Categorie
Attualità Politica ed economia

Contiamo il contante

Immagine da pixbay

 

Le mie idee sulla questione le avevo esposte nel post “Lotta al contante” https://opinioniweb.blog/2019/09/18/lotta-al-contante/. Nel post che segue potete leggere un’efficace riflessione dell’amico Stefano

Post di Stefano

Ultimamente ho letto, con piacere, che la BCE… la BCE!!! Non gradisce che l’Italia attui la limitazione del contante nei pagamenti. Non avrei mai creduto in vita mia di poter essere d’accordo con l’immonda istituzione, ma nella vita non bisogna mai porsi dei limiti e la capacità di confrontarsi con gli interlocutori senza il “paraocchi” credo sia una dote delle persone intelligenti (tranquilli… mi considero stupido su tante altre cose!). Una tendenza, ormai chiara a tutti, è quella di limitare al massimo l’uso del contante, fino a farlo scomparire del tutto a favore dei pagamenti elettronici: Carte di credito, Bancomat, Smartphone… ed in futuro tramite microchip innestato sottopelle… ecc. Per tutto questo la “scusa” principale è la solita: combattere l’evasione fiscale, visto che il lavoro in nero viene pagato, appunto, in contanti. A parte il fatto che le transizioni per le grandi e significative evasioni non vengono affatto effettuate in contanti, ma con passaggi di denaro virtuale appoggiato in paradisi fiscali e che quindi la limitazione al contante semmai colpisce i piccoli: i soliti tartassati che, per lo più, attuano una evasione fiscale di sopravvivenza. Inoltre i pagamenti “locali” fatti da e per la malavita organizzata vengono effettuati in contante senza limite di somma, ovviamente. A parte quindi questo, è ovvio che il vero motivo è di favorire il sistema bancario che, attraverso le commissioni, la maggiore liquidità presente in cassa e la possibilità di risolvere le crisi bancarie stesse attraverso la predazione dei risparmi dei correntisti (vedasi Bail-In), possono lucrare e spadroneggiare come vogliono. Ma, l’eliminazione del denaro contante è estremamente pericolosa! Per la libertà stessa! Già ora siamo anche troppo controllati: dall’agenzia delle entrate, dalle banche stesse: ho provato a fare un movimento di denaro strano (per loro!) per comprare il camper e da allora mi assillano per “adeguate verifiche”. Dalle ditte produttrici di qualunque cosa: chissà perché ogni volta che ci interessiamo o compriamo qualcosa su internet veniamo subissati di pubblicità, guarda caso, proprio di quegli articoli lì! Senza più contante il controllo sarebbe totale… ma scusate: se io volessi fare qualche acquisto al sexy shop o… volessi andare a puttane? Perché qualcuno dovrebbe essere autorizzato a saperlo? Se mi volessi curare con farmaci non ortodossi (legali eh)? Se volessi ubriacarmi dalla mattina alla sera? Se volessi drogarmi con psicofarmaci legali? Ma semplicemente, se non volessi far sapere a chichessia quanto sono ricco, di soldi guadagnati onestamente… saranno cavoli miei o no? Ma c’è di più: senza contante basterebbe un black out, anche limitato al CED, della banca per non avere più disponibilità… che cosa mangio? Basterebbe un hacker a distruggerci! Il servizio segreto di uno Stato a noi nemico? Ma il top è semplicemente: uno Stato fintamente democratico, al quale non siamo simpatici, che si inventa una accusa di crimine terribile (per esempio): EVASIONE FISCALE!!! Per metterci fuori gioco bloccando il nostro credito. Una vera manna per uno Stato tecnocratico e fascistoide. Meno male che i “poteri” sono ancora divisi tra vari “potentati” e a volte il conveniente di uno non è quello dell’altro. Stavolta è la BCE che non ha convenienza! Ooops, mi sono rimesso il paraocchi!!!

 

Categorie
Attualità Politica ed economia

Cuneo fiscale e pensioni

 

Le dichiarazioni dei sindacati confederati riguardo al taglio del cuneo fiscale che porterebbe sin da luglio un aumento dello stipendio netto dei lavoratori tra i 20 e i 100 euro sono unanimi e lodano il governo: bene, bravi, bis!!!

 

Dicono giustamente che il cuneo fiscale italiano è molto elevato, si aggira intorno al 47% contro una media europea del 36%. Esso è composto per una parte minoritaria dall’irpef e per oltre il 30% da contributi previdenziali ( una parte pagata dai lavoratori e una pagata dal datore di lavoro). Quello che non dicono  è che gli stipendi medi dei lavoratori italiani rispetto ad altre nazioni dentro l’UE con un pil comparabile al nostro sono tra i più bassi in assoluto!!!

Attualmente il bonus Renzi consiste in un credito d’imposta fino ad un massimo di 960 euro calcolato in base a delle fasce di reddito oscillanti fra 24000 e 26000 euro. Tale credito viene versato dal datore di lavoro e poi successivamente recuperato mediante compensazioni dalle ritenute fiscali o nel caso l’irpef dovuta dal lavoratore risultasse inferiore al credito versato attraverso una riduzione dei contributi previdenziali. Spetta poi all’INPS recuperare tali somme e versarle ai lavoratori. Nella manovra attuale il bonus viene esteso a fasce più ampie di lavoratori e trasformato il detrazione. Rimane comunque selettivo, cioè attribuito in base a delle precise fasce di reddito e solo ad alcune categorie di lavoratori. Quindi NON si configura in una vera riduzione delle aliquote IRPEF e per ora è un beneficio limitato ai lavoratori.

Per il futuro sono molte le ipotesi al vaglio per ulteriori tagli al cuneo fiscale. Fra le varie possibilità un problema sulla questione l’evidenziava proprio un sindacato nel lontano 2016 – la UIL – che a seguito di uno studio affermava “L’ipotesi di limare il cuneo fiscale abbassando la contribuzione previdenziale di 6 punti percentuali, 3% a carico del datore di lavoro e 3% a carico dei lavoratori, avrebbe gravi conseguenze sulle pensioni future di milioni di italiani con tagli anche del 18%: si arriverebbero a perdere con 35 anni di contributi, ad esempio, circa 298 euro al mese per 3.874 euro annui mentre con 43 anni di contribuzione l’assegno pensionistico potrebbe arrivare a perdere 412 euro al mese per complessivi 5.356 euro all’anno.” Clicca QUI per leggere!

Quindi se si tagliassero i contributi avremmo certamente pensioni più basse e la tassazione tolta oggi si riverserebbe con pesanti conseguenze sulle pensioni future dei lavoratori. Inoltre possiamo aggiungere che il 3% non pagato dal lavoratore sarebbe soggetto alla tassazione irpef una volta rientrato nello stipendio netto. Cosa evitabile – evidenziano i tecnici che stanno studiando una soluzione – lasciando al lavoratore la possibilità di versare questa percentuale in una pensione integrativa. InZomma una grande novità: spostare l’enorme “ricchezza” del sistema previdenziale pubblico verso la gestione privata ( QUI il pdf della UIL contn tutte le ipotesi di taglio contributivo)!

Un progetto ambizioso certo e da portare avanti con estrema cautela, soprattutto perché attualmente le pensioni in essere sono ancora pagate da chi lavora e quindi versa i contributi. Le ultime riforme hanno già pesantemente precarizzato il lavoro e mantenuto i salari su livelli estremamente bassi. I dati dimostrano che i salari reali in Italia sono calati negli ultimi dieci anni di oltre il 4% tornando di fatto all’era precrisi. Oltre alla disoccupazione sono aumentati i lavori part-time. La situazione è allarmante e proprio in questi giorni si evidenziava il fatto che per 400mila famiglie la presenza di un nonno pensionato consente di dimezzare l’esposizione al rischio povertà. E questo nonostante le pensioni percepite dalla maggioranza degli italiani si attestino intorno ai 1000 euro!

Ricapitolando: tagliare ulteriormente il cuneo fiscale significherà con ogni probabilità tagliare anche i contributi pensionistici e ciò potrebbe comportare, in forma volontaria ma comunque ben propagandata con vantaggi fiscali e altro, un almeno parziale smantellamento della previdenza pubblica con probabile e incentivato spostamento verso quella privata (pensione integrativa – fondi pensione…). Se pensiamo ai continui allarmismi sulla tenuta del sistema pensionistico e sulla necessità di un indefinito allungamento dell’età pensionabile sembra proprio che questo sia un effetto voluto!

Perché gira che ti rigira è sempre lì che si va a sbattere: lo Stato è brutto, cattivo e inefficiente! Allora ci vuole MENO Stato! E siccome lo Stato non ha i soldi per garantire un futuro ai propri cittadini, ebbene ecco che il PRIVATO, attraverso il MERCATO, ci viene incontro garantendoci un (fanta)sioso assegno previdenziale!!!

Quindi bravi sindacati, non insistete troppo sui rinnovi dei contratti di categoria, perché il pubblico deve risparmiare (lo Stato non ha i soldi) e il privato deve produrre (quindi un lavoratore deve costare poco). Per aumentare il potere di acquisto dei lavoratori servirebbero sin da subito adeguati aumenti salariali, unico e vero stimolo ai consumi a al rilancio dell’economia reale. Ma visto che NON CI SONO I SOLDI (dicono ESSI) meglio parlare d’altro. Del resto non siete proprio voi i primi a credere che lo Stato è come una famiglia e che si deve risparmiare e che così ci sarà un bel tesoretto e finalmente tutti vivremmo felici e contenti?

Comunque il prossimo passo come affermano esponenti del governo sarà probabilmente rivolto ad un taglio dell’IRPEF, quindi stavolta tutto bene non è vero? Peccato che chi vuole risparmiare (sulla pelle dei cittadini) non fa che spostare la coperta a seconda di dove gli fa comodo. L’UE da tempo immemorabile chiede all’Italia di spostare le tasse dalle persone alle cose, quindi quale migliore occasione per tagliare l’IRPEF spostando la tassazione sulla fiscalità generale. Che significa in poche parole aumentare l’IVA e se non bastasse le solite accise, oltre ad un’ulteriore rimodulazione delle detrazioni! Ci penserà poi la solita propaganda a far passare una sonora bastonata sulle nostre spalle per un lauto regalo a vantaggio di tutti i cittadini. Per i padroni questo e altro, non ci sono dubbi purtroppo!

Al di là delle battute e della facile ironia, la situazione attuale è purtroppo il frutto della convergenza di intenti di tutte le forze politiche e sindacali che dagli anni 90 hanno scientemente collaborato per distruggere il welfare, cioè le tutele sul lavoro che dal dopoguerra hanno garantito ai lavoratori dei VERI DIRITTI e un lavoro dignitoso in grado di migliorare la propria condizione sociale.

 

L’unica speranza che questo sistema si autodistrugga e non porti a compimento tutte le proprie demenziali riforme è proprio la stupidità condita dall’incapacità di chi ci rappresenta ( e non mi riferisco qui solo a questo governo ma più in generale alla nostra classe politica). Infatti uno Stato che accetta il mantra liberista “NON CI SONO I SOLDI” e applica le regole di riduzione del deficit e pareggio di bilancio, anche in questo caso non può che fare misure di portata troppo piccola rispetto alla gravità della recessione in atto. Quindi il taglio del cuneo non sarà in grado di incidere sul PIL, ma probabilmente potrà generare falle soprattutto sul bilancio statale accelerando il crollo di un modello economico socialmente insostenibile.

Categorie
Attualità Politica ed economia

Il nostro nemico

entrepreneur-1426333_640
<a href=”http://Foto di Gerd Altmann da Pixabay“>Da pixabay

Post molto interessante quello scritto qui sotto da Stefano, mi permetto di aggiungere solo una breve riflessione personale. Relativamente alla Banca centrale, che sia di proprietà pubblica o privata per me è un problema secondario. Invece è estremamente importante la questione dell’indipendenza.
Perché dovremmo chiederci: ma indipendente da chi? Essenzialmente dalla politica, o meglio da chi in qualche modo sarebbe legittimato da un mandato democratico. Infatti sono esclusivamente questioni di natura economico finanziarie quelle che guidano le decisioni prese dalla BCE; stabilità dei prezzi e inflazione intorno al 2%! Entrambe stabilmente disattese fra l’altro visto il prolungarsi della deflazione. Ma che purtroppo hanno una ricaduta sulla politica, condizionandola in modo palese.
Inoltre la BCE a differenza di altre banche centrali NON può agire come prestatore di ultima istanza. Dobbiamo quindi legittimamente domandarci: è mai stata una vera banca centrale? Perché se lo fosse sinceramente non si capisce il motivo di astrusi meccanismi di compensazione come il MES.
Concludo affermando che nell’UE ci troviamo di fronte a stati senza moneta e ad una banca centrale che agisce di conseguenza come se gli stati non ci fossero: il modello economico si limita a creare soldi e spostarli, come se l’unico problema rilevante fosse una contabilità ideale ed idealizzata, in grado da sola di sanare ogni forma di iniquità! Capite ora, come dice Stefano, dove sta il nostro nemico? Vi lascio alla lettura del suo post.

Secondo me, dovremmo imparare tutti ad aggiustare la mira ed a prendercela
con chi davvero vuole il nostro male. Purtroppo però i veri nemici sono bravissimi a dirottare le nostre energie verso le piccole diatribe locali, spesso pregiudizievoli, inconcludenti, pretestuose ed alla fine inutili!

I nostri veri nemici sono davvero abili a portare gli scontri sul piano orizzontale invece di come dovrebbero essere, e cioè verticali! E’ una conoscenza antica e loro sono maestri del “Dividi Et Impera”.
Voglio fare un esempio di attualità: le “Sardine” dicono di essere antifasciste, antisalviniane ed anti sovraniste e poi cantano “Bella Ciao”…
La famosa canzone è un po’ il simbolo della lotta partigiana, per cui, fin qui, sull’antifascismo nulla da eccepire. Salvini… come sempre ripeto, non mi sta simpatico per niente, non condivido quasi nulla di quello che dice, non l’ho mai votato né lo voterei mai, ma tutto mi sembra meno che un piccolo duce. Finora si è mosso sempre in modo rigorosamente democratico, cerca i voti con delle campagne elettorali, spesso, sopra le righe, ma cerca dei democratici voti! E’ stato al governo in quanto leader di una coalizione di maggioranza e, quando è stato sfiduciato dal parlamento, è andato a far parte dell’opposizione. Da oppositore, come tutti gli oppositori, cerca di andare al più presto alle votazioni per poter tornare al governo. Come fanno tutti! In tutti i paesi democratici del mondo! Propina idee di destra, come ogni leader di destra, ma è prevista una “destra” in ogni parlamento, per cui…
Le sardine sono contrarie a Salvini, benissimo… anch’io!… solo che io mi limito a non votarlo, ma a lui tutta questa cassa di risonanza, secondo me, fa solo gioco e di voti ne prenderà un sacco.
Poi sono anti sovraniste… e, per me, questo è il punto fondamentale. Vedete come sono bravi i nostri veri nemici? Attraverso un attento uso dei media, hanno ridotto il sovranismo ad una sorta di teoria del “complotto”. Mettono insieme i sovranisti ai terrapiattisti…
Quelli che per primi cantarono “bella ciao” furono i partigiani, i cui rappresentanti politici stilarono la nostra costituzione. Può essere perfezionata,certo, ma a me sembra meravigliosa. Ed è stata concepita per non permettere mai più l’instaurazione di un regime fascista. Vediamo come recita il primo articolo:
«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»
Quindi, essendo noi il popolo, dovremmo essere i titolari delle sovranità di questo stato, o no?
Questo è esattamente quello di cui parlano i sovranisti e a me sembra perfettamente legittimo, o no?
Ci sono varie sovranità in uno stato, ma quella che incide di più, la base attraverso la quale si possono adottare tutte le politiche rivolte alla salvaguardia di ogni diritto fondamentale, del raggiungimento del benessere e della crescita della persona… è quella monetaria! Solo attraverso la sovranità monetaria, la capacità di battere moneta, la capacità di tassare secondo scelte politiche, la capacità di variare i tassi di interesse, la capacità di aumentare o diminuire il debito pubblico… uno Stato sovrano può adottare le sue politiche rivolte al bene del popolo.
Prima col divorzio della Banca d’Italia dal Tesoro del ’81, poi con l’adesione al Serpente Monetario del ’92 ed in fine, dulcis in fundo, con l’adozione del “mostruoso” euro nel 2002, il popolo italiano ha perso la più importante delle sovranità, ma per cederla a chi? : Tecnicamente alla BCE! Che cosa è la BCE? : Il consorzio delle varie Banche Nazionali aderenti all’euro… e non solo! La Bank of England, per esempio, detiene il 14,33% della proprietà della BCE e non fa parte del’eurozona. E chi possiede le varie Banche Nazionali? : Un consorzio delle varie banche private di ogni singolo stato e non solo, in cui la quota di partecipazione del Tesoro degli stati stessi è minoritaria. In pratica la BCE è un soggetto privato, è una società PRIVATA!
Ora: aver ceduto la più importante delle sovranità (che tra l’altro è incostituzionale!) ad un privato non suona come aver ceduto ad un individuo, esterno alle dinamiche democratiche, il potere di decidere dei nostri destini?
Quel potere gestito da un soggetto non democratico non assomiglia al fascismo? Magari moderno e tecnocratico, ma sempre fascismo è!!!
Ora, i moderni cantatori di “bella ciao”, a loro insaputa, favoriscono un fascismo tecnocratico, ma moderno!
Un vero capolavoro del potere! Ci fanno azzuffare come galline e loro, probabilmente, ridono di noi.
Io credo che movimenti come quello delle Sardine, prima di loro i Girotondini, quelli che furono i 5 stelle, in qualche modo i Leghisti, alla base, sia costituito da gente in perfetta buona fede, con idee diverse, ma questo fa parte del dialogo democratico. Ora io mi chiedo: ma perché non si smette di guardare solo all’altezza degli occhi, perché non si smette di cercare il nemico solo sul piano orizzontale e non si rivolge lo sguardo verso l’alto? Perché è lì il nostro nemico!
Ah… per “alto”, intendo la sommità di qualche grattacielo sede delle banche!

Categorie
Attualità Politica ed economia

MES so scordato!

Mentre il premier in mattinata dall’Aula di Montecitorio garantisce che mai ha pensato di scavalcare il parlamento e che nulla è ancora concluso e che Salvini non legge i dossier e che sono tutte falsità dell’opposizione… sull’ansa leggiamo questa notizia: <<La riforma del Trattato sul Mes “è stata già approvata a giugno, stiamo solo discutendo la legislazione secondaria, meglio chiudere ora”: così fonti dell’Eurogruppo coinvolte nel negoziato sul Mes>> Qui l’articolo

Forse si è dimenticato di che cosa si era deciso negli incontri di giugno?

InZomma mi chiedo: quando il PD parla di credibilità del paese, a che cosa si riferisce? Perché qui gli eurocrati, in un momento così delicato per il premier che “deve metterci la faccia” di fronte al parlamento e al paese, ebbene sembra proprio che lo smentiscono su tutta la linea!

Una vicenda assai triste, traspare esattamente ciò che il PD a parole vorrebbe difendere: la totale mancanza di rispetto nei confronti dell’Italia. Oppure una totale mancanza di rispetto nei confronti di chi non riesce a rappresentarci degnamente. O anche entrambe le cose.

Sia come sia ora sta al presidente della Repubblica trarre le dovute conseguenze da questa vicenda.

Categorie
Attualità Politica ed economia

I conti in ordine (di Conte)!

 

Sembra che la prossima manovra finanziaria sarà nell’ordine di 35/37 miliardi di euro! Ora considerato che circa 27 miliardi di euro serviranno per disinnescare l’aumento dell’IVA (22 miliardi) e le spese indifferibili, è chiaro che con i restanti 10 miliardi il governo non sarà in grado di fare alcunché, soprattutto se questi soldi saranno ottenuti da nuove e alquanto creative tasse (sulle merendine o sulle bibite gassate piuttosto che sul contante). Certo, tutto ciò ha una logica: I CONTI IN ORDINE!

Perché ogni azione che faccia avvicinare il paese al virtuoso pareggio di bilancio, ebbene sarà un’azione verso il benessere diffuso e la stabilità sociale! O no?

Parliamo un attimo degli aumenti IVA, altrimenti chiamati clausole di salvaguardia. Ma chi o che cosa dovrebbero salvaguardare? Ma i conti in ordine di certo! Anzi, il progressivo convergere dell’Italia verso il pareggio di bilancio (articolo 81 della Costituzione) così come votato dal parlamento nell’estate 2012 (governo Monti).

Già il governo Berlusconi nel luglio 2011 aveva votato tramite decreto finalizzato proprio al raggiungimento del pareggio di bilancio delle imposte che avrebbero dovuto ridurre deduzioni e detrazioni fiscali. Ma l’Europa criticò molto queste intenzioni al punto che celere arrivò la letterina della BCE che fra le altre cose suggeriva di spostare tale tassazione dalle persone (deduzioni e detrazioni) alle cose (consumi): ecco così Tremonti stabilire il primo aumento dell’IVA dal 20 al 21%. Poi sarà Monti con il decreto Salva Italia ad introdurre prima l’IVA al 22% con futuro aumento al 23%. Sappiamo bene che grazie ai vari balletti di vari e avariati governi tale aumento è stato fino ad ora scongiurato! E certamente il governo Conte 2 non sarà da meno, visto come il nostro premier ha riesumato in varie interviste la litania dei “conti in ordine”, espressione massima della fede europeista!

Queste clausole sono inZomma state introdotte per decreto come garanzia richiesta dall’UE all’Italia per tenere i conti in ordine: paraggio di bilancio, riduzione del debito, tagli alla spesa. Perché il debito è peccato, la spesa è peggior vizio, il pareggio invece è segno di umiltà! Principi assai spirituali che gli italiani hanno vissuto in questi anni come il cilicio inferto dal fervente credente per purificare i suoi peccati. A niente sono valsi i nostri tentativi di liberarci da tale insopportabile castigo per sentirci di nuovo liberi di tornare a peccare. Essi, i puristi dei conti in ordine, tornano sempre più ligi di prima nell’applicare in maniera ferrea la bibbia dei predicatori liberisti.

E per chi, come me, vorrebbe tornare a peccare, a sognare lauti aumenti di stipendi per spendere e spandere senza più remore e desidera con convinzione un mondo di lascivia dove il posto fisso, una casa di proprietà, un materasso dove nascondere i propri soldi, una pensione che arrivi prima dell’ultimo respiro… invece che insopportabili privilegi di un volgo rozzo e meschino siano considerati sacrosanti diritti! Ebbene chi (come me) desidera tutto ciò si penta e torni sulla retta via.

Fortuna i padri (fondatori) che sanno sempre la cosa giusta. ESSI sanno, sanno sanno tanto e con fermezza e clemente saggezza portano tutti verso… mancano le parole, manca il fiato per definire cotanti vertici di elevata e luminosa virtù! Sono certo che riuscirete da soli nell’ardua impresa…

Categorie
Attualità Politica ed economia

Lotta al contante!

donkey-2413648_1920
Foto di <a href=”https://pixabay.com/

Pare che questo governo stia studiando un sistema per disincentivare l’utilizzo dei contanti, il metodo è del tutto simile a quello del bastone e della carota usato per convincere anche i muli ad andare nella direzione voluta dal padrone!

Dicono che per i cittadini consumatori si attiveranno detrazioni e deduzioni fiscali solo su acquisti fatti con moneta elettronica. Gli esercenti avranno invece una non meglio definita abolizione delle commissioni bancarie al di sotto di una certa soglia (5, 20, 25 euro?), ma andranno incontro a pesanti sanzioni se non adotteranno il POS! Chiaramente al di sopra di queste soglie le cifre verranno sistematicamente “commissionate” dai vari circuiti bancari, perché se una banconota da 50 o 100 euro che passa di tasca in tasca è soggetta alla sola usura del tempo che la sgualcisce (oltre alla temutissima inflaZZZione che però non è un problema dei nostri tempi deflattivi), un uguale importo elettronico che passa di pos in pos è invece soggetto all’usura della commissione bancaria (che in quanto servizio è sempre buona e giusta, anche quando è imposto).

Le motivazioni sarebbero, come al solito, la lotta all’evasione fiscale, alle mafie, alla corruZZZione, ecc., ecc., ecc. ma anche un certo aumento del gettito fiscale.

Riguardo alla prima motivazione, quella della lotta all’evasione in tutte le salse, mi chiedo: come mai aziende che hanno incassi milionari TOTALMENTE TRACCIABILI, come ad esempio Google o Amazon, vengono sanzionate pesantemente dal fisco (non solo in Italia, ma nei vari paesi europei) a causa della loro sistematica evasione fiscale? E il tutto poi si risolve con i soliti condoni irrisori rispetto alle cifre contestate! Tracciabilità = mancata evasione fiscale? Si, forse però solo per le fasce più deboli che pagheranno come al solito anche per quelli che hanno tutto e sono al di sopra della legge.

Riguardo all’aumento del gettito fiscale mi chiedo: ma in un paese come l’Italia, noto per avere la pressione fiscale più alta al mondo, non è forse demenziale studiare manovre finalizzate a rastrellare ulteriori risorse attraverso la compressione del reddito, cioè attraverso l’impoverimento dei cittadini? Tanto più assurdo poi se si pensa che ci sono chiari segnali a livello mondiale di una imminente recessione! Una botta al cerchio e una alla botte, un metodo che in particolare dal 2011 è stato tradotto con la frase “Vi aiuteremo ma PRIMA dobbiamo avere i CONTI IN ORDINE!” Che in pratica significa che prima ci danno una sonora bastonata per poi aiutarci a rialzarci mettendoci in posizione per ricevere la prossima batosta.

Ora sul Sole 24 ore si citava un sondaggio swg svoltosi nel mese di luglio su un campione di 1500 persone maggiorenni, il 58% dei quali avrebbero dichiarato di essere d’accordo con l’eliminazione del contante. Un risultato che personalmente mi lascia assai perplesso, non so come sia stato posto il quesito ma credo (e spero)che tale risultato non sia molto attendibile. Perché un conto è combattere l’evasione con tutti i mezzi, un altro conto è invece limitare la libertà personale dei cittadini con catene sempre più corte. Perché è così che ci stanno riducendo, presto la nostra libertà si concretizzerà nel poter scegliere tra la catena e la gabbia o viceversa!

Un progetto che personalmente considero eversivo perché incostituzionale e soprattutto incompatibile con la democrazia! Che democrazia mai si potrebbe reggere su forme coercitive chiaramente considerate superiori alla stessa libertà personale?

Mi rivolgo quindi ai nostri attuali legislatori, a quelli che cioè hanno la possibilità concreta di realizzare una legge finalizzata a reprimere l’uso del contante: ma l’avete mai letto Orwell? Perché se non l’avete ancora fatto vi consiglio di leggerlo con attenzione, una volta instaurata la dittatura del Grande fratello nessuno (neanche voi) potrà sfuggire alla sua morsa opprimente!

Categorie
Attualità Filosofia e religione Politica ed economia

Ridondanza fra natura e globalizzazione

Credo che possiamo tranquillamente affermare che la natura sia ridondante, cioè essa ha una sovrapproduzione di ogni cosa possa dirsi natura (semi, piante, organi, cellule, pollini, specie viventi…)! Tale principio in epoca globale può essere essenzialmente definito come “spreco”; in economia è uno spreco di soldi, in ecologia addirittura potrebbe essere considerato uno spreco di risorse e/o una forma di inquinamento volto a distruggere la natura stessa!

Ma se la natura preferisce essenzialmente un’ampia diffusione e soprattutto moltiplicazione di sé stessa, l’uomo odierno invece, pur essendo naturalmente diffuso in ogni parte del globo, preferisce forme intensive e super-concentrate di sviluppo: megalopoli, super-allevamenti, monoculture agricole, monopoli delle risorse, addirittura prevalenza del “pensiero unico” e del “modello sociale unico ed uniformante”! Ed anche una spinta rilevante verso la scomparsa delle culture in un mondo senza confini è sempre di più un dato di fatto.

Senza demonizzare la globalizzazione, possiamo forse affermare che essa sia perlomeno una presa di distanza dalla cosiddetta evoluzione naturale. Si passa da un modello di sviluppo estensivo dove l’abbondanza della diversità contraddistingue e protegge la vita, ad un modello intensivo, volto allo sfruttamento ed all’apparente sovrapproduzione. Dico apparente perché l’umanità sta esaurendo le risorse, non solo quelle naturali ma soprattutto quelle umane: in nome degli sprechi e delle virtù ogni eccesso va limitato! Efficientare, fare sacrifici, scontentare in nome di pseudo-principi superiori,… tutto ciò è la fucina di una società assai anti-umana! Un vero e proprio laboratorio volto alla concentrazione di TUTTO in NIENTE! L’antimateria della vita, magari sto esagerando un po’ lo ammetto, ma quanto disagio e quanta infelicità circonda le nostre vite.

Vorrei quindi concludere con un desiderio, che gli uomini riescano (di nuovo?) a organizzarsi ampliando i propri orizzonti e le proprie vedute, creando per esempio, una scuola “estensiva” per i ragazzi, fatta di tempi lunghi di assimilazione e non di travasi di sapere seguiti da statistiche e quiz di competenza. Oppure un sistema lavoro che valorizzi l’uomo, ogni uomo e non semplicemente sfrutti il lavoro come pura merce. O una sanità che curi la persona andando oltre la malattia, o un’economia che parli di risorse e non di debiti, o un’ecologia che vada oltre le analisi statistiche integrando l’uomo in ogni suo aspetto con il “sistema-natura”. Perché piaccia o non piaccia e all’interno della natura che l’uomo è collocato, anche gli aspetti sociali con le loro conseguenze si innalzano da queste fondamenta.

Non credo quindi che di possa tornare indietro, ad un mondo non connesso e con bisogni non impattanti sul sistema natura. Credo però che si possa andare avanti e ciò significa dare la precedenza a ciò che è bello oltre che utile, non aver mai paura di eccedere quando serve davvero allo state bene. La ridondanza come principio sociale e naturale al di là e al di sopra dell’utilitarismo ottuso e grigio della nostra epoca.

 

Categorie
Politica ed economia

La “morale” delle riforme

Principi “morali” dell’etica capitalistica di stampo “neoliberista”

“Ti guadagnerai il pane con il sudore” a meno che non capiti che tu sia ricco!

Il “licenziamento” deve tornare a giocare il suo ruolo come misura disciplinare (tradotto : o accetti il tozzo di pane che ti diamo o ti attacchi al… tram!)

La “disciplina nelle fabbriche” e la “stabilità politica” sono più apprezzate dagli uomini d’affari dei profitti (il potere assoluto sul popolino non ha prezzo)!

Questi principi però poco hanno a che vedere con quelli della Costituzione, anzi essi altro non fanno che portare alla rimozione della sostanza e delle ragioni dello Stato costituzionale e del modello di società democratica che esso incarnava. Uno stato che pur con tutti i suoi difetti era nato con l’intento di garantire le libertà politiche e sociali di tutti i cittadini. Soprattutto metteva al primo posto le tutele sociali e il lavoro. Cose assai osteggiate dall’attuale classe dirigente e politica in modo trasversale da tutti i partiti.

Cito ad esempio uno stralcio di un articolo di Tommaso Padoa Schioppa pubblicato sul Corriere della sera del 26 agosto 2003

Titolo “Berlino e Parigi ritorno alla realtà”:
“…nell’europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio:
attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità”

Certo questa è una frase estrapolata dal contesto, ma emerge un giudizio estremamente negativo proprio dei diritti sociali costituzionali! E alla luce delle riforme attuali, parlando di sanità, scuola, pensioni e quant’altro, possiamo dire che quanto sopra desiderato da Padova Schioppa sia stato poi realizzato? Lascio ad ognuno trarre le proprie conclusioni

Categorie
Attualità Politica ed economia

Mini Bot-ti di capodanno!

fireworks-1102872_1920
<a href="http://Foto di lumpi da Pixabay“>Foto da pixabay

Come sempre devo ringraziare Stefano per l’articolo sui minibot che potete leggere sotto, anch’io avevo incominciato a scriverne uno a riguardo ma poi è rimasto incompiuto per questioni di tempo. Metto qui alcune considerazioni per approfondire le tematica affrontata. Intanto dopo le recenti dichiarazioni di Draghi che ha dichiarato che riprenderà il QE (ancora una volta per non far crollare la malandata baracca dell’Eurozona), abbiamo visto che lo sPRRRRRead è magicamente calato, così come magicamente calò nel luglio 2012 (era da mesi stabilmente sopra 500 nonostante l’arrivo del salvatore della patria Monti) quando lo stesso Draghi disse la famosa frase: “Faremo tutto il possibile per salvare l’euro. E credetemi sarà abbastanza”! Per dire che avere una banca centrale significa anche monetizzare il debito pubblico e renderlo sostenibile, cioè a “rischio ZERO”! Altro che un peso sulle generazioni future, ecc., ecc. ecc…. I rendimenti dei titoli di stato acquistati dalla BCE vengono redistribuiti ai vari paesi che li emettono, nel caso dell’Italia al Tesoro. Cioè essi sono un ATTIVO! Ma tale strumento in realtà nel contesto attuale serve esclusivamente ad IMPEDIRE ai MERCATI di far crollare l’EURO, cioè di farci uscire da un sistema che ha creato squilibri finanziari enormi e continuerà a crearli: ESSI chiudono la porta lasciando tranquillamente la casa in fiamme, questo stanno facendo. Le economie dell’UE sono in forte recessione ma per mantenere in vita un sistema morto si usano tutti gli strumenti finanziari a disposizione. E la deflazione da DEBITI PRIVATI, cioè quelli generati dal sistema finanziario (non dal debito pubblico), porterà ad una crisi globale devastante. In questo contesto “VIRTUOSO” l’idea dei miniBOT può essere buona soprattutto se essi diventano effettivamente una simil moneta circolante! Tante sono le forme di pagamento volontarie accettate in uno stato, la maggior parte di esse emesse dai privati come i buoni pasto! Nell’ultimo contratto dei metalmeccanici c’è addirittura una quota, mi sembra 150 o 200 euro, che viene pagata in buoni spesa dalle aziende. Quindi perché mai le imprese, cioè quelle che impongono ai lavoratori tali sistemi di pagamento, per bocca di Confindustria sarebbero invece contrarie affinché questo strumento lo usi lo Stato attraverso l’emissione di miniBOT? Misteri della fede (nel sacro Euro che tutto beatifica)!!! Vien da pensare che uno Stato in grado di emettere una qualsivoglia forma di moneta parallela sia meno ricattabile in caso di problemi; ricordiamo infatti come la BCE sia ricorsa al blocco dei movimenti di capitali in Grecia nel 2015, le banche chiusero per alcune settimane fino a che il governo Tsipras non venne incontro alle imposizioni degli euristi! Chiaramente agiscono sempre nell’interesse dei popoli e della demcrazia! O no? Ma vi lascio al post di Stefano…

I Minibot sono un‘idea geniale per cui non ce li faranno fare.

L’idea è quella di riacquistare parzialmente la SOVRANITA’ MONETARIA: avere cioè una piccola parte della moneta circolante non a debito ma a credito.

Mi spiego meglio.

L’euro (volutamente in minuscolo) è una moneta emessa dalla BCE, l’Italia se la deve far prestare a interesse e questo inevitabilmente aumenta il debito pubblico. Però è l’unica moneta a circolazione forzosa, che significa che chiunque è obbligato ad accettarla in pagamento.

I BOT (buoni ordinari del tesoro) sono quello che normalmente è denominato come debito pubblico, sono cioè quei pezzi di carta che lo Stato, in questo caso l’Italia, ti garantisce di pagare in euro aumentati di un certo interesse e ad una certa scadenza. Sono normalmente a taglio minimo alto (credo 1000 euri) e non sono mai a circolazione forzosa, cioè nessuno è obbligato ad accettare in pagamento.

I fantomatici Minibot sono dei BOT di taglio piccolo: (5,10, 20, 50, 100 euri), nessun accordo europeo né nessuna legge italiana impone un taglio minimo.

L’uso che se ne dovrebbe fare sarebbe quello di pagare i debiti che lo Stato ha già nei confronti dei cittadini e delle Aziende che hanno un credito fiscale nei confronti dello stesso (ad esempio: se faccio una spesa sanitaria lo Stato mi deve il 19% di quella spesa, credito fiscale).

Sono quindi un debito già esistente, non un debito in più, anche perché sono senza interessi e senza scadenza, si tratta solo di farglielo pagare prima e quindi avvantaggiare prima i debitori. Molte aziende sono fallite e gli imprenditori si sono suicidati perché lo Stato non gli pagava i crediti!

Dicevamo, non sono a circolazione forzosa, ma in questo caso lo Stato si impegna a riprenderseli in cambio delle tasse…! E quindi… solo gli scemi non li accetterebbero!!! Ma non solo: anche i successivi scambiatori li accetterebbero perché chiunque prima o poi ha da pagare le tasse, ed anche i lavoratori dipendenti potrebbero tranquillamente accettarli poiché sanno che qualunque commerciante glieli accetterebbe.

Dei Minibot hanno detto che sono illegali… perché?

Hanno detto che sono ancora più debito… perché?

Hanno detto che sono carta straccia… boh? La carta bianca (quando esce dalla cartiera) ha poco valore, ma se qualcuno sopra ci scrive qualcosa e magari ci mette dei timbri e delle firme, comincia ad avere molto valore legale, ci si può fare delle fortune od andare in galera.

Se uno Stato ti ci scrive che quel pezzo di carta se lo riprende in cambio delle tasse un certo valore ce l’ha… direi!

Il vero motivo, e non bisogna essere geni per capirlo, è che hanno una paura fottuta, perché sono un piccolo, timido, passettino verso una ritrovata sovranità monetaria che ci permetterebbe di fare delle vere politiche monetarie anti austerità e ci permetterebbe di svincolarci dalle “procedure di infrazione” con una bella risata! Un bel Botto di un Capodanno di rinascita per questo Stato maltrattato.

Chapeaux a Claudio Borghi!

Categorie
Politica ed economia

Questione di matematica

cacciata dal Paradiso.jpg
* Cacciata dal paradiso – Michelangelo Buonarroti

* primo esempio di corruZionismo, la colpa era di Eva mentre il serpente (corruttore), era lì per caso (e il Capo non c’era)!

Un paio di anni fa avevo scritto un post che si intitolava “CorruZionismo e armi di distrazioni di massa ” e che è abbastanza in continuità con il post di Stefano pubblicato sotto. In sostanza il discorso è: stabilito che la corruzione fa scandalo e deve essere combattuta, può un fenomenoche è nato con l’umanità (vedi immagine sopra!) essere la vera e unica causa di tutti i nostri problemi odierni? Ne dubito assai! Intato sappiamo che è un mantra mediaticamente assai diffuso, sappiamo che ha fatto nascere il “partito degli onesti” duri e puri, quelli che non cambiano mai idea neanche quando è l’idea stessa a cambiare i loro connotati! Ma questo è un altro discorso, sarà il post di Stefano a riportarci in tema. Buona lettura!

Purtroppo la gente, me compreso, si lascia abbindolare.

Sto per fare un discorso molto immorale, ma molto… mooolto pragmatico!!!

Qual è stato e qual è il successo mediatico di Tangentopoli, di Marco Travaglio, delle trasmissioni di Santoro, del Fatto Quotidiano,… dei 5 Stelle, eccetera?

Un’errata interpretazione della matematica!

Parliamo di soldi e di corruzione:

Se per esempio, io fossi un politico e rubassi allo stato… che ne so: un milione di Euri all’anno, magari per finanziare il mio partito, magari per poter fare una degna campagna elettorale e vincere le elezioni. O anche per me stesso e poi, magari, pagarci tutte le escort che voglio… ok, però… PERO’ sono un ottimo statista, faccio bene il mio mestiere e faccio stare bene tutti gli italiani.

Che cosa ne direbbero i suddetti pentastellati ecc…?: Che sono un porco maledetto e che vado messo in galera!!!

Bene! Io vado in carcere ed al posto mio viene uno integerrimo, ma che non capisce un c… di politica e di economia, si fa abbindolare dal potere forte di turno ed in breve fa sprofondare l’Italia nella crisi più devastante.

Che cosa direbbero sempre i suddetti? Che la colpa è sempre di qualche altro corrotto… insomma che colpa è della corruzione e non dell’incapacità! Come dire che se uno è onesto, automaticamente è anche bravo! Boh!

Ok! Ma è solo una questione di matematica!

All’opinione pubblica fa molto effetto sentir parlare di Centinaia di Mila Euri o di… Udite! Udite! Milioni di Euri!!!

Perché per ognuno di noi queste cifre sono… un sacco di soldi! Sono quei soldi che ti cambiano la vita!

Ma… per uno Stato… come l’Italia? Uno Stato di 60.000.000 di abitanti? Che cosa è un milione di Euri?

Praticamente niente!

È l’equivalente di 1,7 centesimi a testa, non si chiedono neanche di resto! Per assurdo, se ogni politico si frega un milione di Euri in tutto fanno 1 miliardo (è solo un ipotesi poiché non è materialmente possibile una ruberia di questa stazza…) comunque fanno 16,7 Euri a testa all’anno.

Per uno stato come il nostro per muovere qualcosa bisogna parlare di decine di Miliardi di Euri (uno a diecimila) o di centinaia di Miliardi di Euri (uno a centomila).

Per fare un esempio semplice, prendiamo il mega furto da un miliardo. Io sono un impiegato e guadagno 1500 Euri, quindi, c’è un ottima classe politica che fa funzionare bene tutto, ho tutti i miei bravi servizi sociali ed i miei figli hanno un futuro roseo… però… gravissimo… mi rubano 1,4 Euri al mese!!!

Che faccio? Ascolto i 5 Stelle o me ne frego e mi accontento dei miei soli 1498,6 Euri al mese?

Ho smesso da tempo di fare il moralista ed a me basterebbero dei politici validi, come quelli della prima repubblica, piuttosto che andare a fare le pulci per poi ritrovarsi una classe politica di incapaci e magari… pure ladri! Ma soprattutto incapaci… ed è questa la loro colpa più grave!!!

Sinceramente: preferireste farvi operare a cuore aperto da un ladro e puttaniere che ha salvato migliaia di vite umane con percentuali di successo del 99 per cento o da un integerrimo buon padre di famiglia che sbaglia un’operazione su due?