Gabbiano sulle acque

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Poesie di Lorenzo – foto da internet

Da questo

sperone di scoglio

ti vedo

gabbiano

galleggiare sulle acque della tempesta

con animo

di fede divina

salire sulla cresta dell’onda

a scorgere bagliori

di un lontano orizzonte;

poi scendere

nel fondo cupo dell’onda

ma sereno

affidarti al gioco dei flutti!

Maestro di vita

concedimi la sua forza

e la tua fede

per sorridere gioioso

ai venti della tormenta.

Insinuami

il segreto

di affidarsi

ed abbandonarsi

con sorriso di pargolo

al fiume della vita.

*Poesia di Lorenzo

 

Al di sopra del buio

fiori farfalle

Cerchiamo, cerchiamo,

in questa valle oscura

dove sia l’inizio

che anima il mondo,

quali siano le vette

che sovrastano le nubi.

Il coraggio di essere umili

di fronte alla montagna

e sulla cima una croce fatta di luce,

bagliori di verità davanti agli occhi

degli abitatori della valle.

Un cammino fatto di rinunce

come petali che si staccano dal centro

e il dolore sembra riportarci alla terra

a noi che appartenemmo alle stelle.

Ma basta uno spiraglio

affinché la luce torni a viaggiare

oltre l’oscurità,

oltre la corazza

fatta d’orgoglio e di illusioni,

in un’espansione senza limiti…

Perché niente può spegnere

il fuoco sacro che ci pervade

e sbocceranno miriadi di fiori,

e nasceranno bellissime farfalle,

per succhiare il nettare della vita

alla sua fonte.

Un giorno sarà…

Insolita occasione

di parlare un po’

fra noi.

Confidarsi perché ci fidiamo,

aprirsi perché si ha bisogno

sempre

di parlare di sé stessi

a qualcuno che ti ascolta.

Dimostrare di capire

sintonia affine di anime oppresse

dalla solitudine del mondo.

Sollevami in alto

fammi vedere oltre

c’è luce

indistinta vita

gioia irraggiungibile.

Forse un giorno sarà…

Il domani non è ancora

ma non lo possiamo fermare.

Un grido

Dante e Virgilio

Poesie di Lorenzo – Dante e Virgilio entrano nella foresta – Illustrazione di William Blake della Divina Commedia – Fonte Wikipedia

Dove sei verità?

Non so più

dove trovarti.

Vago

tra le ombre

che mi costruisco

e non ho

neanche il sogno di te.

Che cosa è successo?

Non trovo in me

neanche una briciola di vero.

Non lasciarmi

mio Sole

fa che io

veda veramente

questo nero,

così da

rifuggirgli

come da mostri orrendi.

Non lasciarmi

morire

come un’ombra;

fammi sentire

antichi sapori

e dammi la forza

di non distrarmi.

Accogli

questo grido.

Ora

non ho più niente.

*Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI!

 

Quel serpente…

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* La Tentazione e la Caduta di Eva, di William Blake 

 

…che è in me!

Striscia, parla, si nasconde nelle fronde della mia mente. Nel mito mai è stato “fuori”, sull’Albero, essere o animale fra gli animali del Giardino! E’ sempre stato in noi il Peccato come frutto della Ragione, come opposizione all’Essere che è Vita, come baratro senza fine ed eterna solitudine. Franare nel proprio stesso io, morire e frantumarsi in infinite morti senza mai diventare Nulla assoluto, un’esistenza senza Essere o  essere un non-Nulla! Mai più il Nulla, scintille, spirali, frammenti ma pur sempre essere un non-Nulla grazie a Lui!

Affidarsi all’Essere, atto di fede in quel principio luminoso che è sostanza della stessa ragione, ciò è l’inizio della Vita. Essere un non-Nulla, lontano da ogni fondamento che non sia Dio, è scegliere di morire in sé stessi nell’Eterna solitudine della ragione umana, ricolma di superbia e di falsità. Ne cogliamo i suoi frutti in ogni forma di potere sulla terra, si manifesta in ogni gesto e manifestazione della ragione separata dalla fede, essa ci divinizza ma crea al contempo un infinito vuoto di dolore e irrazionalità. Affidarsi alla grazia, al fatto che Dio segue in ogni dove, sostiene le sue creature pur allontanandole da sé a causa della disobbedienza della ragione!

Il fine della Storia è forse cogliere il nuovo frutto donato dall’Amore e riempire il vuoto di Dio con Dio, un Dio che si umanizza divinizzando l’uomo, donandogli quella che sarà la vera vita eterna?

 

Solo

tra milioni di esseri

Solo

sicuro che Tu

sia qui

ma rimane la paura…

Perché l’urlo

nel mio cuore

non ha mai fine?

*La donna è l’ultima e quindi la più perfetta tra le creature, l’anello che tiene unita l’intera creazione. Nudi e senza maschere o contorcimenti della mente, vagavano nel giardino, dove lo stesso Dio passeggiava. Dio li chiama… “Chi ti ha detto che eri nudo?”.  Nudo in quanto pura esistenza in balia di sé stessa, ora divenuta conoscenza incarnata in un’essenza, il serpente, in grado di penetrare, strisciare, avvolgere con le sue spirali e dare la Morte! In questo male oscuro, in questo pozzo della conoscenza in cui si è calato l’uomo agli albori dell’esistenza rimane forse lo spazio per la salvezza dopo la creazione.

 

 

 

Innocenza

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Innocenza

prima io ero

ma non la conoscevo.

L’ho indossata anch’io

la divisa azzurra della Purezza

ma ora non più.

L’ho tinta con il nero dell’odio,

il violaceo dell’invidia,

il rosso della rabbia

e della supremazia.

Eppure

l’ho indossata anch’io

la Purezza

come un bambino

indossa la vita in un respiro

riceve e dà in eguale misura

non cerca che amore

è egli stesso amore.

E non si può non amare

l’Innocenza

se puoi vederne il colore

che avvolge in fili sottili

in trame senza tempo

il bozzolo divino

del tuo stesso animo.

Poesia già pubblicata QUI

Aneliti

grotta

Poesie di Lorenzo

Dove sei Amore,

Luce,

zampillo di vita?

Parlami,

concedimi

un tuo lieve alito

che mi scaldi il cuore.

Riempimi gli occhi

di lacrime

che io possa

sentirti appena….

Io sono

un’ombra grigia

in questa grotta

e il ricordo di te

mi avvolge

e mi strazia.

Stillami

una tua goccia

e concedimi

di non sprecarla.

*Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI