Dammi la forza

Di questo ti prego, Signore:

colpisci, colpisci alla radice

la miseria che è nel mio cuore.

Dammi la forza di sopportare

serenamente gioie e dolori.

Dammi la forza di rendere il mio amore

utile e fecondo al tuo servizio.

Dammi la forza di non rinnegare

mai il povero,

di non piegare le ginocchia

davanti all’insolenza dei potenti.

Dammi la forza di elevare il pensiero

sopra le meschinità della vita d’ogni giorno,

e dammi la forza di arrendere con amore

la mia forza alla tua volontà.

Preghiera induista

L’ultimo messaggio di Koko

Nata il 4 luglio 1971 allo zoo di San Francisco, cominciò ad imparare la lingua dei segni con la dottoressa Francine “Patty” Patterson come parte dello Stanford University project a partire dal 1974. Aveva imparato 1000 segni per comunicare con gli esseri umani ed è diventata la prova concreta che gli animali sono in grado di provare stati empatici che Koko comunicava proprio attraverso i segni. Noam Chomsky affermò che Koko non produceva davvero un linguaggio perché si esprimeva solo a parole e non con delle frasi. Forse il problema è quello di voler antropomorfizzare gli animali, essi anche quando imparano modalità umane di vita si sintonizzano solo su alcuni aspetti del nostro mondo mentale. Siamo stati noi uomini ad addestrare Koko o è stata lei ad avvicinarsi al nostro mondo? Il messaggio “ecologico” che potete vedere nel video è forse frutto di un copione o è spontaneo? A me sembra molto “umano” ma ciò non significa che non sia frutto di un pensiero di Koko. Piuttosto la costante frequenza umana potrebbe aver fay superare la simbiosi fra animale e natura portando una parziale consapevolezza del suo esserne parte, Oltre l’istinto c’è la coscienza di essere, la nascita della consapevolezza del tutto e delle proprie parti, in una parola l’essere persona. E qui entriamo nell’ambito del mistero: il mistero dell’uomo e della sua autocoscienza, il mistero della natura e il suo essere madre generatrice di vita, il mistero di Dio e del suo Amore che fa muovere l’Universo!

Motivi per una pandemia organizzata

Aggiungerei all’elenco fatto da Stefano la notizia qui sopra: di fatto i non greenpassati perdono il diritto all’elettorato passivo, non avendo più la possibilità di accedere alle camere senza questo requisito. E sembra logico pensare che per l’elettorato attivo accadrà la stessa cosa, cioè il greenpass sarà requisito necessario per poter votare!Ma tranqui, non c’è da preoccuparsi, sono solo misure “sanitarie” dettate dall’emergenza e quindi temporanee! O no? E non sorprende neanche il fatto che gli obiettivi connessi all’evento pandemico siano in realtà già stati in parte realizzati dalle politiche economiche in atto da decenni nei governi occidentali, Italia in primis. Semmai dovremmo chiederci il perché di tutta questa fretta nel voler avere tutto e subito. Forse questo è l’unico vero segno di debolezza del sistema che ci permette ancora di avere qualche speranza…

Post di Stefano

Ogni grande evento/narrazione destinato a cambiare radicalmente la struttura della società viene studiato e pianificato con largo anticipo in modo da ottenere più risultati contemporaneamente e favorire anche diversi interessi.
Tutto questo con il minore dispendio di energie e risorse, ma anche con la massima resa. In tutta questa farsa organizzata e chiamata: “pandemia da Covid 19” ho individuato i seguenti moventi.
Non è detto che non ce ne siano altri, ma secondo me questi sono i principali:

  • Garantire un lautissimo guadagno a Big Pharma, anche se credo questo sia l’obiettivo più marginale.
  • Introdurre il principio che il corpo umano possa essere violato dall’autorità, per effettuare forzatamente sperimentazioni mediche.
  • Sperimentare nuove tecniche (MRNA) su cavie umane, avendo anche come campione di riferimento i Novax.
  • Abituare il popolo a rinunciare alle libertà fondamentali in cambio della sicurezza.
  • Fomentare ed incrementare la divisione e l’odio sociale, il divide et impera, per annullare la possibilità che il popolo si unisca per ribellarsi alle coercizioni.
  • Distruggere il potenziale creativo ed artistico dell’essere umano e, di conseguenza, ogni forma di individualità e quindi di imprevedibilità, attraverso l’instaurazione di uno stato sociale fondato sulla paura, affinché solo i bisogni primari vengano presi in considerazione.
  • Abituare il popolo ad abbassare il tenore di vita, evidentemente poiché il potere ha realizzato che la presente struttura consumistica non è sostenibile.
  • Minare fortemente la salute e la capacità riproduttiva dell’essere umano per limitare o invertire l’attuale tendenza demografica.
  • Spostare il risparmio e la ricchezza, soprattutto dei beni immobili, verso i grandi gruppi finanziari per ottenere in tal modo un senso di precarietà e un’ulteriore sottomissione popolare.
  • Spostare l’economia dalle piccole imprese ai grandi gruppi gestiti dai poteri mondialisti.
  • Sdoganare il concetto che i diritti umani non siano un patrimonio inalienabile, ma premi che vengono concessi dalle autorità solo in cambio di comportamenti obbedienti e compiacenti.
  • Dirottare la prevalenza delle attività umane su piattaforme digitali di modo che il potere possa, da remoto, intromettersi sulla sussistenza ed anche esistenza stessa degli individui, grazie anche e soprattutto all’eliminazione del denaro contante.

Considerate che il periodo vissuto dal dopoguerra ad oggi nella parte ricca del globo è una eccezione assoluta nella storia degli ultimi secoli. Non si erano mai realizzate analoghe situazioni di eguaglianza, libertà, riconoscimento dei diritti fondamentali e democrazia. Per quanto questi ideali non siano stati nemmeno lontanamente concretizzati appieno, soprattutto quello della democrazia, eppure ad oggi rappresentano il più alto grado espresso nella storia contemporanea. Evidentemente si è trattato di un semplice esperimento e le grandi élite, che da sempre governano il mondo, stanno facendo marcia indietro, per riportarci ad una situazione di totalitarismo che, seppur tecnologico, è pur sempre medioevale.

Fantozzi e il Megadirettore, dialogo sull’oggi

Guardate il filmato, i protagonisti dell’oggi ci sono tutti: personalità illuminate, paternalismo, popolo sottomesso, ambiente ecclesiastico, il poverello d’Assisi… Una “commedia distopica” potremmo definirla. Quando citiamo Orwell o Huxley per parlare della loro capacità di descrivere con anni di anticipo quanto sta accadendo oggi, forse dovremmo ricordarci di aggiungere Paolo Villaggio. Riflettendo sulla funzione di questo tipo di letteratura rimangono aperte due strade. La prima è quella di aiutarci a leggere i segni dei tempi per saperlo affrontare con più consapevolezza. La seconda invece ci porta di fronte ad un vicolo cieco: nessuna speranza hanno i protagonisti di questi racconti, quindi è inutile qualsiasi reazione da parte nostra, meglio lasciarsi trasportare inerti dagli eventi, remare controcorrente non fa che aumentare le nostre sofferenze. Del resto cosa dice il Megadirettore a Fantozzi alla fine del filmato: “…posso aspettare fino a mille anni!”. Riflettiamo gente, riflettiamo…

Pixel life 2.0.2.1.

Era una fresca domenica di fine estate, ormai le vacanze stavano per finire e avrei presto dovuto interrompere l’uso del software”Happy holiday special” per tornare alla normalità! Quest’anno ho meritato ben due settimane di interruzione dal portale sociale, una piattaforma governativa volta a tutelare i cittadini dalle fake news diffuse da pericolosi virus di sistema: foto, video, mostrano un mondo “strano”, dove le persone interagiscono su un piano materiale a noi totalmente sconosciuto. Quella è la vera realtà – dicono – svegliatevi dal torpore e iniziate a percepire il vostro vero corpo! Corpo? Certo, il corpo “di carne”, diverso dal corpo etereo fatto dai pixel della Rete! Oggi noi tutti sappiamo che la mente è in grado di modellare la materia e che il mondo è virtualmente immateriale, la natura è il programma che sta alla base della vita di tutte le svariate connessioni attive nella Rete!

Quello che le varie fake ci dicono relativamente al concetto di “corpo materiale”, vorrebbero convincerci che oltre l’etere in cui tutti viviamo c’è una dimensione limitata dal tempo e dallo spazio, soggetta all’invecchiamento che si materializza come la peggiore e inevitabile della malattie, la morte! Perché parlo di queste baggianate? Sono affascinato dai complotti? Diciamo che l’idea di essere in una dimensione di precarietà, potersi muovere con dispositivi “meccanici” totalmente soggetti all’abilità umana e non gestiti da remoto come accade nel nostro mondo etereo, mi terrorizza e incuriosisce contemporaneamente. Pensateci un attimo: imprevedibilità, incidenti, caos, malattie… Ma anche scoperte, come in quelle fantastorie che raccontano di esplorazioni, di amori, di tragedie… Esseri strani si muovono in una natura selvaggia che è governata da gerarchie fra le varie specie

La mente domina e il corpo muta, questo è ciò che siamo, un’immagine nella rete adatta alle varie interazioni a cui dobbiamo sottoporci. Il lavoro dell’insegnante per esempio necessita di un’immagine severa e ispiratrice allo stesso tempo. Ma per insegnare cosa? La rete è maestra di vita per ognuno di noi, serve però una guida che possa portare i discenti a trovare la loro auto realizzazione nel sistema d’interazioni a cui siamo connessi. La mente ha infinite possibilità evolutive, alcune potenzialmente pericolose per sé stessi e per gli altri; la mente erge barriere che servono per identificarsi come individui e per esprimere delle potenzialità. Quando si espandono i confini della mente oltre ogni limite inizia davvero ad essere pericoloso, si percepisce prima una specie di sfarfallio, di tremore quasi materiale, ma per fortuna la piattaforma sociale non permette anomalie, io non ho mai dubbi su cosa sia giusto o sbagliato fare. Il dubbio, così come la libertà, sono concetti contraddittori quando mettono in discussione l’unica realtà che ha un senso, quella in cui siamo stati integrati e addestrati a vivere al meglio le nostre vite. C’è però una cosa, sopita, nascosta, quasi estranea a me stesso, eppure… Emerge a volte e stringe forte al centro del mio sé più profondo. Potrei aprire una porta in questa mia interiorità, potrei farlo abbastanza facilmente, ma ogni volta non ci riesco e torno indietro pronto a rioccupare il posto che mi è stato assegnato. Se io esisto allora DEVO stare al mio posto, perché qui non è in discussione il singolo ma l’intera società, gli antenati parlavano di BENE COMUNE, un modello di pensiero che ha salvato il nostro mondo portandoci pace e speranza per il futuro. Il motto è sempre quello: siamo ciò che pensiamo e pensiamo quello che è giusto pensare. PUNTO! Tutto, ripeto TUTTO è giusto così e non potrebbe essere altrimenti. Del resto siamo solo pixel, dove mai potremmo andare, o cosa potremmo fare se non fonderci in immagini virtuali attinenti al ruolo che ci ha assegnato il sistema. Eppure c’era un temo, un tempo diverso che si erge imponente a lato della coscienza profonda. Esso si erge in me e non riesco ad evitarlo, per quanto io faccia non posso negarlo e devo confrontarmi con una parte misteriosa, estranea ma viva, lontana ma presente, oscura ma luminosa. Chi sono o meglio chi sono stato? E soprattutto CHI ERANO GLI UMANI?

Continua

Colonizzatori

Ciò che resta originario nell’operaio è ciò che non è verbale: per esempio la sua fisicità, la sua voce, il suo corpo. Il corpo: ecco una terra non ancora colonizzata dal potere.” Pier Paolo Pasolini

Domande: A che punto siamo? Cosa resta ancora da completare?

Svolgimento: Controllare il lavoro–>cancellare i diritti sociali–> criminalizzare ogni forma di dissenso–>ricattare–>controllare il lavoro…

Mezzi: vaccini e greenpass; greenpass e vaccini.

Fini: colonizzare il corpo, incatenare la mente.

Detesto soprattutto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni. È un potere che manipola i corpi in un modo orribile.” Pier Paolo Pasolini

Manto soffice

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Ancora sulla Speranza, poche parole, forse banali. Nella poesia sotto uno stato d’animo, di sconforto a volte, ma anche di luce…

Due essenzialmente sono i segni che ci permettono  di aprirci alla Speranza: il primo riguarda la dignità umana, essa va perseguita costantemente nella società attraverso il riconoscimento della libertà (in ogni sua forma) insieme alla promozione di ognuno. Il secondo segno è la giustizia senza la quale non si può parlare di equità o dignità umana.Sappiamo bene quanto l’uomo nella storia abbia negato questi principi, pur avendoli teorizzati e in modo spesso marginale concretizzati in delle forme di governo.

Ma essi sono presenti nella coscienza dell’umanità e possono trovare una sintesi teologica nella Rivelazione dell’amore di Dio da cui discendono tutte le altre forme di amore. E attraverso l’Amore il creato, la storia e la stessa umanità devono trovare compimento. Perciò è neccessario per i credenti lasciarsi guidare dalla fede, vivere il presente con lo sguardo rivolto al futuro impegnandosi concretamente nella realizzazione di questi principi nella vita reale e nella società, opponendosi con fermezza ai modelli distorti di falsa giustizia che  negano appunto lavoro e vita dignitosa alle persone, ristorati nei momenti di sconforto da un rifugio interiore, dove c’è posto per tutti e dove tutti possono entrare per condividere l’esigenza di giustizia e dignità…

Giornata cupa questa.

Un vento freddo e pungente mi fa rabbrividire.

All’improvviso inizia a piovere,

sembra quasi neve

acqua gelida destinata a trasmettere

sensazioni di morte.

E’ così che ci sentiamo

quando siamo soli

e manca la speranza.

Ma anche la neve può portare la vita,

trasformandosi in un manto caldo e soffice

che protegge i germogli

e li tiene al sicuro.

Forse anche per noi c’è un caldo rifugio.

Certo a volte c’è tempesta

e il freddo prevale…

Continuiamo a sperare

affinché ognuno possa trovare trovare

un caldo rifugio.

 

Fantastic Planet 25

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Monica e lo Scrapbooking

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Chef Kevin Ashton

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