La cantina dei pesi

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Lo specchio è la nostra storia, oltre ogni immaginazione!

In tempi remoti

iniziarono i pesi

e da allora mai accadde

che furon sospesi.

Facce ormai lontane

frequentarono la cantina

e alcune ancor costanti

sollevano i pesi

con sforzi impressionanti.

C’è Grillo puntuale

alle sette e quaranta

e Brunello d’umor nero

che mugugna loquace

tornato da un lavoro,

immutabile destino,

dove se guadagna poco

ma si lavora un casino.

Il perfido Nicolini

subito sorride illuminato

pensando ad un Brunello

dalla sorte condannato.

I suoi occhi celesti

sembran quasi fulminanti

quando racconta episodi assurdi

con finali esileranti.

C’è poi Andrea il padrone

dai muscoli possenti

che solleva i pesi

con risultati sorprendenti:

quando a centocinquanta chili è arrivato

si è addirittura incoronato!

Venite anche voi

qui il tempo si è fermato

e sulla polvere antica

ogni segno è conservato.

Guardando nello specchio

vedrete immagini passate

che oggi ancor rimangono

per sempre conservate.

* La cantina è stata (ed è tuttora) un luogo di spensieratezza,  di riflessione e soprattutto d’incontro e d’amicizia vera! Per capire meglio la filastrocca: l’orario d’apertura era 18,30  con chiusura verso le 19,40 proprio quando arrivava Grillo puntuale…

L’amore è un sogno

camomilla

* Filastrocca tragicomica sull’amore

In questa notte

un manto di stelle

ci rivestiva di luce

ma assai più splendenti

erano i suoi occhi

languidi d’amore

e socchiudendoli appena lei mi disse:

“C’ho sonno! Andamo a dormì?”

Io allor mi meraviglio

il mio cuore è uno scompiglio

ma a lei scappa uno sbadiglio

più non so cosa pensar?!?!

“Amore non ti preoccupare”

– lei mi dice insonnolita –

“anche se a casa voglio or tornare

un bel sogno potrò fare

e noi lì ci incontreremo

certamente ci sposeremo

e molti figli avremo…

YAAAAWNNN…

Presto mettiti al volante

il mio sonno è ormai imperante!!!

Prima ero un po’ eccitato

ma ormai me so sgonfiato

io credevo che lei fosse una fata

non la Bella Addormentata!

“Ecco a casa ti ho portata,

o mia bella addormentata.

Dimmi domattina ti posso chiamare?

Sarai più riposata e la stanchezza

se ne sarà andata”.

Mi risponde un po’ assonnata:

“Prima di mezzogiorno non mi chiamare.

Sai com’è, troppo presto

non mi vorrei svegliare.

E anche al pomeriggio

magari un tantino

è bene fare un pisolino”.

“Oh che donna da sogno ho trovato,

sono proprio fortunato”,

prima che mi lasci solo gli dico:

” Cara Ca(mo)milla

SOGNI D’ORO!!!”

  • Inauguro con questa filastrocca una sezione “leggera” del blog, che spero possa far almeno sorridere.