Le rime della Storia

La malattia dell’anima
è tornata
pervade, distrugge, amplifica
il dolore dell’intera umanità!

Si nutre d’odio e divisioni
mistifica i fatti
altera le percezioni
il suo è un marchio di sangue
dall’origine dei tempi.

Vedete il vento, la furia, l’ondata
che avanza schiacciando ogni cosa?

Vedete il male, il vero male
mostrarsi gagliardo
fra gli uomini?

Ride in faccia agli allibiti
si rivolta violento tra i fratelli
serpe velenosa pronta a mordere.

Non lo facciamo ancora, vi prego…
Non lo facciamo!
Il suo fascino
è un vestito di cartapesta
a coprire marciume ripugnante
privo di ogni pietà.

I buoni che coltivano odio
sono il frutto della paura,
le miriadi di cose inutili
che riempiono la vita
di un vuoto assordante
verranno spazzate via
da un vento implacabile,
lindo il cielo
forse
le rime della storia
possono ancora cambiare.

Accanto

Ho rotto quel legame
di dolore
l’ho perso
stringe ancora
ma l’ho perso!

Dove sei, dove sei andata?
Dove sei?

Le nostre vite
frammentate dal tempo
ci dividono
il cielo è una metafora
la terra un non luogo
dove mettere in scena
la vita.

Vacilliamo
sull’abisso
davanti all’infinito;
scintille al tramonto
assorbite dal Sole,
coscienze assopite
dall’inganno della morte
questa realtà
crea muri di niente.

Non siamo soli
c’è il vuoto intorno a noi.
Non siamo soli
ciechi nella luce.
Non siamo soli
nel sonno senza sogni
ci ritroveremo accanto.

Crescere

Il gusto dell’esperienza
estremo piacere di vita
nella giostra dell’eterno ritorno.
Beviamo assetati
ogni minima goccia
piacere, dolore, paura, gioia…

Esperire, morire, vivere
nel limbo in cui tutto è fermo
proviamo angoscia
luce opaca la coscienza!

Luce che non mi fa vedere oltre
un passo alla volta
mi spingo avanti,
un passo alla volta
dobbiamo crescere
nell’amore.

Chi sono io?

Photo by Bess Hamiti on Pexels.com

Chi sono io, chi sono?

Non sono così forte nelle mie idee,

assorbo i colori degli altri e indistinto annuisco.

Così viaggio nella vita.

Così mi adatto,

mimetico, trasparente, invisibile.

Non so, non so proprio perché,

essere è un peso,

una pressa che opprime l’animo,

un dono mai aperto del tutto,

un pensiero mai espresso,

un desiderio mai appagato.

E come in un sogno

la vita si esprime con ricordi vacillanti,

fluisce senza lasciare tracce;

guardando la polvere,

gli strati su strati del tempo passato,

basta un gesto e tutto svanisce

lasciando, come pulviscolo in controluce,

sospesa nell’aria ogni domanda:

chi sono io, chi sono?

La buona notizia

La buona notizia
è che non abbiamo perduto
la libertà.

Non si può perdere
ciò che non hai mai avuto.
Elogi, parole sublimi
sulla libertà,
come il vento
ti attraversano
provi ad afferrarle
senza dare loro una forma
un’idea, una sostanza viva e pulsante.

Continueremo ad abbassare la testa
non abbiamo nulla
la strada è tracciata.
Permane una strana dissonanza
un principio, una luce,
pietra angolare di ogni esistenza,
ma lontana come l’orizzonte.

Bambini e bambole

Photo by Digital Buggu on Pexels.com

La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina,
i mobili di cucina,
e chicchere, e posate, e scodelle,
e un armadio con i vestiti
sulle stampelle, in folla,
e un’automobile a molla
con la quale
passeggia per il corridoio
quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto,
perfino altre bamboline
più piccoline,
anche loro con le loro scodelline,
chiccherine, posatine eccetera.
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco, perché
ci sono bambole che hanno tutto e bambini che non hanno niente.

Filastrocca di Gianni Rodari, Bambini e bambole, Emme edizioni

Questo corpo

Questo corpo
è l’unica cosa che perderai
è l’unica cosa che non ti appartiene.

Ero lì, migliaia di anni fa
quella vita durò un attimo!

Coscienza
replicata all’infinito
come in uno specchio…

Invece che finire
si resta sospesi nel tempo
antico, il preludio è antico
ma coincide con il presente.

E ancora…

Questo corpo
è l’unica cosa che perderai
è l’unica cosa che non ti appartiene.

Chi sa vivere
non pensa al destino.

Siate il meglio

Photo by Pixabay on Pexels.com

Se non puoi essere un pino su un monte,

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

Se non puoi essere un albero,

sii un cespuglio.

Se non puoi essere una via maestra,

sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole,

sii una stella.

Sii sempre il meglio

di ciò che sei.

Cerca di scoprire il disegno

che sei chiamato ad essere,

poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita.

liberamente tratto da Martin Luther King (dal libro In volo come farfalle 5 Elledici scuola)

Video “A mio figlio”

Purtroppo con questa versione di Word Press non posso inserire direttamente i video, ma potete vederlo cliccando direttamente al sul link attivo qui sotto. Il video si basa sulla lettera “A mio figlio” scritta da Stefano e che avevo pubblicato nel blog http://A mio figlio

Voce narrante: Dario Albertini
Musica e video: Luciano Sartini

Testo: Stefano Tonnarelli

Video “A mio figlio”

Immagini e parole sono davvero stupende, guardatelo!!!

approccio alternativo

Attualità e curiosità con spontaneità

Il mio ''branding''

Unicità, differenze ed evidenze!

Vita da Panda

Deliri di un povero Panda

in montagna di lunedì

foto ed esperienze a spasso per le sole montagne modenesi (o quasi)

MARIANNAPUNTOG

Una volta tanto tempo fa, vi era una piccola scugnizza, danzatrice su fili elettrici, adesso vi sono solo terre lontane da raggiungere in Porsche Carrera, cappotta scoperchiata, niente stereo alto, niente sigarette nel cruscotto, niente lattine verdi smeraldo dietro a tintinnare, niente ripensamenti.

Lucy - Rori De Luca

"LA MORTE NON ESISTE", mi ha detto Lucy. "ESISTE L'AMORE".

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