I conti in ordine (di Conte)!

 

Sembra che la prossima manovra finanziaria sarà nell’ordine di 35/37 miliardi di euro! Ora considerato che circa 27 miliardi di euro serviranno per disinnescare l’aumento dell’IVA (22 miliardi) e le spese indifferibili, è chiaro che con i restanti 10 miliardi il governo non sarà in grado di fare alcunché, soprattutto se questi soldi saranno ottenuti da nuove e alquanto creative tasse (sulle merendine o sulle bibite gassate piuttosto che sul contante). Certo, tutto ciò ha una logica: I CONTI IN ORDINE!

Perché ogni azione che faccia avvicinare il paese al virtuoso pareggio di bilancio, ebbene sarà un’azione verso il benessere diffuso e la stabilità sociale! O no?

Parliamo un attimo degli aumenti IVA, altrimenti chiamati clausole di salvaguardia. Ma chi o che cosa dovrebbero salvaguardare? Ma i conti in ordine di certo! Anzi, il progressivo convergere dell’Italia verso il pareggio di bilancio (articolo 81 della Costituzione) così come votato dal parlamento nell’estate 2012 (governo Monti).

Già il governo Berlusconi nel luglio 2011 aveva votato tramite decreto finalizzato proprio al raggiungimento del pareggio di bilancio delle imposte che avrebbero dovuto ridurre deduzioni e detrazioni fiscali. Ma l’Europa criticò molto queste intenzioni al punto che celere arrivò la letterina della BCE che fra le altre cose suggeriva di spostare tale tassazione dalle persone (deduzioni e detrazioni) alle cose (consumi): ecco così Tremonti stabilire il primo aumento dell’IVA dal 20 al 21%. Poi sarà Monti con il decreto Salva Italia ad introdurre prima l’IVA al 22% con futuro aumento al 23%. Sappiamo bene che grazie ai vari balletti di vari e avariati governi tale aumento è stato fino ad ora scongiurato! E certamente il governo Conte 2 non sarà da meno, visto come il nostro premier ha riesumato in varie interviste la litania dei “conti in ordine”, espressione massima della fede europeista!

Queste clausole sono inZomma state introdotte per decreto come garanzia richiesta dall’UE all’Italia per tenere i conti in ordine: paraggio di bilancio, riduzione del debito, tagli alla spesa. Perché il debito è peccato, la spesa è peggior vizio, il pareggio invece è segno di umiltà! Principi assai spirituali che gli italiani hanno vissuto in questi anni come il cilicio inferto dal fervente credente per purificare i suoi peccati. A niente sono valsi i nostri tentativi di liberarci da tale insopportabile castigo per sentirci di nuovo liberi di tornare a peccare. Essi, i puristi dei conti in ordine, tornano sempre più ligi di prima nell’applicare in maniera ferrea la bibbia dei predicatori liberisti.

E per chi, come me, vorrebbe tornare a peccare, a sognare lauti aumenti di stipendi per spendere e spandere senza più remore e desidera con convinzione un mondo di lascivia dove il posto fisso, una casa di proprietà, un materasso dove nascondere i propri soldi, una pensione che arrivi prima dell’ultimo respiro… invece che insopportabili privilegi di un volgo rozzo e meschino siano considerati sacrosanti diritti! Ebbene chi (come me) desidera tutto ciò si penta e torni sulla retta via.

Fortuna i padri (fondatori) che sanno sempre la cosa giusta. ESSI sanno, sanno sanno tanto e con fermezza e clemente saggezza portano tutti verso… mancano le parole, manca il fiato per definire cotanti vertici di elevata e luminosa virtù! Sono certo che riuscirete da soli nell’ardua impresa…

Lotta al contante!

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Foto di <a href=”https://pixabay.com/

Pare che questo governo stia studiando un sistema per disincentivare l’utilizzo dei contanti, il metodo è del tutto simile a quello del bastone e della carota usato per convincere anche i muli ad andare nella direzione voluta dal padrone!

Dicono che per i cittadini consumatori si attiveranno detrazioni e deduzioni fiscali solo su acquisti fatti con moneta elettronica. Gli esercenti avranno invece una non meglio definita abolizione delle commissioni bancarie al di sotto di una certa soglia (5, 20, 25 euro?), ma andranno incontro a pesanti sanzioni se non adotteranno il POS! Chiaramente al di sopra di queste soglie le cifre verranno sistematicamente “commissionate” dai vari circuiti bancari, perché se una banconota da 50 o 100 euro che passa di tasca in tasca è soggetta alla sola usura del tempo che la sgualcisce (oltre alla temutissima inflaZZZione che però non è un problema dei nostri tempi deflattivi), un uguale importo elettronico che passa di pos in pos è invece soggetto all’usura della commissione bancaria (che in quanto servizio è sempre buona e giusta, anche quando è imposto).

Le motivazioni sarebbero, come al solito, la lotta all’evasione fiscale, alle mafie, alla corruZZZione, ecc., ecc., ecc. ma anche un certo aumento del gettito fiscale.

Riguardo alla prima motivazione, quella della lotta all’evasione in tutte le salse, mi chiedo: come mai aziende che hanno incassi milionari TOTALMENTE TRACCIABILI, come ad esempio Google o Amazon, vengono sanzionate pesantemente dal fisco (non solo in Italia, ma nei vari paesi europei) a causa della loro sistematica evasione fiscale? E il tutto poi si risolve con i soliti condoni irrisori rispetto alle cifre contestate! Tracciabilità = mancata evasione fiscale? Si, forse però solo per le fasce più deboli che pagheranno come al solito anche per quelli che hanno tutto e sono al di sopra della legge.

Riguardo all’aumento del gettito fiscale mi chiedo: ma in un paese come l’Italia, noto per avere la pressione fiscale più alta al mondo, non è forse demenziale studiare manovre finalizzate a rastrellare ulteriori risorse attraverso la compressione del reddito, cioè attraverso l’impoverimento dei cittadini? Tanto più assurdo poi se si pensa che ci sono chiari segnali a livello mondiale di una imminente recessione! Una botta al cerchio e una alla botte, un metodo che in particolare dal 2011 è stato tradotto con la frase “Vi aiuteremo ma PRIMA dobbiamo avere i CONTI IN ORDINE!” Che in pratica significa che prima ci danno una sonora bastonata per poi aiutarci a rialzarci mettendoci in posizione per ricevere la prossima batosta.

Ora sul Sole 24 ore si citava un sondaggio swg svoltosi nel mese di luglio su un campione di 1500 persone maggiorenni, il 58% dei quali avrebbero dichiarato di essere d’accordo con l’eliminazione del contante. Un risultato che personalmente mi lascia assai perplesso, non so come sia stato posto il quesito ma credo (e spero)che tale risultato non sia molto attendibile. Perché un conto è combattere l’evasione con tutti i mezzi, un altro conto è invece limitare la libertà personale dei cittadini con catene sempre più corte. Perché è così che ci stanno riducendo, presto la nostra libertà si concretizzerà nel poter scegliere tra la catena e la gabbia o viceversa!

Un progetto che personalmente considero eversivo perché incostituzionale e soprattutto incompatibile con la democrazia! Che democrazia mai si potrebbe reggere su forme coercitive chiaramente considerate superiori alla stessa libertà personale?

Mi rivolgo quindi ai nostri attuali legislatori, a quelli che cioè hanno la possibilità concreta di realizzare una legge finalizzata a reprimere l’uso del contante: ma l’avete mai letto Orwell? Perché se non l’avete ancora fatto vi consiglio di leggerlo con attenzione, una volta instaurata la dittatura del Grande fratello nessuno (neanche voi) potrà sfuggire alla sua morsa opprimente!

Ridondanza fra natura e globalizzazione

Credo che possiamo tranquillamente affermare che la natura sia ridondante, cioè essa ha una sovrapproduzione di ogni cosa possa dirsi natura (semi, piante, organi, cellule, pollini, specie viventi…)! Tale principio in epoca globale può essere essenzialmente definito come “spreco”; in economia è uno spreco di soldi, in ecologia addirittura potrebbe essere considerato uno spreco di risorse e/o una forma di inquinamento volto a distruggere la natura stessa!

Ma se la natura preferisce essenzialmente un’ampia diffusione e soprattutto moltiplicazione di sé stessa, l’uomo odierno invece, pur essendo naturalmente diffuso in ogni parte del globo, preferisce forme intensive e super-concentrate di sviluppo: megalopoli, super-allevamenti, monoculture agricole, monopoli delle risorse, addirittura prevalenza del “pensiero unico” e del “modello sociale unico ed uniformante”! Ed anche una spinta rilevante verso la scomparsa delle culture in un mondo senza confini è sempre di più un dato di fatto.

Senza demonizzare la globalizzazione, possiamo forse affermare che essa sia perlomeno una presa di distanza dalla cosiddetta evoluzione naturale. Si passa da un modello di sviluppo estensivo dove l’abbondanza della diversità contraddistingue e protegge la vita, ad un modello intensivo, volto allo sfruttamento ed all’apparente sovrapproduzione. Dico apparente perché l’umanità sta esaurendo le risorse, non solo quelle naturali ma soprattutto quelle umane: in nome degli sprechi e delle virtù ogni eccesso va limitato! Efficientare, fare sacrifici, scontentare in nome di pseudo-principi superiori,… tutto ciò è la fucina di una società assai anti-umana! Un vero e proprio laboratorio volto alla concentrazione di TUTTO in NIENTE! L’antimateria della vita, magari sto esagerando un po’ lo ammetto, ma quanto disagio e quanta infelicità circonda le nostre vite.

Vorrei quindi concludere con un desiderio, che gli uomini riescano (di nuovo?) a organizzarsi ampliando i propri orizzonti e le proprie vedute, creando per esempio, una scuola “estensiva” per i ragazzi, fatta di tempi lunghi di assimilazione e non di travasi di sapere seguiti da statistiche e quiz di competenza. Oppure un sistema lavoro che valorizzi l’uomo, ogni uomo e non semplicemente sfrutti il lavoro come pura merce. O una sanità che curi la persona andando oltre la malattia, o un’economia che parli di risorse e non di debiti, o un’ecologia che vada oltre le analisi statistiche integrando l’uomo in ogni suo aspetto con il “sistema-natura”. Perché piaccia o non piaccia e all’interno della natura che l’uomo è collocato, anche gli aspetti sociali con le loro conseguenze si innalzano da queste fondamenta.

Non credo quindi che di possa tornare indietro, ad un mondo non connesso e con bisogni non impattanti sul sistema natura. Credo però che si possa andare avanti e ciò significa dare la precedenza a ciò che è bello oltre che utile, non aver mai paura di eccedere quando serve davvero allo state bene. La ridondanza come principio sociale e naturale al di là e al di sopra dell’utilitarismo ottuso e grigio della nostra epoca.

 

La “morale” delle riforme

Principi “morali” dell’etica capitalistica di stampo “neoliberista”

“Ti guadagnerai il pane con il sudore” a meno che non capiti che tu sia ricco!

Il “licenziamento” deve tornare a giocare il suo ruolo come misura disciplinare (tradotto : o accetti il tozzo di pane che ti diamo o ti attacchi al… tram!)

La “disciplina nelle fabbriche” e la “stabilità politica” sono più apprezzate dagli uomini d’affari dei profitti (il potere assoluto sul popolino non ha prezzo)!

Questi principi però poco hanno a che vedere con quelli della Costituzione, anzi essi altro non fanno che portare alla rimozione della sostanza e delle ragioni dello Stato costituzionale e del modello di società democratica che esso incarnava. Uno stato che pur con tutti i suoi difetti era nato con l’intento di garantire le libertà politiche e sociali di tutti i cittadini. Soprattutto metteva al primo posto le tutele sociali e il lavoro. Cose assai osteggiate dall’attuale classe dirigente e politica in modo trasversale da tutti i partiti.

Cito ad esempio uno stralcio di un articolo di Tommaso Padoa Schioppa pubblicato sul Corriere della sera del 26 agosto 2003

Titolo “Berlino e Parigi ritorno alla realtà”:
“…nell’europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio:
attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità”

Certo questa è una frase estrapolata dal contesto, ma emerge un giudizio estremamente negativo proprio dei diritti sociali costituzionali! E alla luce delle riforme attuali, parlando di sanità, scuola, pensioni e quant’altro, possiamo dire che quanto sopra desiderato da Padova Schioppa sia stato poi realizzato? Lascio ad ognuno trarre le proprie conclusioni

Mini Bot-ti di capodanno!

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<a href="http://Foto di lumpi da Pixabay“>Foto da pixabay

Come sempre devo ringraziare Stefano per l’articolo sui minibot che potete leggere sotto, anch’io avevo incominciato a scriverne uno a riguardo ma poi è rimasto incompiuto per questioni di tempo. Metto qui alcune considerazioni per approfondire le tematica affrontata. Intanto dopo le recenti dichiarazioni di Draghi che ha dichiarato che riprenderà il QE (ancora una volta per non far crollare la malandata baracca dell’Eurozona), abbiamo visto che lo sPRRRRRead è magicamente calato, così come magicamente calò nel luglio 2012 (era da mesi stabilmente sopra 500 nonostante l’arrivo del salvatore della patria Monti) quando lo stesso Draghi disse la famosa frase: “Faremo tutto il possibile per salvare l’euro. E credetemi sarà abbastanza”! Per dire che avere una banca centrale significa anche monetizzare il debito pubblico e renderlo sostenibile, cioè a “rischio ZERO”! Altro che un peso sulle generazioni future, ecc., ecc. ecc…. I rendimenti dei titoli di stato acquistati dalla BCE vengono redistribuiti ai vari paesi che li emettono, nel caso dell’Italia al Tesoro. Cioè essi sono un ATTIVO! Ma tale strumento in realtà nel contesto attuale serve esclusivamente ad IMPEDIRE ai MERCATI di far crollare l’EURO, cioè di farci uscire da un sistema che ha creato squilibri finanziari enormi e continuerà a crearli: ESSI chiudono la porta lasciando tranquillamente la casa in fiamme, questo stanno facendo. Le economie dell’UE sono in forte recessione ma per mantenere in vita un sistema morto si usano tutti gli strumenti finanziari a disposizione. E la deflazione da DEBITI PRIVATI, cioè quelli generati dal sistema finanziario (non dal debito pubblico), porterà ad una crisi globale devastante. In questo contesto “VIRTUOSO” l’idea dei miniBOT può essere buona soprattutto se essi diventano effettivamente una simil moneta circolante! Tante sono le forme di pagamento volontarie accettate in uno stato, la maggior parte di esse emesse dai privati come i buoni pasto! Nell’ultimo contratto dei metalmeccanici c’è addirittura una quota, mi sembra 150 o 200 euro, che viene pagata in buoni spesa dalle aziende. Quindi perché mai le imprese, cioè quelle che impongono ai lavoratori tali sistemi di pagamento, per bocca di Confindustria sarebbero invece contrarie affinché questo strumento lo usi lo Stato attraverso l’emissione di miniBOT? Misteri della fede (nel sacro Euro che tutto beatifica)!!! Vien da pensare che uno Stato in grado di emettere una qualsivoglia forma di moneta parallela sia meno ricattabile in caso di problemi; ricordiamo infatti come la BCE sia ricorsa al blocco dei movimenti di capitali in Grecia nel 2015, le banche chiusero per alcune settimane fino a che il governo Tsipras non venne incontro alle imposizioni degli euristi! Chiaramente agiscono sempre nell’interesse dei popoli e della demcrazia! O no? Ma vi lascio al post di Stefano…

I Minibot sono un‘idea geniale per cui non ce li faranno fare.

L’idea è quella di riacquistare parzialmente la SOVRANITA’ MONETARIA: avere cioè una piccola parte della moneta circolante non a debito ma a credito.

Mi spiego meglio.

L’euro (volutamente in minuscolo) è una moneta emessa dalla BCE, l’Italia se la deve far prestare a interesse e questo inevitabilmente aumenta il debito pubblico. Però è l’unica moneta a circolazione forzosa, che significa che chiunque è obbligato ad accettarla in pagamento.

I BOT (buoni ordinari del tesoro) sono quello che normalmente è denominato come debito pubblico, sono cioè quei pezzi di carta che lo Stato, in questo caso l’Italia, ti garantisce di pagare in euro aumentati di un certo interesse e ad una certa scadenza. Sono normalmente a taglio minimo alto (credo 1000 euri) e non sono mai a circolazione forzosa, cioè nessuno è obbligato ad accettare in pagamento.

I fantomatici Minibot sono dei BOT di taglio piccolo: (5,10, 20, 50, 100 euri), nessun accordo europeo né nessuna legge italiana impone un taglio minimo.

L’uso che se ne dovrebbe fare sarebbe quello di pagare i debiti che lo Stato ha già nei confronti dei cittadini e delle Aziende che hanno un credito fiscale nei confronti dello stesso (ad esempio: se faccio una spesa sanitaria lo Stato mi deve il 19% di quella spesa, credito fiscale).

Sono quindi un debito già esistente, non un debito in più, anche perché sono senza interessi e senza scadenza, si tratta solo di farglielo pagare prima e quindi avvantaggiare prima i debitori. Molte aziende sono fallite e gli imprenditori si sono suicidati perché lo Stato non gli pagava i crediti!

Dicevamo, non sono a circolazione forzosa, ma in questo caso lo Stato si impegna a riprenderseli in cambio delle tasse…! E quindi… solo gli scemi non li accetterebbero!!! Ma non solo: anche i successivi scambiatori li accetterebbero perché chiunque prima o poi ha da pagare le tasse, ed anche i lavoratori dipendenti potrebbero tranquillamente accettarli poiché sanno che qualunque commerciante glieli accetterebbe.

Dei Minibot hanno detto che sono illegali… perché?

Hanno detto che sono ancora più debito… perché?

Hanno detto che sono carta straccia… boh? La carta bianca (quando esce dalla cartiera) ha poco valore, ma se qualcuno sopra ci scrive qualcosa e magari ci mette dei timbri e delle firme, comincia ad avere molto valore legale, ci si può fare delle fortune od andare in galera.

Se uno Stato ti ci scrive che quel pezzo di carta se lo riprende in cambio delle tasse un certo valore ce l’ha… direi!

Il vero motivo, e non bisogna essere geni per capirlo, è che hanno una paura fottuta, perché sono un piccolo, timido, passettino verso una ritrovata sovranità monetaria che ci permetterebbe di fare delle vere politiche monetarie anti austerità e ci permetterebbe di svincolarci dalle “procedure di infrazione” con una bella risata! Un bel Botto di un Capodanno di rinascita per questo Stato maltrattato.

Chapeaux a Claudio Borghi!

Questione di matematica

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* Cacciata dal paradiso – Michelangelo Buonarroti

* primo esempio di corruZionismo, la colpa era di Eva mentre il serpente (corruttore), era lì per caso (e il Capo non c’era)!

Un paio di anni fa avevo scritto un post che si intitolava “CorruZionismo e armi di distrazioni di massa ” e che è abbastanza in continuità con il post di Stefano pubblicato sotto. In sostanza il discorso è: stabilito che la corruzione fa scandalo e deve essere combattuta, può un fenomenoche è nato con l’umanità (vedi immagine sopra!) essere la vera e unica causa di tutti i nostri problemi odierni? Ne dubito assai! Intato sappiamo che è un mantra mediaticamente assai diffuso, sappiamo che ha fatto nascere il “partito degli onesti” duri e puri, quelli che non cambiano mai idea neanche quando è l’idea stessa a cambiare i loro connotati! Ma questo è un altro discorso, sarà il post di Stefano a riportarci in tema. Buona lettura!

Purtroppo la gente, me compreso, si lascia abbindolare.

Sto per fare un discorso molto immorale, ma molto… mooolto pragmatico!!!

Qual è stato e qual è il successo mediatico di Tangentopoli, di Marco Travaglio, delle trasmissioni di Santoro, del Fatto Quotidiano,… dei 5 Stelle, eccetera?

Un’errata interpretazione della matematica!

Parliamo di soldi e di corruzione:

Se per esempio, io fossi un politico e rubassi allo stato… che ne so: un milione di Euri all’anno, magari per finanziare il mio partito, magari per poter fare una degna campagna elettorale e vincere le elezioni. O anche per me stesso e poi, magari, pagarci tutte le escort che voglio… ok, però… PERO’ sono un ottimo statista, faccio bene il mio mestiere e faccio stare bene tutti gli italiani.

Che cosa ne direbbero i suddetti pentastellati ecc…?: Che sono un porco maledetto e che vado messo in galera!!!

Bene! Io vado in carcere ed al posto mio viene uno integerrimo, ma che non capisce un c… di politica e di economia, si fa abbindolare dal potere forte di turno ed in breve fa sprofondare l’Italia nella crisi più devastante.

Che cosa direbbero sempre i suddetti? Che la colpa è sempre di qualche altro corrotto… insomma che colpa è della corruzione e non dell’incapacità! Come dire che se uno è onesto, automaticamente è anche bravo! Boh!

Ok! Ma è solo una questione di matematica!

All’opinione pubblica fa molto effetto sentir parlare di Centinaia di Mila Euri o di… Udite! Udite! Milioni di Euri!!!

Perché per ognuno di noi queste cifre sono… un sacco di soldi! Sono quei soldi che ti cambiano la vita!

Ma… per uno Stato… come l’Italia? Uno Stato di 60.000.000 di abitanti? Che cosa è un milione di Euri?

Praticamente niente!

È l’equivalente di 1,7 centesimi a testa, non si chiedono neanche di resto! Per assurdo, se ogni politico si frega un milione di Euri in tutto fanno 1 miliardo (è solo un ipotesi poiché non è materialmente possibile una ruberia di questa stazza…) comunque fanno 16,7 Euri a testa all’anno.

Per uno stato come il nostro per muovere qualcosa bisogna parlare di decine di Miliardi di Euri (uno a diecimila) o di centinaia di Miliardi di Euri (uno a centomila).

Per fare un esempio semplice, prendiamo il mega furto da un miliardo. Io sono un impiegato e guadagno 1500 Euri, quindi, c’è un ottima classe politica che fa funzionare bene tutto, ho tutti i miei bravi servizi sociali ed i miei figli hanno un futuro roseo… però… gravissimo… mi rubano 1,4 Euri al mese!!!

Che faccio? Ascolto i 5 Stelle o me ne frego e mi accontento dei miei soli 1498,6 Euri al mese?

Ho smesso da tempo di fare il moralista ed a me basterebbero dei politici validi, come quelli della prima repubblica, piuttosto che andare a fare le pulci per poi ritrovarsi una classe politica di incapaci e magari… pure ladri! Ma soprattutto incapaci… ed è questa la loro colpa più grave!!!

Sinceramente: preferireste farvi operare a cuore aperto da un ladro e puttaniere che ha salvato migliaia di vite umane con percentuali di successo del 99 per cento o da un integerrimo buon padre di famiglia che sbaglia un’operazione su due?

 

 

 

 

 

Partiti?

Il post sotto l’ha scritto l’amico Stefano, che ringrazio come sempre perché mi permette di pubblicare tematiche interessanti senza la fatica di doverle scrivere di persona e ne approfitto stravolentieri! Faccio solo una breve osservazione: a parte il discorso Lega=fascistaxenofoborazzista che avrà si una parte di verità ma che a me suona tanto come propaganda da becero regime globalista (non mi riferisco a te Stefano, ma allo stesso sistema che contesti nel post), ebbene l’idea di “fondare un partito” veramente sovranista! Se guardiamo a destra o estrema destra troviamo Casapound e Forza nuova, a sinistra come ben dice Stefano il PCI di Rizzo… Ma mi sembra che alle recenti elezioni europee i primi due hanno a malapena raggiunto lo 0,5% dei consensi (tutti e due insieme, se avete paura che in Italia ci sia il ritorno del fascismo leggete QUI), mentre Rizzo non è arrivato all’1%!!! Dico: a che serve fondare il partito dello 0,….?!?!? Non sarebbe forse più utile, stabilito il principio che se non si esce dalla gabbia dell’euro comanda solo il partito della finanza e i simboli dei partiti altro non sono che stemmini colorati, fare davvero un fronte sovranista, unire cioè le forze, di destra e di sinistra, per uscire dal sistema e una volta ripristinate le condizioni minime di democrazia, cioè la possibilità di una vera alternanza politica, fare tana libera tutti e tornare ognuno nelle rispettive classificazioni, ideologie, ecc., ecc., ecc.? Ma pare di no, non si può fare perché quello è comunista, quell’altro fascista, bianco, nero, verde, rosso e Verdone!!!!

Io sono di sinistra da sempre, non è un segreto e non me ne vergogno di certo, ma sono anche nazionalista, patriota e quindi sovranista e… non c’è niente di male: è perfettamente logico e non necessariamente di “destra”.

Cosa c’è di male a tenerci alla propria “casa”? Ad avere un senso di appartenenza? A tifare per la nazionale e per gli atleti italiani, ad essere contento se una eccellenza italiana è apprezzata anche all’estero? Ad ammirare il proprio paese e trovarlo bello, a sentirsi parte ed integrato ad una cultura, ad una lingua, a dei modi di fare?

Altresì, apprezzo anche le peculiarità e le bellezze dei paesi e dei popoli diversi dall’Italia e capisco e rispetto, quindi, i nazionalismi degli altri… nella diversità. Ecco la parola chiave: “Diversità!”, la diversità è ricchezza!

Essere quindi contrario alla globalizzazione, non condividere l’idea di “cedere” sovranità, eccetera… non è un atteggiamento di “destra”, ma è solo di buon senso. E’ il salvaguardare quell’immenso patrimonio che è la cultura umana e l’umanità stessa! Nella diversità! Diversa, non omologata, ma propensa alla condivisione ed al rispetto al fine dell’arricchimento di ognuno.

Nel secolo scorso, quando sono nati i partiti, c’era una contrapposizione netta: il modello capitalistico, ma con forte controllo e smorzato dallo stato, di tipo Keynesiano, rappresentato soprattutto dalla DC, che aveva come riferimento l’America. Ed il modello economico centralizzato dallo stato, di tipo Marxista-Leninista rappresentato soprattutto dal PCI, con il riferimento all’Unione Sovietica.

Invece, Il modello ordo-liberistico di Von Hayek, in cui non c’è più il controllo statale ed il mercato è l’unico regolatore, in cui i più forti vincono sempre sui più deboli, in cui la ricchezza si sposta inesorabilmente dal basso verso l’alto della piramide, in pratica il modello vincente attuale, non aveva partiti di riferimento. Anche perché in ogni luogo ed in ogni tempo in cui si è manifestato si è sempre, logicamente, autodistrutto in rivoluzioni, in crisi economiche epocali o con l’avvento di dittature.

Con il crollo del modello Sovietico, che si era rivelato poi un capitalismo di stato, in cui i “padroni” invece di essere i magnati dell’industria erano i burocrati della nomenklatura, la contrapposizione è diventata tra il modello Keynesiano e quello Neo-liberista. Che potrebbero essere intesi, nell’ordine, come l’odierna sinistra e l’attuale destra.

Vediamo ora come si sono di fatto schierati i partiti: c’è il blocco dei globalizzatori, Euristi ed Euroinomani capitanati dal sedicente di “sinistra” PD. Questa è l’attuale destra. Poi c’è il blocco (piccolino) dei sovranisti, capitanati ora dalla Lega, poi fino a che punto la Lega, M5S ed altri siano veramente sovranisti è un discorso da approfondire a parte, che sarebbe l’attuale sinistra (pensate un po’!).

Solo che c’è un però, anzi un PERO’ grosso come una casa, e cioè che questi partiti di “attuale sinistra” si portano dietro un fardello enorme di valori (valori tutti loro!) della destra tradizionale… vedi il nazionalismo più retrivo e becero con saluto da impero romano, la xenofobia ed il razzismo vero e proprio! Per non parlare poi dell’omofobia, della lotta alla cannabis (che non ha mai fatto male a nessuno), del tradizionalismo più inutile, eccetera, eccetera.

Possibile mai che per votare a sinistra io debba accettare di votare per dei partiti razzisti? Possibile mai che non ci sia un partito decente di sinistra vera? Un partito che voglia attuare un’economia Keynesiana che tenga a bada lo strapotere privato delle banche e delle multinazionali? Un partito che voglia nazionalizzare la Banca d’Italia e le maggiori banche italiane e che voglia re-istituire il “Glass steagall act”? Che, attraverso la ritrovata sovranità monetaria possa garantire il lavoro a tutti e renda così non ricattabili gli ultimi? Insomma di SINISTRA senza tutto il ciarpame di destra?

Perfino il PCI di Marco Rizzo, unico partito sovranista di vera sinistra, si rifà a quel fallimento storico dell’Unione Sovietica!

Uffa!!!

Un amico mi ha suggerito di fondarlo io un partito, va beh… riconosco i miei limiti, non ne sono capace, ma se qualcuno lo farà lo voterò!!!

 

 

 

Non andrò a votare alle europee (ma anche si)!

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<a href=”http://Foto di A. Krebs da Pixabay“>foto su Pixabay

Pubblico volentieri il post di Stefano, anche se questa volta non la pensiamo del tutto allo stesso modo. Infatti io credo che mai come in queste elezioni abbia un senso andare a votare alle europee. Quindi per chiarire entrambi i pensieri nei confronti di chi leggerà il post lo dividerò in due parti, una a favore del voto ( scritta da me) e una contro il voto ( scritta da Stefano).
Prima parte (scritta da Stefano) contro l’utilità del voto alle europee:

Di motivi ne ho diversi e non so da dove cominciare a spiegare.

Proviamo così:

Intanto perché il Parlamento Europeo, l’unico organo elettivo di questa nazione fasulla, non ha effettivi poteri. Quello che decide la Commissione Europea, mai eletta da nessuno, è già legge ed a poco vale l’eventuale eccezione del Parlamento. In seconda istanza il Parlamento deve approvare. Quindi che presa in giro è? In democrazia rappresentativa chi va a votare delega a qualcuno il proprio potere sovrano (del popolo) per esercitarlo, appunto, in vece sua, secondo i desiderata stilati nel programma del partito di riferimento.

Se io, votante, delego a qualcuno il mio potere, ma poi effettivamente lui non conta un ca… (finisce per …zzo) a che serve?

Come se non bastasse non decide solo la Commissione Europea, ma insieme agli altri due organi della famosa Troika. Ovvero la BCE (l’insieme delle Banche Nazionali Europee) e cioè un ente PRIVATO: ogni Banca Nazionale è posseduta da un consorzio di Banche private, con una partecipazione minoritaria dei singoli Stati. A controllo, quindi, privato. Il Gotha della finanza speculativa Europea che ha avuto già vita facile, dopo l’abolizione del “Glass Steagall Act” di clintoniana memoria, il quale (Clinton) verrà ricordato per la bazzecola della fellatio e non certo per questo vero abominio. Che ha causato, tra l’altro la grande crisi del 2007. Poi c’è, come terzo componente della Troia… pardon… Troika, l’FMI (Fondo Monetario Internazionale)… praticamente la stessa cosa della BCE, però estesa a tutto il mondo (leggasi: Finanza Speculativa soprattutto Americana).

Quindi il mio deputatucolo eletto col mio votucolo che cosa conterebbe? Risposta: Un, seguito dalla stessa parola che finisce con ..zzo.

Altro argomento: L’Europa… anzi più precisamente “Questa Europa”… che, di per se, il concetto non sarebbe sbagliato: fare una grande Nazione Federale, con un solo governo, una sola moneta, un solo esercito, soprattutto un solo governo… ci renderebbe più forti, competitivi sul piano internazionale, ci metterebbe al riparo dalle tante guerre continentali che abbiamo avuto… solo che… io non ci credo! A dimostrazione della mia tesi c’è l’effettiva pseudo-realizzazione della tesi europeista: liberismo sfrenato, deregolamentazione sfrenata dei mercati, speculazione sfrenata, divaricamento sfrenato della forbice tra ricchi e poveri, progressiva perdita di ogni garanzia lavorativa, progressiva perdita di ogni progettualità di vita.

E poi, sinceramente, ce li vedete insieme i tedeschi con gli spagnoli? O gli irlandesi con gli inglesi? O gli italiani coi francesi? O i greci con gli olandesi? Eccetera? Io no!

Altro argomento: chi andare a votare? Un partito europeista ed euroinomane… beh dopo quello che ho spiegato… Quindi un partito anti-europeista…? Ma scusate, io dovrei votare, per eleggere nel parlamento di una nazione in cui non credo, un partito anti-sistema? Ma non vi sembra un po’ come tagliarselo per fare un dispetto alla propria moglie?

Parlo sempre di quella cosa che finisce per …zzo!

Va beh, speriamo che il 26 maggio ci sia il sole così vado al mare!

Ecco la seconda parte (scritta da me) pro voto per le europee:

Qui non si tratta di dare una legittimazione democratica al finto parlamento europeo, quanto piuttosto, perlomeno per l’Italia, di sostenere politicamente il governo giallo-verde che è visto come fumo negli occhi dalle élite eurocratiche! Perché pur con tutte le loro contraddizioni – euro si, no, forse, boh…- il recupero di una possibile sovranità perduta passa attraverso questa coalizione di governo!

O vogliamo forse ripristinare il solito (e dagli esiti scontati) bipolarismo centro-destra vs centro-sinistra?

Intanto possiamo tranquillamente affermare che non esiste ne mai esisterà alcuna super-nazione europea! Grazie alle enormi asimmetrie economiche causate dalla moneta unica – debole per gli stati del nord Europa ma forte per quelli del sud Europa – in pochi anni ogni residua speranza di unione è miseramente naufragata in nome di riforme volte unicamente ad impoverire i popoli europei. Le relazioni economiche, diplomatiche, la “tenuta sociale” degli stati europei che è alla base della pace, sono davvero migliorate nel ventennio dell’euro? E siamo sicuri che non ci siano davvero alternative politiche ad una sempre più probabile guerra civile (basta vedere cosa sta accadendo in Francia) causata dalla presa in giro di quelli che “cambieremo l’Europa dall’interno” o “un’altra Europa è possibile”? Che poi è certo che un’altra Europa è possibile, quella lontana dal paternalismo dei padri af-fondatori dell’UE, che hanno imposto un modello politico-economico senza passare attraverso il consenso popolare, perché “la gente non avrebbe capito”!!! Ma cosa c’è da capire quando ti propongono impoverimento, precariato, degrado e privatizzazioni selvagge in nome del Mercato sacro e contro lo Stato ladro? E su questo io e Stefano siamo certissimamente d’accordo!

Allora perché non votare? Perché pensare che non ci siano alternative e che il sistema non possa davvero cambiare con un voto? Certo non sarà il Parlamento europeo a decidere il destino dell’Europa, ma il voto della gente è tutt’altro che neutro: nel gioco schizofrenico del Mercato, dove gli interessi degli speculatori sono sempre nell’immediato e soprattutto sono divergenti e raramente coordinati, io credo che questo voto potrà fare molto di più di quello che possiamo immaginare!
“Grande la confusione è sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole!” cit. Mao Tse-Tung

Su(l)l’IVA, (giù)l’IVA

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<a href="http://Foto di Michael K da Pixabay“>In attesa di IVA l’oca giulIVA!

Su Repubblica relativamente al possibile aumento dell’IVA il ministro Tria dichiara: “La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative (LEGGI QUI )!

Ora io sono perfettamente consapevole che le alternative ci saranno se e solo se la parte eurocritica del governo uscirà rafforzata dalle prossime elezioni europee. E basterebbe un decreto a cancellare una volta per tutte ste famigerate clausole di salvaguardia per introdurre poi misure realmente anticicliche che non tengano conto di astrusi parametri fiscali che altro non sono che misure d’austerità recessive (in realtà tanto amate proprio dai ragliatori della crescita che hanno affossato il paese)!

Ma per fare un’analisi sull’oggi riprendo qui brevemente alcune riflessioni fatte dal grande economista J.M. Keynes nel suo libro “Autarchia economica” del 1933.

Keynes sul ruolo dello Stato in economia:
“…Noi distruggiamo le bellezze della campagna perché gli splendori della natura, accessibili a tutti, non hanno valore economico. Noi siamo capaci di chiudere la porta in faccia al sole e alle stelle, perché non pagano dividendo. Londra è una delle città più ricche che ricordi la storia della civiltà, ma non si può permettere i massimi livelli di civiltà di cui sono capaci i suoi cittadini, perché non rendono… E’ lo Stato, piuttosto che l’individuo, che bisogna cambi i suoi criteri. E’ la concezione del Ministro delle Finanze, come del Presidente di una specie di società anonima, che deve essere respinta.”

Capito ministro Tria e suoi predecessori? Non siete a capo di una società anonima amministrata per fini non meglio definiti, ma siete invece a capo di uno Stato che deve garantire prioritariamente sostegno ai propri cittadini, che può e deve creare le “città delle meraviglie” cancellando una volta per tutte la mentalità contabile per cui ogni persona è un numero in una lista senza priorità e dignità alcuna. Ma continuiamo con Keynes…

Le parole del grande economista sono critiche nei confronti delle scelte di politica economica attuate dai governanti europei negli anni ’30 del secolo scorso, ma risultano estremamente attuali:
“… Invece di usare le loro moltiplicate riserve materiali e tecniche per costruire la città delle meraviglie, gli uomini dell’ottocento costruirono dei sobborghi di catapecchie; ed erano dell’opinione che fosse giusto ed opportuno costruire delle catapecchie, perché le catapecchie, alla prova dell’iniziativa privata, <<rendevano>>, mentre la città delle meraviglie, pensavano, sarebbe stata una folle stravaganza che, per esprimerci nell’idioma imbecille della moda finanziaria, avrebbe <<ipotecato il futuro>>, sebbene non si riesca a vedere, a meno che non si abbia la mente obnubilata da false analogie tratte da un’inapplicabile contabilità, come la costruzione oggi di opere grandiose e magnifiche possa impoverire il futuro”.
“…la nazione nel suo insieme sarebbe senza dubbio più ricca se gli uomini e le macchine disoccupate fossero adoperate per costruire le case di cui si ha tanto bisogno, che non se essi sono mantenuti nell’ozio. Ma le menti di questa generazione sono così offuscate da calcoli sofisticati, che esse diffidano di conclusioni che dovrebbero essere ovvie, e questo ancora per la cieca fiducia che hanno in una sistema di contabilità finanziaria che mette in dubbio se un’operazione del genere <<renderebbe>>. Noi dobbiamo restare poveri perché essere ricchi non <<rende>>. Noi dobbiamo vivere in tuguri, non perché non possiamo costruire palazzi, ma perché non ce li possiamo permettere.

Quante volte abbiamo sentito ripeterci il mantra “abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità”? Non è cambiato molto e la storia non ha insegnato nulla agli uomini! Le critiche che Keynes rivolgeva ai politici di allora, che con le loro assurde scelte economiche impoverivano interi popoli ad esclusivo vantaggio di pochi gruppi industriali legati a doppio filo con il sistema finanziario, potrebbero essere ripetute pari pari ai politici italiani e più in generale europei (ma anche USA, Cina, ecc., ecc.). E a me dell’oca giùl’IVA o dei vincoli di bilancio o del debito pubblico BRUTTO poco importa. Attendo con speranza la “città delle meraviglie” perché di altra povertà e menzogne, magari condite da solite guerre devastanti non vorrei proprio più sentir parlare…

Bruxelles, reddito di cittadinanza e quota 100!

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Stefano ha scritto questa interessante riflessione sulle tanto discusse riforme del governo: reddito di cittadinanza e quota 100! Da parte mia aggiungo solo che il reddito di cittadinanza è essenzialmente uno strumento funzionale alla precarizzazione del lavoro! Serve cioè a livellare i salari sul “reddito” stabilito dallo Stato e ingabbiare, appiattire i lavoratori dentro questo sistema: accetti il lavoro offerto dall’impresa o sei fuori! Il problema è che sappiamo già che per gli imprenditori al Sud, i 780 euro, sono troppi!!! Ciò significa che lì i salari sono molto al di sotto di questa soglia e ciò ai generosi padroni non va assolutamente bene. Vedremo quindi quanto sarà redistributiva questa manovra, nel breve periodo certamente si, darà un po’ di respiro a molte persone, ma nel lungo non ha futuro, non è in grado di migliorare alcunché perché si basa su un sistema lavorativo che favorisce comunque la precarietà e lo sfruttamento. Dove ci sono le tutele e il lavoro è garantito il reddito di cittadinanza non serve, è un controsenso. Dobbiamo scegliere fra redistribuire il reddito tra e i lavoratori e i padroni (grandi aziende)  o lasciare tutta la torta in mano a quest’ultimi completando così il lavoro fatto dai governi precedenti. Basta con le prese in giro, con gli esperimenti contabili fatti sulla pelle della gente. Lo Stato torni a fare lo Stato, garantisca cioè equità e diritti sociali, in primis il lavoro. Tutto il resto, sistema pensionistico “umano” compreso, verrà fuori come logica conseguenza. Ma vi lascio al post di Stefano…

Ancora non ha potuto fornire alcun esito, ma la manovra finanziaria ha già i suoi effetti nefasti: per i burocrati di Bruxelles l’Italia non avrà crescita nel 2019 o ne avrà meno del previsto e bla bla bla.

Hanno detto che il “reddito di cittadinanza” va nelle direzione giusta, ma la “quota 100” mai e poi mai!!!

Traduciamo:

l’elemosina data a persone considerate incapaci di lavorare come matti e di produrre per tutta la vita per stipendi da fame, purché restino in vita e continuino ad essere consumatori, va bene.

Riconoscere che delle persone, stanche da una vita di lavoro, di solito stressante e disumanizzante, possano finalmente concedersi il lusso di riposarsi un po’, e magari curare di più i propri affetti ed interessi, no!

Premetto che non sono d’accordo né col primo né col secondo caposaldo del “governo del cambiamento” (solo a parole).

Cominciamo col secondo: non va bene né la quota 100 né la “Fornero”, era meglio prima, c’era la vecchiaia… tipo a 65 anni (e già sono tanti) o l’anzianità con 40 anni di lavoro… caspita!!! Quarant’anni di lavoro sono un’enormità!!! Non bastano? Quanto deve disumanizzarsi uno? No, uno deve restare almeno fino a 62 anni, e magari ha già lavorato per 45 anni!!! Fermo restando che se qualcuno era così fortunato da fare un lavoro che gli piaceva, particolarmente stimolante o creativo, nessuno lo obbligava a smettere.

Ma soprattutto col primo punto perché… perché che senso ha?

Ci sono due tipi di attività lavorative:

quelle che producono un reddito, un valore aggiunto monetizzabile e di solito sono appannaggio dei privati. Quindi tutto il mondo dell’imprenditoria e della produzione di beni e servizi.

E quelle che non producono un reddito, che sono anche loro servizi utili alla collettività, ma queste sono appannaggio degli stati.

Bene, visto che lo stato deve pagare questo reddito di cittadinanza, la disoccupazione, la cassa integrazione, eccetera… perché non utilizzare questa potenziale forza lavoro per le attività non redditizie?

Quanti anziani e bambini ci sono da accudire? Quante foreste, spiagge e fiumi ci sono da pulire? Quanti lavori imprevisti ed urgenti ci sono nell’amministrazione pubblica? Quante sistemazioni contro il dissesto idro-geologico? Per non parlare poi delle eventuali (non auspicabili) emergenze catastrofiche…

Inoltre, la dignità dove la mettiamo? Tornare a casa dopo aver lavorato e sentire di esserseli guadagnati quei soldi, piuttosto che ricevere un sussidio, un’elemosina appunto? Inoltre, continuare a stare in attività, magari imparare altre professioni… spendibili nel privato? Inoltre, e questo è il punto più importante, renderebbe la gente non ricattabile, eliminerebbe il caporalato e gran parte del lavoro nero.

Sono contrario al reddito di cittadinanza e favorevole ad un programma di lavoro garantito dallo stato!