Fare il deserto: incontrare Dio nel silenzio e nella solitudine!

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Con il Mercoledì delle Ceneri inizia il tempo della Quaresima, un tempo in cui l’uomo dovrebbe impegnarsi a fare il deserto in sé stesso per entrare nel silenzio! Nel libro del Qoelet c’è scritto: “C’è un tempo per parlare e un tempo per tacere”, perché nell’esprimere la propria sapienza l’uomo deve poi essere illuminato dalla grazia e creare così un equilibrio in vista dell’unità tra uomo e Dio! Ci sono teologi che dicono che la Bibbia è il libro del silenzio di Dio perché è nel silenzio che la Parola deve essere ascoltata nell’anima.

Nella Bibbia la permanenza nel deserto e il silenzio a questo collegato segnano prima il rapporto tra Dio e il popolo d’Israele, successivamente le tentazioni a cui Satana sottopone Gesù. Da sempre l’uomo ha avuto paura del silenzio cercando in ogni modo di fuggire da esso. Perché chi ha paura di sé stesso cerca la folla e il rumore per mettere a tacere i suoi fantasmi altrimenti fin troppo reali e inquietanti. Gesù invece è andato incontro al silenzio e si è confrontato con le tentazioni preparandosi così ad affrontare la vita e la missione a cui era destinato. L’uomo che ha compreso il senso della vita deve anche lui andare oltre la dimensione delle parole per confrontarsi con il silenzio.

Dal silenzio che precedette la creazione al silenzio come condizione umana per generare parole e relazioni interpersonali: è un momento importante che diventa condizione per riprendere a comunicare. La Bibbia infatti dice che nel deserto si può rimanere soltanto 40 anni o 40 giorni, cioè un tempo più o meno lungo, ma non certamente l’intero arco della vita dato che ogni uomo nasce in relazione con altri uomini. Eppure è nel silenzio che si genera l’incontro radicale con la solitudine che coincide con il mistero personale dell’uomo. Ognuno è un mistero segreto e personale, unico e irripetibile,  una monade senza porte o finestre direbbe il filosofo Leibniz. Provare questa solitudine assoluta generata dal silenzio ci porta però alla consapevolezza della nostra contingenza, del nostro non bastare a noi stessi, del nostro infinito bisogno d’Amore! Non ci sono appigli umani in grado di salvarci nelle prove della vita e arriverà un giorno, in ogni caso l’ultimo giorno, in cui ci troveremo faccia a faccia  e soli con LUI, unica pienezza in grado di colmare i nostri infiniti vuoti. Per questo motivo non dovremmo mai fuggire dal silenzio e dalla solitudine, perché entrambi queste dimensioni spirituali ci permettono di percepire già ora la Presenza in grado di colmare la sete d’infinito: nella solitudine, dove nessun altro uomo può sentire o arrivare, siamo in realtà sempre in due!

I conti non tornano: dall’emergenza terremoto alle banche asfittiche passando per la manovrina di primavera!

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Quante bugie ESSI raccontano per difendere la LORO verità!

Conta che ti conta ma tanto i conti non possono tornare: chi crede ancora che le manovre e manovrine possano non essere recessive? Il conte sembra essere uno di quelli, anche se non è molto credibile dato che fino a ieri diceva NO a nuove manovre imposte dall’UE! Il suo ministro dell’economia come al solito la butta sul virtuoso affermando che tanto ridurre il debito è fare l’interesse nazionale! Chissà perché però ci sono spese che sono virtuose e intoccabili per principio, una su tutte i super-sostanziosi contributi che l’Italia versa al bilancio UE: dal 2000 abbiamo versato oltre 80 miliardi in più di quelli che abbiamo ricevuto indietro, i quali fra le altre cose sono pure vincolati a regole di cofinanziamento  che ne limitano enormemente la spendibilità! A titolo di esempio: nel 2014 l’Italia ha versato 17.188 milioni di euro nelle casse UE ricevendo indietro solo 9.882 milioni di euro con un disavanzo di oltre 7.300 milioni. Siamo passati dai circa 3 miliardi di euro del 2007 (l’inizio della crisi) agli oltre 7 miliardi di oggi, sostenendo così i bilanci di altri stati UE che a differenza dell’Italia ricevono più di quello che versano. E se i trattati una volta firmati è giusto rispettarli, viste le conseguenze disastrose a cui ci hanno portato sarebbe anche  giunto il momento di far sentire la voce dei cittadini di questo martoriato paese senza se e senza ma: l’imposizione di regole di bilancio fortemente recessive – i nostri lacché al governo e i famigerati tecnici della Commissione – dove dovrebbero mettersele? I risultati sono evidenti e i conti non tornano! Il governo dovrà redigere una manovrina di circa 3 miliardi con i soliti tagli e aumenti vari ed avariati, rastrellando soldi direttamente e indirettamente dalle tasche di noi tutti! Senza pensare poi minimamente all’emergenza terremoto. Essi ci mandano a dire che tale correzione – se non avessero tenuto conto dell’emergenza terremoto – avrebbe dovuto essere di almeno 10 miliardi!!! Soldi che come una spada di Damocle sono pronti a richiederci se entro aprile non arriverà la manovrina del governo. Intanto il neo-presidente del parlamento europeo Taiani  pochi giorni fa ha fatto un bel tour nelle zone terremotate promettendo – a nome dell’UE – sostanziosi fondi: ben 30 milioni di euro sono stati stanziati a novembre (se sò sprecati) e altri aiuti arriveranno! Pare (per ora sono chiacchiere) che tra fondi per l’emergenza e fondi strutturali già a disposizione dell’Italia (praticamente i nostri soldi che ci rigirano dopo aver trattenuto il giusto compenso) si potrà arrivare perfino a 2 miliardi di euro!!! Addirittura i fondi strutturali saranno spendibili al 100% senza cofinanziamenti e burocrazie euriste varie! Tanta generosità lascia senza parole, peccato però che rispetto ai conti prontamente inviati dalla Protezione Civile alla Commissione europea, che ammontano a ben 23 miliardi necessari per la ricostruzione, non sembrano granché. Ben altra cosa sono i soldi che l’Ue daccordo con il governo italiano ha permesso di stanziare per ricapitalizzare le nostre banche,  20 miliardi di nuovo debito buttati poi come acqua in una vasca senza tappo: è inutile cercare di ricapitalizzare un sistema bancario che continua ad accumulare sofferenze a causa dei tagli e delle tasse che il modello economico euroimposto aggrava di giorno in giorno. Soldi quindi buttati nel cesso dell’austerità!

Come quelli che l’allora governo Monti si affrettò a versare nei fondi ESM, – chiamati dai media salva-stati – quando in realtà servirono a ricapitalizzare le banche (degli altri, soprattuto quelle tedesche e francesi) che a causa dei loro azzardi e speculazioni rischiavano di saltare in aria: ben 60 miliardi versati da noi italiani tramite IMU e compagnia bella alle banche greche, le quali li rigirarono prontamente a quelle del nord europa, i veri finanziatori dei mutui e prestiti a basso costo del popolo greco. Ma almeno altri 20 miliardi l’Italia ha versato nei fondi ESM sempre per ricapitalizzare le banche (degli altri) che avevano prestato a man bassa in paesi quali la Spagna o il Portogallo. Tanto gli speculatori sapevano che all’arrivo della crisi ci avrebbe pensato mamma UE e babbo BCE, – con governi lacché compiacenti – a restituire il tutto a suon di STATO LADRO DEBBBITOPUBBLICOBRRRUTTTO E SPRECHI E CORRUZZZIONE E FRESCACCE SIMILI: eccoti servita su un piatto d’argento la propaganda ideale per i polli che beccano le più indecenti menzogne! Debiti privati del sistema bancario e finanziario europeo ripagati con gli interessi dai cittadini europei a suon di austerità e riforme. In tutto ciò l’Italia, paese con una grande ricchezza privata proprio per la laboriosità e la produttività dei propri cittadini-lavoratori-imprese, sta pagando un prezzo altissimo e ingiusto: ci stanno spolpando senza ritegno e continueranno a farlo finché glielo permetteremo non focalizzando il vero problema: il nemico non è lo Stato, ma il sistema finanziario deregolamentato di cui l’UE è il braccio esecutivo!

Concludo ritornando sull’emergenza terremoto: che nulla o quasi è stato fatto ce lo dice lo stesso Errani! A settembre aveva detto che in 7 mesi sarebbe partita la ricostruzione, quando invece in regioni come le Marche ci sono comuni che ancora devono vedere le casette! Addirittura la regione Marche affida solo ora ai Consorsi di bonifica  i lavori per fare le stalle, insomma giusto in tempo per il pascolo primaverile! Tutto ciò oltre che alla mancanza di un’organizzazione efficiente, fa pensare alla mancanza di risorse. Per far ripartire il paese servono soldi e investimenti, così per ricostruire un territorio devastato dal terremoto e ridare vita al suo tessuto produttivo idem! E se le calamità naturali sono imprevedibili, non altrettanto lo sono le cause della crisi infinita a cui ci hanno condannato, una crisi che ha portato distruzione e sofferenze enormi: è giunto il momento di dire basta a questo sistema folle e pretendere giustizia compatti contro le infinite menzogne che ci raccontano da ormai troppo tempo. E se proprio volete sapere le giuste parole da dire all’Unione europea – e aggiungerei al governo –  di fronte alle richieste assurde che continuano a imporci, ascoltate quelle dette dal professor Becchi alla trasmissione Agorà (clicca per vedere il video), in particolare dal minuto 3,30 e condividete!

…in ogni istante

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Sandra Capomagi

Vorrei averti accanto

in questo torpore in cui sono caduto

non so come, non so quando

Vorrei averti accanto

in questo stato

come soffocato

fra paesaggi rocciosi

ho deposto il mio amore

Vorrei averti accanto

in questa densa malinconia

Tu

un vento caldo e impetuoso

puoi farlo

far svanire le nubi

in un infinito orizzonte

di luce blu

i miei occhi che guardano i tuoi

limpidi

carezze lievi per sfiorarti…

avrei paura d’infrangere l’incanto

Vorrei averti accanto

tanto è il bisogno che mi stringe

da sempre avvolto

scintillante

d’argento e d’oro puro

è il mio intimo sentire

la tua dolce presenza

in ogni istante

accanto a me.

* Ringrazio l’artista Sandra Capomagi per avermi permesso d’inserire il suo splendido quadro come cover ideale della poesia….”in un infinito orizzonte di luce blu…”

Navigatori senza tempo

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Come foglie cadute dagli alberi

veleggiamo

sulle nebbie del tempo

nell’oblio della continuità

del nostro eterno essere,

appesantiti dalla polvere

raccolta sulle strade della vita

che mantiene

le impronte del nostro passato.

Chi conosce

l’uomo che le ha lasciate?

Sei tu

non pensare alla polvere

che ti soffoca,

soffiaci sopra con il cuore leggero

per tornare a sentire

il respiro dell’esistenza.

Populismi e pupùlismi a confronto!

populist

Sui media in questi giorni siamo soliti sentire il disco rotto ripetere – martellandoci i timpani – la seguente solfa: “populismi de qua, populismi de là, populismi de su, populismi de giù…”. I più seri, quelli che mettono le mani avanti e ci avvertono per tempo dei rischi a cui stiamo andando incontro, sono gli esimi rappresentanti del partito unico dell’euro e della globalizzazione (sinonimi interscambiabili) che avanzano appelli e proposte per affrontare questa inconcepibile deriva anti-EURO-peista. Gli esempi sono infiniti, ma nel mucchio proviamo a leggere l’articolo scritto sull’Avanti:

Di fronte al rischio che l’Unione Europea imploda, un gruppo di giuristi ed intellettuali ha lanciato un appello alla rifondazione dell’Unione, in modo che possa rispondere alle “tendenze autoritarie e all’ascesa di forze nazionaliste e xenofobe” che hanno messo sotto attacco l’Unione “sebbene abbia garantito pace, democrazia e benessere  per decenni”. L’appello, pubblicato su diversi quotidiani  europei, è stato firmato, tra gli italiani, da Giuliano Amato, Emma Bonino, Massimo Cacciari e Giuliano Cazzola”.

Notare l’abbinamento classico NAZIONALISTI=XENOFOBI! Oltre ai giuristi e agli intellettuali, in prima linea per la difesa dell’Unione metterei anche i LECCOnomisti, quelli chiamati per informarci che uscire dall’euro sarebbe un immane disastro,a causa della svalutazione, inflazione, spread alle stelle e chi più ne ha più ne metta, precisando poi immancabilmente che a rimetterci – stringe il cuore – come al solito sarebbero i più deboli, dalla vedova all’orfano, all’invalido de guerra ecc. ecc. ecc… Chiaramente una spiegazione credibile sui motivi della crisi infinita – con dati catastrofici mai visti dall’unità d’Italia escluse naturalmente le due guerre mondiali, – non è data a sapersi!

Quindi il pericolo è l’avanzata dei populismi, quelli per intenderci rappresentati da Trump in America o dalla Le Pen in Europa, cioè da chiunque presenti al “popolo” un programma alternativo all’UE e all’euro. Nel miglior dei casi essi sono descritti come demogoghi e il popolo agonizzante a causa delle “cure da cavallo” imposte dal sistema è rappresentato come demagogo di sé stesso, in grado di autoadularsi replicando sui social o simili le pericolose fantasie che descriverebbero l’Europa come un covo di finanzieri spregiudicati nemici della democrazia: non sapendo scegliere il nostro VERO BENE, sarebbe più giusto far scegliere a LORO, quelli seri e responsabili che sanno sempre qual è la cosa giusta da fare e da applicare costi quello che costi (non a LORO naturalmente)! E il fatto che le alternative al sistema (tipo Trump o Le Pen…) si propongano come alternativa democratica, – cioè cercando di venire eletti attraverso libere elezioni e non certo con colpi di stato autoritari o con il manganello dello spread –  poco importa: l’unica alternativa all’Europa è l’Europa (della finanza e delle banche)! La tattica è quella di sporcare l’immagine dell’avversario attribuendogli le peggiori nefandezza (razzista, sessista, xenofobo, omofobo, umanofobo…) nella migliore tradizione pupùlista-liberista. E ne stanno a fa de me..lma col disco rotto sparato a ripetizione – in ogni dove e in ogni occasione – contro ogni forma di recupero di sovranità popolare. Ma uscire dalla me..lma è possibile, lo dimostrano proprio le raffiche sopracitate e le tante che avrete sentito e continueremo a sentire nei prossimi giorni. Perché se la produzione di tal materia marroncina è indipendente dalla richiesta (quando scappa scappa!), è vero che quando l’offerta è troppa anche la me..lma s’inflaziona svalutandosi da sola e il tanfo rischia di svegliare perfino i più addormentati dalla propaganda. Aspettando che l’attacco diarrotico-mediatico si calmi proviamo a buttar giù alcune delle migliori popu-popò-pupù LISTE attualmente in voga nei media:

  • Se usciremo dall’euro gli spread saliranno alle stelle… esattamente come quando c’imposero il governo Monti? Chissà se allora l’euro ci difese o se invece fu la causa del ricatto dei mercati?
  • A rimetterci saranno le classi più deboli, gli stipendi perderanno potere d’acquisto… ad avercelo ancora uno stipendio dopo 7 anni di crisi euro-imposta, la disoccupazione al 12% condita dalle riforme che impongono la precarizzazione permanente con l’aggiunta di aumenti di tasse e tagli indiscriminati  che cerrrrrtamente hanno aiutato le classi deboli!!!
  • Le materie prime andranno alle stelle… con i prossimi aumenti delle accise fatti per “correggere i conti perché “ce lo chiede l’Europa” arriveremo ad avere la benzina a 2 euro al litro? Abbiamo mai veramente sentito i benefici di una moneta forte per acquistare le materie prime in tutta questa infinita era dell’euro?
  • La lira si svaluterà… esattamente come si è svalutato l’euro(fino al 30%) in più occasioni senza che ce ne accorgessimo?
  • Il debito pubblico sarà insostenibile… grazie alle riforme che hanno distrutto i consumi interni e la crescita (pil) il debito pubblico italiano che la stessa UE definiva sostenibile nel medio e lungo periodo è ora a rischio! Siamo sicuri che senza un recupero della sovranità monetaria potremo mai tornare fare politiche di bilancio pubblico sostenibili?                                                                                                           InZomma potremmo continuare a lungo (se ci sono volenterosi cercatori di pupù la aggiungano nei commenti) ma la sostanza è che nella maggioranza dei casi vengono semplicemente scambiati gli effetti con la causa e le RIFORME servono proprio per mantenere in vita la causa della crisi: l’euro come strumento a servizio del capitale finanziario, il bastone abbinato all’olio di ricino in grado di far digerire immantinente ogni possibile protesta! Gli effetti collaterali (dell’olio di ricino) li sentiamo però tutti, non turiamoci il naso è ora di SVEGLIARSI!!!

 

 

Incontrarsi…in dialogo con il Tu che ci costituisce!

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Come galassie che s’incontrano…l’uomo è intrinsecamente aperto all’alterità e alla trascendenza, non può esistere isolato perché non basta a sé stesso. Anche chi sceglie forme di clausura o d’isolamento è in realtà alla ricerca di qualcosa che sia altro da sé, cioè di un ponte fra questa vita e il trascendente. L’animo umano è quindi identità e mistero profondo, ognuno di noi è una porta verso l’oltre alla ricerca di un Tu che possa colmare l’incessante divenire dei nostri vissuti con degli istanti d’eternità!

 

INCONTRARSI

Che cosa posso dirmi per continuare a sperare nella vita, a me che sono così vecchio

in quest’esistenza sconfinata, che mi dilata senza argini a porvi un freno?

Tu sei il mio argine,

il confine in cui arrestarmi a guardare le stelle, a fiorire nel deserto

che ho fatto in me e intorno a me, un senso

una polarità che dia senso alle molteplici dualità mistiche e reali

che sconfinano nell’assurdo e nel tormento dell’animo.

Prego come davanti ad uno specchio, parlo e chiedo a me stesso

al mio solo ed unico Dio

di aiutarmi a nascere alla vera Vita e al vero Essere

senza abbellimenti ed ornamenti.

Non so chi sono, niente mi appartiene,

neppure ciò che credo di essere,

neppure il mio corpo e la mia mente

che riferisco a me come possesso

e che forse mi possiedono a loro volta,

un totale abbandono al nulla per tornare alla Verità che ci costituisce

allo stupore di esserci, di guardare le stelle

che ammantano il cielo e i nostri animi.         

Vorrei che ci fossi Tu in mezzo a questa nebbia,

Tu ad aspettarmi,

ad abbracciarmi e consolarmi

per il dolore che appartiene a noi  come umanità

che ricerca la via dell’Eden perduto,

al fine di tornare puri

come cristalli o gocce di rugiada,

al fine di abbandonare i contenitori

che imprigionano la nostra consapevolezza,

annullare l’illusione del tempo e dello spazio,

percepire tutto attraverso tutto e tutti,

senza più anime tormentate che lottano

per ergersi al di sopra del mondo

e chiedono per sé stesse, a Dio

il potere e la gloria.

                                        

 

I luoghi di confine: dal romito di Lampedusa al multiculturalismo globalista.

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Nel XV secolo esisteva a Lampedusa uno strano luogo di culto, una grotta dedicata alla Madonna, dove si depositavano sia cimeli cristiani sia quelli musulmani, a cui si rivolgevano in preghiera pescatori, naviganti, marinai, corsari, di entrambe le religioni. Era un luogo di culto “doppio” appartenente contemporaneamente all’islamismo ed al cristianesimo. Secondo la leggenda il compito di accendere il lume per i naviganti era affidato ad un romito che si presentava a seconda del bisogno o cristiano o musulmano: questo rappresentava un modello di sincretismo religioso, cioè una convergenza di culture e religioni diverse. Nel libro di Lucetta Scaraffia “Rinnegati” leggiamo che un avventuriero spagnolo a cavallo tra ‘500 e ‘600, cavaliere di Malta, presentava nelle sue memorie una descrizione di questo luogo:  c’era un altare, posto sotto il quadro della Madonna, dove si trovavano   << molti oggetti che vi hanno lasciato in elemosina i cristiani e vi è perfino del biscotto, del formaggio, dell’olio, delle carni salate, del vino e del denaro>> e dall’altra parte della caverna <<si vede una tomba dove è sepolto un marabutto turco, uno dei loro santi a quanto si racconta>>e accanto ad esso <<le medesime elemosine della nostra Immagine Santa>>.

Quindi ieri come oggi Lampedusa costituiva un approdo speciale grazie alla sua posizione geografica. Sempre nel testo della Scaraffia sopracitato leggiamo: almeno a partire dal XV secolo risulta che fu acceso un lume per guidare i naviganti. Secondo una leggenda siciliana il compito di accendere il lume era affidato ad un romito, che viveva nella grotta sacra e si presentava come cristiano o come musulmano, a seconda della provenienza dei naviganti che vi sbarcavano, <<da ciò il comune detto in Sicilia “il romito di Lampedusa” per indicare una persona dalla doppia fede>>.  Possiamo parlare di multicultura e multireligione praticata già oltre 500 anni fa da chi viveva in questi luoghi di confine.

Isole poste al centro del Mediterraneo come Pantelleria, Lampedusa o Malta, videro convivere famiglie musulmane e cristiane e si parlava un dialetto arabo almeno fino a tutto il XV secolo. Si configuravano come luoghi “neutri” che riconoscevano tributi sia ai re cristiani sia ai califfi musulmani. Isole di libertà religiosa, politica, sociale dove si abolivano i confini fra l’islam e il cristianesimo e ciò era possible solo perché c’era un equilibrio di forze fra le due parti. Infatti nel XVIII secolo con la decadenza dell’impero ottomano i paesi barbareschi del nord africa persero la loro autonomia economica e iniziarono a diventare colonie degli stati europei, in particolare della Francia.Quando c’è qualcuno che comanda non si può più scegliere la neutralità, ma ci si deve decidere a favore di un’unica identità: quella che i colonizzatori imponevano con la forza della loro dominazione.

Nel mondo di oggi ha più senso parlare d’incontro tra diverse identità religiose? L’uomo occidentale ha in gran parte spezzato i legami identitari con la propria religione  cadendo nell’individualismo e perdendo tutti quei riferimenti gerarchici di tipo morale e sociale dati prima dalla Legge divina. La stessa Europa ha rifiutato di riconoscere le proprie radici cristiane e visto quello che sta accadendo con l’accelerazione incontrollata dei flussi migratori sembra sempre di più finalizzata ad accogliere in modo indiscriminato gli apporti culturali e religiosi che vengono dall’esterno. Non sappiamo più se definirci cristiani o se alla fine sia davvero importante difendere le nostre tradizioni e la nostra cultura. Per i musulmani invece un’Europa islamizzata è un’opportunità anche per procedere ad un’innovazione culturale altrimenti impossibile nei loro paesi d’origine: questa religione può infatti rispondere all’ateismo, all’individualismo, al recupero dei valori tradizionali come quello della famiglia in modo altrettanto efficacie del cristianesimo!

Eppure la Chiesa cattolica, proprio nel Compendio della dottrina sociale della Chiesa relativamente alla difesa delle identità così si esprime: “La Nazione ha <<un fondamentale diritto all’esistenza>>; alla propria lingua e cultura, mediante le quali un popolo esprime e promuove la sua “sovranità” spirituale>>; a <<modellare la propria vita secondo le proprie tradizioni, escludendo, ovviamente, ogni violazione dei diritti umani fondamentali e in particolare, l’oppressione delle minoranze>>”. In sostanza nel Compendio si dice che l’accoglienza non deve mai essere indiscriminata, cioè non deve mai arrivare a minare quelle tradizioni e quella cultura che son alla base dell’unità sociale e del bene comune che questa unità garantisce!

Mettiamo ora a confronto le affermazioni del Compendio sopracitate, con quelle di una rappresentante del globalismo moderno in salsa eurista, la presidente(a) della Camera Laura Boldrini:

“I migranti oggi sono l’elemento umano, l’avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso per tutti noi”, “Dobbiamo dare – spiegava la Boldrini – l’esempio concreto di una cultura dell’accoglienza come un nostro valore a 360 gradi che sappia misurarsi con la sfida della globalizzazione. Una sfida che porta anche una maggiore opportunità di circolazione delle persone perché nell’era globale tutto si muove”. Qui l’articolo e il video.

Si augurava che lo stile di vita portato dai migranti si sarebbe sostituito al nostro: non diceva che i migranti avrebbero avuto maggiori diritti, ma anzi che la loro precarietà e povertà sarebbe diventata un modello anche nella nostra società. La religione eurista ha nella sua essenza la mercificazione del lavoro e per fare questo è necessaria la libera circolazione delle persone funzionale all’impoverimento collettivo e alla cancellazione dei diritti sul lavoro: ci deve sempre essere qualcuno così disperato da accettare un salario sempre più basso, l’importante è che chi lavora ad un costo più elevato sia immediatamente licenziabile senza troppi problemi (vedi Jobs act).

Se la Chiesa vuole recuperare il suo ruolo di evangelizzazione della società deve necessariamente opporsi a queste idee che invece di mantenere in vita il confronto fra culture e civiltà, rischia di annientarle. Per instaurare un dialogo non si può perdere di vista se stessi. E proprio un musulmano, Fuod Allam,  in un articolo apparso sulla Repubblica del 23 settembre 2003 scriveva: “la questione delle radici cristiane dell’Europa, in un momento in cui si parla di eterogeneità delle culture e di multietnicità, suscita altre problematiche: come accogliere l’altro se si nega se stessi?… L’incontro è possibile soltanto se si è consapevoli delle proprie radici….L’Europa, faccia a faccia con se stessa, è ricca di saperi, ma restia ad accettarsi; ma per me essa rappresenta l’albero d’ulivo che nel Corano, al versetto 35 della Sura della luce, è né d’oriente né d’occidente”. Qui è evidente la preoccupazione nei confronti di una civiltà che sta perdendo di vista se stessa e i propri valori, che si riferisce solo a finalità utilitaristiche rischiando così di adottare stili di vita incompatibili con l’accoglienza e la pace, che spingono invece allo sfruttamento e all’odio reciprico.

In natura i luoghi di confine sono segnati dall’incontro degli elementi: l’acqua e la terra sul bagnasciuga di una spiaggia, le tenebre e la luce nel momento del crepuscolo e dell’alba…sono e rimangono linee di confine, d’incontro e separazione fra elementi diversi di due mondi! Come il romito di Lampedusa essi possono esistere e convivere solo in certi luoghi e in certi momenti. La civiltà occidentale è oggi indebolita dalla perdita della propria identità religiosa e culturale, non è in grado di dialogare ma solo di soccombere ad un modello che invece di integrare i popoli rischia di portare al rifiuto e all’odio, il tutto in nome della religione globalista che nega ogni forma di identità!

Il governo risponde all’UE: tranqui, continueremo a massacrare i cittadini…

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…ma tanto tranqui quelli della commissione europea non sembrano! Il buon Junker sta certamente sfogliando la margherita: li commissariamo o non li commissariamo, avviamo sta procedura d’infrazione o non l’avviamo?!?  Perché come dice  Repubblica  il presidente Junker è da sempre impegnato ad aiutare l’Italia (e pensa te se non ci aiutava come eravamo ridotti!!!).

Riassumendo: il ministro Padoan invia alla Commissione UE una  letterina in cui promette i soliti tagli conditi da tasse in salsa d’accise varie ed avariate, ma non detta i tempi per realizzare tali immond…ehm agognate e purificatrici manovre correttive. Pare che chiarirà i conti ad aprile, ma si sa che ” ad aprile è dolce dormire” e quindi i virtuosi del nord non si fidano degli inaffidabili italiani del sud… Pare che lo stesso Renzi, che sta preparando di gran lena la prossima (imminente?) campagna elettorale, abbia suggerito al suo (ex?) governo di prendere tempo, allontanando così i venti burrascosi dell’impopolarità dai suoi commilitoni di partito.

Ricapitolando: Junker a breve dovrà scegliere se fare campagna elettorale per l’uscità dall’euro commissariando l’Italia avviando la famigerata procedura d’infrazione (beatificando Salvini e la Meloni che da tempo dicono di uscire) o se dare tempo all’armata brancaleone eurista capeggiata (sembra) dal solito Renzi e condita dagli strasoliti Bersani, D’Alema, Vendola e compagnia bella, perdendo al contempo credibilità (n’do sta il rigore se – addirittura anche perfino – gli italiani se ne sbattono degli ordini made UE?).

Ma questi avranno capito che il vento è cambiato? Se la stampa è riuscita addirittura a riesumare dall’oblio la vicenda delle dimissioni premature del buon Ratzinger significa che dopo l’elezione di Trump si è scoperchiato un vaso di pandora che lascia alle élite mondialiste ben poche possibilità di vittoria. Speriamo che una volta tanto saranno i cittadini ad assistere alle loro disfatte, facendoci due risate quando, presi dal panico, dovranno lasciare le loro amate poltrone di comando!

L’uomo-scorpione simbolo dell’irrazionalità umana!

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Un’antica favola persiana intitolata “Lo scorpione e la tartaruga” o la versione attribuita ad Esopo, anche se non ci sono prove certe in merito, chiamata “La rana e lo scorpione” racchiude in sé uno dei misteri che caratterizza l’essenza della natura umana: la capacità di agire in modo irrazionale, causando coscientemente danno a se stessi e agli altri!

Una rana stava tranquillamente sguazzando in un fiume quando gli si avvicinò uno scorpione.   Devo passare dall’altra parte – disse – ma io non so nuotare e non so come fare, se provo affogherò. Tu potresti darmi un passaggio sul tuo dorso? La rana dubbiosa rispose: – Se io ti lascio salire sul mio dorso tu mi pungerai.  Ma lo scorpione rassicurò la rana: – Non ti preoccupare, perché dovrei farlo? Se ti pungessi affogherei anch’io perché entrambi andremmo a fondo. La rana rassicurata fece salire lo scorpione sul suo dorso. Quando arrivarono al centro del fiume lo scorpione punse la rana, che stupita da tale gesto trovò la forza di chiedergli: – Ma perché l’hai fatto? Moriremo entrambi! Lo scorpione rispose: – Non ho potuto farne a meno, è nella mia natura!

Guardando alla storia recente o passata possiamo trovare innumerevoli  esempi in cui l’uomo dà il peggio di sé provocando guerre, morti e sofferenze a non finire. L’intelligenza umana è stata in grado – più di ogni altra forza della natura –  di trasformare il mondo e plasmarlo per i suoi fini. Questo non sarebbe un problema se i fini dell’uomo fossero compatibili con la vita di cui l’uomo stesso è parte. Il problema nasce nel momento in cui ci si accorge che la vita, il benessere e l’amore è secondario all’interno della nostra specie, prioritaria è invece la sete assoluta di potere e di dominio che alcuni individui esercitano in modo totalmente irrazionale su tutto e su tutti, comportandosi né più né meno come lo scorpione della favola. Sentiamo spesso citare in televisione una famosa frase di Einsten, che affermava che quando le api spariranno dal pianeta all’uomo rimarranno solo quattro anni di vita. La causa della moria delle api è proprio l’uomo-scorpione, quello che grazie “alla sua natura” modifica l’ecosistema portando squilibri irreversibili che minano la sua stessa esistenza. Ma se fosse l’uomo a sparire accadrebbe lo stesso alle altre specie viventi? Perché il privilegio di sapere di esserci che caratterizza l’umanità rispetto a tutti gli altri esseri viventi, comporta anche la consapevolezza del non-esserci più, del tornare al NULLA da dove veniamo che sembra affascinare i tanti che fanno del male scientemente e si immolano per questo! Noi siamo in perenne guerra gli uni contro gli altri, la pace viene spesso invocata, ma quante persone riescono davvero a capire che cos’è?

La vita stessa è guerra, sempre e comunque contro l’oblio. Riflettendoci è il paradosso della vita: sia la guerra degli uomini, sia la guerra del finito contro l’infinito, sono entrambe causa della morte come assurdo e limite! Perché la vita vuole sempre e comunque Essere al di là di ogni confine fisico o spirituale e oltre l’insensatezza umana. A volte mi chiedo: siamo davvero sicuri che l’ultimo nemico da sconfiggere sia la morte? Certo, nel cristianesimo Gesù si è immolato sulla croce per poi risorgere, identificando in sé stesso la via verso la verità e la vita. E lo stesso Gesù disse:” Se uno vuol venire dietro a me rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua”Luca 9,23. Non sembrano proprio razionali frasi che spingono l’individuo a “rinunciare a se stesso”, ma qui Gesù mette il dito nella piaga dell’egoismo che impedisce all’uomo di amarsi e amare gli altri.

Non è tanto la morte fisica quella da cui Dio salva, Lui salva dall’inganno e dal male di vivere gli uni contro gli altri, nell’invidia e nell’odio che porta  alla distruzione. Il fatto di esserci ora, qui e adesso, ci condanna alla vita: rimbalzeremo come bilie, avanti e indietro nel tempo, in questo spazio d’eternità in cui ci è concesso di vivere o fermeremo il divenire incessante in un eterno presente dove il limite e l’infinito coincidono e l’amore per l’assoluto colmerà ogni vuoto?

Nella favola della rana e dello scorpione si tende ad identificare l’uomo con lo scorpione dimenticandosi della rana: essa, pur diffidente perché conosce la pericolosità dello scorpione, sceglie di fidarsi di lui! Non credo che sia stata solo ingenuità: la rana ha voluto credergli, come tanti uomini e donne ogni giorno credono nella vita e nella sua sacralità. Se il germe dell’irrazionalità e del caos fa parte del genere umano, esso pur essendo potente è comunque nulla rispetto al Bene che l’uomo può riconoscere e fare. Quindi c’è sempre la speranza, che come gocce nel mare, ogni gesto, ogni pensiero trasformi la vita in un percorso di crescita e di pace da fare insieme.

Voto o non voto? Cosa faranno i nostri EUROi?

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Dopo la cancellazione del referendum sul Jobs act, ieri la Consulta si è espressa sull’Italicum dichiarandolo parzialmente incostituzionale, pur mantenendone diversi aspetti come il premio di maggioranza al 40% alla Camera. La cosa più interessante rimane però l’aver evidenziato l’immediata applicabilità delle leggi elettorali così uscite dal loro verdetto. E questo pur non avendo in alcun modo risolto la totale disomogeneità tra i sistemi elettivi di camera e senato, come aveva invece chiesto il Capo dello Stato Mattarella subito dopo il voto referendario del 4 dicembre: «È inconcepibile indire elezioni prima che le leggi elettorali di Camera e Senato vengano rese tra loro omogenee», «il risultato del referendum abbia confermato un Parlamento con due camere, regolate da due leggi elettorali profondamente differenti, l’una del tutto proporzionale, l’altra fortemente maggioritaria con forti rischi di effetti incompatibili rispetto all’esigenza di governabilità». QUI  l’articolo!

Ora noi sappiamo che la coerenza è una caratteristica delle nostre istituzioni, una coerenza che però fino ad ora li ha portati ad andare avanti sulle loro tanto amate riforme, perdendo totalmente di vista il popolo che non rappresentano più da tempo!

Ma per tornare al tema delle elezioni anticipate, la domanda è sempre la stessa: a chi giova? Tutti sappiamo quanto faccia gola ai nostri politici il vitalizio di fine legislatura, quindi non è meglio giocare e sacrificare sull’altare delle future e devastanti riforme di-strutturali il governo Gentiloni? Per provare a vedere oltre le nubi nere che si prospettano all’orizzonte facciamo un passo indietro…

Il 23 gennaio il Commissario agli affari economici dell’UE affermava riguardo al terremoto: C’è piena disponibilità della Commissione europea” (bene, dico io…), “per il terremoto stiamo facendo tutto quello che possiamo” ( cioè?..),  “La ripetizione dei terremoti dimostra che c’è un qualche aspetto strutturale lì(ah, vuol dire che siamo i soliti italiani spreconi e incapaci che non sanno risolvere i loro problemi?), E siamo pienamente disponibili. Non parliamo di altre spese, ma è chiaro che la Commissione lo considera una questione per la flessibilità” ( chiaro no? Niente soldi, anzi LORO la flessibilità (de che?) ce l’hanno già data, adesso si aspettano che noi prepariamo una manovrina correttiva, come richiesto, da 3,4 miliardi!)

Giustamente, dopo aver confermato il governo del SI e avuto all’economia le persone “giuste”(vedi alla voce Padoan) che sanno cosa si deve fare, ora la Commissione batte cassa sapendo di sfondare porte già aperte. Infatti è di oggi la notizia che Moscovici torna alla carica esplicitando le già abbastanza chiare richieste: ” Lo scorso 17 gennaio la Commissione ha inviato una richiesta di chiarimenti, da fornire entro il primo febbraio prossimo, sul mancato rispetto dell’obiettivo di deficit, chiedendo interventi pari allo 0,2% del pil. Ora Moscovici si aspetta “una risposta precisa a una lettera che era estremamente precisa”. Anche perché, e il commissario Ue ci ha tenuto a sottolinearlo, “l’Italia è il paese che ha maggiormente beneficiato della flessibilità”. “L’ha avuta per gli investimenti, le riforme, i rifugiati e il terremoto. È chiaro – ha aggiunto – che nelle spese che abbiamo già integrato per il terremoto ci sono elementi straordinari ed elementi strutturali, come le spese per migliorare la prevenzione, il consolidamento per rimediare ai danni”. QUI l’articolo. 

Quindi Moscovici conferma quello che avevamo già capito: l’Italia ha avuto tutto quello che doveva avere, (peccato che noi cittadini di tanta generosità non ci siamo accorti) ora prepari gli italiani alla stangata di 3,4 miliardi da noi richiesta nella letterina inviata al governo. Come? SO CA..I VOSTRI!!!

A tanta generosità dei buuuu-rocrati euristi risponde indignato addirittura il presidente del PD Orfini:

“Le parole di Moscovici sono sconcertanti”. Matteo Orfini ha duramente criticato la linea della Commissione europea. “Mentre stiamo ancora piangendo i morti della tragedia di Rigopiano, sentire coloro che dovrebbero rappresentare i valori di solidarietà su cui è nata l’Europa esprimersi con argomentazioni fredde, proprie delle burocrazie che da anni difendono gli interessi politici legati al feticcio dell’austerity, è inaccettabile e offensivo – presidente dell’assemblea nazionale del Pd – dopo questo ennesimo atto mi tocca ribadire che la lettera di Bruxelles è irricevibile”QUI l’articolo!

Peccato che i primi ad applicare TUTTE le regole dell’austerity siano stati proprio i politici italiani, in primis quelli del PD! Quindi non c’è via di scampo e sembra che abbiano poco da scegliere: prendere (il poco) tempo, sperando che il sistema dell’euro si sfaldi facendo saltare il banco insieme alle manovre e manovrine varie che ci aspettano ( ricapitalizzazione delle banche, aggiustamenti del deficit da 3,4 miliardi, manovrone lacrime e sangue di fine anno…), oppure andare alle elezioni e completare comunque la svendita del paese, ma perlomeno lavandosi la bocca con la cosiddetta legittimazione popolare attraverso il voto… E Renzi naturalmente è di nuovo pronto a garantire un futuro radioso al suo paese!

 

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