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Fatti vs opinioni

Marco_Aurelio_bronzo
Marco Aurelio

“…tutto ciò che ascoltiamo è un’opinione, non un fatto. Tutto ciò che vediamo è una prospettiva, non è la verità […] Tu hai il potere sulla tua mente, non sugli eventi. Renditi conto di questo e troverai la forza.” pensieri di Marco Aurelio tratte dal suo libro “Meditazioni”

Non ho mai approfondito più di tanto l’argomento sull’11 settembre, ho trovato interessanti e personalmente condivisibili le dichiarazioni di Assange sulla questione: “I’m constantly annoyed that people are distracted by false conspiracies such as 9/11, when all around we provide evidence of real conspiracies, for war or mass financial fraud.” Un articolo collegato alla questione lo potete leggere QUI.  Il dibattito è certamente aperto e suscita dubbi e domande, ringrazio quindi Stefano per averne parlato nel suo interessantissimo post che pubblico volentieri e ognuno è poi libero di decidere se davvero le questioni sollevate da Stefano siano fatti oppure opinioni.

P.s.: Mi chiedo se i debunker e i complottisti non siano anche loro due facce della stessa medaglia, cioè l’ultima sponda di un sistema che gioca tutte le sue carte pur di tenere ai margini verità fattuali molto più incisive.  Ma questa NON è una questione attinente al post sotto e la lascio aperta per un prossimo ed eventuale approfondimento.

Post di Stefano

Torno a parlare dell 11 settembre dopo che ho visto un interessantissimo confronto tra Massimo Mazzucco, documentarista complottista, e Fausto Biloslavo, giornalista ed inviato di guerra mainstream, disponibile su Youtube e realizzato da Byoblu.
Per me ci sono due aspetti da considerare: il primo sono i fatti, quello che è accaduto fisicamente, quello che sottostà alle leggi della fisica, in pratica quello che è incontrovertibile… semplicemente perché è un FATTO. Il secondo aspetto sono le testimonianze, il panorama politico, le speculazioni opinionistiche geopolitiche, le opinioni “fideistiche”, eccetera. Il secondo aspetto è mutevole, interpretabile, corrompibile, soggettivo.
Non ritengo che il secondo aspetto sia trascurabile, ma se devo scegliere un punto di partenza scelgo il primo, ovvero, prima analizzo i fatti e poi mi faccio un’opinione. Il contrario è quello che ha fatto Biloslavo: lui parte dal presupposto che: “gli americani non si farebbero mai una cosa del genere”, che: “ci vorrebbero troppe persone per organizzare una tale messa in scena e prima o poi verrebbe fuori la verità” e che: “ci sono le testimonianze dei veri responsabili che confermano la versione ufficiale”.
Non metto in dubbio che il “secondo” aspetto è affascinante e tranquillizzante, purtroppo però cozza con i FATTI. L’elenco dei fatti certi è lunghissimo e mi limiterò a citare solo i più salienti, faccio presente che per “fatti” intendo cose che, chi ha vissuto e fatto esperienze per qualche anno di vita, oppure, chi abbia acquisito con merito la licenzia media, sono incontrovertibili. Premetto intanto, che i grattacieli sono progettati e costruiti per resistere agli incendi ed all’impatto di aerei, e credo non vi siano dubbi. Al contrario sarebbe come fare un’auto senza freni. Tant’è vero che non è mai successo nella storia che un grattacielo crollasse per incendio o per impatto con un aereo. Quindi, semplicemente le torri gemelle non sarebbero dovute crollare. Non certo, poi, alla velocità quasi di caduta libera senza che qualcosa non abbia tolto la resistenza dei piani inferiori, come ad esempio delle esplosioni, che tra l’altro sono visibili nei filmati, e come d’altronde si usa nelle demolizioni controllate. Non sarebbe certo crollato, dopo poche ore, il terzo grattacielo, il WTC 7. La versione ufficiale dice che è caduto per l’incendio “indotto” da una torre gemella…? Anche questo a velocità di caduta libera, con tanto di esplosioni ben visibili. Inoltre il Kerosene contenuto nei serbatoi brucia al massimo a 800 gradi centigradi, mentre l’acciaio di cui era fatta la struttura delle torri fonde almeno a 1500. A ground zero per settimane, scavando, si trovavano pozze di acciaio fuso. Si trovavano putrelle tagliate con la termite ad angoli di 45 gradi: metodo usato per far collassare meglio la struttura nelle demolizioni controllate. Sulle ragionevoli illazioni che i terroristi “piloti” non sapessero affatto guidare dei Boeing 757, che nessun pilota sarebbe stato in grado di fare certe manovre con quegli aerei, che il cielo più controllato del mondo non sia stato controllato e che non era presente l’aviazione americana perché impegnata, proprio quel giorno, da 4 esercitazioni diverse e contemporanee, questo appartiene al “secondo” aspetto, ma sul fatto che gli aerei viaggiassero a 900 Km all’ora a 200 metri sul livello del mare, questo è un FATTO. E degli aerei “normali” non lo possono fare. Col Pentagono mi piace accarezzare il “secondo” aspetto: vi sembra possibile che un terrorista che voglia fare il massimo dei danni non colpisca il Pentagono dall’alto, che tra l’altro è molto più facile, piuttosto che fare la solita manovra impossibile per portarsi a 900 Km H rasoterra e colpire un muro esterno? Vi sembra possibile che non siano disponibili filmati in uno dei posti più controllati del mondo? Ma torniamo ai fatti: quello che resta è un buco di circa 5 mt di diametro. Peccato che la fusoliera dell’aereo conti 15 mt di diametro, è vero che la fusoliera è di alluminio e leggera… ma i due motori appesi sotto le ali sono di acciaio e sono la parte più massiccia dell’aereo, bene, questi non hanno lasciato la minima traccia. E questi sono FATTI. Sorvoliamo poi sul fatto che non si sono mai trovati i resti del quarto aereo, ma solo una buca…? Boh?
Bene, di fatti ce ne sono tanti altri, ma bastano questi. Da questi si possono sviluppare tutte le teorie che si voglia, invito solo a pensare, però, che qualunque capo di stato dichiari una guerra sa perfettamente che sta causando centinaia di migliaia di morti. Per cui non ci si deve meravigliare se alcuni individui sanno prendere la decisione di ammazzare migliaia di persone. Lo prendono come uno “spiacevole”, ma inevitabile, danno collaterale.