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Attualità

Olocausti

Per fortuna c’è Stefano che mi manda post interessanti per tenere vivo il blog! Grazie, grazie, ancora grazie!!! Che poi risveglia anche in me l’interesse per scrivere. In questo caso per esempio, come gli ho detto prima di pubblicarlo, ho diverse cose che mi dividono dalle idee che esprime nel post sotto. Intanto non condivido l’identificazione che lui sembra fare fra persona di religione ebraica e israeliano. Ci sono innumerevoli esempi che dimostrano come molti ebrei, oltre a non essere israeliani, non condividono neanche la politica dello Stato d’Israele nei confronti del popolo palestinese. Criticare Israele e la sua politica NON significa criticare la popolazione ebraica, né tanto meno la religione ebraica. La nascita dello Stato d’Israele è stata certamente frutto di eventi drammatici come l’olocausto, di errori diplomatici e guerre che sembrano non avere mai fine. Quello che a me sembra certo è che le scelte fatte fino ad oggi sono sempre state di natura politica e NON RELIGIOSA! E che – come dice sotto Stefano – pur essendo tutti gli uomini appartenenti alla razza umana, quando popoli diversi con interessi contrastanti si trovano a convivere nascono i conflitti insanabili, che alla fine si risolvono sempre con la legge del più forte. Finché la Palestina è stata un protettorato britannico e l’immigrazione ebraica era limitata ma costante, c’erano esempi di pacifica convivenza tra questi due popoli. Quando invece, soprattutto dopo la fine delle seconda guerra mondiale, l’immigrazione ebraica è stata massiccia e repentina, allora sono esplosi i problemi. Questo dovrebbe essere un insegnamento anche per l’Europa quando si predica l’accoglienza senza sé e senza ma: un’immigrazione fisiologica dai paesi dell’Africa sub sahariana verso l’Italia e l’Europa c’è sempre stata e sempre ci sarà! Essa non ha mai creato problemi perché i piccoli numeri permettono l’integrazione, che si crea innanzitutto grazie al lavoro! Quello che sta accadendo ora invece va ben oltre il fisiologico e ha come logica conseguenza una futura israelizzazione dell’Europa! Ma questo è un altro discorso che esula dalle questioni sollevate da Stefano.

Accenno invece alla questione “usura” di cui parla Stefano! Non mi risulta che nella Bibbia, in particolare nell’Antico Testamento, sia permesso il prestito ad interesse (la parola usura si traduce dal latino come prestito ad interesse). Vero è che nel Deuteronomio si dice che ” se avrai fatto credito ad uno straniero, da lui pretenderai interesse, mai da un tuo fratello!” Il prestito ad interesse non è certo un’invenzione del popolo ebraico, visto che nell’antichità era praticata da tanti altri popoli: egizi, ebrei, romani… Però nel Medioevo le persecuzioni della Chiesa nei confronti degli ebrei limitarono fortemente qualsiasi loro attività economica, permettendo però il “prestito ad interesse”, attività invece proibita per chi era cristiano (che però veniva praticata clandestinamente)! Quindi essendo gli ebrei “eretici” potevano, anzi dovevano praticare prestiti! Ma da qui a dire che la finanza mondiale sia in loro mani secondo me ce ne passa! Non mi dilungo oltre e vi lascio al post di Stefano…

*Mi scuso si da subito con Stefano e i lettori per la strana impaginazione del post, probabilmente frutto del copia incolla dal file d’origine. Purtroppo non sono riuscito a modificarla ma non ne pregiudica la lettura.

Io considero l’Olocausto una delle pagine più nere della storia dell’umanità, forse la più
nera… ma “forse”! E qui il dubbio è lecito. Perché di olocausti, di sfruttamenti estremi
e di soprusi altrettanto estremi è piena la storia dell’umanità. Non sono da meno lo sterminio e la schiavizzazione degli indigeni dell’america del sud da parte degli
spagnoli e dei portoghesi. Lo sterminio dei nativi nord americani, la schiavizzazione ed il massacro degli africani da parte dei nord americani, lo sterminio dei “dissidenti” russi sotto Stalin, i vari massacri giustificati da “esportazioni” di democrazia ed
importazioni di petrolio, Polpot… i Cinesi in Tibet, eccetera, eccetera…
Qui c’è da fare una precisazione sul mio pensiero: io considero l’intero genere umano come una razza, una unica razza, 46 cromosomi. Come disse Einstein alla frontiera americana: “Lei di che razza è?” risposta dello scienziato: “Umana!”. Chi si considera una razza a parte, superiore agli altri, eletto da Dio in persona, più puro degli altri, è
lui che ha un problema, è lui il razzista! Per cui d’ora in poi parlerò di PERSONE che hanno fenotipi diversi, etnie diverse, culture diverse, lingue diverse, religioni diverse.
Persone che, con pari dignità, indistintamente, appartengono alla medesima “razza umana”!
Le PERSONE di religione ebraica hanno subito quella roba lì… ed è mostruosa! Ma sono in buona compagnia! A me non me ne frega niente di che religione siano. Per me sono delle persone che hanno subito massacri, olocausti, disumanizzazione, mercificazione
estrema da parte di altrettante persone, a seconda del ruolo,carnefici.
Che poi, se vogliamo, motivi per cui qualcuno possa considerare le persone di religione ebraica come causa di alcuni mali del mondo ce ne sarebbero. Questo non giustifica
nessuno, nel modo più assoluto, a massacrarli come avvenuto nell’Olocausto, ma motivi per essere incazzati con loro ce ne sono eccome! Ovviamente c’ è da fare un distinguo: è ovvio che all’interno di ogni comunità ci sono quelli che si comportano bene e quelli che si comportano male, io mi rivolgo a quelle persone di religione
ebraica che praticano, sotto varie forme, l’usura. Tutte, e dico tutte, le religioni del mondo, soprattutto quelle monoteiste, considerano il prestito di denaro ad interesse
profondamente immorale e peccaminoso… tranne quella ebraica! La finanza islamica, tuttora, non prevede il prestito ad interesse: “Chi lavora guadagna!” dice un versetto
del Corano. Non si può guadagnare senza lavorare! Cristo scaccia i cambiavalute, gli antichi speculatori finanziari, dal tempio a bastonate. Che poi la religione cristiana si
sia imbastardita ed “ebreizzata” ammettendo il prestito ad interesse, è un’altra storia.
Sta di fatto che lo sfruttamento e la schiavizzazione dell’uomo sull’uomo, nelle varie epoche, si è ottenuto attraverso varie armi: l’uso della forza militare, culturale,religiosa, ma ultimamente attraverso l’uso della finanza, ed in questo alcune persone
di religione ebraica, ma anche di altre religioni, non sono innocenti. Chi guadagna da rendita finanziaria è di fatto un parassita che può ottenere beni e servizi prodotti da altri senza lavorare in contropartita, è uno sfruttatore del lavoro altrui.
Infine a me dà fastidio un sacco quell’aria da primi della classe per cui il “loro” Olocausto valga di più di quello degli altri, ripeto, non fraintendetemi è stata la cosa
“forse” più mostruosa dell’umanità, ma questo non gli dà il diritto di far cambiare legislazioni fino a far considerare illecito negare l’Olocausto. Un’opinione, per quanto
possa essere disdicevole, non può mai essere considerata un reato, resta comunque un’opinione che, fintanto non si traduce in una azione concreta, non può essere perseguita. In uno stato civile non esiste il reato di opinione, altrimenti CHI stabilirebbe
quale sia l’opinione da perseguire? Il dittatore di turno? Ma soprattutto non dà il diritto alle persone di religione ebraica di massacrare e non permettere ad un popolo intero,
quello palestinese, di avere una propria terra ed un proprio stato autonomo libero ed indipendente, solo in virtù dell’Olocausto subito. Non gli da il diritto di essere più
nazisti dei nazisti!

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Attualità

Sogno veneziano

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Tanti anni fa ho realizzato queste tre tavole conciliando due mie passioni, quella per i fumetti e quella per Venezia!

Venezia è una città stupenda, riesce a fondere insieme emozioni contrastanti e a farle vivere come in una dimensione da sogno.

Condivido quindi questa semplice storia come augurio per Venezia e per i suoi tenaci abitanti di superare al meglio le terribili difficoltà causate dall’eccezionale acqua alta di questi ultimi giorni. Sono sicuro che tornerà presto al suo splendore e che sarà ancora una volta in grado di far sognare le persone che si troveranno a percorrere i suoi calli e i suoi canali.

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Attualità

Non c’è due senza tre…

Inizia il terzo anno del blog!

…e il quattro vien da sé? Non direi, perlomeno nel mio caso non è per niente scontato! Sto riferendomi al quarto anno del mio blog Opinioniweb XYZ visto che oggi, 23 settembre 2019, è il suo terzo Blog-anno!!!

Dicevo appunto che il nascente quarto anno non è scontato, questo perché nonostante sia continuato il supporto del mio amico Stefano con i suoi numerosi e preziosi post e di Lorenzo con la ri-pubblicazione delle sue poesie (me ne ha mandate anche un paio nuove), io invece sono tutt’altro che attivo. Scrivo poco e di malavoglia, non sono quasi mai ispirato! Anzi spesso ripetitivo e noioso, pare proprio che non abbia più nulla d’interessante da dire. Ma al di là delle considerazioni pessimistiche per ora andrò avanti, almeno fino ad anno nuovo, nella speranza che un nuovo inizio sia anche per me una spinta verso nuove idee da condividere con voi lettori. L’obiettivo è quello di tornare a divertirmi scambiando opinioni sul blog. E il post presente non è tutto negativo, anzi lo scrivo proprio per spronarmi a fare meglio. Vedremo presto se…il quattro vien da sé!!!

Intanto per chi fosse interessato a leggere o rileggere i precedenti compi-blog metto i rispettivi link: primo articolo del blog Mezze verità, grandi menzogne, primo compi-blog Anno 1 odissea nel blog, secondo compi-blog Anno due, il contatto.

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Attualità Politica ed economia

I conti in ordine (di Conte)!

 

Sembra che la prossima manovra finanziaria sarà nell’ordine di 35/37 miliardi di euro! Ora considerato che circa 27 miliardi di euro serviranno per disinnescare l’aumento dell’IVA (22 miliardi) e le spese indifferibili, è chiaro che con i restanti 10 miliardi il governo non sarà in grado di fare alcunché, soprattutto se questi soldi saranno ottenuti da nuove e alquanto creative tasse (sulle merendine o sulle bibite gassate piuttosto che sul contante). Certo, tutto ciò ha una logica: I CONTI IN ORDINE!

Perché ogni azione che faccia avvicinare il paese al virtuoso pareggio di bilancio, ebbene sarà un’azione verso il benessere diffuso e la stabilità sociale! O no?

Parliamo un attimo degli aumenti IVA, altrimenti chiamati clausole di salvaguardia. Ma chi o che cosa dovrebbero salvaguardare? Ma i conti in ordine di certo! Anzi, il progressivo convergere dell’Italia verso il pareggio di bilancio (articolo 81 della Costituzione) così come votato dal parlamento nell’estate 2012 (governo Monti).

Già il governo Berlusconi nel luglio 2011 aveva votato tramite decreto finalizzato proprio al raggiungimento del pareggio di bilancio delle imposte che avrebbero dovuto ridurre deduzioni e detrazioni fiscali. Ma l’Europa criticò molto queste intenzioni al punto che celere arrivò la letterina della BCE che fra le altre cose suggeriva di spostare tale tassazione dalle persone (deduzioni e detrazioni) alle cose (consumi): ecco così Tremonti stabilire il primo aumento dell’IVA dal 20 al 21%. Poi sarà Monti con il decreto Salva Italia ad introdurre prima l’IVA al 22% con futuro aumento al 23%. Sappiamo bene che grazie ai vari balletti di vari e avariati governi tale aumento è stato fino ad ora scongiurato! E certamente il governo Conte 2 non sarà da meno, visto come il nostro premier ha riesumato in varie interviste la litania dei “conti in ordine”, espressione massima della fede europeista!

Queste clausole sono inZomma state introdotte per decreto come garanzia richiesta dall’UE all’Italia per tenere i conti in ordine: paraggio di bilancio, riduzione del debito, tagli alla spesa. Perché il debito è peccato, la spesa è peggior vizio, il pareggio invece è segno di umiltà! Principi assai spirituali che gli italiani hanno vissuto in questi anni come il cilicio inferto dal fervente credente per purificare i suoi peccati. A niente sono valsi i nostri tentativi di liberarci da tale insopportabile castigo per sentirci di nuovo liberi di tornare a peccare. Essi, i puristi dei conti in ordine, tornano sempre più ligi di prima nell’applicare in maniera ferrea la bibbia dei predicatori liberisti.

E per chi, come me, vorrebbe tornare a peccare, a sognare lauti aumenti di stipendi per spendere e spandere senza più remore e desidera con convinzione un mondo di lascivia dove il posto fisso, una casa di proprietà, un materasso dove nascondere i propri soldi, una pensione che arrivi prima dell’ultimo respiro… invece che insopportabili privilegi di un volgo rozzo e meschino siano considerati sacrosanti diritti! Ebbene chi (come me) desidera tutto ciò si penta e torni sulla retta via.

Fortuna i padri (fondatori) che sanno sempre la cosa giusta. ESSI sanno, sanno sanno tanto e con fermezza e clemente saggezza portano tutti verso… mancano le parole, manca il fiato per definire cotanti vertici di elevata e luminosa virtù! Sono certo che riuscirete da soli nell’ardua impresa…

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Attualità Politica ed economia

Lotta al contante!

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Foto di <a href=”https://pixabay.com/

Pare che questo governo stia studiando un sistema per disincentivare l’utilizzo dei contanti, il metodo è del tutto simile a quello del bastone e della carota usato per convincere anche i muli ad andare nella direzione voluta dal padrone!

Dicono che per i cittadini consumatori si attiveranno detrazioni e deduzioni fiscali solo su acquisti fatti con moneta elettronica. Gli esercenti avranno invece una non meglio definita abolizione delle commissioni bancarie al di sotto di una certa soglia (5, 20, 25 euro?), ma andranno incontro a pesanti sanzioni se non adotteranno il POS! Chiaramente al di sopra di queste soglie le cifre verranno sistematicamente “commissionate” dai vari circuiti bancari, perché se una banconota da 50 o 100 euro che passa di tasca in tasca è soggetta alla sola usura del tempo che la sgualcisce (oltre alla temutissima inflaZZZione che però non è un problema dei nostri tempi deflattivi), un uguale importo elettronico che passa di pos in pos è invece soggetto all’usura della commissione bancaria (che in quanto servizio è sempre buona e giusta, anche quando è imposto).

Le motivazioni sarebbero, come al solito, la lotta all’evasione fiscale, alle mafie, alla corruZZZione, ecc., ecc., ecc. ma anche un certo aumento del gettito fiscale.

Riguardo alla prima motivazione, quella della lotta all’evasione in tutte le salse, mi chiedo: come mai aziende che hanno incassi milionari TOTALMENTE TRACCIABILI, come ad esempio Google o Amazon, vengono sanzionate pesantemente dal fisco (non solo in Italia, ma nei vari paesi europei) a causa della loro sistematica evasione fiscale? E il tutto poi si risolve con i soliti condoni irrisori rispetto alle cifre contestate! Tracciabilità = mancata evasione fiscale? Si, forse però solo per le fasce più deboli che pagheranno come al solito anche per quelli che hanno tutto e sono al di sopra della legge.

Riguardo all’aumento del gettito fiscale mi chiedo: ma in un paese come l’Italia, noto per avere la pressione fiscale più alta al mondo, non è forse demenziale studiare manovre finalizzate a rastrellare ulteriori risorse attraverso la compressione del reddito, cioè attraverso l’impoverimento dei cittadini? Tanto più assurdo poi se si pensa che ci sono chiari segnali a livello mondiale di una imminente recessione! Una botta al cerchio e una alla botte, un metodo che in particolare dal 2011 è stato tradotto con la frase “Vi aiuteremo ma PRIMA dobbiamo avere i CONTI IN ORDINE!” Che in pratica significa che prima ci danno una sonora bastonata per poi aiutarci a rialzarci mettendoci in posizione per ricevere la prossima batosta.

Ora sul Sole 24 ore si citava un sondaggio swg svoltosi nel mese di luglio su un campione di 1500 persone maggiorenni, il 58% dei quali avrebbero dichiarato di essere d’accordo con l’eliminazione del contante. Un risultato che personalmente mi lascia assai perplesso, non so come sia stato posto il quesito ma credo (e spero)che tale risultato non sia molto attendibile. Perché un conto è combattere l’evasione con tutti i mezzi, un altro conto è invece limitare la libertà personale dei cittadini con catene sempre più corte. Perché è così che ci stanno riducendo, presto la nostra libertà si concretizzerà nel poter scegliere tra la catena e la gabbia o viceversa!

Un progetto che personalmente considero eversivo perché incostituzionale e soprattutto incompatibile con la democrazia! Che democrazia mai si potrebbe reggere su forme coercitive chiaramente considerate superiori alla stessa libertà personale?

Mi rivolgo quindi ai nostri attuali legislatori, a quelli che cioè hanno la possibilità concreta di realizzare una legge finalizzata a reprimere l’uso del contante: ma l’avete mai letto Orwell? Perché se non l’avete ancora fatto vi consiglio di leggerlo con attenzione, una volta instaurata la dittatura del Grande fratello nessuno (neanche voi) potrà sfuggire alla sua morsa opprimente!

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Ridondanza fra natura e globalizzazione

Credo che possiamo tranquillamente affermare che la natura sia ridondante, cioè essa ha una sovrapproduzione di ogni cosa possa dirsi natura (semi, piante, organi, cellule, pollini, specie viventi…)! Tale principio in epoca globale può essere essenzialmente definito come “spreco”; in economia è uno spreco di soldi, in ecologia addirittura potrebbe essere considerato uno spreco di risorse e/o una forma di inquinamento volto a distruggere la natura stessa!

Ma se la natura preferisce essenzialmente un’ampia diffusione e soprattutto moltiplicazione di sé stessa, l’uomo odierno invece, pur essendo naturalmente diffuso in ogni parte del globo, preferisce forme intensive e super-concentrate di sviluppo: megalopoli, super-allevamenti, monoculture agricole, monopoli delle risorse, addirittura prevalenza del “pensiero unico” e del “modello sociale unico ed uniformante”! Ed anche una spinta rilevante verso la scomparsa delle culture in un mondo senza confini è sempre di più un dato di fatto.

Senza demonizzare la globalizzazione, possiamo forse affermare che essa sia perlomeno una presa di distanza dalla cosiddetta evoluzione naturale. Si passa da un modello di sviluppo estensivo dove l’abbondanza della diversità contraddistingue e protegge la vita, ad un modello intensivo, volto allo sfruttamento ed all’apparente sovrapproduzione. Dico apparente perché l’umanità sta esaurendo le risorse, non solo quelle naturali ma soprattutto quelle umane: in nome degli sprechi e delle virtù ogni eccesso va limitato! Efficientare, fare sacrifici, scontentare in nome di pseudo-principi superiori,… tutto ciò è la fucina di una società assai anti-umana! Un vero e proprio laboratorio volto alla concentrazione di TUTTO in NIENTE! L’antimateria della vita, magari sto esagerando un po’ lo ammetto, ma quanto disagio e quanta infelicità circonda le nostre vite.

Vorrei quindi concludere con un desiderio, che gli uomini riescano (di nuovo?) a organizzarsi ampliando i propri orizzonti e le proprie vedute, creando per esempio, una scuola “estensiva” per i ragazzi, fatta di tempi lunghi di assimilazione e non di travasi di sapere seguiti da statistiche e quiz di competenza. Oppure un sistema lavoro che valorizzi l’uomo, ogni uomo e non semplicemente sfrutti il lavoro come pura merce. O una sanità che curi la persona andando oltre la malattia, o un’economia che parli di risorse e non di debiti, o un’ecologia che vada oltre le analisi statistiche integrando l’uomo in ogni suo aspetto con il “sistema-natura”. Perché piaccia o non piaccia e all’interno della natura che l’uomo è collocato, anche gli aspetti sociali con le loro conseguenze si innalzano da queste fondamenta.

Non credo quindi che di possa tornare indietro, ad un mondo non connesso e con bisogni non impattanti sul sistema natura. Credo però che si possa andare avanti e ciò significa dare la precedenza a ciò che è bello oltre che utile, non aver mai paura di eccedere quando serve davvero allo state bene. La ridondanza come principio sociale e naturale al di là e al di sopra dell’utilitarismo ottuso e grigio della nostra epoca.

 

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Attualità

Mi faccio un tatuaggetto?

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Foto di Jugendtreff kom,ma da Pixabay

Nel post che segue Stefano esprime un suo parere sui tatuaggi. Io sinceramente non ho mai pensato alla questione, sicuramente non sono un tipo da tatuaggi, ma tengo solo a precisare che i motivi per cui uno decide di tatuarsi sono veramente tanti. Innanzitutto i tatuaggi hanno un’origine antichissima, credo addirittura che ne siano stati trovati alcuni su delle mummie! Poi riguardo ai motivi per cui venivano praticati ce ne sono fra i più disparati. Vicino a dove abito per esempio c’è il Santuario di Loreto dove addirittura fino a non troppi anni fa esistevano i “frati marcatori” che incidevano sulle braccia dei pellegrini dei segni devozionali. Questi tatuaggi nell’antichità servivano anche per distinguere la propria fede soprattutto nel periodo delle crociate, perché in caso di morte la gente voleva essere riconosciuta come cristiana e seppellita come tale. In epoche più recenti i tatuaggi venivano praticati nei lager nazisti ai deportati, essi venivano a tutti gli effetti identificati, anzi trasformati in un numero! Idem accadeva agli schiavi nelle epoche più antiche. E tanti altri innumerevoli esempi. Ma vi lascio al post di Stefano

Sarà per l’età che ho, che mi rende obsoleto, o per l’ideologia che mi sono costruito e che mi rende, molto moderatamente, integralista (lieve ossimoro!), io sono contrario ai tatuaggi! In estrema sintesi la mia ideologia al riguardo è questa: noi siamo esseri spirituali ed il nostro corpo è il nostro tempio.

Non si scarabocchiano i templi!

Nonostante l’età continuo a guardare le belle ragazze ed ormai, sempre più spesso, mi capita di vedere al mare bellissime donne completamente deturpate da tatuaggi di una invadenza mostruosa. Immagino che donne con la mia stessa sensibilità trovino mostruosi gli, altrettanto deturpati, fisici di prestanti uomini, ma io di uomini non mi intendo. Ma questo è un giudizio estetico e, si sa, de gustibus…

Cercherò quindi di andare un po’ più sul profondo. A parte che costano cari e che sono dolorosi da farsi, ma anche qui entriamo nelle scelte personali e che quindi non si discutono. Quelli sono eterni! Resteranno lì per tutta la vita!!! Da quello che so, cancellarli costa molto di più che farli, è molto più doloroso e comunque lasciano delle cicatrici estese, in pratica sei segnato per sempre, per cui se cambiassi idea? Se da settantenne o da ottantenne ti ritrovassi a vergognartene e magari per questo motivo, dovessi rinunciare ad andare al mare? O anche se quei simboli non ti piacessero più, se cambiassi idea al riguardo? Se una certa fede od ideologia tu la voglia esprimere attraverso degli abiti o delle acconciature, se cambi idea non c’è problema: ti cambi la maglietta della Juve con quella dell’Inter, o l’abito da monaco Buddhista con il Caftano islamico, ti tagli o ti fai ricrescere i capelli e… fatto! Ma un tatuaggio no! Quello resta.

Ma aldilà di questo, che cosa ti disegni sul corpo? Ho visto animali, personaggi dei cartoni animati, attori o cantanti famosi, personaggi storici, simboli politici, scritte, frasi celebri o no, scritte in lingue a me sconosciute e probabilmente anche al possessore, ma soprattutto simboli! Ma tu lo sai che messaggio veicoli? Una volta ho sentito due che parlavano dei rispettivi tatuaggi e che candidamente confessavano di non conoscere il significato dei simboli che indossavano… Lo sapete voi che i simboli sono un linguaggio? Un linguaggio che non parla alla vostra parte razionale, ma che parla direttamente al vostro subconscio, il quale contiene tutti gli archetipi della nostra specie. Lo sapevate? Guardatevi intorno, siamo letteralmente circondati dai simboli, in ogni Logo, in ogni banconota, in ogni bandiera o stemma… praticamente dappertutto! I pubblicitari lo sanno benissimo, gli psicologi lo sanno benissimo, i programmatori neuro-linguistici che ci parlano dalla televisione lo sanno benissimo! Secondo voi stanno tutti lì a perdere tempo? E voi tatuati, di quale messaggio subliminale siete testimonial?

Una mia amica si è tatuata il nome delle figlie sull’avambraccio… e vabbé ci può stare! A parte la mia contrarietà che ho spiegato inizialmente, almeno lei porta scritto addosso un amore veramente eterno. Ma di solito non è così, per lo più io vedo croci (che è comunque uno strumento di tortura e di morte!), croci capovolte (sataniche), vedo teschi, pentacoli capovolti, vedo volti paurosi ed altre amenità terrorizzanti varie… secondo voi che messaggi veicolano? Ma il massimo è stato quando ho visto lui, ed è stato lo spunto iniziale per invogliarmi a scrivere questo post: Il simbolo e la scritta completa della Harley Davidson!!!

Ma… ma è un marchio commerciale!!!

Va bene che uno si senta appartenente ad una idea, ad una fede, ad una tifoseria… va bene che ti piaccia quella moto lì, ma quello è un marchio commerciale, è una cosa inventata da qualcuno per fidelizzare una clientela e per guadagnare più soldi!!! E chi, come me, ha letto “No Logo” di Naomi Klein, sa bene di cosa parlo e dei danni che ha compiuto questo tipo di marketing.

Dunque riassumiamo, secondo me, chi ha una fede e pensa che il corpo verrà abbandonato, dopo questa vita, dalla nostra essenza, dovrebbe (sempre secondo me) considerare il corpo come una cosa sacra. Da tenere pulito, sano ed in ordine, per adempiere nel modo migliore lo scopo di questa vita terrena. Ma ancora di più da un ateo, che considera questo corpo come l’unica realtà esistente del proprio io… che razza di valore si auto attribuisce uno che non trova niente di meglio che stamparsi addosso un marchio commerciale?

Detto questo, continuerò a stimare le persone tatuate, poiché comunque trattasi di scelte personali e che, soprattutto, non ledono le libertà altrui. Forse ho solo spiegato perché io non mi farò mai un tatuaggetto! Se a qualcuno interessa…

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Miele dolce miele

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Vi avevo già parlato della mia nuova avventura nel mondo delle api (clicca QUI per leggere ) e nella foto sopra potete vedere il frutto dell’estenuante lavoro di questi laboriosi insetti. Io mi sono limitato a qualche controllo e poi finalmente, alla fine di luglio, insieme all’amico Gabriele che ho coinvolto convincendo anche lui ad acquistare qualche arnia, abbiamo proceduto alla raccolta dei melari e alla successiva smielatura dei telaini dove il miele era stato deposto dalle nostre api.

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Come potete vedere, nonostante una temperatura superiore ai 30 gradi, abbiamo indossato delle vere e proprie tute da astronauta! Questo perché per portare via il miele dalle nostre amiche api abbiamo scelto un metodo che a loro farà certamente poco piacere: sollevare uno ad uno i telaini contenente il miele, affumicare e spazzolare via delicatamente ma con rapidità le molte api ad esso attaccate. Ogni melario ha 9 telaini e in tutto abbiamo lavorato su 6 arnie e 9 melari, è stato un lavoro abbastanza impegnativo, ne siamo usciti letteralmente spremuti come limoni visto la terribile sudata che ci siamo fatti dentro quelle tute!

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Ed ecco qui sopra i melari accatastati contenenti i telaini di miele. Ora questi telaini contenente miele “maturo”, cioè con un contenuto di umidità inferiore al 17%, vengono opercolati dalle api. In parole semplici quando ogni singola celletta è piena di miele le api la chiudono con un cupolino di cera (opercolo).

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Come potete vedere prima di essere inseriti nello smielatore, tramite un’apposita forchetta ( o idoneo coltello) si procede alla disopercolatura, necessaria per far uscire tutto il miele dai favi.

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Gli opercoli sono preziosi perché oltre a contenere del miele essi sono di cera purissima. Per questo motivo vengono raccolti in un banco di disopercolatura dove il miele continuerà a gocciolare e ad essere filtrato, dopodiché tutta la cera rimasta verrà raccolta e fusa in blocchi da portare in cereria. Pensate che se un barattolo di un kg di miele ha un costo medio di 10 euro, un kg di cera può arrivare a 18-20 euro. E all’apicoltore ogni anno servono nuovi fogli cerei da inserire negli alveari.

Ed ecco finalmente lo smielatore al lavoro, quello che vedete (non è nostro ma di un apicoltore che ci ha gentilmente permesso di utilizzare la sua attrezzatura) centrifuga 20 telaini alla volta. Con pazienza, dopo vari giri, il miele si raccoglie sul fondo e con un rubinetto e un secchio-contenitore per alimenti si versa di volta in volta il miele in un maturatore in acciaio dotato di un filtro meccanico (lo potete vedere dietro il banco di disopercolazione). Qui il miele deve maturare alcuni giorni. Questo termine è in realtà inappropriato, perché il miele è già maturo e pronto all’uso. Ma è necessario lasciarlo riposare affinché le impurità che il filtro non è riuscito a fermare (bollicine d’aria, particelle di cera o magari una zampetta d’ape), vengano in superficie e possano essere tolte prima dell’invasettatura.

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Su complessive sei arnie abbiamo raccolto 120 kg di ottimo miele, formato da una miscela di fioriture plurime e da melata, un risultato eccellente per vari motivi. In primis perché è stata un’annata anomala, praticamente il mese di maggio ha piovuto sempre e la raccolta è iniziata a giugno quando già le fioriture diminuiscono drasticamente. Inoltre noi abbiamo comperato dei “nuclei”, cioè delle famiglie d’api che erano state già divise e quindi con un numero ridotto rispetto ad una famiglia forte (con oltre 50000 api). Una mia arnia è addirittura sciamata e una di Gabriele per vari motivi non è riuscita a salire a melario limitando la produzione di miele a quelle restanti.

Siamo quindi soddisfattissimi di questa piccola produzione per autoconsumo (ma non mancheremo di regalare e far assaggiare ad amici e parenti), i miei figli hanno addirittura iniziato a scrivere alcune etichette  battezzandolo “Miele millefiori dell’Acquasanta”, perché il nostro piccolo orto è situato vicino ad un fosso dove scorre sempre acqua pulita e così è stata chiamata questa località (Acquasanta appunto).

Ma il difficile viene in realtà proprio ora, preparare le api per l’inverno, eseguire i gusti trattamenti contro la Varroa, un terribile acaro che è in grado di decimarle e controllare il loro stato di salute. Vedermo poi a marzo come è andata.

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Sulla natura dell’uomo, parte seconda (la vendetta!)

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Pubblico sotto il seguito del post Sulla natura dell’uomo scritto sempre da Stefano. Lascio a voi ogni commento a riguardo delle tematiche affrontate

Riguardo al post precedente, ho ricevuto critiche sul fatto che: che noi siamo stati creati da un Dio, o dagli Alieni, o da nessuno di tutti questi… poco conta e che l’importante è vivere questa vita nel migliore dei modi possibile.

Io dissento da questa visione e mi spiego perché: volenti o nolenti, questi libri antichi hanno condizionato nel bene o nel male tutta la nostra esistenza in tutta la storia conosciuta. Fanno parte della cultura di tutti i popoli e noi adesso non saremmo a parlarne qui se non fossero così importanti.

L’Elohim di nome Yahweh era un “Dio” feroce, sanguinario e vendicativo che per difendere il suo territorio, tra l’altro abbastanza modesto rispetto a quelli posseduti da altri Elohim/Dei, come fanno tutti i dittatori, faceva vivere bene il suo “popolo eletto”, purché fossero disponibili a massacrare nelle guerre tutti gli altri, parenti compresi. Aveva scritto le sue brave leggi… alcune anche condivisibili, ma altre palesemente finalizzate al mantenimento del potere: “Non avrai altro Dio all’infuori di me” tradotto: non avrai altro Elohim fuori di Yahweh! “Non desiderare la donna d’altri” e perché non l’uomo d’altri? Era un pizzichino maschilista?… “Non fornicare”… e perché? Se sono due adulti e consenzienti? O sarà perché, una volta castrati in questa pulsione naturale, gli esseri umani sono più facilmente manipolabili? Eccetera.

Inoltre aveva anche dato una indicazione precisa sul come rapportarsi rispetto alla moneta: ”Voi non contrarrete debiti, ma anzi sarete voi a prestare il denaro ad interessi, poiché chi contrae un debito è schiavo ed il creditore è il suo padrone!”

Non vi ricorda qualcosa di come funziona la finanza attuale?

Il buon Cristo, che non era stupido per niente, aveva preso a bastonate i cambiavalute nel Tempio, e cioè gli speculatori finanziari di allora… i parassiti! Non certo i mercanti, come è stato volutamente frainteso dalla casta sacerdotale poi. Maometto, successivamente, che anche lui non era uno sciocco, ha inserito nel Corano la norma inderogabile che non si può prestare ad interesse. E questa legge è ancora rispettata, infatti la finanza islamica e le banche nei paesi arabi non possono prestare ad interesse. Non lo sapevate eh?

Non sarà anche per questo che i mussulmani vengono dipinti come rozzi e terroristi?

Ma a parte questo, vorrei tornare al post precedente. Abbiamo visto che questi strani esseri chiamati uomini non possono in nessun modo sopravvivere se non supportati da una comunità e da un forte impatto antropizzante dell’ambiente. Per cui, volenti o nolenti, siamo costretti a collaborare! Aldilà delle considerazioni morali che si possono fare (e che io condivido,) è meglio avere solidarietà che indifferenza, è meglio collaborare che competere… è meglio avere amici che nemici! Semplicemente per la pura sopravvivenza!

Per cui il nuovo paradigma economico che primeggia oggi è antiumano! Il neoliberismo che considera il nuovo “Dio Mercato” che tutto regola e tutto decide. Ha deciso che l’uomo deve competere e non collaborare, ma nella competizione uno vince e l’altro perde. Il, per qualsiasi motivo, debole, perde o muore e… chissenefrega! Colpa sua!!!

Questo è lo schema del potere che si perpetua e si rinnova nel tempo, ma che affonda le sue radici nella storia e nella natura dell’uomo. Di come è nato l’uomo. E Bibbia ed altri libri “sacri” ce lo raccontano.

L’importante è non farli tradurre dai teologi!

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Repetita juvant (sulla natura della moneta)!

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Foto da pixabay

L’argomento di cui parla Stefano nel post sotto è sulla “natura della moneta”! E già immagino che ci sarà chi parlera atterrito delle nefaste conseguenze di quelli che vorrebbero stampare monete per gettarle dalla finestra o meglio dagli elicotteri: iperinflazione e carriole di monete per andare a fare la spesa sarebbero il minimo che potrebbe accadere!

Ma in realtà di altro non trattasi che della possibilità di ogni stato che voglia dirsi veramente sovrano di “battere moneta”, un sistema che permetterebbe di finanziare investimenti pubblici NON GRAVATI DA DEBITI! Questa è (o dovrebbe essere) UNA (quindi non la sola) delle possibili forme di finanzaimento della spesa pubblica, insieme per esempio alle tasse o all’emissione di titoli di debito pubblico; invece già a partire dai primi anni 80, in Italia e più in generale in Europa, con l’indipendenza delle banche centrali si è arrivati a concepire regole a livello europeo che PROIBISCONO questa forma di finanziamento pubblico, cioè in poche parole ABOLISCONO la sovranità monetaria degli stati! Che oggi sono appunto sovrani (Commissione europea permettendo) solo nel mettere le tasse, applicare tagli devastanti alla spesa pubblica ed emettere titoli di stato gravati da interessi e sottoposti al ricatto dei mercati (altrimenti detto sPRRRRead)!!!

E qui, dopo aver evidenziato i contro della dipendenza dal Mercato, torniamo ai pro, cioè a ciò da cui il Mercato e la moneta unica ci avrebbe difeso: dall’inflaZione a due (meglio a tre) cifre che negli anni 70 danneggiava la vedova e l’orfano, per non parlare delle carriole che sarebbero servite per andare a fare la spesa se ancora avessimo avuto l’insignificante liretta!

In realtà, come abbiamo già accennato nel post Mini bot-ti di capodanno! , Draghi attraverso il QE ha attuato un finanziamento su base monetaria degli Stati, proprio al fine di calmierare i Mercati e i cosiddetti SPRRRead, che nel giro di poco avrebbero portato alla disgregazione della moneta unica e dell’UE! Inoltre ha fortemente SVALUTATO l’euro nel tentativo di sostenere l’inflazione e l’export europeo.

E se i Mercati sono tanto cattivi non è certo solo per l’incapacità degli italiani o degli spagnoli o dei greci di “fare le riforme”, anzi bisogna dire che proprio noi (italiani) di riforme siamo campioni! Ma allora? Allora c’è qualcosa che non funziona in un sistema che non permette agli stati di creare valore, cioè in una parola di generare crescita nell’economia reale!  Questo perché sono troppe le differenza delle economie all’interno dell’UE e insanabili sono gli squilibri con una moneta unica e al contempo “diversa” per tutti. Soprattutto quando si propone come SOLUZIONE al fine di AGGIUSTARE le differenze di competitività create dall’euro fra gli stati (moneta debole, cioè svalutata per i paesi del nord Europa, ma forte cioè sopravvalutata per i paesi del sud Europa)  di SVALUTARE IL LAVORO, cioè precarizzarlo con la flessibilità, aumentando al contempo la disoccupazione! Quindi ben venga il ripristino della sovranità monetaria come possibilità di battere moneta, una delle possibili forme di finanzaimento della spesa pubblica. Ma ciò servirà se e solo se ogni stato potrà tornare ad una propria valuta, conforme ai fondamentali della propria economia. Ma vi lascio al post di Stefano…

Forse questo post non servirà ai più tra quelli che leggono qui, forse mi troverò a ripetere concetti stranoti, ma forse dirlo ogni volta con modalità diverse può essere utile alla comprensione e comunque, come si dice, repetita juvant!

Il grande inganno della moneta.

Ci fanno credere che la moneta sia scarsa e per questo non si possono fare le cose: a distanza di 10 anni l’Aquila non può essere ricostruita, non ci sono i soldi per la sanità, per la scuola, per garantire a tutti una occupazione, per abbassare le tasse eccetera, eccetera…

Nasciamo con un debito procapite di 30/40 mila euri… siamo tutti debitori! Anche a scuola c’è stata la “finanziarizzazione concettuale”: non si studia più per il nostro futuro o perché ci piace… No! Si studia per avere più crediti o per saldare qualche debito formativo!

Ma se ci sono tutti questi debitori… chi sono i creditori?

Per esempio l’Aquila: mancano i mattoni, il cemento, l’inerte ed i ferri da carpenteria? Non mi risulta! Ci sono migliaia di aziende in Italia che non aspettano altro che di produrli. Mancano i muratori e gli operai? Con la disoccupazione che c’è? Mancano i geometri e gli architetti? Va beh… a parte che a molti di loro, prima, li manderei a fare una decina di anni i muratori, così imparerebbero qualcosa invece di “creare” architetture improbabili, però la risposta è quella di sopra! E allora che cosa manca? Ah… i soldi!

Peccato che l’unica cosa che non può proprio mancare mai sono i soldi. E mi spiego…

I soldi sono nati come merce di scambio per facilitare il commercio, ma sono una merce fittizia, non hanno un valore in sé. Se vi trovate in mezzo ad un deserto, a piedi, senz’acqua, ma con un milione di euri in tasca… morite lo stesso! Con quella cifra avreste potuto dissetare una nazione intera, ma ci voleva l’acqua… ed i soldi non la creano l’acqua. All’inizio i soldi rappresentavano una quantità di oro che, per quanto sia un bel metallo, è abbastanza inutile nella vita di tutti i giorni, comunque qualcosa di tangibile è! Ma ora no! E’ dal 1944 con gli accordi di Bretton Woods che i soldi non sono più convertibili in oro. Per cui le banconote, o meglio, le cifre che girano nei computer… S I C R E A N O D A L N U L L A !!!!!!!!!

La BCE le crea dal nulla! La Federal Reserve le crea dal nulla, tutte le banche centrali e tutte le Banche private le creano dal nulla!

Davvero voi pensate che quando accendete un mutuo la vostra Banca deve aspettare di accumulare, dai depositi, la cifra che vi darà? Studiatevi cos’è la riserva frazionaria!

Per cui i soldi non possono mai mancare! Ve lo possono far credere… questo sì!

La BCE ce li può dare col contagocce e gravati da interessi… questo sì!

Ma uno Stato normale, e per normale intendo uno Stato che vuole il bene dei suoi cittadini, ha il potere di emettere tutta la moneta che serve. Quella che effettivamente serve! Né di più, poiché creerebbe inflazione, che poi alla fine non sarebbe un gran danno, visto che nella sua massima espansione economica l’Italia aveva un tasso d’inflazione a due cifre. Né tantomeno di meno… perché significa ammazzare l’economia, significa tagliare stipendi, posti di lavoro e renderci tutti più poveri e ricattabili.

Renderci tutti un po’ più schiavi, sempre di più. Ed è questo quello che vogliono!

Come dice il caro Valerio Malvezzi: non c’è nessuna crisi economica, ma solo un deliberato e scellerato cambio di paradigma economico per spostare la ricchezza dal basso verso l’alto.