Innocenza

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Innocenza

prima io ero

ma non la conoscevo.

L’ho indossata anch’io

la divisa azzurra della Purezza

ma ora non più.

L’ho tinta con il nero dell’odio,

il violaceo dell’invidia,

il rosso della rabbia

e della supremazia.

Eppure

l’ho indossata anch’io

la Purezza

come un bambino

indossa la vita in un respiro

riceve e dà in eguale misura

non cerca che amore

è egli stesso amore.

E non si può non amare

l’Innocenza

se puoi vederne il colore

che avvolge in fili sottili

in trame senza tempo

il bozzolo divino

del tuo stesso animo.

Poesia già pubblicata QUI

Aneliti

grotta

Poesie di Lorenzo

Dove sei Amore,

Luce,

zampillo di vita?

Parlami,

concedimi

un tuo lieve alito

che mi scaldi il cuore.

Riempimi gli occhi

di lacrime

che io possa

sentirti appena….

Io sono

un’ombra grigia

in questa grotta

e il ricordo di te

mi avvolge

e mi strazia.

Stillami

una tua goccia

e concedimi

di non sprecarla.

*Poesia di Lorenzo già pubblicata QUI

Sognare una vita


Solitudine

una prigione senza porte

dov’è impossibile scappare

in profondità infinite

prigionieri di sé stessi.

Cuori infranti vagano

alla ricerca di risposte

illudendosi che il passato

straripante di speranze

s’imponga sull’avvenire.

Ma riaprire gli occhi al buio

annulla tutte le apparenze

e cancella gioie costruite

tentando d’ingannare il destino.

Tasto al buio le pareti

alla ricerca di un’uscita,

poi richiudo gli occhi disperato

tornando a sognare una vera vita!

Questa poesia, scritta da me tanti anni fa e pubblicata sul blog nel mese di novembre 2017, è attualmente la più letta del blog con oltre 500 letture! Non c’è ancora una risposta in grado di cancellare quel buio, ma la consapevolezza con cui si affronta il destino, al di là di ogni inganno o illusione che ci presenta la vita, è l’unica strada per uscire dal buio! L’UNICA!!!

Benedizioni

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Re Davide che suona l’arpa. XVIII sec. Cattedrale di Hajdúdorog*

Dio aprì il tesoro delle melodie,

prese il canto dell’uccello e il brusio della foresta,

il fremito soave della brezza che agita i rami,

il sussurro delle foglie,

il mormorio delle sorgenti e dei ruscelli,

il canto di chi è stato toccato dalla grazia

e ne fece un’anima, quella di un uomo

nato per lodare l’Eterno.

Quando, venendo al mondo, il suo sguardo

incontrò la luce delle stelle,

intonò un canto nuovo:

“Ti cercherò Signore,

fra miriadi di stelle,

incontrerò i tuoi occhi

il tuo sguardo d’amore

indescrivibile euforia

ritorno alla vera vita”.

Ma il ricordo dell’Eterno

inquieterà il suo animo per la mancanza

di ciò che è il pieno rispetto al nulla

rispetto alla miseria di una realtà evanescente

pur se impastata da Te.

E la lode diventerà il suo stesso respiro,

il canto un’invocazione,

la preghiera il respiro della sua anima

sola pur se illuminata dalla Tua luce

che la rende visibile

una creatura strumento della tua lode

che tenta di uscire fuori

di aprirsi alla vita

con gemiti inesprimibili.

* Lode tratta in parte dal trattato giudaico “Benedizioni” o “berakhot” , che narra la creazione dell’anima del re Davide. Tale anima trae origine dal Malkuth, la prima sephirat. Malkuth significa abbassamento, cioè capacità di sacrificare sé stessi e di assumersi grandi responsabilità!

Post già pubblicato QUI

Sono qui!

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Poesie di Lorenzo *

Sono qui

in questa lotta

tra vento, mare e terra

fusi in un unico elemento

che non si placa

Macigni ribelli

non mi fanno vedere

ed il cuore è muto.

Respiri profondi

tentano di calmare

questa tormenta

e se un attimo

mi vedo

gli occhi si colmano

di lacrime.

Dov’è l’Amore?

Ti invoco

mio Signore

Sono ancora qui

a chiedere il tuo Perdono

a desiderare

un tuo Alito

un tuo Bagliore

Labirinti conosciuti

Sono qui!

Ringrazio Marzia del blog Alchimie per essere riuscita a mettere in immagini questa poesia QUI il video

* Foto della “Seggiola del Papa”, spiaggia del Passetto ad Ancona

Poesia di Lorenzo già pubblicata Qui!

L’amore è un sogno

camomilla

* Filastrocca tragicomica sull’amore

In questa notte

un manto di stelle

ci rivestiva di luce

ma assai più splendenti

erano i suoi occhi

languidi d’amore

e socchiudendoli appena lei mi disse:

“C’ho sonno! Andamo a dormì?”

Io allor mi meraviglio

il mio cuore è uno scompiglio

ma a lei scappa uno sbadiglio

più non so cosa pensar?!?!

“Amore non ti preoccupare”

– lei mi dice insonnolita –

“anche se a casa voglio or tornare

un bel sogno potrò fare

e noi lì ci incontreremo

certamente ci sposeremo

e molti figli avremo…

YAAAAWNNN…

Presto mettiti al volante

il mio sonno è ormai imperante!!!

Prima ero un po’ eccitato

ma ormai me so sgonfiato

io credevo che lei fosse una fata

non la Bella Addormentata!

“Ecco a casa ti ho portata,

o mia bella addormentata.

Dimmi domattina ti posso chiamare?

Sarai più riposata e la stanchezza

se ne sarà andata”.

Mi risponde un po’ assonnata:

“Prima di mezzogiorno non mi chiamare.

Sai com’è, troppo presto

non mi vorrei svegliare.

E anche al pomeriggio

magari un tantino

è bene fare un pisolino”.

“Oh che donna da sogno ho trovato,

sono proprio fortunato”,

prima che mi lasci solo gli dico:

” Cara Ca(mo)milla

SOGNI D’ORO!!!

Vita

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Immagine da Pixabay

Vivo davanti all’evidenza

di un mondo offuscato dall’odio

dall’ignoranza di uomini

che hanno dimenticato il loro animo

e agiscono come macchine

escludendo il cuore creatore di vita.

Vivo con il disgusto

di un mondo senza senso

incapace di nutrire

il seme divino che ci appartiene.

Vivo per comprendere

il valore dell’esistenza

presente nella realtà

manifesto nel dolore e nella gioia.

Vivo per scrutare il mistero

che sta oltre l’irrazionale

oltre il termine ultimo

alla base delle speranze

che chiamiamo Dio.