Dicono che sia un film!

Ore di inizio 15,30. Per gli appassionati di fantascienza distopica dicono che questa conferenza sia un film assolutamente da non perdere! Frasi e sensazioni indimenticabili si preannunciano all’orizzonte. Sarà un po’ come nel film Blade Runner, quando il replicante Roy Batty prima di morire disse: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire.»

Quindi davvero per il governo Draghi sta per sopraggiungere la fine? Presto lo vedremo. Intanto come per ogni buon film che si rispetti, preparate i popcorn!

Candele e legna(te) per tutti!

<<Dal primo ottobre si rischiano “incrementi superiori al 100%”. L’allarme viene dall’Arera – l’autorità per l’energia – in una segnalazione inviata a governo e parlamento: “In relazione alle criticità legate agli elevati prezzi del gas naturale – scrive l’autority – è atteso un incremento delle bollette per le famiglie, stimabile di oltre il 100% rispetto al trimestre in corso”.>>  https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/focus-economia/puntata/trasmissione-03-agosto-2022-160800-AElcL3qB

Tranqui che c’è chi sta peggio di noi https://www.tvsvizzera.it/tvs/cultura-e-dintorni/crisi-energetica—fate-scorte-di-candele-e-legna-da-ardere-/47811204

InZomma tutto a posto, ci aspettano giorni lieti. Tutto lascia presupporre che nessuno avrà voglia di prendersi la responsabilità politica di questo disastro, quindi chiunque andrà al governo avrà vita breve, pronto ad lasciare posto al solito governo di responsabilità nazionale dove chiaramente esisteranno solo meriti e i casini so di tutti e quindi di nessuno.

Blackout Natale?

Premessa: ma te pare? Natale è la festa della Luce, mai e poi mai passeremo questo periodo al buio! La nascita del Salvatore illumina i cuori e dovremmo augurarci che arrivi anche alle menti ottuse dei governanti del nostro mondo. Perché lì dentro (alle loro teste) buon senso e soprattutto amore non trovano mai ospitalità!

Il costo del gas ha raggiunto livelli 7 volte superiori rispetto ad un anno fa. Il 30 novembre il ministro Giorgetti parlando all’assemblea di Confartigianato proprio del costo elevato dell’energia ha detto che in Italia e più in generale nell’UE non possiamo escludere il rischio di possibili blackout generali. E siccome l’Italia fa parte di un sistema di rete elettrica interconnessa che mette insieme oltre 30 paesi, un eventuale blackout non sarebbe facilmente gestibile e potrebbe durare per molti giorni. Questo evento potrebbe essere causato da una molteplicità di fattori: un eccesso di domanda di energia rispetto a quanto viene effettivamente prodotto oppure proprio dalla criticità sul fronte delle scorte e l’aumento dei prezzi dei combustibili. Riguardo alle scorte di gas naturale l’UE sembra aver scelto di tagliare i rapporti commerciali con la Russia ostacolando eventuali incremeti di produzione. Peccato che attualmente l’alternativa al gas siano proprio i blackout programmati sempre più probabili. Per capire la criticità della situazione potete leggere questo articolo Enel, riacceso il gruppo a carbone e sospeso lo sciopero Sospendono lo sciopero e interrompono la procedura di spegnimento della centrale elettrica a carbone per far fronte ad eventuali emergenze nazionali! Ma mi raccomando non ditelo a Greta!!

Un altro tema caldo è anche l’aumento dell’inflazione: possiamo affermare che un blackout insieme ai lockdown potrebbe far comodo per calmierare le impennate inflazionistiche dovute proprio al costo dell’energia. Perché? Perché ridurre i consumi è un ottimo sistema per riequilibrare la bilancia dei pagamenti di uno stato fortemente indebitato con l’estero come l’Italia.E fra i beni importati che pesano di più c’è proprio -guarda un po’ il caso – l’energia elettrica! Se il pil non cresce come possiamo pagare i beni importati? O facendo politiche espansive, in cui lo stato investe soldi in infrastrutture, messa in sicurezza del territorio, scuole, sanità, pensioni, contratti di lavoro, ecc., ecc. ecc. Oppure continuando a bastonare i cittadini, imponendo tasse e/o restrizioni, precarizzando il lavoro, finendo di distruggere un’economia già agonizzante. Direte: ma chi potrebbe essere così pazzo da fare una cosa del genere? Purtroppo avete la risposta sotto ai vostri occhi: lo stanno già facendo, anzi lo HANNO GIA’ FATTO!!! Pochi consumi= poche spese= conti in ordine! La chiamavano AUSTERITÀ ESPANSIVA, poi divenuta CRISI SANITARIA, che forse diventerà CRISI ENERGETICA! Perché non so se vi siete accorti che da ormai un decennio i conti in ordine li fanno sulla pelle di noi cittadini? Quindi non dovreste avere tanti dubbi su quale strada continueranno a seguire per mantenerci in uno stato di repressione permanente. Ricordo infine che l’euro fino ad oggi è stato il principale strumento di controllo delle democrazie europee. Questo strumento lo possono mantenere solo grazie all’austerità e continuando ad impoverendo la gente, ma – ripeto – senza crisi economica, sanitaria o energetica le folli imposizioni a cui ci stanno sottoponendo come le giustifichi? Ecco a cosa servono greenpass e vaccini loro collegati, a pilotare il gregge e renderlo mansueto in qualsiasi situazione. Ormai perfino l’euro è diventato superfluo, se la crisi lo spazzerà via per le élite finanziarie forse non sarà più un grande danno. E fino ad ora abbiamo visto solo la punta dell’iceberg, ci aspettano tempi bui (in tutti i sensi).

La VITA si sta fermando!

Se guardate con attenzione questo grafico vi renderete conto che in Italia non nasce più nessuno, di fatto la VITA si sta fermando e con essa il futuro! Infatti più dei morti lascia allibiti il crollo delle nascite: che cosa possiamo pensare dei vari governi che nell’ultimo decennio si sono succeduti alla guida del nostro paese conseguendo questo bel risultato? Quali politiche economiche e sociali hanno portato avanti? Una devastazione sociale paragonabile solo ai danni inferti dalle guerre, per me non ci sono crisi o giustificazioni possibili di fronte a questi dati!

Ma il grafico si ferma al 31 dicembre 2019 e sappiamo tutti cosa è accaduto dopo! Dico solo una cosa: la crisi pandemica è stata gestita dalla stessa classe politica ed istituzionale che ha gestito la crisi economica nell’ultimo decennio. Siamo passati da “l’euro ci ha salvato” al “vaccino ci sta salvando”, entrambi soluzioni ideologiche destinate ad essere travolte dai fatti. Ideologie che diventano muri inattaccabili dietro ai quali stanno nascondendo le loro devastazioni. Giustificano con esse l’asservimento dei popoli, annullando però la complessità delle interazioni che avvengono all’interno delle società. Oggi è sempre più chiaro che è in gioco il futuro, ma dobbiamo iniziare a riflettere seriamente sul fatto che il pericolo vero non è il virus o la crisi che verrà. Dobbiamo restare uniti e protestare con fermezza, la lotta per la vita non può essere divisiva. Approfittiamo ora delle proteste in atto e facciamo sentire anche la nostra voce. Oppure cosa possiamo fare? Attendere fiduciosi un miracolo?La crisi finanziaria che si è sommata alla crisi sanitaria e ha avuto come rimedio ulteriori restrizioni sociali ed economiche lascia forse speranze per il futuro? Si dai ora è diverso, quelli di adesso non c’entrano, la colpa è del virus e abbiamo Draghi alla guida del governo dei migliori, di cosa mai dovremmo preoccuparci?

Mini tassa minima!

Accordo storico su tassa minima globale al 15%

“Passo storico verso maggiore equità e giustizia sociale», è il commento del Presidente del Consiglio Mario Draghi. «Saluto con grande soddisfazione l’accordo sulla tassazione delle multinazionali raggiunto oggi a Londra dai ministri delle finanze del G7. È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini.», ha affermato.”

Da un lato afferma implicitamente che le multinazionali fino ad ora hanno creato ingiustizia sociale e disuguaglianze, dall’altro dice che risolveremo tutto facendogli pagare il 15% di tasse!! No caro Draghi, risolveremo tutto quando impediremo a queste megasupermultinazionali di sfruttare a morte i lavoratori e mandare a picco le piccole e medie aziende. Sono quest’ultime che dovrebbero pagare il 15% di tasse e mantenere sano il tessuto produttivo e lavorativo di un paese come l’Italia. Si ma però forse anche eppure c’è LA MAFIA, LA CRICCA, LA CASTA, IL DEBITO PUBBLICO, GLI SPRECHI..ECHI… ECHI…. ECHI…… ecc. ecc. ecc….

Certo. il malaffare esise dagli albori dell’umanità, ma se in poco più di 30 anni un paese come l’Italia ha subito la distruzione sistematica del tessuto produttivo insieme alla parziale cancellazione della classe media, l’attacco alla scuola pubblica e i tagli devastanti alla sanità, la messa in discussione del sistema previdenziale e dei più elementari diritti (famiglia, lavoro stabile, casa, …), lo dobbiamo prevalentemente a quelli che il presidente Cossiga definiva “squallidi affaristi, liquidatori dell’industria italiana…”!

Ma non certo solo Draghi ha partecipato a questa svendita per carità! Il sistema eurocratico è la quint’essenza dell’ultraliberismo, serve a demonizzare ogni forma di iniziativa pubblica e privata che sia effettivamente in grado di competere nel mercato. “Nella notte in cui tutte le vacche sono nere” – come diceva Hegel – non si riesce certo a uscire dall’indistinta uniformità creata dalla moneta unica. Questo sistema crea invece monopoli e cancella spazi democratici, pilota i governi e comprime i diritti. Quindi cosa dobbiamo davvero pensare della grande notizia riportata dall’articolo in calce al blog? Che ci prendono in giro? Certo, ma di positivo c’è il fatto che la corda della menzogna sta sfilacciandosi assai. E forse non è bastata neanche la provvidenziale emergenza sanitaria a trasformare una ormai insostenibile emergenza economica indotta, in un problema dovuto quasi esclusivamentemente al covid! La polvere sotto il tappeto è tanta, direi troppa perfino per popoli assuefatti all’informazione martellante dei media di regime. Ho visto gente credere agli asini volanti, ma ho assistito anche a bruschi risvegli, perché capita che mentre guardi stupito l’asino volare leggiadro l’ennesima riforma ti travolge in prima persona lasciandoti devastato! Speriamo però che i risvegli collettivi arrivino prima delle devastazioni, la coscienza dei molti e superiore a qualsiasi propaganda e abbiamo tutti bisogno di tornare a vivere in un mondo migliore.

Dal virus al petrolio pensando all’Italia

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foto da pixabay

Ieri le quotazioni del petrolio hanno subito un crollo senza precedenti. I cosiddetti “future” sono stati venduti sul mercato a -37 $! Pare che questo calo “tecnico” sia dovuto al fatto che le riserve strategiche siano ormai piene a causa del calo dei consumi indotto dal coronavirus e che gli operatori hanno preferito vendere il future di maggio a vantaggio di quello con scadenza a giugno che prevedono sarà più redditizio.

Se la situazione dovesse protrarsi a lungo, si pongono diverse problematiche. Per esempio quali e quante tensioni geopolitiche potranno scoppiare, causate in primis da quei paesi che hanno un’economia che dipende quasi esclusivamente dalla vendita del petrolio? Una situazione drammatica da non sottovalutare, soprattutto perché l’Italia e conseguentemente l’Europa è assai vicina al Medio Oriente e al Nord Africa e agli stati cosiddetti produttori di petrolio. Inoltre ci sarebbero anche la Russia e gli stessi USA dove in tutta evidenza Trump sta facendo una battaglia per una repentina riapertura. Contro chi sta combattendo, mobilitando sulle piazze addirittura una parte degli americani suoi sostenitori? Contro il virus o contro un sistema che usa l’emergenza per imporre un nuovo modello di vita basato su forme sempre più stringenti di sfruttamento e di controllo? Se fosse così è chiaro che il coronavirus è una guerra non solo sul campo medico-sanitario: esso ha imposto un modello socio-economico che porterà ad un reset totale del sistema globalista attuale oppure alla sua esaltazione mutandolo in quello che in realtà è sempre stato, cioè una super non-nazione con un governo ombra che potrebbe avere il controllo totale delle ex-democrazie.

Nessuno Stato è certamente in grado di vivere in perfetta autarchia ma una speranza di cambiamento la vedremo se ci sarà chi proverà a rilanciare i consumi interni svincolandosi in parte dalla dipendenza da export che tanto male ha fatto alle società occidentali! O almeno lo spero.

In tutto ciò l’Italia come si pone? Per niente bene direi. Abbiamo dalla nostra la capacità di produrre beni diversificati e in grado di avere una buona richiesta sui mercati esteri necessaria a creare un equilibrio per quanto riguarda i beni da importare; soprattutto quando il costo delle materie prime è così basso da rendere i prezzi della produzione estremamente competitivi. Ma è paradossale vedere che se il resto del mondo ha di fatto riportato le banche centrali sotto il controllo pubblico, accreditando subito ai propri cittadini soldi nella speranza di una futura ripresa, qui da noi si parla delle solite astrusità: MES, SURE, CORONABOND… Guai a far capire ai cittadini che solo un sostegno illimitato della banca centrale alle economie dell’area euro può darci una qualche speranza di uscire da una crisi che ogni giorno che passa appare più grave e devastante. Svendere il proprio paese per un piatto di lenticchie invece è la vocazione dei vari governi che ci hanno rappresentato in Europa. Propongono fondi del tutto inadeguati a gestire una simile emergenza economica, dove la priorità è evitare che tanta gente perda il lavoro se non verrà quanto prima sostenuta dallo Stato. Ecco perché il Giappone, nonostante abbia un debito pubblico doppio di quello italiano, ha scelto di accreditare a TUTTI i propri cittadini 100000 yen (equivalenti a circa 850 euro) e potrebbe continuare a farlo finché durerà quest’emergenza da coronavirus Leggi qui la notizia. L’unico limite che hanno le banche centrali nell’emissione di moneta è l’inflazione, ma con il crollo del costo delle materie prime e lo stallo dei consumi, essa è l’ultimo dei problemi con cui potremmo avere a che fare. Come si può ancora oggi pensare che si deve andare avanti CONTENENDO IL DEFICIT , cioè i soldi NUOVI messi in circolo dallo Stato attraverso la spesa pubblica, se è del tutto evidente che ci sarà un tracollo epocale delle entrate fiscali? Forse con la tanto osannata patrimoniale? Le tasse si limitano semplicemente a spostare i soldi dalle tasche di uno a quelle di qualcun altro. Esse non sostengono l’economia in una situazione di recessione, anzi la DISTRUGGONO!  Tutto ciò, se lo Stato non interverrà con un deficit ben maggiore rispetto al crollo del PIL attualmente previsto a -9%, potrebbe avere come conseguenza la chiusura di tante imprese e degli autonomi, poi necessariamente in modo proporzionale al calo delle entrate fiscali, saranno costretti a tagliare stipendi e pensioni innescando una spirale deflattiva senza precedenti, con il rischio finale di passare dalla padella (deflazione da debiti) alla brace (iperinflazione da crollo dell’economia reale)…

Gli aiuti europei sono essenzialmente fondi finanziati dagli stessi stati, che ad essi aderiscono attraverso le tasse e i tagli alla spesa! Mentre nel resto del mondo nessun paese con un minimo di buon senso pensa a tassare o ad autocastrarsi affidandosi a fondi sovranazionali, piuttosto impongono alla banca centrale di battere moneta emettendo titoli di debito pubblico perpetui come spiegano per esempio gli economisti Giavazzi e Tabellini nell’articolo Eurobond perpetui contro il codiv 19!

Giustamente, vista la gravità della situazione, questo pomeriggio il nostro premier si presenterà al Parlamento per una semplice informativa su quanto andrà a decidere nel vertice europeo il prossimo 23 aprile, cioè l’adesione dell’Italia al MES o come diavolo lo chiameranno (nella sostanza non cambia)! Guai a far esprimere il Parlamento con un voto se ciò può evidenziare spaccature in seno al governo su quanto già di fatto è stato deciso. E se qualcuno avesse mai pensato di organizzare una qualche forma di protesta di piazza per sensibilizzare la gente su quanto sta accadendo, ebbene ci pensa il distanziamento sociale a risolvere il problema. Il Parlamento sembra proprio un inutile orpello, per fortuna ci sono i DPCM, essi sono la soluzione per fare le cose seriamente grazie ai competenti che dall’alto delle loro task force sanno sempre fare la cosa giusta per noi! Quindi di dubbi su come andrà a finire per l’Italia ce ne sono davvero pochi. La constatazione che la meschinità e l’inadeguatezza è abbastanza diffusa anche fra gli altri leader europei è una piccola consolazione. Pensano davvero che continuando a scavare il solco sempre più profondo che le loro politiche antisociali hanno realizzato fra ESSI e i popoli, continueremo tutti insieme ancora a lungo a ripetere a pappagallo “Andrà tutto bene”?

Contiamo il contante

Immagine da pixbay

 

Le mie idee sulla questione le avevo esposte nel post “Lotta al contante” https://opinioniweb.blog/2019/09/18/lotta-al-contante/. Nel post che segue potete leggere un’efficace riflessione dell’amico Stefano

Post di Stefano

Ultimamente ho letto, con piacere, che la BCE… la BCE!!! Non gradisce che l’Italia attui la limitazione del contante nei pagamenti. Non avrei mai creduto in vita mia di poter essere d’accordo con l’immonda istituzione, ma nella vita non bisogna mai porsi dei limiti e la capacità di confrontarsi con gli interlocutori senza il “paraocchi” credo sia una dote delle persone intelligenti (tranquilli… mi considero stupido su tante altre cose!). Una tendenza, ormai chiara a tutti, è quella di limitare al massimo l’uso del contante, fino a farlo scomparire del tutto a favore dei pagamenti elettronici: Carte di credito, Bancomat, Smartphone… ed in futuro tramite microchip innestato sottopelle… ecc. Per tutto questo la “scusa” principale è la solita: combattere l’evasione fiscale, visto che il lavoro in nero viene pagato, appunto, in contanti. A parte il fatto che le transizioni per le grandi e significative evasioni non vengono affatto effettuate in contanti, ma con passaggi di denaro virtuale appoggiato in paradisi fiscali e che quindi la limitazione al contante semmai colpisce i piccoli: i soliti tartassati che, per lo più, attuano una evasione fiscale di sopravvivenza. Inoltre i pagamenti “locali” fatti da e per la malavita organizzata vengono effettuati in contante senza limite di somma, ovviamente. A parte quindi questo, è ovvio che il vero motivo è di favorire il sistema bancario che, attraverso le commissioni, la maggiore liquidità presente in cassa e la possibilità di risolvere le crisi bancarie stesse attraverso la predazione dei risparmi dei correntisti (vedasi Bail-In), possono lucrare e spadroneggiare come vogliono. Ma, l’eliminazione del denaro contante è estremamente pericolosa! Per la libertà stessa! Già ora siamo anche troppo controllati: dall’agenzia delle entrate, dalle banche stesse: ho provato a fare un movimento di denaro strano (per loro!) per comprare il camper e da allora mi assillano per “adeguate verifiche”. Dalle ditte produttrici di qualunque cosa: chissà perché ogni volta che ci interessiamo o compriamo qualcosa su internet veniamo subissati di pubblicità, guarda caso, proprio di quegli articoli lì! Senza più contante il controllo sarebbe totale… ma scusate: se io volessi fare qualche acquisto al sexy shop o… volessi andare a puttane? Perché qualcuno dovrebbe essere autorizzato a saperlo? Se mi volessi curare con farmaci non ortodossi (legali eh)? Se volessi ubriacarmi dalla mattina alla sera? Se volessi drogarmi con psicofarmaci legali? Ma semplicemente, se non volessi far sapere a chichessia quanto sono ricco, di soldi guadagnati onestamente… saranno cavoli miei o no? Ma c’è di più: senza contante basterebbe un black out, anche limitato al CED, della banca per non avere più disponibilità… che cosa mangio? Basterebbe un hacker a distruggerci! Il servizio segreto di uno Stato a noi nemico? Ma il top è semplicemente: uno Stato fintamente democratico, al quale non siamo simpatici, che si inventa una accusa di crimine terribile (per esempio): EVASIONE FISCALE!!! Per metterci fuori gioco bloccando il nostro credito. Una vera manna per uno Stato tecnocratico e fascistoide. Meno male che i “poteri” sono ancora divisi tra vari “potentati” e a volte il conveniente di uno non è quello dell’altro. Stavolta è la BCE che non ha convenienza! Ooops, mi sono rimesso il paraocchi!!!

 

Cuneo fiscale e pensioni

 

Le dichiarazioni dei sindacati confederati riguardo al taglio del cuneo fiscale che porterebbe sin da luglio un aumento dello stipendio netto dei lavoratori tra i 20 e i 100 euro sono unanimi e lodano il governo: bene, bravi, bis!!!

 

Dicono giustamente che il cuneo fiscale italiano è molto elevato, si aggira intorno al 47% contro una media europea del 36%. Esso è composto per una parte minoritaria dall’irpef e per oltre il 30% da contributi previdenziali ( una parte pagata dai lavoratori e una pagata dal datore di lavoro). Quello che non dicono  è che gli stipendi medi dei lavoratori italiani rispetto ad altre nazioni dentro l’UE con un pil comparabile al nostro sono tra i più bassi in assoluto!!!

Attualmente il bonus Renzi consiste in un credito d’imposta fino ad un massimo di 960 euro calcolato in base a delle fasce di reddito oscillanti fra 24000 e 26000 euro. Tale credito viene versato dal datore di lavoro e poi successivamente recuperato mediante compensazioni dalle ritenute fiscali o nel caso l’irpef dovuta dal lavoratore risultasse inferiore al credito versato attraverso una riduzione dei contributi previdenziali. Spetta poi all’INPS recuperare tali somme e versarle ai lavoratori. Nella manovra attuale il bonus viene esteso a fasce più ampie di lavoratori e trasformato il detrazione. Rimane comunque selettivo, cioè attribuito in base a delle precise fasce di reddito e solo ad alcune categorie di lavoratori. Quindi NON si configura in una vera riduzione delle aliquote IRPEF e per ora è un beneficio limitato ai lavoratori.

Per il futuro sono molte le ipotesi al vaglio per ulteriori tagli al cuneo fiscale. Fra le varie possibilità un problema sulla questione l’evidenziava proprio un sindacato nel lontano 2016 – la UIL – che a seguito di uno studio affermava “L’ipotesi di limare il cuneo fiscale abbassando la contribuzione previdenziale di 6 punti percentuali, 3% a carico del datore di lavoro e 3% a carico dei lavoratori, avrebbe gravi conseguenze sulle pensioni future di milioni di italiani con tagli anche del 18%: si arriverebbero a perdere con 35 anni di contributi, ad esempio, circa 298 euro al mese per 3.874 euro annui mentre con 43 anni di contribuzione l’assegno pensionistico potrebbe arrivare a perdere 412 euro al mese per complessivi 5.356 euro all’anno.” Clicca QUI per leggere!

Quindi se si tagliassero i contributi avremmo certamente pensioni più basse e la tassazione tolta oggi si riverserebbe con pesanti conseguenze sulle pensioni future dei lavoratori. Inoltre possiamo aggiungere che il 3% non pagato dal lavoratore sarebbe soggetto alla tassazione irpef una volta rientrato nello stipendio netto. Cosa evitabile – evidenziano i tecnici che stanno studiando una soluzione – lasciando al lavoratore la possibilità di versare questa percentuale in una pensione integrativa. InZomma una grande novità: spostare l’enorme “ricchezza” del sistema previdenziale pubblico verso la gestione privata ( QUI il pdf della UIL contn tutte le ipotesi di taglio contributivo)!

Un progetto ambizioso certo e da portare avanti con estrema cautela, soprattutto perché attualmente le pensioni in essere sono ancora pagate da chi lavora e quindi versa i contributi. Le ultime riforme hanno già pesantemente precarizzato il lavoro e mantenuto i salari su livelli estremamente bassi. I dati dimostrano che i salari reali in Italia sono calati negli ultimi dieci anni di oltre il 4% tornando di fatto all’era precrisi. Oltre alla disoccupazione sono aumentati i lavori part-time. La situazione è allarmante e proprio in questi giorni si evidenziava il fatto che per 400mila famiglie la presenza di un nonno pensionato consente di dimezzare l’esposizione al rischio povertà. E questo nonostante le pensioni percepite dalla maggioranza degli italiani si attestino intorno ai 1000 euro!

Ricapitolando: tagliare ulteriormente il cuneo fiscale significherà con ogni probabilità tagliare anche i contributi pensionistici e ciò potrebbe comportare, in forma volontaria ma comunque ben propagandata con vantaggi fiscali e altro, un almeno parziale smantellamento della previdenza pubblica con probabile e incentivato spostamento verso quella privata (pensione integrativa – fondi pensione…). Se pensiamo ai continui allarmismi sulla tenuta del sistema pensionistico e sulla necessità di un indefinito allungamento dell’età pensionabile sembra proprio che questo sia un effetto voluto!

Perché gira che ti rigira è sempre lì che si va a sbattere: lo Stato è brutto, cattivo e inefficiente! Allora ci vuole MENO Stato! E siccome lo Stato non ha i soldi per garantire un futuro ai propri cittadini, ebbene ecco che il PRIVATO, attraverso il MERCATO, ci viene incontro garantendoci un (fanta)sioso assegno previdenziale!!!

Quindi bravi sindacati, non insistete troppo sui rinnovi dei contratti di categoria, perché il pubblico deve risparmiare (lo Stato non ha i soldi) e il privato deve produrre (quindi un lavoratore deve costare poco). Per aumentare il potere di acquisto dei lavoratori servirebbero sin da subito adeguati aumenti salariali, unico e vero stimolo ai consumi a al rilancio dell’economia reale. Ma visto che NON CI SONO I SOLDI (dicono ESSI) meglio parlare d’altro. Del resto non siete proprio voi i primi a credere che lo Stato è come una famiglia e che si deve risparmiare e che così ci sarà un bel tesoretto e finalmente tutti vivremmo felici e contenti?

Comunque il prossimo passo come affermano esponenti del governo sarà probabilmente rivolto ad un taglio dell’IRPEF, quindi stavolta tutto bene non è vero? Peccato che chi vuole risparmiare (sulla pelle dei cittadini) non fa che spostare la coperta a seconda di dove gli fa comodo. L’UE da tempo immemorabile chiede all’Italia di spostare le tasse dalle persone alle cose, quindi quale migliore occasione per tagliare l’IRPEF spostando la tassazione sulla fiscalità generale. Che significa in poche parole aumentare l’IVA e se non bastasse le solite accise, oltre ad un’ulteriore rimodulazione delle detrazioni! Ci penserà poi la solita propaganda a far passare una sonora bastonata sulle nostre spalle per un lauto regalo a vantaggio di tutti i cittadini. Per i padroni questo e altro, non ci sono dubbi purtroppo!

Al di là delle battute e della facile ironia, la situazione attuale è purtroppo il frutto della convergenza di intenti di tutte le forze politiche e sindacali che dagli anni 90 hanno scientemente collaborato per distruggere il welfare, cioè le tutele sul lavoro che dal dopoguerra hanno garantito ai lavoratori dei VERI DIRITTI e un lavoro dignitoso in grado di migliorare la propria condizione sociale.

 

L’unica speranza che questo sistema si autodistrugga e non porti a compimento tutte le proprie demenziali riforme è proprio la stupidità condita dall’incapacità di chi ci rappresenta ( e non mi riferisco qui solo a questo governo ma più in generale alla nostra classe politica). Infatti uno Stato che accetta il mantra liberista “NON CI SONO I SOLDI” e applica le regole di riduzione del deficit e pareggio di bilancio, anche in questo caso non può che fare misure di portata troppo piccola rispetto alla gravità della recessione in atto. Quindi il taglio del cuneo non sarà in grado di incidere sul PIL, ma probabilmente potrà generare falle soprattutto sul bilancio statale accelerando il crollo di un modello economico socialmente insostenibile.

Il nostro nemico

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<a href=”http://Foto di Gerd Altmann da Pixabay“>Da pixabay

Post molto interessante quello scritto qui sotto da Stefano, mi permetto di aggiungere solo una breve riflessione personale. Relativamente alla Banca centrale, che sia di proprietà pubblica o privata per me è un problema secondario. Invece è estremamente importante la questione dell’indipendenza.
Perché dovremmo chiederci: ma indipendente da chi? Essenzialmente dalla politica, o meglio da chi in qualche modo sarebbe legittimato da un mandato democratico. Infatti sono esclusivamente questioni di natura economico finanziarie quelle che guidano le decisioni prese dalla BCE; stabilità dei prezzi e inflazione intorno al 2%! Entrambe stabilmente disattese fra l’altro visto il prolungarsi della deflazione. Ma che purtroppo hanno una ricaduta sulla politica, condizionandola in modo palese.
Inoltre la BCE a differenza di altre banche centrali NON può agire come prestatore di ultima istanza. Dobbiamo quindi legittimamente domandarci: è mai stata una vera banca centrale? Perché se lo fosse sinceramente non si capisce il motivo di astrusi meccanismi di compensazione come il MES.
Concludo affermando che nell’UE ci troviamo di fronte a stati senza moneta e ad una banca centrale che agisce di conseguenza come se gli stati non ci fossero: il modello economico si limita a creare soldi e spostarli, come se l’unico problema rilevante fosse una contabilità ideale ed idealizzata, in grado da sola di sanare ogni forma di iniquità! Capite ora, come dice Stefano, dove sta il nostro nemico? Vi lascio alla lettura del suo post.

Secondo me, dovremmo imparare tutti ad aggiustare la mira ed a prendercela
con chi davvero vuole il nostro male. Purtroppo però i veri nemici sono bravissimi a dirottare le nostre energie verso le piccole diatribe locali, spesso pregiudizievoli, inconcludenti, pretestuose ed alla fine inutili!

I nostri veri nemici sono davvero abili a portare gli scontri sul piano orizzontale invece di come dovrebbero essere, e cioè verticali! E’ una conoscenza antica e loro sono maestri del “Dividi Et Impera”.
Voglio fare un esempio di attualità: le “Sardine” dicono di essere antifasciste, antisalviniane ed anti sovraniste e poi cantano “Bella Ciao”…
La famosa canzone è un po’ il simbolo della lotta partigiana, per cui, fin qui, sull’antifascismo nulla da eccepire. Salvini… come sempre ripeto, non mi sta simpatico per niente, non condivido quasi nulla di quello che dice, non l’ho mai votato né lo voterei mai, ma tutto mi sembra meno che un piccolo duce. Finora si è mosso sempre in modo rigorosamente democratico, cerca i voti con delle campagne elettorali, spesso, sopra le righe, ma cerca dei democratici voti! E’ stato al governo in quanto leader di una coalizione di maggioranza e, quando è stato sfiduciato dal parlamento, è andato a far parte dell’opposizione. Da oppositore, come tutti gli oppositori, cerca di andare al più presto alle votazioni per poter tornare al governo. Come fanno tutti! In tutti i paesi democratici del mondo! Propina idee di destra, come ogni leader di destra, ma è prevista una “destra” in ogni parlamento, per cui…
Le sardine sono contrarie a Salvini, benissimo… anch’io!… solo che io mi limito a non votarlo, ma a lui tutta questa cassa di risonanza, secondo me, fa solo gioco e di voti ne prenderà un sacco.
Poi sono anti sovraniste… e, per me, questo è il punto fondamentale. Vedete come sono bravi i nostri veri nemici? Attraverso un attento uso dei media, hanno ridotto il sovranismo ad una sorta di teoria del “complotto”. Mettono insieme i sovranisti ai terrapiattisti…
Quelli che per primi cantarono “bella ciao” furono i partigiani, i cui rappresentanti politici stilarono la nostra costituzione. Può essere perfezionata,certo, ma a me sembra meravigliosa. Ed è stata concepita per non permettere mai più l’instaurazione di un regime fascista. Vediamo come recita il primo articolo:
«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»
Quindi, essendo noi il popolo, dovremmo essere i titolari delle sovranità di questo stato, o no?
Questo è esattamente quello di cui parlano i sovranisti e a me sembra perfettamente legittimo, o no?
Ci sono varie sovranità in uno stato, ma quella che incide di più, la base attraverso la quale si possono adottare tutte le politiche rivolte alla salvaguardia di ogni diritto fondamentale, del raggiungimento del benessere e della crescita della persona… è quella monetaria! Solo attraverso la sovranità monetaria, la capacità di battere moneta, la capacità di tassare secondo scelte politiche, la capacità di variare i tassi di interesse, la capacità di aumentare o diminuire il debito pubblico… uno Stato sovrano può adottare le sue politiche rivolte al bene del popolo.
Prima col divorzio della Banca d’Italia dal Tesoro del ’81, poi con l’adesione al Serpente Monetario del ’92 ed in fine, dulcis in fundo, con l’adozione del “mostruoso” euro nel 2002, il popolo italiano ha perso la più importante delle sovranità, ma per cederla a chi? : Tecnicamente alla BCE! Che cosa è la BCE? : Il consorzio delle varie Banche Nazionali aderenti all’euro… e non solo! La Bank of England, per esempio, detiene il 14,33% della proprietà della BCE e non fa parte del’eurozona. E chi possiede le varie Banche Nazionali? : Un consorzio delle varie banche private di ogni singolo stato e non solo, in cui la quota di partecipazione del Tesoro degli stati stessi è minoritaria. In pratica la BCE è un soggetto privato, è una società PRIVATA!
Ora: aver ceduto la più importante delle sovranità (che tra l’altro è incostituzionale!) ad un privato non suona come aver ceduto ad un individuo, esterno alle dinamiche democratiche, il potere di decidere dei nostri destini?
Quel potere gestito da un soggetto non democratico non assomiglia al fascismo? Magari moderno e tecnocratico, ma sempre fascismo è!!!
Ora, i moderni cantatori di “bella ciao”, a loro insaputa, favoriscono un fascismo tecnocratico, ma moderno!
Un vero capolavoro del potere! Ci fanno azzuffare come galline e loro, probabilmente, ridono di noi.
Io credo che movimenti come quello delle Sardine, prima di loro i Girotondini, quelli che furono i 5 stelle, in qualche modo i Leghisti, alla base, sia costituito da gente in perfetta buona fede, con idee diverse, ma questo fa parte del dialogo democratico. Ora io mi chiedo: ma perché non si smette di guardare solo all’altezza degli occhi, perché non si smette di cercare il nemico solo sul piano orizzontale e non si rivolge lo sguardo verso l’alto? Perché è lì il nostro nemico!
Ah… per “alto”, intendo la sommità di qualche grattacielo sede delle banche!

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Vita da Panda

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MARIANNAPUNTOG

Una volta tanto tempo fa, vi era una piccola scugnizza, danzatrice su fili elettrici, adesso vi sono solo terre lontane da raggiungere in Porsche Carrera, cappotta scoperchiata, niente stereo alto, niente sigarette nel cruscotto, niente lattine verdi smeraldo dietro a tintinnare, niente ripensamenti.

Lucy - Rori De Luca

"LA MORTE NON ESISTE", mi ha detto Lucy. "ESISTE L'AMORE".

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