Ombre della mente

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Lascio

le mie impronte sulla roccia

per la fatica di avanzare

il freddo penetra nel mio cuore

che sente ciò che mi sostiene

in uno stato di dolore.

Sono un uomo appartenente

ad un popolo di morti

morti dentro

spenti dai sogni della mente

che incoscienti ricercano rimedi

per non svegliarsi mai più.

Apparteniamo all’Eternità,

eppure non ricordo

di essere mai stato

così schiavo del mondo

di aver visto tanta rassegnazione

intorno a me

gente disperata aggrapparsi

all’illusione del domani.

Come ombre mi attraversano

questi uomini fatti di niente,

ed io come loro

fra di loro

ombra della mente

non riesco a sollevarmi

dalla terra

per guardare una sola volta

in faccia a me stesso.

Risveglio II

terra

Palpitante musica celeste

dentro un grembo

sogni colorati

di una vita che nasce.

Chissà se c’è continuità

tra quei sogni

e questo mio esistere?

Rassicurato

dai battiti ovattati

di un amore materno

ho vissuto in un oasi

di felicità.

Ma il grembo

che circonda questa vita

è ora troppo grande

non vedo i suoi confini

né sento il calore

delle sue pareti

avvolgere le mie membra.

C’è troppo spazio per sognare

c’è troppo spazio

per vedere una mèta,

il mio sguardo si perde nell’ignoto

di questa vita sconfinata,

solo anch’io,

come i miei fratelli

dispersi nell’esistenza,

con il cuore stretto dalla speranza

che la grande Madre

un giorno torni ad abbracciarci

ed a farci sentire

il calore del suo grembo.

Poesia già pubblicata QUI.

 

In attesa dell’alba

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Sei come il mare in tempesta

che inquieta il mio cuore

con la sua forza.

Sei come il mare in agosto

che rispecchia il sole

con la sua immensità.

Sei profonda come il mare

e forse non potrò mai arrivare

al fondo del tuo cuore.

Con un tuffo ho provato a raggiungerti,

mi sono immerso nella tua bellezza

ho intravisto tesori preziosi…

Ma in questa immensità

non ho trovato isole per respirare insieme,

in questa immensità

ho rischiato d’annegare il mio amore

come il sole al tramonto

inghiottito dal mare

in attesa dell’alba.

Meditazioni

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Poesie di Lorenzo

Odi

il canto invisibile del vento;

ora, ecco

due figure stagliarsi sul cielo della notte.

Noi, solo una pallida luce.

Quanta ricchezza

in uno sguardo verso il cielo.

No, esiste l’Eterno

lo sento così come

la forza nuda del vento

le minacce della notte

lo sguardo concesso

dall’immenso cielo.

Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI.

 

Fragile

Vetro

La vita ti cammina addosso

e ti accorgi

di essere fragile come vetro.

L’esistenza

ti entra nella coscienza

ubriaca annebbiandoti

finché non senti

incrinare i sentimenti

la paura che controlli

il fingere di non sapere dove cammini

un abisso di nulla

oscurità

l’unica luce sono i tuoi occhi

non puoi vedere oltre

la luce dei tuoi occhi

e la coscienza di essere fragile.

* La poesia è già stata pubblicata QUI e all’interno del post Illusione permanente

Il cuore ci comunica

Chiesa luce

Il cuore

ogni tanto

ci comunica

improvvisi bagliori

d’anima,

soffocata

a volte disperata

inespressa

perché i sogni

che costruiscono

questa vita

c’impediscono d’amare,

di liberarci dalle catene

del dubbio e della paura.

E’ una luce d’amore

immensa e sincera

che imprigioniamo,

senza guardarci

mai in faccia

neghiamo noi stessi

e incateniamo la vita

con crudeli illusioni.

Ma il cuore

ogni tanto

ci comunica,

d’incanto ci apre

un’alba luminosa

dipinta di mille colori

illumina il buio

per farci assaporare

la libertà

d’essere noi stessi

in mezzo al mondo

degli uomini

dalle infinite immagini

cangianti

e con semplicità

ci riempie

d’infinita accettazione.

La fonte

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Poesie di Lorenzo

Senti

questo silenzio di cime mai svelate

ove solo il vento è padrone.

Il vento e quei fruscii

di un abisso profondo.

E ogni passo infrange

questo muro

ove l’illusione è un ricordo

portato lontano dal mare.

E su tutto, l’urlo straziato del vento.

Mi diverto in questa gara

col tempo,

già perduta, o chissà…?

Gli occhi non saranno mai

sazi di quell’acqua.

Aspettami fonte della vita

aspetta che mi crescano le ali.

Non mutare

il tuo azzurro riflesso

in quest’acqua nera.

 Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI.

Sapere che ci sei

mondo

Coscienza

implica sempre

sapere che ci sei.

Il sapere di una mancanza.

Il sentire una presenza.

Il guardarti in faccia

senza vederti

piangere.

La poesia è già stata pubblicata QUI. E il tema è sempre e comunque quello della fede, declinata nelle mille sfumature della vita. Perché come mi ha ricordato alcuni giorni fa il mio amico Andrea, il credente è colui che crede che l’impossibile diventi reale e che il reale sia l’impossibile. Oscar Wilde affermava che gli uomini crederanno sempre nell’impossibile, ma mai nell’improbabile. Perché l’improbabile riguarda la ragionevolezza, l’impossibile invece riguarda il cuore che con il supporto della ragione ci proietta oltre il nulla che sembra circondare le nostre esistenze. Nel Vangelo di Luca è lo stesso Gesù a parlare della fede, sempre umanamente fragile, riferendosi a Pietro: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli».

Del resto cosa potremma mai fare da soli? Come potremmo, anche per un solo istante, tenere insieme le miriadi di atomi che ci compongono?

Io ho pregato per te… quando il nulla riemerge sembra esserci pronta una mano ad afferrarci nel vuoto! Peccato che per noi sia così difficile vedere…