo io ateo, preferisco rivolgermi agli atei con i quali, in genere, riesco a confrontarmi più facilmente rispetto a tanti interlocutori credenti che spesso risultano bigotti.

Per cui, non mi resta che rivolgermi a tutti gli esseri umani senzienti e coscienti: vi prego, non sostituite un dogma con un altro, ma …. eliminateli direttamente, tutti.

San Francesco, seminatore di pace!

Angelo Branduardi, Il sultano e la prostituta

Oggi, 4 ottobre, è San Francesco il patrono d’Italia! Era circa il 1219 quando Francesco d’Assisi partì dal porto di Ancona per recarsi in Egitto insieme ai crociati con lo scopo di creare un ponte di pace . Il suo desiderio di portare a tutti il Vangelo non lo fermò nemmeno davanti al pericolo di morte.

Come oggi, anche 800 anni fa non c’era la pace tra gli uomini, soprattutto in Egitto. La missione di Francesco era prima di tutto quella di avvicinare queste due religioni, la cristiana e la musulmana. Per lui l’unica soluzione era quella dell’incontro e del dialogo.
Non appena entrò nel territorio straniero Francesco venne catturato.
«Sono cristiano, conducetemi davanti al vostro signore!» disse, e fu accontentato.
«Sire, siamo venuti per portare un messaggio di pace da parte del Signore Dio, Gesù Cristo. Questo messaggio riguarda la salvezza della tua anima! Siamo così certi del Vangelo di Gesù, che siamo pronti a morire per questo».
Ma il Sultano disse: «Per questa volta andrò contro la legge, non sia mai che vi faccia morire. Sarebbe una cattiva ricompensa per voi che siete venuti in pace e avete voluto addirittura affrontare la morte per salvarmi l’anima!».
Tra San Francesco e il Sultano nacque una profonda amicizia, segno per tutti gli uomini che è possibile superare contrasti e difficoltà senza ricorrere alla violenza, pur avendo idee e religioni diverse. Le sue armi?
La comprensione, la stima, l’ascolto, il rispetto.

Guarda più lontano
Guarda più lontano
guarda più in alto
guarda più avanti
e vedrai una via,
ma sappi anche voltarti indietro
per guardare il cammino
percorso da altri che ti hanno preceduto.
Essi sono in marcia con noi sulla strada.
R. Baden Powell

Fonti del post “I colori della luce” DEA Scuola

noteinversi

Cipriano Gentilino

Shristy Singh

Adding Creativity Through Brush...........

Brezza d'essenza

Quando scrivo dimentico che esisto, ma ricordo chi sono.

Akwafrigeria

Truth to Light

THE DARK SIDE OF THE MOON...

Minha maneira de ver, falar, ouvir e pensar o mundo... se quiser, venha comigo...

Indicibile

stellare

LaMeLa777.Blog

La mia vita qualunque!

Mădălina lu' Cafanu

stay calm within the chaos

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