Il cielo è di tutti

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<a href="http://Foto di Georg Schober da Pixabay“>Il Cielo

Qualcuno che la sa lunga

mi spieghi questo mistero:

il cielo è di tutti gli occhi,

di ogni occhio è il cielo intero.

E’ mio, quando lo guardo.

E’ del vecchio, del bambino,

del re, dell’ortolano,

del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero

che non ne sia il padrone.

Il coniglio spaurito

ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,

ed ogni occhio, se vuole,

si prende la luna intera,

le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa

e non manca mai niente:

chi guarda il cielo per ultimo

non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,

in prosa o in versetti,

perché il cielo è uno solo

e la terra è tutta a pezzetti.

G. Rodari
C’è altro da aggiungere? A me non sembra. Gianni Rodari riesce sempre a dire molto e a dire ai bambini come agli adulti. A noi non resta che provare a guardare per vedere e ad ascoltare per sentire… allora si che non avremmo più bisogno di “prosa o versetti” per spiegare il mondo in cui viviamo!

A mio figlio

 

Testo di Stefano…

Ti auguro di realizzare a pieno lo scopo per cui sei venuto al mondo

Ma se questo scopo non c’è allora ti auguro:

Che tu abbia sempre lo sguardo limpido, ma che sappia guardare attraverso lo sguardo degli altri

Che tu sappia donare, ma senza aspettare la ricompensa, anche fosse solo la gratitudine

Che tu sappia gioire delle gioie delle persone care, ma anche di chi non lo è

Che tu sappia difendere i tuoi diritti, ma senza prevaricare quelli altrui

Che tu sappia difenderti dalle offese, ma senza offendere

Che tu sappia farti gli affari tuoi, tranne quando vorrai aiutare gli altri

Che tu sia sempre leale, anche coi nemici

Che tu abbia rispetto per chiunque e per tutto e che tu lo ottenga sempre

Che tu sia sempre pieno di dubbi, ma che alla fine tu sappia sempre trovare la tua via

Che tu sia sempre aperto ad ascoltare chiunque, ma che poi decida da solo

Che tu non ti lasci convincere da chi ti propone dogmi e certezze

Che tu sappia riconoscere sempre chi ti è davvero amico

Che tu sappia riconoscere dagli occhi la compagna della tua vita

Che tu sappia cercare il piacere, ma senza limitarlo ad alcuno, anzi, condividendolo con chi ami

Che tu abbia sempre un cuore puro, senza odio, astio o rancore

Che tu sappia trovare sempre le parole per non ferire, anche se dovrai dire cose spiacevoli

Che tu abbia sempre un buon motivo per affrontare ogni addio

Anche alla vita, perché tu non ne soffra troppo,

Perché tu sia sempre felice, perché io ti amo figlio mio.

Il Tuo Babbo

La lettera-poesia è del mio amico Stefano. Lo ringrazio per averla voluta condividere. Del resto, come ogni cosa che viene dal cuore, è intima si, ma al contempo è un dono: un dono dell’Amore! Affinché ogni figlio non si senta mai solo.

Il vento

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Poesie di Lorenzo

Vento

quale mira nasconde

il tuo soffio di vita?

Quale mente lucida

ti spinge verso terre acri?

Gioia di passeri in cielo,

letizia di fiori sbocciati,

sollievo di rami

velati da un’ombra di stanchezza.

Spazzi via quel velo

 che ci avvolgeva in sonno acerbo.

Volgo lo sguardo in cielo

e una nube nera

si allontana sospinta

per poi calare quieta

come la sera.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI!

 

Danzare con la vita

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Cado spesso  nel non-senso,

tutto mi sfugge ed io lì ad osservare

senza sapere cosa,

a danzare col pensiero

a sperare l’oltre

per cogliere la dolcezza della vita

nel movimento mistico delle stelle

infinitamente lontane e lucenti.

Le ho da sempre nel cuore

quelle stelle e quella luna,

quella luce solare

che ravviva il mio fuoco interiore

e nessun vento può soffocarlo o placarlo.

Brucio nel suo dolore e nella sua gioia,

la gioia della divinità Assoluta e Solare,

la gioia di fare chiarezza nella mia esistenza,

nel mio incedere a tentoni

senza sapere dove e quando andare.

Immobile

è il mio stato cosciente Assoluto e Divino,

immobile come la volta celeste,

come ciò che sostiene la vita da sempre,

come l’abisso infinito che sta al di sotto di noi

e dentro di noi.

Incute timore guardarsi dentro,

spaventa cadere

dentro l’intrigo del proprio sé,

districarsi dal molteplice

del proprio essere fisico ed esteriore,

rivolgersi all’unità

come inconcepibile immobilità in sé

e tutt’intorno a sé,

senza tempo che la vari o la frammenti.

Unità è l’idea dell’Essere

come divinità suprema,

l’Uno come forma perfetta

di tutto e di tutti,

nell’infinità di vita

che forma e trasforma il reale

plasmandolo nel ricettacolo dei secoli.

*Poesia già pubblicata in due parti QUIQUI .

 

Ci sta aspettando!

Chiesa luce

Attende tutti

e prepara ad ognuno

un giaciglio accogliente

nel suo Regno.

Lui è l’Eterno,

e ciò che ci promette

è senza fine.

Lui è amore,

e mai potrà abbandonarci.

Ma tutto ciò sembra non arrivare mai.

Perché?

Perché il finito, l’effimero, l’illusorio,

prevale sul Tutto?

Perché ciò che è un istante,

sembra non avere mai fine?

Perché anche i secondi, nella sofferenza,

sono attimi senza tempo?

Eppure c’è una mancanza nei nostri cuori

che non può essere causata dal Nulla.

Deve essere già qui,

di fronte, addirittura in noi.

Solo l’amore può aprirci gli occhi

e farci respirare, per un attimo

l’Eterno.

Felice per te

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Sai quando sono triste?

Quando ti sento vicina

ma tu sei lontana

Quando guardando un’altra donna

vedo te

Quando capisco che la mia felicità

non potrà mai essere una con la tua

E’ allora che sono triste

e tu non potrai mai vedere

il mio volto desolato,

ne sentire

il gusto amaro delle lacrime

che avvelena il mio cuore,

perché tu

come un raggio di sole

fai tornare il sereno

nei miei occhi azzurri

e guardandoli

puoi sentirti piena di me

del mio amore

nell’istante di uno sguardo.

Riflessioni su l’I Ching, il libro dei mutamenti!

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Difficile strada! Difficile strada!

Fra tanti tralci, quale tenere?

Nel gran vento, tra le onde sconvolte

quando tempo sarà

alzerò la mia vela diritta alle nubi

passerò al vasto mare.


 

Nascondo il pianto

è inutile fare domande.

Nel mondo cosa è sicuro?

Mi accora in quest’addio

il giorno di ieri

che non si poteva fermare.

Mi turba il cuore nell’addio

il giorno di oggi

che troppo fa male.

*Tratte dal’I Ching, il libro dei mutamenti

Jung, il celebre psicanalista, studiò il testo antichissimo dell’ I Ching formulando poi la teoria della sincroniticità! Affermò che “tutto ciò che accade in un dato momento è conseguenza dell’intera situazione universale che prevale in quel momento stesso!” L‘I Ching è un libro “cosmico”, che racchiude in sé la verità delle cose e rende possibile a chi lo consulta individuare la situazione sincronica in cui si trova! Meccanismi sincronici e non causali, cioè meccanismi legati al piano spirituale e non a quello materiale. Un’intuizione, un atto d’intelligenza sono forse fenomeni di sincroniticità? Sono cioè doni che attingono al mondo sottile dell’immateriale portandoli nella nostra dimensione materiale? Forse lì, in questi mondi sottili, sta l’origine delle cause materiali, ciò che fa muovere il mondo fisico caricandolo di energia. Energia che ha qui effetti positivi o negativi e forse l’utilità dell’I Ching e dei suoi esagrammi e saperci indicare il punto sincronico in cui si colloca la nostra vita. Aiutarci quindi a intuire, a dirigerci verso una direzione per sbrogliare una situazione complicata e difficile. Un libro quindi che racchiude l’intera vita, costruito con una saggezza millenaria in grado di vedere le infinite combinazioni del destino!

Pietà

onda luna

Poesie di Lorenzo

Nella mite brezza

dell’aurora,

nella sovrana luna

cinta da un gioco stellare,

nel vertice del monte

ove s’inquadra una frivole vita,

nella rosa

assetata di sole

in ogni incanto

trovo la tua nuda speranza

pietà.

M’hai ferito

e non ho altro che la tua visione:

nelle mani prodigio dell’uomo,

nell’impotenza di ringraziare,

nelle silenziose sofferenze,

nel sogno d’eterna giovinezza.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI!

Tutti in collegio!

Il “collegio” è quello dei docenti, che dovrebbe essere un virtuoso luogo di decisioni collegiali e democratiche. Ma non sempre avviene! Comunque la filastrocca in questione è stata scritta almeno 20 anni fa e ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale. Diciamo che il tempo passa ma i capi o le cape poco cambiano nella sostanza (salvo rare eccezioni)!

Collegio dei docenti

posto dove la capa parla

e nessuno ci capisce niente

e ti senti morire

dalla noia,

e vorresti dormire

per non svenire

ma invece sei costretto a sentire

senza capire una parola

di questa inutile sQuola!

Se si sente un bisbiglio

succede subito uno scompiglio

perché la capa

che si sente frustrata

non può sopportare

chi non vuole ascoltare

e se s’inc@zz@

gli insegnanti strapazza:

<<Io di voi mi meraviglio>> – dice schifita – <<Se buonini non sapete restare, io il collegio dovrò aggiornare!>>.

Poi un fiume di parole, su parole,

su parole e ancora parole…

perché questo è il suo pregio

indormire il collegio.

Poi le proposte libere

fatte al collegio,

questo è un altro suo pregio,

che se non le vuoi votare

le devi comunque accettare

con imminenza

se no perde la pazienza

e ricomincia a parlare

perché ti vuole torturare

e con lo sfinimento

farti accettare il cambiamento.

Con la mente c’è chi evade

ma una densa nebbia ti pervade

e ti entra nel cuore,

e ti trasmette grigiore,

un magò che non se pò capì

a meno che non sei lì!

Oh che giorno bigio,

fuori c’è il sole

ma qui non arriva il suo calore

e quando parla dell’agio

ti senti ancora più a disagio

e per farci sentire importanti

i lavori che ci propone sono tanti:

bidello, assistente bidello, assistente cuoco,

baby sitter, appendi lavagne, sistematore di veneziane,

urlatore con ste bestie de fioli, scudiero della capa,

servo della gleba con la personalità di un’ameba.

Certo che quando Marx parlava

di alienazione del proletariato,

ancora non aveva conosciuto

chi in questa scuola ha insegnato,

povere maestre senza quattrini

ma con tanti problemini

con i genitori, i bambini

e i dirigenti superbi e un po’ sciocchini.

Oh San Giovanni Battista de La Salle

protettore degli insegnanti

facce anda’ via

se no doma’ chi se ripia!!!