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Poesie

Campane di Pasqua

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Foto di wwboy da Pixabay

Campane di Pasqua festose
che a gloria quest’oggi cantate,
oh voci vicine e lontane
che Cristo risorto annunciate,
ci dite con voci serene:
“Fratelli, vogliatevi bene!
Tendete la mano al fratello,
aprite la braccia al perdono;
nel giorno del Cristo risorto
ognuno risorga più buono!”
E sopra la terra fiorita,
cantate, oh campane sonore,
ch’è bella, ch’è buona la vita,
se schiude la porta all’amore.

Gianni Rodari
Mi affido ancora una volta a Rodari, uno dei pochi che sapeva parlare ai bambini per insegnare ai grandi. Caro Gianni – scusa se mi permetto di darti del tu – c’è davvero bisogno di accogliere Cristo per imparare a perdonare. Come te il Signore si rivolgeva proprio ai più piccoli, come te Lui parlava a chi sa ascoltare e vedere in profondità. Che è la cosa più difficile in un Mondo che ci ha rapito l’animo. Ma essere piccoli o essere deboli ed indifesi sono luoghi fertili dove può manifestarsi la potenza di Dio; i piccoli ci insegnano quanto sia importante rinunciare a sé stessi per aprire la porta all’Amore.

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Poesie

Il cielo è di tutti

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<a href="http://Foto di Georg Schober da Pixabay“>Il Cielo

Qualcuno che la sa lunga

mi spieghi questo mistero:

il cielo è di tutti gli occhi,

di ogni occhio è il cielo intero.

E’ mio, quando lo guardo.

E’ del vecchio, del bambino,

del re, dell’ortolano,

del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero

che non ne sia il padrone.

Il coniglio spaurito

ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,

ed ogni occhio, se vuole,

si prende la luna intera,

le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa

e non manca mai niente:

chi guarda il cielo per ultimo

non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,

in prosa o in versetti,

perché il cielo è uno solo

e la terra è tutta a pezzetti.

G. Rodari
C’è altro da aggiungere? A me non sembra. Gianni Rodari riesce sempre a dire molto e a dire ai bambini come agli adulti. A noi non resta che provare a guardare per vedere e ad ascoltare per sentire… allora si che non avremmo più bisogno di “prosa o versetti” per spiegare il mondo in cui viviamo!

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Poesie

Tutti in collegio!

Il “collegio” è quello dei docenti, che dovrebbe essere un virtuoso luogo di decisioni collegiali e democratiche. Ma non sempre avviene! Comunque la filastrocca in questione è stata scritta almeno 20 anni fa e ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale. Diciamo che il tempo passa ma i capi o le cape poco cambiano nella sostanza (salvo rare eccezioni)!

Collegio dei docenti

posto dove la capa parla

e nessuno ci capisce niente

e ti senti morire

dalla noia,

e vorresti dormire

per non svenire

ma invece sei costretto a sentire

senza capire una parola

di questa inutile sQuola!

Se si sente un bisbiglio

succede subito uno scompiglio

perché la capa

che si sente frustrata

non può sopportare

chi non vuole ascoltare

e se s’inc@zz@

gli insegnanti strapazza:

<<Io di voi mi meraviglio>> – dice schifita – <<Se buonini non sapete restare, io il collegio dovrò aggiornare!>>.

Poi un fiume di parole, su parole,

su parole e ancora parole…

perché questo è il suo pregio

indormire il collegio.

Poi le proposte libere

fatte al collegio,

questo è un altro suo pregio,

che se non le vuoi votare

le devi comunque accettare

con imminenza

se no perde la pazienza

e ricomincia a parlare

perché ti vuole torturare

e con lo sfinimento

farti accettare il cambiamento.

Con la mente c’è chi evade

ma una densa nebbia ti pervade

e ti entra nel cuore,

e ti trasmette grigiore,

un magò che non se pò capì

a meno che non sei lì!

Oh che giorno bigio,

fuori c’è il sole

ma qui non arriva il suo calore

e quando parla dell’agio

ti senti ancora più a disagio

e per farci sentire importanti

i lavori che ci propone sono tanti:

bidello, assistente bidello, assistente cuoco,

baby sitter, appendi lavagne, sistematore di veneziane,

urlatore con ste bestie de fioli, scudiero della capa,

servo della gleba con la personalità di un’ameba.

Certo che quando Marx parlava

di alienazione del proletariato,

ancora non aveva conosciuto

chi in questa scuola ha insegnato,

povere maestre senza quattrini

ma con tanti problemini

con i genitori, i bambini

e i dirigenti superbi e un po’ sciocchini.

Oh San Giovanni Battista de La Salle

protettore degli insegnanti

facce anda’ via

se no doma’ chi se ripia!!!

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Poesie

Ecco Rodari interpretato dai bambini

E per completare l’omaggio a Gianni Rodari, pubblico sotto un cartellone sulla poesia “Battaglia in cielo” (vedi il post precedente CLICCA QUI ) che è stato realizzato dai bambini di una scuola primaria (classe prima).

 

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Guerra in cielo

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Oggi battaglia grossa

tra una nuvola grigia

e una nuvola rossa,

tra una nuvola bianca

e una nuvola nera

battaglia tra l’inverno e la primavera.

A un colpo di tuono il vento

fugge sui campi sgomento.

Ma noi sappiamo già chi vincerà:

ce lo ha detto una rondine

arrivata iersera, e una primula d’oro appena fiorita:

“Vittoria, vince la vita,

vince la primavera!”.

*tratto da ” Gianni Rodari, Filastrocche lunghe e corte, editori Riuniti”

Gianni Rodari non è solo uno scrittore di libri e filastrocche per bambini. Lui sapeva scrivere per i bambini insegnando agli adulti! La fantasia e le immagini brillano nelle sue parole, rendono manifesti significati profondi, fanno vedere molte verità che la vita non nasconde, ma la menzogna complica e offusca. Un maestro che tutti dovremmo imparare a conoscere meglio e attraverso i suoi insegnamenti tornare un po’ bambini e chiudere il cerchio della vita con più consapevolezza.